
(ve/rna) La petizione
lanciata alla fine dello scorso mese di gennaio “per un ente di aiuto
umanitario delle chiese evangeliche in Svizzera impegnato e profetico“ ha
raccolto, nel giro di un mese, oltre mille firme di singole persone e di
associazioni. Tra le associazioni firmatarie, fa sapere il comitato promotore
animato dal teologo Pierre Bühler e dal pastore Jürg Liechti-Möri, c’è la
“Theologische Bewegung für Solidarität und Befreiung“,
Constatiamo che Voce evangelica non ha però
riportato i link della petizione in corso. I riformati non vivono nelle
sacrestie o nelle catacombe! Lo facciamo in ogni caso noi:
http://www.eper-quo-vadis.ch/Signer-la-petition-en-ligne
Precisiamo che la proposta fatta a Ecumenici
il 19 settembre scorso dallo stesso direttore di ACES, dott. Ueli Locher di Zurigo
- Aiuto delle Chiese Evangeliche Svizzere, che legge in copia, non è mai avvenuto.
Non conosciamo le ragioni.
Gli articoli da noi pubblicati sono disponibili
sul sito www.ecumenici.eu digitando una parola
chiave nel campo di ricerca. Aiutaci a raccogliere firme in Ticino e in ambiente
valdese, metodista e battista in Italia. Grazie!

Di quanti 8 marzo avremo ancora bisogno?
Di Normanna Albertini
Carissimi preti, pastori, imam, monaci, uomini tutti
di qualsiasi religione, vorrei, se riuscite, voi che
vi ergete a difensori della famiglia, voi che avete fatto della madre e della
maternita’ un’icona sacra, ma che non riuscite ancora a concepire
la donna come semplice compagna di viaggio, vorrei che rifletteste sul
perche’ c’e’ ancora bisogno di una festa della donna.
Da
"
’E’
una tragedia grandissima, specialmente per quella povera bambina, ma la pena
della scomunica andava sanzionata perche’ lo prevede espressamente il Codice di Diritto Canonico di
fronte ad un palese caso di aborto procurato’, spiegano riservatamente
alla Pontificia Accademia per
Ancora notizie di questi giorni,
cioe’: "non notizie", perche’ quando non si tratta di
rumeni, la violenza sulle donne perde di "valore": "Stupri e
violenze da persone conosciute: Carini (Palermo), maltrattamenti ad una donna
da parte del figlio; Firenze, sette fiorentini accusati per lo stupro di gruppo
avvenuto qualche tempo fa, nessun arresto; Cremona, un uomo - amico di famiglia
- accusato di molestie ad una ragazza; Benevento, un uomo e’ stato
accusato di aver stuprato per due anni una ragazzina che si e’ suicidata
all’eta’ di 16 anni; Milano, violenta la figlia quattordicenne
della sua compagna".
Cultura?
Si’, una cultura di violenza e
sopraffazione che, a quanto pare, nemmeno l’atteggiamento di Cristo nei confronti
delle donne, cosi’ diverso dal suo tempo e anche dai nostri tempi,
e’ riuscito a cancellare completamente.
"Dalla
donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo" (25, 24). Il libro del Siracide e’ stato
scritto da un grande teologo, da un grande filosofo e da un grande letterato.
Cultura dell’epoca. Continua, il Siracide: "E’ meglio la
cattiveria di un uomo che la bonta’ di una donna, una donna che porta
vergogna fino allo scherno" (42, 14). E Qoelet, termine che indica il
"predicatore", anch’egli un teologo, afferma ispirato che:
"Un uomo su mille l’ho trovato, ma una donna fra tutte non
l’ho trovata" (7, 28). Sempre Siracide insegna: "Una figlia e’
per il padre un’inquietudine segreta, la preoccupazione per lei allontana
il sonno, nella sua giovinezza perche’ non sfiorisca, una volta accasata
perche’ non sia ripudiata, finche’ ragazza si teme che sia sedotta
e che resti incinta nella casa paterna, quando e’ con un marito che cada
in colpa, quando e’ accasata che sia sterile" (42, 9-10).
Quando si parla di radici giudaico-cristiane, noi
donne dobbiamo ricordare che significano anche questo.
Siamo merce dell’uomo, uteri, forza-lavoro; nient’altro. E
bugiarde, inaffidabili.
L’unica
volta che Dio ha parlato a una donna e’ a Sara, la moglie di Abramo,
quando le ha detto che il marito cosi’ vecchio avrebbe avuto un figlio da
lei. Sara si scompiscia dalle risate. "Figurati, mio marito e’
vecchio, io ormai sono rinsecchita, come posso avere un figlio?". Il Padre
eterno si rivolge a Sara e dice: "Hai riso!". "No, non ho
riso". Una bugia. Dio non parlera’ mai piu’ alle donne e da
questa bugia di Sara nel trattato giuridico di Israele viene fuori che la donna
non e’ credibile come testimone perche’ e’ tendenzialmente
bugiarda.
E
se il Corano va
preso alla lettera, nonostante le nuove legislazioni sul diritto di famiglia di
alcuni paesi musulmani, per le donne la completa parita’ con
l’altro sesso e’ ben lungi da venire: Sura IV An-Nisa’ (Le Donne), 34: "Gli uomini sono
preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni
rispetto alle altre e perche’ spendono [per esse] i loro beni. Le [donne]
virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha
preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele
sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate piu’
nulla contro di esse. Allah e’ altissimo, grande".
Come
si vede, la prevalenza dell’uomo dipende dalla volonta’ di Dio e
dall’ordine sociale. Se la donna non si sottomette all’uomo, questi
prima la rimprovera, poi interrompe i rapporti intimi con lei e alla fine passa
alle botte. Se la donna pero’ si sottomette non deve essere piu’
maltrattata.
Vi
prego, preti, pastori, imam, monaci,
uomini tutti di qualsiasi religione: smettetela di preoccuparvi dei nostri
peccati di donne, delle nostre povere anime che non volete dannate
all’inferno. Preoccupatevi dei crimini, degli
orribili reati che coloro che dovrebbero esserci compagni vanno diffondendo per
il mondo. Pregate per le vostre e le loro anime. Noi, le donne, siamo state le
uniche disposte a morire con Cristo, le uniche sotto la croce.
Davvero pensate che abbiamo bisogno di voi come
tramite con Dio? Davvero pensate che una bambina violentata di soli nove anni sia una
peccatrice se, per non morire, abortisce? Di quanti otto marzo ci
sara’ ancora bisogno?