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Rispondi | Inoltra Messaggio #419 di 466 |

Joan Baez canta We Shall Overcame in farsi per l'Iranâ€

http://www.youtube.com/watch?v=kVCqPAzI-JY

Doriana

 

 

 

 

Microcredito contro la povertà




Cooperativa ecumenica per la micro finanza

(Amanda Pfändler) Dopo il successo in Svizzera tedesca e romanda, sbarca anche in Ticino la Cooperativa ecumenica di sviluppo Oikocredit, la più grande iniziativa privata al mondo che investe nella microfinanza. Abbiamo rivolto alcune domande al presidente di Oikocredit Svizzera tedesca, Ueli Burkhalter, a Bellinzona per promuovere l’attività della cooperativa.

Che cosa significa il motto “Oikocredit investe nell’uomo�
Vuol dire che per Oikocredit la cosa più importante sono i nostri partner nei Paesi in via di sviluppo, che grazie ai crediti che concediamo loro, possono costruirsi un progetto di vita. Al centro del nostro impegno non c’è il profitto, bensì il futuro delle persone.

Come vengono scelti i progetti nei quali investite?
Innanzitutto va precisato che Oikocredit Svizzera tedesca non sceglie direttamente quali progetti sostenere. Noi ci occupiamo di informare l’opinione pubblica sull’operato di Oikocredit e di raccogliere fondi. È poi la sede centrale olandese che decide quali progetti sostenere. In genere ci si assicura che siano rispettosi dell’ambiente e si prediligono quelli proposti da donne (circa l’80% dei nostri clienti), poiché in genere nei Paesi poveri sono loro che devono occuparsi della famiglia e far quadrare i conti.

Cosa accade dopo il versamento di un credito?
Questo è un aspetto fondamentale del nostro lavoro: anche dopo aver ricevuto il credito richiesto, i nostri partner vengono seguiti con regolarità dalle istituzioni di microcredito locali con le quali collaboriamo. Questo allo scopo di renderli non solo buoni imprenditori, ma anche risparmiatori ed evitare così che alla prima difficoltà cadano nella spirale dei debiti. Spesso viene inoltre offerta loro assistenza dal punto di vista tecnico. Possiamo poi beneficiare del know-how acquisito da altri nostri partner. Quelli che grazie al nostro credito iniziale sono riusciti a costruirsi un’attività di successo e che possono quindi rivolgersi alle istituzioni finanziarie ‘classiche’, vengono proposti come esempio e la loro esperienza usata per favorire il successo di altri progetti.

Chi sono le persone che investono in voi?
Per la maggior parte dei nostri investitori l’aspetto più importante non è il massimo profitto, bensì il fatto che i loro soldi, investiti, possano aiutare a migliorare le condizioni di vita nel Sud del mondo. Si tratta di persone che hanno esigenze etiche molto elevate. Ve ne sono alcuni in Svizzera che rinunciano dirittura ai dividendi e li donano a Oikocredit affinché li riutilizzi per altri progetti.

Si tratta solo di un’opera di bene, oppure c’è la possibilità di un reale guadagno per l’investitore?
C’è la possibilità di guadagnare: noi offriamo un interesse del 2% all’anno il che, in Svizzera non è poco. Abbiamo inoltre una copertura praticamente del 100% e non sottostiamo quindi alle oscillazioni (e ai crolli) della Borsa. Oikocredit è una cooperativa finanziata solidamente e questo, dopo le perdite per gli investitori causate dal fallimento di varie grandi banche, ci rende molto attrattivi.
Se vogliamo crescere, dobbiamo riuscire ad attirare non solo le persone motivate eticamente, ma anche quelle che desiderano investire i propri soldi in un progetto valido e solido finanziariamente.

La crisi non vi ha quindi penalizzato, per quanto riguarda gli investimenti?
No, anzi. Abbiamo addirittura registrato un aumento delle entrate. La gente ne ha abbastanza di questo “capitalismo da casinò†ed è delusa da quanto è successo. Noi siamo un’interessante alternativa.

A proposito di crisi, come si può in un momento come questo, essere sicuri che i soldi investiti non andranno persi? Avete delle riserve o dei meccanismi di autocontrollo volti ad evitare perdite finanziarie?
La sicurezza, al 100 per cento, non c’è mai quando si investe. Oikocredit fa comunque il possibile per tutelare i propri investitori: i progetti sono realistici e calcolati nei minimi dettagli. Promuoviamo inoltre le micro-assicurazioni e, come detto sopra, seguiamo in nostri partner anche dopo aver versato il prestito. Quest’ultimi vengono inoltre raggruppati in piccole unità di condivisione e di accompagnamento. Questo favorisce un controllo e una solidarietà sociali.
Va precisato che malgrado la crisi, nell’ultimo anno non abbiamo registrato un calo della percentuale di rimborso dei crediti, che da Oikocredit è molto alta.
Non possiamo conoscere gli effetti che questa crisi potrebbe avere sui nostri partner se continuasse per esempio per altri cinque anni, ma quel che si può dire è che nessun investitore di Oikocredit ha finora mai perso i suoi soldi.

Sempre in ambito di crisi, è immaginabile che Oikocredit possa finanziare progetti nei Paesi ricchi sostenendo persone che vogliono ricominciare dopo aver perso soldi, lavoro e a volte persino la casa?
Oikocredit è partita lavorando principalmente in Sudamerica ed è oggi attiva in 62 Paesi del Sud del mondo e dell’Europa dell’Est. Non si può quindi escludere un’ulteriore espansione. Va tuttavia precisato che difficilmente la cooperativa opererà nei Paesi occidentali. E questo per due ragioni: innanzitutto le persone in difficoltà in Europa e in Nord America hanno già banche e altre istituti di credito a loro disposizione, dall’altro canto per operare in Europa sarebbe necessaria una licenza bancaria. È una cosa di cui i vertici della cooperativa in Olanda hanno discusso a lungo. Ma alla fine si è deciso: Oikocredit non vuole essere una banca.

Gli investimenti presso Oikocredit possono essere dedotti dalle tasse come donazioni?
Gli investimenti no, se però i dividendi vengono donati ad Oikocredit, sì.

Nel 2006 è stato assegnato il Nobel per la pace a Muhammad Yunus, considerato l’inventore del microcredito. Avete beneficiato della pubblicità derivante da questo evento?
Da un lato sia il Nobel assegnato a Yunus, sia il fatto che l’Onu abbia dichiarato il 2005 Anno internazionale del microcredito, ci hanno favorito: la stampa ne ha parlato molto e la gente si è detta: “beh, se l’Onu gli dedica un anno e gli viene assegnato il Nobel per la pace, allora il microcredito deve essere una buona cosaâ€. Dall’altro lato questo accresciuto interesse per il microcredito ha aumentato la concorrenza: molti grossi istituti bancari tradizionali hanno creato prodotti finanziari specifici per permettere ai propri clienti d’investire nel microcredito.

Collaborate con istituti finanziari che propongono ai propri clienti d’investire in Oikocredit?
Abbiamo collaborazioni di questo tipo, ma solo con le banche etiche. La sede centrale di Oikocredit, con la collaborazione della banca cui si appoggia, sta inoltre istituendo un Fondo etico composto anche da azioni Oikocredit che possa essere proposto a livello internazionale.

Oikocredit nasce per volontà del Consiglio ecumenico delle Chiese. Questa connotazione religiosa vi ha mai creato problemi?
Per quanto riguarda i Paesi nei quali operiamo, inizialmente ci sono state difficoltà in India. Solo da qualche anno siamo infatti attivi in questo Paese, poiché il governo indiano è molto scettico riguardo alle organizzazioni cristiane: teme che si faccia attività missionaria.
Non ci sono invece problemi per quanto riguarda i donatori, anche perché noi abbiamo una posizione molto chiara: siamo fieri delle nostre radici cristiane, ma non le mettiamo eccessivamente in mostra; non è questo l’aspetto più importante, bensì il bene che Oikocredit è riuscita a fare in questi 30 anni.

 

 

Oikocredit – Scheda




Il pastore Ueli Burkhalter dirige Oikocredit Svizzera

(ap) La Cooperativa ecumenica di sviluppo Oikocredit è nata nel 1975 per volontà del Consiglio ecumenico delle Chiese. Sostiene partner in oltre 60 Paesi, dalle Filippine alla Bolivia, fino al Botswana o alla Romania. Con un capitale di oltre 500 milioni di franchi, Oikocredit è la più grande iniziativa privata al mondo che investe nella microfinanza. Organizzata in cooperativa internazionale composta da vari “Circoli dei donatori†(sezioni regionali), presta a tassi equi ai poveri che desiderano creare una piccola impresa e non hanno accesso alle banche tradizionali. I beneficiari dei prestiti sono in maggioranza donne (80%). Le somme prestate per creare una piccola impresa sono minime (50-100 euro in media), raramente superiori ai 500 euro.
Chi partecipa ad Oikocredit acquista per un minimo di 200 euro (circa 300 franchi), dei certificati di partecipazione alla cooperativa. La somma investita può essere rimborsata dopo tre anni.
Il nome Oikocredit comprende la parola greca oikos, che significa “casaâ€. La stessa radice compare anche nelle parole “economiaâ€, “ecologia†ed “ecumenismoâ€, tre concetti che Oikocredit unisce nel proprio operato.

Nella foto: Ueli Burkhalter, direttore di Oikocredit Svizzera

Ulteriori informazioni
www.oikocredit.org/sa/chd
www.oikocredit.org/sa/chf

 



Mer 1 Lu 2009 4:42 am

mauriziobenazzi
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Joan Baez canta We Shall Overcame in farsi per l'Iran†<http://www.youtube.com/watch?v=kVCqPAzI-JY> http://www.youtube.com/watch?v=kVCqPAzI-JY Doriana ...
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mauriziobenazzi
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1 Lu 2009
4:45 am
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