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#309 Da: Rete Antifascista <alfdevito@...>
Data: Lun 9 Nov 2009 1:46 pm
Oggetto: Dal g8 all'assassinio di Stefano Cucchi: incontro con Haidi Giuliani, Silvia Baraldini, Salvatore Pa lidda, Fabio Anselmo, Patrizia Moretti - Mercoledì
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diffondiamo tutti:
 
"Com'è misera la vita negli abusi di potere:
dalle sentenze sul G8 all'assassinio di Stefano Cucchi"


Crescita della violenza e dell'autoritarismo negli apparati dello Stato, militarizzazione della vita sociale

Intervengono:

- Haidi Giuliani
- Silvia Baraldini


In videoconferenza:

- Fabio Anselmo (avvocato della famiglia di Stefano Cucchi)
- Patrizia Moretti (madre di Federico Aldovrandi ucciso dalla polizia il 25 settembre 2005)
- Salvatore Palidda (docente ed analista dell'evoluzione delle politiche securitarie)

Mercoledì 11 Novembre ore 17
Aula Matteo Ripa - Palazzo Giusso - Univ. Orientale
Largo S.G.M. Pignatelli - Napoli

Verità e giustizia per Stefano, per Federico, per Gabriele, per Carlo...!


Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo





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#308 Da: "red link" <red_link@...>
Data: Mar 27 Ott 2009 10:59 pm
Oggetto: Fw: Volantino e inziative in vista del 4 novembre
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Di seguito il testo di volantino che sarà distribuito giovedì 29/10 alle ore 17,00 in piazza del Gesù in vista dell'iniziativa del 4 novembre contro la celebrazione delle forze armate e per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.
 

Ritiro immediato delle truppe dall’Afghanistan

Il nemico è in casa nostra!

 

La morte dei 6 militari italiani a Kabul ha squarciato il velo di menzogne sulla cosiddetta missione di pace in Afghanistan. Infatti, nonostante l’asfissiante retorica sull’intervento umanitario del “nostro esercito”, molti esponenti del governo e dell’opposizione, anche se a denti stretti, hanno dovuto ammettere che “siamo in guerra”.

Una guerra di aggressione che in otto anni ha provocato la morte di 21 soldati italiani, più di 1.400 soldati alleati, 6 mila soldati e poliziotti afgani, circa 25 mila guerriglieri talebani. I civili afgani uccisi dagli “incidenti” e dagli “effetti collaterali” hanno superato gli 11 mila mentre altre centinaia di migliaia sono i feriti, i mutilati dalle bombe intelligenti, i senza casa. Eppure in questi lunghi otto anni nessuna lacrima né un minuto di silenzio ha ricordato le vittime afgane di quest’aggressione.

Lo spettacolo del dolore delle famiglie dei soldati italiani, l’enfasi sul loro eroismo, la commozione delle alte cariche dello Stato sono andati in onda per occultare ancora una volta questa banale verità. Le truppe della Nato e quelle italiane non sono andate là per esportare la democrazia, né per ricostruire il paese. Lo dicono i risultati di questa occupazione: un governo ed un parlamento corrotto come mai prima, il ripristino di leggi integraliste come ai tempi dei talebani, città e villaggi rasi al suolo, senz’acqua, senza luce, la coltivazione di oppio che sotto il controllo occidentale è arrivata al record storico del 93% della produzione mondiale. La verità è che in Afganistan, in Iraq, in Libano come in Kosovo e negli altri teatri delle cosiddette missioni umanitarie, le truppe occidentali, prime tra tutte quelle italiane, servono a difendere gli interessi del grande capitale e delle classi dirigenti delle grandi potenze mondiali per controllare le risorse di queste aree e, soprattutto, ad eliminare qualsiasi opposizione alle loro politiche di sfruttamento.  

 

Quegli stessi interessi in nome dei quali si è dato vita in questi anni al più grande attacco contro le condizioni di vita e di lavoro anche nei paesi occidentali.

La diffusione della precarietà, i licenziamenti in massa, l’aumento dei ritmi e degli orari di lavoro, la politica razzista contro gli immigrati ed il loro bestiale sfruttamento, la criminale di gestione dei beni comuni ed ambientali così come le aggressioni militari, sono tutti aspetti di un’unica strategia mirante ad aumentare i profitti, le rendite delle classi dominanti.

Fino ad ora la missione in Afghanistan è costata circa due miliardi e mezzo di euro, e con l’incremento di truppe e di mezzi varato recentemente siamo a circa un milione e mezzo al giorno; nel frattempo non si trovano i soldi per sostenere il reddito dei tanti lavoratori espulsi dai posti di lavoro, si attacca la scuola, la sanità pubblica e si riduce ulteriormente la spesa sociale.

 

La politica interna e quella internazionale dei nostri governanti sono legate da un unico filo antiproletario e si rafforzano a vicenda .

Per tale motivo la nostra opposizione alle aggressioni militari non deriva tanto da un generico spirito umanitario ma riguarda direttamente la possibilità di rafforzare la nostra resistenza alla stessa politica capitalista che ci colpisce quotidianamente.

La relativa pace sociale interna consente di gestire in maniera indolore le aggressioni militari, politiche ed economiche verso i popoli periferici, ma contemporaneamente le spedizioni militari estere consentono di creare quel clima di unione sacra nazionale, di rafforzare il militarismo anche all’interno per criminalizzare qualsiasi dissenso e di determinare una gestione ancora più autoritaria del potere.

Denunciamo la reale natura delle missioni militari e della politica estera italiana, e rilanciamo le mobilitazioni per l’immediato ritiro delle truppe italiane sparse per il mondo.

Non possiamo fidarci di chi usa parole di pace come Obama ma intanto rafforza la presenza di truppe in Afghanistan, copre la politica di oppressione israeliana in Palestina e minaccia l’Iran in nome del disarmo atomico pur possedendo il più grande arsenale atomico del mondo.

Rafforziamo il movimento contro il militarismo e la politica imperialista su basi di classe contro tutte le false opposizioni che convergono pienamente con la linea del governo e che sono state tra le principali artefici dell’invio di truppe all’estero quando sono state al governo

 

Contro la retorica sulle forze armate, strumento della politica di guerra dei nostri governanti:

Mercoledì 4 novembre presidio di massa a piazza Dante ore 16,00

 

Rete Anticapitalista Campana

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#307 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Gio 15 Ott 2009 7:57 pm
Oggetto: Per la manifestazione dei migranti del 17
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CONTRO IL RAZZISMO

PER UN UNICO FRONTE DI LOTTA CON GLI IMMIGRATI

 

Padroni, banche e governi cercano di scaricare i costi della crisi economica sui lavoratori, sui precari, sulle famiglie. Licenziamenti, cassa integrazione, abbassamento dei salari, disoccupazione, inesistenza dell’edilizia popolare, taglio alle spese sociali, dalla scuola alla sanità, si accompagnano ad una svolta autoritaria e repressiva che punta ad impedire e criminalizzare qualsiasi dissenso ed opposizione sociale.

Nello stesso tempo il senso di insicurezza e di incertezza per il futuro, il malessere diffuso, viene strumentalizzato da campagne securitarie il cui unico scopo è trovare un capro espiatorio sul quale scaricare le tensioni prodotte dalle precarietà dell’esistenza.

Gli immigrati sono diventati il soggetto ideale per questa sporca operazione. In Italia, come del resto in tutta Europa, stiamo assistendo al crescere di politiche razziste sancite da una legislazione ancora più xenofoba di quella che sin dagli anni ’90 ha consentito di porre, sempre di più, gli immigrati in condizione di subordinazione permanente in funzione della logica del profitto.

Coerentemente con i trattati di Schengen che hanno fatto dell’Europa una fortezza le cui porte si aprono solo per garantire al capitalismo manovalanza immigrata a basso costo secondo i propri bisogni, la legge Bossi-Fini ha rappresentato un passaggio importante per aumentare lo sfruttamento e l’emarginazione dei migranti. L’introduzione del cosiddetto contratto di soggiorno ha accresciuto il potere del datore di lavoro costringendo i lavoratori immigrati a sottostare al ricatto continuo; ha diviso in maniera artificiale gli immigrati in regolari e clandestini, costringendo questi ultimi a dover subire senza fiatare non solo il lavoro nero ma le forme più ignobili di nuove schiavitù (come accade nelle zone agricole della Puglia e della Campania), così come diventare manovalanza per la criminalità organizzata. In quest’ottica le “quote – flussi” garantiscono il meccanismo del “rubinetto” erogatore di forza lavoro che si apre o si chiude a seconda delle necessità del capitale.

Evidentemente, però, questo non bastava. Con il cosiddetto “Pacchetto sicurezza”, varato dal governo Berlusconi, si è dato un ulteriore giro di vite per rendere ancora più dura la vita agli immigrati, in modo da poterli sfruttare più di quanto non sia stato fatto fino ad oggi. A questo serve l’introduzione del reato di clandestinità che, costringendoli a nascondersi, li lascia alla mercé dei ricatti del datore di lavoro, del padrone di casa, ed elimina nei fatti i loro diritti più elementari come quello alla salute. Sono tanti ormai i migranti morti perché hanno avuto paura di rivolgersi ad un medico o a partorire in ospedale per non farsi sottrarre il proprio figlio. Così come tanti sono quelli vittime di aggressioni da parte di gruppi neofascisti legittimati da questa infame politica e patrocinati dalla destra istituzionale.

Le mani di questo governo e della cosiddetta opposizione, responsabile per le leggi razziste emanate dai suoi governi e per la complicità di oggi, grondano del sangue dei tanti migranti morti nelle acque del Mediterraneo o nei lager. Infatti, mentre da una parte il governo consolida e potenzia la sua politica di affamamento e di aggressione ai popoli del Sud del mondo, dall’altra respinge chi fugge da questi inferni, fa accordi bilaterali con la Libia e potenzia quei veri campi di concentramento chiamati CIE (ex CPT).

Quanto la propaganda razzista e la lotta alla immigrazione clandestina sia finalizzata solo a schiavizzare questi lavoratori lo dimostrano le varie sanatorie, non ultimo il decreto di emersione per colf e badanti.

Si è trattato in questo caso di non mettere a repentaglio il ruolo d’ammortizzatore sociale della famiglia, in sostituzione dello stato sociale, che la servitù domestica di colf e badanti, specie dell’Est Europeo, ha contribuito a consolidare. La verità è che la subordinazione degli immigrati serve non solo ad ingrassare i profitti con il loro sfruttamento ma per usare questa manodopera ricattabile contro il lavoratori ed i disoccupati italiani per meglio ricattare e flessibilizzare anche loro.

 

Perciò respingere la campagne anti-immigrati del governo e dei mass media, combattere il razzismo significa lottare per tutti/e i lavoratori, i precari, i disoccupati, senza distinzioni!

Quanto più forti ed organizzati saranno gli immigrati, tanto più forti saremo tutti!

 

Rete Anticapitalista Campana

reteanticapitalista@...

SABATO 17 OTTOBRE 2009

MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA

ROMA - PIAZZA DELLA REPUBBLICA - ORE 14.30


#306 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Gio 15 Ott 2009 8:15 pm
Oggetto: Sentenza di genova
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Genova: (la loro) giustizia è fatta

 

Lo Stato si autoassolve per la barbarie del G8 e infligge quasi 100 anni di carcere a chi in quei giorni ha osato resistere al terrore poliziesco. Ma le imponenti manifestazioni di questi giorni a Istanbul contro il FMI dimostrano come la crisi economica sia destinata a produrre un nuovo ciclo di lotte contro la globalizzazione capitalistica.

 

98 anni e 9 mesi di galera per 10 dei 25 manifestanti sotto processo a seguito delle contestazioni; assoluzione per De Gennaro e Mortola, rispettivamente capo della polizia e dirigente della Digos all’epoca dei fatti: questo l’esito, a dir poco scandaloso, dei processi sugli oramai arcinoti fatti del G8 del luglio 2001.

Per i compagni, accusati di “devastazione e saccheggio” (dunque secondo il loro stesso diritto relative ad atti contro cose e non contro persone), le pene sono state addirittura aumentate rispetto al primo grado, fino a un massimo di 15 anni: condanne di questa portata non sono mai state inflitte neanche per i peggiori casi di strage o omicidio. Nel frattempo gli aguzzini della Diaz e di Bolzaneto, artefici di quella che loro stessi definirono “macelleria messicana”, non solo sono scagionati, ma ricevono onorificenze e promozioni (vedi il superpoliziotto De Gennaro, il quale non a caso fu nominato lo scorso anno commissario straordinario per l’emergenza-rifiuti in Campania).

 

Le due sentenze, pronunciate dai giudici della corte d’appello di Genova a sole 48 ore di distanza, di fatto si commentano da sole, e dimostrano ancora una volta la vera natura di classe dello stato “democratico”: garantista e liberale quando si tratta di perdonare, condonare o assolvere padroni, politicanti corrotti e i loro servi in divisa; repressivo e poliziesco contro chiunque osi disturbare il manovratore.

A fronte di una sentenza talmente inaudita nessuna parola è stata proferita dalle sedicenti opposizioni “democratiche”, gli stessi che in queste ore festeggiano per la bocciatura del “lodo Alfano” e si ergono a paladini della (loro) Costituzione.

Il loro complice silenzio non ci sorprende: sono gli stessi che qualche mese fa applaudirono al “neo-democratico” presidente della camera Fini quando quest’ultimo si dichiarò soddisfatto per l’assoluzione degli assassini di Carlo Giuliani!

 

La nostra rabbia ed indignazione per gli esiti di quest’ennesimo processo-farsa è forte, ma non ci illudevamo che le cose potessero andare molto diversamente: dalle bombe di piazza Fontana del 1969 a oggi assistiamo nel nostro paese alla sistematica autoassoluzione da parte dello Stato di quasi tutti i suoi crimini e alla altrettanto sistematica criminalizzazione di chiunque lotta contro miseria, guerra e sfruttamento.

In Italia quel movimento che ha avuto nelle giornate di Genova il suo apice viene da più parti considerato un capitolo chiuso da consegnare agli archivi storici, magari attraverso un’opera di revisione in chiave “sociologico- generazionale” volutamente edulcorata dai suoi specifici connotati di classe, analogamente a quella compiuta nei confronti delle lotte del ’68 e del ’77.

In realtà le ragioni della battaglia di luglio 2001, e i suoi contenuti più autenticamente di classe e antisistema si dimostrano quanto mai attuali a fronte dei disastri sociali prodotti dalla crisi del capitalismo. Lo dimostrano le mobilitazioni prodottesi in questi ultimi mesi (vedi Londra) e soprattutto le recenti manifestazioni in Turchia contro il meeting del FMI, comitato d’affari del grande capitale finanziario e tra i principali responsabili delle politiche di rapina e di sfruttamento perpetrate ai danni dei popoli dei paesi dipendenti (nello specifico turco, l’FMI chiede al governo di Ankara un’ulteriore attacco allo stato sociale e un’ondata di privatizzazioni in cambio di nuovi prestiti). Nel corso dei due giorni di mobilitazione ad Istanbul, il movimento turco è stato capace di mettere in piazza migliaia di lavoratori, disoccupati e studenti in nome della lotta al capitalismo.

La radicalità delle proteste e l’ondata repressiva da parte della polizia turca, sfociata in un morto e oltre cento tra fermi e arresti ricalca, seppur con le dovute proporzioni, quanto abbiamo vissuto negli scorsi anni, e smentisce coi fatti, in maniera clamorosa, tutti coloro che vorrebbero “chiudere i conti” con Genova in una cella carceraria o in un’aula di tribunale.

Anche in questo caso l’analisi materialista e dialettica si dimostra l’unico metro d’indagine adatto ad interpretare la realtà storica e le lotte sociali: se il ciclo “no global”, legato all’iconografia e del movimento dei movimenti e all’attenzione dei mass-media verso le forme estetiche del conflitto, è oramai definitivamente alle nostre spalle, la lotta internazionale al capitalismo e per la costruzione di un’alternativa di sistema è, alla prova dei fatti, una storia ancora tutta da scrivere.

 

 

Le lotte non si processano

Fuori i compagni dalle galere

Solidarietà al movimento turco e agli “anti-FMI” arrestati

 

Rete anticapitalista campana

 

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#305 Da: "red link" <red_link@...>
Data: Ven 18 Set 2009 7:08 pm
Oggetto: Assemblea della Rete Anticapitalista Campana 20/9 ore 17,30
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Domenica 20 settembre alle ore 17,30

nell’ambito di Adunata Sediziosa

CSOA Officina in via Gianturco

Assemblea promossa dalla Rete Anticapitalista Campana
 

Quali percorsi per rilanciare l'opposizione sociale e politica.

 

Nonostante gli ottimistici proclami dei governi e degli organismi internazionali, la crisi economica continua a far sentire i suoi pesanti effetti sui proletari.

Si torna ad intonare il ritornello secondo cui siamo tutti sulla stessa barca, ma gli interventi dei governi e delle istituzioni internazionali sono finalizzati unicamente alla difesa dei profitti e delle rendite nel mentre crescono la disoccupazione e precarietà accompagnate da una intensificazione dello sfruttamento e dalla riduzione dei salari reali.

Dalla Fiat all’Alcatel, dalla Fincantieri alla Montefibre, solo in Campania migliaia di posti di lavoro sono a rischio.

Il governo è in prima fila in questi attacchi, non solo con la sua politica repressiva ed autoritaria, ma anche direttamente attraverso licenziamenti in massa nei settori della scuola (solo quest’anno circa 50 mila), della sanità e nel resto del pubblico impiego, dove in questi anni si è fatto ampio ricorso al lavoro precario.

I settori più colpiti, a Nord come al Sud, stanno reagendo con energiche lotte che tuttavia faticano a trovare la strada per una loro unificazione in grado di dare vita ad un movimento generale contro l’aumento dello sfruttamento e della povertà derivanti dalla gestione capitalistica della crisi.

In mancanza di una spinta in tale direzione il rischio è che queste stesse lotte cadano nella disperazione e nell’isolamento rendendo più facile al governo l’opera di divisione e di repressione.

L’ottimismo dei media serve solo a far accettare i miserabili sussidi messi in campo sotto forma di ammortizzatori sociali nella speranza che si tratti di misure provvisorie in vista di una imminente ripresa, da conquistarsi magari in concorrenza con altri lavoratori (italiani contro immigrati, Nord contro Sud, privato contro pubblico, cassaintegrati contro disoccupati).

Né c’è da fare affidamento sull’opposizione istituzionale che si è distinta per una politica sostanzialmente non molto diversa quando è stata al governo, mentre le forze della cosiddetta sinistra radicale continuano a muoversi secondo la logica della compatibilità in vista di una disperata ricerca di un possibile ritorno in parlamento.

 

Si pone quindi la necessità di porre all’ordine del giorno una risposta all’altezza dello scontro in atto in grado di dare ulteriore forza ai movimenti di opposizione e ai percorsi di autorganizzazione, da quelli in difesa dell’occupazione e del salario/reddito a quelli contro il degrado ambientale e per il diritto alla casa, da quelli contro le politiche razziste e securitarie a quelle contro la militarizzazione dei territori e le aggressioni ai popoli del Sud del mondo.

La difesa delle proprie condizioni immediate di vita non può più essere disgiunta da una critica radicale e da una lotta a tutto campo contro il sistema capitalistico in una prospettiva internazionalista.

Su questi temi gli attivisti della rete anticapitalista campana invitano a discutere i singoli e le altre realtà organizzate

 

Rete Anticapitalista Campana

Info: retecampananog8@...


#304 Da: InsuTv <alfdevito@...>
Data: Ven 10 Lu 2009 12:58 am
Oggetto: "Una Montagna di Balle ": Proiezione in Anteprima martedì 14
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Martedi 14 luglio ore 20.00 - Cinema Modernissimo, via Cisterna dell'Olio 59 (Napoli)
 
la prima proiezione pubblica del docutrash:
"Una Montagna di Balle" (72 min., colore, giugno 2009)
Un'autoproduzione di InsuTv, telestreet dei movimenti campani (www.insutv.it)

Regia: Nicola Angrisano
Soggetto: Maurizio Braucci, Nicola Angrisano, Sabina Laddaga
Musiche originali: Marco Messina
Voce narrante: Ascanio Celestini

Ingresso libero fino a esaurimento posti (per prenotare balle@...)

Sito
: http://docutrashfilm.noblogs.org/

Il trailer
: http://www.youtube.com/watch?v=ukzCMyb_Xx8

Sinossi
Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomaker, ha documentato la cosidetta "emergenza rifiuti Campana" per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di "gestione straordinaria". Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dell'Europa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta. L'assalto ai fondi pubblici, le zone d'ombra della democrazia, il fallimento della "differenziata", le infiltrazioni delle ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative. E se "vivere in emergenza" fosse solo una strategia per accumulare profitti!?

"Una  Montagna di Balle"  è un documentario completamente autoprodotto da InsuTv, telestreet no-profit creata dai movimenti napoletani, forse la prima esperienza di questo genere in Campania e nel Sud Italia.
Grazie a materiali girati negli ultimi 6 anni e a una serie di interviste di complemento ad esperti e testimoni chiave, si sofferma sulla dialettica sociale e politica intorno alla gestione di una cosiddetta "crisi rifiuti" che ha fatto parlare il mondo. Una presa di parola attraverso anche le voci e le  lotte dei protagonisti, oltre le troppe censure che questa battaglia per la democrazia e la salute ha incontrato. La voce narrante di Ascanio Celestini e i resoconti di una radio immaginaria fanno da congiunzione tra le rivolte di popolazioni che si sentono espropriate della democrazia e la ricostruzione degli interessi e delle truffe consumate sulla pelle dei cittadini. Una vicenda che nelle sue implicazioni giudiziarie e sociali appare niente afftto chiusa! 

Il documentario sostiene la campagna contro il finanziamento pubblico agli inceneritori.
L'autofinanziamento del documentario è stato anch'esso un esperienza innovativa, attraverso la prevendita di  600 copie grazie alla piattaforma web "produzioni dal basso".

Intervengono nella serata:
Ernesto Burgio (Società internazionale dei medici dell'Ambiente)
Donato Ceglie (Magistrto - Tribunale di Santa Maria Capua Vetere)
Antonello Petrillo (Sociologo Università Suor Orsola Benincasa che sta per pubblicare un audio-inchiesta sulle comunità coinvolte dallo scandalo rifiuti)
 
Insieme, naturalmente, agli autori del documentario, alle Reti e ai Comitati ambientalisti
 

Saranno presenti anche Silvio Berlusconi, Antonio Bassolino, Antonio Rastrelli e Guido Bertolaso che commenteranno pubblicamente il documentario...


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#303 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Dom 5 Lu 2009 8:34 am
Oggetto: per la ficcolata del 5-6 all'Aquila
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Testo di volantino che sarà distribuito oggi alla fiaccolata della Memoria a L'Aquila da parte degli attivisti della rete Campana No G8 in solidarietà con le popolazioni dell'Abruzzo in preparazione della manifestazione del 10 luglio contro il vertice del G8
 

LA GESTIONE AFFARISTICA E REPRESSIVA DEL DOPOTERREMOTO ABRUZZESE:

UNA RAGIONE IN PIÙ PER PROTESTARE CONTRO IL GOVERNO
ED I POTENTI DELLA TERRA RIUNITI NEL G8

 

Chi, come noi della Campania, ha vissuto la catastrofe del terremoto, chi ha perso i suoi cari sotto le macerie di case cadute non tanto per la forza della natura ma perché qualcuno ha voluto fare più soldi risparmiando sui materiali, chi a distanza di 30 anni fa ancora i conti con i disastri sul territorio dovuti alla speculazione della ricostruzione, chi appena 15 giorni fa ha avuto l’ennesimo schiaffo vedendo assolvere dopo 30 anni alcuni dei responsabili di quella speculazione, non poteva che essere qui al vostro fianco a chiedere giustizia per i vostri 300 morti e per le migliaia che muoiono in Italia e nel mondo in queste catastrofi sempre meno naturali e sempre più frutto di chi sulla pelle della gente fa profitti.

Siamo con le popolazioni de L’Aquila e dell’Abruzzo che a distanza di 3 mesi da quella terribile notte non hanno nessuna certezza sul loro futuro, per dare forza alle vostre rivendicazioni, alla richiesta di una immediata ricostruzione, al diritto a vedere rivivere le vostre città, al diritto alla sicurezza, al lavoro, alla dignità.

Abbiamo imparato sulla nostra pelle cosa vuol dire vivere l’”emergenza”, abbiamo anche visto in cosa si trasforma questo meccanismo infernale. Lo abbiamo vissuto non solo con l’esperienza del terremoto ma anche nella cosiddetta emergenza rifiuti. Anche per noi queste emergenze hanno significato la militarizzazione di interi nostri territori, l’imposizione di controlli e divieti alla libera circolazione, alla libera espressione della rabbia, della protesta, di decidere indipendentemente ed autonomamente del nostro futuro e del nostro presente.

Tutto viene giustificato in nome della situazione eccezionale, in nome della tutela dei cosiddetti cittadini dal pericolo di soggetti estranei che, di volta in volta, cambiano nome: o sono gli sciacalli, o sono i camorristi o sono estremisti no global. In realtà si vuole impedire proprio ai cittadini che si dice di voler tutelare di dire la loro sul loro destino, di avere risposte, di avere diritti.

Abbiamo visto la deportazione dei nostri concittadini, anche per i napoletani era negli alberghi e nelle case del litorale, e abbiamo visto trasformare quell’area in quartieri degradati.

Abbiamo imparato come può essere devastante la ricostruzione e quelle che chiamano new town. Ce lo ricordano ogni giorno i quartieri degradati della periferia napoletana, senza servizi sociali, come Scampia, Monteruscello la cui costruzione ha arricchito frotte di speculatori ed ha permesso ai politici di continuare a fare clientele.

Infine, abbiamo imparato che anche in queste tragiche situazioni solo l’autorganizzazione dei terremotati, la loro volontà a non fare un passo indietro, la loro lotta, può garantire che venga realizzata subito la ricostruzione.

Le lotte che si svilupparono a Napoli ed in Irpinia, l’occupazione delle case sfitte, le mobilitazioni continue, permisero che si avviasse subito la ricostruzione ed, in qualche modo, limitarono che il mangia mangia generale si trasformasse in un vero e proprio sacco della città e del territorio.

 

Il decreto per la ricostruzione dell’Abruzzo contiene in sé tutte le premesse per far sì che ciò che si prepara per la vostra terra sarà anche peggio. Non solo ritardi, non solo vere e proprie espropriazioni, ma gli stessi miseri stanziamenti, che questo governo ha addirittura la faccia di legare a lotterie e gratta e vinci, andranno ai soliti noti, gli stessi che tante responsabilità hanno nel disastro abruzzese.

La giustizia ed i diritti sono cose che si ottengono lottando. Chi oggi vi riempie di promesse, chi invita alla pazienza e ad affidarvi alla Protezione Civile, alle istituzioni locali e nazionali, vuole che attendiate passivi il vostro destino.

La stessa ignobile operazione di spostare il G8 a L’Aquila fatta passare per una grande occasione per il rilancio della città, si sta rivelando per quello che è: uno spreco incredibile di denaro per accogliere i grandi del mondo mentre la ricostruzione è ancora al palo ma che, strumentalizzando il vostro dolore, deve servire ad impedire la mobilitazione dei movimenti che da sempre si oppongono ai signori del G8 che con le loro politiche vogliono scaricare i costi della crisi sulle fasce più deboli della società.

Sono questi signori, servi delle grandi multinazionali e delle banche, gli unici responsabili della chiusura di stabilimenti e dei milioni di disoccupati in tutto il mondo. Sono sempre loro che mentre spendono miliardi di euro per le spese militari, per le aggressioni all’Afganistan, all’Iraq, e per salvare aziende e banche, negano il reddito a chi è senza lavoro e mettono gli spiccioli in caso di disastri (oltre a L’Aquila vi dice niente New Orleans o lo tsunami?).

 

Questo spiega l’accanimento e la campagna allarmistica fatta dal governo, dalle opposizioni ma anche da alcuni soggetti presenti nei comitati dei terremotati, contro l’arrivo di quelli che chiamano no global e che non sono altro che giovani, precari, lavoratori, studenti che lottano sui loro territori contro le politiche dei potenti signori della terra. In realtà non si vuole che il G8 diventi un momento di contestazione in cui le popolazioni dell’Abruzzo insieme ad altri facciano sentire la loro rabbia per la situazione che vivono. Non si vuole cioè che il mondo intero veda che l’Abruzzo non è il campeggio delle vacanze come vorrebbe far credere Berlusconi sui mass-media.

 

Il giorno 10 saremo a Paganica a contestare le politiche di questo governo e dei potenti. Chiediamo alla popolazione abruzzese di essere con noi a manifestare il loro dissenso contro i responsabili della crisi e dei disastri annunciati e chiedere la ricostruzione dell’Abruzzo e di un altro mondo possibile.

 

 

ReteCampana NOG8 in solidarietà con le popolazioni dell’Abruzzo

 

Per info: retecampananog8@...

 


#302 Da: "red_link" <red_link@...>
Data: Ven 12 Giu 2009 4:04 pm
Oggetto: X una mobilitazione centrale contro il vertice del G8
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----- Original Message -----
From: rotad
Sent: Friday, June 12, 2009 5:57 PM
Subject: X una mobilitazione centrale contro il vertice del G8

 
 

RILANCIAMO LA MOBILITAZIONE CONTRO IL G8

 

   Anche se manca meno di un mese all’apertura dei lavori del G8 2009, il percorso di contestazione del summit è irto di difficoltà e ancora carente di momenti di riflessione collettiva. Al tentativo del governo di frammentare le lotte, disseminando in tutto il territorio vertici “settoriali”, si è aggiunta l’ipocrita speculazione sul dramma vissuto dalle popolazioni abruzzesi, che mira a fomentare le paure più irrazionali della gente, aizzando gli animi contro una paventata “calata dei barbari” che aggiungerebbe distruzione e disordine alla già tragica situazione abruzzese. Da questo punto di vista, la mossa di spostare il vertice dall’isola de La Maddalena alla città de L’Aquila - devastata dal sisma del 6 aprile – ha lo scopo di rilanciare l’immagine del governo, preparare enormi progetti speculativi e mettere in difficoltà i movimenti che da anni si oppongono ai vertici internazionali.

 

   L’assemblea del 1 giugno a L’Aquila, chiamata dallo spazio di movimento 3.32, ha costituito uno dei pochi momenti di confronto tra le realtà di varie parti d’Italia. Purtroppo erano assenti molte strutture rappresentative sia in termini geografici che politici: mancava buona parte del nord (per esempio Genova – sede dell’ultimo G8 italiano – e Torino – che ha ospitato i lavori del G8 University Summit); i compagni sardi che sul G8 stavano lavorando fino a poco fa, i compagni siciliani e leccesi che hanno organizzato rispettivamente le mobilitazioni contro il G8 Ambiente di Siracusa e il G8 Economia di Lecce; erano assenti anche molte realtà romane, emiliane e toscane. Le assenze e la discussione hanno dato il quadro delle difficoltà che attraversa il movimento italiano.

 

   L’assemblea, in cui è mancato un serio bilancio dei diversi momenti di mobilitazione anti G8 di questi ultimi mesi, era chiamata a decidere su come strutturare la protesta contro il vertice internazionale e sulla possibilità di tenere questa stessa mobilitazione sul territorio abruzzese. Purtroppo la drammatica situazione di questo territorio, soggetto ad una militarizzazione ed una repressione preventiva senza precedenti, insieme alle valutazioni delle realtà abruzzesi sulla difficoltà di mobilitazioni in loco, hanno finito per condizionare tutta la discussione. La giusta preoccupazione di tener conto delle condizioni materiali in cui vivono gli abruzzesi, e la necessità di interloquire con chi vive nelle tendopoli, si è trasformata in un alibi per posizioni che, in nome di una “ragionevolezza” che sa di opportunismo, formulata con i toni di chi evidentemente ritiene d'essere il solo rappresentante delle lotte, proponevano esclusivamente mobilitazioni di carattere territoriale, negando ed impedendo nei fatti la possibilità di un appuntamento unitario e nazionale anticapitalista per far risaltare la propria battaglia locale. Trovandosi così pienamente d'accordo con i settori più moderati ed istituzionali del movimento, tanto che, a giustificazione di tali proposte, qualcuno non ha mancato di evocare preoccupazioni che ci sono da sempre estranee, come l'arrivo in Italia di soggetti internazionali che solo da un Maroni ci aspetteremmo definire “irresponsabili”!

Altre realtà presenti hanno invece espresso la necessità di non cedere al ricatto del governo e di non far venir meno un'iniziativa unitaria e di massa. Alla fine la decisione definitiva sul da farsi è stata rinviata al prossimo incontro nazionale del 21 giugno.

 

   Come Rete Campana No G8 – In Solidarietà con le Popolazioni dell’Abruzzo ci siamo espressi in maniera chiara ed in opposizione a quella che noi definiamo una vera e propria deriva. Ribadiamo ancora una volta che, ferma restando l’opportunità di organizzare momenti di avvicinamento e preparazione alle mobilitazioni contro il G8 di respiro locale, siamo a favore di una manifestazione nazionale e internazionale, che essa sia all’Aquila, a Roma o in qualsiasi altro posto in cui si svolgeranno i lavori del G8. Non possiamo consegnare al governo una vittoria, cedendo al tentativo di frammentazione delle lotte, regalandogli l'unico G8 senza corteo di protesta, per di più in tempo di crisi . Non possiamo cedere all’operazione di terrorismo psicologico che è stata costruita approfittando dello stato d’animo della popolazione abruzzese. Abbiamo anzi il dovere di dare voce, amplificandola, alla crescente rabbia della gente dei campi, che subisce ormai da mesi una soffocante militarizzazione, l'uso della protezione civile come forza di polizia, la mancata diffusione di giornali e di informazione in genere (figuriamoci di controinformazione!), il divieto di assemblea, il timore più che fondato di tempi lunghissimi per la ricostruzione e di speculazione edilizia che devasterebbe un territorio già duramente provato dal sisma.

Crediamo inoltre che un momento di respiro nazionale e internazionale sia necessario per recuperare il filo rosso delle proteste contro le politiche guerrafondaie, imperialiste, neoliberiste che cercano, giorno dopo giorno, di riversare sulle spalle delle fasce sociali più vulnerabili i costi della crisi.

 

Rete Campana No G8 – In Solidarietà con le Popolazioni dell’Abruzzo

Area Antagonista Campana, Collettivo Autorganizzato Universitario, Confederazione Cobas, Red Link, Rete Campana Salute Ambiente, Laboratorio Occupato SKA, Ass. Marxista Unità Comunista, Movimento di Lotta per il Lavoro Banchi Nuovi, MDA (B. Buozzi), MDA (ex Macello), Zona Orientale, Idea Nord, Sedile di Porto


#301 Da: Onda Napoletana <alfdevito@...>
Data: Ven 22 Mag 2009 1:33 am
Oggetto: "G8 Immigrazione": Manif. 30 Maggio - partenze da Napoli
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per favore, diffondete:

Dal 28 al 30 Maggio 2009 si riunisce a Roma il G8 dei ministri dell’Interno e della Giustizia sul tema “Sicurezza e Immigrazione“… !

In pratica la declinazione internazionale di quella lettura securitaria e repressiva dell’immigrazione che in Italia trova forme di applicazione degne di un vero e proprio ”razzismo istituzionale”.
Questo vertice verrà dopo un mese avvelenato dalle dichiarazioni irresponsabili e gravissime dei massimi esponenti del governo italiano a partire dal premier Berlusconi e il ministro dell’Interno Maroni, dalla deportazione in Libia di centinaia di profughi in violazione di ogni diritto d’asilo, dal percorso di approvazione del “pacchetto sicurezza” che non attacca solo i migranti ma certamente per gli immigrati istituisce misure di autentico apartheid.

Questo appuntamento però è anche un’occasione importante per dimostrare la rabbia e l’indignazione di chi non accetta questa deriva e il tentativo di discriminare, sfruttare e criminalizzare i migranti come falso capro espiatorio nella crisi economica prodotta dall’economia neoliberista.

La Rete NoG8 di Roma ha lanciato l’appello alla mobilitazione in tutte e tre le giornate, con un’appuntamento conclusivo nella Manifestazione globale a Roma Sabato 30 Maggio – ore 15.00 –  Porta Maggiore

Leggi l’appello della Rete NoG8 e delle Comunità dei Migranti:
Intolleranti al razzismo
Per abbattere muri e frontiere
Per una cittadinanza globale …

Da Napoli si organizzano pullman per il 30 maggio con partenza alle ore 9.00 da Piazza Garibaldi (Hotel Terminus) – (10 Euro A/R) – Pullman partiranno anche da Caserta – 

Per info, prenotazione partenza e adesioni: norazzismo@... - www.antirazzismo.net - tel. 3333360964




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#300 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Dom 24 Mag 2009 11:36 am
Oggetto: CONTRO IL G8 CON LE POPOLAZIONI DELL’ABRUZZO. Merc. 27 assemblea e serata di solidarietà
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Fate circolare x piacere
 
CONTRO IL G8 DELLA CRISI, CON LE POPOLAZIONI DELL’ABRUZZO

E’ passato più di un mese dal terribile sisma in Abruzzo che ha distrutto interi paesi, provocato centinaia di morti e migliaia di sfollati. Come  per la vicenda rifiuti in Campania il Governo ha cercato di mostrare fin da subito un’ immagine mediatica di efficienza nella gestione della nuova emergenza,  censurando  il dissenso e militarizzando i campi con esercito e protezione civile.
Così, mentre decine di migliaia di persone che hanno perso tutto vivono in veri e propri campi profughi,  si approvano decreti per la ricostruzione senza nessuna copertura finanziaria, si prepara il sacco
speculativo con la “new town” come avvenuto con il terremoto dell’80 in Campania e - come se non bastasse - si decide di spostare il G8 proprio in Abruzzo, strumentalizzando la sofferenza delle popolazioni per cercare di criminalizzare chiunque legittimamente protesti proprio contro quelle logiche di profitto che causano dappertutto disastri
ambientali e sociali.
Di fronte a queste squallide speculazioni politico-elettorali, i movimenti sociali e le realtà di base campane sanno da che parte stare:
solidali con le popolazioni dell’Abruzzo- con chi ha perso la casa, il lavoro- e fermamente schierati contro il G8 e le politiche securitarie, di precarizzazione, di sfruttamento che impone ovunque nel mondo.

Le verità sul terremoto in Abruzzo tra mancata prevenzione, militarizzazione e rischi di speculazione

Mercoledì 27
ore 16.30 presso L’istituto universitario Orientale Palazzo Giusso
Assemblea Pubblica con attivisti provenienti dall’Abruzzo

ore 21 presso il Centro Sociale Banchi Nuovi
Serata  di solidarietà con musica, proiezioni video e materiali informativi


Rete Campana contro il G8 ed in solidarietà con le popolazioni dell’Abruzzo

#299 Da: NoGlobal <alfdevito@...>
Data: Dom 22 Mar 2009 6:38 pm
Oggetto: La Crisi e il G14 sul Welfare: Manif Nazionale il 28 Marzo!
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NON PAGHIAMO LA VOSTRA CRISI! MOBILITIAMOCI PER IL G14 SUL WELFARE il 28 MARZO A ROMA

Il 28 marzo si terrà a Roma il G14 dei ministri del welfare, per varare misure che colpiranno i soliti:lavoratori,disoccupati, precari e migranti, e le spacceranno come soluzioni alla crisi. il patto di Base  (cobas, cub e sdl)e i movimenti sociali, hanno indetto una manifestazione nazionale,
 che deve diventare l'occasione per dar voce all'opposizione sociale di questo paese.

 Nei giorni scorsi è stato approvato un Protocollo di cui mando allegato, firmato anche dal Pd e da cgil,cisl,uil e ugl che restringe il diritto a manifestare a roma: in base a queste norme per il momento la questura ha vietato
il percorso del corteo in direzione p.zza Navona.ovviamente gli organizzatori, per rispondere a questo clima
 fascistoide confermano il percorso.

A Napoli come movimenti sociali, reti e patto di base  abbiamo organizzato un'assemblea LUNEDì 23 MARZO
 ALLE ORE 16.30 A PALAZZO GIUSSO Presso l’Università Orientale - Piazza S. Giovanni M. Pignatelli( vedi
 allegato).

 PARTECIPIAMO ALL'ASSEMBLEA PER ORGANIZZARE UNA GRANDE
 ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 28 MARZO


Per il 28 Marzo partenze da Napoli con appuntamento alle ore 9.30 a p.Garibaldi

Info-Partenze: 3207855640 (Luca)


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#298 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Gio 12 Mar 2009 10:19 pm
Oggetto: Manifesto e appello x il 14 a Napoli
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14 Marzo a Napoli

Mobilitazione nazionale

contro le basi militari e contro la guerra permanente

   Viviamo in un momento di crisi globale alimentata dalla guerra permanente che è espressione della politica bellicista e militarista dei paesi occidentali, Usa, Unione Europea, ma anche dei Governi italiani succedutisi negli ultimi anni.

   In concomitanza con la celebrazione del 60° anniversario della NATO prevista il prossimo 4 aprile 2009 a Strasburgo, accogliamo l’invito ad una mobilitazione mondiale per l’abolizione della Nato, lo smantellamento di tutte le Basi militari straniere nel mondo, lo smantellamento unilaterale di tutti gli armamenti nucleari e condanniamo tutte le azioni che mirano alla costruzione di nuove armi nucleari in qualsiasi continente.

   In prospettiva dell’appuntamento europeo, lanciamo l’Assemblea e la mobilitazione per il 14 marzo a Napoli per togliere le basi alla guerra permanente.

   In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa, rendendoci complici degli interventi armati mascherati da missioni di pace o umanitarie. Queste strutture   costituiscono un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini esponendoli al rischio di incidenti nucleari, inquinamento elettromagnetico ed acustico, alla possibilità di attentati terroristici.

   Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, scie chimiche, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari rilasciando radioattività che contamina l’ecosistema marino con  ricadute ultime sulla catena ecologico-alimentare.

   Abbiamo detto NO al Dal Molin e continueremo a dirlo, ma lo stesso vale per il resto del territorio italiano, oramai ricoperto di basi e prima linea della guerra globale.

Perché Napoli?

   Napoli è una città invasa da strutture militari, e uno dei principali porti per sostenere i conflitti in Medio Oriente ed ora sede del comando di Africom: qui si è trasferito il comando di tutta la Marina Militare statunitense, per il controllo di Europa, Asia (Medio Oriente) e Africa. Snodo del traffico di portaerei, sottomarini a propulsione nucleare e armamenti di ogni genere.

   In Campania è stato sperimentato il nuovo metodo di controllo militare delle periferie con il decreto rifiuti che ha annullato gli spazi fondamentali di democrazia in nome della difesa del territorio ed utilizza l’esercito in funzione di ordine pubblico.

Perché il 14 Marzo?

   Abbiamo scelto questa data per ricordare i sei anni di guerra d’aggressione e di rapina all’Iraq, e le trattative dell’Eni per Nassiriya ne sono la conferma.

ore 10,30 Assemblea Nazionale del Patto permanente contro la guerra 
presso Antisala dei Baroni, Maschio Angioino – Piazza Municipio

ore 15:00 concentramento a piazza del Gesù per raggiungere il porto nuclearizzato

TOGLIAMO LE BASI ALLA GUERRA

Patto permanente contro la guerra

Comitato Pace Disarmo e Smilitarizzazione del territorio- Campania, Rete Lilliput, Asper-Eritrea, Donne in nero, PeaceLink, Un ponte per…, Sinistra Critica, La Comunità per lo sviluppo umano, Federazione Campana RdB/CUB, Attac, Confederazione COBAS, Comunità palestinese, Orientale 2.0, Acli Arenella, Laboratorio occupato Insurgencia, Pax Christi, Scuola di Pace, Vas, Manitese, Centro Gandhi Edizioni, Quaderni Satyagraha, Rete dei Comunisti, Cvx, Red Link, Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, Comitato Chiaiano, Rete Salute e Ambiente, Mani libere Italia, Marco Mascagna, Rete Sanità, Area Antagonista Campana, Comitato campano di solidarietà con il popolo palestinese, Movimento disoccupati Banchi Nuovi, Cantieri Sociali, Cooperativa sociale Dedalus, Associazione Priscilla, Giuristi democratici, Associazione Umanista Help To Change, Ass. Ya Basta! Napoli, Azione Nonviolenta de Sardigna periodico del Movimento Nonviolento – Nuoro, Rete Nazionale Disarmiamoli, II Unione Disoccupati Napoletani, UDO, MdL, MIL, EDN, Coordinamento di Lotta per il Lavoro, Sindacato Lavoratori in Lotta, Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano, Operatori di Pace – Campania, UDU, UDS, Associazione Umanista Reciprocità, Radio Vostok, Vicenza Libera,
Presidio Permanente No Dal Molin, Tavolo della Consultazione Vicenza


#297 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Sab 14 Mar 2009 10:30 pm
Oggetto: manifestazione a roma per la palestina
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Il testo del manifesto che stiamo affiggendo in questi giorni per organizzare la partecipazione alla manifestazione di sabato 17 a Roma per la Palestina.
E' importante che chi decide di venire a Roma e non è già organizzato con altri pullman faccia arrivare per tempo la notizia delle persone interessate per stabilire quanti bus è necessario prenotare.
Potete rispondere a questa mail oppure contattare i seguenti numeri telefonici: 3292403339 (Roberto),  3207855640 (Luca)
Per cortesia fate girare anche ad altri indirizzi e liste campane
Roberto

 

A FIANCO DELLA RESISTENZA PALESTINESE PER L’UNITA’ DI TUTTI GLI OPPRESSI

 

Dopo 12 giorni di bombardamenti lo stato sionista di Israele non ferma il genocidio nella Striscia di Gaza. Sono già 1000 i morti, in gran parte civili, e migliaia i feriti. L’attuale aggressione militare, con l’uso e la sperimentazione delle più micidiali armi di distruzione di massa contro la popolazione, punta alla definitiva espropriazione ed espulsione di tutti i palestinesi dai loro territori.

Il futuro lasciato ai palestinesi è quello di una popolazione apolide dispersa per tutto il medio oriente da costringere, attraverso una politica di totale mancanza di diritti, a diventare una massa da sfruttare in condivisione con i corrotti regimi arabi circostanti e con quegli stessi palestinesi che decidono di collaborare con i propri oppressori.

Ma a beneficiare dei risultati di tale politica sarebbero soprattutto le grandi potenze occidentali attraverso le leve della grande finanza e delle imprese multinazionali che esse controllano.

Le lacrime di compassione versate da qualche governante occidentale non devono trarre in inganno: gli Usa e l’Europa sono i principali mandanti della politica israeliana che senza il loro sostegno non sopravviverebbe come entità statale artificiale un solo giorno.

Né fa eccezione l’ONU che ancora una volta si è rivelata un docile strumento nelle mani delle grandi potenze e le cui risoluzioni vengono attuate solo quando favoriscono i loro progetti di aggressione.

Dobbiamo fermare questo massacro! Le masse palestinesi che stanno resistendo strenuamente sono nostri alleati così come i tanti migranti arabi ed islamici residenti in Italia che giustamente avvertono questa ennesima aggressione imperialista come un attacco che li colpisce direttamente. Ma lo sono ugualmente quei coraggiosi israeliani che nonostante lo stato di guerra sono scesi in piazza per protestare contro la terroristica politica del proprio governo, consapevoli che senza porre fine all’oppressione del popolo palestinese non vi sarà pace nemmeno per gli israeliani.

 

Denunciamo gli interessi italiani nel sostegno alla politica di Israele

Boicottiamo i prodotti provenienti da Israele e delle ditte che collaborano con esso

Rafforziamo la solidarietà ed il sostegno alla resistenza del popolo palestinese.

Unità con i migranti di tutte le nazionalità contro i tentativi di divisione e di contrapposizione portata avanti dai nostri governanti.

 

 

S.O.S. Gaza – Raccolta di fondi per l’ospedale Al Awda di Jabalya

Conto corrente postale n. 47209002, Intestato a Monti Germano, con causale S.O.S. Gaza

Codice IBAN IT59 C076 0103 2000 0004 7209 002

 

 

SABATO 17 GENNAIO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Partenza da NAPOLI ore 10,30 P.zza GARIBALDI (Hotel Terminus)

 

 

COMITATO CAMPANO DI SOLIDARIETA’CON LA PALESTINA


#296 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Gio 8 Gen 2009 4:52 pm
Oggetto: mobilitazioni per la Palestina
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Fate girare:

 

Per dare continuità alla mobilitazione contro l’aggressione  al popolo  palestinese si è deciso di convocare due iniziative:

Sabato 10 gennaio ore 10.30 presidio davanti alla sede RAI  per contestare la disinformazione e la faziosità del servizio pubblico e dei mass media

Domenica 11 gennaio ore 10,30 concentramento a piazza Mancini per un corteo cittadino cui si annuncia la partecipazione delle comunità arabe della Campania.

 


Comunità Palestinese di Napoli
Comitato di solidarietà con la Palestina

 ___


#295 Da: Comitato per la Palestina <alfdevito@...>
Data: Mer 31 Dic 2008 3:30 pm
Oggetto: Sabato da Napoli a Roma per la Palestina
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La mobilitazione di piazza Carità a Napoli con 4-5oo persone praticamente autoconvocate in un giorno è stato un buon risultato, ma non può essere che un primo momento, perchè l'assedio, il massacro e l'embargo su Gaza continua, così come l'oppressione dell'intera Palestina. Sabato prossimo è stata lanciata dal Forum Palestina, dai movimenti sociali e altre associazioni solidali un corteo nazionale a Roma alle ore 15.00 da Piazza Esedra.

Stiamo auto-organizzando dei pullmans da Napoli. L'appuntamento per la partenza è Sabato 3 dicembre alle ore 9.30 dalla stazione centrale di Napoli - Hotel Terminus

Costo: 10 euri A/R

Per prenotare un posto telefonare a:
3207855640 (Luca)
3297856389 (Michele)

per favore diffondiamo la notizia!!

Comitato di solidarietà con la Palestina - Napoli


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#294 Da: Comitato per la Palestina <alfdevito@...>
Data: Dom 28 Dic 2008 12:51 am
Oggetto: Mobilitazione Contro il Massacro di Gaza - Lunedì
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Cerchiamo di diffondere e partecipare tutti/e:

FERMARE IL MASSACRO DI GAZA!
LUNEDI 29 PRESIDIO ORE 16.30 PIAZZA CARITA' (Napoli)

E’ partito sabato mattina l’attacco dell’esercito di occupazione israeliano sulla popolazione civile palestinese già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. A poche ore dai primi raid aerei israeliani sulla Striscia si contano già oltre 200 morti e 270 feriti gravissimi, un bilancio destinato purtroppo a crescere. Tra le vittime, dicono i mezzi d’informazione ufficiale, tante donne e tanti bambini, i cui corpi stanno arrivando a brandelli negli ospedali; secondo le fonti sanitarie di Gaza occorrerà trasferire i feriti più gravi in Egitto e non c’è un sufficiente numero di elicotteri per trasportarli. I morti e i feriti di Gaza sono l’ennesima testimonianza della pulizia etnica che lo Stato israeliano da 60 anni sta portando avanti attraverso una guerra di occupazione, di apartheid, di violenza militare sull’intera popolazione palestinese.Il pretesto dell’attacco “difensivo” dai missili qassam, che il primo ministro Olmert si è affrettato a propinare questa mattina ai ministri degli esteri di tutto il mondo, vuole distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale dal fatto che a Gaza un milione e mezzo di persone sta rischiando la morte da quasi due anni per l'embargo, che ogni giorno produce vittime. Complici del terrorismo di Stato israeliano, l’appoggio militare statunitense e il consenso dei governi europei, che lasciano che in Medio Oriente prosegua a compiersi indisturbato il tentativo di cancellare la Palestina dalle cartine geografiche, e con essa il suo popolo.

NON C’E’ TEMPO DA PERDERE!!! MOBILITIAMOCI COME NELLE ALTRE CITTA' ITALIANE.

FERMATE IL MASSACRO DI GAZA!!!

PRESIDIO LUNEDÌ 29 DIC. 2008 ORE 16.30 P.ZZA CARITÀ (Napoli)

PER:
- L’IMMEDIATO STOP ALL’ATTACCO MILITARE SULLA STRISCIA DI GAZA
- LA FINE DELL’EMBARGO CONTRO LA POPOLAZIONE PALESTINESE DI GAZA
- IL CONGELAMENTO DI TUTTI GLI ACCORDI POLITICI ECONOMICI E MILITARI TRA L’ITALIA E ISRAELE
- LA FINE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA PER COSTRUITE UNA PACE GIUSTA

VITA, TERRA E LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE!

Comitato di solidarietà con la Palestina - Napoli


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#293 Da: "rotad" <red_link@...>
Data: Mer 3 Dic 2008 11:08 pm
Oggetto: Fw: Cresce la Ederle, Africom in Italia (Vicenza e Napoli)
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----- Original Message -----
Sent: Wednesday, December 03, 2008 5:30 PM
Subject: Cresce la Ederle, Africom in Italia (Vicenza e Napoli)

LA BASE USA. Il centro divertimenti è costato 15 milioni di dollari

La "Ederle 1" cresce
Ecco l'Arena dei giochi

Il ghigno di Jack Nicholson balugina dalla sfilza di schermi tv allineati sopra la maxi pista da bowling con 16 linee. Da queste parti con il bowling non si scherza: più che uno sport, è una religione. Alla "Ederle 1", come qualcuno chiama con ironia la caserma di viale della Pace dopo l'esplosione del caso Dal Molin, la garrison statunitense ha inaugurato il nuovo centro dei divertimenti.
L'hanno battezzata "Arena", perché il colosseo scaligero è uno dei monumenti più visitati dai soldati Usa e dalle loro famiglie e perché è un nome che tutti memorizzano al volo. L'Arena è stata costruita in due anni e mezzo. Come spiegano il colonnello italiano Aldo Rando e il responsabile delle relazioni pubbliche della guarnigione americana Jon Fleshman, l'edificio è costato 15 milioni di dollari, più o meno 12 milioni di euro. L'appalto era stato assegnato alla ditta vicentina Maltauro.
Al piano terra, oltre al bowling, c'è una batteria di postazioni riservate a internet e viedogames. E poi c'è l'immancabile fast-food, assai frequentato a tutte le ore dai marcantoni in mimetica.
Al piano superiore, invece, c'è una sala relax, con ristorante, e un piccolo casinò, con terrazza e vista sul campo di atletica. In questo palazzone è stato ospitato il meeting con i sindaci vicentini voluto dalla Setaf per approfondire le relazioni con la realtà vicentina e per delineare lo spirito del bando di gara per la realizzazione di oltre 200 villette a non più di mezz'ora dalla Ederle.
L'Arena è il biglietto da visita della nuova Ederle, il primo dei progetti messi in cantiere per potenziare l'installazione militare, per fornire nuovi servizi ai soldati Usa e alle loro famiglie, e per consolidare una presenza statunitense destinata, con il Dal Molin, a crescere. Intorno all'Arena svettano i cantieri di altri due simboli di questa grande Ederle che sta prendendo forma: il primo è la clinica ospedaliera, che vale quasi 9 milioni di euro; il secondo è la foresteria, l'albergo Ederle Inn per i soldati, che vale quasi 10 milioni di euro. L'obiettivo è farsi trovare pronti alla meta del 2020, quando la Setaf immagina che a Vicenza e dintorni saranno ospitati più o meno 4.200 soldati Usa.
Da Bruxelles, intanto, il ministro degli Esteri Franco Frattini inquadra la trasformazione che sta subendo l'esercito statunitense di stanza in Europa.
Il nuovo "Comando Africa" che gli Stati Uniti hanno installato in Europa (Africom) non comporterà alcun aumento permanente delle truppe Usa stazionate in Italia: lo ha assicurato Frattini a margine della riunione dei capi delle diplomazie Nato a Bruxelles, spiegando che due delle quattro componenti di Africom «saranno ospitate in Italia, una a Napoli e l'altra a Vicenza».
«Si tratta di strutture di comando che opereranno nel quadro Nato», ha concluso il capo della Farnesina.G.M.M.




#292 Da: Rete Salute e Ambiente <alfdevito@...>
Data: Gio 13 Nov 2008 11:00 pm
Oggetto: Sabato Assemblea delle Comunità campane in lotta contro la devastazione ambientale&#8207;
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facciamo girare per favore:

SABATO 15 NOVEMBRE ?08
ASSEMBLEA DELLE COMUNITÀ CAMPANE IN LOTTA
ore 10 sala ?GEMITO? di fronte al Museo Nazionale (NaPOLI)


PER LEGGERE L'APPELLO COMPLETO http://www.rifiutizerocampania.org

__________________________________________________________

CONTRO LA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO
UNIAMO LE RESISTENZE


In questi 15 anni di emergenza rifiuti, gestita ad arte da centro
destra e centro sinistra, la nostra regione é stata trasformata in
territorio di morte e distruzione per favorire i profitti privati. Prima
come pattumiera per rifiuti tossici provenienti dal ciclo industriale
del nord e poi come sito per la costruzione di inceneritori e discariche
nocivi.
Il Commissariato per l?Emergenza Rifiuti viene usato per derogare
alle norme ordinarie in tema di salute, ambiente e sicurezza sul lavoro,
per militarizzare i territori e incarcerare chi difende ambiente e salute.

Incontriamoci per unire le ribellioni di tutta la Campania, contro tutti
coloro che hanno provato a mettere le comunità le une contro le altre,
bollando le resistenze locali come criminali ed egoistiche.

- Per lanciare una campagna comune per un nuovo piano rifiuti senza
discariche ed inceneritori, fondato sulla raccolta differenziata ?porta
a porta?, finalizzata al riciclo ed al recupero di materia, sulla
riduzione a monte e sul trattamento a freddo dei rifiuti

- Per costruire l?unità delle lotte a difesa dei beni comuni, contro la
devastazione ambientale e per un piano verso ?rifiuti zero? sotto il
controllo popolare

- Per lanciare una campagna contro la truffa dei CIP6

- Per decidere su come proseguire insieme la battaglia in difesa delle
nostre vite e del nostro futuro

SABATO 15 NOVEMBRE ?08
ASSEMBLEA DELLE COMUNITÀ CAMPANE IN LOTTA
ore 10 sala ?GEMITO? di fronte al Museo Nazionale (Napoli)

Presidio permanente di Chiaiano e Marano contro la discarica -
Coordinamento dei comitati dell?Altopiano del Formicolo - Presidio
Permanente di Taverna del Re (Giugliano) - Comitato Salute/Ambiente
Napoli Est - Coordinamento Comitati contro l?incenerimento (Ponticelli) -
Rete Campana Salute e Ambiente

statigenerali@... -
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#291 Da: "red_link" <red_link@...>
Data: Lun 23 Giu 2008 4:49 pm
Oggetto: Esercito nelle grandi città
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Una interessante riflessione circa l'utilizzo non occasionale né casuale dell'esercito per compiti di polizia.....
 

Esercito a pattugliare le strade delle grandi città…ma solo per pochi mesi?…

Manovra propagandistica del governo Berlusconi o naturale conseguenza di piani decisi da oltre dieci anni da alcuni paesi della NATO?

Questa affermazione non è l’ennesimo tentativo maldestro di voler accollare a carico dell’Alleanza militare occidentale oscuri disegni di militarizzazione della nostra società, bensì il frutto di  nostre ricerche su alcuni progetti, condotti sotto la guida del Pentagono  e  riguardanti l’uso degli eserciti nelle megalopoli del futuro.

Si tratta del lavoro di esperti NATO  UO 2020 nel gruppo di studio SAS 30 Urban Operation in the year 2020 , al quale partecipano dal 1998 esperti di sette Nazioni della NATO ( Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Stati Uniti d’America ) e che ha gettato le basi per l’evoluzione dell’impiego dello strumento militare nello scenario più probabile del prossimo futuro.

LO STUDIO NATO UO ( Urban operations)2020

Questo studio ,ultimato negli ultimi mesi del 2002 e reso pubblico nei primi mesi del 2003,prima della guerra in Iraq , rende esplicito come in maniera omogenea il nocciolo duro del militarismo mondiale ritiene più che probabile le città del futuro come campo della Battaglia Finale, quella per la sopravvivenza del sistema capitalista e che il ruolo dello strumento militare avrà un carattere dominante anche in quelle che sembrerebbero essere normali operazioni di polizia urbana.

E’ l’ambiente urbanizzato che si qualifica come il contesto nel quale l’Umanità del ventunesimo secolo condurrà una difficile vita: le sterminate megalopoli abitate da decine, se non centinaia ,di milioni di esseri umani concentreranno nel loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista allo stadio supremo.

Differenze di classe e azzeramento dei servizi sociali capaci di attutire il senso diffuso di ingiustizia, degradamento delle complesse regole di interazione tra diversi strati della popolazione, scarsità di cibo e di lavoro genereranno forti conflitti tra diversi strati sociali,coinvolgendo il sistema statale locale e/o organismi e attività multinazionali

In questo contesto che le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle "ostili" o semplicemente "complici" dei nemici da colpire e neutralizzare senza il rischio di forti perdite o addirittura ritirate catastrofiche da banlieus in fiamme. Rischi di effetto domino su scala mondiale con scene di folle tumultuanti, affamate e disperate che assaltano centri commerciali, quartieri dell’alta borghesia e centri di potere provocherebbe il panico nell’intero sistema capitalistico. L’invio dell’esercito condotto  con armi tradizionali e all’ultimo momento potrebbe essere addirittura controproducente scatenando ancor più le folle e  i partiti di opposizione.

Per questo motivo nello studio UO2020 si consiglia così di iniziare gradatamente in base alle necessità ad utilizzare l’esercito in funzione di ordine pubblico man mano che la crisi mondiale quella che è ipotizzata per il 2020, si avvicina.

Piccoli interventi crescono…

 Nel frattempo ogni paese aderente a questo gruppo compresa l’Italia deve finalizzare reparti appositi che si specializzino per condurre le operazioni di contenimento delle folle e di controllo del territorio compresi i rastrellamenti a caccia di sovversivi ed agitatori  nei quartieri.

 

IL RUOLO ITALIANO NELLA COSTITUZIONE DELL’ESERCITO INTERNAZIONALE ANTISOMMOSSA

L’Italia in questo campo ha proposto la possibilità di sviluppare nuove specializzazioni e di preparare personale addestrato a muoversi e combattere negli ambienti urbani ove occorre isolare quartieri, edifici , abitazioni, ma anche padroneggiare gli impianti di comunicazioni e distribuzione dell’energia e dell’acqua.

In effetti l’Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno di migliori fornitori di personale addestrato ad operazioni antisommossa a partire dai reparti dei Carabinieri che sono inquadrati , principalmente nell’area balcanica nelle MSU.

Da quando l’Italia si è impegnata a fornire personale nelle guerre umanitarie, aree militari sono state attrezzate per ricostruire ambienti urbani e rurali dove si addestrano carabinieri, parà, assaltatori e bersaglieri che vanno ad operare all’estero, mentre gli stessi reparti di polizia militare sono addestrati realmente , nell’ambiente metropolitano, con l’impiego di ordine pubblico quotidiano sul territorio nazionale e sono gli stessi che presto  grazie al nuovo decreto sulla sicurezza del governo berlusconi vedremo operare nelle grandi città e a guardia di siti di rilevevanza nazionale: discariche centrali nucleari in costruzione, termovalorizzatori ecc.

Addestramenti sul territorio nazionale sono stati condotti da tempo come per esempio quello del 28 febbraio 2003 che  si concludeva presso il Centro di Addestramento alle CRO (Crises Response Operation/ Operazioni di risposta alle crisi) di Cesano con la certificazione del 2° Corso per Istruttori della Forza Armata di "Controllo della folla" .

Corso svolto alle porte della capitale dal 17 al 28 febbraio condotto da istruttori della 2a Brigata mobile dei Carabinieri a cui hanno preso parte 7 Ufficiali, 19 Sottufficiali e 3 Vfb. E in cui a far da comparse nel ruolo dei sovversivi tumultuanti c’erano 50 Volontari in Ferma annuale del 7° Reggimento Bersaglieri.

La ricerca ossessiva di sistemi di controllo della popolazione ha nello studio NATO UO2020 alcune parziali risposte di natura tecnologica.

Il Reparto Logistico - Progetto tecnologie avanzate.

Nello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano è il Reparto Logistico- Progetto tecnologie avanzate che sta curando l’applicazione di quanto appreso nel Gruppo di lavoro NATO Urban operations 2020 .

Lo Scenario URBAN WARFARE coniugato alla lotta al terrorismo globale, ovvero a tutto ciò che potrebbe essere pericoloso all’Impero Globale è affrontato su tutti i suoi aspetti, fuorchè le motivazioni che potrebbero essere le radici di forme di contestazione "estreme" , quale anche quella del passaggio dalla opposizione politica a quella armata.

I ROBOCOP imperiali.

Il futuro soldato che l’Esercito Italiano impiegherà per le operazioni urbane sarà dotato oltre che da armi convenzionali ultratecnologiche, come già spiegato nel paragrafo "il sistema soldato", anche di sistemi d’arma bivalenti letali /non letali. E’ un esigenza che nasce dalle numerose operazioni di "guerra umanitaria " nelle quali il nostro esercito da oltre un decennio è pienamente coinvolto con le operazioni all’estero, ma anche dall’esperienza di operazioni di polizia ed ordine pubblico interno nelle quali esso si è trovato a collaborare con altre forze di polizia ( es. Vespri siciliani) o operare autonomamente (operazioni antimmigrazioni controllo coste del Salento)od infine in occasione di summit internazionali ( es. Genova 2001 o Pratica di Mare 2003)

 

Il programma armi non letali.

Nel programma" non lethal weapons" redatto dallo Stato Maggiore Esercito sono previste le forniture ai reparti di una nuova famiglia di bombolette spray al peperoncino di diverse dimensioni e portata, tali da essere utilizzate efficacemente contro gruppi composti da numerose persone o contro singoli. Queste bombolette diventeranno così una dotazione base montata sui mezzi dell’esercito , blindati, carri armati, jeep ma anche come " arma da fianco" per ogni singolo soldato .impiegato in " operazioni umanitarie".

Con queste specifiche l’esercito italiano sta finanziando piani di ricerca e sviluppo in collaborazione con le industrie interessate sia italiane che estere.

Per le operazioni antisommossa e di controllo urbano lo stato maggiore dell’esercito italiano sta definendo un programma di sviluppo di armi letali/non letali, in particolare fucili automatici dotati di puntamento ottico, che farebbero uso di " proiettili ad alta deformabilità e ad energia cinetica costante.

A causa di problemi di bilancio solo poche risorse finanziarie  sono state potute esser destinate a questi avveniristici progetti , ma ora che con il plauso del parlamento e dell’opinione pubblica  spaventata da clandestini e microcriminalità , vedremo  i blindati dell’esercito aggirarsi per i nostri quartieri, le richieste di migliori  e più consone dotazioni si faranno pressanti

Grandi affari quindi per le industrie che con molta discrezione da 10 anni ( con l’assenso di governi di centro sinistra e centrodestra succedutisi alternativamente) a questa parte stanno  tessendo una lunga rete trasversale di simpatie e di interessi e che non vedono l’ora di mostrare l’efficacia dei nuovi prodotti sui corpi di clandestini, accattoni, prostitute, drogati e scippatori, prima…poi  su  sovversivi contestatori di una società che produrrà miliardi di diseredati e un pugno di  nababbi…infine sull’umanità sofferente del terzo millennio.

ANTONIO CAMUSO

OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI

Stralcio e integrazione  di uno studio  sulla militarizzazione nelle megalopoli del futuro, ad opera dello stesso autore


#290 Da: Rete Salute e Ambiente <alfdevito@...>
Data: Ven 20 Giu 2008 8:33 am
Oggetto: Sabato Marcia Acerra-Napoli per un altro piano Rifiuti
senzaconfini...
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Contro il piano rifiuti costruito su discariche e incenerimento:
Sabato 21 Giugno 2008
PER UN NUOVO PIANO RIFIUTI SUBITO
LA MARCIA Acerra-Napoli de "I 1000 del SÌ"

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SÌ alla differenziata umido/secco
perché Impianti di Compostaggio e Trattamento Meccanico Biologico sono
una alternativa reale e immediata a soluzioni nocive e costose basate su
Inceneritori e Mega-Discariche
Con la differenziata il rifiuto diviene una risorsa.

SÌ alle bonifiche
per il Recupero e la Difesa dei no stri territori
devastati da milioni di tonnellate di rifiuti tossico-nocivi
per responsabilità di camorra e malapolitica
I Rifiuti Tossici avvelenano i nostri alimenti e l´acqua che beviamo
provocando malformazioni e tumori.

SÌ a diritti uguali per tutti
perché per i cittadini campani si intendono istituire leggi e tribunali
speciali
La Campania fa da trampolino di lancio, col decreto n°90 del nuovo
governo, ad iniziative per reprimere le opposizioni sociali.

Appuntamenti per il 21 Giugno

Ore 9.30 partenza de "I 1000 del Sì" dalla stazione ferroviaria di Acerra
Ore 15.00 arrivo a Piazza Garibaldi - Napoli
Ore 16.00 partenza del corteo regionale da Piazza Garibaldi
Ore 17.00 arrivo a Piazza Dante - Napoli
Ore 17.30 manifestazione con numerosi ospit i nazionali
Manifestazione organizzata dal Coordinamento regionale rifiuti della campania e dalla "Rete Campana Salute e Ambiente"

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#289 Da: Rete Salute e Ambiente <alfdevito@...>
Data: Sab 14 Giu 2008 10:05 am
Oggetto: Appello per Chiaiano di intellettuali e artisti
senzaconfini...
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Comunicato Stampa
Un appello per Chiaiano:
Dagli scrittori Maurizio Evangelisti, Erri De Luca, Maurizio Braucci, Wu Ming ai musicisti Luca Zulù, 24Grana e Antonio Onorato, ai registi Carlo Cerciello e Marco Martinelli, a Sergio Piro (psichiatria democratica), Elena Coccia (giuristi democratici), Alex Zanotelli e ancora docenti universitari, medici, associazioni, giornalisti, fotografi e tanti altri...
Un appello sottoscritto da una fetta importante della società civile napoletana e non solo . Un testo che continua a raccogliere centinaia di adesioni. Un appello di solidarietà che chiama in causa non solo i diritti di Chiaiano ma anche l'uso strumentale dell'emergenza, l'esproprio di democrazia e le alternative reali a questo piano rifiuti e al decreto Berlusconi. Per tutelare il futuro della città e della regione.
Ci è pervenuto e lo inoltriamo alla stampa.
A seguire il testo (ridotto per la stampa consensualmente con i sottoscrittori) e le prime adesioni
(il testo integrale e tutte le adesioni a breve su www.rifiutizerocampania.org - per aderire inviare una mail ad antoniabasura@...):
 

Appello: Chiaiano è sola?

Mentre continuano le analisi tecniche sui terreni delle cave, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano continuano a presidiare pacificamente i luoghi della contesa. Nei giorni di fuoco della protesta, i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno spesso descri tto chi si opponeva alla discarica come una folla di egoisti o di oscuri personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra. Lo stesso era accaduto a gennaio a Pianura, mentre allora come oggi il consiglio comunale e quello regionale si sono tenuti a distanza dalle tensioni che hanno contribuito a provocare con le loro assurde politiche sui rifiuti. A loro e al governo Berlusconi, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano chiedono

  • di non realizzare una discarica in un terreno non idoneo, già destinato a parco naturale.

  • di interrompere la gestione straordinaria dei rifiuti che perdura dal 1994 e che ha causato l'attuale disastro ambientale.

  • di iniziare immediatamente la raccolta differenziata a Napoli e in Campania applicando la legislazione europea

  • di lasciare libera la magistratura di indagare sulle reti di illeciti intorno alla gestione dei rifiuti.

     

Sui media, la popolazione campana appare sempre passiva rispetto alla cosa pubblica, oppure se si mobilita lo fa perché prezzolata da loschi interessi. Si cita spesso la camorra. Se analizziamo il passato recente, la camorra sembrerebbe più incline all'apertura che non alla chiusura delle discariche, avendo dimostrato di saper entrare nel loro funzionamento. Come per la camorra, l'emergenza rifiuti è stata finora anche per politici ed imprenditori un'occasione di speculazione e di violazione dei diritti sociali ed ambientali.

Il decreto Berlusconi si inserisce perfettamente in questa distorta filosofia emergenziale! E lo fa in più punti: nella costituzione di una superprocura che controlli le inchieste accettabili e quelle 'inadeguate', nella possibilità di stoccare in discarica diverse tipologie di rifiuti speciali e tossici, nello stanziamento senza controllo di altri 150 milioni di euro che permetterà di assegnare le infrastrutture senza gara d'appalto, nell'utilizzo dei militari, nell'imposizione di uno stato d'eccezione con norme penali ad hoc per colpire chi protesta.

Ma esistono altre vie d'uscita dall'emergenza rispetto a megadiscariche e pericolosi inceneritori: la riduzione drastica degli imballaggi, la separazione almeno del secco dall'umido, l'allestimento d'impianti per la trasformazione dei rifiuti differenziati e per la differenziazione 'a valle' della raccolta, in grado di ricavare compost (utile per bonifiche e agricoltura), nuovi polimeri dalla plastica, nuovo vetro. Perchè non si può virare il piano in questa direzione? Un piano che è partito dalla chiusura delle discariche (come chiedeva la comunità europea) e vuole oggi riaprirne dieci!! E perchè si continuano a fare scelte così bizzarre: aree vulcaniche come Terzigno o la Selva di Chiaiano, unico polmone verde di Napoli, e tante altre.

Ancora una volta, si chiede ai cittadini di sacrificarsi al buio, senza nessun segnale di inversione reale di rotta, di emancipazione dalla sudditanza agli interessi forti.

Con questo appello intendiamo esprimere la nostra solidarietà alle persone che abitano nella zona delle cave di Chiaiano, che animano i presidi e partecipano alle manifestazioni contro la discarica e rivolgiamo ai mass media l'esigenza di un racconto dei fatti non pregiudiziale.

01 - Erri De Luca - scrittore - Roma
02 - Carlo Cerciello - regista teatrale - Napoli
03 - Alex Zanotelli - Padre Comboniano - Napoli
04 - Sergio Piro - psichiatria democratica - Napoli
05 - Wu Ming - collettivo di scrittori non inceneriti - Bologna
06 - Valerio Evangelisti - scrittore - Bologna
07 - Maurizio Braucci - scrittore, sceneggiatore - Napoli
08 - Giuseppe Aragno – storico - napoli
09 - Antonio Marfella - medico - istituto dei tumori 'pascale', Napoli
10 - Alessandra Riccio - condirettrice della rivista 'latinoamerica',  napoli
11 - Cyop&Kaf - pittori - napoli
12 - Luca Zulù - cantante - Napoli
13 - Andrea Morniroli - Cantieri Sociali - Ass. Dedalus - Napoli
14 - Antonìo Onorato - musicista - Napoli
15 - Marco Martinelli-regista-teatro delle albe-
16 - Luciano Scateni - giornalista - Napoli
17 - Guido Piccoli - giornalista - Napoli
18 - Maurizio Capone - musicista - Napoli
19 - Renato Minale-24 grana-musicista-napoli
20 - Daniele Sepe - Musicista
21 - Stefano Vecchio - Direttore dipartimento farmacodipendenze Asl Na1
22 - Avv. Elena Coccia - associazione giuristi democratici - Napoli
23 - Lorenzo Pavolini-scrittore, teatro stabile mercadante-roma
24 - Prof. Giuseppe Di Marco - docente Filosofia - Università Federico II
25 - Prof. Angelo Genovese - docente associato di Zooveterinaria - Università Federico II
26 - Riccardo Orioles - giornalista - Napoli
27 - Fabrizio Geremicca - giornalista Napoli
28 - Marcello Anselmo - storico, scrittore - Napoli
29 - Marco Salvia - giornalista e scrittore
30 - Giuseppe palumbo - autore di fumetti
31 - Fabio rodriguez amaya, pittore e docente di letterature ispano-americane-università bergamo
32 - Nicola Angrisano - direttore InsuTv
33 - Luciano Ferrara - fotografo - Napoli
34- Canio Loguercio, Musicista
35 - Francesco Martone - Sinistra Arcobaleno
36 - Paolo Cento  - Sinistra Arcobaleno
37 - Costanza Boccardi - Casting
38 - dario giugliano, critico d'arte
39 - bruno leone, guarattellaro
40 - gridas, gruppo risveglio dal sonno, secondigliano
41 - monica caggiano, ricercatrice
42 - luca dalisi, disegnatore
43 - francesco ceci, sociologo
44 - ilaria vitellio, urbanista
45 - daria d'antonio, cineasta
46 - factory occupata, roma
47 - Luigi Izzo -presidente della cooperativa cantieri navali megaride-napoli
 48 -     Marco Philopat - scrittore, editore
49 - Luca Rossomanno - giornalista

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#288 Da: Movimenti <alfdevito@...>
Data: Dom 18 Mag 2008 11:40 pm
Oggetto: Manifestazione in "Berlusconi-Day" su Ambiente e Antirazzismo
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Diffondiamo tutti/e


BERLUSCONI: UN ALTRO GALLO SULLA MONNEZZA!!
 
- Contro la speculazione delle megadiscariche e dell'incenerimento! Sono degli incapaci e usano le emergenze per ricattare le scelte dei cittadini. Vogliamo il ritorno alla vera democrazia  con la chiusura del Commissariamento.  Per uscire dall'emergenza: un'immediata linea di separazione del secco dall'umido putrescente, la raccolta differenziata porta a porta, riciclo e norme drastiche per la riduzione a monte degli imballaggi. Trattamento meccanico-biologico del residuo.
 
- Contro la precarietà e il carovita! E' questa la vera insicurezza! No all'aumento delle ore di straordinario, ma riduzione dell'orario di lavoro e salario sociale.
 
- Contro il Razzismo e le leggi Xenofobe del governo! Solidarietà con il popolo Rom! 
 MERCOLEDI 21 MAGGIO
PIAZZA DANTE ORE 15.00
MANIFESTAZIONE-CORTEO

 
Reti, Movimenti e Comitati contro la Precarietà, la Devastazione Ambientale e il Razzismo
 



(al momento aderiscono tra gli altri la Rete Campana Salute e Ambiente, i comitati territoriali ambientalisti di Chiaiano, Napoli Est, Bagnoli ecc, il Comitato immigrati, centri sociali Napoletani (Officina 99, Ska, Insurgencia, Damm), Collettivi universitari, Il Movimento Precari Banchi Nuovi, Udn, MDA, Red Link, Sinistra Critica, Associazione Unità Comunista, Coop Megaride, la FAI, Confederazione Cobas, RdB...)

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#287 Da: Antirazzismo <alfdevito@...>
Data: Mer 14 Mag 2008 11:47 pm
Oggetto: Per Nicola: pullman da Napoli per la Manifestazione di Verona
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Contro il neofascismo

Per la Manifestazione di sabato prox a Verona si sta organizzando un pullman da Napoli (che parte venerdi sera). Il costo è di poco superiore ai 10 euro A/R. Per info partenze  3200562333

a seguire un volantino della Manifestazione:

*MANIFESTAZIONE*
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00

Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare una città che
troppe volte ha girato la testa. Non deve farlo questa volta.
Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza
perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata
perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città è crescere.
Liberi.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta
alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

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#286 Da: Antirazzismo <alfdevito@...>
Data: Mer 14 Mag 2008 2:13 pm
Oggetto: Urgente: Manifestazione di solidarietà col popolo Rom
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Per favore fate girare tutti/e:
 
Comunicato Stampa
 
- Contro il vile pogrom che ha avuto luogo a Ponticelli, una ferita alla storia e alla memoria di questo quartiere
- Contro la xenofobia e il razzismo
- Contro chi specula sulle paure sociali per sostenere i propri interessi (come gli interventi di edilizia privata previsti nelle aree dei campi rom di Ponticelli, i cui cantieri devono aprire in agosto...)
- Per vere politiche di accoglienza abitativa nei confronti del popolo rom
- Per evidenziare le gravi responsabilità istituzionali nella degenerazione che si è prodotta in questi giorni
-Contro l'imbroglio securitario che minaccia le nostre vite
- Contro la politica della paura, dell'apartheid e della deportazione che trova ulteriore slancio nei provvedimenti annunciati dal governo ('Commissariato ai rom..', 'rea to di immigrazione clandestina' ecc)
 
 
MANIFESTAZIONE IN SOLIDARIETA' CON IL POPOLO ROM
Giovedì 15 maggio ore 10.00
Piazza Municipio - Napoli
 
Reti antirazziste napoletane

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#285 Da: Antirazzismo <alfdevito@...>
Data: Ven 9 Mag 2008 10:53 am
Oggetto: Lunedì: Presentaz. docufilm sull'Africa a Officina99
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Per favore fate girare:

Afrique
Immagini e Storie dell’Africa Occidentale contemporanea
 
Presentazione dei documentari:
  • 'Même Père Même Mère'
    • Burkina Faso, un film di viaggio (France/Italie/Burkina Faso 2008)
      di Alessandro Gagliardo, Julie Ramaioli, Giuseppe Spina

      Malastrada Film e coproduttori dal basso
      http://www.malastradafilm.com/site/index.php
       
    • 'Côte D’Ivoire: d u miracle africain à la crise politique'
        realizzato da Radioazioni – (2006)
         
      • 'Contadini burkinabe nella campagna pugliese' - Interviste (2007)
    Per tutti i documentari saranno presenti gli autori
    A seguire musica e cucina africana
     

Lunedi 12 Maggio – dalle ore 19.00 – Ingresso libero

centro sociale Officina 99

via Gianturco 101 – Napoli (100 mt dalla metro di Gianturco)

 

 

InsuTv – telestreet antirazzista

(Canale S19 – 287 Mhz – www.insutv.it)

 
Invitati:
Comitato Immigrati in Italia, ASSNI, Associazioni e comunità africane a Napoli, tutti/e gli interessati/e…

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#284 Da: Antirazzismo <alfdevito@...>
Data: Mar 22 Apr 2008 8:30 am
Oggetto: "NAZIROCK": presentaz Documentario all'Orientale. Mercoledi
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per favore fate girare:

CONTRO RAZZISMO, FASCISMO E SESSISMO

MERCOLEDI 23 APRILE - AULA MURA GRECHE -- pre 17.00
(Universita Orientale - piazza San Domenico - Napoli)

PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO

-NAZIROCK-

di Claudio Lazzaro sulla diffusione del neofascismo nelle aree giovanili in Italia

  E DIBATTITO CON L AUTORE


-Difendi il tuo simile, distruggi il resto...- (solgan di un'organizzazione studentesca di estrema destra):
in una societa spaventata dalla precarieta e
dal carovita l estrema destra propone come falso antidoto il razzismo,
la prevaricazione, il sessismo, l omofobia , il militarismo.
Si manifesta tanto nelle politiche securitarie e repressive
quanto nell asservimento alle volonta ecclesiastiche
o nella costruzione mediatica della paura nei confronti del diverso.
Gli aderenti ai gruppi di estrema destra aggrediscono, minacciano e
intimidiscono chiunque non si allinei ai loro schemi e valori, possono
permettersi agibilita politica perche si sentono sicuri sotto
l ala della destra istituzionale e la relativa rimozione/revisione della
memoria storico-sociale.Percio  oggi piu di ieri il 25 aprile
deve essere giornata di lotta e di memoria, di popolo e di piazza, di festa
e di resistenza. Tutto questo deve essere il 25 aprile, per ricordare la
guerra partigiana e i suoi ideali di liberta e uguaglianza senza
dimenticare che il fascismo ha molte facce e molti sono i modi in cui si
manifesta oggi. Il fascismo serpeggia nelle istituzioni e nelle strade, fra
i piu giovani.Anche per questo pensiamo sia importante riprenderci le
strade, le piazze e i quartieri per ribadire ad alta voce il nostro NO ad
ogni forma di razzismo e di fascismo.

Antirazzist* e Antifascist* napoletan*-

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#283 Da: Comitato Napoli Est <alfdevito@...>
Data: Mar 8 Apr 2008 10:23 pm
Oggetto: 60 anni di Nakba: Assemblea con i Palestinesi
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60 ANNI DI NAKBA, 60 ANNI DI RESISTENZA PALESTINESE!


Centinaia di villaggi distrutti, stragi, devastazioni, almeno 850.000 palestinesi costretti ad abbandonare le loro case. sono questi gli atti che portarono - nel maggio del 1948 - alla fondazione dello Stato d'Israele sulla terra di Palestina. Quella che allora i palestinesi chiamarono la "Nakba" (la Catastrofe), continua tutt'oggi, dopo sessant'anni: continua l'occupazione della Palestina; continua la costruzione di nuove colonie israeliane; continua la pulizia etnica contro la popolazione araba; continua la segregazione dei palestinesi in microterritori trasformati in prigioni a cielo aperto e circondati da barriere di cemento e filo spinato; continuano le devastazioni di migliaia di ettari di terra palestinese; continua l'accaparramento e il controllo dell'acqua da parte dei coloni israeliani; continuano le aggressioni, i bombardamenti, gli "omicidi mirati" , i sequestri di persona, impunemente compiuti dall'esercito israeliano; continua la distruzione delle strutture sanitarie e sociali palestinesi; continuano le restrizioni umilianti e disumane alla libertà di movimento che impediscono ai palestinesi di raggiungere scuole e ospedali; continua la vita d'inferno di milioni di palestinesi nei campi profughi.


E' POSSIBILE TROVARE QUALCOSA DA FESTEGGIARE IN TUTTO QUESTO???


E invece. le autorità dello Stato italiano hanno deciso di festeggiare i sessant'anni dello Stato razzista d'Israele, dedicandogli - tra l'altro - l'annuale Fiera del Libro di Torino (l'"ospite d'onore" sarà lo Stato israeliano, non gli scrittori!). Una scelta politica che ha trasformato l'evento della Fiera del Libro nello snodo di una più ampia manovra propagandistica volta a legittimare l'occupazione israeliana della Palestina. Una scelta vergognosa, assunta m entre s'intensificano le aggressioni israeliane e mentre il criminale embargo contro la popolazione della Striscia di Gaza provoca un quotidiano stillicidio di morti. Una scelta non casuale, con la quale s'intende suggellare un rapporto di cooperazione strategica funzionale al rilancio della proiezione militare dell'Italia in Medio Oriente. Una scelta razzista, che prova a far apparire come "normale" e "accettabile" il controllo israeliano sulla popolazione araba, e che così facendo prova a far apparire come "normale" e "accettabile" anche la sequela di aggressioni e occupazioni militari che vedono l'Italia schierata in prima fila (Iraq, Afghanistan, Libano, ecc.).


UNA SCELTA INAMMISSIBILE!

A chi vuole festeggiare sessant'anni di oppressione, a chi vuole celebrare la guerra, il razzismo e il colonialismo, bisogna rispondere con la mobilitazione di massa e il boicottaggio! Con la Resistenza palestin ese, fino al ritorno di tutti i profughi!


GIOVEDI' 10 APRILE - ORE 17,30 AULA MAGNA "MATTEO RIPA" UNIVERSITA' ORIENTALE, PALAZZO GIUSSO (LARGO SAN GIOVANNI MAGGIORE PIGNATELLI)


ASSEMBLEA PUBBLICA: SESSANT'ANNI DI NAKBA, SESSANT'ANNI DI RESISTENZA PALESTINESE


PARTECIPERANNO: SHOKRI HROUB (UNIONE DEMOCRATICA ARABO-PALESTINESE)

SERGIO CARARO (FORUM PALESTINA)


Nel corso dell'assemblea saranno illustrate le ragioni del boicottaggio e della mobilitazione contro l'edizione 2008 della Fiera del Libro di Torino.


COMITATO NAPOLETANO "2008 ANNO DELLA PALESTINA"


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#282 Da: InsuTv <alfdevito@...>
Data: Ven 4 Apr 2008 12:26 pm
Oggetto: "Eco-Ballo a Napoli Est": Concerto e interventi in Piazza a Gianturco - Domenica 6 aprile&#8207;
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Domenica 6 Aprile:
 
"ECO-BALLO A NAPOLI EST"

Giornata in sostegno dell'ambiente, della salute e del futuro dei nostri quartieri!

Per spiegare il nostro "No" alle 40.000 finte "ecoballe" nella ex-Manifattura Tabacchi, alla centrale Turbogas di Vigliena e alla bomba ecologica di via Brecce. Per la reale bonifica dell'area orientale di Napoli e l'apertura di spazi socio-aggregativi pubblici. Per l'avvio immediato di "buone pratiche" come la raccolta differenziata "porta a porta".
Durante l'iniziativa sarà presentato un appello in difesa della democrazia partecipata e contro scelte irrazionali e dannose come quella della ex-Manifattura Tabacchi. Primi firmatari Alex Zanotelli ed Erri De Luca.

 
L'iniziativa avverrà al termine della due giorni di assemblea regionale del 5-6 aprile per una diversa gestione dei rifiuti e una nuova politica del territorio.

Chi ha cuore difende la sua terra!

DOMENICA 6 APRILE

ore 11.00
spettacoli di giocoleria - Rione Luzzatti


Dalle ore 18.00 alle ore 24.00
Dal palco in piazza - Angolo via Gianturco-via Carlo di Tocco


(Centro mt Metropolitana Gianturco - vicino sede IV Municipalità e centro sociale Officina99)

Suonano:
Pami (musica latino-napoletana)
Salvatore Anzioso (musica classica napoletana)
Antonio Onorato
Ciro Rigione (presenterà un nuovo pezzo sui rifiuti)
Franco Ricciardi
E'Zezi (musica popolare)
Libera Velo
Marco Zurzolo
BiscaZulù

Altri...


Intervengono:
Rete Campana salute e Ambiente

Comitato contro la centrale di Vigliena
Alex Zanotelli
Prof Enzo Venditto (Chimico - università di Fisciano)
Meet-Up amici di Beppe Grillo - comitato di Marigliano,
Franco Mennitto (curatore blog informativo contro l'inceneritore di Acerra: http://www.francomennitto.blogspot.com/),
Comitato di Chiaiano
Esponenti delle scuole e delle associazioni di Napoli Est
Altri...
 
Si distribuiranno mat eriali informativi sull'emergenza ambientale e sulle soluzioni alternative al disastro attuale.
 
Videoproiezioni delle interviste nei quartieri orientali della città

Attenzione: Questa non è un'iniziativa elettorale.
 
Comitato Salute e Ambiente Napoli Est

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#281 Da: Alfonso De Vito <alfdevito@...>
Data: Lun 3 Mar 2008 9:57 am
Oggetto: Palestina: Presidio Martedì
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Ricevo e inoltro

Appello

Non basta l'appello del O.N.U. nè quello dell'unione europea a fermare un esercito senza vergogna che fa stragi dei civili di Gaza.Non bastano le preghiere del Papa nè la rabbia popolare in tutto il mondo a far emergere sui media italiani la gravità di ciò che il governo israeliano sta commettendo a Gaza,forse perchè gli appelli "equidistanti" di cessare le ostilità,equiparando i tre quattro feriti israeliani alle centinaia fra morti e feriti molti dei quali civili palestinesi, aiutano a nascondere la gravità delle dichiarazioni e dei fatti dei Generali di Israele:"Faremo un' olocausto a Gaza"


Invitiamo tutti a dire NO all'Olocausto a Gaza

Martedì 04/03/2008 ore 17.00 Piazza Carità
con la Comunità palestinese di Napoli


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#280 Da: Alfonso De Vito <alfdevito@...>
Data: Dom 24 Feb 2008 4:22 pm
Oggetto: Urgente: Ragazza violentata! Iniziativa lunedì
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Ricevo e inoltro - per favore fate girare
 
Il Parco Sociale Ventaglieri, il centro sociale DAMM, il Forum Tarsia


La notizia ci è giunta ieri in conseguenza del fatto che c'era stato un intervento nella notte dei carabinieri al Parco Ventaglieri, dentro il quartiere Montesanto:

Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 febbraio, all'interno del Parco, una ragazza minorenne è stata violentata da un gruppo di adolescenti!
Una vicenda che ci da grande angoscia e  che non può e non deve passare in silenzio.

Perciò invitiamo tutte e tutti a un corteo di quartiere convocato
per lunedì 25 febbraio alle ore 17.00 con appuntamento nella parte alta del parco (d i fronte al DAMM) per denunciare l'accaduto e promuovere l'assemblea pubblica di quartiere che si terrà sull'argomento, nel Parco Ventaglieri, mercoledì 27 febraio alle ore 17.00.

Siete tutti pregati di dare massima diffusione alla notizia.

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