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Buon giorno a tutti i compagni di viaggio da una navigante. Le parole sono potere e quando parlano le Anime il Cielo esulta in un canto armonioso.
Gabry |
La barca senza remi e senza vele approdò a quella che oggi è chiamata Saintes Maries de la Mer. Sopra, profughi dalla Giudea nel 44 d.C. per sfuggire alle persecuzioni scatenate contro i Cristiani, Marta, Maria di Magdala (Maddalena), Maria Elena Salomè (Sara-titolo onorifico di sacerdotessa di un ordine religioso-misterico ad Efeso), Maria Iacopa o di Giacobbe o di Cleofa, (presunta sorella della Madonna), Massimino e Lazzaro.
Il nome Maddalena o Magdala deriva dal sostantivo ebraico “migadal”, torre. Di lei parla Iacopo da Varagine (Varazze) arcivescovo di Genoa ne “La legenda di Santa Maria Maddalena” (1250 circa) e nella “Legenda Aurea”, raccolta di cronache ecclesiastiche narranti la vita di molti santi. . In un passo l’opera parla appunto di Santa Marta di Betania e di sua sorella Maria, la Maddalena. Così cita il testo: “Santa Marta ospite del Signore Gesù Cristo, era di famiglia reale. Suo padre Siro e la madre Eucaria la lasciarono erede con sua sorella Maria di tre proprietà, o torri: il castello di Betania, di Magdala e di una parte di Gerusalemme. Dopo l’ascensione di nostro Signore, lei, suo fratello Lazzaro, sua sorella Maria, con Massimo, si imbarcarono su una nave che li portò sani e salvi a Marsiglia, da lì si recarono nella zona di Aix, ove convertirono gli abitanti alla fede”.
I Vangeli gnostici e gli Apocrifi la descrivono come dotata di particolare intuizione e qualità, superiori persino a quelle di Pietro, oltre che far intuire il suo legame con Gesù che unse al Sacro Matrimonio (hieros gamos). Ciò è stato chiaramente trascurato o addirittura volutamente occultato dalla chiesa ufficiale, che, per ovvi motivi di opportunità politico religiosi, aveva preferito portare avanti la successione apostolica, e quindi la propria legittimazione, a scapito chiaramente della presunta vera discendenza messianica. La chiesa decide volontariamente di ignorare tutto questo e di screditarla, servendosi per tale scopo dei commenti nel Nuovo Testamento che la descrivono originariamente come nubile e peccatrice. Venne deciso che una peccatrice (ovvero in attesa di purificazione) dovesse essere considerata necessariamente una prostituta e di qui generò l’abominevole inganno.
Abbiamo detto prima che nella Legenda Aurea a Marta e Maria Maddalena vennero lasciate in eredità tre castelli o tre torri. In realtà questo potrebbe venire letto anche in un altro modo: il nome Maria è interpretato da molti studiosi non come un nome proprio, ma come una variante di Myriam, titolo attribuito da una setta ebraica, quella degli Esseni, a delle sacerdotesse. Le Myriam partecipavano ad un ministero all’interno di queste comunità ascetiche-spirituali ed avevano il compito di guidare le donne, ed il possedimento delle tre torri potrebbe indicare il raggiungimento da parte loro della conoscenza o, perlomeno, di tre gradi dell’iniziazione, svettando la torre verso il cielo, a significare il tendere verso l’Assoluto. Anche il termine “sorelle” si può intendere come parità gerarchica all’interno della comunità. Alle Myriam o Marie non era permesso possedere nulla, pertanto si può ritenere che l’eredità comune di cui si parla potrebbe rappresentare la condizione di sacerdotessa, condizione che si tramandava per via ereditaria.
Maria Salomè e Maria di Giacobbe si stabilirono a St. Maries de la Mer e si diedero a predicare il Vangelo, Marta risalì il Rodano e a Tarascona si guadagnò l’eterna gratitudine della popolazione ammansendo la Tarasca, orribile mostro fluviale che terrorizzava la regione. Massimino evangelizzò gran parte della Provenza, fino alla capitale di allora, Aquae Sextiae, l’attuale Aix, divenendone il primo vescovo, e fu sepolto in una località che prese successivamente il nome di Saint Maximin. Verso il 410–430 sorse il monastero omonimo, fondato da Giovanni Cassiano, vero precursore dei Benedettini.
Maddalena si fermò inizialmente a Marsiglia, l’allora Massilia, porto di origine fenicia, poi di cultura greca ed infine conquistato dai romani. In questo luogo convivevano culture diverse e quindi era il posto ideale per predicare il nuovo insegnamento . Con l’aiuto di Lazzaro riportò un gran successo. Ma la sua storia non finisce qui: mentre Lazzaro si recava presso gli acquitrini dell’Etang de Berre, la futura santa decise di trascorrere il resto della sua vita in solitudine e penitenza, e si allontanò verso l’interno della regione, in direzione della montagna più alta, ultimo limite verso terre ancora tutte da evangelizzare. Trovò una grotta, e lì si fermò, fino alla morte. Il nome Sainte Baume, che la località prese in seguito, deriva appunto dal provenzale Santo Baumo, la Santa Grotta. Il luogo, a partire dal V secolo divenne meta di frequenti pellegrinaggi, e vi si installarono i monaci di San Cassiano.
Ma la montagna era probabilmente considerata sacra già da tempi remoti, e una selva immensa la ricopriva fino quasi alla sua sommità.
Il culto della Maddalena in questa località fu probabilmente la continuazione di antichi culti precristiani riferiti alla “Grande Madre”, legati alla passata presenza dei fenici, ed è la dimostrazione di come il cristianesimo ufficiale sia riuscito ad inglobare usanze religiose precedenti, trasformandole in proprie tradizioni.
La Sainte Baume venne visitata nei secoli da quasi tutti i re di Francia e da molti papi, fino ai tempi della Rivoluzione Francese, quando lo spirito laico dello stato scoraggiò i pellegrinaggi. Dall’ottocento in poi, però, la Grotta venne ripristinata al culto, ed ancora oggi è ambita meta di viandanti e fedeli.
Gabry
NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS, SED NOMINI TUO DA GLORIAM