Riporto alcuni brani tratti dall'intervista che mi ha fatto la giornalista
Silvia Ferraris. Cfr. Silvia Ferraris, Il bamboccione non abita in Giappone, in
"Anna", n.33, 21 agosto 2008, pp. 128-132.
"Da un certo punto di vista, si può tranquillamente affermare che in Giappone è
successo quello che oggi sta succedendo nel resto del mondo, soprattutto in
Occidente", conclude Martorella. Con la differenza che a Tokyo non ci si piange
addosso, perché prevale nettamente una filosofia che ha una certa dimestichezza
con le catastrofi. "L'educazione dei giapponesi ha un concetto che è come un
pilastro portante: da terra ci si può rialzare solo con le proprie forze",
spiega Cristiano Martorella. "Il Giappone è un paese che si è fatto da sé con la
sola potenza delle proprie menti e delle proprie persone. Non ha mai avuto un
territorio ricco di miniere. Non aveva materie prime. Non possedeva altro oro
che non fossero le proprie braccia. E con cervello e volontà è diventato il più
ricco del continente asiatico e il secondo, a livello mondiale, dopo gli Stati
Uniti". [p.132]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]