Dorothee Soelle
Noi vediamo sempre solo due vie
scappare o la vendetta
farsi umiliare o rendersi grande
essere presi a calci o prendere a calci.
Gesù, hai percorso una via diversa
hai combattuto, ma senza armi
hai sofferto, ma senza confermare l'ingiustizia
sei stato contro la violenza non usando violenza per combatterla.
Noi vediamo sempre solo due vie,
essere senza fiato o strangolare un altro
avere paura o spargere paura
essere preso a botte o prendere a botte.
Tu hai tentato una terza via
e i tuoi amici l'hanno portato avanti
si sono fatti incarcerare
hanno fatto sciopero di fame
hanno allargato lo spazio d'azione.
Noi percorriamo sempre solo le vie già sperimentate
ci adattiamo ai metodi di questo mondo
essere derisi e poi deridere
prima gli altri e poi noi stessi.
Cerchiamo una nuova via
abbiamo bisogno di più fantasia di quella di un esperto dell'industria bellica
abbiamo bisogno di più furbizia di quella di un mercante di armi
sfruttiamo l'effetto sorpresa per una via mai conosciuta prima
e la vergogna che si nasconde in ognuno di noi.

Insegnaci, o Dio, a diventare minoranza,
in un paese troppo ricco, troppo
xenofobo
e troppo ossequioso verso i militari.
Allineaci alla tua giustizia e non alla
maggioranza,
preservaci dal desiderio eccessivo di
armonia
e dagli inchini di fronte ai grandi
numeri.
Guarda quanto siamo affamati della tua
chiarezza.
Dacci degli insegnanti e delle
insegnanti,
non soltanto conduttori televisivi
preoccupati dell’audience.
Guarda quanto siamo assetati della tua
guida,
quanto vogliamo sapere quel che conta
veramente.
Affratellaci/assorellaci con coloro che
non hanno alcuna difesa,
alcun lavoro e alcuna speranza;
con coloro che sono troppo anziani o
troppo
poco esperti per essere impiegati.
O sapienza divina, mostraci la felicità
di coloro che hanno voglia della tua
legge
e che la meditano giorno e notte.
Essi sono come un albero piantato
Vicino all’acqua fresca.
Portano frutto al tempo dovuto.
Nata a Colonia nel 1929, si è laureata a Friburgo e a
Gottinga in Filologia classica, in Filosofia, in Teologia e in Letteratura
tedesca. Nel 1972 è stata abilitata all’insegnamento
nell’Università di Colonia con una tesi di dottorato sui rapporti fra
letteratura e Teologia dopo l’Illuminismo. In seguito è stata abilitata
all’insegnamento anche alla Facoltà di Teologia evangelica dell’Università
di Magonza. Dal 1975 al
La sua bibliografia è vastissima e tradotta in molte
lingue. In italiano sono state tradotte: Fantasia e obbedienza (1970),
Rappresentanza (Queriniana 1970), I dieci comandamenti (Queriniana 1970),
Sofferenza (Queriniana 1976), La pazienza rivoluzionaria. Meditazioni politiche
(1977), Il ruolo sociale della religione - Saggi e conversazioni (Queriniana
1977) Teologia politica (Morcelliana 1982), Scegli la vita! (Claudiana 1984),
Per lavorare e amare (Claudiana 1990), Teologhe femministe nei diversi
contesti, in CONCILIUM, Brescia, (Queriniana, 1998)
Le sue opere fondamentali „Il pianto silenzioso:
misticismo e resistenza“, „Contro la guerra“, „La
disobbedienza creativa“ non risultano pubblicate da nessuna casa editrice
in Italia. „Troppo“ scomoda e ribelle? Anche per la casa editrice
Claudiana?
Un albero di fico
Ancora il
nostro albero non porta alcun frutto,
ancora
rispediamo indietro i senza patria,
non
lasciamo lavorare le lavoratrici,
ancora
forniamo ai torturatori
tutto ciò
di cui necessitano
e
strozziamo la gola ai più poveri,
affinché
anche il loro grido non ci disturbi.
Ancora Dio
aspetta invano,
ancora il
nostro tempo sta nelle mani dei potenti,
che gettano
veleno nei nostri fiumi,
ci fanno
trovare roba divertente sugli schermi della tv,
immettono
metalli pesanti nel nostro cibo
e infondono
paura nel nostro cuore.
Ancora non
gridiamo abbastanza forte.
Per quanto
ancora Dio ?
Per quanto
ancora tu guarderai tutto questo
senza
abbattere il tuo albero di fico ?
Ancora non
abbiamo imparato a ravvederci/tornare indietro.
Ancora
piangiamo raramente.
Ancora...
Io il tuo albero
Non tu devi risolvere i miei problemi,
bensì io debbo risolvere i tuoi,
o Dio di coloro che cercano rifugio.
Non tu devi saziare gli affamati,
ma io debbo accudire i tuoi figli,
proteggerli dal terrore delle banche e
dei militari.
Non tu devi fare posto ai rifugiati,
ma io debbo accoglierli.
O tu, Dio, dei miseri.
Tu mi hai sognato, o Dio,
come vivo la natura ritta,
come imparo ad inginocchiarmi,
più bella di quanto sia adesso,
più felice di quanto osi essere,
più libera di quanto ci sia
lecito.
Non smettere di sognarmi, o Dio.
Io non voglio smettere di ricordarmi
Che sono il tuo albero,
piantato lungo i corsi d’acqua
della vita.
Diritti umani
Aung San Suu Kyi
http://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi
L'8 marzo
Nell'ultimo secolo lo scenario relativo ai diritti delle donne è mutato
drasticamente. Sono diventate protagoniste attive dei processi decisionali e
hanno realizzato passi significativi verso l'eguaglianza economica. A livello
globale esistono trattati giuridicamente vincolanti che proteggono e promuovono
i loro diritti.
Tuttavia le donne continuano a essere vittime di violenza, in particolare
violenza sessuale, diffusa in modo preoccupante.
In tempo di guerra, sono spesso considerate veri e propri obiettivi militari.
Si stima che, durante il conflitto armato in Sierra Leone (1991-2002), almeno
una donna/ragazza su tre abbia subito uno stupro o altre forme di violenza
sessuale, da parte di tutti i principali attori degli scontri: forze
governative, combattenti civili e fazioni armate avversarie.
La violenza sessuale è anche strettamente collegata al circolo vizioso che si
crea tra povertà e insicurezza. A Haiti, per esempio, molte ragazze non possono
permettersi di pagare le tasse scolastiche e sono quindi costrette a sottostare
ad abusi sessuali e violenze in cambio di regali o soldi per garantirsi
l'istruzione. Altre rimangono vittime di violenza sessuale mentre percorrono
strade poco o per nulla illuminate.
LE DONNE ARTEFICI DEL CAMBIAMENTO.
Sebbene nel mondo dilaghino l'insicurezza e la violenza contro le donne, sono
proprio loro che, superando enormi ostacoli, hanno ottenuto cambiamenti
positivi per l'intera società. In Liberia, le donne che hanno combattuto come
bambine-soldato stanno ora lavorando affinché tutte coloro che hanno subito
violenza durante i conflitti armati (1989-1997 e 1999-2003) ottengano
giustizia. Si stima che le donne rappresentassero oltre il 30 per cento delle
forze armate. Durante il conflitto, Florence Ballah e Jackie Redd sono state
portate via dalle loro abitazioni e hanno combattuto per fazioni rivali, adesso
si sono unite e lottano per fare in modo che le donne della Liberia abbiano una
vita migliore.
In Nepal, la violenza sulle donne è un fenomeno molto diffuso sebbene, a
seguito della caduta della monarchia nel 2006, alcuni cambiamenti positivi
siano avvenuti, soprattutto per quanto riguarda la presenza femminile nella
sfera pubblica. Le donne che lottano in difesa dei diritti umani e contro ogni
forma di violenza però sono ancora vittime di molestie e intimidazioni da parte
di attori statali e non.
In Iran, le attiviste della Campagna per l'uguaglianza lottano perché venga
messa fine alla discriminazione legale delle donne. Sono spesso vittime di
attacchi da parte del governo: nel 2008, Parvin Ardalan, Nahid Keshavarz,
Jelveh Javaheri e Maryam Hosseinkhah sono state condannate a sei mesi di
carcere. Dal 2006 oltre 50 attiviste sono state detenute dalle autorità e a
molte è stato vietato di lasciare il paese. Nonostante ciò, la loro lotta per
il cambiamento continua.
In ogni paese donne coraggiose e determinate lavorano per costruire un mondo
migliore. Le loro voci devono essere ascoltate. Il loro contributo deve essere
riconosciuto e incoraggiato. Le violazioni dei diritti umani non possono essere
fermate senza un'attiva partecipazione di chi ha subito in prima persona la violenza.
L'8 marzo aggiungi la tua voce a quella di Amnesty International. Firma perchè
i diritti delle donne in Grecia, Venezuela, Haiti, Messico e Sudafrica siano
rispettati!
Firma tutti gli appelli della campagna: http://www.amnesty.it/flex
Clara Ragaz Nadig
(Ecumenici) Donna
impegnata in favore della Pace e della Libertà nel mondo, nata a Coira (CH) nel
„Ich bin
was ich bin” (Sono ciò che sono)
"… Gesù non ci
insegna a pregare:" Prendi noi nel tuo regno ", ma" venga il tuo
regno, per noi. "… e i criteri del regno di Dio sono una piena
tensione di polarità: la libertà, l'autonomia, la veridicità, la dignità,
l'amore di Dio, la giustizia, la solidarietà e la fratellanza degli esseri
umani. Il regno di Dio è pacifico, non violento mentre l'impero mondiale
ingiusto, disonesto e violento.“
--------------------------------------------------
La newsletter informa che oggi è
stato effettuato un primo bonifico bancario on line di Euro 80,00 - in favore
della Chiesa Battista di Milano - per il gruppo che si occupa nelle carceri delle
persone transgender. Questa newsletter non ha
orgogliosamente nessun otto per mille da difendere e/o da gestire (cattolico o
protestante) e nessun contributo privato libero che non sia finalizzato
a scopi sociali. Questo è IL NOSTRO BIGLIETTO DA VISITA della nostra
attività formativa e informativa indipendente.
SOLI DEO GLORIA!
Zwingli