
Critiche dopo l’assemblea della Federazione
protestante
L’elezione di Roland Decorvet, chef di Nestlé, nel direttivo
dell’ACES, suscita dissensi
Tutto era filato liscio e senza intoppi durante
l’assemblea dei delegati della Federazione delle chiese evangeliche in
Svizzera (FCES), svoltasi a Bellinzona lo scorso giugno. Calma piatta, tre
giorni di pioggia, nessun tema di rilievo: un’assemblea di routine. Il
vero temporale è scoppiato dopo, quando è stata diffusa dai media la notizia
della nomina dello chef di Nestlé-Svizzera, Roland Decorvet, nel direttivo
dell’ente di Aiuto delle chiese evangeliche svizzere (ACES/HEKS). (…)
Puoi spedire messaggi di protesta a http://www.heks.ch/
° Nel mondo, ogni 30 secondi un bambino muore
perché in alternativa al latte materno ha ricevuto poco latte in polvere
diluito con acqua non potabile in un biberon sporco ;
°
milioni di bambini dei paesi poveri soffrono ogni anno di malnutrizione,
diarrea ed altre infezioni per la stessa ragione. L’allattamento al seno,
pulito e sicuro, eviterebbe tutto ciò in virtù delle sue proprietà nutritive ed
anti-infettive ;
°
le compagnie produttrici di sostituti del latte materno sanno bene tutto ciò,
ma per aumentare i loro profitti continuano ad inondare i paesi poveri di latte
in polvere, commercializzandolo spesso in maniera immorale, violando il Codice
Internazionale per
Ti invitiamo a rispedire questo messaggio
e-mail a info@... ed eper@...

Verranno studiate iniziative mirate per la
diffusione della campagna: partecipate con proposte, suggerimenti, informazioni
e iniziative.
India: dietro quella strage
di Giuseppe Platone
Proponiamo in anteprima
l’editoriale che verrà pubblicato sul prossimo numero del settimanale delle chiese battiste, metodiste e
valdesi "Riforma". L’autore è direttore del settimanale e
pastore della chiesa valdese di Torino.
Nel momento in cui andiamo in stampa le vittime della furia
induista contro i cristiani nella regione indiana di Orissa sono salite a
quattordici. La lista è da bollettino di guerra: 42 chiese distrutte, 3
conventi, 5 ostelli, 7 centri pastorali, devastate circa 300 case private.
Lo scrittore indiano S. Mehta, autore del volume sui contrasti
dell’India Maximum City, Bombay città
degli eccessi, attribuisce una delle cause dell’ondata di
violenza all’eccesso di proselitismo – in particolare di segno
protestante – dei cristiani nei confronti dell’induismo. In
un’intervista ripresa dal quotidiano
La scintilla che ha scatenato l’ondata di violenze è
stata l’uccisione del santone indù Swami Lakshamanand Saraswati.
All’odio verso i cristiani coltivato da frange fondamentaliste indù fa da
pendant una massiccia dose di
intolleranza tra cattolici e protestanti. Secondo la monaca induista Hansananda
Giri, vicepresidente dell’Unione induista italiana, il conflitto nel
subcontinente indiano è soprattutto politico. "Si tratta – dice
– di una volgare strumentalizzazione dell’ induismo per fini
politici. Non è tanto la questione del proselitismo – anche se ogni forma
di proselitismo aggressivo, da qualunque parte arrivi, è da condannare –
quanto una questione economica". In effetti il sottosuolo
dell’Orissa è ricchissimo di materie prime ma la popolazione è tra le più
povere del continente. Caos sociale e militarizzazione del territorio giovano
alla causa degli estremisti. "Il cuore vero dell’induismo è la
nonviolenza. L’India non ha mai invaso altri territori, ha saputo
accogliere e integrare altre culture e religioni. Non c’è democrazia al
mondo – conclude Hansananda Giri – le cui minoranze siano così ben
rappresentante in Parlamento come in India".
In buona sostanza nella regione di Orissa sarebbero in gioco
gli interessi economici delle multinazionali, la religione è solo una
copertura. Quando la politica usa la religione per raggiungere i propri scopi è
sempre un disastro. E non solo in India (NEV).
Ecumenici ha sottoscritto un abbonamento annuale
a questo settimanale in segno di incoraggiamento contro la presenza diretta e
indiretta delle multinazionali nelle chiese.