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DIALOGO CON UN FRATELLO DI UN ALTRO MONDO- RunaLuisa   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #97 di 213 |
(E' molto più alto di me, direi sui 2 metri e mezzo, longilineo, sguardo
dolcissimo con un bei paio di occhi rossi - pupilla rotonda)

Vedi Runa, non esiste il concetto di famiglia qui come voi lo concepite
sulla terra. Tutti facciamo parte di una Famiglia. Si è vero, anche noi
abbiamo dei compagni più o meno fissi, ma ruotano, non sono stabili; ci si
incontra, si sta assieme e nella semplicità ci si divide, restando sempre
nella stessa Famiglia. E' difficile da spiegare questo a una mente
terrestre. La situazione vostra che più si avvicina a questa nostra vita è
quella della cultura che consente la poligamia ma in quel caso un
maschio "possiede" molte donne, qui nessuno possiede nessuno; ci si
incontra, si sta
assieme, ci si divide e magari ci si re-incontra dopo un tempo indefinito.
Può accadere per molte e molte volte. Tempi diversi, crescite diverse,
scambi diversi, naturalmente, semplicemente. Non vi sono legami, non c'è
alcun senso di possesso, a noi è sconosciuto. Solo attimi di condivisione.
Mi stai chiedendo dei figli: si ne abbiamo molti e tutti vivono assieme,
sono con noi adulti solo per poco, poi vengono accompagnati in luoghi dove
altri adulti provvedono alla loro crescita, anche qui non c'è nessun
possesso, il figlio è solo un'entità generata attraverso il corpo
affinché il
disegno possa continuare. Mi spiego: mentre per voi questo è un profondo
atto d'amore qui fa semplicemente parte della nostra fisiologia:
fisiologicamente siamo predisposti a generare altre entità. Il nostro
"obbligo" verso queste entità è portarli all'autosufficienza. Nel momento
in cui la loro autosufficienza gli permette di poter vivere, vestirsi,
mangiare, camminare, sono pronti per vivere autonomamente in edifici
organizzati per dare loro la conoscenza. Qui la conoscenza non è ciò che
intendete voi, poco tempo e poche veramente poche parole, vengono spese
per la nostra storia, alle nuove entità basta poco per ricordare,
tutto ciò
che è accaduto rimane nella nostra memoria, cambia il veicolo ma la
memoria rimane intatta. L'insegnamento è completamente rivolto a
conoscere profondamente le nostre potenzialità, in quale modo usarle e
metterle in pratica. In questi edifici, si "gioca" molto. Uso la parola
"gioco" per dire che anche le nostra nuove entità hanno per così dire
un infanzia. In realtà in quei giochi ognuno di noi esprime se stesso
e quindi i
propri potenziali, in questo modo gli adulti che li seguono
comprendono per
quale fine sono venuti a fare la loro esperienza e li facilitano
aiutandoli in
quelle specialità. Mi spiego: ciò che voi chiamate università qui da noi
avviene nei primi anni della nostra nuova esperienza. Ti sto parlando di
anni per darti un unità di tempo misura a tè comprensibili ma qui il tempo
non è il tempo che tu conosci, ciò che sulla terra potrebbe accadere
intorno ai tuoi vent'anni qui accade quando l'entità è ancora nella fase
dell'infanzia. Non esiste l'infanzia come tu la vedi sulla terra, qui
l'infanzia
è una condizione di massima impossibilità, è considerata la fase più
difficile da accettare e quindi tutti i nostri sforzi sono incanalati
affinché questo periodo duri il meno possibile.
I nostri corpi sono diversi da ciò che ora vesti sulla terra, sono molto
evoluti e quindi tutto si attiva velocemente anche se, volendo fare un
confronto, il tempo è più lungo affinché una nuova entità riesca a
nutrirsi
e a camminare da sola.
Non c'è nulla di freddo Runa, nulla di cinico in tutto ciò, è solo un modo
diverso di conoscere la realtà, comprendi?
Per questo motivo il concetto che voi terrestri avete della famiglia qui
non calza proprio! Qui usiamo gli edifici per lavorare, per vivere, ma
nessuno "possiede" un edificio, qui gli edifici sono delle Famiglie. Mi
spiego: ciò che voi chiamate casa e che a volte diventa una tana, qui non
esiste, non c'è neppure una stanza che sia solo di un'entità. Si vive ogni
giorno cambiando luoghi e compagni nella più completa semplicità.
Mi chiedi degli abiti? Immagina di trovare ogni mattina un nuovo
armadio nella tua stanza, lo apri, prendi ciò che ti serve, lo indossi
e alla
sera lo getti. Difficile da accettare per una mente terrestre! I nostri
abiti sono più o meno tutti uguali, si diversificano per colore e per
alcune
piccole decorazione che servono a stimolare alcuni centri dei nostri
corpi.
Indossi ciò che ti serve e poi lo getti. Qui la temperatura è quasi
costante, esistono ciò che voi chiamate stagioni ma i tempi sono molto più
lunghi. In una esperienza riusciamo a vederne due, a volte tre, ma non vi
sono grosse differenze tra le une e le altre. Cambia la luce, la posizione
dei soli, delle lune, ma la temperatura rimane quasi costante.
Il cibo? Oh, siamo veramente dei buongustai, ma i nostri cibi sono
concepiti in modo da essere estremamente piacevoli dal punto di vista del
gusto senza nuocere in alcun modo al nostro fisico. Dovresti provarli,
sono
squisiti!
Il tempo? E' tutto molto più lungo, ogni minuto e ogni secondo sono
allungati, dilatati. La nostra vita media per ogni esperienza è di 800
anni
terrestri a volte anche 900 se l'esperienza che stiamo portando a termine
è importante dal punto di vista cosmico. La vecchiaia non è un
impedimento, oh si il tuo fisico cambia visibilmente ma la tua
autosufficienza dura fino al tuo ultimo respiro, non sei mai un peso
per il
resto della Famiglia, il nostro cibo e alcune conoscenze energetiche ci
permettono di mantenere ogni movimento e la nostra mente sempre
lucida. Al momento del trapasso c'è solo un saluto ma in realtà conosciamo
già la nostra prossima esperienza. A volte rinasciamo con lo stesso scopo
e se i nostri intenti sono stati apprezzati dalla Famiglia, se il nostro
lavoro è stato risolutivo per molti popoli, rinasciamo con lo stesso
compito, conosciamo già prima i nostri nuovi "genitori", uso questo
termine
ma in realtà sono solo entità disposte ad accoglierci e ad accudirci per
qualche tempo. In questo caso i luoghi dove veniamo accompagnati per la
nostra conoscenza sono specifici per il nostro scopo, saltiamo la fase
"gioco" e iniziamo subito a comprendere come possiamo continuare il
cammino lasciato qualche "anno" prima.
Mi dici: "È TRISTE!" Forse per una mente terrestre è triste ma ti
assicuro che da qui, osservare il tempo che siete capaci di gettare in
attività inutili ed assurde è veramente difficile da comprendere.
Certo che anche qui riposiamo! Anche qui c'è il momento di relax, il
momento con cui riesci ad evadere, a staccarti dalla realtà di ogni minuto
per godere di qualcosa di nuovo. E ti assicuro sono molto più
frequenti dei
vostri. Sono momenti di gioia, di pace, di serenità che condividi con
chi è
accanto a te in quel momento, ma fa parte del ritmo. E' difficile da
spiegare esattamente, come il tuo corpo sa quando mangiare, quando bere,
dormire, così sa quando riposare è un ritmo naturale accettato e
rispettato, ma è per tutti lo stesso, accade. Non riesco ad essere più
chiaro ma spero che tu riesca a comprendere. Voi avete i giorni in un anno
in cui fate cose diverse dal solito, qui non c'è nulla di
prestabilito, accade,
nessuno è indispensabile, i nostri ritmi sono più lenti dei vostri,
più calmi,
rilassati, tutti siamo intercambiabili, non completamente è vero. Alcune
cariche sono uniche ma l'assenza è naturale. Non ti chiedi mai dov'è
finito
oggi quel tizio? Se c'è, c'è se no è uguale, qualcuno lo sostituisce.
Tu pensi ora: "come può una società vivere in questo modo?"
Tutto è organizzato fino all'ultimo bisogno e quindi la nostra libertà è
totale! Un controsenso dici? Assolutamente no. A cosa credi che servano
tute le nostre potenzialità? A comprendere, a comprendere i bisogni di
ogni entità e soddisfarli nel migliore dei modi. Ognuno qui è
essenziale, nulla
di superfluo. Noi siamo essenziali, evoluti ma proprio per questo
essenziali. Le nostre esigenze sono essenziali, ciò che riusciamo a trarre
da ogni momento è il massimo!
La luce mi dici? Si qui c'è molta luce, è una luce accecante per i tuoi
occhi ma i nostri corpi nascono qui e quindi sono tarati diversamente dal
tuo, i nostri occhi non vedono come i tuoi, la definizione è diversa.
Quando
ti diciamo che vediamo attraverso i tuoi occhi è proprio così, perché
altrimenti non possiamo percepire la tua realtà. Allo stesso modo i tuoi
occhi non possono percepire la nostra.
Ti abbiamo raccontato un po' di noi Runa, un po' di te.
Vai in pace, sei sempre con noi e noi accanto a te!

Ricevuto da Runa-Luisa il 24.11.2004









Mer 31 Ago 2005 8:29 pm

angiolina123
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Inoltra Messaggio #97 di 213 |
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(E' molto più alto di me, direi sui 2 metri e mezzo, longilineo, sguardo dolcissimo con un bei paio di occhi rossi - pupilla rotonda) Vedi Runa, non esiste il...
Annamaria Poclen
angiolina123
Offline Invia email
31 Ago 2005
8:30 pm
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