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DA "REPUBBLICA": INTERVISTA DI CARRARO DOPO LE DIMISSIONI   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #64 di 256 |
E' importante leggere questa intervista di Carraro poichè mette in
evidenza che uomini governano i poteri forti italiani. A me ha sempre
dato l'impressione di non essere mai veramente presente, ma di
occupare il posto solo come figura. E' in attesa del Consiglio
Federale, della Magistratura e dei politici eventualmente per
ripensarci.

Intervista dopo le dimissioni: "Ripensarci? Vediamo
se ci sono le condizioni per continuare, ma niente furbate"

Carraro: "Non voglio essere un piccione
a cui si spara da tutte le parti"
di FULVIO BIANCHI

Franco Carraro
ROMA - Presidente Carraro, perché si è dimesso?
"Non avevo più voglia di essere identificato come un piccione cui si
spara addosso da tutte le parti".

E quindi?
"Quindi, lascio. Va benissimo così. La Federcalcio ha bisogno di un
vertice federale nel pieno delle proprie funzioni ed è giusto che io
mi faccia da parte".

Nelle intercettazioni di Torino, 272 pagine, il vicepresidente
Innocenzo Mazzini le dava del "coglione", anche Moggi non aveva avuto
certo parole gentili nei suoi confronti: scusi, ma non erano amici
suoi? E come mai loro non si sono dimessi? Come mai nemmeno Lanese se
ne va?
"Io non giudico gli altri, spetta alla sensibilità di ciascuno
decidere come comportarsi, non mi riguarda. L'ho spiegato anche nella
conferenza stampa dell'altro giorno. Io mi sono dimesso: avevo
stabilito di andare via a fine anno, a fine 2006. Ho anticipato di
sei mesi. Vado in vacanza prima, insomma: volevo capire, d'altronde,
da dove arrivavano le pallottole...".

Nelle carte da Torino lei ne esce bene, pur ricoperto da insulti. E
da quelle che stanno per arrivare da Napoli?
"Non so che cosa hanno le Procure di Roma e Napoli che stanno
indagando su queste vicende. Ma le posso dire una cosa con assoluta
certezza: se anche a Napoli avessero intercettato Luciano Moggi per
un'intera stagione, quella dell'anno scorso, io sono assolutamente
sereno che non ho mai detto niente che possa crearmi un problema. Non
credo che tutti siano in queste condizioni...".

Ha la coscienza a posto, quindi?
"Certamente. Sono serenissimo: ho sempre rispettato l'etica. Forse
qualcuno dovrà ricredersi sulla mia persona. Credo di avere fatto le
cose sempre con estrema serietà, rispettando le regole, senza mai
interferire con la giustizia sportiva: solo una volta abbiamo
disatteso le norme, è stato quando abbiamo aumentato la serie B (caso
Catania, ndr). Ma l'abbiamo fatto per una ragione di stato. E' stata
una decisione dolorosa, il minore dei mali ho sempre detto. Per il
resto abbiamo preso anche decisioni dure, più dure di quelle della
magistratura ordinaria per il semplice motivo che nel mondo dello
sport c'è anche un codice di etica che va rispettato".

Anche gli allenatori Mancini e Prandelli le hanno sparato addosso.
"E le loro società non sono intervenute per smentirli".

Lo stesso Antonio Di Pietro aveva chiesto che lei se ne andasse.
"Esatto, e Di Pietro sta per diventare ministro della Repubblica...".

Gianfranco Fini ha detto: non è mai troppo tardi...
Sorride: "Ha ottenuto quello che voleva con tre anni di ritardo, già
ai tempi del caso Catania chiedeva le mie dimissioni, no?... Ora le
ha avute. Vado in vacanza con sei mesi di anticipo".

Ma quando convocherà adesso un consiglio federale?
"Beh, non tocca più a me convocarlo. Io comunque lascio una
Federcalcio che funziona, che può andare avanti, e va sicuramente
avanti. Il 22 maggio gli azzurri vanno in ritiro per il Mondiale, fra
poco più di un mese si gioca. Ho parlato con i ragazzi e con Lippi
nei giorni scorsi alla Borghesiana".

Non c'è il rischio che la candidatura agli Europei del 2012 possa
cadere?
"E perché mai? No, entro fine mese dovremo presentare il dossier
numero 2. E' già pronto, con tutte le garanzie del governo. La Figc
va avanti".

Non ci sono rischi insomma anche in prospettiva Mondiale?
"Non direi proprio. Ripeto: la Figc funziona, il programma va avanti
come previsto e io a fine mese sarò all'esecutivo Uefa, a Dublino"

E se le chiedessero di tornare indietro?
"Non so. Non ho certo voglia di passare un'altra estate come quella
del 2003. Vedremo. Come detto, vado via solo sei mesi prima rispetto
al calendario di lavoro avevo prefissato".

Ma se il consiglio federale, all'unanimità, respingesse le sue
dimissioni nei prossimi giorni?
"Vediamo se ci sono le condizioni per continuare. Che tipo di
consenso può arrivare dal mondo del calcio, dello sport? E' presto
per dirlo, facciamo le cose con calma. Meditando. Niente furbate...
Io voglio che la Federcalcio sia al riparo anche dalla situazione
politica".

Ma se...
"Vediamo le condizioni. Valutiamo le condizioni".


(9 maggio 2006)






Mer 10 Mag 2006 7:04 am

donchisciotte55
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Inoltra Messaggio #64 di 256 |
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E' importante leggere questa intervista di Carraro poichè mette in evidenza che uomini governano i poteri forti italiani. A me ha sempre dato l'impressione di...
donchisciotte55
Offline Invia email
10 Mag 2006
7:04 am
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