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Rispondi | Inoltra Messaggio #20436 di 21150 |
Un interessante articolo del Corriere che forse non tutti hanno letto



da Oggi a Pavia il Festival dei Saperi *** Il protagonista Stasera l' esibizione
del cantautore brasiliano, a un mese dalla fine della sua esperienza come
ministro

Gilberto Gil

«La tecnologia ha ucciso il copyright Ora dobbiamo liberare le canzoni»

Il musicista eclettico e il politico innovatore, le treccine rasta finalmente
sciolte sulle spalle e l' orgoglio per aver lasciato un segno nella storia del
suo Paese. Dal Brasile, terra di flessibilità per definizione, Gilberto Gil
arriva in Italia e inaugura l' ennesima svolta dei suoi 66 anni - ne dimostra
una ventina in meno - pieno di passione e idee. «Di nuovo libero», dice, non
nascondendo l' aggettivo giusto, dopo aver appena lasciato il ministero della
Cultura del governo Lula. «Di ritorno dopo sei anni tra le braccia della mia
musa, che ho tentato di tenere tranquilla, ma non è stato facile», scherza,
mentre nel suo studio di Rio de Janeiro mette a punto la prima tournee dopo la
svolta. Due gli impegni prioritari prima delle valigie: la cura delle unghie che
pizzicheranno la chitarra elettrica e il riposo della voce, per recuperare a
pieno i celebri falsetti dopo tanti discorsi pubblici e interviste. Ritorno a
tempo pieno nella musica, dopo aver implorato Lula per anni di lasciarlo andare
(«Due volte ha vinto lui, alla terza mi ha abbracciato e detto ok»), e
pienamente soddisfatto. «Mi assegno un bel 7 come uomo di governo e per la
gestione del ministero, ma come esperienza personale dico 8: è stata una grande
avventura. Sapevo già dall' inizio che non avrei abbracciato la carriera
politica, quindi credo di non aver deluso nè il presidente nè il mio Paese».
Anche perché Gil non mette via niente nell' armadio dei ricordi: il ritorno su
un palco come quello di Pavia pare fatto apposta per raccontare la continuità
tra il politico e l' artista. Da ministro, ha lottato per l' universalità delle
tecnologie e l' accesso libero alle espressioni artistiche; da musicista canta
la rivoluzione digitale e invita il pubblico a spezzare le catene. «Basta con
gli avvisi: è vietato fotografare e filmare questo show. Al contrario, io dico a
chi viene a vedermi: registrate e filmate quanto più potete. Volete usare la mia
voce negli iPod e nelle suonerie dei cellulari? Prego». L' ultimo cd, dal titolo
espressivo «Banda larga cordel», è già disponibile integralmente nel suo sito
(niente download, però). E le sue posizioni sulla pirateria, che da ministro
avevano provocato i mugugni di alcuni colleghi, ora volano anch' esse libere.
«Prima rappresentavo uno Stato e l' interesse pubblico. Ora dico un sì ancor più
netto all' utilizzo libero delle creazioni, per uso personale e moderato.
Dobbiamo cambiare le leggi sul copyright anche in Brasile, sul modello di altri
Paesi. Ovviamente non stimolo la vendita delle copie pirate. Libertà, ma nessuno
deve guadagnarci indebitamente». Anche perché è inutile combattere contro la
marea. «Il supporto si sta estinguendo, i musicisti non guadagnano quasi più
niente vendendo. Il cd diventerà come la radio: appena un mezzo di promozione
per l' artista, prima dei concerti dal vivo». Capire la tecnologia è un antica
fissazione di Gil. Nel 1974 uscì una canzone chiamata «Cibernetica», termine che
andava di moda al tempo, oggi - spiega - «serve a comprendere un fenomeno
invasivo e senza frontiere, che sta cambiando sia il modo di produrre sia quello
di divertirsi. Giusto sapere cosa sono le tecnologie, a che servono e chi le
detiene. Chi ne approfitta e chi può restarne escluso». E se tutto ciò suona
strano sulla bocca del tradizionalissimo «Ministro do Conselho de Obás de
Xangô», una specie di gran sacerdote della religione afro-brasiliana della sua
Bahia, «l' unica carica che oggi detengo», è sufficiente fare un passo indietro.
«Quando creammo il movimento tropicalista negli anni Settanta, insieme a Caetano
Veloso, raccontavamo la voglia di pluralismo, libertà, diversità e
multiculturalismo del Brasile. C' era la dittatura militare e fummo costretti
all' esilio. Oggi con la globalizzazione questi temi sono la norma. Viviamo un
mondo aperto e mischiato, le fusioni sono continue, la convergenza tocca la
musica e tutte le forme di arte, si costruiscono sempre nuove matrici.
Ovviamente noi brasiliani abbiamo un gran know-how su tutto questo». L'
ambasciatore di Bahia e del candomblè oggi è un ex che rivendica con orgoglio i
passi in avanti del Brasile («non ero lulista quando sono entrato nel governo,
poi ho scoperto un uomo molto intelligente e responsabile») e soprattutto il
cambio di immagine del suo Paese all' estero. «Stiamo imponendo la nostra agenda
nei summit internazionali, l' economia va bene, abbiamo creato un ponte con l'
Africa che personalmente mi riempie di orgoglio. Ma siamo anche un Paese che è
arrivato a produrre, con gli stimoli finanziari giusti, ottanta film all' anno,
vincendo qualche premio internazionale». E poi c' è naturalmente la sterminata
produzione musicale. «Chi verrà dopo la mia generazione? Che importanza ha? Già
oggi in Brasile si suona di tutto. Non esiste uno stile musicale nel quale non
esprimiamo già adesso campioni». * * * Chi è Gilberto Gil è nato a Salvador di
Bahia nel 1942 ed è uno dei più grandi esponenti della musica popolare
brasiliana, unendo i suoni della samba e i ritmi africani. È da sempre impegnato
anche nelle lotte politiche e civili. Alla fine degli Anni ' 60 la dittatura lo
costringe ad andare in esilio a Londra insieme con Caetano Veloso. In quel
periodo, dominato dalla musica beat, Gil perfeziona la tecnica di chitarrista e
comincia a incidere dischi in inglese. Di nuovo in Brasile nel 1972, raggiunge
il successo tornando alle radici della samba con album come «Expresso 2222».
Anni dopo partecipa a un congresso di Arte Nera a Lagos in Nigeria dove incontra
Stevie Wonder. Nel 1981 esce «A Gente precisa ver o Luar», uno dei suoi album
più famosi. Poi, il 16 ottobre 2001, l' incarico di ambasciatore della Fao. Nel
gennaio 2003 Lula da Silva, appena eletto presidente, lo nomina ministro della
Cultura (nella foto Epa, Gil con Lula), impegno che l' artista assume a tempo
pieno fino all' agosto di quest' anno, quando decide di lasciare per dedicarsi
nuovamente alla musica. * * * La guida La terza edizione del Festival dei Saperi
comincia oggi a Pavia per terminare domenica 7 settembre. Appuntamenti, incontri
e concerti si svolgeranno principalmente tra piazza della Vittoria, l'
Università degli Studi, il palazzo del Broletto e il Castello Visconteo. Di
contorno, musei aperti, iniziative enogastronomiche e tornei di scacchi. Info:
il programma è consultabile su www.festivaldeisaperi.it, mentre la segreteria
del festival risponde allo 0382/399424, cell. 334/5637390



Sab 6 Set 2008 2:54 pm

sambacik
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Un interessante articolo del Corriere che forse non tutti hanno letto da Oggi a Pavia il Festival dei Saperi *** Il protagonista Stasera l' esibizione del...
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sambacik
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7 Set 2008
10:05 am
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