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Rispondi | Inoltra Messaggio #264 di 576 |
La scheda sugli otaku del sito Nipponico.com. Disponibile al seguente
indirizzo:

http://www.nipponico.com/dizionario/o/otaku.php



Otaku

La parola giapponese otaku significa "casa altrui", ma ha assunto un
significato nuovo e diverso a partire dagli anni '80. La nuova accezione di
otaku indica, per lo più, dei giovani appassionati di fumetto e animazione
giapponese che trascorrono la maggior parte del loro tempo in casa,
coltivando questo loro interesse.
In Europa, il fenomeno fu segnalato molto presto e spesso con una
connotazione negativa. Invece, secondo Cristiano Martorella, il fenomeno
otaku non sarebbe presente soltanto nella società giapponese, ma
riguarderebbe l'intero globo e avrebbe alcuni aspetti positivi:

Parlano una lingua composta di idiomi giapponesi e inglesi, si confrontano e
discutono di mondi immaginari usando i più svariati mezzi di comunicazione,
rappresentano una tendenza giovanile e anche se originari dell'Estremo
Oriente sono multietnici e presenti a livello mondiale".

Martorella afferma che "il mondo degli otaku influenza silenziosamente i
gusti, i comportamenti, l'estetica e le arti, permeando invisibilmente
diversi settori e contribuendo a definire la caotica società contemporanea".
Anche Elena Romanello è dell'opinione che gli otaku abbiano in sé elementi
positivi. Romanello analizza il fenomeno otaku senza clamori e individuando
come creativi quegli aspetti che spesso sono demonizzati.
Ad esempio, "la valvola dell'animazione giapponese diventa anche e
soprattutto un nuovo modo di essere creativi: si diffonde il cosplay,
durante fiere e feste, cioè ragazzi e ragazze vestiti come i loro eroi
animati, molti giovani disegnano e inventano fumetti in stile manga, c'è chi
invece scrive storie sui personaggi, quella che viene chiamata nei paesi di
lingua anglosassone la fan fiction" (Due realtà nel mondo dei giovani, "LG
Argomenti", Anno XXXV, n. 4, ottobre-dicembre 1999, pp. 33-38).
Ad occuparsi diffusamente degli otaku ci pensarono Massimiliano Griner e
Rosa Isabella Furnari, che dedicarono un intero libro all'argomento. Gli
autori analizzarono il fenomeno dal punto di vista sociologico e
mass-mediatico:

Probabilmente integrati completamente in un mondo a venire, progressivamente
sempre più integrati con lo scorrere del tempo, gli otaku non sono certo
l'esemplificazione del giapponese e della sua cultura nel suo estrinsecarsi
più autentico. Ma possiamo anche escludere che gli otaku siano un corpo
estraneo alla società giapponese.

Nonostante queste analisi e indagini, non si è raggiunta un'opinione unanime
sull'argomento, che resta controverso. Lo dimostra un articolo di Michele
Scozzai che vede il fenomeno come una semplice degenerazione della società
giapponese. Secondo Scozzai "il fenomeno otaku è l'espressione del malessere
di un'intera generazione".
Un libro che fornisce, tra le altre cose, un'analisi approfondita degli
otaku nel Giappone contemporaneo è Sol Mutante. A parte ogni tipo di
giudizio che si possa dare sul fenomeno, dal libro di Alessandro Gomarasca e
Luca Valtorta si ricava un'impressione forte: la vastità e ricchezza del
mondo metropolitano giapponese con tutti i suoi stili, tendenze e
ossessioni.
Dal testo, dotato nelle ultime pagine di ampi riferimenti discografici, si
apprende dell'esistenza di un mondo metropolitano ignorato prima.
Anche Karl Tarou Greenfeld si è occupato di questa realtà, tanto che il suo
libro Baburu va annoverato fra le diverse indagini sulla gioventù giapponese
che possono fornirci un quadro del fenomeno otaku. Dice Greenfeld:

A Tokyo viaggiare sulla soprelevata a bordo di un'auto con buone sospensioni
può essere un'esperienza metafisica: sei su un'arteria che ti pompa nel
cuore del mondo.

Un altro contributo alla comprensione del fenomeno otaku è stato fornito
dall'analisi del fumetto e dell'animazione giapponese operata da Marco
Pellitteri.
In questo caso, l'autore punta l'attenzione a ciò che ha rappresentato
l'animazione giapponese per i giovani italiani.
L'importanza dell'argomento è segnalata da una presentazione di Alberto
Abruzzese che individua nel tema un innovativo campo di ricerca sociologica.

Bibliografia

Anonimo. 1991. Le Phénomene "otaku": bonjour chez vous!, in "Courrier
International", n. 35.
Gomarasca, Alessandro e Valtorta, Luca. 1996. Sol Mutante. Mode, giovani e
umori nel Giappone contemporaneo. Costa & Nolan, Genova.
Greenfeld, Karl Tarou. 1995. Baburu. I figli della grande bolla. Instar
Libri, Torino.
Griner, Massimiliano e Furnari, Rosa Isabella. 1999. Otaku. I giovani
perduti del Sol Levante. Castelvecchi, Roma.
Martorella, Cristiano. 1996. La rivoluzione invisibile, in "Sushi", n. 3,
nuova serie.
Pellitteri, Marco. 1999. Mazinga nostalgia. Storia, valori e linguaggi della
Goldrake-generation. Castelvecchi, Roma.
Scozzai, Michele. 2000. La strana tribù del Giappone, in "Focus", n. 95.



Scheda tratta dal sito Nipponico.com al seguente indirizzo:

http://www.nipponico.com/dizionario/o/otaku.php





Sab 13 Dic 2008 7:25 am

amenouzume@...
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Inoltra Messaggio #264 di 576 |
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La scheda sugli otaku del sito Nipponico.com. Disponibile al seguente indirizzo: http://www.nipponico.com/dizionario/o/otaku.php Otaku La parola giapponese...
Cristiano Martorella
amenouzume@...
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13 Dic 2008
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