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Dopo il grave episodio dello sgombero dei bipiani di Ponticelli che ha messo
sulla strada 200 persone senza creare e concertare prima una soluzione
alternativa
per tantissimi nuclei familiari di migranti rumeni, ma soprattutto in risposta
alla campagna politica e massmediatica che si è scatenata sull'intera comunità,
accusata addirittura di rubare bambini dagli orfanotrofi di Bucarest per
impiegarli nella lucrosa pratica dell'elemosina nella città di Napoli -
città in cui è nota a tutti la perfetta integrazione sociale dei minori
autoctoni con tassi di scolarizzazione, di benessere e di assoluta esclusione
da precoci dinamiche lavorative, specie quelle ultraprecarie e di autentico
sfruttamento, quasi a livelli scandinavi o mittleeuropei - da alcuni giorni
al CSOA TerraTerra si sperimenta un'altra pericolosa iniziativa criminale.
Con il consenso delle famiglie, preceduto da alcune riunioni tenutesi col
supporto di alcuni mediatori culturali dell'Opera nomadi nelle diverse zone
di accampamento della "diaspora" rumena, a diverse decine di minori è stata
offerta un alternativa sociale alla strada, dalla mattina al tardo pomeriggio.
Classi scolastische improvvisate, animazione, laboratori artistici, giochi
di socializzazione, mensa autogestita hanno caratterizzato le giornate di
questi potenziali turbatori della morale pubblica in erba attraverso l'impegno
di operatori sociali dell'Opera Nomadi e di diversi militanti del centro
sociale.Il quale aveva già fronteggiato prima dell'estate una emergenza
sociale di una trentina di persone nella desolazione e nella latitanza
istituzionale
più totale, a partire dal consiglio circoscrizionale di centro sinistra.
Pur nelle difficoltà della situazione e dei margini di controinformazione
territoriale rimasti dopo la nuova campagna estiva cominciata da "Il Mattino",
con gli articoli diffamatori di tale Marisa la Penna e con l'intervista
ad un noto personaggio del terzo settore che ne sintetizza tutti i pesanti
limiti politici e culturali, per usare un eufemismo, tale Ciro Frungillo,
l'iniziativa vuole denunciare il carattere incivile e xenofobo che è stato
dietro tutte le sortite di queste settimane, compresa l'attività di questa
task force attivata dalla Prefettura di Napoli che vorrebbe rastrellare
per la città i minori costretti con le famiglie a mendicare i mezzi per
la sussistenza, chiudendoli in istituti che comincerebbero pratiche di
affidamento
dopo avere devastato i nuclei familiari di appartenenza. Inoltre vuole anche
dimostrare che una diversa politica sociale da parte delle istituzioni campane
e napoletane, a cominciare alla improcastinabile costituzione di centri
di accoglienza attrezzati in un quadro più generale di maggiore investimento
pubblico, quantitativo e qualitativo, nella spesa sociale, è la premessa
per poter cominciare a parlare di reali percorsi di avanzamento civile.
Cosa che invece risulta molto difficile a concepirsi se questi passano
attraverso
gli inseguimenti, a volte anche un po pacchiani, delle coppe americhe e
del turismo d'elite che non tengono conto dei bisogni reali di chi, in questa
città, ci deve sopravvivere tutti i giorni. Compreso i fratelli migranti
con i loro figli.
Chi sono allora i ladri di bambini?
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