dal sito http://www.tuttonapoli.net/
All'interno tutte le intercettazione dell'inchiesta della procura di
Napoli.
18/05/2006 20:59 di Antonio Gaito, articolo letto 2539 volte
Moggi illustra a Giraudo la mobilitazione mediatica contro Paparesta
dopo Reggina-Juve del 6.11.2004
MOGGI: "Allora, ho parlato con tutti e due, adesso li facciamo fori
tutti quanti.. E poi ha avuto il coraggio di chiamarmi pure il
soggetto (Paparesta, ndr), gli ho detto che ero al telefono"
GIRAUDO: "…ma pensa te, ma pensa te (…)"
MOGGI: "Ma io infatti stamattina gli ho detto: con te non ci voglio
parlare! Poi ho preso e gli ho riattaccato il telefono... Noo… ci
vuole pure una dose di sfacciataggine, te lo dico io! Poi ho parlato
con Paolo (Bergamo) e con l'altro"
GIRAUDO: "per me devono massacrarli eh! Devono massacrarli sia a
Coverciano che poi non farli… per due mesi… due mesi devono star
fuori…"
MOGGI: "ma che scherzi? Ora poi, domani, a Paparesta gli faccio levà
la patente con l'obbligo di ridarmi i danni entro 15 giorni
altrimenti è affiliato alla Legione Straniera! Vedrai che glielo
faccio! Domani sera gli faccio un culo al Processo. Poi oggi non c'è
bisogno ma le moviole le movimento tutte! A parte il fatto che non
ce ne è neppure bisogno, lo fanno da soli, ma li alimento io
stavolta!".
Paparesta chiama il designatore Pairetto per spiegargli gli errori
commessi in Reggina-Juve
PAPARESTA: "…speriamo bene oggi e speriamo che pure le trasmissioni
non c'attacchino più di tanto… …ehh.. li sai poi… a volte sai questi
si muovono, fanno parlare gli altri magari, eh?... …sa essere così…
sai… poi magari qualcuno preferisce non… non esporsi… in prima
persona..."
Tullio Lanese, presidente dell'Associazione italiana arbitri chiama
Moggi, e parlano del caso Reggina-Juve
MOGGI: "Rimani, ma… 5 minuti, eh"
LANESE: "Eh, lo so gioia e ho avuto una riunione qua un minuto…"
MOGGI: "Che è successo?"
LANESE: "No, per la storia dei fumatori, perché dobbiamo dare la
circolare che… c'è… questa disposizione di Carraro a tutti gli
arbitri di tutte le categorie. Ti avevo chiamato perché ieri ho
visto questo stronzo del papà".
MOGGI: "Eh…"
LANESE: "Lui addirittura vorrebbe più di quanto si è detto… Io ho
detto: guarda io intanto c'è sta cosa se tu eri presente, faccio in
modo di farti salire al 100%, per altre cose ne parliamo più in la.
Perché gli ho fatto capire che non se le merita, non si fa, perché
mi ha rotto i coglioni, guarda io… perché io… non ti quello che ho
vissuto in tv, ero incazzato come una belva".
MOGGI: "È una cosa incre… è.. è… era una cosa incredibile".
LANESE: "Lo so, non mi dire, cioè io so tutto perché l'osservatore è
un mio amico e m'ha detto che t'ha visto entrare, cosa gli hai
detto, dice: ma io che devo fare? Tu, gli ho detto, non c'eri e ti
fai i cazzi tuoi eh…eh…eh… (ride), giusto?"
MOGGI: "E ma gliene ho dette di tutti i colori eh?…"
LANESE: "Lo so, lo so, so tutto, gioia…"
MOGGI: "A lui, agli assistenti…"
LANESE: "La prossima settimana vengo perché ti voglio parlare
personalmente. Senti ho bisogno `na cortesia, oggi…"
MOGGI: "Ma eh… mercoledì, tieni conto che io so' a Messina per… con
la Nazionale".
LANESE: "Ah, vieni… e stiamo insieme, vieni a casa mia, caso mai
aoh!"
MOGGI: "Ci organizziamo".
LANESE: "Stiamo un po' a casa mia che è meglio, guarda".
MOGGI: "Va bene, va…"
LANESE: "Ti volevo dire, oggi c'è un mio amico la, gli puoi dare
un…, un paio di magliette per, per i miei figli?"
MOGGI: "Si hai voglia, hai voglia".
Il 12 novembre Bergamo chiama Di Mauro, guardalinee di Reggina-Juve
(2-1), arbitrata da Paparesta
DI MAURO: "ho sentito Gennaro (Mazzei, designatore degli assistenti
dell'arbitro, ndr) nella giornata di ieri, e, niente, per parlare
per sentirlo, lui mi ha detto, guarda che Paolo è incavolato con te…
e ho detto: scusami per quale motivo? No, dice, è incavolato con te
per la faccenda di domenica …"
BERGAMO: "Gennaro non ha detto esattamente le cose perché,
oltretutto, ne abbiamo parlato insieme… noi abbiamo visto i filmati,
i filmati dobbiamo rivederli insieme perché dal filmato quello che
tu segnali non è assolutamente il fuori gioco è un fallo…. e è un
fallo, perché segnali smuovendo la bandiera… (…) comunque Paparesta
a me non interessa niente, noi abbiamo solo esaminato il filmato e
nel filmato si vede esattamente la tua segnalazione ritardata,
rispetto al fuori gioco e che non è una segnalazione di fuori gioco
perché segnali smuovendo la bandiera a mò di fallo, per cui noi
siamo convinti che tu abbia segnalato un fallo di mano…"
DI MAURO: "Paolo,… Paolo io non … per l'amor di … allora Paolo ti
voglio dire una cosa…"
BERGAMO: "Anche perché, scusami ti finisco, te l'avevo già detto
nell'immediato questo… anche perché se tu avessi segnalato il fallo
diii… il fuori gioco, è assolutamente impensabile che tu non fossi
rimasto su…"
DI MAURO: "Paolo io ti ho detto una cosa, e ti ho dato questa
giustificazione: quello che ho pensato è quello che ti ho detto, è
quello che ti ribadisco… (…) Paolo io, in questo caso, riconosco di
aver sbagliato, ho abbassato e sono rimasto fermo perché ho visto
che non si faceva… è soltanto un ragionamento che a noi ha creato un
sacco di problemi, perché naturalmente a chi vede le cose e anche
agli altri assistenti, la voce comune è questa capito…"
DI MAURO: "Paolo, Paolo, Paolo… per onestà, per onestà, per onestà
ti dico questo: io sulla linea laterale, e te l'ho già detto,
Camoranesi mi ha chiesto: gli ho detto il goal è annullato per
fuorigioco, siamo scesi sotto le scale è venuto Tancredi, appena
siamo scesi sotto le scale, è venuto Tancredi, il preparatore dei
portieri della Juve è venuto Thuram, mi hanno chiesto, qual è il
motivo dell'annullamento, io gli ho detto: la posizione di fuori
gioco di Kapò… Paolo te lo giuro, non dovessi avere la vista degli
occhi da domani mattina, mi devi credere, mi mortifico come uomo…"
BERGAMO: "!Noi, ascoltami… noi siamo di fronte ad una segnalazione
fatta male…e quindi sai come"
DI MAURO: "Fatta male, te l'ho riconosciuto…"
BERGAMO: "E quindi sai, come vedi, anche Paparesta è andato in serie
B, quindi noi dobbiamo sempre dare dei segnali…"
DI MAURO: "Ma no Paolo, a me non interess.. Paolo scusami.. non mi
interessa che non esco, che non mi designi fino al 2007, non mi
interessa nulla, te lo giuro sui figli… mi devi credere, nella mia
testa in quel momento è venuta solo e esclusivamente la segnalazione
di fuori gioco, te lo giuro sui figli, non dovessi avere, no mi devi
credere, mi devi credere Paolo… (inizia a piangere) non mi puoi dire
una cosa del genere, mi mortifichi come uomo… non mi interessa, io
domani se non mi credi ti mando la lettera di dimissioni, ma questo…
Paolo… "
Il 14 novembre De Santis chiama Manfredi Martino (impiegato
Federcalcio alla Commissione arbitri), parlano di aspetti tecnici
dell'incontro Lecce-Juve da lui arbitrata lo stesso giorno e in
particolare di due fuorigioco non visti dall'assistente Cennicola
DE SANTIS: "…e insomma va, comunque tutto a posto Pasquale
(D'Addato, osservatore della partita, che da i voti all'arbitro per
poi stilare le classifiche di merito,ndr) è un trionfo, che vuoi de
più?..."
MARTINO: "…di a Pasquale de non sfondarlo…"
DE SANTIS: "gli ho detto 8 e 60… che ha pattuito…"
Il 7 gennaio 2005 Lanese (presidente Aia) e l'osservatore Alberto
Boschi parlano di Parma-Juve, arbitro De Santis, del giorno prima
BOSCHI: "... Per ammonire un giocatore della Juve uno debba da una
coltellata, altrimenti non ammonisce, eh. Dopo 20 minuti, Zebina ha
fatto il classico fallo da tergo proprio una randellata dietro,
niente... e Montero esce fuori dall'area per fare un fallo tattico a
tre quarti di campo buttando giù l'uomo, niente"
LANESE: "Ma negli spogliatoi chi c'era? Contestazione?"
BOSCHI: "No, no non c'era nessuna contestazione, no no no nessuna
contestazione a parte il fatto che sono entrato negli spogliatoi e
chi c'erano? Indovina?"
LANESE: "Moggi, Moggi"
BOSCHI: "Bravo Complimenti! Ah ciao come stai? Stai bene? Gli ho
detto io sto bene. Ti faccio tanti auguri e certo li faccio anche a
te tanti auguri. Poi dopo è uscito e abbiamo parlato con De Santis,
però, io ho parlato poi con loro e comunque guardate io non lo
penalizzo col voto perché chiaramente quella era una partita che
forse era meglio che lui non ci andasse per tutti i risvolti
psicologici, però ricordatevi che come gestione questo qua non è una
cima eh"
De Santis chiama Bergamo e gli riferisce un discorso fatto a Moggi
DE SANTIS: "Senti Lucià tra me Paolo e Gigi non c'è nessun tipo de
problema, è inutile che poi sicuramente qualcuno ci sta perché
cercherà sempre, vuoi o non vuoi, perché cerca o perché io certo
discorso che si fa cioè in giro il discorso che posso andà a fa il
mondiale e quindi rode a qualcuno è normale, che il posto di Gigi e
Paolo è ambito e quindi la gente ehhh, gli arbitri ehhh (...)"
Poi parla del figlio della segretaria Fazi da sistemare in
Figc "Perché io gli ho detto vedi, vi perdete in un bicchiere
d'acqua perché lì hanno sistemato cani e porci dico alla fine vuoi o
non vuoi devi da atto a sta donna che se messa da parte zitta e
buona e quindi mi sembra quantomeno il minimo sistemarla come
meritava….. allora m'ha detto no no eventualmente ehhh, no dico
adesso quindi a Fabrizio il contratto bisogna scriverlo minimo sei
mesi come hanno fatto agli altri…"
BERGAMO: "…Sì, ma quel qualcosa io so convinto che quel qualcosa è
quel lavoro che Grazia faceva per la Can ma che era un lavoro che
faceva per noi, per mantenere certi equilibri non per se stessa o
perché aveva preso troppa forza nei nostri confronti perché se
magari una volta poteva fare una telefonata tanto per dire a Meani
(dirigente Milan, ndr)…era una telefonata che poi ci riportava e noi
si gestiva nel miglior modo per non creare turbamenti all'andamento
del campionato del resto l'altro anno il campionato l'ha vinto il
Milan perché era più forte…(...) l'altro anno lo snodo fu quando lei
ha comprato i materiali a Ayroldi (l'arbitro, ndr) e Ayroldi nella
gara, che lei li ha pagati naturalmente a prezzo di costo. E proprio
in quel periodo lì lui andò a far la Roma e non dette un rigore
clamoroso contro la Roma perché Farina (quarto uomo, ndr) non glielo
fece dare noi si sa come andò quella storia lì, lui mentre mentre si
porta il fischio alla bocca Farina gli fa no no no no no no no e
infatti quello non lo dà… "
Moggi parlando con il dirigente della Federazione Mazzini dei poteri
del calcio e di Carraro chiama in causa Geronzi
MOGGI: "Geronzi gli ha detto quello che ho detto io! Non te
preoccupà"
(Successivamente commentando un possibile cambio di rotta di Carraro
una volta rieletto)
MOGGI: "No! Non può! Ora, ora gli metto le mani tramite il padrone
della Banca, lascia fare a me"
I rapporti tra Luciano Moggi e il banchiere Geronzi sarebbero
agevolati dal vincolo societario che accomuna entrambi alla Gea. Il
28.10.2004, conversazione tra Chiara Geronzi ed Alessandro Moggi.
A.MOGGI: "Senti Chiara, c'era mio padre che voleva incontrare tuo
padre".
C. GERONZI: "Ma sì, quando vuole! Quando viene a Roma tuo papà?"
A.MOGGI: "Boh, m'ha detto, penso giovedì o venerdì, dopo che torna
da Monaco la prossima settimana"
C.GERONZI: "Va bene. Io intanto parlo con la segretaria e poi ti
faccio sapere un po' come è messo con gli orari"
Luciano Moggi chiama il moviolista del Processo di Biscardi, il
18.01.05, dopo una trasmissione
MOGGI: "Eccomi Fabio".
BALDAS: "Luciano m'hanno fatto a pezzi!"
MOGGI: "T'hanno fatto a pezzi?"
BALDAS: "Perché so, cioè non fatto a pezzi insò... e io ho retto mi
hanno attaccato da tutte le parti mi hanno dato dello juventino!
(...)"
MOGGI: "E ma ora aumento io la dose della gente lì..."
BALDAS: "M'han tagliato a metà Dio bono no?! Cioè attacchi da tutte
le parti adesso io ho cercato..."
MOGGI: "Va bè ma a te che te ne frega degli attacchi da tutte le
parti (...) L'importante è che ti difendo io no (...)"
BALDAS: "No no ma tanto Luciano tu sai che su di me puoi contare no?
Mi dispiace che non avevo manforte (...)"
MOGGI: "Adesso rinforziamo, adesso rinforziamo gli ormeggi va'
tranquillo!"
Il 24 gennaio 2005 altra telefonata tra Moggi e Baldas nella quale
Moggi, appare come il vero "regista" del Processo di Biscardi. Moggi
ricorda di aver inviato alla redazione una videocassetta con degli
episodi sfavorevoli alla Juventus.
MOGGI: "Di che parli stasera?"
BALDAS: "Di tutto! (...) Inter-Chievo il gol di Vieri annullato col
fuorigioco che non c'è".
MOGGI: "E quello lì, era un gol che l'arbitro `n ci' ha mica colpa
eh!"
BALDAS: "No no no l'arbitro difatti non possiamo (...) e poi, poi
facciamo vedere... se riusciamo facciam vedere Lazio- Sampdoria!"
MOGGI: "No quella no perché i due rigori c'erano tutti e due
Cruciani è il miglior arbitro di quelli nuovi".
BALDAS: (ride) "Sì sicuro va bene" (ride).
MOGGI: "Quello allora diciamo non c'è tempo".
BALDAS: "Eh ecco quello se non c'è tempo è meglio me lo devi dì
(...) me lo devi dire tu però!"
MOGGI: "Te lo dico io te lo dico io. (...) Adesso ti do un
suggerimento. Ho mandato una cassetta no?!"
BALDAS: "Sì"
MOGGI: "L'hai vista questa cassetta?"
BALDAS: "No"
MOGGI: "E allora fattela vedè prima che io arrivo. (...) Sul Milan
puoi menare eh?"
BALDAS: "No perché quelli del Milan... loro ne fan vedere due, uno
sicuramente c'era quello di Shevchenko ma l'altro dirò che non
c'era. Almeno che tu non mi dica che..."
MOGGI: "No no non c'era non c'era".
BALDAS: "Ecco bon va bè".
MOGGI: "Coppelli ne fa di tutti i colori oh"
BALDAS: "E lo so".
MOGGI: "L'hanno preso pure per i campionati del mondo ma mo lo
faccio cancellà io".
Moggi chiama il giornalista Franco Melli e gli indica cosa dire
durante la trasmissione di Biscardi, il 24.1.2005.
MOGGI: "Stasera ci so pure io dico a..."
MELLI: "Ah ci sei?"
MOGGI: "Sì"
MELLI: "Ah e va bè allora. Comunque le cose mi sembrano..."
MOGGI: "Li.. li.. li.. li rimbalziamo!"
MELLI: "Sì sì li rimbalziamo `n te preoccupà." (...)
MOGGI: "E quello lì a Farina gli facciamo dà addosso"
MELLI: "Sì sì" (...)
MOGGI: "Se dicono di Del Piero io la tesi che tengo che Del Piero
non è apprezzabile, è un giocatore importantissimo per la Juventus"
MELLI: "Certo, certo. (...) Certo ma poi noi dobbiamo dì che non è
un caso hai capito?"! (...)
Moggi, il 7.3.2005, chiama la redazione del Processo di Biscardi (e
parla con Elisabetta) durante la trasmissione per protestare contro
il giornalista Giorgio Martino che sta difendendo la Roma
MOGGI: "Quando si ferma, digli un pochino che difende tanto i
romanisti, basta parlà dell'assalto al pullman, diglielo che te l'ho
detto io"
ELISABETTA: "Che cos'è che gli devo dire?" (...)
MOGGI: "E sta parlando quel gaglioffo di Giorgio Martino. Ma
toglietegli almeno la parola, porco cane".
ELISABETTA: "Va bene, ok, glielo dico".
Alcuni giornalisti inviati agli incontri di calcio, si sarebbero
prestati a fare da osservatori tecnici, per conto di Moggi. Il
13.12.2004 Moggi parla con Gianni Di Marzio, ex allenatore e
commentatore, dell'esito del suo lavoro di osservatore per conto
della Juventus dopo aver visto Milan-Fiorentina. La domenica
successiva la Juventus avrebbe affrontato proprio il Milan.
DI MARZIO: "Ti voglio dì io ieri sono stato a Milano per la partita,
naturalmente ho fatto tardi poi a fa tutta la relazione al
computer... che stamattina gliela mando a Capello. Però poi a
mezzanotte m'ha chiamato Antonella Biscardi dicendo senti se puoi
venì a Roma domani sera per il processo"
MOGGI: "Sì vai vai vai vai"
Il 23.12.2004 Luciano Moggi riceve una telefonata da Antonella
Biscardi (LA7) che chiede il permesso di impiegare come telecronisti
l'ex calciatore juventino Conte e l'ex allenatore Di Marzio.
A.BISCARDI: "Allora io ho chiamato Conte per sentire, prima di
tutto, se lui fosse disponibile a fare, ogni tanto il commentatore.
(...) Allora, vabbè, abbiamo avuto un problema economico, perché
ovviamente il budget non è altissimo, e lui voleva insomma un'altra.
una cifra, un'altra cifra (...) Lo può fare secondo te?"
MOGGI: "Si, si! (...) E concordiamo le cose per non mandarlo allo
sbaraglio, eh! (...) Quanto gli dai?"
A.BISCARDI: "Guarda, ti spiego, io ero arrivata a 1000 euro, a
partita, lui no, no, cioè, no, ha detto va bene, fammi parlare col
direttore, fammi sentire, però voleva sui 1500. Io ci arrivo sui
1500, di più no!"
MOGGI: "Te ne do io uno di quelli bravi per queste partite qua"
A. BISCARDI: "Gli devo da de più?"
MOGGI: "No, 1500 va bene, ma te ne do uno io di personaggi per il
digitale"
BISCARDI: "E dammeli, dammeli. Ma dai".
MOGGI: "Gianni Di Marzio". (...)
A. BISCARDI: "... guarda, a bordo campo, se vuoi, se c'hai una
ragazza di bordo campo, che ti piace, ancora c'ho una persona da
mettere in bordo campo"
MOGGI: "Ed allora tieni fermo lì che ti trovo io il bordo campo"
Moggi sarebbe intervenuto anche sulla Rai per far seguire le partite
della Juventus da giornalisti a lui compiacenti. Il 7.11.2004 Moggi
riceve una telefonata da parte di Ciro Venerato, giornalista di
Raisport.
VENERATO: "So Ciro Lucià, scusa se disturbo. Grazie per ieri per il
passaggio e per tutto è. Te volevo di due cose: la prima è una buona
notizia, la Sanipoli (altra giornalista Rai ndr) non te la mando
penso per i prossimi sette anni, c'ho parlato io con Ignazio
(Scardina, capo redattore di Raisport ndr) e gli ho spiegato un po'
di cose"
MOGGI: "La po' anche mandà tanto io non li faccio magnà"
VENERATO: "Però poi gli ho detto: Oh, domenica mandami a Lecce mi
piacerebbe, insomma, visto che sto lavorando bene, pure ieri. Hai
visto Luciano? Subito te l'ho mandato in onda e cosa, e mi ha
risposto, ce devo pensà... Se tu gli fai uno squillo"
MOGGI: "Sì vabbè, ci penso io"
VENERATO: "Te ne ricordi?"
MOGGI: "Sì, sì"
VENERATO: "È, perché lui domani fa le convocazioni. Tu lo sai lui il
lunedì scrive la griglia, se tu in giornata gli fai uno squillo,
giusto così, con una scusa qualsiasi"
MOGGI: "Ci penso io. Moggi parla con Scardina mentre Venerato è in
linea su un altro telefono"
MOGGI: "Dai, fammi un favore? Ti chiedo un favore una volta,
mandamelo laggiù, dai, tanto spese non ne hai perché lo riporto io
con l'aereo (...) Una volta che ti chiedo una cortesia me la devi
fa, dai, ma che te impegni, che te impegni dai, sì mandami lui".
Dopo la partita Venerato chiama Moggi per complimentarsi per la
vittoria della Juventus sul Lecce
VENERATO: "Ciao Lucià, ti volevo salutà, Ciruzzo"
MOGGI: "Dimmi"
VENERATO: "...che mai come oggi ho goduto per una vittoria alla
faccia di quello str... (Il Lecce era allenato da Zeman ndr). (...)
Ti volevo dì alla Domenica Sportiva c'è in collegamento dal Lecce il
nostro amico Zeman"
MOGGI: "Vediamo cosa gli fanno dire e poi decidiamo il da fare...
sovrapposizione di voci..."
Moggi e il figlio parlano dell'acquisto di Mutu che diventerà poi un
calciatore della Juventus
A. MOGGI: "Senti, ti volevo dì, allora, domani c'è la sentenza di
Mutu, no? Della squalifica,. potrebbe essere anche di sei mesi, io
ieri ho preso la procura di Mutu"
L. MOGGI: "Vedi se lo lasciano libero, lo prendiamo subito noi"
A. MOGGI: "È libero, è già libero"
L. MOGGI: "Allora lo prendiamo noi"
A. MOGGI: "Eh, io questo ti volevo dì! Perché io ora devo parlà un
po' in giro. Però se interessa a voi..."
L. MOGGI: "Ma come in giro? Questo si prende subito"
L'inchiesta svela come Luciano Moggi utilizzasse la Gea per
garantire "favori". Telefonata con il figlio del 19.10.2004
L.MOGGI: "Ascolta ti mando un ragazzo che abita a Roma, praticamente
è un conoscente lì di De Cesari della Federazione (ufficio rapporti
internazionali della Figc ndr) e lo estradi un pochino perché è uno
che vorrebbe entrare nel calcio come procuratore. Te lo mando la
prossima settimana"
A. MOGGI: "Va bene"
Il presidente del Messina, Pietro Franza, partecipa a una riunione
con Della Valle. Luciano Moggi subito dopo la chiama. Moggi si
lamenta anche per lo scarso pubblico alla partita della nazionale a
Messina
MOGGI: "T'ho visto ieri all'assemblea, alla riunione di Della Valle"
FRANZA: "Sono andato a vedere n'attimino che..."
MOGGI: "Guarda che `n ci devi mica andà però eh! Quanto meno
avvisami scusa eh!"
FRANZA: "Eh no ma è stata una cosa perché stavo lì a Bergamo, allora
m'hanno chiamato che stavano tutti quanti là... E infatti t'ho
chiamato prima.. un'ora fa ho provato a chiamarti! Ti volevo..."
MOGGI: "Però non ci devi andà perché sennò cominciano i giornali"
(...)
MOGGI: "N'altra cosa. Ho fatto una pessima figura con la nazionale
eh! M'avevate garantito trentamila, quantomeno gli abbonati io sennò
quella partita lì veniva fatta da un'altra parte"
FRANZA: "Eh, ma scusami Luciano, era una partita amichevole"
In un'altra occasione dopo una puntata del Processo di Biscardi nel
quale Moggi ha difeso, e fatto "assolvere", l'arbitro Pieri
FRANZA: "Porca t... se ti assume Berlusconi per i suoi processi,
pure Previti c..., li fai passare tutti..."
MOGGI: "Ah ma scusa quando uno non è colpevole io..."
FRANZA: "Minc... è stato bellissimo!"
È Natale e il gruppo Franza regala a Moggi un televisore da 25 mila
euro (un prototipo ultrapiatto 1,80x1). La moglie di Moggi, Giovanna
Regoli, il 5.1.2005 chiama il marito.
REGOLI: "Io so rimasta scioccata, guarda"
MOGGI: "Che è successo?"
REGOLI: "Mamma mia"
MOGGI: "Ti faccio vedè il cine (...) So rimasti a bocca aperta
tutti, so rimasti"
REGOLI: "So rimasta a bocca aperta anch'io"
MOGGI: (...) "dovemo fa pagà il biglietto per venì a vedè quel
televisore?"
Il presidente Lillo Foti della Reggina al telefono con il
designatore Bergamo, il 4.1.2005, parlano di arbitri.
BERGAMO:...essendo la partita che tu sai e molto delicata, l'avevamo
messa dove c'era un gruppo molto nutrito di amici, e penso che sia
andata bene, dai, penso che sia andata bene (...)
La Gea organizza la manifestazione Expogoal. Alessandro Moggi parla
con Riccardo Calleri, vicepresidente Gea, per l'assegnazione del
servizio catering alla società della figlia di Adriano Galliani.
A.MOGGI: "Siccome lui lo sapeva, no? Galliani Adriano?"
CALLERI: "Eh, ah!"
A.MOGGI: "Ecco! Allora mi sembra di intuire che gli interessi
abbastanza. Quindi se riusciamo vediamo di chiuderla così ci ci
rendiamo..."
CALLERI: "Me lo immaginavo. Ma li ho chiamati io, eh? Infatti!"
Moggi spiega a Giraudo come ha agito per tutelare i giocatori
juventini
MOGGI: "No, Bé… Camoranesi c'ha un po' il ginocchio gonfio, gli ho
detto a Marcello e gli ho detto anche di… di coso… Gli ho detto
anche di Cannavaro… Eh, sì, esatto! Di non farlo giocare, lo mette
in panchina, perché sai, lui è appena rientrato, sennò va a finì che
la Nazionale ce li manda tutti mezzi… E poi… Zambrotta di fargli fa
un tempo!"
MOGGI: "Eh, non c'ha giocatori… Ehm... Sì, ma lo sai Cannavaro che
mi ha fatto? Eh… Ehm… M'ha fatto telefonà da coso… Perché io gli ho
telefonato e gli ho detto: guarda non giochi. Poi ti parlerà
l'allenatore, ti dice quello che ti deve dire. E… lui, vabbéé, ma io
vorrei giocà, eccetera… Eh… eh… Fabio... Non giochi.... Stasera mi
telefona coso, mi telefona Fedele dice: sai c'è rimasto male Fabio…
Allora guarda , visto che c'è rimasto male, digli `na cosa, qui non
siamo all'Inter, no? Il posto in Nazionale non glielo leva nessuno.
Gli interessi preminenti sono quelli della Juventus e non rompesse i
c... È rientrato da poco, praticamente quindi lui… Ora ci manca che
si faccia male con la Nazionale. Ma scherziamo davvero?».
Il colloquio tra Luciano Moggi il garante della nazionale e il
procuratore Fedele, giro Gea, che si lamenta del fatto che Cannavaro
non ha giocato in Bielorussia. Moggi spiega che la Juventus viene
prima della Nazionale.
FEDELE: "Ti ho chiamato perché tengo Fabio che sta, che è rimasto
molto male di questo fatto e..."
MOGGI: "Quale?"
FEDELE: "Il fatto che non gioca, che Lippi..."
MOGGI: "E, ma non deve rompere e…"
FEDELE: "Ho capito sai" (arrabbiato)
MOGGI: "Lui, lui deve... ascolta…"
FEDELE: "Ho capito, ma mettiti nei panni suoi…"
MOGGI: "Lui non è più nell'Inter e... voglio dire, è rientrato, ha
fatto una partita a distanza di due giorni, non può fare un'altra
partita. Non è nell'Inter, deve attenersi a quello che gli dico io"
FEDELE (arrabbiato): "Lui ci teneva per le presenze"
MOGGI (arrabbiato): "Ma ho capito, lui ci tiene, ma io tengo a
tanti"
FEDELE: "Allora non lo facessero, non lo facesse andà…, ma non lo
facessero andare manco in panchina, allora a questo punto"
MOGGI: "Ma perché, tanto non lo fa giocà…"
FEDELE: "Ma fa il caso che si fa male uno, non lo fa giocare"
MOGGI (arrabbiato): "Ma te non ti preoccupà lascia fa a me… Il
problema, praticamente... E volere… Qui si fa in una maniera un po'
diversa, non è che i giocatori dettano legge"
FEDELE (arrabbiato): "Il problema non è questo, io non ti ho detto
vuole giocare, io ti ho detto c'è rimasto molto male, che è diverso"
L. MOGGI (arrabbiato): "E vabbè, ma se c'è rimasto male, ci rimane
meglio un'altra volta"
FEDELE (arrabbiato): "E vabbè, ha fatto 81, 82 presenze"
L. MOGGI (arrabbiato): "Ma chi se ne fotte, ma tanto chi glielo leva
il posto da titolare nella Nazionale, fino a che, fino a che c'è il
fiato nostro non ci so problemi. Voglio dire non esiste, lui perché…
È Parma, ma chi… qui c'abbiamo il Messina, non è mica una partita
facile e poi dopo abbiamo 10.000 giocatori che ci rientrano dalle
Nazionali, abbiamo un momento di precarietà con gli attaccanti.
Digli che capisca la Juventus e presto, perché non è l'Inter. Qui
non si gioca, qui si gioca veramente, ma non si gioca sulle cose, si
fa seriamente..."
Moggi avverte subito il ct Lippi delle rimostranze del procuratore
Gea per il fatto che Cannavaro non è stato utilizzato
LIPPI: "C'avevi parlato con Cannavaro, poi?"
MOGGI: "Si, glielo dissi!... Dissi…"
LIPPI: "Ah, c'avevi parlato?"
MOGGI: "Si disse in quella maniera e gli parlai"
LIPPI: "Noo, vai tranquillo, eh?"
MOGGI: "però lui… Però lui lo sai che ha fatto, ha fatto una cosa
che non mi è piaciuta…"
LIPPI: "Cioè?"
MOGGI: "Ti ha fatto telefonà… Per cosa?"
LIPPI: "Mi ha fatto telefonà da Fedele… Ah, perché, lui in pratica
doveva giocare, voleva giocà perché era a Parma, ma gli ho detto,
guarda che non so' mica io l'allenatore, eh? Oh, attenzione! Voglio
dire, non… (...)
Lippi ancora al telefono con Luciano Moggi e si dispiace che non gli
sia vicino
MOGGI: "Marcello?"
LIPPI: "Pronto?... Oh, Luciano, ciao!"
MOGGI: "Ti lascio solo oggi"
LIPPI: "Ahh, guarda, sei… Sei un parolaio!"
MOGGI: "Quello che posso esse…"
LIPPI: "Perché l'altra volta… L'altro giorno hai detto a che ora è
la convocazione, ti ho detto, te non hai orari, puoi venì quando ti
pare…"
MOGGI: "Ma ho avuto… Ma ho avuto un piccolo problema… Poi te lo
posso dì a voce, ma te lo può dì anche... Ehm…" (è il problema della
pomata con effetto dopante non denunciata e per cui dovrà
intervenire sul responsabile antidoping Arpino).
In un'altra occasione il ct avverte Moggi, ricordando i tempi
passati in Juventus, che "Striscia la notizia" ha fatto un servizio
anti- Juventus. Poi, Moggi parla con il vicepresidente federale
Mazzini facendo riferimento all'ultimo colloquio telefonico con il
presidente Figc Franco Carraro. Racconta come Carraro abbia
reclamato un suo impegno maggiore in nazionale
MOGGI: "C'è un problema, ma un problema molto serio, ascolta… Io,
ovviamente, non ho il tempo di stare appresso alla nazionale. Ora,
prima parlando con Carraro, gli fa: ma tu m'avevi promesso che… Ma
che t'avevo promesso? Ma io sto in Slovenia…. Arrabbiato: A parte
quello, probabilmente non ho parlato con lui per certe cose, ma
certamente non m'aspettavo mai che l'attacco della nazionale fosse
Gilardino-Esposito" (...)
MAZZINI: "Ieri mi è venuto a trovare quel rompic..., , uomo di
calcio di Claudino... M'ha detto: Gigiiiii...digli a Luciano fra te
e lui, ma specialmente lui e te, cercate di non farlo sbagliare"
MOGGI: "Ma ora... Ieri sera l'ho richiamato"
MAZZINI: "Ma ha ragione secondo te?"
MOGGI: "Ieri sera l'ho richiamato. Intanto gli ho anche detto
un'altra cosa. Perché questo va un po' dato sotto dettato... Tu oggi
sei stato a Coverciano?"
MAZZINI: "Ha fatto un po' d'allenamento, un po' di schiena ginnica"
MOGGI: "Vabbè... Gli ho raccomandato tutto e gli ho anche detto di
non fare l'allenatore, lo deve mettere in panchina e di mettere la
squadra nel modo..."
MAZZINI: "E invece a lui..."
MOGGI: "E lo so, ma... se li canta poi so' c... sua" (...)
MOGGI: "Ti ricordi che ti dicevo io quando Tosatti diceva che deve
giocà Gilardino... Ma che cazzo deve giocà"
MAZZINI: "E' uno giovane che si farà"
MOGGI: "Giardino sta nella rosa, poi so' cazzi"
MAZZINI: "Il nostro Franco?"
MOGGI: "Carraro?"
MAZZINI: "Mmmm"
MOGGI: "No, ma io gli ho detto che comunque domani vedrai che verrà
fuori un'altra squadra. Una squadra più massiccia, una squadra di
più personalità... E spero che lo facciano... Spero che lo faccia,
tanto davanti deve mette, assieme a Gilardino, purtroppo non ci ha
nessuno stavolta, deve mette Totti e non metterlo a centrocampo.
Questa..., l'attacco deve essere Gilardino-Totti, e non altri. E
poi, dopo, dietro, gli manca... Gli mancano..."
MAZZINI: "Il tuo non lo mette"
MOGGI: "Il mio non lo mette. Deve mette Materazzi"
MAZZINI: "Non sbagliamo è... Gli ho detto"
MOGGI: "Poi c'è anche Pancaro..."
MAZZINI: "Al posto di Zambro".
L'amministratore Giraudo avverte il direttore generale di mettere a
tacere Buffon che sta parlando male dei palloni Nike, troppo leggeri
MOGGI: "Aho, allora..."
GIRAUDO: "Volevo chiederti una cosa, poi... Poi parliamo di
Galliani, ma Buffon che parla a ruota di..."
MOGGI: "Gli ho già parlato, gli ho già telefonato"
GIRAUDO: "... Tutti i giorni, ma tutti i giorni..."
MOGGI: "No, no, gli ho già telefonato... Gli ho detto, dico, guarda:
ti hanno insegnato a farti i c... tuoi e a fare il mestiere tuo.
Cerca di farlo"
GIRAUDO: "Questo deve cominciare a parare che piglia di gol del
c..."
MOGGI: "No, no, no... Questo non glielo posso dì... Ha parlato male
anche dei palloni"
GIRAUDO: "Dei palloni... Ma questo è matto. Ohhh"
MOGGI: "Sì, sì, no... no, ma gliel'ho già, gli ho fatto la
ramanzina"
L'allenatore della Juventus, Fabio Capello, viene a sapere dal
figlio avvocato che l'Antitrust ha aperto un'inchiesta sulla Gea. Si
affretta a comunicarlo a Moggi
CAPELLO: "Sto a casa. Volevo dirti solo una cosa... Rapida, rapida,
rapida. Ascolta"
MOGGI: "Dimmi!"
CAPELLO: "Mi ha chiamato mio figlio da Milano, no?"
MOGGI: "Uhm"
CAPELLO: "Che gli han detto... Sicuro, eh... che l'Antitrust, stan
cercando i numeri di telefono di tutti i giocatori che hanno avuto a
che fare con tuo figlio... Ed interrogarli"
MOGGI: "Co... Con tutti i giocatori"
CAPELLO: "Che hanno avuto a che fare con tuo figlio... No? Con
l'agenzia di tuo figlio per interrogarli"
MOGGI: "Uh, eh... Insomma, tanto non credo che..."
CAPELLO: "No, no, io..."
MOGGI: "No! No! No! No! Alla grande, alla grande!"
CAPELLO: "Va ben..."
MOGGI: "Ok! Senti, io sono in sede... Se tu c'hai qualche minuto
libero..."
Il generale di finanza Attardi informa Luciano Moggi sulle inchieste
sulla Gea della procura di Roma. Il generale Attardi è il braccio
destro di Pappa all'Ufficio indagini
ATTARDI: "Tutto tranquillo, però ti volevo parlare un attimo di
alcune cose..."
MOGGI: "Ma… Mi sembra che vien tutto tranquillo per ora…"
ATTARDI: "Sì, sì, sì... Ma c'è stata un'evoluzione la settimana
scorsa… Una sciocchezza, però…"
MOGGI: "Ma in bene! O in male?"
ATTARDI "Mah! A metà!" (ride)…
MOGGI: "Ah, siiiii?..."
ATTARDI: "A metà, sì!"
MOGGI: "E sempre riguardante…"
ATTARDI: "Quel discorso sì..."
MOGGI: "Delle plusvalenze?"
ATTARDI: "Sì, sì"... (...)
ATTARDI: "Però è giusto che tu abbia il quadro sempre aggiornato"
Il ministro Siniscalco, tifoso della Juventus, si attarda a parlare
con Moggi della promozione di un graduato della guardia di finanza
MOGGI: "Se passi a Roma dammi un colpo di telefono, eh!"
SINISCALCO: "Eh, io `sta settimana non ce la faccio Domenico,
perché"
MOGGI: "Va beh! Quella dopo! Dai"
SINISCALCO: "Però se vengo anche prima ti do un colpo di telefono.
Ti invito a colazione e stiamo tranquilli con calma..."
MOGGI: "Tra l'altro, Domenico, io ti volevo domandare un attimo...
Ti ricordi quel generale della Finanza?"
SINISCALCO: "Mango? Ah! No, no! Quello prima! Sì, sì, sì"
MOGGI: "Quello Aiell..."
SINISCALCO: "Sì, sì, sì, ne parliamo volentieri..."
MOGGI: "Quello... Se gli si può dare una mano"
SINISCALCO: "Una mano... Certo"
MOGGI: "Vorrebbe cambiare naturalmente. Lui è stato trasferito da
Torino a Roma... Non è che gli piace granché (arrabbiato). E' stato
trasferito"
SINISCALCO: "Sì, ho capito, vabbé, ne parliamo con calma. Dai, però,
fatti vivo quando sai che vieni, eh..." (...)
Moggi parla con il generale Aielli e gli spiega per la sua
promozione ha parlato con il sottosegretario Letta
AIELLI: "...molto carino. Io gli avevo mandato un aggiornamento del
mio curriculum perché lo faccio ogni tanto"
MOGGI: "A chi? A Gianni Letta?"
AIELLI: "Avevo fatto ...sì. Avevo fatto l'esame di lingue, gliel'ho
detto. Mi ha mandato un cartoncino scritto a mano di pugno
su...avevo molto timore perché dall'alto dei suoi quattro quarti di
inglese..."
MOGGI: "Senti, adesso no...adesso gli fisso un appuntamento i. Ma
deve essere definitivo. Quello mi rimanda sempre l'appuntamento, ma
non mi specifica mai il giorno".
Mazzini spiega a Moggi che per portare quel dossier diffamatorio su
Diego Della Valle gli ultras della Fiorentina vogliono i soldi
MAZZINI: "Allora, loro son disponibili a dare la documentazione con
soldi naturalmente… ad un plenipotenziale di Galliani… O chiunque
esso sia… Ora, sarà vero o non sarà vero però merita di andare a
vedere secondo me…"
MOGGI (lo interrompe ed elabora una strategia): "Allora io oggi sono
da Galliani a Milano… Gliene parlo e ti chiamiamo…"
Moggi parla di Juve con monsignor Danzi: gli dà del tu, lo invita a
pranzo e gli chiede di portargli delle donne di pulizia filippine.
MOGGI: "Ascolta un po', stai a sentire, io sto a Roma, oggi ci
vediamo a pranzo, eh, alle 13,15"
MONSIGNOR DANZI: "Ci vediamo a pranzo! Dove ci vediamo a pranzo?"
MOGGI (Luciano chiede a monsignor Danzi il numero di telefono delle
ragazze moldave che devono essere contattate. Il prelato non è in
grado di fornire le utenze richieste e dovrà chiederle a Padre
Simone e di richiamarlo al più presto): "Tu adesso trova le
filippine, poi alle 15,30 ci vediamo a pranzo da Tullio".
L'ex questore di Napoli, Malvano, ora candidato sindaco contro
Iervolino, aiuta Alessandro Moggi cui hanno rubato l'auto.
Scrivono i carabinieri: "Alessandro chiama la moglie Fabrizia, alla
quale dice di aver parlato con il Questore, il quale avrebbe mandato
qualche pattuglia. Fabrizia dice che probabilmente l'auto rubata non
era assicurata, in quanto non ricordava di aver fatto un bonifico e
così devono pagare 20 mila euro alla finanziaria proprietaria. Se se
ne accorgevano prima evitavano di fare la denuncia...".
Scandalo Moggi, le ultime intercettazioni
All'interno tutte le ultime intercettazioni tra Moggi e i suoi più
diversi interlocutori riportate da "Il Giornale":
19/05/2006 14:10 di Antonio Gaito, articolo letto 2976 volte
Queste tutte le ultime intercettazioni tra Moggi e i suoi più
diversi interlocutori riportate da "Il Giornale":
"LAPO E' PROPRIO UN CRETINO"
Il dg bianconero ne parla prima con Giraudo. Entrambi infieriscono
su Lapo reo di non aver risolto il problema. «Quello è un cretino»
concordano i due. Così Moggi torna alla carica, e parla da solo con
Lapo.
Moggi: "Io ti volevo parlare un attimo anche... c'è una situazione
un po' però bisogna parlare io e te perchè..".
Lapo: "Che c'è".
Moggi: "No, niente di particolare. No... se noi abbiamo delle
macchine in aggiunta per i fabbisogni no.
Lapo: "Sì quello di cui mi avevi parlato, mi ricordo".
Moggi: "Quelli lì bisogna... quelli ci devi dare un'occhiata invece
gli è stato detto lì al direttore della filiale di ritirarle...
almeno... almeno, almeno 5 o 6 auto bisogna che tu ci vai perchè
tanto ha bisogno (...). Io sai che non ti chiedo mai niente di
importante se non le cose che ci necessitano".
Lapo: "E' una promessa".
Moggi: "Oh... la Juventus è anche un bene vostro mica...".
A beneficiare dello "sconto Juve" è, fra gli altri,il designatore
arbitrale Pierluigi Pairetto. La macchina è per il figlio. Ma non
gli basta uno sconto del 30 per cento. Il 5 maggio 2005 s'informa
con P.V., concessionario di Moggi, su una Lybra o una Ulysse.
L'impiegato lo prende in giro:
P.V: "Il prezzo dipende da chi arbitrerà Milan-Juve. Se arriva
Collina la macchina costa di più".
Pairetto: "(ride) Non si può fare, Collina è il miglior arbitro del
mondo".
P.V.: "Qui accanto a me c'è Nedved, anche lui non vuole Collina".
Pairetto: "E' il sorteggio che decide".
P.V: "Il sorteggio si può pilotare, basta non mettere il nome".
Ma in fila per l'auto scontata (o gratis) sono in tanti: c'è
Marcello Lippi, il ct della nazionale, vuole due macchine per i
figli e si "accontenta" dello sconto standard: 23 per cento; c'è il
Ds del Chievo, Giovanni Sartori, che chiede un trattamento di favore
attraverso il figlio di Lucianone; c'è il moviolista Fabio Baldas
che si lamenta così con Moggi.
Baldas: "Mi ha chiamato P.V., dice che la macchina è disponibile ma
a prezzo pieno".
Moggi: "Allora è meglio che ci ripensiamo a settembre quando
ricominciano gli sconti".
Baldas: "Ok, facciamo così".
LA SPIA CHE SCONTAVA
In attesa di una macchina d'occasione c'è anche uno 007 del Sisde,
un alto ufficiale della Guardia di finanza che anni addietro indagò
sui Rolex regalati da Franco Sensi, presidente della Roma, ad alcuni
arbitri. Affezionato partecipante alle trasferte della Juventus
usufruendo del viaggio aereo e dell'albergo a spese della società,
l'agente segreto si imbatte in una mission impossible.Ci vogliono
mesi di attesa e almeno tre telefonate col dg bianconero per portare
in garage una Lancia Y. E' febbraio 2005, finalmente si quaglia.
007: "Ho chiamato V.P. per chiedere se ci sono macchine a chilometro
zero. Lui mi ha detto che hanno addirittura ripristinato la
convenzione".
Moggi: "Sì, hanno rimesso il 23 per cento di sconto. Chiama pure
V.P. a nome mio".
007: "Ok, grazie Lucia', lo chiamo in settimana".
La passione per spie, forze dell'ordine e istituzioni è nel Dna
moggiano.Luciano non disdegnava amicizie altolocate. Nelle sue
conversazioni c'è spazio per i massimi vertici del Sisde. Proprio il
suo referente 007 si dà da fare per rimediare biglietti, magliette,
alberghi, pacchetti-trasferte per sè e per i suoi superiori. Con
Moggi discute addirittura dei guai giudiziari del direttore, Mario
Mori.
007: "Quel mio superiore è bloccato col direttore, quei biglietti
non servono più".
Moggi: "Ma è successo qualcosa?"
007: "Niente di che, impegni di lavoro. Comunque Mori vuole
chiamarti direttamente per ringraziarti, anzi visto che la Juve
viene a Roma, potremmo organizzare una cosa ufficiale col direttore.
E' tifoso della Juve, vorrebbe conoscerti, si può fare?"
Moggi: "Certo, certo...".
CASELLI, ULTRÀ GRANATA
Un'intercettazione di una chiacchiera col solito spione finisce per
captare la conversazione di Moggi, su un altro telefono, con un nome
eccellente. Testuale dall'informativa: "Lo 007 il 10 maggio 2005
chiama Luciano per complimentarsi della vittoria della Juve sul
Milan. Luciano lo mette in attesa per parlare con un altro telefono,
Moggi cita un certo Caselli. Parla di una società che era in
difficoltà, poi menziona la Fiorentina. Il Moggi dice di essere
affezionato alla società del Torino, dice di essere felice se la
squadra andrà in serie A. Poi ricomincia a parlare con mister X e
gli dice che aveva appena parlato al telefono con Giancarlo
Caselli". In una prima telefonata fra l'uomo del Sisde e quello
della Juve, quest'ultimo si offre di dargli una spinta per la
carriera: "Sto andando dal ministro Siniscalco, dimmelo, non ci sono
problemi perchè è un amico nostro". In un'altra ancora, a giugno,
Moggi dimostra di avere familiarità anche con il comandante generale
della guardia di finanza. Scherzando con lo 007 dice: "Speciale è un
amico, ma è dell'Inter, però ha i figli che tifano Juve".
L'ATTACCAMENTO ALLA MAGLIA
Dagli arbitri agli agenti di polizia, dai ministri ai guardalinee,
tutti si litigano i gadget bianconeri. L'oggetto dei desideri è lo
stesso dei tifosi da curva: una maglia, possibilmente sudata, fresca
di partita, dei campioni. Fra i più accaniti c'è l'arbitro Massimo
De Santis. Parlando con l'assistente Cennicola di Lecce-Juventus, si
lamenta.
De Santis: "Oh, li mortacci vostra, ho preso le magliette, tutte
magliette del c..., di Oliveira, Kapò, ho preso,ah pure Zambrotta".
Cennicola: "Non i più famosi...".
De Santis: "Però lo sai quante ce ne ho, eh?".
Cennicola: "Dimmi...".
De Santis: "Otto!!!".
Cennicola: "Non vale, io tre...".
De Santis: "Beh, tre a te, tre-quattro se l'è inculate Griselli, 4
se l'è prese l'osservatore D'Addato, tre Morganti (quarto uomo) una
quello...".
E ancora. De Santis si vanta di aver "battuto il record de tutti i
tempi. Mi sono fatto dare 23 maglie". Anche Lanese s'informa con
Pairetto su come fare a prendere una divisa ufficiale. C'è il figlio
del ministro Pisanu che le chiede per conto del presidente della
Torres; il ministro Siniscalco poi la riceve in ufficio dalle mani
di Moggi. E via discorrendo.
LOTITO E... GIRAUDO SE LA RIDE
Il presidente della Lazio è fuori dalla grazia di Dio. L'arbitro
Trefoloni ha combinato di tutto in Lazio-Juventus. Casualmente ha
anche ammonito solo i quattro giocatori biancazzurri già diffidati,
che così vengono squalificati. Claudio Lotito si arrabbia con
Mazzini, il vice di Carraro.
Lotito: "Pure Gianfranco Fini si è alzato e se n'è andato e ha detto
questa una presa per il culo e noi che stamo a vedè ste c... ste
cose!...ma quello che ha fatto... tu dovevi stà li dal vivo quello
che ha fatto non ha logica di nessun tipo (...). Non mi ha dato un
rigore netto... ma quello che ha fatto, ha lavorato totalmente
contro la Lazio! Dal primo minuto fischiava le punizioni a favore
nostro le fischiava contro... quando la palla superava la metà.. che
il centrocampo andava verso la porta loro o fischiava un fuorigioco
inesistente o fischiava falli inesistenti".
Mazzini: "Sì però...non sono d'accordo su questo tipo di
comportamento (...). Io l'ho vista tutta e non mi è sembrato quello
che dici te".
Lotito: "Non me so spiegato... Ora basta con questi sistemi vanno
cambiati radicalmente. Ti dirò di più, se n'è uscito Antonio
(Giraudo, ndr) e Luciano (Moggi, ndr) io stavo dietro a
loro...ridevano come matti....hai visto cosa ha fatto l'arbitro? Gli
ha rotto il culo! E ridevano... io stavo dietro a loro!".
IL GIORNALISTA ARTIFICIERE
Luciano Moggi usa il giornalista Ignazio Scardina di Raisport per
tante cose, compreso disinnescare la "bomba" mediatica rappresentata
da Ermanno Pieroni, ex patron dell'Ancona, che dopo esser stato in
carcere sfoga la sua rabbia in una intervista e punta il dito su
Moggi e i suoi sistemi. Luciano si affida a una carta sicura: il
giornalista è amico di entrambi. L'uomo giusto per un'ambasciata che
metta a tacere il possibile scandalo. Se l'inviato Ciro Venerato
scrive sempre bene della Juve e lo informa di tutto ciò che potrebbe
nuocergli all'immagine, Scardina gli ha già chiesto uno sconto per
l'acquisto delle "solite" macchine Fiat, che il giornalista cercherà
anche di pagare il meno possibile inviando la fattura a Moggi.
Annotano i carabinieri: "E' inequivocabile l'atteggiamento
subornante di Luciano Moggi che, con il pieno contributo di
Scardina, provvede affinchè il Pieroni si risollevi dalla sua
personale e difficile situazione economica non solo attraverso
consulenze calcistiche, omaggiandolo con un'autovettura Fiat
prelevata dal parco auto ma - soprattutto - mantenendo la promessa
inizialmente palesata al Pieroni di assumerlo come Direttore
Sportivo in una squadra, l'Arezzo Calcio, a lui collegata".
Moggi: "Ignazio fammi una cortesia, chiamalo e digli che la
piantasse poi dopo ci vediamo...tra amici è scomoda na roba del
genere... . Diglielo, poi dammi un colpo di telefono dai... digli
che non la prende... perché se fosse un mio amico mi
scoccerebbe ..l'affronterei in maniera diversa ma oltretutto io
vorrei evità dopo tutto quello che gli è capitato!".
Moggi: "Allora la macchina ti faccio fa... di partenza il 23%... ma
credo di arrivare anche oltre... tu poi quando c'hai la fattura me
la dai penso qualche altra cosa. .. l'importante"
Scardina: "Va bene!".
Moggi: "Sta a sentì... Ignazio... adesso mi devi fa nà cortesia
te! ...tra amici ragazzi io... queste cose non ...non le sò
sopportà....tu sei amico di Ermanno Pieroni no?".
Scardina: "Sì..."
Moggi: "devi fa na cortesia... dagli un colpo di telefono... poi..ho
o parlato con Luciano"...
Scardina: "Si".
Moggi: "Tu c'hai un amico con lui anche se ha bisogno quando mai è
successo che io... ho letto ...ho letto oggi delle dichiarazioni e
praticamente io lo faccio. Ma sei matto... ma è matto?…io sono
sempre stato amico suo (...). Fammi una cortesia chiamalo e digli
che la piantasse poi dopo ci vediamo…tra amici è scomoda na roba del
genere...".
Scardina: "Ma come no... ma gli ho pure detto: Erma' ma tu sei na
persona che deve rientrà nel mondo del calcio, ma che c...". Sintesi
dei carabinieri: Secondo Scardina, Pieroni ha capito il messaggio.
Seguono contatti, ripetetute telefonate. Alla fine l'accordo si
trova, Scardina ha la sua macchina. Pieroni pure, oltre a un nuovo
lavoro.
IL GIORNALISTA PROMETTENTE
A maggio la Juve è attesa dall'incontro decisivo della stagione a
Milano con i rossoneri. La settimana di attesa è carica di tensioni:
in tv è andato in onda il video-shock di Cannavaro che, ai tempi in
cui giocava nel Parma, si inietta in vena una sostanza non dopante,
ma quelle immagini hanno scatenato polemiche a non finire. Moggi
cerca sponde mediatiche per arginare gli attacchi che partono contro
i bianconeri in diverse trasmissioni televisive e tutelarne
l'immagine. Lunedì 2 la sera è in programmazione "Il processo di
Biscardi", una tribuna adatta alla bisogna. Così, quando Lamberto
Sposini chiama Lucianone, il diggì bianconero non perde un minuto in
chiacchiere.
Moggi: "Ciao Lamberto... oh, mi raccomando stasera, eh?".
Sposini: "Oh, guarda, stasera li facciamo neri, li facciamo neri".
Moggi: "Anche perchè, anche perchè ci stanno prendendo per il culo
tutti quanti. Dicendo che noi siamo i potenti, poi dietro a questa
cosa fanno tutti i comodi loro, così. Le colpe le prende la
Juventus, e questi fanno i comodi loro"
Sposini: "Quello che dice del silenzio stampa perchè... motivato per
episodi sconcertanti, tutti voi vi riferite esclusivamente a
Cannavaro e Ibrahimovic o c'è qualcos'altro, per capire?"
Moggi: "E ti sembra niente? Cannavaro è lo stesso filone di
Ibrahimovic e... e vanno a prende le cose, le devono prende e poi le
riportano come gli pare a loro. E poi dopo c'è anche un'altra cosa.
Gli arbitri ora io ammetto che sbaglino, che si debba, che si possa
sbagliare, ma cazzo quello che è successo a Firenze l'è mica na cosa
seria, eh?"
Sposini: "Hai ragione, Luciano".
Moggi: "E' un insieme di cose che non vanno assolutamente bene. E
vedete un pochino... tanto c'è pure Franco (Melli, ndr) a Torino,
non so a Milano chi ci sia, comunque ora parlo con Aldo (Biscardi,
ndr), tra poco poi, magari, ci risentiamo".
TELEFONATA O BLUFF?
C'è una conversazione intercettata tra Moggi e Pairetto che i
carabinieri ritengono per certo sia stata "pacchianamente preparata
in precedenza", per "far apparire il loro rapporto solo di carattere
istituzionale e formale", proprio sospettando che i loro telefoni
fossero sotto controllo. Siamo alla vigilia di Milan-Juventus. "In
particolare, è Moggi che chiama Pairetto - scrivono i militari - e
la conversazione inizia come tra persone che da tempo non si
sentivano, il designatore, poi, chiede al dirigente bianconero se è
anche arrabbiato con gli arbitri secondo le notizie di stampa
circolanti, questi, sempre nell'ottica di trarre in inganno e
dimostrare l'assoluta estraneità alle condotte finora accertate,
risponde "...tanto il nostro... il nostro amico è solo il
campo !...e non vogliamo amici perchè noi se...se vinciamo, vinciamo
perchè dobbiamo vincere se perdiamo...". E poi proseguendo sempre
Moggi arriva ad affermare "...non mi voglio lamentà di niente
però...", frase quest'ultima completamente in antitesi con le
condotte finora accertate. Per i carabinieri la telefonata è
posticcia, così tanto che "sembra quasi essere più un intervista
giornalistica che un dialogo".
LUCARELLI CAPISCE TUTTO
L'8 maggio 2005 alle 20.30 De Santis chiama Mazzini, numero due
della Figc. Quel giorno l'arbitro ha diretto la surreale partita tra
Livorno e Siena terminata sei a tre per gli ospiti, con questa
vittoria praticamente salvi. Il Siena è squadra nell'orbita Gea, è
noto.
Mazzini: "Sei stato come sempre splendido"
De Santis: "Hai visto? Pronti e via, uno fuori (espulso Galante
all'inizio del primo tempo,ndr).
Mazzini: (ride)
De Santis: "Hai capito che mi ha detto Lucarelli? (attaccante del
Livorno, ndr), lì quando ho cacciato quello? Mi ha detto: "Ma che
bisogna salvà questi perchè so' della Gea?" Gli ho detto, senti, non
cominciare a dire queste str... queste solite cazzate perchè mò te
caccio pure a te, capito".
ANCHE IL PAPA È DELLA GEA
Anche Papa Ratzinger nella scuderia Gea. Moggi parla con un generale
di Brigata della Finanza
Moggi: "Hello".
Gdf: "Ciao Luciano,sono stato a vedere il Papa"
Moggi: "Ma, ma lo sai che è della Gea il Papa?"
Gdf: "E' della?".
Moggi: "Gea".
Gdf: "Perchè?".
Moggi: "Ha fatto la procura col mi figliolo, con Alessandro, quattro
giorni prima di diventare Papa".
Gdf: "Che te possino...".
"CON CHI PARLAVO, CON SANT'ANTONIO?"
"Dov'è lo scandalo: stavo trattando l'ingaggio di Del Neri e ne ho
parlato con Moggi perchè l'allenatore faceva parte della Gea. Con
chi ne dovevo parlare, con Sant'Antonio?". Il presidente del
Palermo, Maurizio Zamparini, commenta così la pubblicazione sul
quotidiano il Giornale di un'intercettazione tra lui e l'allora
direttore generale della Juventus Luciano Moggi. La conversazione
risale al maggio del 2005: Zamparini è in trattative con Del Neri
per la sostituzione di Francesco Guidolin, che ha annunciato di
volere lasciare il Palermo. Il presidente chiama Moggi affinchè
interceda con il figlio Alessandro, tra i titolari della Gea World,
per convincere Gigi Del Neri a firmare: "Digli a tuo figlio che gli
mette una buona parola anche lui, hai capito?". E subito dopo
aggiunge: "Digli anche di non farmi tirare troppo il cappello che
poi gli faccio un regalino...". Il presidente del Palermo sottolinea
che era del tutto normale parlare con Moggi di questo argomento,
tenuto conto che Del Neri era legato alla società del figlio. E
rivolgendosi a chi vuole "montare un caso", definendolo "Zamparini
il censore", ribatte: "Si vergognino". "Con Moggi - spiega - mi
sentivo telefonicamente tutte le volte che c'era da discutere
questioni di mercato, così come con Giraudo quando dovevamo
affrontare vicende di Lega". "Fino a un mese fa - conclude
Zamparini - ho trattato con Moggi l'acquisto di Miccoli e Blasi, che
poi è saltato. Ripeto, con chi dovrei discutere di queste vicenda,
con Sant'Antonio?".