purtroppo ora non ho il tempo di rispondere a tutte le tue congetture ,
la lente in questione è presente appena sotto la testa bincoculare nei Leitz ma alcune case costruttrici la posizionano altrove;
i sistemi ottici all'infinito nascono sicuramente da una riprogettazione ottica del tutto, di solito sono anche progettati per coprire
campi di visione ben più ampi rispetto al 160 pur non migliorando la definizione e la risoluzione dell'immagine.
A presto,
Michel Tollin
-----Messaggio originale----- Da: Rodolfo Tagliaferri at libero [mailto:Rodolfo.Tagliaferri@...] Inviato: venerdì 13 febbraio 2004 11.33 A: at yahoogroups.com nuovo Microcosmo; Microcosmo @Coollist Microcosmo Oggetto: Re: [microcosmo] Obiettivi all'infinito
Ciao Giorgio e ciao a tutti,
Cari amici, non ho mai provato un microscopio con obiettivi all'infinito, ma a lume di naso non sono d'accordo con l'affermazione secondo cui quegli obiettivi avrebbero una distanza di lavoro maggiore di quelli normali.
Probabilmente non dovendo piu' rispettare gli standard DIN si sono allargati un po'. Credo invecie che allontanarsi dalla lente frontale dell'obbiettivo diminuisca inevitabilmente l'apertura numerica.
Infatti, per formare l'immagine primaria all'infinito anzichè a 160 mm, un obiettivo deve avvicinarsi al campione e non allontanarsi. Verissimo, ma spero che usino obbiettivi riprogettati per lo scopo. Per quello che riguarda la lente del tubo, essa dovrebbe essere una semplice lente acromatica di focale pari alla distanza fra il suo nodo posteriore (rispetto all'obiettivo) e il diaframma di campo dell'oculare, se si tratta di servire un oculare.
Forse un'eventuale lente negativa dopo per fare quadrare gli ingrandimenti?
Diamo innanzitutto la definizione di nodo: sono i due punti interni ed estremi ad un gruppo ottico dove tutti i raggi convergono, N1 per quelli in ingresso e N2 per quelli in uscita. Li trovi sperimentalmente? La struttura all'infinito di questi microscopi serve per potere servire molti dispositivi, che nella distanza di 160 mm possono anche non trovare spazio. Ciascuno di quei dispositivi possiede una propria lente del tubo. La focale di questa lente può variare da un caso all'altro, tuttavia, essendo la luce proveniente dall'obiettivo parallela, dovrebbe sempre valere la legge per cui la distanza della lente del tubo dal dispositivo da servire sia pari alla focale della stessa. Non ho mai avuto un microscopio all'infinito fra le mani ne' tanto meno accessori da aggiungere sul percorso ma ero convinto che semplicemente non elaborassero il fascio in ri-salita, ossia si comportassero come un tubo passa & vai, (sempre che la famosa lente sia attaccata all'ultimo stadio in alto). Se mettessero una lente ad ogni stadio gli ingrandimenti cambierebbero ad ogni aggiunta, a questo punto tanto valeva tenere lo standard 160mm, senza contare il degrado di un passaggio in piu'. Ecco perche' credo che la famosa lente sia attaccata sull'ultimo stadio in alto con una eventuale Barlow per fare tornare i conti. Vado a intuito e, ripeto, potrei sbagliarmi, prego chi ha un micro all'infinito di smontarlo e farci sapere;
ciao
Rodolfo
PS.:Michele, il famoso Ortolux, dove la mette la lente?
Ciao a tutti! :) Giorgio
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Cari amici, non ho mai provato un microscopio con obiettivi all'infinito, ma a lume di naso non sono d'accordo con l'affermazione secondo cui quegli obiettivi avrebbero una distanza di lavoro maggiore di quelli normali.
Probabilmente non dovendo piu' rispettare gli standard DIN si sono allargati un po'. Credo invecie che allontanarsi dalla lente frontale dell'obbiettivo diminuisca inevitabilmente l'apertura numerica.
Infatti, per formare l'immagine primaria all'infinito anzichè a 160 mm, un obiettivo deve avvicinarsi al campione e non allontanarsi. Verissimo, ma spero che usino obbiettivi riprogettati per lo scopo. Per quello che riguarda la lente del tubo, essa dovrebbe essere una semplice lente acromatica di focale pari alla distanza fra il suo nodo posteriore (rispetto all'obiettivo) e il diaframma di campo dell'oculare, se si tratta di servire un oculare.
Forse un'eventuale lente negativa dopo per fare quadrare gli ingrandimenti?
Diamo innanzitutto la definizione di nodo: sono i due punti interni ed estremi ad un gruppo ottico dove tutti i raggi convergono, N1 per quelli in ingresso e N2 per quelli in uscita. Li trovi sperimentalmente? La struttura all'infinito di questi microscopi serve per potere servire molti dispositivi, che nella distanza di 160 mm possono anche non trovare spazio. Ciascuno di quei dispositivi possiede una propria lente del tubo. La focale di questa lente può variare da un caso all'altro, tuttavia, essendo la luce proveniente dall'obiettivo parallela, dovrebbe sempre valere la legge per cui la distanza della lente del tubo dal dispositivo da servire sia pari alla focale della stessa. Non ho mai avuto un microscopio all'infinito fra le mani ne' tanto meno accessori da aggiungere sul percorso ma ero convinto che semplicemente non elaborassero il fascio in ri-salita, ossia si comportassero come un tubo passa & vai, (sempre che la famosa lente sia attaccata all'ultimo stadio in alto). Se mettessero una lente ad ogni stadio gli ingrandimenti cambierebbero ad ogni aggiunta, a questo punto tanto valeva tenere lo standard 160mm, senza contare il degrado di un passaggio in piu'. Ecco perche' credo che la famosa lente sia attaccata sull'ultimo stadio in alto con una eventuale Barlow per fare tornare i conti. Vado a intuito e, ripeto, potrei sbagliarmi, prego chi ha un micro all'infinito di smontarlo e farci sapere;
ciao
Rodolfo
PS.:Michele, il famoso Ortolux, dove la mette la lente?
Ciao Giorgio,
il lume di naso a volte non conduce alla giusta strada...
Scusa la battuta ma ti garantisco oltre che per avere dati tecnici relativi
agli obiettivi all'infinito
per averli anche provati personalmente che la distanza di lavoro
dell'obiettivo dal preparato negli obiettivi all'infinito è maggiore che non
nelle ottiche 160. Per quanto concerne la lente di campo è molto spesso un
doppietto o addirittura un tripletto, anche alcune di queste le ho potute
toccare con mano avendo revisionato diversi strumenti all'infinito.
Ho anche cercato di ritrovare uno schema della Zeiss (che raffrontava il
160 all'infinito con relativa descrizione) che poteva essere utile per
chiarire a tutti il funzionamento del sistema all'infinito rispetto al 160
e spero di pubblicarlo presto nel mio sito o di mandarlo in allegato alla
mailing list.
Buoni calcoli ottici a tutti,
Michele Tollin
-----Messaggio originale-----
Da: Giorgio Carboni [mailto:giocar@...]
Inviato: venerdì 13 febbraio 2004 10.26
A: microcosmo@yahoogroups.com; microcosmo@...
Oggetto: [microcosmo] Obiettivi all'infinito
Cari amici,
non ho mai provato un microscopio con obiettivi all'infinito, ma a lume di
naso non sono d'accordo con l'affermazione secondo cui quegli obiettivi
avrebbero una distanza di lavoro maggiore di quelli normali. Infatti, per
formare l'immagine primaria all'infinito anzichè a 160 mm, un obiettivo
deve avvicinarsi al campione e non allontanarsi.
Per quello che riguarda la lente del tubo, essa dovrebbe essere una
semplice lente acromatica di focale pari alla distanza fra il suo nodo
posteriore (rispetto all'obiettivo) e il diaframma di campo dell'oculare,
se si tratta di servire un oculare.
La struttura all'infinito di questi microscopi serve per potere servire
molti dispositivi, che nella distanza di 160 mm possono anche non trovare
spazio. Ciascuno di quei dispositivi possiede una propria lente del tubo.
La focale di questa lente può variare da un caso all'altro, tuttavia,
essendo la luce proveniente dall'obiettivo parallela, dovrebbe sempre
valere la legge per cui la distanza della lente del tubo dal dispositivo da
servire sia pari alla focale della stessa.
Ciao a tutti! :)
Giorgio
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Cari amici,
non ho mai provato un microscopio con obiettivi all'infinito, ma a lume di
naso non sono d'accordo con l'affermazione secondo cui quegli obiettivi
avrebbero una distanza di lavoro maggiore di quelli normali. Infatti, per
formare l'immagine primaria all'infinito anzichè a 160 mm, un obiettivo
deve avvicinarsi al campione e non allontanarsi.
Per quello che riguarda la lente del tubo, essa dovrebbe essere una
semplice lente acromatica di focale pari alla distanza fra il suo nodo
posteriore (rispetto all'obiettivo) e il diaframma di campo dell'oculare,
se si tratta di servire un oculare.
La struttura all'infinito di questi microscopi serve per potere servire
molti dispositivi, che nella distanza di 160 mm possono anche non trovare
spazio. Ciascuno di quei dispositivi possiede una propria lente del tubo.
La focale di questa lente può variare da un caso all'altro, tuttavia,
essendo la luce proveniente dall'obiettivo parallela, dovrebbe sempre
valere la legge per cui la distanza della lente del tubo dal dispositivo da
servire sia pari alla focale della stessa.
Ciao a tutti! :)
Giorgio
Ciao a tutti,
girovagando per il web ho trovato questo sito
http://www.the-ultraphot-shop.org.uk/
Dove non solo si parla del mitico Ultraphot Zeiss ma anche c'è un esteso
listino di ottiche e parti stacate per microscopi Zeiss. I prezzi non mi
paiono eccessivi ed hanno moltissime cose
Nelle FAQ c'è una descrizione molto interessante sui tipi di DIC messi in
commercio dalla Zeiss.
A proposito di DIC, sebbene sia raccomandato l'obbiettivo plan 100X/1.25,
ho provato il planapo 100X/1.30... ebbene, non ho MAI visto sulle diatomee
un tale contrasto e risoluzione!!!!!!!!!!!!!!!
L'Amphipleura pellucida diventa così facile da sembrare ovvia e tutte le
diatomee sembrano solide tanto sono contrastate e risolte. Una visione da
sogno!
Ciao
Alessandro
Ciao a tutti,
finalmente è in funzione la mia prima pagina web con il dominio microthele.it
http://www.microthele.it/index.htm
Per ora i link non funzionano ancora ed è solo funzionante quello del
microscopio che però porta per ora alla solita pagina dei filmatini di
protisti.
In seguito desidero sviluppare altre pagine ed in una mi piacerebbe tanto
mettere le vostre osservazioni ed immagini e quant'altro pssa essere di
utilità per i microscopisti.
Che ne dite?
Vi piace il logo "microthele.it"? Sono partito da una mia immagine di una
Cymbella e ci ho lavorato sopra con Photoshop.
Per Micoptical, DFM Molinari e Ottica Turi: posso includere il vostro logo
come link alle vostre pagine web? Magari potreste fare altrettanto con il mio.
Un salutone
Alessandro
Sto raccogliendo del materiale concernente gli obiettivi da microscopia in commercio con opportune descrizioni delle diciture, caratteristiche tecniche, ecc
ma non so quando riuscirò a metterle on-line nel mio sito (www.micoptical.com).
Quanto alle prove di sistemi misti consigliatami da Rodolfo onestamente non mi stimolano più di tanto ( ne ho fatte diverse con alterni risultati ma senza trovare la soluzione (universale") anche perchè dispongo di poco tempo (che cerco di dedicare alle realizzazioni concrete che mi vengono commissionate ) e di diversi stativi all'infinito. Potrei aggiungere che la strada seguita da Rodolfo di inserire un doppietto acromatico potrebbe anche essere valida se si ha l'atrezzatura per farlo decorosamente ma inserire un doppietto acromatico in un sistema che magari si vuole planacromatico o addirittura superiore ( apo o planapo) si giudica da sè:
mi ricorda la Legge di Liebig o della "doga più bassa": in parole povere si rischia di limitare tutto il sistema ottico!Buone sperimentazioni a tutti!
Michele Tollin
-----Messaggio originale----- Da: Rodolfo Tagliaferri at libero [mailto:Rodolfo.Tagliaferri@...] Inviato: mercoledì 11 febbraio 2004 15.40 A: at yahoogroups.com nuovo Microcosmo Oggetto: [microcosmo] Banco ottico
Ciao,
magari lo conoscete gia', il sito permette di crearsi un banco ottico virtuale che si puo' anche scaricare e tenere sul computer per giocarci un po'.
Se provate a mettere una lente positiva e poi un oggetto e a muoverlo avanti e indietro si vede come il fuoco passi da una dimensione finita a quella infinita, senza cambiare la lente; questo magari aiuta a capire quello che succede con gli obbiettivi all' infinito/ finito.
magari lo conoscete gia', il sito permette di crearsi un banco ottico virtuale che si puo' anche scaricare e tenere sul computer per giocarci un po'.
Se provate a mettere una lente positiva e poi un oggetto e a muoverlo avanti e indietro si vede come il fuoco passi da una dimensione finita a quella infinita, senza cambiare la lente; questo magari aiuta a capire quello che succede con gli obbiettivi all' infinito/ finito.
Ciao Rodolfo, forse non comprendo appieno la tua dissertazione..
Non mi meraviglio che non si capisca niente, secondo me l'ho detta rovesciata, correggetemi se sbaglio: per mettere a fuoco un ottica all'infinito su tubo da 160mm il tavolino va abbassato, non alzato, quindi la distanza di lavoro aumentata, quasi certo che si possa metere a fuoco gli obbiettivi ad alto ingrandimento, meno certo quelli a basso ingrandimento sempre che il tavolino permetta di scendere tanto.
Le ottiche all'infinito hanno solitamente una distanza di lavoro più grande rispetto alle ottiche 160....
Uno dei piu' grandi vantaggi delle ottiche all'infinito e' che non c'e' piu' il grosso limite dell'ingrandimento minimo parafocale :4,55 volte per gli RMS e 3,33 volte per i DIN senza ricorrere a schemi particolari degli obiettivi. In piu' i progettisti hanno maggiore liberta' di lavorare piu' vicini o distanti dal soggetto.
Oltretutto non esiste un solo tipo di ottiche all'infinito ma diversi tipi spesso non compatibili.
Inoltre non bisogna confondere le ottiche da metallografia cioè per microscopi a luce incidente all'infinito (quasi tutte!) con quelle per microscopi a luce trsmessa di ultima generazione.
Il problema non ti cambia, qualunque ottica all'infinito, se viene messa a fuoco ad una maggiore distanza si trasforma in un ottica "finita"; possibile, anzi, probabile che le distorsioni ci siano. Naturalmente non e' detto che gli obiettivi si avvitino al revolver, la parafocalita', anche tra la stessa serie di ottiche all'infinito, su un tubo 160mm senza lente sarebbe chiaramente un utopia.
Tra microscopi all'infinito se si riesce a fare un adattatore per il filetto, magari parafocale, gli obiettivi dovrebbero essere compatibili o quasi, perche' non e' detto che la lente nel tubo ed i soliti oculari siano, al solito, compensati.
Gli standard delle filettature sono vari anzi ultimamente le case madri cercano di non rendere compatibili i loro obiettivi con microscopi di altre case per ovvi motivi ( anche se sgraditi)commerciali.I vecchi Ortholux della Leitz e così pure alcuni Orthoplan avevano la possibilità di modificare lo strumento sostituendo una lente per passare da un percorso ottico 160 a 170 oppure all'infinito.
Non solo, se il tavolino si puo' alzare a sufficenza, il processo e' reversibile, cioe' si possono usare ottiche a 160mm su microscopi all'infinito. In fondo, come diceva il Leopardi, in ottica l'infinito non e' nient'altro che 26 volte la lunghezza focale, o giu' di li.
E' possibile cercare di trasformare un microscopio con tubo 160 con un microscopio all'infinito ma bisogna possedere una lente di campo opportunamente calcolata e collocare suddetta lente di campo in una precisa posizione perfettamente in asse e centrata....e magari con la possibilità di ripristinare il sistema originario.
Certamente, magari un doppietto acromatico. Ma non e' un impresa impossibile, basta fare cadere il fuoco un centimetro sotto la battuta degli oculari con il cono di luce che abbia la stessa angolazione del fascio dei 150mm= un doppietto + una Barlow.
Non vorrei annoiarvi con dissertazioni tecniche ma non è semplice e nemmeno facile modificare uno strumento ottico, inoltre una tale possibile modifica si deve affrontare caso per caso.Vorrei introdurre un'altra problematica: il condensatore costruito per creare un opportuno cono di luce per il 160 è adatto ai microscopi all'infinito? ( Certo si può regolarne l'altezza ma con che risultati?).
Se lo schema ottico dei condensatori all'infinito e' lo stesso di quelli a 160 o a 170mm certamente si, ovvero se il Koheler si fa nello stesso modo (che proietta il filamento sul diaframma di apertura) certamente lo e'.
Quello che accade davanti all'obbiettivo con ottiche all'infinito e' decisamente lo stesso che con 160 o 170mm, RMS o DIN o JIS che fossero.
Altro spunto di riflessione: qual è il campo per il quale questi obiettivi risultano corretti?
Il dubbio e' lecito, come dici tu, bisognerebbe provare e chi meglio di te che hai parecchi obbiettivi dei piu' diversi standard?
Ai più arditi e capaci non resta che iniziare a sperimentare, altrimenti è forse più pratico ed economico procurarsi uno stativo all'infinito.
I più cordiali saluti a tutti!
Michele Tollin
Ciao Rodolfo
-----Messaggio originale----- Da: Rodolfo Tagliaferri at libero [mailto:Rodolfo.Tagliaferri@...] Inviato: lunedì 9 febbraio 2004 10.48 A: microcosmo@yahoogroups.com Oggetto: Re: [microcosmo] Obiettivi all'infinito. Info tecniche
Ciao Andrea,
e' possibile o addirittura probabile che, se e' un obiettivo all'infinito a bassi ingrandimenti, tu riesca a usare l'obiettivo su un microscopio standard 160mm. Perche'? Perche' se accorci la distanza di lavoro davanti ti si accorcia anche il fuoco dietro, che significa che se puoi avvicinarti abbastanza puoi riuscire a fare cadere il fuoco dietro a 150mm che e' giusto dove casca lo standard 160mm. Ovviamente introdurresti distorsioni che possono essere anche accettabili. Per risolvere ortodossamente il problema dovresti mettere una lente nel tubo del microscopio che ti faccia cadere il fuoco proprio un centimetro sotto la battuta degli oculari e, se l'angolo del cono di luce che ti produce questa lente fosse uguale a quello che ti producono gli obiettivi a fuoco 150mm sarebe perfetto. Facci sapere.
Tra l'altro, in questi giorni, stanno scorrendo su eBay una quantita' di ottimi obbiettivi all'infinito a prezzi decisamente bassi, specialmente della Zeiss Jena su eBay in tedesco. Qualcuno sa che filetti usano le varie case per lo standard all'infinito?
Subject: [microcosmo] Obiettivi all'infinito. Info tecniche
Salve a tutti !
Chiedo info tecniche circa gli obiettivi all'infinito Olympus e simili
Avendo un microscopio biologico, sia bino che trinoculare, tipo il modello L 2000 ( come quello di Rodolfo, se non erro), levando il fermo all'interno della messa a fuoco , è possibile montare e far funzionare correttamente obiettivi che vanno a fuoco all'infinito ?
Oppure non è possibile a causa di altri problemi ?
In attesa di vostri chiarimenti, ringrazio
Saluti
Andrea Pierattini
**************************************** Ottica Turi di Andrea Pierattini Piazza Gavinana 6 51100 Pistoia - ITALY Phone /fax ++39057324208 www.otticaturi.it otticaturi@... VAT N. 00524480472 ****************************************
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Ciao a tutti
Ho provato tempo fa un paio di obj all'infinito americani AO prima (per luce
trasmessa) e Jena poi (forse per luce incidente come dice Michele) sul mio
Zeiss a 160mm. Obiettivi a secco achro 10,40, 25, 50x. Il risultato è
pessimo: vi sono aberrazioni cromatiche così forti da renderli assolutamente
inutilizzabili. Ho provato ad aggiungere una lente di focale circa 200mm, come
mi sembrava di aver capito fosse necessario leggendo il sito di Magnet, ma
senza risultati apprezzabili. Mi manca tutto il supporto teorico di dettaglio
e pratico che sta alla base del principio all'infinito, anche se è
accessibile comprenderne bene i fondamenti.
Credo che Michele abbia purtroppo più che ragione sul fatto che si tratta di
un argomento di difficile approccio...
E' mia opinione che i bassi costi degli obiettivi all'infinito su eBay siano
dovuti al basso interesse/mercato intorno ad essi, a causa appunto della loro
critica utilizzabilità; inoltre mi sembra che queste ottiche, a parità di
ingrandimento, apertura e correzioni, siano anche intrinsecamente più
semplici delle equivalenti finite.
Ma questa è solo un'idea che sarebbe interessante approfondire se qualcuno ne
sa di più
Saluti
Domenico
"MICHELETOLLIN" <thyco@...> wrote:
Ciao Rodolfo, forse non comprendo appieno la tua dissertazione..
Le ottiche all'infinito hanno solitamente una distanza di lavoro più grande
rispetto alle ottiche 160....
Oltretutto non esiste un solo tipo di ottiche all'infinito ma diversi tipi
spesso non compatibili.
Inoltre non bisogna confondere le ottiche da metallografia cioè per
microscopi a luce incidente all'infinito (quasi tutte!) con quelle per
microscopi a luce trsmessa di ultima generazione. Gli standard delle
filettature sono vari anzi ultimamente le case madri cercano di non rendere
compatibili i loro obiettivi con microscopi di altre case per ovvi motivi
( anche se sgraditi)commerciali.I vecchi Ortholux della Leitz e così pure
alcuni Orthoplan avevano la possibilità di modificare lo strumento
sostituendo una lente per passare da un percorso ottico 160 a 170 oppure
all'infinito.E' possibile cercare di trasformare un microscopio con tubo 160
con un microscopio all'infinito ma bisogna possedere una lente di campo
opportunamente calcolata e collocare suddetta lente di campo in una precisa
posizione perfettamente in asse e centrata....e magari con la possibilità di
ripristinare il sistema originario.
Non vorrei annoiarvi con dissertazioni tecniche ma non è semplice e nemmeno
facile modificare uno strumento ottico, inoltre una tale possibile modifica
si deve affrontare caso per caso.Vorrei introdurre un'altra problematica: il
condensatore costruito per creare un opportuno cono di luce per il 160 è
adatto ai microscopi all'infinito? ( Certo si può regolarne l'altezza ma con
che risultati?). Altro spunto di riflessione: qual è il campo per il quale
questi obiettivi risultano corretti? Ai più arditi e capaci non resta che
iniziare a sperimentare, altrimenti è forse più pratico ed economico
procurarsi uno stativo all'infinito.
I più cordiali saluti a tutti!
Michele Tollin
-----Messaggio originale-----
Da: Rodolfo Tagliaferri at libero [mailto:Rodolfo.Tagliaferri@...]
Inviato: lunedì 9 febbraio 2004 10.48
A: microcosmo@yahoogroups.com
Oggetto: Re: [microcosmo] Obiettivi all'infinito. Info tecniche
Ciao Andrea,
e' possibile o addirittura probabile che, se e' un obiettivo all'infinito
a bassi ingrandimenti, tu riesca a usare l'obiettivo su un microscopio
standard 160mm. Perche'? Perche' se accorci la distanza di lavoro davanti ti
si accorcia anche il fuoco dietro, che significa che se puoi avvicinarti
abbastanza puoi riuscire a fare cadere il fuoco dietro a 150mm che e' giusto
dove casca lo standard 160mm. Ovviamente introdurresti distorsioni che
possono essere anche accettabili. Per risolvere ortodossamente il problema
dovresti mettere una lente nel tubo del microscopio che ti faccia cadere il
fuoco proprio un centimetro sotto la battuta degli oculari e, se l'angolo
del cono di luce che ti produce questa lente fosse uguale a quello che ti
producono gli obiettivi a fuoco 150mm sarebe perfetto. Facci sapere.
Tra l'altro, in questi giorni, stanno scorrendo su eBay una quantita' di
ottimi obbiettivi all'infinito a prezzi decisamente bassi, specialmente
della Zeiss Jena su eBay in tedesco. Qualcuno sa che filetti usano le varie
case per lo standard all'infinito?
ciao
Rodolfo
----- Original Message -----
From: Ottica Turi
To: microcosmo@yahoogroups.com ; microcosmo@...
Sent: Saturday, February 07, 2004 5:07 PM
Subject: [microcosmo] Obiettivi all'infinito. Info tecniche
Salve a tutti !
Chiedo info tecniche circa gli obiettivi all'infinito Olympus e simili
Avendo un microscopio biologico, sia bino che trinoculare, tipo il
modello L 2000 ( come quello di Rodolfo, se non erro), levando il fermo
all'interno della messa a fuoco , è possibile montare e far funzionare
correttamente obiettivi che vanno a fuoco all'infinito ?
Oppure non è possibile a causa di altri problemi ?
In attesa di vostri chiarimenti, ringrazio
Saluti
Andrea Pierattini
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Ottica Turi di Andrea Pierattini
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Ciao Rodolfo, forse non comprendo appieno la tua dissertazione..
Le ottiche all'infinito hanno solitamente una distanza di lavoro più grande rispetto alle ottiche 160....
Oltretutto non esiste un solo tipo di ottiche all'infinito ma diversi tipi spesso non compatibili.
Inoltre non bisogna confondere le ottiche da metallografia cioè per microscopi a luce incidente all'infinito (quasi tutte!) con quelle per microscopi a luce trsmessa di ultima generazione. Gli standard delle filettature sono vari anzi ultimamente le case madri cercano di non rendere compatibili i loro obiettivi con microscopi di altre case per ovvi motivi ( anche se sgraditi)commerciali.I vecchi Ortholux della Leitz e così pure alcuni Orthoplan avevano la possibilità di modificare lo strumento sostituendo una lente per passare da un percorso ottico 160 a 170 oppure all'infinito.E' possibile cercare di trasformare un microscopio con tubo 160 con un microscopio all'infinito ma bisogna possedere una lente di campo opportunamente calcolata e collocare suddetta lente di campo in una precisa posizione perfettamente in asse e centrata....e magari con la possibilità di ripristinare il sistema originario.
Non vorrei annoiarvi con dissertazioni tecniche ma non è semplice e nemmeno facile modificare uno strumento ottico, inoltre una tale possibile modifica si deve affrontare caso per caso.Vorrei introdurre un'altra problematica: il condensatore costruito per creare un opportuno cono di luce per il 160 è adatto ai microscopi all'infinito? ( Certo si può regolarne l'altezza ma con che risultati?). Altro spunto di riflessione: qual è il campo per il quale questi obiettivi risultano corretti? Ai più arditi e capaci non resta che iniziare a sperimentare, altrimenti è forse più pratico ed economico procurarsi uno stativo all'infinito.
I più cordiali saluti a tutti!
Michele Tollin
-----Messaggio originale----- Da: Rodolfo Tagliaferri at libero [mailto:Rodolfo.Tagliaferri@...] Inviato: lunedì 9 febbraio 2004 10.48 A: microcosmo@yahoogroups.com Oggetto: Re: [microcosmo] Obiettivi all'infinito. Info tecniche
Ciao Andrea,
e' possibile o addirittura probabile che, se e' un obiettivo all'infinito a bassi ingrandimenti, tu riesca a usare l'obiettivo su un microscopio standard 160mm. Perche'? Perche' se accorci la distanza di lavoro davanti ti si accorcia anche il fuoco dietro, che significa che se puoi avvicinarti abbastanza puoi riuscire a fare cadere il fuoco dietro a 150mm che e' giusto dove casca lo standard 160mm. Ovviamente introdurresti distorsioni che possono essere anche accettabili. Per risolvere ortodossamente il problema dovresti mettere una lente nel tubo del microscopio che ti faccia cadere il fuoco proprio un centimetro sotto la battuta degli oculari e, se l'angolo del cono di luce che ti produce questa lente fosse uguale a quello che ti producono gli obiettivi a fuoco 150mm sarebe perfetto. Facci sapere.
Tra l'altro, in questi giorni, stanno scorrendo su eBay una quantita' di ottimi obbiettivi all'infinito a prezzi decisamente bassi, specialmente della Zeiss Jena su eBay in tedesco. Qualcuno sa che filetti usano le varie case per lo standard all'infinito?
Subject: [microcosmo] Obiettivi all'infinito. Info tecniche
Salve a tutti !
Chiedo info tecniche circa gli obiettivi all'infinito Olympus e simili
Avendo un microscopio biologico, sia bino che trinoculare, tipo il modello L 2000 ( come quello di Rodolfo, se non erro), levando il fermo all'interno della messa a fuoco , è possibile montare e far funzionare correttamente obiettivi che vanno a fuoco all'infinito ?
Oppure non è possibile a causa di altri problemi ?
In attesa di vostri chiarimenti, ringrazio
Saluti
Andrea Pierattini
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e' possibile o addirittura probabile che, se e' un obiettivo all'infinito a bassi ingrandimenti, tu riesca a usare l'obiettivo su un microscopio standard 160mm. Perche'? Perche' se accorci la distanza di lavoro davanti ti si accorcia anche il fuoco dietro, che significa che se puoi avvicinarti abbastanza puoi riuscire a fare cadere il fuoco dietro a 150mm che e' giusto dove casca lo standard 160mm. Ovviamente introdurresti distorsioni che possono essere anche accettabili. Per risolvere ortodossamente il problema dovresti mettere una lente nel tubo del microscopio che ti faccia cadere il fuoco proprio un centimetro sotto la battuta degli oculari e, se l'angolo del cono di luce che ti produce questa lente fosse uguale a quello che ti producono gli obiettivi a fuoco 150mm sarebe perfetto. Facci sapere.
Tra l'altro, in questi giorni, stanno scorrendo su eBay una quantita' di ottimi obbiettivi all'infinito a prezzi decisamente bassi, specialmente della Zeiss Jena su eBay in tedesco. Qualcuno sa che filetti usano le varie case per lo standard all'infinito?
Subject: [microcosmo] Obiettivi all'infinito. Info tecniche
Salve a tutti !
Chiedo info tecniche circa gli obiettivi all'infinito Olympus e simili
Avendo un microscopio biologico, sia bino che trinoculare, tipo il modello L 2000 ( come quello di Rodolfo, se non erro), levando il fermo all'interno della messa a fuoco , è possibile montare e far funzionare correttamente obiettivi che vanno a fuoco all'infinito ?
Oppure non è possibile a causa di altri problemi ?
In attesa di vostri chiarimenti, ringrazio
Saluti
Andrea Pierattini
**************************************** Ottica Turi di Andrea Pierattini Piazza Gavinana 6 51100 Pistoia - ITALY Phone /fax ++39057324208 www.otticaturi.it otticaturi@... VAT N. 00524480472 ****************************************
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Cari Amici,
mentre osservavo diatomee usando filtri polarizzatori per poterne
apprezzare la tridimensionalità, mi sono accorto che togliendoli, le strie
diventavano un meno nitide. Anche manovrando a piacere il diaframma, non
sono riuscito a vederle come con il filtro polarizzatore inserito. Avete
provato l'effetto di un filtro polarizzatore mentre osservate diatomee in
condizioni "al limite"? In fondo, il guscio delle diatomee potrebbe avere
un qualche effetto sulla polarizzazione della luce e rendere più visibili i
propri dettagli.
Ciao!
Giorgio
At 02.53 07/02/2004 +0100, you wrote:
>Ciao Giorgio, molto interessante il tuo micromondo. Se contiene alghe
>verdi, allora vuole dire che essa producono l'ossigeno necesario per
>mantenere la vita dentro al contenitore ermetico.
>I "gusci" potrebbero essere quelli di amebe, non mi ricordo la famiglia ma
>è quella delle Arcelle, amebe che si costriscono gusci di diverso tipo appunto.
>
>Grazie per la segnalazione
>
>Alessandro
Caro Alessandro, sono andato a guardare L'Atlante dei Microrganismi
Acquatici e, a pagina 225, ho trovato che la figura n 2 è molto somigliante
ai gusci che ho ripreso nelle foto. Corrisponde alla tecameba "Centropyxis
aculeata". Dovrò correggere le didascalie di quelle figure. Ti ringrazio
per la dritta.
Ciao! :)
Giorgio
Chiedo info tecniche circa gli obiettivi all'infinito Olympus e simili
Avendo un microscopio biologico, sia bino che trinoculare, tipo il modello L 2000 ( come quello di Rodolfo, se non erro), levando il fermo all'interno della messa a fuoco , è possibile montare e far funzionare correttamente obiettivi che vanno a fuoco all'infinito ?
Oppure non è possibile a causa di altri problemi ?
In attesa di vostri chiarimenti, ringrazio
Saluti
Andrea Pierattini
**************************************** Ottica Turi di Andrea Pierattini Piazza Gavinana 6 51100 Pistoia - ITALY Phone /fax ++39057324208 www.otticaturi.it otticaturi@... VAT N. 00524480472 ****************************************
Ciao Giorgio, molto interessante il tuo micromondo. Se contiene alghe
verdi, allora vuole dire che essa producono l'ossigeno necesario per
mantenere la vita dentro al contenitore ermetico.
I "gusci" potrebbero essere quelli di amebe, non mi ricordo la
famiglia ma è quella delle Arcelle, amebe che si costriscono gusci di
diverso tipo appunto.
Grazie per la segnalazione
Alessandro
At 23.12 06/02/2004 +0100, you wrote:
Cari amici,
la scorsa settimana, mi sono accorto di una bottiglietta contenente
qualche
cm3 d'acqua di stagno che avevo lasciato sulla libreria da 2 o 3 anni.
Per
quanto quella boccetta fosse chiusa ermeticamente, la vita ha continuato
ad
abitarla. Infatti, al suo interno c'erano dei grumi verdastri che ho poi
esaminato al microscopio. All'indirizzo qua sotto, potrete osservare le
forme di vita che ho trovato in quel mondo formato da pochi cm cubi di
acqua ed aria.
Creare micromondi è semplicissimo, basta possedere qualche bottiglietta
di
vetro e raccogliere in ciascuna un po' d'acqua raccolta in posti diverse.
A
distanza di mesi o di anni, sarà possibile osservare quale equilibrio si
sia formato. Sarebbe interessante anche cercare di spiegare quali
relazioni
energetiche e chimiche ci siano instaurate fra le diverse specie viventi
presenti di un micromondo.
Ciao a tutti! :)
Giorgio
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Cari amici,
la scorsa settimana, mi sono accorto di una bottiglietta contenente qualche
cm3 d'acqua di stagno che avevo lasciato sulla libreria da 2 o 3 anni. Per
quanto quella boccetta fosse chiusa ermeticamente, la vita ha continuato ad
abitarla. Infatti, al suo interno c'erano dei grumi verdastri che ho poi
esaminato al microscopio. All'indirizzo qua sotto, potrete osservare le
forme di vita che ho trovato in quel mondo formato da pochi cm cubi di
acqua ed aria.
http://www.funsci.com/microcosmo/microm.htm guardate alla voce: MicroMondi
Creare micromondi è semplicissimo, basta possedere qualche bottiglietta di
vetro e raccogliere in ciascuna un po' d'acqua raccolta in posti diverse. A
distanza di mesi o di anni, sarà possibile osservare quale equilibrio si
sia formato. Sarebbe interessante anche cercare di spiegare quali relazioni
energetiche e chimiche ci siano instaurate fra le diverse specie viventi
presenti di un micromondo.
Ciao a tutti! :)
Giorgio
* fino al 20 giugno 2004
Genova (GE)
MOSTRA SUGLI ANIMALI AL MICROSCOPIO
Museo Civico di Storia Naturale "Giacomo Doria"
Mostra: "micro e Macro" Animali al microscopio. Viaggio nell'universo
cellulare alla scoperta di una cellula ingrandita 100.000 volte"
Orari di visita: dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 19, sabato e domenica
10-19.
Museo Civico di Storia Naturale "Giacomo Doria", via Brigata Liguria, 9
Informazioni: Franco Gambale, Tullia Diena, Istituto di biofisica (Ibf) del
Cnr, tel. 010/6475550
sito web: http://www.ge.cnr.it/m&Mhttp://www.comune.genova.it/turismo/musei/mostre/welcome.htm
penso che questa notizia possa interessare gli iscritti al gruppo. E' tratta
da "Infonatura", settimanale gratuito che viene spedito via e-mail ogni
giovedi'.
Infonatura e' una newsletter di informazione per appassionati e studiosi di
minerali, fossili, conchiglie, insetti, specie botaniche, rettili e
allevamenti di artropodi a scopo di studio. Inoltre pubblica notizie di
microscopia e astronomia e informazioni su strumenti e accessori per le
scienze naturali. In ogni numero sono segnalati anche tutti gli appuntamenti
italiani: le date di mostre che si tengono nei musei, delle conferenze e
delle borse-scambio. Infine, periodicamente, viene inviata una rubrica di
annunci (compro, vendo, scambio) di specimen, strumenti e attrezzature.
Mi permetto di spedire il numero corrente a tutti gli iscritti alla lista.
Se lo ritieni interessante potrai attivare un abbonamento gratuito andando
alla pagina web:
http://www.infonatura.it/newsletter/
grazie per l'attenzione
saluti a tutti
umberto bocca
Ciao a tutti,
non avevo ancora provato IL DIC con lo Zeis planapo 100X/1.30, questa sera
l'ho fatto e, accidenti che immagini!
L'Amphipleura di Kemp appare perfettamente risolta e anche appaiono
parzialmente risolti i punti che compongono le strie, la Frustulia era
davvero bella all'oculare e spero di avervi fornito una buona idea di come
si vedeva.
Zeiss Planapo 100X/1.30, DIC, filtro Wratten 47, Nikon Coolpix 4500, Adobe
Photoshop.
Un salutone
Alessandro
Eccone degli altri sempre fatti con il DIC e lo Zeiss Plan 40X/0.65:
Ameba (quasi sicuramente una Platyamoeba stenopodia) che lentamente se ne
va a zonzo.
http://www.microthele.it/filmati/5.avi
Ciliato del genere Chilodonella (da un vaso di fiori), molto veloce.
http://www.microthele.it/filmati/6.avi
Ciliato del genere Cyclidium (fiume Po) con cilia molto lunghe e visibili
(fortunatamente se ne è stato fermo per un po').
http://www.microthele.it/filmati/7.avi
Diatomea del genere Navicula (fiume Po) che cerca di battere il record
mondiale di velocità (di solito le diatomee sono lentine ma questa è una
scheggia!).
http://www.microthele.it/filmati/8.avi
Spero vi piacciano.
Perché non mandate più nulla da vedere?
Ciao
Alessandro
grazie per i complimenti. la storia di permettere nelle mail list gli allegati è lunga e se ne è parlato soprattutto su alcune mail list astronomiche dove gli allegati sono molti di più di quelli presenti qui.
Toglierli farebbe perdere di freschezza ed immediatezza al tutto ma è pur vero che, soprattutto chi ha linee lente, può rimanere irritato se deve attendere minuti e minuti magari per cose delle quali non gli importa nulla. Sulla nostra mail list (ovvero sulle nostre, esistendocene attualmente tre con le varie persone disperse qua e la) il problema è stato posto solo ora e credo sia risolvibile semplicemente chiedendo di inviare file di piccole dimensioni in formati compressi quali il Jpeg.
D'altra parte i filmati, per ragione di spazio, almeno che non durino un paio di secondi, non possono essere inviati come alegato e quindi spesso rimangono visibili solo a chi li ha fatti, cosa che è contraria proprio allo spirito stesso di un gruppo di discussione.
Inoltre gli allegati non rimangono visibili se non ricordandosi che nella mail del giorno TOT c'era l'immagine XYZ, ovvero, cose interessanti vanno perse.
Le mie proposte potrebbero essere queste:
1) Senza toccare gli allegati che sono comunque una forma immediata di fruizione, potrei ricevere tutto quello che si vuole mettere in circolazione. Successivamente potrei mettere tali file in una cartella del mio spazio web ed infine inviare a tutti una mail del tipo" alla pagina www... si può vedere la bella foto di un paramecio di Mario Rossi". Questa cosa, però, è già possibile oggi senza il mio intervento, in quanto le mail list mettono a disposizione un'area file dove parcheggiare i file stessi che i soci della lista vogliono mettere in comune (e se non sbaglio è la stessa lista che si occupa di avvertire con una mail automatica tutti i partecipanti dell'avvenuta archiviazione di un file nuovo).
2) non escludendo il punto 1, si potrebbero pubblicare in una pagina web tutti i nostri file in modo tale che siano visibili sempre e da chiunque.
Vorrei sentire l'opinione di tutti ma per il momento credo che l'urgenza sia quella di riunificare le mail list
Un salutone
Alessandro
At 10.02 22/01/2004 +0100, you wrote:
Caro Alessandro, è interessante questa tua pagina! Complimenti per i filmati
La tua idea di pubblicare i lavori dei membri della lista risolve il
problema della dimensione delle foto e dei filmati.
Ciao!
Giorgio
Per ritirare la sottoscrizione a questo gruppo, inviare un'e-mail a
grazie per i complimenti. la storia di permettere nelle mail list gli allegati è lunga e se ne è parlato soprattutto su alcune mail list astronomiche dove gli allegati sono molti di più di quelli presenti qui. Toglierli farebbe perdere di freschezza ed immediatezza al tutto ma è pur vero che, soprattutto chi ha linee lente, può rimanere irritato se deve attendere minuti e minuti magari per cose delle quali non gli importa nulla. Sulla nostra mail list (ovvero sulle nostre, esistendocene attualmente tre con le varie persone disperse qua e la) il problema è stato posto solo ora e credo sia risolvibile semplicemente chiedendo di inviare file di piccole dimensioni in formati compressi quali il Jpeg. D'altra parte i filmati, per ragione di spazio, almeno che non durino un paio di secondi, non possono essere inviati come alegato e quindi spesso rimangono visibili solo a chi li ha fatti, cosa che è contraria proprio allo spirito stesso di un gruppo di discussione. Inoltre gli allegati non rimangono visibili se non ricordandosi che nella mail del giorno TOT c'era l'immagine XYZ, ovvero, cose interessanti vanno perse. Le mie proposte potrebbero essere queste:
1) Senza toccare gli allegati che sono comunque una forma immediata di fruizione, potrei ricevere tutto quello che si vuole mettere in circolazione. Successivamente potrei mettere tali file in una cartella del mio spazio web ed infine inviare a tutti una mail del tipo" alla pagina www... si può vedere la bella foto di un paramecio di Mario Rossi". Questa cosa, però, è già possibile oggi senza il mio intervento, in quanto le mail list mettono a disposizione un'area file dove parcheggiare i file stessi che i soci della lista vogliono mettere in comune (e se non sbaglio è la stessa lista che si occupa di avvertire con una mail automatica tutti i partecipanti dell'avvenuta archiviazione di un file nuovo).
2) non escludendo il punto 1, si potrebbero pubblicare in una pagina web tutti i nostri file in modo tale che siano visibili sempre e da chiunque.
Vorrei sentire l'opinione di tutti ma per il momento credo che l'urgenza sia quella di riunificare le mail list
Un salutone
Alessandro
At 10.02 22/01/2004 +0100, you wrote:
Caro Alessandro, è interessante questa tua pagina! Complimenti per i filmati La tua idea di pubblicare i lavori dei membri della lista risolve il problema della dimensione delle foto e dei filmati.
Ciao! Giorgio
Per ritirare la sottoscrizione a questo gruppo, inviare un'e-mail a -unsubscribe@egroups.com
Ciao a tutti,
In questi giorni, Mario ha fatto degli interessantissimi esperimenti
fotografando le diatomee del vetrino di test di Kemp con la luce di un
laser ed ha ottenuto delle imagini con un contrasto invidiabile persino dal
miglior set di contrasto di fase. Un esperimento che sicuramente molti,
compreso il sottoscritto, hanno avuto voglia di fare prima o poi (io non
l'ho potuto fare per mancanza di laser).
Se però da una parte le immagini di Mario su soggetti anche diafanissimi
come le diatomee appaiono come d'incanto contrastate, saltano agli occhi
anche vistosi anelli di difrazione (vedasi quelli evidentissmi che
circondano i contorni delle diatomee) con una conseguente risoluzione
finale ridotta, cosa che posso affermare perché conosco benissimo il
buonissimo obbiettivo LOMO apo 90X 1.30 da lui utilizzato, che ho usato ed
uso anche io da anni ed anni proprio per le diatomee più difficili.
Questo non è dovuto ad inesperienza di Mario ma alla natura stessa del
sistema di illuminazione sperimentato.
I sacri testi di microscopia alla domanda quale sia il potere risolutivo di
un microscopio, rispondono con una formula ambigua e cioè che il potere
risolutore di un obbiettivo di apertura numerica A è compreso tra Lambda/A
e Lambda/2A, dove Lambda è la lunghezza d'onda della luce utilizzata.
Ovvero, che può essere compreso, per uno stesso obbiettivo ed utilizzando
sempre la stessa lunghezza d'onda, tra una quantità ed un'altra migliore
della prima sino al doppio di questa. In altre parole un'ottica potrebbe
risolvere solo 0.5 micron od arrivare sino a 0.25 il che non è una piccola
differenza.
Ciò a cosa è dovuto?
Sempre i sacri testi spiegano questa apparente ambiguità con il tipo di
illuminazione utilizzato.
Con illuminazione perfettamente coerente (ed il laser ne è quasi
l'incarnazione vivente) ovvero un fascio di raggi praticamente paralleli
sull'oggetto o comunque con coni di luce con vertice sull'oggetto di
piccolissima apertura (cono di zero gradi in caso di un fascio di luce a
raggi paralleli), si otterranno immagini contrastatissime ma il cui limite
di risoluzione si avvicina alla formula peggiore. Anche senza laser si può
arrivare ad avere un effetto analogo chiudendo al massimo (ovvero cono di
luce molto stretto) il diaframma del condensatore.
All'opposto, utilizzando coni di luce molto ampi (per esempio quelli
forniti da un condensatore ad elevata apertura numerica utilizzato in
immersione) le immagini saranno molto più diafane ed assai meno contrastate
ma il potere risolvente, pur senza mai raggiungerlo, tenderà al caso
migliore della nostra formula.
Quando si dice che il diaframma del condensatore deve essere aperto in modo
tale che siano illuminati circa i due terzi della lente frontale
dell'obbiettivo, questo è un compromesso dato dalla necessità di sfruttare
a fondo la risoluzione dell'ottica utilizzata senza perdere troppo contrasto.
Prendiamo il caso dell'Amphipleura pellucida, utilizzando luce bianca essa
non sarà mai risolvibile nemmeno con le migliori ottiche apocromatiche
anche con apertura 1.4 in immersione e con i migliori condensatori sul
mercato se non si ha l'accortezza di immergere anche il condensatore
(ovvero di illuminarla con un cono di luce molto grande). E' possibile
vederla separata anche non immergendo il condensatore ma decentrandolo ma
così facendo non si fa altro che fornire alla diatomea la parte più
angolata del cono di luce (illuminazione unilaterale) e si rientra sempre
caso di coni di luce di grande inclinazione o apertura.
All'esatto opposto dell'esperimento di Mario ci sarebbe quello di
illuminare un preparato utilizzando una lampada finemente smerigliata posta
proprio sotto il preparato stesso.
Da questa lampada, per effetto di rifrazioni e riflessioni sul materiale
della smerigliatura, i raggi di luce usciranno un po' con tutte le
inclinazioni, alcuni raggi saranno inclinatissimi rispetto all'asse ottico
del microscopio, persino di più di quelli fornibili dal migior condensatore
(molti raggi in una lampada smerigliata hanno persino inclinazioni
negative, ritornando verso il filamento che li ha emessi), fornendo così
un'illuminazione la più vicina a quella che teoricamente si definisce
incoerente.
Se questi raggi inclinatissimi (leggasi, formanti coni estremamente aperti)
illiminassero il preparato (ma allora bisognerebbe immergere la lampada in
olio per evitare il fenomeno della riflessione totale, con un puzzo di
fritto da scoraggiare i più), allora l'oggetto illuminato da coni così
ampi, in teoria, dovrebbe fornire l'immagine più risolta di se,
avvicinandosi moltissimo al caso migliore della formula ma anche, e sempre
secondo la teoria, dovrebbe presentare un contrasto molto basso, tanto che
i più fini particolari si perderebbero per mancanza dello stesso (e in
pratica anche a causa delle riflessioni all'interno delle ottiche del
microscopio che non sono state studiate per tali illuminazioni così
inclinate).
Senza fare acrobazie, è possibile fare l'esperimento opposto a quello di
Mario semplicemente immergendo il condensatore ed aprendo il suo diframma
al massimo, oppure toglieno il condensatore ed illuminando il preparato
solamente con una lampada smerigliata o bianco latte.
Quale è la migliore illuminazione? E' quella di Kohler magari adattando
l'apertura del diaframma del condensatore alle esigenze del preparato e di
quello che si vuole osservare ed immergendo lo stesso quando si usano
ottiche in immersione.
C'è di meglio?
Si, l'illuminazione anulare insieme con filtri a banda stretta che lascino
passare solo le componenti ad onda più corta delo spettro visibile (ovvero,
agiamo anche sul termine Lambda della formula). Ciò vuol dire illuminare il
preparato con un cono di luce vuoto al centro ma non così vuoto da arrivare
alle condizioni di campo oscuro. Così si sono ottenute le migliori
risoluzioni in assoluto, per esempio la separazione netta dei punti che
compongono le già strettissime strie dell'Amphipleura pellucida o dei punti
nelle strie alveolate delle Pinnularie di grandi dimensioni.
In altre parole forniremo all'oggetto solo la parte più inclinata del cono
che è quella che, interagendo con i particolari più fini (il termine giusto
è diffrazione), forma poi la loro immagine, senza altri raggi meno
inclinati che tutto sommato non fanno altro che darci il bianco
dell'illuminazione di fondo. Questo metodo può in grossa approssimazione
essere immaginato come un'illuminazione mediante condensatore decentrato ma
con la luce che arriva da tutte le parti.
Qui finisco chiedendo scusa ai veri tecnici perché ho letteralmente
violentato una spiegazione scientifica che implica termini quali "spettri
di primo e secondo ordine" ed altro che non solo non so spiegare ma forse
non ho nemmeno capito fino in fondo.
Spero di essere stato utile e non solo noioso e ringrazio Mario per i suoi
interessanti esperimenti. Perché qualcuno con una manualità migliore della
mia non prova l'illuminazione anulare? In fondo basta costruirsi dei
dischetti opachi al centro di opportune dimensioni da mettere nel
condensatore sul piano del diaframma.
Ciao
Alessandro
Rispedisco questo messaggio che potrebbe essere di interesse generale
alle tre mail list, scusandomi per il disturbo a quanti l'hanno già
ricevuto.
Un saluto
Alessandro Bertoglio
Date: Thu, 22 Jan 2004 11:05:43
+0100
To: microcosmo@yahoogroups.com
From: Alessandro Bertoglio
<alessandro.bertoglio@...>
Subject: Re: [microcosmo] Amphipleura pellucida
Ciao Giorgio,
grazie per i complimenti. la storia di permettere nelle mail list gli
allegati è lunga e se ne è parlato soprattutto su alcune mail list
astronomiche dove gli allegati sono molti di più di quelli presenti
qui.
Toglierli farebbe perdere di freschezza ed immediatezza al tutto ma è pur
vero che, soprattutto chi ha linee lente, può rimanere irritato se deve
attendere minuti e minuti magari per cose delle quali non gli importa
nulla. Sulla nostra mail list (ovvero sulle nostre, esistendocene
attualmente tre con le varie persone disperse qua e la) il problema è
stato posto solo ora e credo sia risolvibile semplicemente chiedendo di
inviare file di piccole dimensioni in formati compressi quali il
Jpeg.
D'altra parte i filmati, per ragione di spazio, almeno che non durino un
paio di secondi, non possono essere inviati come alegato e quindi spesso
rimangono visibili solo a chi li ha fatti, cosa che è contraria proprio
allo spirito stesso di un gruppo di discussione.
Inoltre gli allegati non rimangono visibili se non ricordandosi che nella
mail del giorno TOT c'era l'immagine XYZ, ovvero, cose interessanti vanno
perse.
Le mie proposte potrebbero essere queste:
1) Senza toccare gli allegati che sono comunque una forma immediata di
fruizione, potrei ricevere tutto quello che si vuole mettere in
circolazione. Successivamente potrei mettere tali file in una cartella
del mio spazio web ed infine inviare a tutti una mail del tipo" alla
pagina www... si può vedere la bella foto di un paramecio di Mario
Rossi". Questa cosa, però, è già possibile oggi senza il mio
intervento, in quanto le mail list mettono a disposizione un'area file
dove parcheggiare i file stessi che i soci della lista vogliono mettere
in comune (e se non sbaglio è la stessa lista che si occupa di avvertire
con una mail automatica tutti i partecipanti dell'avvenuta archiviazione
di un file nuovo).
2) non escludendo il punto 1, si potrebbero pubblicare in una pagina web
tutti i nostri file in modo tale che siano visibili sempre e da
chiunque.
Vorrei sentire l'opinione di tutti ma per il momento credo che l'urgenza
sia quella di riunificare le mail list
Un salutone
Alessandro
At 10.02 22/01/2004 +0100, you wrote:
........
La tua idea di pubblicare i lavori dei membri della lista risolve il
problema della dimensione delle foto e dei filmati.
Ciao!
Giorgio
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