Ovviamente la scelta economico-politica della attuale Prefeita di
Fortaleza non è assolutamente lungimirante.
Che ci siano interessi economici dietro tutto ciò è abbastanza
probabile, come avevo precisato, la maggior parte dell'area alle
spalle delle spiaggie di Paria do Futuro I e Praia do Futuro II sono
in mano a grossi gruppi economici portoghesi, e viene ovvio pensare
una certa ingerenza di questi negli affari interni della Prefeitura di
Fortaleza.
Ma pensarlo, a livello prettamente personale, non è affermare una
certezza, ma solo una certa malevola idea.
Anche se credo che questa "invenzione" della Prefeita sia più una
mossa politica, che ha due lame, in caso di sconfitta lascerebbe la
patata bollente nelle mani della sua rivale, in caso di vittoria,
niente gli impedisce di ritornare sulle sue decisioni, guadagnando un
certo consenso in una fascia discretamente benestante della popolazione.
Ma non chiamerei il Brasile, o Fortaleza in particolare, un paese con
una grande vocazione "vacanziera", tutt'altro, in Brasile, molto più
che in alri stati dello stesso livello, il settore turistico è ridotto
al lumicino. Non farti ingannare dalle folle di Porto Seguro,
Fortaleza, Natal, Rio e poche altre città atlantiche, a cui possiamo
aggiungere le cascate di Foz e l'arcipelago di Noronha.
Il Brasile, con i suoi 8 milioni di kmq assorbe solo una minima parte
dei turisti che invadono il nostro stivale, che a sua volta è solo la
26esima parte del Brasile. Bisogna essere realistici, il turismo in
Brasile non è rilevante sull'economia, ad esclusione di piccole realtà
locali, e cito Jericoacoara, qui nel Ceara, che vive di turismo, come
altre piccole località meno note.
Il Turismo italiano in Brasile, in particolare, è una fascia ancor più
ridotta, ed a parte pochi casi, generalmente ristretti agli italiani
che hanno una compagna locale, tutti gli altri si riversano su poche e
rinomate località, solo per farti un esempio, nel tempo che abitavo in
Manaus, nel locale porto fluviale non ho mai visto navi da crociera
italiane, la parte del leone la facevano le compagnie nordeuropee.
Nella stessa città conobbi varie guide turistiche, le quali ritenevano
che l'Olanda fosse molto più grande dell'Italia, visto il rapporto di
10 olandesi su 1 italiano che visitano Manaus o le regioni nelle
immediate vicinanze.
Non sò, come dici tu, se in Brasile vi è "un certo senso di
liberazione dal complessi del passato", io non conosco il Brasile, ma
solo la piccola realta rappresentata dal Ceara, e posso affermare
senza ombra di smentita che questi "presunti complessi" sussistono e
persistono. Io mi riferisco al complesso alla mendicità, nato in
queste regioni nel primo quarto del XVIII secolo, quando a seguito
della Grande Secca del 1721/1726 il re portoghese inviò navi cariche
di aiuti per la popolazione sopravissuta, disponendo che i beneficiari
degli aiuti fossero reclutati per lavorare a migliorare le
infrastruture della regione. E da li che nacque quella politica
assistenzialistica, tuttora esistente, dei camion-cisterna, del
grattare il suolo fingendo di lavorare, per ricevere pochi spiccioli,
delle ceste basiche dei buoni scuola e altri tipi di elemosine che non
portano a nessuna soluzione definitiva per i nordestini, ma riemponoe
le tasche (enchem o rabo) di pochi, che incrementano il loro patrimoni
e potere grazie al controllo di queste distribuzioni.