Salve Domenico, saluti a tutti
L'ottica non è un terno al lotto per cui a volte funziona e a volte no; il
sistema di rendere in 3D la visione di preparati con un microscopio
a obiettivo semplice e testa binoculare funziona eccome, a patto di
rispettare le leggi ottico-geometriche che sono all'origine della visione
tridimensionale.
Ovviamente, avendo la percezione stereoscopica una notevole componente
psicologica, ci sono condizioni individuali che comportano sensazioni
diverse tra la maggioranza degli individui e il singolo.
Confermo che la condizione del corretto orientamento dei polarizzatori e
della grande apertura del condensatore (che quest'ultimo debba poi essere
tirato su sino a pochi decimi dal vetrino è una condizione ovvia anche per
le osservazioni "mono") è una condizione necessaria per lo scopo.
La visione tridimensionale si basa sulla osservazione di due differenti
immagini di un oggetto, percepite da due diverse angolazioni grazie al fatto
che i nostri occhi distano 6-7 cm.
Se con un sistema ottico riduco questa base (o, senza usare alcun sistema
ottico, allontano l'oggetto) l'effetto 3D svanisce gradualmente.
Ecco perché riducendo l'apertura del condensatore l'effetto stereo si
minimizza.
Le leggi della stereoscopia spiegano anche perché all'aumentare
dell'ingrandimento l'effetto stereo tende ad aumentare (salvo altre
condizioni che interferiscono con la visione, es. centraggio dei prismi
della testa binoculare, tipo di obiettivo, ecc.)
Per chi vuole saperne di più sulla stereoscopia e sulle sue leggi, oltre che
del suo utilizzo (anche in microscopia) segnalo questo forum
http://it.groups.yahoo.com/group/holostereoitalia
e questo sito, da cui è possibile accedere praticamente a tutti i siti
relativi all'argomento.
http://www.stereoscopy.com/
Alla prossima
Antonello Satta
----- Original Message -----
From: "DOMENICO ROSS" <domross@...>
To: <microcosmo@yahoogroups.com>
Sent: Tuesday, November 20, 2001 2:29 PM
Subject: Re: [Re: [microcosmo] 3D con polarizzatori]
L'altra sera da Antonio ho visto funzionare molto bene il principio; con
diatomee.
Abbiamo provato con obbiettivi da 20,40 e 60. Con il 20 l'effetto quasi non
c'è. Il max della tridimensionalità l'abbiamo riscontrato in generale con il
40. Ma con alcune diatomee il meglio viene fornito dal 60.
L'effetto non sembra essere legato all'oculare ma all'obiettivo; e ci ha
dato
l'impressione che sia dipendente dal tipo di soggetto osservato: ci deve
essere qualche relazione fra il suo spessore (o lo spessore nel quale vi
sono
particolari), e la profondità di campo di ciascun obiettivo.
Non abbiamo provato con obiettivi ad immersione, nè con organismi in vivo.
Il condensatore era settato secondo köler.
Dopo aver visto la realizzazione di Antonio credo che il mio problema sia il
centraggio dei due filtri inferiori(quelli a 90°), fra la lampada ed il
condensatore, in particolare l'accuratezza della divisione dei filtri.
Ora ho costruito i filtri in un modo migliore e quanto prima spero di fare
prove. Farò sapere.
ciao
Domenico
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