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La nostra storia, le nostre storie: una proposta che unisca analisi politica, bilancio di esperienze di lotta e organizzazione con le esperienze soggettive dei militanti che agiscono nei movimenti politici e sindacali di classe.
Nei testi su vicende che hanno segnato lo scontro di classe capita di non condividere l'interpretazione degli autori. Ma i materiali usati, da una parte, possono e debbono essere utilizzati, dall'altra possono essere reinterpretati, dando rilievo ad alcuni piuttosto che ad altri.
Certo, potremmo rifare il lavoro da capo, ma a volte è più utile utilizzare diversamente ciò che i "professionisti" (senza voler disprezzare la categoria) del settore fanno. Aggiungere, correggere, sottolineare i passaggi politici, umani, di militanza che sono stati causa ma anche effetto di certi contesti.
"All'invito alla lettura" di molti testi si può aggiungere una "guida alla lettura" che ripeschi temi giudicati secondari, segnalando percorsi, metodi, analisi soprattutto quando questi sono il prodotto di esperienze di avanguardie di lotta.
Da un testo si possono ricavare interventi, episodi e dar loro uno spazio degno dell'importanza che hanno avuto o avrebbero potuto avere se certe condizioni fossero state diverse. Non è un modo di "fare la storia con i se"! E' invece un modo per capire perché una posizione giusta non abbia potuto evolversi in maniera altrettanto giusta, scoprendo cosa mancava in quel contesto; capire perché una certa lotta, intelligente, voluta, non abbia prodotto il risultato cercato o aggregato attorno a se le masse. Iniziamo un percorso che ci porti non solo (e non è cosa da sottovalutare, per una cultura operaia e proletaria) a rivalutare le "piccole storie" di militanza di massa e di organizzazione, a raccontarle senza la cornice di una interpretazione più complessa ma non sempre corretta; ma anche a trarre bilancio da queste esperienze per i nostri percorsi di lotta e di organizzazione.
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