Il nostro invito sarà esteso a tutti gli
amici, simpatizzanti e lettori di Ecumenici: se lo condividete diffondetelo
anche nei Vostri circuiti di contatti. L’impegno civile, laico-religioso
e politico per l’Italia lo manteniamo su questa newsletter.
Ho le idee chiare, almeno una volta e su qualcosa. Non
andrò a votare, non mi porterò all'urna, nè per annullare la scheda, nè per
renderla bianca, ricordo infatti che le schede bianche e nulle,vengono
ripartite nel cosiddetto premio di maggioranza.
Non mi presto a nessun gioco e a nessun premio. Sulla storia del non voto e
dell'astensionismo si raccontano molte cose, alcune da fare paura, come se
quelli che non votano siano figuri un po' loschi e strani,
anarco-insurrezionalisti anche se silenziosi e inattivi.
Ma ho letto proprio ora mentre redigevo questo testo e navigavo in rete, una
suggestiva opzione: scegliere di far parte di una percentuale astensiva non
delegante, recandosi al seggio, facendosi vidimare il certificato elettorale,
avvalersi del diritto di rifiutare la scheda e assicurarsi di far mettere a
verbale questa opzione.
E' previsto pure allegare in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui,
se vuole, l'elettore ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto
(ad esempio: nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta).
Questo comportamento rallenta e rende difficoltose le
operazioni di voto e scrutinio (è obbligatorio compilare infatti per ogni
scheda rifiutata un apposito verbale) rende inattribuibile il voto, in quanto
la legge consente solo l'attribuzione delle schede contenute nell'urna al
momento dell'apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale
votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile se non
impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di
seggi, infatti in linea teorica(non è mai successo) se la quantità di schede
rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l'attribuzione di un
seggio,tale seggio non potrebbe essere attribuito.
Quindi ci penso, eccome al modo più efficace e a me opportuno, per rendere il
mio astensionismo, attivo. Sono certa che questo comportamento attirerà i
soliti commenti del tipo:"Andare a votare ci dà almeno il diritto di
protestare, dopo. Perché chi non vota, chi rimane a casa, non ha poi alcun
diritto di lagnarsi se le cose vanno male"...
Peccato che sono le stesse persone che rimangono sempre a casa nell'intervallo
delle elezioni, tra una votata e l'altra.
Ha gustosamente scritto Peppe Dantini nel suo Electionary, alla voce :"
Democrazia – Forma di governo mediante la quale i cittadini scelgono
liberamente da quale dittatore vogliono essere comandati" e alla voce
"Campagna elettorale - Pic nic, gita fuori porta, scampagnata; molti
italiani ne hanno pianificata una per il 13 aprile. Speriamo che non
piova".
Io posso solo aggiungere di fare attenzione e non rimanere ingorgati nel
traffico del rientro democratico, il 14 aprile...
Doriana Goracci
n.b. questa lettera è stata inviata anche a Megachip che ha aperto un dibattito
tra i lettori, dal titolo: "La legge elettorale è incostituzionale"