Joan Baez canta We Shall Overcame in farsi per l'Iranâ€
http://www.youtube.com/watch?v=kVCqPAzI-JY
Doriana
Microcredito
contro la povertà

Cooperativa ecumenica per la micro finanza
(Amanda Pfändler) Dopo il successo
in Svizzera tedesca e romanda, sbarca anche in Ticino
Che cosa significa il motto “Oikocredit investe
nell’uomo�
Vuol dire che per Oikocredit la
cosa più importante sono i nostri partner nei Paesi in via di sviluppo, che
grazie ai crediti che concediamo loro, possono costruirsi un progetto di vita.
Al centro del nostro impegno non c’è il profitto, bensì il futuro delle
persone.
Come vengono scelti i progetti nei quali investite?
Innanzitutto va precisato che
Oikocredit Svizzera tedesca non sceglie direttamente quali progetti sostenere.
Noi ci occupiamo di informare l’opinione pubblica sull’operato di
Oikocredit e di raccogliere fondi. È poi la sede centrale olandese che decide
quali progetti sostenere. In genere ci si assicura che siano rispettosi dell’ambiente
e si prediligono quelli proposti da donne (circa l’80% dei nostri
clienti), poiché in genere nei Paesi poveri sono loro che devono occuparsi
della famiglia e far quadrare i conti.
Cosa accade dopo il versamento di un credito?
Questo è un aspetto fondamentale
del nostro lavoro: anche dopo aver ricevuto il credito richiesto, i nostri
partner vengono seguiti con regolarità dalle istituzioni di microcredito locali
con le quali collaboriamo. Questo allo scopo di renderli non solo buoni
imprenditori, ma anche risparmiatori ed evitare così che alla prima difficoltà
cadano nella spirale dei debiti. Spesso viene inoltre offerta loro assistenza
dal punto di vista tecnico. Possiamo poi beneficiare del know-how acquisito da
altri nostri partner. Quelli che grazie al nostro credito iniziale sono
riusciti a costruirsi un’attività di successo e che possono quindi
rivolgersi alle istituzioni finanziarie ‘classiche’, vengono
proposti come esempio e la loro esperienza usata per favorire il successo di altri
progetti.
Chi sono le persone che investono in voi?
Per la maggior parte dei nostri
investitori l’aspetto più importante non è il massimo profitto, bensì il
fatto che i loro soldi, investiti, possano aiutare a migliorare le condizioni
di vita nel Sud del mondo. Si tratta di persone che hanno esigenze etiche molto
elevate. Ve ne sono alcuni in Svizzera che rinunciano dirittura ai dividendi e
li donano a Oikocredit affinché li riutilizzi per altri progetti.
Si tratta solo di un’opera di bene, oppure c’è la
possibilità di un reale guadagno per l’investitore?
C’è la possibilità di
guadagnare: noi offriamo un interesse del 2% all’anno il che, in Svizzera
non è poco. Abbiamo inoltre una copertura praticamente del 100% e non
sottostiamo quindi alle oscillazioni (e ai crolli) della Borsa. Oikocredit è
una cooperativa finanziata solidamente e questo, dopo le perdite per gli
investitori causate dal fallimento di varie grandi banche, ci rende molto
attrattivi.
Se vogliamo crescere, dobbiamo
riuscire ad attirare non solo le persone motivate eticamente, ma anche quelle
che desiderano investire i propri soldi in un progetto valido e solido
finanziariamente.
La crisi non vi ha quindi penalizzato, per quanto riguarda
gli investimenti?
No, anzi. Abbiamo addirittura
registrato un aumento delle entrate. La gente ne ha abbastanza di questo
“capitalismo da casinò†ed è delusa da quanto è successo. Noi siamo
un’interessante alternativa.
A proposito di crisi, come si può in un momento come questo,
essere sicuri che i soldi investiti non andranno persi? Avete delle riserve o
dei meccanismi di autocontrollo volti ad evitare perdite finanziarie?
La sicurezza, al 100 per cento, non
c’è mai quando si investe. Oikocredit fa comunque il possibile per
tutelare i propri investitori: i progetti sono realistici e calcolati nei
minimi dettagli. Promuoviamo inoltre le micro-assicurazioni e, come detto
sopra, seguiamo in nostri partner anche dopo aver versato il prestito.
Quest’ultimi vengono inoltre raggruppati in piccole unità di condivisione
e di accompagnamento. Questo favorisce un controllo e una solidarietà sociali.
Va precisato che malgrado la crisi,
nell’ultimo anno non abbiamo registrato un calo della percentuale di
rimborso dei crediti, che da Oikocredit è molto alta.
Non possiamo conoscere gli effetti
che questa crisi potrebbe avere sui nostri partner se continuasse per esempio
per altri cinque anni, ma quel che si può dire è che nessun investitore di
Oikocredit ha finora mai perso i suoi soldi.
Sempre in ambito di crisi, è immaginabile che Oikocredit
possa finanziare progetti nei Paesi ricchi sostenendo persone che vogliono
ricominciare dopo aver perso soldi, lavoro e a volte persino la casa?
Oikocredit è partita lavorando
principalmente in Sudamerica ed è oggi attiva in 62 Paesi del Sud del mondo e
dell’Europa dell’Est. Non si può quindi escludere
un’ulteriore espansione. Va tuttavia precisato che difficilmente la
cooperativa opererà nei Paesi occidentali. E questo per due ragioni:
innanzitutto le persone in difficoltà in Europa e in Nord America hanno già
banche e altre istituti di credito a loro disposizione, dall’altro canto
per operare in Europa sarebbe necessaria una licenza bancaria. È una cosa di
cui i vertici della cooperativa in Olanda hanno discusso a lungo. Ma alla fine
si è deciso: Oikocredit non vuole essere una banca.
Gli investimenti presso Oikocredit possono essere dedotti
dalle tasse come donazioni?
Gli investimenti no, se però i
dividendi vengono donati ad Oikocredit, sì.
Nel 2006 è stato assegnato il Nobel per la pace a Muhammad
Yunus, considerato l’inventore del microcredito. Avete beneficiato della
pubblicità derivante da questo evento?
Da un lato sia il Nobel assegnato a
Yunus, sia il fatto che l’Onu abbia dichiarato il 2005 Anno
internazionale del microcredito, ci hanno favorito: la stampa ne ha parlato
molto e la gente si è detta: “beh, se l’Onu gli dedica un anno e
gli viene assegnato il Nobel per la pace, allora il microcredito deve essere
una buona cosaâ€. Dall’altro lato questo accresciuto interesse per
il microcredito ha aumentato la concorrenza: molti grossi istituti bancari
tradizionali hanno creato prodotti finanziari specifici per permettere ai
propri clienti d’investire nel microcredito.
Collaborate con istituti finanziari che propongono ai propri
clienti d’investire in Oikocredit?
Abbiamo collaborazioni di questo
tipo, ma solo con le banche etiche. La sede centrale di Oikocredit, con la
collaborazione della banca cui si appoggia, sta inoltre istituendo un Fondo
etico composto anche da azioni Oikocredit che possa essere proposto a livello
internazionale.
Oikocredit nasce per volontà del Consiglio ecumenico delle
Chiese. Questa connotazione religiosa vi ha mai creato problemi?
Per quanto riguarda i Paesi nei
quali operiamo, inizialmente ci sono state difficoltà in India. Solo da qualche
anno siamo infatti attivi in questo Paese, poiché il governo indiano è molto
scettico riguardo alle organizzazioni cristiane: teme che si faccia attività
missionaria.
Non ci sono invece problemi per
quanto riguarda i donatori, anche perché noi abbiamo una posizione molto
chiara: siamo fieri delle nostre radici cristiane, ma non le mettiamo
eccessivamente in mostra; non è questo l’aspetto più importante, bensì il
bene che Oikocredit è riuscita a fare in questi 30 anni.
Oikocredit
– Scheda

Il pastore Ueli Burkhalter dirige
Oikocredit Svizzera
(ap)
Chi partecipa ad Oikocredit
acquista per un minimo di 200 euro (circa 300 franchi), dei certificati di
partecipazione alla cooperativa. La somma investita può essere rimborsata dopo
tre anni.
Il nome Oikocredit comprende la
parola greca oikos, che significa “casaâ€. La stessa radice compare
anche nelle parole “economiaâ€, “ecologia†ed
“ecumenismoâ€, tre concetti che Oikocredit unisce nel proprio
operato.
Nella foto: Ueli Burkhalter, direttore di
Oikocredit Svizzera
Ulteriori
informazioni
www.oikocredit.org/sa/chd
www.oikocredit.org/sa/chf