LE PAGELLE DI MILAN-BOCA
Kakà decisivo, Inzaghi puntuale
Ambrosini leader,Maldini è inossidabile
DIDA 6,5. Inizia male, con il brivido regalato alla propria difesa in
occasione della canonica uscita fuori tempo. Rifila un bacio
distratto al palo alla sua destra, cenntrato da Ibarra nella ripresa.
Ma quando il Boca sfoga tutta la sua frustrazione e carica a testa
bassa, risponde presente.
BONERA 6. Se fosse finita diversamente, sarebbero stati dolori per
l'ex gialloblù. Il gol degli argentini nasce da una sua topica, ma
per il resto non sbaglia in modo clamoroso: qualche sbavatura legata
all'antipatia per il ruolo di terzino, nessun imbarazzo eccessivo. La
vittoria gli regala la sufficienza piena.
NESTA 7,5. Gioca da par suo in difesa, ma soprattutto è protagonista
dell'acuto che, in qualche modo, risulta decisivo. La rete del 2-1,
che porta la sua firma, concede una ripresa da giocare sfruttando le
caratteristiche di Kakà e rappresenta una delle istantanee più
importanti della serata di Yokohama.
KALADZE 6. Sporca una prova all'altezza con un'entrata un po' folle
sul diretto avversario. Il rosso sembra eccessivo, ma il fallo
testimonia una perdita di lucidità che, persino a risultato
acquisito, fa parte del personaggio.
MALDINI 8. Alza l'ultimo trofeo della sua carriera, prima di
confermare quanto già annunciato ad inizio stagione. Smetterà, ma
anche contro il Boca gioca da capitano. Nessuna distrazione, tanta
intraprendenza, una forza d'urto sulla squadra che i suoi 39 anni non
hanno intaccato. L'apoteosi di un'avventura rossonera senza eguali,
la conclusione che meritava.
GATTUSO 6. Non un granché rispetto ai fasti della scorsa stagione, ma
lotta come sa e riesce a dare una mano ad Ambrosini, più in forma di
lui al momento, a reggere l'ondata blu e oro. A metà campo il M ilan
è in inferiorità costante, lui si barcamena come può e, tra pedate
rifilate e prese, ringhia fino a quando non è costretto a lasciare il
posto a Emerson. DAL 65' EMERSON 6. Si adegua al ritmo altrui, niente
di eccezionale ma attento il giusto.
PIRLO 6,5. Qualche illuminazione lo coglie di tanto in tanto, ma deve
preoccuparsi di non lasciare spazi. Una punizione velenosa lo accosta
per un momento a Ronaldinho, sogno straconfessato del presidente
Berlusconi. Il resto è ordinaria amministrazione, anche se corre
dietro ad ogni avversario e aiuta non poco in fase d'interdizione.
AMBROSINI 7. In un periodo di appannamento per Gattuso, lui è il
chiavistello con il quale sprangare la retroguardia rossonera. Si dà
da fare con una grinta e una generosità che confermano quanto sia
giusto il ruolo di erede designato del capitano che ha già raccolto.
Corre, si procura un rigore non concesso, sbraita in continuazione.
SEEDORF 6,5. Il tocco è quello del fuoriclasse, nessuno può
contestarlo, eppure la sofferenza del primo tempo nasce anche dalla
sua riluttanza a recitare il ruolo assegnatogli, quello di
trequartista alle spalle di Inzaghi e Kakà. Non copre a dovere, ma
l'azione del 4-1 è da cineteca e lui ne fa parte di diritto. DALL'87'
BROCCHI S.V.
KAKA' 8,5. Due assist e un gol: cosa chiedere di più? La prima palla
per Inzaghi potrebbe non essere del tutto voluta, la seconda è una
perla del repertorio. La gioia personale è frutto di una delle sue
galoppate, così incisive quando gli spazi si dilatano. Un'altra
partita da assoluto protagonista, la penultima (c'è ancora il derby)
di un anno solare da fenomeno del pallone.
INZAGHI 8. Non aveva mai segnato nell'Intercontinentale, ne fa due
nel Mondiale per club e colma l'unica lacuna del curriculum
internazionale. Sempre presente, pronto su ogni pallone utile: il
solito Pippo da partita che conta. DAL 76' CAFU S.V.
ANCELOTTI 8. Il voto è alla stagione, a un ciclo di vittorie
interminabile.
(da tgcom.it)