Ecumenici

Un modo di sostenere Ecumenici è collegarsi al sito www.ecumenici.eu
e cliccare il link di collegamento al sito di IBS per effettuare i propri
acquisti di libri on line.
La nostra relazione “Segni
della speranza” del 15 ottobre al Simposio internazionale di spiritualità
di Milano sarà esclusivamente a disposizione della confraternita sufi Jerrahi-Halveti
in Italia.
Un percorso dal teologo
Reinhard Leuze ai progetti decennali in Israele e Palestina della rivista
Confronti ma anche dei rabbini in dialogo diretto coi sufi di Tel Aviv.
Di più: le note di pace
in Italia continuano, nonostante la censura sistematica operata dai media.
Si ringrazia
il Direttore di Confronti che sarà presente all’evento.
Clima e teologia/1. Conclusa
Le chiese europee chiamate ad una "conversione
ambientale"
Roma (NEV), 1 ottobre 2008 –
L'invito rivolto ai leader di chiese, alle comunità e ai
singoli cristiani di tutta Europa è quello di fare pressione sui rispettivi
governi e rappresentanti politici del Parlamento Europeo, i quali nei prossimi
mesi dovranno prendere importanti provvedimenti in merito alle emissioni di gas
serra. Gli stessi leader religiosi sono incoraggiati anche a sviluppare delle
vere e proprie road-map, con
scadenze e obiettivi da raggiungere, con lo scopo di combattere il
riscaldamento globale.
Non a caso, infatti, l'Assemblea dell'organismo ecumenico, nato
nel 1998 nell'ambito della Conferenza delle chiese europee (KEK), si è svolta in
questo periodo dell'anno: "Esso coincide con il 'Tempo per il Creato',
periodo liturgico che va dal 1 settembre al 4 ottobre, che è dedicato dalle
chiese europee alla preghiera per la protezione della creazione ed alla
promozione di stili di vita sostenibili" – ha spiegato il pastore
luterano Ulrich Eckert della Commissione globalizzazione e ambiente della
Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che ha organizzato
l'evento.
"Sono sempre più numerose le chiese in Europa che si
occupano di tematiche legate alla cura della creazione di Dio. Pertanto diventa
sempre più importante offrire anche uno spazio di scambio di esperienze e di
decisione per un'azione comune, qual è appunto la nostra Rete", ha
dichiarato il segretario generale dell'ECEN, il pastore Peter Pavlovic.
"La nuova società che dobbiamo costruire deve essere
basata su una conversione spirituale: una metànoia.
Confessiamo a Dio e alla Creazione: Abbiamo
peccato contro di Te, perdonaci, e dacci la forza di ricominciare", con
queste parole si conclude il documento finale della VII Assemblea ECEN, che ha
eletto nel suo direttivo Antonella Visintin, coordinatrice della Commissione
globalizzazione e ambiente della FCEI (vedi
in documentazione il documento integrale).
Clima e teologia/2. "Le
nostre chiese devono agire ora!"
Letizia Tomassone ha aperto
Roma (NEV), 1 ottobre 2008 – "Il riscaldamento
globale del pianeta provoca l'estinzione di specie animali e vegetali,
sconvolge equilibri umani e sociali, provoca guerre, carestie, epidemie e
catastrofi naturali soprattutto nelle regioni più povere del mondo. Per le
nostre chiese questo significa agire ora". Lo ha detto la pastora valdese
Letizia Tomassone, vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in
Italia (FCEI), nel quadro della VII Assemblea della Rete cristiana europea per
l’ambiente (ECEN) che si è tenuta a Triuggio (MI) dal 24 al 28 settembre.
Tomassone, che mercoledì 24 settembre ha aperto i lavori
dell'Assemblea organizzata quest'anno dalla FCEI, ha sottolineato l'importanza
di prendere sul serio i dati scientifici: "È necessario studiare e
analizzare la situazione facendosi aiutare dagli scienziati. Insomma, non
credere, per una volta, di conoscere già tutto, e di avere già la risposta
pronta".
Il 25 settembre i partecipanti - provenienti da tutta Europa e
appartenenti a diverse denominazioni cristiane - hanno ascoltato una serie di
interventi di scienziati sul tema del cambiamento climatico. "Ci sono modi
per ridurre le emissioni di gas serra e le chiese possono contribuire nel
proporre cambiamenti negli stili di vita e nei modelli di comportamento",
ha affermato il climatologo Jean-Pascal van Ypersele, vice presidente del
Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico
(organismo insignito del premio Nobel per
"Le chiese in Italia cominciano a percepire che il
cambiamento climatico tocca con urgenza il nostro agire come credenti. Allora
diventa necessario ascoltare e predicare l'evangelo che ci parla di
'conversione', del cuore e degli stili di vita, e di un 'regno' nel quale
l'armonia fra natura e umani è operata da Dio. La terra è l'unico ambiente che
abbiamo in cui vivere, è espressione dell'amore di Dio per noi. Davvero non sapremo
prendercene cura?" si è chiesta Tommassone, che ha apprezzato la presenza
ai lavori assembleari di diversi delegati cattolici italiani che lavorano nella
"pastorale del creato". "Spero che possa nascere proprio sui
temi dell'ambiente un nuovo e positivo dialogo ecumenico" ha concluso.
Il 26 settembre in piazza Duomo a Milano i delegati si sono
riuniti insieme ai rappresentanti del Consiglio delle chiese cristiane del
capoluogo lombardo per una "manifestazione del silenzio": un'ora di
preghiera a favore della salvaguardia del Creato.
L'ECEN, nata nell'ambito della Conferenza delle chiese europee,
si occupa da 10 anni di questioni ambientali (www.ecen.org ).
Scheda di approfondimento
Documento finale dell’Assemblea ECEN – Triuggio
(Milano), 24-28 settembre 2008
Il riscaldamento globale è una realtà. E’ impossibile
spiegare il cambiamento climatico soltanto considerando fattori naturali. Dal
20% al 30% delle piante e delle specie animali corrono un aumentato rischio di
estinzione. Il cambiamento climatico sta già provocando conseguenze non più
evitabili. Coloro che ne soffrono maggiormente sono le popolazioni povere del
sud del mondo e non quelle che traggono profitto dalle emissioni dei gas serra,
essenzialmente nelle nazioni ricche del nord del mondo.
Il Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul
cambiamento climatico (IPCC) ha calcolato che i paesi industriali del nord del
mondo dovranno ridurre le loro emissioni di anidride carbonica tra l’80 e
il 95% entro la metà di questo secolo, in modo da mantenere l’aumento
medio della temperatura globale sotto i 2° centigradi. Ma anche questo
obbiettivo può essere mancato se non iniziamo immediatamente. Oggi è il tempo di agire!
BASI TEOLOGICHE
I temi e le preoccupazioni del movimento ambientalista offrono
molte opportunità per confessare la nostra fede cristiana e proclamare il
messaggio di vita e di speranza secondo cui il Salvatore ha così tanto amato il
mondo che, per salvarlo, è divenuto parte di esso.
Secondo la prospettiva cristiana, agire contro il cambiamento
climatico è segno significativo – segno che Cristo,
La distruzione dell’ambiente provocata dagli esseri umani
non si riscontra solo in azioni concrete, ma trova radici nei nostri
atteggiamenti più profondi. Non basta più vivere attingendo dal mondo
circostante; gli esseri umani hanno bisogno di una relazione con il mondo che non sia puramente utilitaristica
e basata sul mercato.
Il termine "crisi ambientale" non è propriamente
accurato. La crisi attuale non viene realmente dal di fuori (una crisi che
riguarda l’ambiente fisico che ci circonda), ma è una crisi che parte
dall’interno di noi stessi, dal nostro modo di pensare, di percepire e di
agire.
RETI E DIALOGHI
Costruiamo nuove reti ed intraprendiamo nuovi dialoghi.
Costruiamo ponti tra "religioso" e "secolare", come nella
nostra rete ecumenica abbiamo abbattuto le barriere tra denominazioni. Troviamo
un terreno comune con gli scienziati, arricchendoci reciprocamente delle nostre
visuali diverse sulla meraviglia della creazione, e proteggendoci gli uni gli
altri dai pericoli dell’antropocentrismo e dell’arroganza.
Lavoriamo con i politici e i governi, i responsabili nel compito di ridare
forma alla società, offrendo loro con coraggio parole profetiche di critica e
di incoraggiamento.
IL CONTRIBUTO DELLE CHIESE
E’ imperativo che le chiese accettino la sfida di
ritrovarsi insieme per superare la minaccia della carenza d’acqua, il
diminuire dei raccolti, i disastri naturali, le malattie, le migrazioni e molti
altri effetti provocati dai cambiamenti del clima. Incoraggiamo i responsabili
delle chiese a sviluppare una propria strategia complessiva, con tempi e
obbiettivi chiari, per contribuire a migliorare la situazione del
surriscaldamento globale.
- E’ vitale che l’educazione ispiri il cambiamento,
che sentiamo urgente nelle società consumistiche dominanti, verso uno stile di
vita più semplice e verso macro cambiamenti in politica e nell’economia.
L’ecologia e il cambiamento climatico devono essere inclusi nella
formazione di ogni tipo di ministero.
- Molti progetti significativi sono già stati attivati nelle
chiese. Raccomandiamo alle chiese di collegarsi le une con le altre e con altre
comunità di fede. Raccomandiamo inoltre che esse continuino a risparmiare e a
usare l’energia in modo efficiente, e di orientarsi verso energie
rinnovabili. Esortiamo ogni chiesa locale a promuovere, prima del 2010, nuovi
programmi di "eco-management" nell’ambito delle proprie chiese
locali. Le incoraggiamo a investire nelle necessità legate alla crescita
spirituale, all’educazione e alla cultura piuttosto che in cose
materiali.
- Ogni chiesa nella sua vita comunitaria deve essere un modello
di comportamento per un nuovo tipo di mobilità nel quale si passi dal paradigma
della velocità delle automobili, degli aerei e delle navi a modelli di
trasporto più puliti e meno rischiosi.
- E’ essenziale che le nostre chiese affrontino i
problemi legati all’acqua come un’espressione della chiamata
evangelica a prendersi cura del presente e del futuro del pianeta. In
particolare, le chiese dovrebbero proporre cambiamenti nel modo di vivere per
proteggere le risorse d’acqua, riducendone la nostra necessità personale
e il nostro uso di acqua potabile, agendo attivamente per la giustizia di
coloro le cui risorse idriche sono in pericolo a causa del cambiamento
climatico, e facendo passi concreti per il riciclo e il riuso dell’acqua
degli edifici e della campagna.
- Invitiamo le chiese a godere della diversità e della bellezza
della creazione e a sentire responsabilità verso di essa. Raccomandiamo a ogni
chiesa locale e comunità di iniziare progetti pratici o di sensibilizzazione
sulla biodiversità prima del 2010. Le organizzazioni per la tutela della natura
hanno in questo ambito molta esperienza e sono disponibili a fornire
assistenza. La preoccupazione per la preservazione della biodiversità è anche
un contributo al dibattito condotto all’interno del "Decennio per
sconfiggere la violenza".
- Invitiamo le chiese a monitorare i governi nazionali, e le
discussioni e le decisioni dell’Unione europea (UE) e delle Nazioni Unite
sul cambiamento climatico e su questioni ad esso collegate. Le chiese delle
nazioni dell’UE dovrebbero rivolgersi ai propri governi e ai
rappresentanti politici nel Parlamento europeo, in vista di importanti
decisioni che verranno prese nei prossimi mesi. Gli impegni dell’UE non
devono essere ottenuti tramite concessioni: significativi tagli di gas serra
devono essere ottenuti attraverso degli impegni immediati.
IMPEGNO
La nuova società che dobbiamo costruire deve essere basata
sulla metanoia, cioè sulla
conversione spirituale. Confessiamo quindi a Dio e alla Creazione: Abbiamo
peccato contro di te; perdonaci, e donaci la forza per ricominciare.
Diventiamo dunque testimoni di speranza in un tempo in cui
molte persone disperano, predicando la buona notizia che Dio ha così tanto
amato il mondo da diventare parte di esso per salvarlo.
(traduzione a cura
dell’Agenzia stampa NEV – notizie evangeliche)