Dopo circa un anno la newsletter Ecumenici torna a crescere in maniera rilevante
in termini di diffusione: ringraziamo tutti gli amici di Facebook che in questi
ultimi due mesi ci hanno donato amicizia, solidarietà, condivisione e partecipazione.
Poeti, musicisti e artisti di ogni campo del sapere e delle arti allietano la
nostra la nostra bacheca di gruppo e quella personale quasi ogni giorno in
maniera straordinaria e fuori da vincoli commerciali. Siamo molto entusiasti di
questo successo imprevisto e per certi aspetti imprevedibile. Il dialogo fra le
chiese (in particolare) e fra le religioni non gode proprio di ottima salute,
ma proprio in questo momento possiamo affermare con gioia di rappresentare un’isola
felice in Italia e in Ticino. Per l’ultimo evento organizzato - in favore
dell’iniziativa “Officine della mente” della dottoressa Aloi -
si stanno coinvolgendo in queste ore oltre 1150 persone. Questo foglio è
distribuito - a partire da stasera - anche agli amici del network sociale! Non
solamente in lingua inglese ma anche in italiano.
E’ stato un lungo cammino ma dopo circa dieci anni di
boicottaggi, silenzi e indifferenza respiriamo veramente aria di primavera. E
che bell’aria nuova.
Grazie
Maurizio Benazzi
Abitare
il dialogo
Canta C. C., Pepe M. (ed), Abitare il dialogo. Società e culture
dell’amicizia nel Mediterraneo, Milano, Franco Angeli 2008

Il dialogo non è solamente una ‘vocazione’ interna
alle singole comunità di fede, ma è un passaggio obbligato per la società nel
suo complesso che, abitata da un crescente pluralismo, si trova ad attraversare
un frangente epocale caratterizzato dalla frammentazione e dalla perdita del
legame sociale. L’esperienza del dialogo tra le Chiese, perciò, si
trasforma in risorsa, divenendo una tangibile modalità relazionale, annunciando
la possibilità di creare ponti e nessi fra culture e universi simbolici
distinti. Chiese e comunità dialoganti danno corpo ad un ‘reciproco
conoscersi’ nel momento in cui si pongono in ascolto del nucleo
originario delle rispettive tradizioni di fede, le quali, al di là delle forme
di inculturazione subite, hanno tutte una profonda natura dialogica. Per le
religioni del Libro, poi, si tratta di un ‘ri-conoscersi’ quali
figlie di un’uguale promessa, custodi del medesimo progetto di Dio
sull’uomo: esiste, infatti, una dimensione meta-storica del dialogo, la
quale risulta inscritta nel più ampio progetto della Rivelazione e che, stando
alle parole di Giorgio
Il volume – che è il risultato del ciclo di Seminari
internazionali “Dialoghi religiosi e
culturali nel Mediterraneo”, promossi dal Laboratorio sul “Pluralismo culturale” (PLUC)
e realizzati presso l’Università di Roma Tre – mette a tema proprio
questi argomenti. Il testo ha il merito di presentare la riflessione sul dialogo
interculturale e interreligioso con un approccio corale, teso a valorizzare la
pluralità di orizzonti culturali e di fede che caratterizzano il bacino
mediterraneo e sempre più – in seguito ai processi migratori –
anche il contesto italiano. Risposta a quanti vanno profetizzando imminenti
‘scontri di civiltà’, l’esperienza del dialogo interculturale
ed interreligioso, in controtendenza, si prospetta come la strada privilegiata
per governare il pluralismo che ormai caratterizza la società europea. In tal
senso il Mediterraneo, da sempre laboratorio di fecondi e complessi intrecci
culturali, è – per eredità storica e per collocazione geografica –
la naturale cornice dell'incontro fra esperienze religiose diverse.
Il testo ha il pregio di dare voce alla possibilità concreta di
incontro, esperienza dialogica che si rivela nel dare ospitalità al saper
tessere insieme vissuti e visioni del mondo diverse. I saggi riportati privilegiano,
come soggetti del dialogo, studiosi di rilevanza internazionale cristiani,
ebrei e musulmani. Una particolare attenzione è dedicata al mondo islamico, a
causa dell’incidenza crescente che ha l’Islam nel panorama
religioso italiano ed europeo.
Il dialogo interreligioso, che nel testo emerge in tutta la sua
complessità, obbliga a ripensare politiche culturali ed educative che tengano
conto dei cambiamenti in atto nella società europea, raccogliendo altresì l’eredità
dello scenario mediterraneo. Da tale prospettiva nasce la necessità di far
dialogare saperi diversi, ma soprattutto si fa viva l’urgenza di mettere
in relazione il piano della riflessione teorica con quello del racconto
esperienziale, dando così piena voce alla fatica e alla bellezza dell’incontro
con l’altro. L’Università si presenta come luogo di sperimentazione
di una prassi dialogica, autentica sfida per le nuove generazioni.
In appendice al volume sono proposti due documenti
significativi, espressione della riflessione di gruppi di intellettuali, che,
in maniera diversa, costituiscono contributi importanti al dibattito in corso
nel Paese: il documento “Scuola
pubblica e cultura religiosa in una società democratica e multiculturale”,
elaborato dal Gruppo di Vallombrosa, e il documento della Facoltà Teologica di
Sicilia “S. Giovanni Evangelista”, “Per
un discernimento cristiano dell’Islam”.
A cura di Marinella Pepe
Da Franco Grassi
dell’Associazione 31 ottobre: fra scenari politici e religiosi dell’Italia
di oggi.
La rana lessata
Olivier
Clerc, scrittore e filosofo, ha inviato una storiella di grande ricchezza
d'insegnamento.
Si tratta del principio della rana lessata. Immaginate un pentolone
Pieno d'acqua fredda nella quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l'acqua riscalda pian piano.
Presto diventa tiepida. La rana trova questo piuttosto gradevole e continua
a nuotare. La temperatura continua a salire.
Adesso
l'acqua è calda. Un po' più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un
po' ma tuttavia non si spaventa.
L'acqua stavolta è veramente calda. La rana comincia a trovare
Sgradevole ciò ma essa si è indebolita, allora sopporta e non fa nulla.
La temperatura continua a salire fino al momento in cui la rana finisce
semplicemente per cuocere e morire.
Se la stessa rana fosse stata direttamente immersa nell'acqua a 50°,
immediatamente avrebbe dato il giusto colpo di zampa che l'avrebbe presto
proiettata fuori dal pentolone.
Questa esperienza mostra che, quando un cambiamento si effettua in maniera
sufficientemente lenta, sfugge alla coscienza e non suscita, per la maggior
parte del tempo, nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.
Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, noi subiamo
una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose che ci
avrebbero fatto orrore 20 anni fa, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono
diventate banali, edulcorate, e ci disturbano leggermente, oggi, o lasciano
decisamente indifferenti la gran parte delle persone.
In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle Libertà
individuali, alla dignità della persona, all'integrità della natura, alla
bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente
con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute. I
foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni
e delle misure preventive, non fanno che preparare psicologicamente il
popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.
Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i
cervelli che non riescono più a discernere.
Quando ho annunciato queste cose per la prima volta era per domani.
Adesso, è per oggi.
Allora se non siete come la rana, già mezzo cotti, date il colpo di zampa
salutare prima che sia troppo tardi.
Grazie per la larga diffusione che darete.