D: Oggi mi sono svegliata nella frequenza della tristezza. Mi
rendo perfettamente conto che non ne ho motivo, non c'è alcuna ragione
per la quale dovrei sentirmi triste ma... sono entrata in questa
frequenza! Sono stata portata qui dalla frequenza degli altri?
Vorrei comprendere il meccanismo profondo con il quale entriamo e di
conseguenza possiamo uscire, da queste frequenze. Il dolore, la tristezza,
l'amore, la felicità... è come se di fronte a noi, in ogni istante, ci
fossero una serie di porte virtuali che possiamo aprire e chiudere a
nostro
piacimento a seconda di ciò che stiamo vivendo ma, mi sfugge come si
esce da questi luoghi a cui danno accesso le varie porte. Mi spiego:
entrare nella tristezza è relativamente facile ma uscirne un po' meno. Ciò
che mi sfugge è se l'uscita è la stessa dell'entrata o se c'è qualche
accesso comunicante all'interno stesso di questi luoghi. Un
meccanismo, ad esempio, legato alla tristezza ma che, fondamentalmente
ti porta
nell'amore. Mi chiedo tutto ciò perché in questi luoghi è facile
accedere a una miriade di altre porte, dalla tristezza accedi
facilmente al vittimismo, all'abbandono, al dolore ma, uscire da tutto
questo è veramente complicato.
R: "Quando sei in questa frequenza, accedi ad un turbine, un vero e
proprio
turbine, come un vortice, che ti porta sempre più in profondità, e più
scendi meno sono gli accessi alle uscite, più scendi e meno senti che ti
manca la gioia, la serenità, perché diventa una condizione di vita,
l'unica
tua frequenza. Per uscire da questo vortice devi iniziare a risalire da
esso: immagina di scalarlo o, se vuoi, una risalita subacquea, o
semplicemente ad ogni tuo inspiro ti senti sempre più forte e lentamente
risali. Il vortice non ti trattiene, si, ti fa sprofondare, è la sua
natura ma,
non ti trattiene, se tu stai bene dentro ad esso non hai alcuna voglia di
risalire. A volte questo vortice diventa un rifugio, diventa casa,
perché è
l'unica cosa che conosci e hai paura a risalire. Comunque non è di questo
che volevi parlarmi,, il tuo dubbio o meglio il tuo dilemma è; "COME SI
ESCE?" Risali, risali il vortice e quando ti senti all'apice di esso,
osservalo
dall'alto e senti che non ne sei più parte. A questo punto, quando tu sei
completamente al di fuori di ogni sua frequenza, quando sei il semplice
testimone del vortice o rimani in questa condizione o altrimenti puoi
accedere ad un'altra porta. La porta dell'amore, quella della gioia, o
della
serenità, puoi scegliere, riporta a tè un ricordo che porti con sé
quella frequenza, rivivilo e automaticamente apri la porta. Non è
difficile. La
cosa più difficile, per voi, è comprendere che non siete parte di quel
vortice, che vi siete addentrati lì per un attimo ma potete uscirne, che
quel vortice è un semplice codice, ti rendi conto? Se io adesso ti dicessi
che quel vortice che ti porta, a volte, in condizioni di depressione
veramente preoccupanti, è costituito semplicemente da numeri, numeri e
suoni, non c'è altro! Ti posso assicurare che da questo punto di vista non
c'è altro che costituisca quel luogo, solo numeri e suoni. Le emozioni
umane
sono costituite dagli stessi numeri, è un codice di accesso, il
problema per
voi è che nel momento in cui entrate in uno di questi luoghi dimenticate
totalmente che non ne siete parte. E' un luogo, come entri ed esci dalla
porta di casa così puoi entrare ed uscire da questa frequenza. Sino a
quando continuerete a pensare che ciò che sentite è dentro di voi non
riuscirete a comprendere che potete decidere di essere tristi o
felici. Lo so, tutto ciò sembra assurdo ma, se solo per un momento,
decidereste
di provare, attenzione ho detto provare, a pensare in questo modo, ad
immaginare l'universo che vi circonda come una serie di equazioni che
portano con sé dei risultati: seguite l'equazione ed entrate nel
risultato.
Entrate nel risultato ma il risultato non è parte di voi. Nulla di ciò
che vi
circonda vi appartiene. Volete entrare nella gioia? Semplice! Seguite
l'equazione della gioia, essa porta con sé un risultato e quella è la
porta,
quella porta è l'accesso alla gioia, ma è solo un numero e un suono;
la sua
consistenza visiva è completamente diversa dal vortice della tristezza ma
è solo un risultato di un'equazione, anche qui solo numeri e suoni.
Sembra impossibile, visto da un paio di occhi terrestri, ma se iniziate a
discernere ciò che di terreno è in voi da ciò che esiste da sempre e
con gli
occhi di ciò che rimane provate ad osservare, vedete che tutto ciò che vi
circonda non esiste, non c'è nulla. Hai presente casa? Ecco questo ti sta
circondando ora: il nulla. Ma, se nei nulla inserisci numeri e suoni
inizi a
dare consistenza fisica a delle cose a dei risultati. In questo caso
hai il
risultato che porta con sé l'erba, quello che porta con sé il cibo, il
tavolo,
tutto ciò che ti circonda è solo il risultato di numeri, equazioni
infinite
che portano con sé un risultato. Quando ti dico "NON SEI PARTE
DELL'EMOZIONE" è perché sei tu ad
entrare nell'emozione e non viceversa, l'emozione non è parte di te.
Voi entrate ed uscite in continuazione da migliaia di frequenze e neanche
per un attimo vi fermate e provate a rendervi conto, provate ad essere
consapevoli di ciò che avviene, da ciò che state facendo. Bensì siete
pronti
a dare immediatamente colpa agli altri esseri che vi circondano del vostro
malessere, della vostra condizione. Ma chi, chi se non voi stessi, avete
richiamato a voi quel codice che apre quella porta e siete entrati in quel
vortice?
E' curioso ti assicuro, visto da qui, e non ti arrabbiare, non ha senso.
E' curioso notare la vostra abilità nel svincolare ogni tipo di
responsabilità
che porti voi stessi ad essere l'unica causa di accesso a quel codice.
Tutto
ciò perché? Tutto ciò per un unico motivo: LA TOTALE MANCANZA DI
CONSAPEVOLEZZA!
Non siete ancora in grado di accettare la vostra responsabilità!
Ma ti rendi conto?
Siete esseri perfetti, ti assicuro, nulla di così perfetto è mai stato
creato; le vostre potenzialità sono immense ma proprio perché sono
troppo grandi, decidete di rimanere in una condizione semi-primitiva per
non progredire! Da qui potremmo dialogare per giorni, se ne hai voglia,
potremmo riprendere questo punto quando vuoi.
E' interessante comprendere come è meglio rimanere esseri inferiori
piuttosto di accettare la tua perfezione e iniziare ad usarla.
Ma, non usciamo da ciò che era la tua domanda. Ora hai compreso! Sai, a
volte leggere non significa comprendere. Tu sai che sei il testimone della
tua vita, lo hai letto da molti anni ormai, ma forse la comprensione
piena,
profonda della parola testimone ancora non ti è chiara. Nulla è parte
di te.
Forse ora ti è più facile comprendere come entrare ed uscire dalle
emozioni. Se comprendi che queste sono fuori di te, che sei tu a decidere
quando entrare e quando uscire da esse, allora forse potrai comprendere
che non c'è nessuna difficoltà in tutto ciò. Accetta semplicemente il
fatto
che non sono parte di te. Ciò non significa che dimentichi i codici di
accesso e rimani nella condizione di assenza di emozioni costantemente,
non avrebbe alcun senso, allora, la tua scelta di vita su questo
pianeta. Le
emozioni sono la principale fonte di vita lì, la fonte per la quale
l'attesa è
lunga per fare questa esperienza. Da qui, non ha alcuna importanza come
vivi, purché ti lasci vivere, ma da lì è totalmente incomprensibile questo
linguaggio.
Solo dalle emozioni riesci a trarre il maggior insegnamento. Osserva:
se tu
ora non ti trovavi nella frequenza della tristezza non eri qui ad
ascoltarci!
Comprendi cosa voglio dire? Questo è l'insegnamento! Questa è
l'esperienza! Dalle emozioni trai la maggiore consapevolezza di cosa
sei, di
chi sei e di perché sei! Tutto è scritto in quei codici ma ci vuole la
volontà
di volerli leggere.
Nulla di difficile esiste intorno a voi, non avrebbe senso, siete lì per
imparare e quindi ogni cosa è alla vostra portata, ma la condizione umana
vi porta in uno stato di catalessi per cui, a volte, è meglio non
sapere, in
quanto se non conosco subisco e nulla devo fare.
Sai, visto da qua è veramente molto curioso, non trovi anche tu?
Immagina di avere a tua disposizione ogni cosa, tutto ciò che desideri
è di
fronte a te, non c'è cosa o persona che abiti la tua mente che non possa
essere tua, ciò che ti viene richiesto è scegliere la cosa e agire, e
tu cosa
fai? Sei preso dalla paura della scelta, prima di tutto; "Ciò che scelgo è
giusto o sbagliato? E se scegliessi questo invece di quello?" E in questo
turbinio di domande siete capaci di perdere anni e anni della vostra
esperienza. Poi, quando finalmente avete scelto, arriva il momento
dell'azione ma, come gli atleti che per molti anni non fanno attività
fisica,
siete così impigriti, così inermi, così apatici, che solo i i pensiero
di agire vi
crea le convulsioni e allora lasciate perdere.
Sai, visto da qui è veramente curioso!
Hai notato dove ti ho portato? Ti ho portato a ridere di tè stessa, stai
ridendo di tè stessa, e quindi sei fuori dal vortice della tristezza.
Buon viaggio!"
Ricevuto da Runaluisa