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GLI ARTICOLI DA LEGGERE: "Il ritorno di Moggi tra bugie e verità"   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #112 di 256 |
DAL SITO http://www.aprileonline.info/articolo.asp?
ID=11883&numero='221'

Calciopoli. A ''Quelli che il calcio'' è andata in onda la prima
puntata della vendetta auspicata da Lucky Luciano. Speriamo che sia
l'ultima
Emiliano Sbaraglia

Detto-fatto, Lucianone è tornato. Sono passati appena quattro mesi
dalle prime intercettazioni rese note sui giornali, che rivelavano
inequivocabilmente la fondatezza di molte delle
cosiddette "chiacchiere da bar"; ma dalle immagini che domenica
pomeriggio scorrevano su Rai Due, collegata col salotto buono di
Simona Ventura, l'impressione era che fosse trascorso un secolo, o
che non fosse successo mai nulla, sentenze comprese.

Sin dal primo momento, tutto è sembrato apparecchiato a dovere: la
padrona di casa sorridente e mansueta come raramente si era vista,
malgrado le sue origini legate alla tradizione granata (ma d'altronde
anche Moggi non ha mai nascosto le sua antica passione per il Toro,
non solo professionale, prima di passare all'altra sponda del Po); le
pericolose improvvisazioni di Gene Gnocchi relegate a battutine
scontate, supportate da carta geografica d'Italia, che di fatto ne
delimitava lo spazio di argomentazione; la censura sia limpida che
occulta nei confronti di Andrea Vianello, soprattutto dal momento in
cui l'ospite d'onore ha iniziato a mostrare un certo fastidio per le
sollecitazioni verbali del conduttore di "Mi manda Rai Tre"; infine,
ciliegina sulla torta, funzionale a decretare credibilità e
istituzionalità al tutto, il collegamento niente meno che da
Ceppaloni con il ministro della Giustizia Clemente Mastella il quale,
come qualcuno forse (o almeno si spera) ricorderà, occupava la
simbolica carica di Vice-presidente onorario del Napoli intorno alla
metà degli anni ottanta, cioè a dire proprio quando Moggi in quella
società affinava le sue strategie dirigenziali.

E infatti il ministro ha voluto ribadire, è sarà almeno la ventesima
volta in questi ultimi quattro mesi, la sua vecchia e indissolubile
amicizia con il Lucianone nazionale, che intanto dispensava sorrisi e
pacche sulle spalle a tutti, compreso un imbarazzatissimo Gianpiero
Galeazzi, che pure ne avrà viste (e mangiate…) di cotte e di crude.
Inevitabile che il giorno dopo le reazioni non si siano fatte
attendere, a partire dalle dichiarazioni del presidente del Codacons,
Carlo Rienzi, rimasto sorpreso per "la superficialità con cui è stata
condotta l'intera intervista, e l'imbarazzante silenzio della Ventura
di fronte all'autodifesa ad oltranza di Moggi". Ma da Moggi il tiro
si è spostato verso lo stesso Mastella, dato che la sua presenza e le
sue parole hanno provocato il non facile risultato di una
indignazione bipartisan, dall'ironia pungente dell'ex responsabile
delle comunicazioni Gasparri (che proprio con la Ventura ebbe un
famoso alterco in diretta durante la trasmissione), alla polemica a
distanza con Giovanna Meandri, titolare del dicastero per le
Politiche giovanili e le attività sportive, che pure non aveva più di
tanto calcato la mano nel corso della vicenda-Calciopoli, anche lei
forse suggestionata dal trionfo mondiale degli azzurri a Berlino.
Il paradosso ulteriore di questa vicenda già di per sé paradossale,
dove un ministro della Giustizia difende senza troppi peli sulla
lingua un condannato (seppur per il momento solo dal tribunale
sportivo), è che in alcuni passaggi dell'intervista è stato Luciano
Moggi stesso ad ammettere determinate cose, pensando di affermare il
contrario. Due esempi per chiarire.

1) "Io ero stato assunto dal dottor Agnelli e purtroppo lui non c'è
più. Se ci fosse stato lui questa cosa non sarebbe successa".
Se questa affermazione corrisponde a verità, confermerebbe l'ipotesi
di una "cupola" inizialmente protetta che nel corso del tempo ha
perso i suoi protettori, probabilmente irritati dall'arroganza e la
sete di potere dimostrata dalla famosa triade, soprattutto dopo la
morte di Giovanni Agnelli; il quale, è bene ricordarlo, disse di
essere stato "costretto" ad assumere Moggi, visto la piega che stava
prendendo il mondo del calcio italiano (Berlusconi era da pochi anni
diventato presidente del Milan).

2) "Le intercettazioni bisogna farle con tutti a 360 gradi e non solo
per una persona, o comunque non si può rendere note solo quelle fatte
a pochi".
Considerazione giustissima, che meriterebbe un ufficiale
approfondimento da parte della magistratura. Ma che nel frattempo
conferma, in attesa delle eventuali pubblicazioni di altre
intercettazioni, la veridicità di quelle già pubblicate. Anche
perché, dispiace per i 14 milioni di italiani tifosi della Juventus,
la voce intercettata era proprio quella di Moggi, e non una delle
tante imitazioni in onda la domenica a "Quelli che il calcio".

D'altra parte, dopo le lacrime e l'anima distrutta, Luciano Moggi
questa estate ce l'aveva promesso che alla fine a divertirsi più di
tutti sarebbe stato lui, e nel comodo salotto della Ventura lo ha
fatto. Molti telespettatori, però, non hanno riso affatto.
Tutt'altro.









Mar 12 Set 2006 7:32 am

donchisciotte55
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Inoltra Messaggio #112 di 256 |
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DAL SITO http://www.aprileonline.info/articolo.asp? ID=11883&numero='221' Calciopoli. A ''Quelli che il calcio'' è andata in onda la prima puntata della...
donchisciotte55
Offline Invia email
12 Set 2006
7:32 am
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