Dateci
il voto e trasformeremo la nazione!
La
vittoria elettorale di Barack Obama
ROMA, 5 novembre 2008 - E’ il titolo
solo leggermente emendato di un famoso discorso di Martin Luther King nel
Anche Barak ha avuto la sua lobby: la gente
comune che con i suoi dieci e venti dollari di donazione ha fatto la
differenza. Se da una parte non è stato possibile sfuggire alla logica di una
campagna elettorale miliardaria, dall’altra è stato possibile finanziarla
coi soldi della gente comune. E perciò Obama è un presidente più libero, che
non solo ha delle idee e dei valori per il paese, ma ha anche una forte base
popolare per poterli attuare. Non è ostaggio di potentati economici o lobby
militariste.
Michael Eric Dyson è un pastore battista,
professore di teologia, ma soprattutto pubblicista di libri di grande popolarità.
Nel 40° della morte ha scritto un saggio che si intitola “La morte di
Martin Luther King e come questa ha cambiato (changed) l’America”*.
In appendice, di questa interessante rivisitazione della vita di King e di come
nei 13 anni del suo ministero e attività politica egli sia stato costantemente
accompagnato dalla probabilità di una morte violenta, Dyson, profondo
conoscitore del movimento dei diritti civili, scrive un’intervista
impossibile, fingendo che King sia ancora vivo. Un’intervista fatta in
occasione del suo 80° compleanno. In questo modo, da attento esegeta del
pensiero di King, Dyson gli può fare domande anche sull’attualità
dell’America e immancabile arriva la domanda su Barak Obama. Ecco la
risposta virtuale di King, ma che ho trovato, molto realistica:
“Barak Obama è una forza della natura.
Negli anni sessanta dissi che nei circoli neri non eravamo ancora riusciti a
produrre una personalità politica che avesse qualcosa del magnetismo e del
grande rispetto di un John F. Kennedy. Credo di poter dire che oggi abbiamo
trovato quella persona proprio nel senatore Obama. E’ incredibilmente
preparato, brillante, riflessivo, e senza spocchia, sebbene per natura, ogni
politico debba mettersi in vetrina dicendo quel che ha fatto e quel che intende
fare per il Paese.
Il solo pensiero di avere una simile persona nell’ufficio più alto della
Nazione è meraviglioso. Al fascino del suo carisma e del magnetismo della sua
personalità egli aggiunge un forte senso delle aspettative e delle speranze del
suo elettorato, e tutto questo, testimoniarlo, è semplicemente sorprendente,
per me che sono un nero di quel Sud dove fino alla metà degli anni sessanta non
era concessa la facoltà di voto. Desidero comunque frenare le eccessive
aspettative della gente nei confronti del Senatore Obama, se fosse eletto
presidente. Un presidente nero non fermerà all’istante le sofferenze del
popolo nero, tuttavia potrà usare il suo pulpito per rapportarsi a questioni
sociali che sono rilevanti per noi, e potrà sicuramente aiutarci a mettere in
atto una legislazione indirizzata ai bisogni urgenti del popolo, a partire da
una assistenza sanitaria per tutti, al taglio delle tasse per i ceti più
poveri, a opportunità di lavoro e di carriera per i meno abbienti. Tutto questo
però, sia ben chiaro, non renderà superfluo il bisogno che continueremo ad
avere, di profeti che parlino fuori dal sistema.
Dunque, dobbiamo sostenerlo e incoraggiarlo, come dovremmo fare per un
qualsiasi altro presidente. Ora questo sarebbe un vero segno di progresso tra
le razze: dare ad un presidente nero, impegnato nel suo confronto quotidiano
con le materia spinose della politica, una forte voce profetica proveniente
dalla comunità afroamericana.”
Massimo Aprile
Segretario del
Dipartimento di Teologia dell’Unione Cristiana Evangelica Battista
d’Italia
*Michael Eric Dyson, April 4, 1968: Martin Luther
King's Death and How it Changed America,
Ecumenici
si stringe alla comunità evangelica battista domenica prossima come segno di
lode e di ringraziamento all’Onnipotente: è cambiata l’America ma è
stato vinto anche il nostro scetticismo nel contrastare un’aggressiva
campagna estremista di pentecostali e evangelicali che qui in Italia trova
inquietanti presenze anche sul web, appoggiate perfino da settori deviati e
devianti del protestantesimo storico. Proprio quelli che ci ignorano
sistematicamente. Abbiamo motivo di rallegrarci per una profezia che viene da
oggi scritta anche nei libri di storia e non solo sulle pagine dei giornali…