Non importa chi tu sia,
uomo, donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o studente,
o commerciante,
se ti chiedono
qual è la cosa
più importante
per l'umanità
rispondi
prima
dopo
sempre
la pace.
Li Tien Min
Ci congediamo così per l'evento previsto oggi 2 giugno alle ore
Negli scorsi mesi - dopo il discorso del 4 novembre del Ministro
"(...) Ypres (Iepre) è un esempio eccellente relativo alla bruttura della
guerra e dell'ideologia militarista. Una cittadina medioevale totalmente rasa
al suolo in occasione della Prima guerra mondiale, fedelmente ricostruita
costellata nel centro storico da cimiteri di guerra inglesi.
Oggi Ypres ha uno splendido museo della pace, non la solita collezione di
oggetti militari ma multimediale. Entrarvi significa camminare in una trincea,
con gli spari, i reticolati, i bagliori ed i cecchini. Mia figlia, dodicenne,
mi ha detto di aver compreso qualche caratteristica della guerra solo visitando
questo museo.
Alle 19.00 di ogni sera, dal 1919, i trombettieri dei vigili del fuoco locali
suonano il silenzio fuori ordinanza. Su questa porta, ricostruzione di quella
prebellica, sono incisi i nomi di oltre 200.000 inglesi caduti a Yepres in due
anni, rimasti senza sepoltura. Con mia grande sorpresa ho visto centinaia di
persone recare omaggio e, mi è stato detto, in ogni giorno dell'anno. Erano
presenti gruppi di studenti di college inglesi e il pronipote di un caduto ha
letto alcuni versetti del Salmo 23 (Il Signore è il mio pastore).
A pochi Km da Ypres si trova Langemark, 2000 abitanti e molte centinaia di
mucche al pascolo. Al termine del villaggio (ridente!) si trova uno dei più
grandi cimiteri tedeschi con oltre 30.000 caduti. Quasi tutti liceali partiti
volontari e caduti mente si lanciavano all'assalto delle divisioni inglesi nei
primi giorni di guerra. Ragazzi fedeli allievi del "cattivo maestro"
di "Nulla di nuovo sul fronte occidentale". Infatti una grande
scritta virgolettata ricordava "Una patria ed una famiglia" (mancava
una religione perchè
A distanza di pochi mesi da quella lettera siamo chiamati a rispondere alla
svolta militarista dell'Italia; non vorremo che nel giro di breve tempo, a
causa del silenzio di molti, la politica estera italiana diventi lo strumento
per forme aggressive e nuove campagne di odio. Le dichiarazioni del Premier
sulla stampa estera (ovviamente tutta comunista e di sinistra) non lasciano
molti dubbi a tal proposito...
A noi tocca adesso fare la nostra parte: per difendere
Maurizio Benazzi