"Non si può pagare un giocatore 80 milioni di euro o dollari, e poi
rimanere fermi in casa. E' vero, abbiamo le coppe Uefa, le Champions
League, però io non riesco a capire perchè i campionati europei ed i
campionati mondiali devono essere gestiti da federazioni e non da
noi privati che in fondo facciamo nascere, crescere, diventare
campioni, questi grandi del calcio. Per quale motivo un sig. Blatter
deve poter smuovere l'equivalente di 4000 miliardi, 2 miliardi di
euro: secondo me è ridicolo; soltanto perchè viene eletto con i voti
dell'Africa e del Sud America; io credo che oggi come oggi, i veri
imprenditori del calcio mondiale dovrebbero riunirsi e rifondare un
pò tutte le regole. Adesso la NBA americana è una grandissima
scuola. La federazione internazionale del basket non può certo
interferire con la NBA. La serie A, la serie B, il campionato...
tutte cose provinciali... E' la debolezza dell'Italia che dovrebbe
dettare le regole a tutti nel mondo ed invece alla fine non riesce a
dettare le regole nemmeno nel proprio paese. Questo è il grande
bisticcio, o il grande gap: noi italiani, che facciamo le più belle
macchine del mondo, che vestiamo gli attori di Hollywood, che
creiamo il cibo più straordinario, e che siamo veramente dal punto
di vista culturale degli esempi da seguire, non riusciamo a seguire
i nostri stessi gli esempi. Perchè? E' perchè l'Italia non ha creato
il concetto di "Italia sistema". E' un problema che sfugge a noi
stessi, per cui noi finiamo per ricadere sui nostri problemi,
finiamo per ricadere nel nostro provincialismo, di guardare da qui a
là, e non da qua a là; abbiamo sempre una vista troppo corta che ci
ruba il fiato lungo. Abbiamo un Paese governato da gente troppo
anziana; per i giovani, che sono il nostro investimento, non abbiamo
creato scuole, università all'altezza della situazione. Questo è un
paese che rimarrà al palo; quando io dico: attenzione a Cina, India,
Russia, Brasile... lo dico perchè ho obbligato mio figlio a studiare
negli USA".
D. Il Napoli andrà a giocare in Cina?
R. "Io mi auguro proprio di si".
D. I suoi film andranno sulle televisioni cinesi?
R. "Io mi auguro proprio di si".
"Io per il momento faccio film italiani, me ne preoccupo meno, ma
andare negli altri paesi con i sottotitoli significa andare in pochi
cinema selezionati. Il grande cinema si vede nel video, quello di
casa, e qui con questo video così piccolo, con i sottotitoli, con la
gente miope e l'analfabetismo e l'incapacità molto spesso di
leggere, diventa problematico se non si doppiano tutti i propri film
con tutte le lingue del mondo, o si sceglie una lingua come quella
inglese che è la più praticata. Dovremmo girare dei film in cinese,
con attori cinesi, e perchè no, infatti io ne ho proprio uno in
preparazione, tratto da un romanzo di un suo collega, lo scrittore
Valerio Massimo Manfredi, che ha scritto un libro per me, pubblicato
dalla Mondadori; è un film ambientato nel II sec. dC, proprio in
Cina. Quindi come vede, io sarò obbligato ad andare in Cina, non
solo per fare calcio, ma anche cinema".
D. Sappiamo che Lei non ha lasciato il cinema per il calcio, perchè
quest'anno ha ancora fatto film come negli altri anni.
R. "Napoli, averla negli occhi, ti riempie la vita ! Io ancora oggi
non trovo ovvio il golfo di Napoli. Quando sento dire: ma quello è
una cartolina, io tutte le volte che riesco ad affacciarmi da una
finestra sul golfo, e parto verso Capri e guardo queste due braccia
che quasi mi abbracciano, provo delle forti emozioni. Adesso sto
molto più volentieri a Napoli che a Capri".
D. Auguri, buon lavoro.
R. "Speriamo che l'Italia ce la faccia e che rialzi molto presto la
testa, perchè lo merita".
D. Il campionato secondo Lei come sarà?
R. "Un campionato di attesa, un campionato dove noi speriamo di
posizionarci tra il 10° e il 12° posto, con grande prudenza. La Juve
si è rafforzata moltissimo, ha un grande allenatore, ha una grande
società, ha una grande tradizione dietro le spalle, ha una grande
tifoseria. Quest'anno, secondo me, sarà un campionato bellissimo
perchè finalmente ha anche le squadre che erano in sofferenza e che
stavano in serie non pertinenti, fuori dal proprio ambito.
Finalmente sono ritornate nella massima serie e perciò io credo che
quest'anno vedremo un calcio più interessante e più moderno e
foriero di grandi soddisfazioni. Io sono ottimista per natura".
Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte:
www.napolimagazine.com