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Conferenza di Pace?!!! a Roma   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #210 di 310 |
Conferenza di Pace?!!! a Roma

Israele / NATO: Il tandem della guerra infinita
Ovvero come il peacekeeping si trasforma sul campo di battaglia. Passando per
Roma



Mercoledì 26 luglio '06 la conferenza di Roma sul Libano sancirà il ritorno
"alla grande" dell'Italia nel gotha della diplomazia internazionale.
Riuniti da D'Alema e Prodi alcuni tra i protagonisti del massacro in Libano e
Palestina: i paesi che aggrediscono ed i loro vassalli mediorientali.
Non la Siria, tanto meno l'Iran. Di Hezbollah nemmeno a parlarne, 'che il
problema sono loro.
Peccato che il "Partito di Dio" alle ultime elezioni si sia attestato ad un
27,5% e sia presente nel governo libanese con 2 ministri. La democrazia in quei
luoghi evidentemente ancora non è funzionale agli obiettivi del Grande Medio
Oriente.
Sarà invece presente Condoleeza Rice, segretaria di Stato USA, la quale, mentre
passa armi micidiali agli alleati israeliani via camp Darby (grazie anche
all'accordo militare Italia Israele), dà tempo alla macchina bellica sionista di
compiere il lavoro sporco, cioè l'allontanamento della resistenza libanese dalla
sua terra, il Sud del Libano.



Di cosa si discuterà allora a Roma?



Evidentemente del che fare dopo il massacro in atto nel martoriato paese dei
cedri.
Si parla di una "forza d'interposizione" tra Israele e Libano in grado di
mantenere lontani di almeno 20 km i resistenti libanesi dal confine con Israele.

20 km era la fascia di sicurezza che dopo l'invasione del 1982, per oltre 20
anni, gli israeliani hanno sottratto al Libano.

Solo la forza della resistenza libanese e palestinese riuscì a liberare l'area,
attraverso un impressionante stillicidio di operazioni militari troppo costose
anche per il potente esercito con la stella di David.

Ora la nuova "coalizione per la pace in Medio Oriente" in costruzione ci
riprova, avanzando l'ipotesi di una forza ben più consistente ed armata della
vecchia UNIFIL, impotente schieramento di caschi blu ONU, bersagliato spesso dai
cannoni e dagli aerei sionisti. Non a caso, anche in questi giorni di
aggressione contro il Libano le basi ONU sono un bersaglio privilegiato di
Israele.
L'entourage del premier Olmert lancia segnali di disponibilità sul progetto
della forza di interposizione, "magari - si legge dalle agenzie - composta dai
soldati della Nato piuttosto che dai caschi blu, per tenere lontano i miliziani
di Hezbollah dalla frontiera".

Il quadro inizia ad essere nitido, mettendo in luce il significato delle recenti
esercitazioni NATO con la presenza di truppe israeliane in Sardegna prima ed in
Grecia dopo. In questa situazione l'accordo militare Italia Israele,
sottoscritto dal governo Berlusconi e ancora in pieno vigore sotto l'attuale
governo Prodi, acquista un preciso senso ed una chiara funzione.
Dopo l'esperienza del Kosovo, banco di prova dei "bombardamenti umanitari"
gestiti dai governi progressisti di Clinton, Blair e D'Alema, il peacekeeping si
è adeguato alle esigenze di coloro che ancora oggi detta tempi e modi delle
guerre, gli angloamericani.

Cambiato nell'aprile 1999 l'art. 5 dello statuto, la NATO si trasforma in
alleanza offensiva e di supporto diretto ad Enduring Freedom in Afghanistan, con
quella operazione ISAF al voto in questi giorni del parlamento italiano.

L'ipotesi di un "cuscinetto di guerra" in terra libanese sarebbe un altro passo
in avanti nell'impegno diretto a ridosso del vulcano mediorientale.
Come sarebbero accolte le truppe NATO in Sud Libano, di fronte al vergognoso
"gioco di squadra" in atto, per cui gli accordi si fanno sulla pelle e contro
libanesi e palestinesi? Che ruolo si troverà a svolgere questo consistente
contingente militare nell'eventualità di un probabile conflitto
israelo/americano con Siria e Iran?

Comprendiamo la soddisfazione di D'Alema e Prodi per il successo diplomatico di
questi giorni. I personaggi in fatto di guerra sono coerenti con le loro ipotesi
politiche "multilateraliste".
Sempre più duro sarà invece per la sinistra cosiddetta " radicale" cogestire
queste politiche e giustificarle di fronte ai propri elettori.

Il nuovo movimento contro la guerra deve guardare in faccia la nuova idra
multicefala del militarismo, affrontarla con determinazione, scrollandosi di
dosso chi, in nome della "governance", tenta di chiudergli gli occhi, sviarlo,
metterlo a tacere.



Il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]







Mer 26 Lu 2006 10:03 am

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Inoltra Messaggio #210 di 310 |
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Israele / NATO: Il tandem della guerra infinita Ovvero come il peacekeeping si trasforma sul campo di battaglia. Passando per Roma Mercoledì 26 luglio '06 la...
comitatonowar
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26 Lu 2006
10:25 am

Israele / NATO: Il tandem della guerra infinita Ovvero come il peacekeeping si trasforma sul campo di battaglia. Passando per Roma Mercoledì 26 luglio '06 la...
comitatonowar
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28 Lu 2006
10:22 am
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