Cara Cinzia, grazie delle tue parole. Il mio viaggio è iniziato ormai 40 anni fa, e ancora sono sul sentiero che arranco verso la cima, ma alla fine la mèta è il viaggio stesso.
La strada è in salita, sempre più stretta, le gambe tremano per lo sforzo, i muscoli cedono ed il sudore cola abbondantemente e si impasta con la polvere. Il sole batte a picco, le pietre tagliano le suole ormai consunte delle scarpe. Ogni tanto un albero ti offre la sua preziosa ombra, sotto cui ti fermi per riprenderti dalla marcia, ma la tua sosta dura poco perchè sai, senti con tutta te stessa, che la mèta è ancora lontana e non c'è tempo da perdere. Quindi riparti, con il tuo fardello che ormai con il passare del tempo è diventato un po' più leggero.
Di tante cose inutili ti sei liberata perchè fosse più agevole il cammino. Di tante altre ti libererai. Per alcune sarà facile, per altre molto più complesso, alcune le abbandonerai semplicemente, altre ti hanno provocato e ti procureranno grande dolore. Ma nella gioia come nella sofferenza sai che dentro di te c'è un punto che non ti tradisce mai, un posto in cui il tempo si ferma dove ieri, oggi e domani convergono, un luogo in cui ti annulli, di dissolvi leggera e sei avvolta da un Amore che travalica il tempo.
Un Amore. Un luogo in cui ti raccogli ai piedi del Padre e della Madre, una Gioia che lenisce come profumato unguento le tue ferite. E lì la tua preghiera sale dolce e soave, un luogo...un'isola...che non c'è, ma esiste dentro di te.Riprendo il mio cammino...ogni tanto un viandante mi si affianca. Percorreremo un tratto di strada insieme raccontandoci storie, scambiandoci il cibo, bevendo la stessa acqua.
Quando sarò stanca mi aiuterà, quando sarà stanco gli darò sollievo.
Viaggiatrice del Tempo.
Gabry