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Fw: Il flop della Perugia-Assisi e le ambizioni di Palazzo Chigi   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #213 di 310 |


Il flop della Perugia-Assisi e le ambizioni di Palazzo Chigi



PERCHE' DICIAMO NO ALLA MISSIONE MILITARE IN LIBANO.



Un contributo alla discussione e alla mobilitazione



Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libero definitivo all'invio di un altro
contingente militare italiano all'estero. Questa volta si tratta del Libano. La
cornice dell'ONU e la convergenza dell'Unione Europea su questa operazione
militare, vorrebbero segnalare una discontinuità e una differenza con altri
teatri di guerra che vedono impegnate truppe italiane come l'Iraq, l'Afganistan,
il Kosovo dove l'Italia è complice dell'occupazione militare di quei paesi al
fianco degli USA e della NATO.

Ma è veramente così?

A questa differenza sembrano credere con convinzione le associazioni pacifiste
collaterali al governo e ai partiti del centro-sinistra (Tavola della Pace,
ARCI, CGIL, CISL etc.) che hanno provato a costruire - piuttosto paradossalmente
- una manifestazione di piazza a sostegno dell'intervento militare in Libano con
la marcia Perugia-Assisi del 26 agosto.

Il clamoroso "flop" di partecipazione alla Perugia-Assisi (visibile anche dalle
pure bendisposte telecamere del TG 3) ha rivelato come questa operazione di
consenso ad un intervento militare "multilaterale", non abbia affatto persuaso
il movimento contro la guerra ma solo una ristretta cerchia di professionisti
del pacifismo collaterali al governo.



Il problema della natura concreta e delle ambizioni strategiche dell'intervento
militare in Libano, non sfuggono infatti agli osservatori e agli attivisti più
attenti e meno subalterni né a quei pacifisti che stanno vivendo gli avvenimenti
travolti da una vera e propria crisi morale.

In una recente intervista, Piero Fassino ha voluto chiarire alcuni aspetti della
missione militare ONU in Libano che sembrano sfuggire a molti pacifinti che
hanno sfilato tra Perugia e Assisi ma che dovrebbero far scattare l'allarme tra
chi si batte con maggiore coerenza contro la guerra:

"I nostri soldati in Libano non vanno soltanto a garantire che il governo di
Beirut sia pienamente sovrano e possa predisporre lo smantellamento di
Hezbollah, ma anche per tutelare Israele da chi lo voglia distruggere. Non c'è
dubbio. Le posizioni equivoche sono sono minoritarie a sinistra, minoritarissime
nei Ds. Nessuno può farci cambiare opinione: queste frange sbagliano e
condurremo contro di loro battaglia politica determinata" (Intervista di Fassino
al Corriere della Sera del 27 agosto).



Se qualcuno ritenesse che le parole di Fassino siano solo una interpretazione
parziale della missione militare in Libano tese a riequilibrare alcune
esternazioni del ministro degli esteri D'Alema, sarà utile sottolineare quanto
ha detto pubblicamente il ministro degli esteri israeliano Livni sugli obiettivi
della missione militare ONU in Libano "Realizzare la risoluzione 1701. E' una
congiunzione straordinaria che può aprire la strada di un nuovo futuro per il
Medio Oriente. Alla fine di questo processo gli Hezbollah, una forza
integralista islamica e terrorista pilotata dall'Iran, non dovranno più
esistere. Il problema dunque, non è come mi sento, ma quanto si riesce a
realizzare del progetto contenuto nella 1701" (Intervista a La Stampa del 25
agosto).



Alla luce di questa valutazioni, emerge una idea della missione militare in
Libano tesa sostanzialmente a "legare le mani" alla attività della resistenza
libanese, consentendo così ad Israele di fare in Libano quello che fa
quotidianamente in Palestina, violare quando vuole la tregua, colpire in Libano
e impedire la risposta delle forze della resistenza libanese.

Ciò significa che per qualcuno occorrerà attendere il primo colpo di fucile di
un casco blu dell'ONU contro gli Hezbollah (mentre è impossibile prevedere una
reazione analoga verso le truppe israeliane) per comprendere la natura concreta
di questa missione e le sue drammatiche conseguenze sul campo e sul piano
diplomatico.



In secondo luogo, dalla concezione e gestione "europea" della missione militare
in Libano, emerge con evidenza come il multilateralismo e il protagonismo
dell'Europa - sottolineato sistematicamente da Prodi e D'Alema e vissuto
acriticamente dal pacifismo di governo e dai partiti della sinistra come
discontinuità dall'unilateralismo degli USA - riveli in realtà l'accresciuta
competizione tra gli interessi coloniali europei rappresentati dal Mercato Unico
Euro-Mediterraneo del 2010 con quelli statunitensi rappresentati dal progetto
del "Grande Medio Oriente" dei neoconservatori dell'amministrazione Bush. Le
ambizioni di potenza dell'Italia evocata da Palazzo Chigi sono un segnale
funesto.



Accettare e convivere con l'idea di un ruolo progressista ed equo dell'Unione
Europea a prescindere dalle sue scelte concrete in campo economico, militare,
politico, razziale, è una visione ormai superata dai fatti ed una illusione
dolorosa sia per le forze progressiste in Italia che per i popoli del
Mediterraneo Sud e del Medio Oriente, a cominciare dal popolo palestinese.



Con la missione militare in Libano si apre una partita molto grossa e
pericolosa.

Non aspetteremo il ritorno delle bare avvolte nel tricolore per denunciare le
responsabilità di chi ha voluto e appoggiato questa ennesima operazione militare
all'estero delle forze armate italiane.



Già dalle prossime settimane rilanceremo l'iniziativa per riaffermare senza
alcuna ambiguità:



No alla guerra, senza se e senza ma



Rientro immediato delle truppe italiane da tutti i teatri di guerra (Iraq,
Afghanistan, Libano)



Revoca dell'accordo militare Italia - Israele



Taglio delle spese militari



Smantellamento delle basi militari e delle armi nucleari installate nei nostri
territori





Il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani



www.disarmiamoli.org; viadalliraqora@...












[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]






Mar 29 Ago 2006 7:29 am

links_red
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Inoltra Messaggio #213 di 310 |
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Il flop della Perugia-Assisi e le ambizioni di Palazzo Chigi PERCHE' DICIAMO NO ALLA MISSIONE MILITARE IN LIBANO. Un contributo alla discussione e alla...
comitatonowar
links_red
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29 Ago 2006
7:32 am
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