Venas, 16.09.05
(Dopo 7 mesi che il gruppo di Venas non s'incontrava più al completo,
nonostante l´entusiasmo non si riusciva ad entrare in sintonia. Ognuna
ha avuto parecchie difficoltà e problemi personali durante questo
periodo e quasi tutte si erano in qualche modo "chiuse". Ciò che segue
é l´intervento che ci ha permesso di riprendere il lavoro in armonia.)
Incominciai anch'io.
Cominciai col dire che era bello, che tutto sommato, anche se non
succedeva niente, stavo bene.
In me si creava qualcosa di… di strano. Un vuoto che era ripieno di…
di qualcosa che non saprei neanche ora definire.
Che oggi si chiamerebbe Luce?
Qualcosa dentro di me dava la sensazione di non avere la colonna
vertebrale ma di essere un canale, di avere un tubo in me talmente
grande, talmente luminoso, talmente forte, da non farmi sentire più il
corpo, come avere la sensazione di non essere me stesso.
Avrei potuto essere alto e magro, basso e grasso, o di corporatura
media o, chissà, un animaletto…
Qualsiasi cosa avrei potuto essere. Tutto pian pianino è andato
annullandosi, tutto!
È rimasto quel scintillio, quel scintillio che oggi sono.
Diventi più leggero, sostieni meno le tue opinioni, parli con i fatti
più che con le parole.
Fingi di accettare quando è da fingere di accettare, anche se ti pare
di conoscere la verità.
Tolleri qualunque cosa perché capisci che è la strada.
Cominci ad amare anche le cose che magari prima ti facevano rabbia
perché non ha senso.
Non ami più isolarti o essere in mezzo alla gente perché non è
diverso, è uguale.
Se sei Luce, tutto è uguale!
Chiunque è figlio, chiunque è padre, chiunque è madre, chiunque è
fratello, chiunque, chiunque tutto.
Tutto perde d´importanza. Anche le varie verità.
Eh si, la medaglia…. la medaglia ha un dritto e un rovescio e questa
coscienza è importante.
Quando imparerete a vedere sempre il rovescio e il dritto di ogni
cosa, di qualsiasi cosa – anche la più piccola, imparerete a vedere
quella giusta via di mezzo. Però questo non sarà finché non riuscirete
a vedere ambedue i lati.
È come un gioco, un gioco che si può fare sempre, bisogna allenarsi.
Qualsiasi cosa facciate, bisogna allenarsi. Il vostro corpo deve
imparare. In fin dei conti voi siete dei bambini che stanno
incominciando a muovere i primi passi e vi dovete irrobustire, dovete
apprendere, dovete imparare e dovete studiare. Dovete rifiutare e
dovete arrabbiarvi, dovete sbattere i piedi.
Vedete, anche qui le due parti della medaglia - un po' vi divertite,
un po' vi arrabbiate: il gioco, lo state già facendo!
Adesso mi dite che ora è?
È l´ora di crescere! Crescere, sapendo che questo gioco è il gioco
della vita, che non va preso alla leggera ma non va preso con troppa
pesantezza.
Va preso con quella giusta apertura di cuore, di spirito, di…
chiamatelo come volete. Va preso con quella giusta disponibilità .
Adesso vado, vi lascio proseguire e spero che qualcuno di questi
esempi vi possa essere utile, com'è stato utile a me: anch'io ero
partito da zero, come tutti voi! Non Illuminato in partenza, ma
proseguendo lungo la strada – non meno tortuosa della vostra e non più
bella della vostra – e come fine la gioia assoluta della vita in
terra, quella bella terra che, se trascesa, si mostra nel suo essere
un paradiso… guardando oltre…
Un abbraccio
Antonio
(dopo un po' un Entità prosegue, rivolta ad una persona specifica del
gruppo)
Noi stessi abbiamo le capacità di trasformare le cose che si
presentano sul nostro sentiero. Abbiamo questa forza e questa forza
sta nel nostro cuore.
Riconoscete il bello ed il brutto: è il primo passo per poi poter
trasformare.
Noi siamo come dei bambini. Un bambino, per capire se il fuoco può far
male, deve metterci la mano. Qualcuno può metterci solo un dito,
qualcuno può aver bisogno di mettercele tute e due le mani. Ma questo
non ha importanza. Noi dobbiamo capire entrambe le facce della stessa
medaglia per prenderne coscienza, per essere consapevoli. Perché noi
abbiamo bisogno del´esperienza, perché è nell'esperienza che poi
cresciamo.
Facendo questo lavoro poi possiamo trasformare la nostra vita perché
l´esperienza l´abbiamo già fatta.
La trasformazione sta nel trovare l´equilibrio tra le due facce che
troviamo in noi stessi anche. Capisci?
Questo percorso dobbiamo fare… tolleranti con noi stessi e con gli
altri, tolleranti con le nostre forze, con le nostre debolezze. Che
alla fine sono la stessa cosa! Tutto è uguale.
Le superi, tutto si supera – nel momento in cui però ne hai fatto
esperienza. Pensa che cominci a camminare ora, che vuoi camminare su
un determinato tipo di strada, che è la strada della conoscenza del
bene e del male. Consapevole, consapevole che non è bene ciò che è
bene e che non è male ciò che è male. Fatta l´esperienza, inizi a
camminare sostenuta dalla tua presa di coscienza. Cominci il tuo
percorso adesso, ora, tra u mese, un ano, mai. Il tempo per me non ha
importanza. È l´intento ad essere grande, la consapevolezza il mezzo
per camminare, la tenacia, la forza per proseguire.
A te la scelta. Sai che puoi farlo, sai che puoi rifiutare.
Ricevuto il 16.09.05 dal gruppo degli Angeli di Venas in Cadore