Una utile osservazione sulla questione dell'offensiva contro gli otaku tratta da
una e-mail inviatami da un amico.
"Incredibile il brano contro gli otaku. Come osservi correttamente, si tratta da
parte dei promotori (consapevoli o peggio inconsapevoli) dell'ideologia
occidentale, di rifiurare ogni messa in dubbio della validità assoluta della
nostra "cultura", prima ancora di aver la possibilità di considerare i
contenuti. In questo modo ogni visione alternativa, anche se parziale e tutto
sommato inoffensiva, è recepita come minacciosa. Insomma la società in cui
viviamo è una società autistica. L'altro è minaccia di disgregazione."
Alessandro Bezante
giappone_cultura_e_lingua
Oggetto: Un progetto politico
venerdì 11 febbraio 2005 12.57
Cosa si cela dietro tanta immotivata ostilità contro gli appassionati di fumetto
e animazione nipponica? Per chi come me si occupa della questione da tempo,
conducendo ricerche sul campo e verificando ipotesi e teorie, la risposta è una
soltanto: un progetto politico. Implicitamente la De Agostini ci suggerisce la
risposta all'arcano col suo articolo sugli otaku. Questo passaggio si rivela
illuminante:
"Gli otaku occidentali, persone di razza caucasica che in seguito a processi di
acculturazione distorti sono pervenuti alla decisione di comportarsi esattamente
come se fossero giapponesi, sono stati battezzati Wapanese (Western Japanese).
In genere lo Wapanese è un fan di manga o anime (i cartoni animati giapponesi)
che si è evoluto al punto da riuscire a trascorrere anche diversi giorni
consecutivi senza mangiare e dormire, concentrato sulle sue riviste o
videocassette. Crede fermamente che la cultura giapponese sia superiore a
qualunque altra, soprattutto alla propria, e nella conversazione quotidiana usa
con la massima disinvoltura e improprietà il maggior numero possibile di termini
della lingua giapponese."
[Articolo intitolato "Un fenomeno inquietante", apparso sul n.45 (febbraio 2005)
dell'opera a fascicoli della De Agostini intitolata "Giappone. La civiltà e lo
stile di un grande Paese dell'Oriente", vol.3,
p.294.]
L'otaku crede nella superiorità della cultura giapponese o almeno la preferisce.
Allora cosa ci sarebbe di sbagliato? Il problema si scontra con la credenza
degli occidentali nella superiorità della cultura occidentale. Questo dogma non
può essere messo in dubbio, invece gli otaku toccano
proprio questo punto cruciale. Il progetto politico di imporre la cultura
occidentale come cultura egemone sull'intera faccia della Terra, progetto
politico supportato dall'uso delle armi, si scontra con le idee delle nuove
generazioni che rifiutano la cultura egemone occidentale. Perciò lo scontro
diventa evidente e violento. L'appassionato di fumetti e animazione nipponica
diventa una minaccia
politica. Così bisogna esorcizzarlo indicandolo come malato, deviante,
criminale.
Cristiano Martorella
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]