Ho trovato quest'articolo, è un pò vecchio, di metà agosto...però è
molto bello =D
Massimo Ambrosini è il centrocampista più completo, o ancora meglio,
il giocatore più completo del Milan e probabilmente del calcio
italiano. Basterebbe seguire il dibattito che si è aperto nel suo
club per stabilire che è proprio così. Galliani lo vede (quando la
squadra è in emergenza) come difensore centrale; Ancelotti lo fa
giocare (quando la squadra è in emergenza) da attaccante. La verità
stavolta non è nel mezzo, ma da tutt’e due le parti (anche se un po’
di più dalla parte del tecnico). Ambrosini ha le caratteristiche,
anzi, le qualità, per giocare ovunque. Avesse giocato negli anni
Settanta, sarebbe stato uno splendido interprete del calcio olandese.
Ha corsa, un tiro preciso (anche se non troppo potente), uno
straordinario colpo di testa, ha il senso del gol e della protezione
alla difesa, appoggia e lancia, apre il gioco e lo chiude.
Non è un fenomeno, ma è un grande giocatore. Non tutti però ne sono
convinti. Lippi, per esempio, alla prima convocazione post-Europeo
l’ha fatto fuori. Ambrosini stava bene, era in forma, era stato uno
dei pochi a salvarsi nei disastri di Mosca e Manchester del Milan. In
assoluto è una garanzia. Eppure niente Nazionale. Ma al di là di
Lippi, è da sempre uno dei migliori giocatori sottovalutati. Forse
perchè appartiene al Milan dei talentuosi e sul piano tecnico ha
compagni di livello superiore. Succede anche a Scholes nel Manchester
United. Ma provate a chiedere a Ferguson se rinuncerebbe mai al suo
centrocampista. E provate a chiedere ad Ancelotti con quale mossa ha
vinto la Champions League nel 2007. Con Ambrosini a centrocampo e una
sola punta. Appena il biondo centrocampista ha recuperato la
condizione, Ancelotti lo ha messo dentro, dando equilibrio alla
squadra e vincendo la Coppa ad Atene.
Giocando da centrocampista, ieri sera ha segnato due gol alla
Juventus. Il primo di testa, il secondo di sinistra. Gol belli, da
attaccante puro. Gol che fanno capire come Ancelotti lo abbia
inquadrato meglio di tutti. Con Inzaghi, Kakà, Ronaldinho, Pato e
Borriello al Milan non dovrebbe mancare chi segna, ma sarebbe assurdo
rinunciare alle possibili reti di un centrocampista che ne ha sempre
fatte (minimo una, massimo quattro nello scorso campionato e finora
quasi sempre decisive) da quando è tornato al Milan, dieci anni fa.
Allontanare Ambrosini dalla porta avversaria avrebbe poco senso.