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NAPOLI PORTO NUCLEARE MA IL PREFETTO LO DIMENTICA!   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #163 di 310 |


COMUNICATO STAMPA DEL \"COMITATO NAPOLI CONTRO LA GUERRA\"
NAPOLI E CASTELLAMMARE PORTI DI SOSTA E ATTRACCO DELLE NAVI NUCLEARI:
ESISTONO DAVVERO E SONO CREDIBILI I PIANI DI EMERGENZA!?
ABBIAMO INVIATO UNA LETTERA AL PREFETTO SECONDO IL DIRITTO DI LEGGE
ALL\'INFORMAZIONE DELLE POPOLAZIONI; IERI IL PREFETTO CI HA RISPOSTO SENZA
DIRCI NIENTE!
Mentre il governo italiano continua nella scellerata partecipazione
all\'occupazione militare dell\'Iraq e i servizi segreti rilanciano allarmi
sul \"rischio attentati\", le informazioni sui piani di emergenza esterni
(PEE) per i porti nucleari di Napoli e Castellammare continuano a rimanere
di fatto secretate.
Eppure in seguito a una legge del 1995 (che recepiva già con grave ritardo
le direttive europee in merito) c\'è l\'obbligo di informare le popolazioni
almeno sulle misure sanitarie (in relazione alle radiazioni ionizzanti ad
es) e sui comportamenti da tenere in caso di emergenza. Solo nel 2001 (!),
in seguito a denunce giornalistiche e parlamentari, la protezione civile,
nelle more dell\'istituzione delle commissioni previste dalla legge, dava
compito alle prefetture di informare la popolazione.
Ma lo hanno fatto in pochissime e solo dopo forti pressioni popolari, come a
Taranto, dove si è vista così l\'inconsistenza del piano di emergenza
rispetto ai rischi (e il prefetto dopo poco è stato rimossso...).
Dopo un\'ulteriore interrogazione parlamentare dell\'onorevole Mauro
Bulgarelli (verdi) del novembre 2004 ed alla quale il ministero ha dovuto
dare ragione, si sono rilanciate le iniziative per la trasparenza. Abbiamo
inviato una lettera in tal senso al prefetto di Napoli che, secondo legge,
aveva obbligo di risponderci entro 30 giorni. Lo ha fatto, ma, come si può
vedere dalla lettura della lettera, non ha detto niente ed ha solo preso
altro tempo (niente male dopo dieci anni)!!!
Continua così la \"congiura del silenzio\" che tiene all\'oscuro le
popolazioni sui rischi enormi legati alla presenza delle basi ed in
particolare degli armamenti nucleari (in un paese come il nostro che fra
l\'altro ha votato contro anche al nuceare civile).
IL \"COMITATO NAPOLI CONTRO LA GUERRA\" E IL \"COORDINAMENTO REGIONALE PER
LA SMILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO\" (che di questo comitato è
un\'articolazione) CHIEDONO A QUESTO PUNTO UN IMMEDIATO INCONTRO COL
PREFETTO DI NAPOLI PERCHE\' SI RISPETTI IL DIRITTO ALLA TRASPARENZA PER LE
POPOLAZIONI.
I parlamentari Bulgarelli e Russo Spena hanno annunciato un\'ulteriore
interrogazione parlamentare sulla situazione campana alla riapertura della
camera martedì.
Da sottolineare che Napoli è ormai uno snodo centrale della struttura
militare Nato (e quindi anche un obiettivo particolarmente a rischio...)
visto che si è trasferito qui il comando Nato per il Mediterraneo e quello
del corpo di pronto intervento Nato. Ma i rischi del nucleare (Cernobyl
insegna) prescindono anche dal rischio attentati.
La nostra rete si batte contro l\'occupazione militare dell\'Iraq, contro la
logica e la politica della Guerra permanente e per la smilitarizzazione del
territorio campano, oppresso da servitù militari di cui spesso si sa
pochissimo. Esse invece rappresentano grave minaccia per le popolazioni del
mondo ma anche per gli stessi abitanti del nostro territorio.
ATTUALMENTE SIAMO IMPEGNATI NELLA COSTRUZIONE DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
A ROMA CONTRO LA GUERRA DEL 19 MARZO p.v. (Per info sulle attività
nowarna@...).
Per ulteriori info:
Giuseppe Esposito (la persona fisica che per conto del comitato ha inviato
la lettera): 3384207402
A seguire allego :
1) Breve storia della questione dei porti nucleari fino alla risposta del
prefetto di Napoli
2) Lettera da noi inviata alla prefettura
3)Lettera di risposta del prefetto giunta ieri
4) Scheda di presentazione del coordinamento per la smilitarizzazione del
territorio
Questo materiale verrà inviato anche alla segreteria del sindaco di Napoli
sperando che per una volta voglia almeno far finta di ricordarsi che esiste
un rischio nucleare per la nostra città!


--------------------------------------------------------------------
1)
PIANI DI EMERGENZA NUCLEARI - DAL 1975 ALLA RISPOSTA DEL PREFETTO PROFILI

Con riferimento alla base navale della Maddalena nel 1975, e successivamente
nel 1979, per gli altri porti con presenza di unità navali a propulsione
nucleare, il Camen (Centro applicazioni militari energia nucleare), elaborò
i presupporti tecnici per la predisposizione dei piani di emergenza interna
alle basi navali.
Questi presupposti costituirono la base per l’elaborazione, negli anni
successivi, dei piani civili (piani di emergenza esterna – PEE - ), ad opera
delle prefetture. Piani, poi, ritenuti obsoleti, tanto che l’Agenzia per la
protezione dell’ambiente (Apat) ha avviato “i processi di revisione dei
piani delle aree portuali di La Spezia, Gaeta, Napoli-Castellamare, La
Maddalena, Augusta, Taranto, Brindisi e Trieste”.
I processi di revisione continuano, in maniera secretata, nonostante alle
direttive Euratom, in materia di radiazioni ionizzanti ( 1980/84/89/90/92
), fino al 1995 anno di entrata in vigore del ddl n.235 del 17 Marzo che
attua le predette direttive circa la pubblicità di tali piani alle
popolazioni.
Da notare, a questo proposito, la procedura di infrazione nei confronti
dell’Italia da parte della commissione europea.
Di quanto sopra non si è saputo nulla fino al 19 Febbario 2000, quando “Il
Manifesto” pubblica un’inchiesta dal titolo “Mi chiamo Charlie e vivo a La
Spezia”, che rivela l’esistenza degli 11 porti nucleari e parte del
contenuto del PEE di quella città. In tale piano, era evidente anche il
fatto che la decisione di comunicare un eventuale incidente al prefetto e al
sindaco per allertare la popolazione è a discrezione dei vertici militari.
Dunque il piano per i civili rimane subordinato a quello militare.
Ad oggi i PEE sono rimasti “classificati”, ovvero secretati, nonostante che
il citato ddl prevedeva il diritto dei cittadini ad essere informati.
Esiste pertanto un “taciuto” che i cittadini dovrebbero conoscere di diritto
e che tutti i governi
dal 1995 ad oggi hanno nascosto: così potremmo definire la patata bollente
dei piani di emergenza nucleare. Ci riferiamo agli undici porti italiani in
cui possono transitare e attraccare navi e sommergibili a propulsione
nucleare, tra i quali solo Gaeta, Taranto e La Spezia sono riusciti ad
avere informazioni parziali circa il contenuto dei piani.
In base al decreto legislativo 230 del 1995 i cittadini dovrebbero sapere se
vivono in un\'area a rischio nucleare. E conoscere i piani di emergenza.
E invece quei piani rimangono nel cassetto, top secret, per non generare
allarme fra le popolazioni.
L’associazione PeaceLink ed altre forze dei movimenti di base di Taranto
per conoscere i piani di emergenza cominciarono la loro azione a febbraio
dell\'anno 2000. A settembre la Prefettura di Taranto – dopo l\'affondamento
di un sottomarino nucleare russo, dopo l\'intimazione ai sensi di legge e
alla vigilia di un incandescente consiglio comunale monotematico sul rischio
nucleare - dette importanti informazioni ufficiali da cui emergeva che la
città sarebbe stata evacuata in caso di grave incidente e di forte
dispersione di radioattività. Poco dopo il prefetto di Taranto fu
trasferito.
La lotta a Taranto è proseguita con la nascita di un comitato allargato che
ha organizzato il convegno del 20 novembre 2004.
L\'onorevole Mauro Bulgarerelli, presente al convegno il 25 novembre e sulla
sua spinta ha presentato un\'interpellanza urgente in parlamento sui PEE.
Cosa è emerso?
Il governo non ha contestato nulla di quanto l\'interpellanza conteneva e
ha dovuto riconoscere le proprie inadempienze, e cioè quelle verità omissive
che hanno caratterizzato anche i governi di centro-sinistra.
Lo stesso sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento,
senatore Ventucci, ha affermato testualmente in risposta alle contestazioni
di Bulgarelli: \"La classifica di sicurezza, infatti, impedendo divulgazione
delle pianificazioni, precludeva di fatto la possibilità di informare la
popolazione sul rischio potenziale a cui era esposta, non permettendo, tra
l\'altro, l\'acquisizione, da parte della popolazione stessa, delle norme di
comportamento da rispettare nel caso dovesse verificarsi realmente una tale
emergenza\".
Sembrava che l’iniziativa dovesse avere una ricaduta pratica: doveva essere
tolto il segreto militare dai piani di emergenza per le popolazioni( vedere
l’articolo del Manifesto – 2/12/04 “Mari a propulsione nucleare”). Ciò in
base alle parole di Venducci: \"Il Dipartimento della Protezione civile, con
nota del marzo 2001, nelle more dell\'istituzione della commissione ex
articolo 133 del decreto legislativo n. 230 del 1995, ed in attesa che
venisse emanato il decreto, ex articolo 134 del citato decreto legislativo,
richiedeva che fossero introdotti nei piani da revisionare specifici piani
di informazione alla popolazione, affidando alle stesse prefetture il
compito di provvedere alla diffusione alla popolazione degli elementi
informativi previsti dall\'articolo 130 (informazione preventiva).\"
Da qui si evince che - \"nelle more... affidando alle stesse prefetture...\"
- le prefetture possono già ora dare informazioni (lo ha fatto la prefettura
per il piano di emergenza di Gaeta).
Su tale ipotesi, ed in base al contenuto delle risposte del governo, il
Coord. Regionale per la Smilitarizzazione del territorio di Napoli, oltre le
altre sue iniziative ha deciso di interrogare il Prefetto di Napoli con una
interpellanza che citando buona parte degli articolati del decretato
suddetto (230/95 ), potesse sortire l’effetto di ottenere nei trenta giorni
previsti dal ddl, una risposta ufficiale sull’argomento per la prima volta a
Napoli.
La risposta è arrivata nei termini previsti ma contiene risvolti
sicuramente singolari.
I punti salienti sono i seguenti:
La Prefettura di Napoli ha predisposto nel 1990 il piano di emergenza per la
sosta di unità navali a propulsione nucleare nei porti di Napoli e
Castellammare che “non è stato estensibile a terzi perché classificato
RISERVATO”. Per rendere pubblico il piano, alla luce del ddl 230/95 e su
richiesta sin dal gennaio 2000 di organismi politici, culturali, comitati
cittadini ecc., il Prefetto nel novembre 2001 ha chiesto il parere del
competente Ministero; su sollecitazione del Ministero dell’ Interno, vista
l’importanza della conoscenza delle misure sanitarie che la popolazione
dovrebbe adottare, ha investito lo Stato Maggiore della Marina che ha
limitato la riservatezza alle parti strettamente tecniche. Ha immediatamente
insediato il Comitato per l’aggiornamento del piano, prevedendo una scheda
informativa alla popolazione. Ci sono stati numerosi incontri con diversi
Enti, visti “la complessità della materia da trattare”. Il piano quindi
aggiornato in ogni sua parte è stato approvato dal “Comitato ex art. 118
D.Leg.vo 230/95” – agosto 2004 – e trasmesso al parere degli”organi
centrali”. Il Prefetto, quindi, in attesa di questi pareri e delle
valutazioni della Commissione Tecnica della Sicurezza e della Protezione
Sanitaria che non arrivano, nonostante una sua sollecitazione del 17
febbraio, non vi può dire ne dare alcunché.
E’ evidente l’intento di continuare a tacere su una materia che, oltre ad
avere diritto di conoscenza da parte delle popolazioni che si trovano a
vivere in territori a sempre più intensa concentrazione militare ed in tal
caso a rischio nucleare, è direttamente collegata alla logica gerarchica di
militarizzazione dei territori della attuale fase di guerra preventiva nella
quale oggi ci troviamo immersi. L’intento è inoltre quello di impedire
l’accesso ad informazioni che, direttamente collegate alle recenti
aggressioni militari a popolazioni inermi ed a quelle che si preparano in
futuro, con la necessità di avere a disposizione basi, porti, aeroporti e
altri insediamenti militari nei territori “non in guerra”, possano essere
oggetto di opposizione e contestazione da parte del movimento nowar.
E’ per questo, che ritenendoci totalmente insoddisfatti dalla risposta del
Prefetto, abbiamo deciso di continuare la richiesta della pubblicizzazione
dei PEE, attraverso modalità quali un incontro diretto alla presenza di
quelle soggettività politiche che più si sono dimostrate sensibili ai temi
della opposizione alla attuale fase di guerra globale permanente.
Coordinamento Regionale per la Smilitarizzazione del Territorio/Napoli
Ref. Stampa P.Esposito 3384207402
--------------------------------------------------------------------------
2) LETTERA DEL COMITATO AL PREFETTO
LETTERA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO


Mittente:
Al Prefetto di NAPOLI
Esposito Giuseppe
Prefettura di Napoli

P.zza del Plebicito

80100 NAPOLI

Al Prefetto di NAPOLI

Oggetto: richiesta informazioni sul piano di emergenza nucleare ai sensi del
Decreto Legislativo 230/95

Il sottoscritto Esposito Giuseppe nato a Napoli il 09/03/1953 e residente a
Napoli in
Via Francesco Cilea n. 217, referente del “Coordinamento Regionale per la
Smilitarizzazione del Territorio”
premesso che:
- in data 9 febbraio 2000 il quotidiano \"Il Manifesto\" - dopo esserne
entrato in possesso - ha pubblicato ampi stralci del \"Piano di emergenza
per le navi militari a propulsione nucleare in sosta nella base della
Spezia\" in cui viene riportato anche l\'elenco dei porti a rischio
nucleare;
- tale elenco comprende i porti di Augusta, Brindisi, Cagliari, Gaeta, La
Maddalena, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto, Trieste, Venezia;

facendo esplicito riferimento
- al Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 (in Suppl. ordinario n. 74,
alla Gazz. Uff. n. 136, del 13 giugno). -- Attuazione delle direttive
Euratom 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di
radiazioni ionizzanti;
- alle Sue responsabilita\', in quanto Prefetto competente per la protezione
civile relativa ad un porto compreso nell\'elenco di cui sopra;
- all\'obbligo, stabilito nel suddetto decreto, di dare esaurienti
informazioni preventive alla popolazione circa il rischio nucleare connesso
al transito di navi e sommergibili a propulsione nucleare;
- al fatto che la Prefettura di Taranto, facendo seguito ad una richiesta
simile alla presente, ha fornito all’organizzazione PeaceLink le
informazioni del piano di emergenza nucleare;
- al fatto che Napoli risulta nell’elenco di cui sopra anche sulla base
della risposta del sottosegretario di Stato per i rapporti con il
Parlamento, sen. Cosimo Ventucci all’interpellanza parlamentare dell’on.vole
Mauro Bulgarelli in data 25/11/04: “….Attualmente detti piani (piani di
emergenza esterna- acronimo PEE) si riferiscono alla base statunitense
dell’Arcipelago de La Maddalena, ed ai porti militari di La Spezia, Livorno,
Gaeta, Napoli-Castellammare di Stabia, Cagliari, Augusta, Taranto, Brindisi
e Trieste….”;
- al fatto che nella stessa risposta di cui al precedente punto il
sottosegretario Ventucci affermava: “…Il Dipartimento della protezione
civile, con nota del marzo 2001, nelle more dell’istituzione della
commissione ex articolo 133 del decreto legislativo n.230 del 1995, ed in
attesa che venisse emanato il decreto, ex articolo 134 del citato decreto
legislativo, richiedeva che fossero introdotti nei piani da revisionare
specifici piani di informazione alla popolazione, affidando alle stesse
prefetture il compito di provvedere alla diffusione alla popolazione degli
elementi informativi previsti dall’articolo 130 (informazione preventiva)”;


chiede

- che venga attuato in particolare l\'articolo 129 del suddetto decreto
relativo all\'\"obbligo di informazione\" che cosi\' recita: \"Le
informazioni previste nella presente sezione devono essere fornite alle
popolazioni definite all\'art. 128 senza che le stesse ne debbano fare
richiesta. Le informazioni devono essere accessibili al pubblico, sia in
condizioni normali, sia in fase di preallarme o di emergenza radiologica.\"

- che venga inoltre attuato in particolare l\'art.130 realtivo
all\'informazione preventiva li\' dove si legge:
\"1. La popolazione che rischia di essere interessata dall\'emergenza
radiologica viene informata e regolarmente aggiornata sulle misure di
protezione sanitaria ad essa applicabili nei vari casi di emergenza
prevedibili, nonche\' sul comportamento da adottare in caso di
emergenza radiologica.
2. L\'informazione comprende almeno i seguenti elementi:
--a) natura e caratteristiche della radioattivita\' e suoi effetti
sulle persone e sull\'ambiente;
--b) casi di emergenza radiologica presi in considerazione e
relative conseguenze per la popolazione e l\'ambiente;
--c) comportamento da adottare in tali eventualita\';
--d) autorita\' ed enti responsabili degli interventi e misure
urgenti previste per informare, avvertire, proteggere e soccorrere la
popolazione in caso di emergenza radiologica.
3. Informazioni dettagliate sono rivolte a particolari gruppi di
popolazione in relazione alla loro attivita\', funzione e
responsabilita\' nei riguardi della collettivita\' nonche\' al ruolo che
eventualmente debbano assumere in caso di emergenza\".

- che vengano pertanto fornite le informazioni di interesse civile del piano
di emergenza riguardante il transito e la sosta di unita\' navali a
propulsione nucleare, in particolare relative a:
= tipi di incidente ipotizzati e sostanze radioative eventualmente
rilasciate;
= impatto che avrebbero sull\'ambiente e sulla popolazione;
= misure di emergenza previste per la protezione civile;
= massimo incidente ipotizzato e relativo piano di evacuazione della
popolazione;

- che le informazioni vengano inviate entro 30 giorni dalla ricezione della
presente lettera raccomandata al seguente indirizzo:
.....................................
--------------------------------------------------------------------------------\
------
3) LETTERA DI RISPOSTA DEL PREFETTO
Prefettura di Napoli Ufficio territoriale del Governo
Prot.1843/AREAIII Napoli, 22 febbraio 2004
Rif. Nota del 10/2/2005
Al Sig. Giuseppe Esposito
Coordinamento Regionale per la
smilitarizzazione del Territorio

Oggetto: Richiesta di informazioni sul piano di emergenza per le navi a
propulsione nucleare Decreto Legislativo 230/95
Si fa riferimento alla nota a margine indicata, con la quale sono state
chieste notizie sull\'aggiornamento del piano di emergenza in caso di
incidenti a navi a propulsione nucleare in sosta nei porti di Napoli e
Castellammare di Stabia ed in particolare notizie circa l\'informazione alla
popolazione ai sensi degli artt. 128, 129 e 130 del Decreto Legislativo
230/95.
A1 riguardo si fa, innanzitutto, presente che questa Prefettura nel 1990 ha
predisposto il piano di emergenza per la sosta di unità navali a propulsione
nucleare nei citati porti.
Detto piano, per i principi informatori della normativa di
riferimento-D.P.R. n°185 del 13/12/1964-non è stato estensibile a terzi
perché classificato \" RISERVATO \"
A seguito delle richieste avanzate sin dal mese di gennaio 2000 da parte di
organismi politici, culturali ed ambientali, nonchè di comitati di cittadini
di rendere pubblico il piano di cui all\'oggetto, questo Ufficio ha chiesto
di conoscere, con nota p.n. del 6 luglio 2000 e successiva del 12 novembre
2001 l\'avviso del competente Ministero, soprattutto in merito alle
problematiche sul diritto all\'informazione della popolazione anche alla
luce della più recente normativa in materia-D.P.R. 230/95
Il Ministero dell\'Interno con nota n. 1569 del 26 ottobre 2000 e successiva
n. 2034 del 23 gennaio 2002, considerato che presupposto indispensabile per
il buon funzionamento di un piano di emergenza è la conoscenza delle misure
di protezione sanitaria ad essa applicabili e sul comportamento da adottare
in caso di emergenza ha, allo scopo, investito lo Stato Maggiore della
Marina che ha limitato la codifica di \" riservatezza \" del piano di
propria competenza, alle parti strettamente tecniche.
Il legislatore ha, altresì, previsto all\'art. 133 del decreto legislativo
230/95 che nel piano di emergenza dovesse essere inserito uno specifico
piano di informazione alla popolazione. La norma citata prevede la
costituzione, presso il Ministero della Salute, di una Commissione
permanente per l\'informazione sulla protezione contro i rischi derivanti da
radiazioni ionizzanti. Sicchè, il Dipartimento della Protezione Civile, con
circolare del 2001 ha stabilito che, nelle more dell\'operatività della
Commissione permanente di cui all\'art. 133 del citato decreto il Prefetto
debba, in sede di aggiornamento del piano di emergenza esterna per incidenti
a navi a propulsione nucleare, inserire uno specifico piano di informazione
alla popolazione.
In considerazione di quanto sancito, lo scrivente ha immediatamente
insediato il Comitato previsto dall\'art. 118 del decreto legislativo 230/95
per l\'aggiornamento del piano di emergenza, ponendo preventivamente allo
studio l\'elaborazione della citata scheda di informazione alla popolazione
Nel corso, quindi, di numerosi incontri, resi necessari dalla complessità
della materia da trattare e dalla molteplicità degli Enti a vario titolo
coinvolti, sono stati predisposti gli adempimenti necessari
all\'aggiornamento di tutti gli elaborati di dettaglio, ivi compresa la
scheda di informazione alla popolazione.
Il piano in argomento, aggiornato in ogni sua parte, è stato oggetto di
approvazione definitiva nella riunione dell\'agosto scorso del Comitato ex
art. 118 D.Leg.vo 230/95 e trasmesso al parere degli organi centrali.
In relazione a tutto quanto sopra premesso ed alla luce della nota p.n. del
17 febbraio u.s. con la quale lo scrivente ha, nuovamente, rinnovato la
richiesta di conoscere le valutazioni e le osservazioni della Commissione
Tecnica della Sicurezza e della Protezione Sanitaria sul documento in
argomento, si comunica che non appena perverranno tali indicazioni, sarà
cura di questo Ufficio procedere secondo quanto dettato dalla normativa
vigente.
IL PREFETTO
( Profili)
--------------------------------------------------------------------------------\
---------------------------
4) Scheda Comitato
Si è costituito a Napoli il \"Coordinamento Regionale per la
Smilitarizzazione del territorio\". Questa struttura di movimento,
articolazione del comitato napoletano contro la guerra che ha portato avanti
iniziative e mobilitazioni negli ultimi anni nella nostra città, unita ad
altre realtà e soggetti sociali, si è formata per l\'esigenza di
identificare percorsi di mobilitazione e iniziative che, andando ad
incidere sui meccanismi dei dispositivi militari, potessero dare nuovo
vigore all\'opposizione alla guerra globale permanente, necessità avvertita
nell\'ultimo periodo nel più generale movimento contro la guerra portato
avanti dai forum nazionali e da quelli internazionali anche a partire dal
SMF di Mombay.
Gli eventi che ci hanno spinto all\'iniziativa sono diversi: il
trasferimento del quartier generale delle forze navali USA da Londra a
Napoli; l\'operatività, dal Luglio 2004 del NFR (Forza di risposta rapida
della NATO), con 17 mila uomini pronti ad essere dispiegati in qualsiasi
parte del mondo in una vasta gamma di missioni; la trasformazione del nuovo
comando NATO (oggi JFGN), attualmente con sede a Napoli-Bagnoli, e suo
allargamento e nuova localizzazione c/o il comune di Giugliano in Campania;
inoltre la presenza del porto di Napoli e Castellamare catalogati come porti
ad attracco e transito di natanti militari a propulsione nucleare, strutture
militari conosciute e semisconosciute ma ben presenti su tutto il territorio
regionale come aereoporti, centri di telecomunicazioni, arsenali con
probabili ordigni nucleari, poligoni di tiro e perfino la presenza
(Napoli-Bagnoli) di una struttura di coordinamento di scuole militari
presenti in Europa, per la formazione di quadri destinati all\'addestramento
di truppe per lo scenario Iracheno e mediorientale; fattore,quest\'ultimo
all\'ordine del giorno in riferimento alla visita di Bush in Europa ( basta
citare frasi quali \"partenariato strategico USA/UE\" - Chirac - oppure il
\"rafforzare le attività di addestramento\" - Schroder).
Tutto ciò ci spinge a denunciare e combattere le logiche di morte e di
sopraffazione, la militarizzazione del territorio e la sua ricaduta sulla
repressione e sul controllo sociale, il rischio sempre più crescente per le
popolazioni locali e sull\'ambiente, l\'assurdo spreco di risorse comuni nei
confronti di tecnologie di morte e di distruzione a discapito degli
investimenti per servizi sociali.
Nella fase attuale stiamo preparando un dossier sulle servitù militari in
Campania, una mappatura del territorio. Abbiamo in atto una interrogazione
al Prefetto di Napoli sulla questione del porto militare, ci stiamo
organizzando per la raccolta di dati e la verifica circa l\'impatto degli
insediamenti militari sulla salute delle popolazioni e sul tessuto sociale e
la preparazione di un convegno.
Siamo convinti, inoltre che l\'andamento di un percorso nazionale di
movimento è inevitabile e necessario, ciò anche perchè l\'obbiettivo di una
campagna contro le basi militari deve incidere meccanismi di carattere
nazionale se non internazionale. Pertanto siamo decisi a coordinarci con
tutte le reti che sul territorio italiano si muovono su questo versante allo
scopo di coordinare iniziative, confronti e reciproci arricchimenti
informativi.
In questo quadro il coordinamento, insieme all’ambito più ampio del comitato
napoletano contro la guerra, sarà impegnato in questi giorni, attraverso
tutte le sue iniziative, nella preparazione della manifestazione nazionale
del 19 Marzo a Roma, giornata mondiale di mobilitazione contro la guerra in
occasione dell\'anniversario dell\'invasione dell\'Iraq.
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