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Abitare il dialogo: protagonisti a livello laico   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #373 di 483 |

Dopo circa un anno la newsletter Ecumenici torna a crescere in maniera rilevante in termini di diffusione: ringraziamo tutti gli amici di Facebook che in questi ultimi due mesi ci hanno donato amicizia, solidarietà, condivisione e partecipazione. Poeti, musicisti e artisti di ogni campo del sapere e delle arti allietano la nostra la nostra bacheca di gruppo e quella personale  quasi ogni giorno in maniera straordinaria e fuori da vincoli commerciali. Siamo molto entusiasti di questo successo imprevisto e per certi aspetti imprevedibile. Il dialogo fra le chiese (in particolare) e fra le religioni non gode proprio di ottima salute, ma proprio in questo momento possiamo affermare con gioia di rappresentare un’isola felice in Italia e in Ticino. Per l’ultimo evento organizzato - in favore dell’iniziativa “Officine della mente” della dottoressa Aloi - si stanno coinvolgendo in queste ore oltre 1150 persone. Questo foglio è distribuito - a partire da stasera - anche agli amici del network sociale! Non solamente in lingua inglese ma anche in italiano.

E’ stato un lungo cammino ma dopo circa dieci anni di boicottaggi, silenzi e indifferenza respiriamo veramente aria di primavera. E che bell’aria nuova.

Grazie

Maurizio Benazzi

 

Abitare il dialogo

 

Canta C. C., Pepe M. (ed), Abitare il dialogo. Società e culture dell’amicizia nel Mediterraneo, Milano, Franco Angeli 2008

 

CANTA CARMELINA CHIARA, PEPE MARINELLA (CURA) - ABITARE IL DIALOGO - SOCIETA' E CULTURE DELL'AMICIZIA NEL MEDITERRANEO

 

Il dialogo non è solamente una ‘vocazione’ interna alle singole comunità di fede, ma è un passaggio obbligato per la società nel suo complesso che, abitata da un crescente pluralismo, si trova ad attraversare un frangente epocale caratterizzato dalla frammentazione e dalla perdita del legame sociale. L’esperienza del dialogo tra le Chiese, perciò, si trasforma in risorsa, divenendo una tangibile modalità relazionale, annunciando la possibilità di creare ponti e nessi fra culture e universi simbolici distinti. Chiese e comunità dialoganti danno corpo ad un ‘reciproco conoscersi’ nel momento in cui si pongono in ascolto del nucleo originario delle rispettive tradizioni di fede, le quali, al di là delle forme di inculturazione subite, hanno tutte una profonda natura dialogica. Per le religioni del Libro, poi, si tratta di un ‘ri-conoscersi’ quali figlie di un’uguale promessa, custodi del medesimo progetto di Dio sull’uomo: esiste, infatti, una dimensione meta-storica del dialogo, la quale risulta inscritta nel più ampio progetto della Rivelazione e che, stando alle parole di Giorgio La Pira, è rintracciabile nel “sogno unitivo di Abramo”.

Il volume – che è il risultato del ciclo di Seminari internazionali “Dialoghi religiosi e culturali nel Mediterraneo”, promossi dal Laboratorio sul “Pluralismo culturale” (PLUC) e realizzati presso l’Università di Roma Tre – mette a tema proprio questi argomenti. Il testo ha il merito di presentare la riflessione sul dialogo interculturale e interreligioso con un approccio corale, teso a valorizzare la pluralità di orizzonti culturali e di fede che caratterizzano il bacino mediterraneo e sempre più – in seguito ai processi migratori – anche il contesto italiano. Risposta a quanti vanno profetizzando imminenti ‘scontri di civiltà’, l’esperienza del dialogo interculturale ed interreligioso, in controtendenza, si prospetta come la strada privilegiata per governare il pluralismo che ormai caratterizza la società europea. In tal senso il Mediterraneo, da sempre laboratorio di fecondi e complessi intrecci culturali, è – per eredità storica e per collocazione geografica – la naturale cornice dell'incontro fra esperienze religiose diverse.

Il testo ha il pregio di dare voce alla possibilità concreta di incontro, esperienza dialogica che si rivela nel dare ospitalità al saper tessere insieme vissuti e visioni del mondo diverse. I saggi riportati privilegiano, come soggetti del dialogo, studiosi di rilevanza internazionale cristiani, ebrei e musulmani. Una particolare attenzione è dedicata al mondo islamico, a causa dell’incidenza crescente che ha l’Islam nel panorama religioso italiano ed europeo.

Il dialogo interreligioso, che nel testo emerge in tutta la sua complessità, obbliga a ripensare politiche culturali ed educative che tengano conto dei cambiamenti in atto nella società europea, raccogliendo altresì l’eredità dello scenario mediterraneo. Da tale prospettiva nasce la necessità di far dialogare saperi diversi, ma soprattutto si fa viva l’urgenza di mettere in relazione il piano della riflessione teorica con quello del racconto esperienziale, dando così piena voce alla fatica e alla bellezza dell’incontro con l’altro. L’Università si presenta come luogo di sperimentazione di una prassi dialogica, autentica sfida per le nuove generazioni.

In appendice al volume sono proposti due documenti significativi, espressione della riflessione di gruppi di intellettuali, che, in maniera diversa, costituiscono contributi importanti al dibattito in corso nel Paese: il documento “Scuola pubblica e cultura religiosa in una società democratica e multiculturale”, elaborato dal Gruppo di Vallombrosa, e il documento della Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista”, “Per un discernimento cristiano dell’Islam”.

 

A cura di Marinella Pepe

 

Da Franco Grassi dell’Associazione 31 ottobre: fra scenari politici e religiosi dell’Italia di oggi.

 

La rana lessata

 

Olivier Clerc, scrittore e filosofo, ha inviato una storiella  di grande ricchezza d'insegnamento.
Si tratta del principio della rana  lessata. Immaginate un pentolone
Pieno d'acqua fredda nella quale nuota  tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l'acqua  riscalda pian piano.
Presto diventa tiepida. La rana trova questo piuttosto  gradevole e continua a nuotare. La temperatura continua a salire.

Adesso  l'acqua è calda. Un po' più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un  po' ma tuttavia non si spaventa.
L'acqua stavolta è veramente calda.  La rana comincia a trovare
Sgradevole ciò ma essa si è indebolita, allora  sopporta e non fa nulla.
La temperatura continua a salire fino al momento in  cui la rana finisce semplicemente per cuocere e morire.
Se la stessa  rana fosse stata direttamente immersa nell'acqua a 50°, immediatamente  avrebbe dato il giusto colpo di zampa che l'avrebbe presto proiettata  fuori dal pentolone.
Questa esperienza mostra che, quando un cambiamento si  effettua in maniera sufficientemente lenta, sfugge alla coscienza e non  suscita, per la maggior parte del tempo, nessuna reazione, nessuna  opposizione, nessuna rivolta.
Se guardiamo ciò che succede nella nostra  società da alcuni decenni, noi subiamo una lenta deriva alla quale ci  abituiamo. Un sacco di cose che ci avrebbero fatto orrore 20 anni fa, 30  o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate, e ci  disturbano leggermente, oggi, o lasciano decisamente indifferenti la gran  parte delle persone.
In nome del progresso e della scienza, i peggiori  attentati alle Libertà individuali, alla dignità della persona,  all'integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si  effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle  vittime, ignoranti o sprovvedute. I foschi presagi annunciati per il futuro,  anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno che  preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.
Il permanente ingozzamento di  informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a  discernere.
Quando ho annunciato queste cose per la prima volta era per domani.
Adesso, è per oggi.
Allora se non siete come la rana, già mezzo  cotti, date il colpo di zampa salutare prima che sia troppo  tardi.
Grazie per la larga diffusione che darete.

 



Mer 1 Apr 2009 6:29 pm

mauriziobenazzi
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mauriziobenazzi
Offline Invia email
1 Apr 2009
6:39 pm
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