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Il boom del Brasile   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #20496 di 21147 |
Ciao a tutti
riporto un interessante articolo sull'economia brasiliana.
abraço
/Gianni


Il Boom del BrasileVincenzo Caccioppoli 08 ottobre 2008

E´ interessante in questa difficilissima crisi finanziaria analizzare
il comportamento delle economie del cosiddetto Brics, acronimo che
rappresenta le iniziali di Brasile, Russia, India e Cina, o meglio
conosciuti come paesi emergenti, i cui tassi di crescita da alcuni anni
ormai rappresentano per molte aziende del vecchio continente e Usa una
vera e propria manna dal cielo. Ebbene malgrado una sostanziale tenuta
dei tassi di crescita è indubbio che si sta verificando un
deterioramento anche in questi paesi, basti pensare al crollo della
borsa di Shangai o alle minacce della Russia agli Stati Uniti, accusati
di voler strozzare con la politica del dollaro forte proprio la
crescita dei paesi emergenti.

Ma in un quadro deteriorato in molte sue componenti, si segnala come
vera e propria outsider la performance di quella da sempre considerata
come una sorta di " brutto anatroccolo"dei quattro, considerando i
tassi di crescita a due cifre degli altri tre e cioè il Brasile,
malgrado la sua Borsa stia pagando anch´essa ovviamente la
difficilissima situazione dei mercati finanziari. Il grande paese
sudamericano, malgrado contenga al suo interno ancora tutte quelle
fortissime contraddizioni che ne hanno da sempre impedito uno sviluppo
lungo e duraturo, dopo due anni di cura da cavallo da parte del suo
presidente al secondo mandato, l´ex sindacalista Lula, sembra uno dei
paesi che esce meglio da questa difficilissima crisi scatenata dai
mutui subprime americani. Nel solo 2007, infatti, il Brasile ha visto
arrivare investimenti stranieri diretti per la cifra di 34,6 miliardi,
secondo quanto riportato dal Finacial Times.

Secondo i dati del UNCTAD (Congresso delle Nazioni Unite per il
Commercio e lo Sviluppo) gli investimenti diretti hanno addirittura
superato del doppio quelli rivolti verso l´India e hanno portato il
Brasile al secondo posto della classifica mondiale. E malgrado la sua
crescita sia ancora decisamente più lenta di India e Cina, la crescita
annuale del Pil è ormai da tre anni stabilmente intorno al 5 %, a circa
960 miliardi di $, anche se la recente crisi abbia costretto gli
analisti ad abbassare le stime per il 2008 al 4,4%. Ma crescita reale
di guadagni di reddito facilitazione del credito, l´espansione di una
nuova classe media la cui domanda di consumi aumenta costantemente
(+10% nel 2007), l´autosufficienza energetica e lo sviluppo tecnologico
ne fanno un paese su cui scommettere con una certa tranquillità,
nonostante il rischio di bolla speculativa dovuta al troppo entusiasmo
per le economie dei paesi emergenti.

Molte aziende anche italiane da tempo hanno guardato al Brasile come
paese dalle interessantissime prospettive, e non è un caso se i bilanci
di due big, come Telecom Italia e Fiat, dipendono in maniera sempre più
rilevante dalle performance che ottengono nello sterminato paese
dell´America latina, sono Fiat quattro dei dieci modelli più venduti in
Brasile e la filiale della Tim brasiliana è il secondo operatore del
paese e fa gola a quasi tutti i giganti del settore, per i suoi
interessantissimi flussi di cassa .La Borsa brasiliana, il Bovespa,
recentemente secondo il MSCI (Morgan Stanley Country Index) ha
superato, con i suoi oltre 500 miliardi di $,come capitalizzazione di
mercato la Cina.

Il prestigioso Financial Times con un lungo reportage ha citato
recentemente il paese brasiliano come uno dei più attraenti per i
capitali esteri e la bibbia della finanza americana, il Wall Street
Journal lo ha definito come "il centro finanziario dell´America
latina". Secondo Geoffrey Dennios, analista di Citibank, "il Brasile è
ora il maggior mercato emergente azionario e decimo del mondo". Nel
2008 la Borsa brasiliana è quella che ha maggiormente guadagnato delle
20 principali piazze finanziarie mondiali. Secondo la classifica sulla
competitività, stilata dall'International Institute for Management
Development (Imd) di Losanna, il Brasile è al 43° posto avanti di tre
posizioni all´Italia.

Altro piccolo record è quello secondo cui il Brasile sarebbe il secondo
paese al mondo, dopo la Cina, dove il numero dei milionari cresce
maggiormente, negli ultimi tre anni circa 30.000 persone sono entrate
nel" prestigioso club", arrivato a lambire la soglia delle 200 mila
unità, che tutti insieme arrivano alla cifra considerevole di 675
miliardi di $ di patrimonio. E anche sui principali indicatori
macroeconomici il paese da segnali incoraggianti, l´inflazione è
infatti al 4% annuale e, soprattutto, sotto controllo, il real, la
valuta locale, si è valorizzata nei confronti dell´euro di oltre il 50%
negli ultimi 5 anni e del 111% verso il dollaro Usa nello stesso
periodo e molti cominciano a credere che si sia apprezzata anche
troppo. E anche la situazione del debito estero è incredibilmente
migliorata, pensando che il gigante sudamericano ha infatti nei suoi
forzieri riserve in valuta straniera pari a 190 miliardi di dollari,
mentre il totale dei debiti verso l´estero, per il settore privato e
per quello pubblico, ammonta a 183 miliardi di dollari. Insomma sembra
assistere ad un vero e proprio boom.

Ma non è certo tutto oro quello che luccica, come dicevamo prima, il
Brasile è anche un paese dalle mille contraddizioni dove ancora circa
36 milioni di persone vivono con meno di 2$ al giorno, e la percentuale
di quelle che sono al di sotto della soglia della povertà è attestata
al 19%, la disoccupazione è ancora molto elevata a quasi il 9%, e lo
0,2% della popolazione è proprietario di quasi il 50% della ricchezza
del paese. Le possibilità che la crisi finanziaria ed economica possa
peggiorare il quadro sono chiaramente molte alte, ma di certo le grandi
risorse di base (Il Brasile è attualmente solo al 17° posto tra i paesi
con riserve di petrolio ma una recente scoperta di un nuovo giacimento
fatta da Petrobas lo porterebbe all´ottavo) e la possibilità di
sviluppo delle fonti energetiche alternative rappresentano un buona
difesa contro i rialzi fuori controllo delle materie prime.

Ecco perché comunque il paese continua da attrarre gli investitori
diventando ormai come il paese emergente più attraente soprattutto per
quanto riguarda alcuni specifici settori, primo fra tutti quello
immobiliare. Il Brasile sta vivendo un momento d´oro per quanto
riguarda mercato immobiliare e le previsioni per i prossimi anni sono
molto rosee anche grazie al progressivo miglioramento della maggiore
economia sudamericana che sta attraendo ingenti flussi di capitali
esteri. In particolare il Nordest sta vivendo la maggiore espansione
immobiliare nel paese dovuta anche al suo enorme potenziale turistico.
Ma non c´è solo l´investimento in immobili ad uso abitativo come
investimento produttivo, anche le terre coltivabili sembrano un ottimo
investimento, soprattutto alla luce dei prezzi di alcune commodities
alimentari.

Il Brasile è il maggiore paese del mondo con area coltivabile: possiede
il 22% delle terre coltivabili del mondo e solo il 17% sono sfruttate.
E´ il primo produttore mondiale di caffè, zucchero di canna, frutta e
succo d'arancia; e il secondo di soia, carne bovina, pollame e
granoturco. La produttività del suolo è elevata (si arriva a tre
raccolti di arance e a due di uva per anno!) e ciò grazie alle ore di
luce e al clima favorevole. Senza contare come detto le ricchissime
risorse del sottosuolo: Il Brasile occupa il 2° posto nel mondo per i
giacimenti di stagno primario; il 30° per i minerali di ferro; il 60°
per bauxite e il 7° per il nichel.

Sotto questo punto di vista bisogna però sottostare a delle limitazioni
piuttosto stringenti in tema di proprietà disciplinata dalla legge
4.131 del 3.09.62 (conosciuta come "Lei de Capitais estrangeiros").
Molto più facile invece è la burocrazia per costituire una azienda
mentre per quanto riguarda la tassazione permangono ancora delle ombre,
anche se lo Stato sta cercando di semplificare il quadro legislativo in
questo senso (eliminando per esempio alcune doppie imposizioni proprio
per gli investitori esteri). Resta da vedere se questa crisi
finanziaria, che già sta intaccando il livello del debito e la fiducia
dei consumatori e dei risparmiatori, in che modo avrà effetti su questo
sviluppo che sembrava portare il grande paese latino ad essere fra
breve una delle principali economie mondiali emergenti al pari di Cina
ed India.

Vincenzo Caccioppoli



Gio 9 Ott 2008 7:41 am

gmorselli
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Inoltra Messaggio #20496 di 21147 |
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Ciao a tutti riporto un interessante articolo sull'economia brasiliana. abraço /Gianni Il Boom del BrasileVincenzo Caccioppoli 08 ottobre 2008 E´...
Gianni Morselli
gmorselli
Offline Invia email
9 Ott 2008
10:04 pm

Scusa, ma Tim-Brasile non l'hanno venduta a Slim ? Stefano (Marsiglia Francia)...
stefanocaldarelli
stefanocalda...
Offline Invia email
10 Ott 2008
8:36 pm

L'aquisto da parte del magnate messicano credo non sia andata in porto causa lo stop dell'Authority brasiliana per le telecomunicazioni: essendo Carlos Slim...
gmorselli
Offline Invia email
13 Ott 2008
9:58 pm
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