SOSTENIAMO A NAPOLI LE RAGIONI DI ACERRA
CORTEO
VENERDÌ 10 SETTEMBRE - PIAZZA MANCINI ORE 11.00
i pullman partono da Acerra alle ore 10.00 da piazza Castello
Dopo la grande mobilitazione di domenica 29 agosto, la lotta di Acerra è entrata
in una fase decisiva. Quelli che vogliono imporre l'inceneritore hanno provato
ad impaurire la protesta con i lacrimogeni e le cariche sull'insieme di un
corteo immenso, che si stava fermando pacificamente di fronte al cantiere della
FIBE. Ma tutti hanno dovuto prendere atto, in questi giorni, della
determinazione di una intera comunità: come nel corso di questa lunga vicenda
Acerra non si è piegata alle lusinghe e ai ricatti, così adesso non cede di
fronte alla violenza della polizia, alle denunce, ai fermi, ai processi.
In questa straordinaria resistenza di popolo non alberga alcuno egoismo
localistico. Ci sono invece, al contrario, valori generali che non possono
essere calpestati: il diritto alla salute, la difesa dell'ambiente, il principio
democratico della volontà popolare. Ed è per questo che va crescendo in tutta
Italia la simpatia e la solidarietà verso una mobilitazione che ormai si
precisa, giorno dopo giorno, come una giusta e sacrosanta rivendicazione di
civiltà.
La verità è che un potere arrogante sta usando il pugno di ferro contro
un'intera comunità di donne e uomini. Senza voler sentire ragioni hanno occupato
militarmente l'agro acerrano, che funge da polmone verde non solo per Acerra ma
anche per un territorio molto più vasto, con decine di comuni e centinaia di
migliaia di abitanti. Vogliono condannare queste zone per sempre all'arsura,
alle polveri, alla diossina, al morso feroce di migliaia di camion che
trasporteranno rifiuti da ogni dove per poi bruciarli e avvelenare ulteriormente
l'aria e il suolo. E dopo Acerra, già alzano gli occhi e allungano la mano verso
Santa Maria La Fossa.. .
Queste nostre terre, stuprate da sversamenti abusivi e inquinanti di ogni
genere, soprattutto delle aziende di un Nord fin troppo spesso razzista con noi,
utilizzate in ogni modo dalle eco-mafie, martoriate da cave e da centrali
termoelettriche, eppure vive, piene d'acqua e di vento, capaci di rinascere come
fenici dalle ceneri, e di donare ancora i frutti degli alberi e dell'aratro,
dovrebbero infine essere destinate a morire?
E tutto questo mentre ormai finanche i ciechi possono vedere come il piano
regionale di smaltimento dei rifiuti basato sull'incenerimento sia completamente
fallito. Lo dimostra, fra le altre cose, l'ennesimo sequestro da parte della
magistratura degli impianti per la produzione del combustibile (CDR) che
dovrebbe rifornire i mega-inceneritori: la FIBE non è in grado di gestire
neppure questa fase iniziale e molto semplice del ciclo di smaltimento.
Figuriamoci il resto!
Dopo i trentamila di domenica 29, è ora assolutamente necessario rafforzare ed
estendere ulteriormente la mobilitazione popolare, intensificando la
partecipazione di tutti uomini, donne, bambini- alla grande manifestazione a
Napoli a sostegno della lotta di Acerra.
Venerdì 10 settembre daremo vita, tutti assieme, ad un corteo nel centro di
Napoli, che si concluderà alla Regione, là dove è prevista una seduta del
Consiglio Regionale proprio sul caso Acerra. Vogliamo riproporre anche in quella
sede il nostro NO all'inceneritore.
Abbiamo ragioni da vendere, perché la scelta fatta dalla Regione Campania col
suo "pianorifiuti" è sbagliata tre volte: in quanto è incentrata sulla logica
dei megainceneritori inquinanti; in quanto condanna definitivamente un
territorio già martoriato dai veleni chimici e atmosferici; in quanto
sottovaluta le altre strade possibili per lo smaltimento dei rifiuti, dalla
raccolta differenziata agli impianti a.basso impatto ambientale.
Ma abbiamo ragione anche sul punto decisivo della democrazia: non si possono
imporre decisioni simili senza il consenso di chi vive concretamente nel
territorio impegnato; non si può procedere per atti amministrativi e di mero
governo, senza considerare seriamente gli effetti pesantissimi che poi si
avrebbero nella vita quotidiana di decine di migliaia di persone. La democrazia
è partecipazione alle scelte; e in ogni caso, il diritto alla salute dei
cittadini non è materia disponibile per altri che non siano i diretti
interessati.
Sfileremo così, in modo pacifico e deciso, sotto i palazzi del Potere, facendo
sentire bene la nostra voce anche a chi fa finta di non sentire: il presidente
della Regione, il presidente della Provincia, il Prefetto che a Napoli
rappresenta il Governo.
Ad essi noi diremo che occorre cambiare registro e procedere senza indugio alla
chiusura del cantiere di Acerra.
E chiederemo anche che si prenda finalmente coscienza del fallimento completo
del pianorifiuti in Campania e che si riparta da capo. I mega-inceneritori sono
una risposta arretrata, che serve a risolvere unicamente il problema della
società appaltatrice, inadempiente ed in difficoltà, e delle grandi banche
interessate all'affare. E non serviranno neppure ad affrontare l'emergenza,
anche perché, pur se cominciassero subito a costruirli, ci vorrebbero non meno
di 3-4 anni per vederli in funzione...
Per riprendere la "retta via", così come hanno già fatto quasi tutti i popoli
d'Europa, è
necessario invece investire sulla filiera del riciclaggio e sulla
disincentivazione dei contenitori a perdere e delle merci "usa e getta",
puntando a ridurre drasticamente l'immondizia prodotta da ciascuno di noi.
Diverrebbe in tal modo davvero realistica e praticabile una intensa attività di
raccolta differenziata porta a porta, con la chiusura del ciclo attraverso
discariche controllate ad alta tecnologia (serbatoi con microrganismi specifici
che riscaldati permettano una decomposizione più rapida di 24© volte quella
ordinaria e la possibilità di recuperare metano) e altri impianti di piccole
dimensioni e con limitato impatto ambientale (ad esempio, la pressurizzazione a
freddo)...
In ogni caso, noi chiediamo che si avvii una ridiscussione democratica
dell'intera questione, in, particolare attraverso una ,conferenza
Regione-Province-Comuni, che sancisca l'uscitá dalla gestione commissariale dei
rifiuti ed inibisca al governo nazionale la possibilità di interferire sulle
decisioni delle comunità, rescindendo contestualmente il contratto con la Fibe,
anche sulla base dell'azione della magistratura, e restituendo alle province la
potestà piena sulla questione, attraverso la costituzione di Enti Unici
Provinciali e Ambiti Territoriali di Ottimizzazione per la gestione del ciclo
delle merci e dei rifiuti, sotto il controllo delle municipalità.
La lotta contro gli inceneritori non è un semplice "No ", ma è al tempo stesso
anche una proposta ragionevole, che difende la salute, l'ambiente e la
democrazia.
ACERRA SARA' A NAPOLI A SOSTENERE LE SUE RAGIONI, ORGANIZZANDO PULLMAN QUARTIERE
PER QUARTIERE
A TUTTI CHIEDIAMO DI SOSTENERE QUESTA GIORNATA DI LOTTA, MOLTIPLICANDO LA VOCE E
LA FORZA DI UNA GIUSTA PROTESTA
PIAZZA MANCINI ORE 11.00 - VENERDÌ 10 SETTEMBRE
IL PRESIDIO IN LOTTA DELLA CITTÀ DI ACERRA
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