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Appello contro la PMA   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #115 di 310 |
Care/i compagne/i,
come forse già sapete, si è costituito a Napoli un comitato contro la
legge sulla PMA che rappresenta un attacco senza precedenti
all'autodeterminazione delle donne. Sono presenti compagne/i di
diverse sensibilità accomunate dalla necessità di una battaglia contro
la legge ma soprattutto dalla esigenza di riprendere il confronto
sulla questione femminile che continua ad essere non sufficientemente
presente tra le tematiche più generali poste dal movimento dei
movimenti. Qualcosa abbiamo già cominciato a fare riscontrando
un'attenzione inaspettata soprattutto tra le/i giovani e la prima
assemblea fatta il mese scorso ha visto una buona partecipazione. Pur
con molte perplessità abbiamo assunto la proposta venuta da alcune
associazioni di donne di chiedere alla giunta regionale di impugnare
la legge lanciando un presidio sotto la regione per martedì 30 marza.
Riteniamo, però, indispensabile coinvolgere donne e uomini nella
battaglia più generale e puntare ad una mobilitazione forte. Per
questo abbiamo lanciato un appello per una assemblea regionale da
tenersi a Napoli il 2 aprile da cui far scaturire una mobilitazione
regionale ed un'assemblea nazionale.
Vi alleghiamo l'appello che vi chiediamo di far girare tra le realtà e
i soggetti che potete raggiungere.
Abbiamo anche creato una mailing list:donneinmovimento@yahoogroups.com
che potete sottoscrivere per essere informati. Vi aspettiamo
all'assemblea.
Un saluto a tutte/i. Antonieta

APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MOBILITAZIONE
CONTRO LA LEGGE SULLA PMA.
DOBBIAMO FERMARLA! POSSIAMO FERMARLA!

Con il voto trasversale della destra e dei cattolici della Margherita
è passato il più grave attacco alla condizione della donna. Dal 10
marzo è, infatti, andata in vigore la legge sulla procreazione
medicalmente assistita (PMA). Contro questo provvedimento a Napoli
compagne/i di diverse sensibilità hanno dato vita al "Comitato
napoletano contro la legge sulla PMA" che nelle ultime settimane con
primi momenti di dibattito, con banchetti nelle piazze e con
un'assemblea all'università molto partecipata continua a raccogliere
l'adesione di varie realtà di movimento. L'obiettivo è rimettere in
campo e far convergere su iniziative comuni tutte le forze che sul
piano regionale e su quello nazionale stanno portando avanti questa
battaglia. Per questo proponiamo per il 2 aprile un'assemblea
regionale per la costruzione di una prima mobilitazione in Campania da
tenersi alla fine di aprile per superare l'immobilismo di un certo
ceto politico.
Ci sembrano, infatti, labili se non inesistenti le opposizioni di
quella sinistra che pure si è schierata contro la legge. Le iniziative
di tante donne in tutta Italia sono state lasciate isolate e niente è
stato fatto per lanciare una mobilitazione forte delle donne e degli
uomini contro la politica del governo e della chiesa. Ci attraversa il
dubbio che, al di là delle chiacchiere, le donne pagheranno l'ennesimo
accordo elettorale. Per questo pensiamo che da subito si debba far
sentire la nostra voce contro la legge e l'attacco ulteriore che si
prepara. Siamo convinte/i che questa legge possiamo fermarla, dobbiamo
fermarla!

E' una legge reazionaria che, accogliendo la visione e le richieste
della Chiesa e delle associazioni cattoliche più integraliste, ha
sancito lo status giuridico dell´embrione e la sua tutela. E' questo
(art. 1) il passaggio più grave e pericoloso. Il riconoscimento dei
diritti del concepito entrando in contrasto - come si sono affrettati
a dichiarare da subito esponenti del governo- con il diritto alla
libera scelta della maternità da parte delle donne pone, nei fatti, la
premessa per la cancellazione della legge 194 sull'aborto. Anni di
lotte per il diritto all'autodeterminazione vengono di colpo
cancellati per rimettere sotto controllo il corpo della donna al punto
da ipotizzare un "tutor ventris" pronto a sanzionare i comportamenti
lesivi per la salute del concepito.
In perfetta continuità con le politiche familiariste di questi ultimi
anni, la legge ripropone un ruolo subordinato della donna nell'ambito
dell'unico modello familiare riconosciuto dallo stato: quello
eterosessuale e benedetto dal sacro vincolo del matrimonio. Non a caso
dall'accesso alla PMA non solo sono tagliati fuori single e coppie
omosessuali, ma le stesse coppie conviventi potranno accedervi solo in
base a criteri di stabilità definiti e verificati dal governo.
Gli altri aspetti della legge, quelli apparentemente tecnici, sono
forse più noti perché intorno ad essi e dietro la menzogna di dover
regolamentare la materia ed evitare abusi si è tentato di carpire il
consenso delle donne innanzitutto. Meno note le conseguenze sulle
donne di questa regolamentazione. Le sintetizziamo brevemente.

Vietando la produzione di più di 3 embrioni, si costringeranno
le donne a sottoporsi a ripetuti trattamenti ormonali con danni enormi
alla salute e a costi altissimi (5000/6000 Euro per trattamento).

Si impedisce il ricorso a un donatore esterno (fecondazione
eterologa). Le coppie sterili o portatrici di malattie genetiche
saranno costrette ad andare all´estero per avere un figlio.

Non riconoscendo la sterilità come malattia, lo stato non
sovvenziona le tecniche di procreazione assistita. Potranno accedervi
solo coloro che hanno i mezzi per pagare profumatamente le cliniche
private.

E´ abolita la diagnosi pre-impianto, che permetterebbe di
accertare l´esistenza di eventuali malattie o malformazioni
nell´embrione ed è negato il diritto di revocare il proprio consenso
al trattamento. La donna sarà in ogni caso costretta all´impianto
degli embrioni (anche se sospetti di malattie), fatta salva la
possibilità di ricorrere all´aborto in base alla legge 194 (finché
resta in vigore...), subendo una grave violenza fisica e psicologica.

Il passaggio indietro segnato da questa legge sta già dando i primi
frutti avvelenati. Abbiamo già detto delle dichiarazioni di diversi
esponenti di destra nella direzione della cancellazione della 194 e
abbiamo tutte/i presente il discorso di Ciampi alle donne in occasione
dell'8 marzo con il grido di dolore sulle culle vuote ed il richiamo a
riscoprire il valore e la gioia della maternità. Vale la pena di
ricordare l'acuirsi della campagna delle associazioni per la vita
contro l'interruzione di gravidanza che, negli ospedali come nei
consultori, sta assumendo toni sempre più minacciosi verso le donne ed
i medici non obiettori. Come pure le prime concrete applicazioni di
questa legge. E' il caso della regione Puglia il cui governatore Fitto
ha appena fatto approvare una provvedimento che, mentre taglia le
spese sanitarie, eroga contributi alle donne nubili che decidono di
non abortire anche se ciò dovesse significare il ricorso all´adozione
del nascituro. Nei fatti è la legalizzazione dell'"utero in affitto".
Come "Comitato napoletano contro la legge sulla PMA", in
considerazione dell'avvenuto varo della legge e dei passaggi regionali
necessari per la sua applicazione, abbiamo fatto nostra la proposta,
lanciata da alcune associazioni ed organizzazioni di donne, di un
appello al Governatore e alla Giunta Regionale della Campania affinché
venga sollevata l'eccezione di incostituzionalità della norma. Laddove
ciò avvenisse in 5 regioni il ricorso alla Corte Costituzionale
sarebbe automatico e porrebbe uno primo stop alla legge.
Siamo consapevoli che questo non basta e che quella della PMA è solo
un primo obiettivo. Il peggioramento della condizione femminile è
ormai a 360 gradi. Il taglio alle spese sociali, la riforma della
scuola con l´eliminazione del tempo pieno, la precarizzazione del
mercato del lavoro, vedono le donne pagare il prezzo più alto in
termini di impoverimento, di oppressione e violenza in particolare tra
le mura domestiche. E´ necessario, quindi, una riaffermazione della
tematica di genere nell´ambito della più generale battaglia contro gli
effetti della globalizzazione che il movimento dei movimenti ha in
questi anni saputo denunciare e lottare.

Su queste tematiche invitiamo tutte le realtà regionali a partecipare
all'Assemblea che si terrà il

2 Aprile alle ore 16.30
presso l'I.U.O. Aula Matteo Ripa Palazzo Giusso

per promuovere iniziative sul territorio, organizzare la mobilitazione
di fine aprile, lanciare una assemblea nazionale.

Comitato napoletano contro la legge sulla PMA

Per adesioni e informazioni
e-mail: comitatonacontropma@...
cell.: (Antonietta)347.8353546; (Assia)380.5096540;
(Roberta)349.6130751




[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]





Mer 24 Mar 2004 11:09 pm

chefare2001
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Inoltra Messaggio #115 di 310 |
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Care/i compagne/i, come forse già sapete, si è costituito a Napoli un comitato contro la legge sulla PMA che rappresenta un attacco senza precedenti ...
comitatonowar
chefare2001
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25 Mar 2004
10:28 pm
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