Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
napolicontrolaguerra
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Comunicato Stampa Comitato acqua   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #181 di 310 |

I MOVIMENTI DICONO ANCORA UNA VOLTA NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA!!!



Nell'Assemblea dell'ATO2 tenutasi il 28/06/05 è stata data indicazione al
Consiglio di Amministrazione dell'Ente di rinviare ad altro termine la gara
indetta per la selezione del socio privato nella costituenda società mista
affidataria del servizio idrico integrato dell'ATO Napoli-Volturno come previsto
dalla delibera n° 7 del 23/11/04.

La proroga dei termini al 15 settembre 2005, formalmente sollecitata dal Sindaco
di Napoli e dai Presidenti delle Province di Napoli e Caserta, è senza dubbio il
frutto della mobilitazione che i Comitati civici in difesa dell'acqua hanno
posto in essere a Napoli e Caserta.

Per mesi decine di comitati sparsi sul territorio delle due province hanno
sollevato il velo di silenzio sulla vicenda della privatizzazione dell'acqua
coinvolgendo i cittadini e chiamando alle proprie responsabilità i sindaci dei
136 comuni che costituiscono l'ATO2.

Questa opera di sensibilizzazione e lo schieramento a favore della gestione
pubblica dell'acqua da parte dei movimenti, delle associazioni e di eminenti
personalità da sempre in lotta contro la mercificazione dei diritti, ha avuto il
merito di disvelare anche a molti di questi sindaci l'inganno perpetrato dal
C.di A. dell'ATO2 con le sue dichiarazioni sulla impossibilità alla gestione
pubblica (in house). Il risultato è stato la presa di posizione a favore dell'in
house di diversi consigli comunali e -a Napoli- di diversi consigli
circoscrizionali.

Soprattutto, questa sensibilizzazione, ha reso possibile il successo della
manifestazione del 24/06 a Napoli che va letto non solo nel numero dei
manifestanti ma nell'interesse suscitato tra chi vedeva ed ascoltava la
manifestazione e nel suo schieramento -pronto ed immediato- con chi difendeva un
diritto di tutti: un ottima premessa per la ripresa a settembre delle
mobilitazioni contro la privatizzazione del S.I.I. e delle grandi infrastrutture
idriche.

Crediamo che sia proprio questo a preoccupare quelle forze politiche e quelle
istituzioni, governo della regione Campania in testa, che speravano e sperano di
portare a termine tutta l'operazione di consegna dell'acqua ai privati senza un
opposizione di piazza che aprirebbe non poche contraddizioni in un anno già
all'insegna della campagna elettorale.

Per quanto riguarda ATO2, la proroga dei termini della gara e la costituzione di
un "Tavolo paritetico" per valutare opzioni diverse da quella mista
pubblico/privato, sono per i Comitati un primo ma insufficiente risultato
rimanendo loro obiettivo prioritario il ritiro della delibera n° 7 del 23/11/04.
Non accetteremo che un tale risultato venga utilizzato per prendere e perdere
tempo contro gli interessi dei cittadini.

Per questo i comitati, pur sollecitati a partecipare al cosiddetto Tavolo
tecnico, hanno deciso di non aderire per non legittimare quello che si profila
essere l'operazione di avallo della scelta privatistica. In quanto: se
l'obiettivo del Tavolo è dimostrare che è giuridicamente possibile la gestione
pubblica, allora si chiede di dimostrare un'ovvietà data la legge e la prassi
ormai diffusa di tale tipo di gestione.

Se, invece, l'obiettivo è individuare la società a capitale interamente pubblico
in grado di gestire l'intero Servizio Idrico Integrato, il lavoro necessario per
un analisi economico-finanziaria delle società pubbliche presenti sul
territorio, le competenze tecnico-gestionali delle stesse, la definizione e
valutazione dei conferimenti patrimoniali e non che ciascuna società o ente farà
in favore della costituenda società, richiede tempo, risorse e competenze non
previsti per questo tavolo di lavoro.

Questa commissione ci sembra, quindi, non sia stata messa nelle condizioni di
formulare proposte adeguate laddove si consideri la necessità di definire anche
un piano programmatico di investimenti, sulla base di un determinato livello
tariffario, garante dei prospettati interventi strutturali.

I paventati pericoli di perdita dei fondi comunitari (agitati ormai da anni),
che starebbero a giustificazione del limitato tempo a disposizione del Tavolo
tecnico, sono una ingiustificabile scusa. L'acqua come bene inalienabile non
può essere oggetto di contrattazione in cambio di fondi comunitari e la perdita
degli stessi attiene esclusivamente alle responsabilità degli amministratori e
alla loro incapacità ad una programmazione territoriale.

Pertanto, i Comitati di Napoli e Caserta, in collaborazione con i tecnici che in
tutta Italia sono impegnati nella difesa dell'acqua come bene pubblico,
vigileranno sul lavoro del Tavolo paritetico denunciando, se necessario, la
parzialità dell'impostazione e delle conclusioni.

Altrettanta vigilanza pongono sulla consegna delle grandi infrastrutture idriche
a Eniacqua spa (oggi AcquaCampania) decisa con delibera regionale del 30/12/04.

Non vorrebbero che il caldo ferragostano favorisse improvvisi passaggi di
consegna.

La sola ristrutturazione dell'Acquedotto Campano, che con questa delibera passa
ad Eniacqua essendo inserita nel programma berlusconiano delle grandi opere, è
garanzia di una distribuzione di finanziamenti pubblici che fanno gola a tutti
i pacchetti azionari presenti in Eniacqua (dalla Vianini di Caltagirone alla
Impregilo di Cesare Romiti).

Non dimentichiamo che la Campania governata da Antonio Bassolino è
all'"avanguardia" in Italia nella selvaggia politica di privatizzazioni, la più
scandalosa e grave è quella della gestione delle acque.

Non a caso, il cosiddetto "servizio idrico integrato" dell'Ato3, comprendente i
comuni che circondano il Vesuvio, ad altissima densità abitativa, è stato tra i
primi in Italia ad essere privatizzato. Il consorzio G.O.R.I nel 2002 ne affidò
la gestione alla società "sarnese-vesuviana Srl" nella quale sono entrati come
soci di minoranza: Icar (coinvolta pesantemente nelle inchieste di
tangentopoli), la romana Acea (azienda "mista" multinazionale), Enel Hydro (ramo
idrico dell'Enel ceduto alla multinazionale francese Vivendi), DM, Sgi e
Consorzio Feronia (controllate, per il tramite della moglie, dall'ex-presidente
di Confindustria Antonio D'Amato) la Siba di Ottavio Pisante (coinvolto
nell'inchiesta sulla morte della giornalista Ilaria Alpi in Somalia).

Stratosferico il business degli appalti finanziati: almeno 1.500 miliardi di
vecchie lire.

Inoltre un'altra delibera regionale ha avviato la costituzione del "club
dell'acqua" ai fini di dare in concessione per decenni ai privati
l'imbottigliamento delle acque minerali e sorgive della regione Campania.

La firma del commissario straordinario di Governo per l'Emergenza Rifiuti e
Tutela delle Acque della regione Campania, Antonio Bassolino, è presente anche
sul bando di gara, 26 febbraio 2003, che avvia il più grande "project financing"
sino ad oggi lanciato in Italia, con il quale si affida per 15 anni la gestione
della fognatura, del collettamento e della depurazione di tutta l'area
napoletana ad una cordata, in cui troviamo gli stessi interessi citati in
precedenza. Le quote di partecipazione sono le seguenti: Arin Spa (28%),
Acquedotto Pugliese Spa (21%), Impregilo Spa (19%), Acea Spa (14%), DM Spa
(11%), Icar Costruzioni Generali Spa (3,1%), Feronia Srl (2,4%). Il servizio
riguarderà 72 comuni campani, compreso Napoli, per un totale di 2,2 milioni di
abitanti residenti con previsti investimenti per la bellezza di 170 milioni di
euro (82 a carico del pubblico).

Un altro bel regalo all'Impregilo-Fisia Italimpianti spa, leggi Cesare Romiti,
già prescelto da Bassolino quale gestore.

Ma la vigilanza dei comitati deve essere accompagnata dall'altrettanta vigilanza
da parte di quei partiti che si sono schierati contro le scelte della Regione e
dell'ATO2. A loro chiediamo, in previsione della scadenza di settembre, uno
schieramento limpido e conseguente a fianco dei movimenti in difesa dell'acqua
per:


-una immediata convocazione dell'Assemblea dell'ATO2 per il ritiro della
delibera n 7 del 23/11/04;
-una gestione completamente pubblica del Servio Idrico Integrato;
-la ripublicizzazione delle infrastrutture idriche attraverso il ritiro della
delibera regionale del 30/12/04;

- la messa in discussione della privatizzazione nell'Ato3.


COMITATI CIVICI PER LA DIFESA DELL'ACQUA DI NAPOLI-CASERTA E PROVINCE
Napoli,12 Luglio 2005


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]






Mer 13 Lu 2005 7:58 am

links_red
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #181 di 310 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

I MOVIMENTI DICONO ANCORA UNA VOLTA NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA!!! Nell'Assemblea dell'ATO2 tenutasi il 28/06/05 è stata data indicazione al Consiglio...
comitato no war na
links_red
Offline Invia email
13 Lu 2005
8:05 am
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?