Grazie per le informazioni utilissime a Sand, Claudio e Giovanni e a chi ha
preferito scrivermi privatamente.
A questo punto mi sembra di capire che mi devo rivolgere alla Prefettura di
Milano, dove sono nata e mi sono sposata. Sono entrata nel sito e mi si parla di
numero di permesso di soggiorno e indirizzo di residenza in Italia. Cosa che mio
marito non ha, visto che viviamo a San Paolo.
Il dubbio adesso è: se vivo all'estero, questa domanda la devo fare in
prefettura in italia, o nel mio consolato?
La risposta ovvia sarebbe il consolato, ma il fatto è che in consolato mi hanno
detto che questo procedimento non esiste e che un brasiliano può chiedere la
cittadinanza italiana solo se si naturalizza e rinuncia alla cittadinanza
brasiliana. Anche se sposato.
Le mie domande diventano sempre più difficili: a questo punto vorrei sapere se
qualcuno della lista ha avuto esperienze simili (richiesta di cittadinanza
dall'estero) e se sa come ci si comporta in questi casi.
Grazie a tutti di nuovo!
Silvia
ps. Senza voler accendere le polemiche, perchè poi ognuno ha la sua esperienza.
Però:
Per quanto riguarda 'le tre S' di Giovanni, sono sicura che in Italia la
situazione sia peggiorata, però guarda che da quel punto di vista il Brasile è
MOLTO lontano. In Brasile, se te lo puoi permettere, mandi i figli nelle scuole
private (carissime e non necessariamente valide), per andare in un ospedale
decente, dove ti danno retta in poco tempo, se ne hai davvero bisogno, devi fare
l'assicurazione medica. Se non hai l'assicurazione, appena entri ti chiedono la
carta di credito. Se non ce l'hai, spesso non entri, anche se sei in fin di
vita.
Per quanto riguarda la sicurezza, parlo delle grandi città, che è la realtà
che conosco io, scusami ma non c'è proprio paragone.