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19 Maggio: Manif Nazionale per l'Ambiente   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #249 di 310 |

CI STANNO AVVELENANDO: FERMIAMOLI!!

Dopo l'inceneritore ad Acerra, le mega-discariche nei parchi naturali di Serre, Lo Uttaro, Terzigno... Sono solo gli ultimi, incredibili capitoli di un Commissariamento che ricorda quello del terremoto, che ha fatto sparire 1,5 miliardi di euro di soldi pubblici in 14 anni, garantendo i profitti delle Eco-Mafie e di aziende potenti come la FIBE! 

Ormai le emergenze-immondizia sono programmate a tavolino!
Ci riempiono le strade di munnezza per annebbiarci il cervello e farci ingoiare qualunque decisione, per quanto antidemocratica e devastante rispetto al territorio e alla nostra salute...

E' ora di fermarli! E' ora che chiunque voglia ancora difendere la propria salute e la propria dignità, si mobiliti. Rifiutiamo le contrapposizioni tra territorio e territorio, che sono state alimentate ad arte dagli speculatori del 'business munnezza'.

Contro la perenne strategia dell'emergenza e del commissariamento, usata per fare affari sulla pelle nostra. Per una nuova politica ambientale che punti sul riciclaggio e sulle energie alternative contro inceneritori e mega-discariche. Per una vera democrazia popolare nelle scelte che riguardano il futuro delle comunità.

19 MAGGIO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A NAPOLI
PER LA DIFESA DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE

ore 15.00 - piazza Garibaldi

(E' infine rientrato l'incredibile divieto a manifestare della Questura di napoli)



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A seguire l'appello nazionale promosso dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero e dai Comitati Campani per la Difesa della Salute e dell'Ambiente ( appello che ha già avuto adesioni dai comitati No-Tav fino a quelli ambientalisti del Lazio ecc)


APPELLO  PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
DIFENDIAMO  I nbsp; NOSTRI TERRITORI
PER LA SALUTE    CONTRO LE NOCIVITA’   VERSO RIFIUTI ZERO

NAPOLI     19 MAGGIO   2007 ore 15

La  cosiddetta “emergenza  Campania”  da mesi  viene   utilizzata  a
livello nazionale quale ammonimento verso popolazioni, comitati di
cittadini e associazioni che si battono in tutta Italia da Trento a
Torino, da Genova alla piana Firenze-Prato-Pistoia, dall’ Emilia alla
Sardegna, dal Lazio alla Sicilia contro  la proliferazione di
inceneritori e discariche.  Il messaggio, di chiaro stampo autoritario è
: “ o accettate impianti inquinanti o finirete con i rifiuti per strada
come in Campania”.
Questo ricatto è inaccettabile e poggia su di una vera e propria
falsificazione della realtà, volutamente accentuata dai mezzi di
informazione. In Campania come nelle altre regioni, non è la mancanza di
costosissimi e nocivi inceneritori  e di discariche   ad impedire la
soluzione del problema rifiuti, ma la colpevole assenza di qualsiasi
politica di riduzione alla fonte, di riutilizzo, di  riciclaggio,  di
serie e diffuse   raccolte differenziate.

Come sosteniamo da anni, c’è un solo modo per uscire  dal  problema
rifiuti e quindi anche dal “tunnel della  cosiddetta  emergenza Campania”.
- Investire da subito in forme generalizzate di raccolte “porta a
porta”, a partire dalla  frazione putrescibile.
- Chiudere  con le fallimentari gestioni dei commissari straordinari,
costosissime e antidemocratiche.
- Restituire - dovunque sia stato  calpestato -  il potere di
programmazione  e di gestione alle comunità  e  agli enti locali,
attraverso un  percorso  di reale partecipazione democratica.
- Chiudere  da subito e totalmente – senza d eroghe di sorta -  con la
truffa  dei sussidi all’ incenerimento (Cip 6 e Certificati Verdi )
- Far decollare davvero  produzioni pulite, progetti  estesi   di
riciclaggio e di compostaggio  in grado, tra l’ altro, di creare molti
più posti di lavoro.

E’  per questo  che    SABATO 19 MAGGIO  a Napoli la  Rete Nazionale
RIFIUTI ZERO  e i Comitati  Campani per la difesa della salute e dell’
ambiente  promuovono   una Manifestazione Nazionale per denunciare la
crisi ambientale e sanitaria procurata  dalla nociva  gestione del ciclo
dei rifiuti,  dalle attuali forme di produzione dell’ energia  basate su
processi di combustione, dalla realizzazione di grandi e meno grandi
opere infrastrutturali.
Tutto questo è l’ effetto di governi locali e nazionali appiattiti su
logiche economiche neoliberiste formulate  da paes i  che  tanto
gestiscono i propri beni primari, quanto  formulano teorie di guerre
preventive contro terrorismi e stati canaglia per   controllare   beni
collettivi fondamentali per la sopravvivenza dell’ umanità  (acqua,
fonti energetiche,  biodiversità, semi….).

Quanto accade in Campania e nel Mezzogiorno è emblematico  della
situazione del paese : sversamento illegale di   rifiuti  industriali,
mancata bonifica di territori  pesantemente inquinati,  piani regionali
di gestione del ciclo dei rifiuti  fondati esclusivamente  sull’
utilizzo di  inceneritori e discariche,   costruzione di centrali
termoelettriche a olio combustibile, a carbone, a turbogas, a biomasse,
progetti di  rigassificatori  offshore  e on board   oltretutto ancora
da sperimentare,  linee elettriche e antenne per la telefonia mobile,
proliferazione  di insediamenti industriali altamente inquinanti e
nocivi in aree urbanizzate e a ridosso di aree agricole.
La realizzazione e i progetti  di grandi e  piccole opere
infrastrutturali – pubbliche e private -   come dighe,  autostrade,
Tav,  ponte sullo stretto di Messina,  discariche, inceneritori, Mose,
porti turistici, e contemporaneamente  l’ Istituto della concessione per
la costruzione delle  grandi opere pubbliche senza gare d’ appalto e l’
affidamento ai privati della gestione delle risorse idriche e dei
servizi locali (rifiuti,  energia, gas, telefonia)  hanno determinato,
e provocano  a tutt’ oggi   lo spreco di ingenti somme di denaro
pubblico, favorendo  l’ accrescimento del capitale finanziario e il
proliferare di potenti comitati d’ affari,   mentre  producono la
dissipazione e  lo sperpero    dei beni collettivi comuni  e causano  un
progressivo deterioramento della convivenza civile, compromettendo in
modo ormai irreversibile l’ ambiente e la salute delle popolazioni.
In questo quadro  un dato impressionante   è quello della  situazione
sanitaria della Campania, aggravata da una gestione dei rifiuti
fallimentare che ha favorito il predominio e gli affari delle ecomafie e
della camorra, a discapito  della salute delle  cittadine e dei cittadini.
Infatti,  l’ incidenza generale di malattie tumorali in Campania   ha
drammaticamente superato, per particolari patologie di cancro,  la media
nazionale.

La  gestione commissariale, che dura da oltre tredici anni, ha
completamente ignorato questa allarmante situazione e ancora oggi
prevede, come unica soluzione, il conferimento di rifiuto tal quale,
dannosissimo per la salute e per l’ ambiente, in enormi discariche in un
territorio ormai sopraffatto da decenni di abusi.  Il tutto in aperta
violazione delle  norme europee e delle leggi nazionali.


A quanti,  uomini di governo e della giunta regionale campana, e allo
stesso presidente della Repubblica,  tendono ad eludere le proprie
responsabilità, i propri errori,  i ritardi e le inefficienze, per
scaricarli su altri, i comitati campani per la difesa dell’ ambiente e
della salute e la Rete nazionale Rifiuti  Zero rispondono  respingendo
ogni  addebito e rivendicando per le comunità in lotta il diritto a
resistere per la difesa della salute umana, ambientale e territoriale.
Nonché   a costituirsi parte civile nei processi di risarcimento per
danno ambientale.
A prevalere in Campania  sono state le logiche dei  comitati d’ affari,
supportate dalle scelte del sistema politico istituzionale – d a
Rastrelli a Bassolino.
Prova ne sia che ad oggi   la Campania   è priva  di un Piano regionale
di gestione dei rifiuti ed a decidere è ancora il commissario
straordinario che, con il pieno sostegno del governo regionale e
nazionale,  continua volutamente ad ignorare le legittime ragioni delle
comunità, imponendo  le sue scelte con la prevaricazione e senza
prospettare le soluzioni alternative  concretamente  disponibili.
Tra l’ altro molti dei protagonisti della gestione dei rifiuti sono
sotto inchiesta, dalla Fibe – che ancora oggi continua a far danni
mandando avanti il cantiere dell’ inceneritore di Acerra – a Bassolino,
fino agli alti dirigenti del Commissariato.

Noi invece riteniamo indispensabile che i governi  nazionali e locali si
facciano promotori di politiche  di riduzione dei consumi energetici,
incentivando il risparmio, le fonti energetiche realment e rinnovabili
anziché regalare milioni di euro con Cip 6, Certificati Verdi e bolletta
elettrica ad inceneritoristi e petrolieri, anziché moltiplicare la
costruzione di nuove centrali per la produzione di energia,
privatizzando e liberalizzando  i servizi pubblici locali  ormai
diventati  Società per Azioni con  al   centro il profitto  e  non più
l’ interesse della collettività.
E’ quindi improcrastinabile   -  per  difendere la salute e l’ interesse
collettivo -  avviare  piani straordinari di bonifica delle aree
gravemente  inquinate,  promuovere concretamente   programmi di
riduzione alla fonte   della produzione dei rifiuti  e degli imballaggi
, il riuso e il riciclaggio,  le raccolte  differenziate porta a porta,
con trattamento meccanico biologico ( “ a freddo” )  della frazione
residua.  E promuovere  sistemi di progettazione  e  di produzione dei
beni di consumo che riducano al minimo i materiali di scarto, puntando
all’ obbiettivo  RIFIUTI    ZERO.

In questa prospettiva, dalla Val di Susa alla Sicilia, da Civitavecchia
a Catanzaro, da Livorno a  Brindisi, da Vicenza a  Camp Darby, dalla
piana Firenze-Prato-Pistoia ad Acerra, Serre, Lo Uttaro, movimenti ,
realtà di base, comitati ed associazioni si uniscono in un Patto di
Mutuo Soccorso, con il quale si impegnano a sostenere le mobilitazioni
delle popolazioni in lotta a difesa dell’ ambiente e della salute.

Rivolgiamo   questo appello a tutte le forze sociali, alle associazioni
e ai movimenti, alle Reti nazionali (acqua, No centrali, No elettrosmog,
NO Mose, NO Tav, Altragricoltura, )   alle forze sindacali, al comparto
agricolo, al movimento dei contadini e dei rurali,  al mondo del la voro,
dei disoccupati e dei precari,  al mondo della scuola e dell’ Università
e alle comunità religiose,  perché  si possa  rafforzare  la  lotta per
  costruire insieme una   società  rispettosa della vita e della
dignità umana.

La Rete Nazionale Rifiuti Zero e i Comitati  Campani per la difesa della
salute e dell’ ambiente, oltre ad esprimere solidarietà alle tante
realtà in lotta in tutto il paese,  sono particolarmente  solidali con
le popolazioni di Acerra, Serre e Lo Uttaro  colpite dalla violenza
della repressione.
Siamo vicini  a chi nella Chiesa sostiene le ragioni della salute e
della giustizia – come padre Alex  Zanotelli e il vescovo di Caserta
Nogaro -     e siamo contro  le pressioni e le ingerenze di alcune
gerarchie ecclesiastiche.





RETE NAZIONALE  RIFIUTI   ZERO
CO MITATI CAMPANI PER LA DIFESA DELLA   SALUTE E  DELL’ AMBIENTE



Per adesioni e informazioni:
noinc@yahoogroups.com
retecampanasaluteambiente@...
segreteria@...
e per il centro nord  
faber.b@... e   ambientefuturo@...
WWW.NOGLOBAL.ORG

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Lun 14 Mag 2007 11:18 pm

senzaconfini...
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Inoltra Messaggio #249 di 310 |
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15 Mag 2007
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