Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
newsletter_ecumenici · Ecumenici
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Messaggi 1 - 31 di 472   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#31 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Dom 16 Mar 2008 6:05 am
Oggetto: Lotteremo, comunque!
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Finalmente un po' di luce. Non ci facciamo illusioni sul prosieguo ma intanto ci godiamo questa vittoria, che ha visto l'Associazione XXXI Ottobre partecipare attivamente al ricorso.

 

Nicola Pantaleo

 

Abbiamo ragione noi: i finanziamenti pubblici alle scuole private sono anticostituzionali. La newsletter Ecumenici è pronta alla lotta di pubblica denuncia contro i maneggiamenti del prossimo Governo della Destra o quello del tutto improbabile del PD….

La Red

 

 

 

Comitato bolognese Scuola e Costituzione

www.scuolaecostituzione.it

 

La Regione Emilia Romagna al giudizio della Corte Costituzionale.

 

Il TAR Emilia Romagna, con ordinanza n. 10 del 10 marzo 2008,  dichiara “rilevante e non manifestamente infondata la questione della legittimità costituzionale della L.R. n. 52/95” “in relazione agli artt. 33, c.1,2,3, e 117 della Costituzione” e “ordina la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale”.

 

Avevamo ragione noi.

 

Ogni finanziamento diretto alle scuole private è incostituzionale sotto diversi profili:

 

1)    “violazione del principio della libertà di insegnamento e della libertà di istituzione di scuole ed  istituti di educazione senza oneri per lo Stato”;

 

2)    “la previsione di un sostegno finanziario direttamente a favore delle scuole dell’infanzia private per contributi di spesa corrente e di investimento ..appare in contrasto con il divieto costituzionale di oneri finanziari in materia a carico del bilancio pubblico”;

 

3)    “ogni contribuzione pubblica – ove rivolta direttamente a favore della gestione di scuole ed istituti di educazione privati – contiene il rischio elevato di una ingerenza sull’organizzazione della scuola stessa”.

 

La legge n. 52 del 1995 si può ben considerare la “madre” di tutte le leggi regionali e nazionali di parità. Essa fu approvata nel 1995 sotto la Presidenza Bersani.

A questa seguirono la Legge “Rivola” del 1999 e quelle di altre regioni.

Nel 2000 fu il riferimento della Legge 62 approvata dal Governo D’Alema, con Ministro Berlinguer.

 

L’insieme di questi provvedimenti ha creato una situazione per cui le scuole private, a partire da quelle dell’infanzia, ricevono finanziamenti da tre canali: nazionale, regionale e comunale.

Per fare un esempio a Bologna una sezione di scuola materna privata paritaria riceve, in seguito a convenzione comunale, circa 14.000 euro. Inoltre riceve 3.000 euro come contributo di miglioramento previsto dalla Legge regionale 26/2001. Il contributo statale è di circa 16.000 euro. Il totale fa 33.000 euro per classe (sezione).

 

Si può stimare che i contributi pubblici di Stato, regioni e comuni alle scuole private raggiungano un miliardo di euro l’anno.

Addirittura la finanziaria del 2007 ha tagliato 4 miliardi di euro alla scuola statale, ma ha incrementato di 150 milioni il finanziamento alle scuole private.

 

Altrettanto grave è stato il declassamento della scuola da istituzione a servizio erogabile a piacimento da scuole pubbliche gratuite o private a pagamento.

L’art. 33 della Costituzione afferma infatti che “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”

Pertanto il compito di assicurare a tutti i cittadini un’istruzione di qualità per formare i cittadini della Repubblica è assegnato alla scuola statale. Nessun altro Ente o Istituto può svolgere tale funzione di uguaglianza e libertà.

Nelle scuole private non c’è libertà di insegnamento, nel senso che il docente viene reclutato in base alla sua adesione al progetto culturale della scuola stessa, e libertà di accesso, visto che lo studente deve aderire ad una precisa impostazione religiosa o filosofica.

 

Il testo del ricorso e dell’ordinanza sono reperibili all’indirizzo

 

http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/TAR_10mar08/tar.htm

 

 


#30 Da: newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Data: Sab 15 Mar 2008 9:49 pm
Oggetto: New file uploaded to newsletter_ecumenici
newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Ciao,

desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
newsletter_ecumenici, troverai un nuovo file appena caricato.

   File :        /Debenedetti_01_05[1].xml
   Caricato da : mauriziobenazzi <ecumenici@...>
   Descrizione : La preghiera ebraica: uno studio del prof. De Benedetti

Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/files/Debenedetti_01_05%5B\
1%5D.xml

Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://eur.help.yahoo.com/help/it/groups/files


Cordiali saluti,

mauriziobenazzi <ecumenici@...>

#29 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Ven 14 Mar 2008 6:35 pm
Oggetto: La salvezza fuori dal Tempio
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

L’invito di Erica Vinay da http://it.groups.yahoo.com/group/amarecolcuoredidio/

 

Buon sabato a tutti e tutte

 


 

 

 

 

Nel '74 mi sono sposata ed avevo già 28 anni e lavoravo in Carcere
Minorile; nonostante l'età anche per me c'è stata una naturale
crescita nel e con il femminismo. Abito vicino a Brescia dove sono
venuta , da Roma , nel '77. Ho insegnato , fatto politica , due
figli ma sempre con apparente poco coraggio e tanta rabbia per il
nostro essere emigranti e forse mai del tutto integrati. Sono cugina
dei due pastori Vinay e le nostre famiglie erano anche molto amiche.
Da giovane sognavo di poter andare ai campi di lavoro di Agape
(fondata da Tullio Vinay) ma me l'hanno sempre impedito proprio
perchè si parlava di omosessualità e di femminismo. Da una decina di
anni sono ritornata decisamente e con coerenza nella Chiesa Valdese
dopo aver avuto dubbi e rabbie adesso quasi placati.
Da subito mi sono
occupata degli emigranti africani e domenica per la prima volta ci
sarà una Convencion Ghanese a Roncadelle BS nel Palazzetto dello
Sport con , penso , più di 600 persone che lavorano nella Pianura
Padana da ovest a est... invito tutti a partecipare!! a presto e
grazie Erica.


#28 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 13 Mar 2008 8:43 pm
Oggetto: Quest'anno una firma diversa: una firma per impegnarsi nel mondo
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
#27 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mer 12 Mar 2008 8:36 pm
Oggetto: Per sostenere Pantagruel: manteniamo il contatto - se sarà possibile - con Carmelo Musumeci
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Cara amica, caro amico,

speriamo che tu abbia cinque minuti de dedicarci.

La nostra associazione sta attraversando un momento difficile sul piano economico.

 

Le richieste che ci arrivano sono molte e non sappiamo bene cosa fare. Per questo ti chiediamo di darci un aiuto che può realizzarsi:

 

- inviando una piccola cifra in una busta chiusa alla sede della nostra associazione (Associazione Pantagruel Onlus - via Tavanti, 20 - 50134

Firenze), o versata sul contocorrente postale n. 10019511;

 

- inviandoci qualche francobollo per la nostra corrispondenza con i detenuti;

 

- se vivi a Firenze o dintorni dedicandoci qualche tua ora per fare del volontariato in uno dei nostri progetti (li puoi trovare descritti nel file allegato e nel sito della nostra associazione www.informacarcere.it/pantagruel.php );

 

- se  vivi lontano da Firenze dedicare qualche ora ai nostri progetti (per esempio: far conoscere nella tua zona le nostre bambole e i nostri manufatti; iniziare una corrispondenza con detenuti/e; aiutarci nella campagna Mai dire Mai per l'abolizione dell'ergastolo, ecc.);

 

- aderendo alla nostra associazione (vedi scheda socio allegata). Ti ricordiamo che anche quest'anno puoi scegliere di destinare il 5 mille della dichiarazione dei redditi alla nostra associazione (C.F. 90012090479).

 

Sperando di ricevere molte risposte.

 

A disposizione per ogni ulteriore informazione.

 

Saluti e grazie dell'attenzione.

 

Associazione Pantagruel Onlus

Via Tavanti, 20

50134 Firenze

tel/fax 055 473070

www.informacarcere.it

 

La newsletter Ecumenici continuerà il contatto con Pantagruel al fine di dare spazio alla voce diretta di Carmelo Musumeci, col quale ha già stabilito un contatto nei mesi scorsi. Il nostro spazio “dietro le sbarre” sarà gestito direttamente da lui e in modo totalmente libero se questo gli sarà gradito e consentito. Potrà inviarci a Sua discrezione articoli, poesie, meditazioni, riflessioni o racconti personali. Verranno pubblicati senza filtro. Questo vuol essere anche uno stimolo per tutti e tutte ad iniziare  una corrispondenza con i detenuti e le detenute prendendo contatto con asspantagruel@...


#26 Da: newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Data: Mer 12 Mar 2008 5:31 am
Oggetto: New file uploaded to newsletter_ecumenici
newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Ciao,

desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
newsletter_ecumenici, troverai un nuovo file appena caricato.

   File :        /25 anni di potere vaticano.doc
   Caricato da : mauriziobenazzi <ecumenici@...>
   Descrizione : Chiesa cattolica romana: il giubileo degli oppressi - da Adista

Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/files/25%20anni%20di%20pot\
ere%20vaticano.doc

Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://eur.help.yahoo.com/help/it/groups/files


Cordiali saluti,

mauriziobenazzi <ecumenici@...>

#25 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mar 11 Mar 2008 7:51 pm
Oggetto: Diritto legittimo di critica all'interno del cattolicesimo
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Ecumenici tutela l´anonimato - come sempre - dei cattolici ordinati che ci inviano messaggi di critica interna. Non c´è bisogno di spiegare le ragioni, facilmente intuibili. Noi ci limitiamo solo a tutelare i nostri lettori, non citando la fonte di provenienza. Conosciamo tutti molto bene i metodi del pastore tedesco a Roma...

 

 

 

DUE SUORE HANNO LASCIATO LA CHIESA CATTOLICA

 

Le loro motivazioni bibliche

 

 di Annamaria Mazzari

 

Nell'articolo «Abbiamo scelto Cristo e Lui solo» Annamaria Mazzari ha presentato il lungo cammino che portò lei (suor Elisabetta) e suor Cristiana a comprendere la verità biblica. Esse realizzarono col tempo che molti insegnamenti e molte pratiche della Chiesa Cattolica Romana sono contrari alla lettera e allo spirito del Nuovo Testamento. Si resero conto che la loro coscienza non le permetteva più di continuare a praticare regole, sacramenti, precetti, dogmi e riti senza fondamento biblico, ma creati dagli uomini religiosi nei secoli. Dopo un lungo cammino e vari travagli, si decisero di lasciare il loro ordine e di uscire dalla Chiesa di Roma. Qui di seguito esse aggiungono le motivazioni bibliche che condizionarono le loro scelte. In questo articolo esse pongono specialmente la questione dell'autorità per i cristiani e alla luce della sacra Scrittura affrontano, tra altri temi, quelli delle immagini sacre, della tradizione, del purgatorio, del culto dei morti, delle messe per i morti, dell'Eucarestia, della confessione fatta al sacerdote, della Madonna e del papato. Inoltre mettono a fuoco l'irripetibile sacrificio di Cristo, il sacerdozio non trasmissibile di Cristo e il sacerdozio universale di tutti i credenti. {Nicola Martella}

 

 

Guidate dalla sacra Scrittura

     Dopo aver letto e approfondito i testi biblici, alcuni versetti furono per noi determinanti per convincerci a lasciare la chiesa cattolica.

     Ricordo quanto rimanemmo colpite dalle parole di Paolo in 1 Corinzi 4,6: «...perché per nostro mezzo impariate a praticare il "non oltre quello che è scritto"». L´affermazione «praticare il non oltre quello che è scritto» ci turbò non poco; infatti, approfondendo la Parola di Dio e leggendo la storia della chiesa, avevamo capito che varie dottrine, dogmi e riti, patrimonio della chiesa cattolica, non avevano un fondamento biblico ma erano pure invenzioni d´uomini.

     Studiavamo la Bibbia e confrontavamo il nostro credo cattolico con essa. In una rubrica trascrivevo i versetti biblici che mi davano la conferma di ciò che andavamo confutando riguardo alle dottrine cattoliche e ai suoi dogmi. «Aggiungere o togliere» e «non oltre quello che è scritto» erano due affermazioni costantemente presenti dentro di me.

     Ecco qui di seguito alcune prove dove la chiesa cattolica ha aggiunto o ha tolto.

 

Statue e immagini sacre

     Trovammo in Esodo 20,4.6 il comandamento che proibisce di farsi statue o pitture per adorarle. Ci domandammo come mai questo comandamento non fosse presente nei 10 comandamenti cattolici imparati a memoria al catechismo. Confrontammo anche Deuteronomio 4,7.10, era lo stesso comandamento presente in Esodo. Perché la chiesa cattolica ha omesso il secondo comandamento?

     Nei nostri studi biblici, quando avevamo dei dubbi o domande senza soluzione, il Signore, in un modo o in un altro ci dava la risposta: attraverso un libro, una persona preparata, la radio o la stessa Bibbia. Così fu per la spiegazione del 2° comandamento: leggemmo in un libro che proprio il grande teologo Agostino da Ippona, aveva tolto il secondo comandamento e diviso il 10° in due parti. Ora capivamo perché tante statue, dipinti sacri, candele, ceri, eccetera nelle chiese e nelle case cattoliche.

     Proprio in Deuteronomio 4,2 avevo trovato scritto per la prima volta: «Non aggiungerete nulla a ciò che io vi ho comandato e non toglierete nulla, ma osserverete i comandamenti del Signore vostro Dio che io vi prescrivo».

     Distruggemmo perciò tutte le statue e le immagini sacre di nostra devozione! E ci liberammo da ogni devozione che non fosse rivolta al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

 

Il rischio di togliere e aggiungere

     Approfondimmo l´ordine di Dio che recita: «Avrete cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non v´aggiungerai nulla e nulla ne toglierai» (Dt 12,32). Mosè per confermare la bontà della legge di Dio, disse al suo popolo: «Ecco io vi ho insegnato leggi e prescrizioni come il Signore, il mio Dio mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica...» (Dt 4,5).

     Trovammo sia nell´Antico Testamento sia nel Nuovo Testamento, molti versetti in cui Dio dà l´ordine di non «togliere e non aggiungere»:

     â–  I Salmi 19 e 119 parlano della perfezione della legge di Dio.

     â–  Proverbi 30,5.6: «Ogni parola di Dio è affinata con il fuoco. Egli è uno scudo per chi confida in Lui. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché Egli non ti rimproveri e tu sia trovato bugiardo».

     â–  1 Cor 15,1.2: «Vi ricordo fratelli l´Evangelo che vi ho annunziato, che voi avete anche ricevuto,nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l´ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano».

     â–  2 Gv 1,9.11: «Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio».

     â–  Ap 22,18.19: «Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno v´aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; Se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dall´albero della vita e dalla santa città che sono descritti in questo libro».

     â–  Si veda inoltre Ecclesiaste 3,14; Matteo 15,1.19; Gal 1,8.9.

 

La questione dell´autorità

     Studiando la Bibbia quante dottrine cattoliche dovemmo confrontare con le dottrine bibliche! Per noi la Bibbia era diventata sempre più la nostra «autorità» a cui dovevamo obbedire perché è la «Parola di Dio». Del resto anche Gesù obbedì alla Parola di Dio; disse che era venuto per adempiere tutta la legge (Parola di Dio) e che «neppure uno iota o apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto» (Mt 5,18), asserendo così l´autorità in assoluto della Bibbia sopra ogni altra legge o tradizione umana.

     Confrontando la «tradizione» cattolica con la Bibbia scoprimmo che Gesù non voleva la tradizione degli uomini, anzi la disprezzava; in Mc 7,9ss è molto chiaro: «Diceva loro ancora: "Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra!"»; Gesù continua il suo discorso portando degli esempi di come i farisei mettevano in atto la loro tradizione sostituendola al comandamento di Dio. Quante volte avrò sentito la lettura di questo passo sopra citato in ambito cattolico, ma il suo contenuto passava sopra il mio capo... pensavo che Gesù si riferisse solo ai farisei, pensavo fossero parole solo per gli ebrei, e non per noi oggi; non riflettevo sul fatto che «Gesù è lo stesso Cristo, ieri, oggi e in eterno» (Eb 13,8) e che quindi la sua Parola è valida in ogni epoca.

     Cristiana e io non trovammo un solo passo biblico dove si parlasse a favore della tradizione, anzi...: «.... E voi perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione?» (Mt 15,3). «Invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che sono precetti d´uomini. Avendo tralasciato il comandamento di Dio, v´attenete alla tradizione degli uomini... Annullando così la Parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. Di cose simili ne fate molte» (Mc 7,7-13).

     Anche Paolo prima della sua conversione era zelantissimo nel seguire la tradizione dei suoi padri (Gal 1,14). In Col 2,8 Paolo esorta: «Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo».

 

Purgatorio e culto dei morti

     Dopo queste conferme bibliche contro la tradizione, ci chiedemmo come mai il magistero cattolico mette sullo stesso piano la Bibbia e la tradizione dei padri della chiesa? Come mai ha voluto che certe tradizioni diventassero dei dogmi di fede? Ad esempio, riguardo al purgatorio non abbiamo trovato un solo passo biblico dove si parlasse di questo stato intermedio fra inferno e paradiso.[1]

     Perché la chiesa cattolica continua a sostenere questa tradizione? Non è un inganno per i credenti cattolici che incessantemente fanno celebrare messe per i loro morti? È vero che nel libro dei Maccabei si è trovato un appiglio (2 Maccabei 12,41. 45), ma sappiamo che questo libro non è contenuto nel canone dei libri dell´Antico Testamento accolti dal popolo ebraico come ispirati da Dio.

     «Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo non ha Dio. Chi rimane nella dottrina ha il Padre e il Figlio» (2 Gv 1,9). Gesù dice: «Chi ascolta la mia voce e crede a Colui che mi ha mandato ha vita eterna e non viene in giudizio, ma passa dalla morte alla vita» (Gv 5,24).

     Che la Bibbia sia ispirata da Dio ce lo conferma la seconda lettera di Pietro 1,20s: «Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un´interpretazione personale. Infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell´uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo» (cfr. Gv 5,24; 2 Gv 1,9).

 

Il sacrificio di Cristo

     Approfondendo la lettera agli Ebrei, ci rendemmo conto che il sacrificio di Cristo è stato fatto una volta per sempre. Come mai la dottrina cattolica insegna che la messa è il ripetersi «incruento» del sacrifico di Cristo? La lettera agli Ebrei recita: «Cristo non ha bisogno come gli altri sommi sacerdoti d´offrire dei sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, perché questo Egli ha fatto una volta per sempre, quando ha offerto se stesso» (Eb 7,27).

     La frase «sacrificio di Cristo fatto una volta per sempre» è ripetuta più volte nella lettera agli Ebrei: 9,26.28; 10,10.18. Cristiana e io ci chiedevamo: «Allora, la messa a che serve se non c´è bisogno di ripetizione? Se il sacrificio di Cristo, compiuto una volta per sempre alla croce, ha valore unico e infinito, perché perpetuarlo nel cosiddetto "sacrificio della messa"?».

 

Il sacerdozio di Cristo

     Ci chiedevamo pure: «I sacerdoti a che servono se non c´è più sacrificio cruento?». La risposta che il ministero sacerdotale dopo la morte di Cristo non serve più, la trovammo sempre nella lettera agli Ebrei 7,24.25: «Il sacerdozio di Cristo non si trasmette» perché Cristo ha compiuto un unico sacrificio e non ha bisogno né di sacerdoti particolari né di ripetere il sacrificio.

 

Il sacerdozio dei credenti

     La conferma che un ruolo sacerdotale specifico non sia più necessario, la trovammo nella lettera agli Efesini, dove vengono stabiliti vari ministeri per il «perfezionamento della chiesa»; qui si legge che Gesù «ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori» (Ef 4,11), ma non si parla di sacerdoti. Il sacrificio di Cristo è stato fatto una volta per sempre, e non servono sacerdoti. Quindi anche qui bisogna praticare il «non oltre quello che è scritto» (1 Cor 4,6).

     Ora, la cosa stupenda che abbiamo scoperto, si trova in 1 Pt 2,9: «Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa...».

     Quando siamo diventati un sacerdozio regale? Alla morte di Gesù quando il velo del tempio si squarciò in due...

     Da quel momento il luogo santissimo non era più riservato al sommo sacerdote, ma a tutti coloro che hanno accettato Cristo come personale Salvatore, è dato loro l´accesso d´entrare alla presenza di Dio come sacerdoti che offrono sacrifici di lode. Alleluia!

 

L´Eucarestia[2]

     L´Eucaristia ha rappresentato il dubbio che per molto tempo ha occupato la mente e il cuore di Cristiana: ella non poteva credere che la transustanziazione fosse solo un ragionamento ricavato dalla teologia fatta da uomini (ideata da Tommaso d´Aquino) e privo di contenuto biblico. Gesù non disse: «Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue»? (cfr. Mt 26,26ss). Non affermò: «E il pane che io darò è la mia carne»? (Gv 6,51). Cristiana a causa di queste parole restava nel dubbio.

     I giudei e i discepoli inorridirono pensando di dover mangiare la sua carne, quando Gesù disse: «Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo» (Gv 6,51). Egli chiarì molto bene il concetto qualche versetto più avanti: «È lo spirito che vivifica; la carne non è d´alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita» (Gv 6,63).

     Se il corpo di Cristo è un corpo non più terrestre, come possiamo nutrirci del suo corpo risuscitato? 1 Cor 15,42.49 ci dà al riguardo una risposta molto chiara, e Cristiana ne fu convinta. Anche qui bisogna «praticare il non oltre quel che è scritto» (1 Cor 4,6).

 

La confessione

     Che dire poi della confessione dei peccati fatta al sacerdote? Gesù non aveva detto prima a Pietro (Mt 16,19) e poi ai discepoli (Mt 18,18): «Tutte le cose che legherete sulla terra saranno legate in cielo; e tutte le cose che scioglierete sulla terra saranno sciolte nel cielo»? A Cristiana e a me sembrava normale dover confessare le proprie colpe al prete, del resto anche lui si confessa a un altro prete.

     Invece cosa significano le parole dell´Evangelo sopra citate? Significano che quando un credente evangelizza qualcuno e questi crede, accetta l´Evangelo, i suoi peccati sono sciolti, cioè perdonati, perché «l´Evangelo è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» (Rom 1,16).

     Allora a chi si devono confessare i peccati? Giacomo risponde: «Confessate dunque i peccati gli uni gli altri» (5,16).

     Clemente Romano, un credente dei primi tempi del cristianesimo, in una sua epistola scrisse: «Il Signore nulla esige dagli uomini se non una confessione fatta a Lui». Del resto solo Dio può perdonare i nostri peccati: «Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci tutti i nostri peccati e purificarci da ogni iniquità» (1 Gv 1,9).

 

La Madonna

     Un altro «credo», molto caro al magistero cattolico, ma certamente molto più caro al popolo cattolico, è la Madonna. Sia per Cristiana sia per me fu un argomento di studio e di ricerca molto accurato perché tutt´e due eravamo devotissime a Maria. Ci sembrava impossibile non doverci rivolgere a lei, pregarla e chiedere la sua protezione; dicevamo: «È la mamma di Gesù! È la mamma di tutti!». Iniziammo le nostre ricerche... e poiché Gesù dalla croce affidò la sua mamma a Giovanni, abbiamo cercato nei suoi scritti cosa avesse detto di Maria; non trovammo nessun riferimento alla madre di Gesù che giustificasse la devozione popolare a Maria, tanto meno i dogmi mariani.

     Dalla Bibbia non abbiamo trovato nessuna risposta favorevole al culto mariano, ma ci rendemmo conto che anche lei è morta come ogni mortale. In 1 Cor 15,20.23 si parla esclusivamente della risurrezione di Cristo e della futura risurrezione di coloro che sono morti in Cristo, i quali però, risorgeranno alla sua venuta. Se Maria fosse stata assunta in cielo, si sarebbe scritto di quest´eccezione come un caso unico.

     Nella chiesa cattolica s´invoca Maria come la «corredentrice», ma la Scrittura smentisce tale affermazione: «In nessun altro è la salvezza, perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati» (Atti 4,12).

     Si invoca Maria come «mediatrice», ma nella Bibbia si legge: «C´è un solo Dio e mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti» (1 Tm 2,5). E Gesù stesso ha detto: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).

     Chi intercede per noi? Ebrei 7,25 dice: «Egli [Gesù] può salvare perfettamente quelli che per mezzo di Lui [quindi non di Maria] s´avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro».

     Un altro dubbio riguardo a Maria è questo: se fosse stata veramente concepita senza peccato, cioè immacolata, non avrebbe dovuto essere lei ad aprire il libro dei sette sigilli che si trova in Apocalisse 5,2.4? invece si legge che non si trovò «nessuno né in cielo, né sulla terra né sotto terra» che potesse farlo.

     Inoltre, nella preghiera cattolica «Salve Regina» Maria è invocata come «avvocata dei peccatori», ma in 1 Gv 2,1 è scritto che «noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Cristo Gesù».

     Gesù stesso non disse in Mt 4,10 «Adorerai il Signore Dio tuo, e a lui solo renderai culto»?

     A Maria, secondo i cattolici, si dà un culto di venerazione, ma sono solo parole, perché la si onora come Gesù, per lei si fanno processioni, ci s´inginocchia davanti alla sua statua, s´accendono candele, si celebrano messe, a lei si cantano inni, la si prega (molto più di Gesù); qual è la differenza di culto fra Maria e Gesù? Anche qui bisogna «praticare il non oltre quel che è scritto».

     Come mai il magistero cattolico non ha obbedito ed è andato oltre quel che è scritto stabilendo anche dei dogmi mariani? Su cosa si sono basati? Scartabellando libri, abbiamo scoperto che si sono basati su tradizioni e devozioni popolari. Per Cristiana e per me fu una grande delusione, ci siamo sentite ingannate!

 

Il papato

     Un´altra affermazione biblica dove eravamo sicure che la chiesa cattolica avesse ragione, era Mt 16,18. 19: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa... io ti darò le chiavi... ciò che scioglierai...».

     Benché non approvassimo il Vaticano con la sua pompa, i suoi riti teatrali, la sua ricchezza e non trovassimo giusto che il Vicario di Cristo fosse capo d´uno Stato (Cristo non aveva dove poggiare il capo, per cui il Vaticano non è una eredità lasciata da Cristo), le parole dette da Gesù a Pietro, credevamo dovessero avere una continuità nel papa. Ci fu fatto invece notare che nell´espressione «su questa pietra edificherò la mia chiesa» la «pietra» è Cristo; infatti le parole dette da Pietro «Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio» sono la «pietra», cioè Cristo, su cui Egli avrebbe edificato la sua chiesa. Infatti in Efesini 2,20.21 trovammo la conferma: «...essendo Cristo la pietra angolare, sulla quale l´edificio intero ben collegato insieme, si va innalzando». Altri versetti nella Bibbia confermano questo: Mt 21,42; Mc 12,10; Lc 20,17; 1 Pt 2,7; Salmo 118,22.

     In quanto a «legare» e «sciogliere», se ben riflettiamo Pietro e gli apostoli erano inviati ai pagani; così chi accettava l´Evangelo, accettava Cristo, veniva sciolto dai propri peccati, ma chi non si convertiva restava legato nelle proprie colpe (cfr. Atti 10,43; 26,18).

     Ci chiedevamo a proposito del papa: «Perché è il Vicario di Cristo?». Gesù ha detto che rimane con noi fino alla fine dei tempi (Mt,28,20). Inoltre, salendo al cielo, aveva promesso il Consolatore che avrebbe chiarito e ricordato tutto ciò che Gesù aveva detto quando era sulla terra (Gv 14,16-26): «Io pregherò il Padre e Egli vi darà il Consolatore, perché stia con voi per sempre»; e il verso 26 recita: «Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome v´insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto». Perciò è lo Spirito Santo il Vicario di Cristo!

     L´infallibilità del papa - questa non l´abbiamo mai capita nemmeno quando eravamo ferventi cattoliche.

     Studiando la Bibbia, ci fu molto chiaro il fatto che solo Dio è l´infallibile; l´infallibilità fa parte del suo carattere, noi mortali siamo tutti peccatori, perciò fallibili. Anche Pietro che era uno dei conduttori del primo cristianesimo, quello più in vista nel collegio apostolico, sbagliò in materia di fede e fu ripreso da Paolo davanti a tutta la comunità: «Ma quando Cefa [= Pietro] venne a Antiochia, gli resistei in faccia perché era da condannare» (Gal 2,11).

     Non trovammo un passo biblico che confermasse il dogma dell´infallibilità del papa. Se lo Spirito Santo sta sempre con noi, secondo la parola di Gesù, c´è bisogno d´una seconda persona infallibile?

 

Aspetti conclusivi

     Nella lettera ai Galati è scritto: «Ma anche se noi o un angelo dal cielo v´annunziasse un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema» (1,8).

     Un giorno Gesù parlando ai giudei che avevano creduto in Lui, disse loro: «Se perseverate nella mia Parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Cristiana e io abbiamo deciso, con il Suo aiuto, di perseverare nella sua Parola. Gesù ci ha dato anche una grande certezza, la sicurezza d´essere salvate, giustificate! Nella lettera ai Romani Paolo scrisse: «Non c´è dunque più alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù» (8,1).

     Non per quelli che non peccano, ma per quelli che sono in Cristo l´apostolo Giovanni nei suoi scritti più volte ripete che «chi crede nel Figlio, ha vita eterna».

     Dunque non sono le opere che salvano. Da religiose ci siamo sentite ripetere tante volte dalla gente: «Voi sì che andrete in paradiso con tutte le opere buone che fate...!». Il Signore invece dice che non sono le nostre opere che ci salvano: «Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d´opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo» (Ef 2,8.9).

     Avere la certezza della salvezza, sapere che i propri peccati non sono quelli che manderanno i credenti all´inferno, ma che sono già perdonati perché si è creduto in Gesù e si vuole vivere secondo i suoi insegnamenti, riempie il cuore di gioia, di pace interiore, perché si sa d´essere figli suoi e che s´abiterà eternamente con Lui!!!

 

(Versione aggiornata, corretta e redatta da Nicola Martella)

 

 

 


#24 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 10 Mar 2008 8:29 pm
Oggetto: Protesta non violenta per esprimere il dissenso ai candidati delle prossime elezioni politiche
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Informazioni utili ed istruzioni per l’uso del non voto

 

 

Gli esperti legali e giuridici sono invitati a arricchire con dettagli e informazioni specifiche il tema del dissenso ai candidati delle prossime elezioni politiche, al fine di suggerire percorsi realizzabili per tutti e per ogni situazione.

 


 

Ricevo e inoltro.

Alberto Milazzo

 

 

METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE!

 

Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.

 

 

Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.

 

ESISTE UN'AZIONE LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!

 

Di seguito i riferimenti legali. Tutto si basa su un uso 'puntiglioso' della legge. Illustro nei dettagli il sistema da usare:

 

ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: 'Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato'

 

PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta')

 

COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU'

VOTI

 

Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemi di inattuabilità della procedura appellatevi al seguente testo di legge: Testo Unico delle Leggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5 5)

 

Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino al controvalore delle vecchie 4.000.000 di lire.

 

INOLTRATE, INFORMATE, DATE UNA POSSIBILITA' DI ESPRESSIONE POLITICA A CHI NON SAPREBBE DOVE PORRE LA PREZIOSISSIMA CROCE DI GRAFITE.

 

 

 


#23 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Dom 9 Mar 2008 6:36 am
Oggetto: Una lettera da Minneapolis dai nostri amici americani presbiteriani
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Con questo numero si inaugura una prima collaborazione personale di Erica Vinay con Ecumenici in veste di traduttrice. Per i valdesi questo cognome evoca una miriade di riferimenti culturali. Infatti Valdo Vinay, storico e teologo di fama internazionale, era un lontano cugino ma anche un buon amico di suo padre con tutta la famiglia. Il papa’ di Erica insegnava invece Letteratura Latina Medievale all’Università Statale di Roma dove Lei si è laureata in Filologia Romanza. Valdo era anche fratello di Tullio che è stato il fondatore di Agape nelle Valli Valdesi e di un grande centro in Sicilia.

Agape è un nome che crea imbarazzi negli ambienti conservatori valdesi (penso ad alcuni commenti del pastore di Bergamo fatti a Legnano in una comunità cattolica) ma che rimane un’esperienza di crescita nella mentalità delle Valli e del protestantesimo italiano. Peccato che oggi non si abbia più il coraggio di aiutare da parte delle chiese evangeliche nuove esperienze come Ecumenici e che le risorse siano destinate a giornali cartacei come Confronti, di scarsa diffusione e incidenza nella realtà. Un periodico che si rifiuta – a seguito di precisa richiesta - di inoltrarci perfino i programmi finanziati dai luterani su “Note di pace”, un’iniziativa che coinvolge giovanissimi musicisti israeliani e palestinesi. Paura della concorrenza, forse?

Il barone universitario che dirige quel foglio pensa di rappresentare tutto e tutti: di certo noi no!...

Intanto continuiamo a crescere, anche senza un quattrino dell’otto per mille. A proposito quest’anno sosterremo gli amici avventisti con una campagna promozionale mirata , che studieremo coi responsabili dell’Unione.

 

 

 

 

 

25  Febbraio, 2008

 

Caro Maurizio,

 

GRAZIE per il tuo recente contributo a More Light Presbyterians. Il tuo aiuto finanziario e spirituale ci aiuta a mantenere e ad aumentare le nostre reti di lavoro nazionale per l’uguaglianza di lesbiche, gay, bisessuali e transgender attraverso la Chiesa Presbiteriana (USA) e nella società civile.

 

Il 2008 è il  trentaquattresimo anno in cui forniamo educazione, sacerdozio e ci estendiamo sempre di più; questo promette di essere un anno eccitante per noi con un grande lavoro di patrocinio. Per merito del tuo aiuto, noi possiamo mandare Michael J.Adee, il nostro Organizzatore Superiore Nazionale, ad una dozzina di città e presbiteri (case parrocchiali), proprio sul campo aumentando i viaggi per lavorare con i locali LBGT-che supportano i gruppi presbiteriani, provvedendogli una delega e aumentando la capacità di portare verso un cambiamento. Noi  aiutiamo gli sponsor sia offrendo un ministro benvenuto sia un addestramento per gli attivisti nelle città all’interno del paese.

 

Il 2008 si caratterizzerà anche per una More Light Sunday a giugno, il nostro giorno dell’anno di testimonianza ed azione coordinate, ora al suo quinto anno di celebrazione, come la casa Nazionale Coming Out For More Light Weekend, ecc

 

Il nostro lavoro legislativo,di avvocatura e di testimonianza all’Assemblea Generale a San Josè il prossimo giugno è uno dei maggiori progetti di quest’anno oltre alla conferenza regionale MLP, la nostra presenza nelle notizie di internet sta andando avanti nel nostro sito nazionale www.mlp.org e attraverso MLP notizie. Altri progetti comprendono produzione e distribuzione della nostra newsletter trimestrale, la More Light Update; mandando risorse educative alle Chiese e mantenendo la nostra vasta biblioteca di supporto con film e libri LGBT.

 Il tuo aiuto fa si che tutto questo lavoro per l’eguaglianza sia possibile!

 

Insieme stiamo costruendo una Chiesa per tutto il popolo di Dio.

 

Grazia e Pace,

 

Bear Ride

Co-moderatore

 

Ps- Per notizie e risorse educative vai su www.mlp.org

 

 

 

 

 

Traduzione a cura di Roberto Pavan dell’intervista video al coordinatore nazionale americano  di MLP. Nei prossimi giorni riprenderemo quella fatta espressamente per Ecumenici. Trattasi dell’esperienza spiritualmente più toccante in oltre otto anni di attività informativa. Per rendere l’idea delle sensazione percepita fu “un tocco del cuore attraverso le parole…”  In Italia queste esperienze sono praticamente impossibili da percepirle per un omosessuale credente. Non solo in ambiente cattolico o ortodosso ma anche evangelico. I ghetti li costruiscono spesso anche coloro che li hanno vissuti nella Storia….

 

 

 

Michael Adee – More Light Presbyterians

 

 

 

Da che tipo di ambiente provieni?

 

Provengo dalla Louisiana e da una tipologia di famiglia molto regolare: un padre ingegnere, una madre casalinga e un fratello.

 

E come ricordi la tua vita lì, in Louisiana?

 

Sicuramente mentre crescevo e realizzavo che non ero come gli altri, tipo che non riuscivo ad essere il modello di ragazzo che dovevo essere e il modello di maschio che dovevo essere, per me fu molto difficile. Allo stesso tempo non avevo nessun termine di paragone, nessun esempio che mi potesse aiutare. Non sapevo neanche cosa fosse l’omosessualità. Tuttavia, analizzando col senno di poi il mio passato e guardando attentamente indietro, anche se a quel tempo soffrivo molto, l’ambiente ora è promettente, anche la mia chiesa lo è.

 

Cosa vuoi dire con “promettente”?

 

Sono cresciuto spiritualmente all’interno di una chiesa presbiteriana, e mentre la frequentavo furono gli anni delle prime ordinazioni delle donne pastore. Era una comunità che proponeva quel tipo di fede che ti permette di mantenere il cervello attivo, molto progressista intendo. Riusciva a consentirti di porre domande. Si chiama fede riformata.

 

E questo come ti ha influenzato?

 

Quando ero piccolo mi sentivo amato dalla famiglia e dalla comunità, soprattutto accettato. Ma quando cominciai il liceo e fino ai primi anni del college, e cominciai anche a sentirmi diverso perché ero gay, allora le cose cambiarono. Sentii che non potevo essere gay e contemporaneamente cristiano, non riuscivo a sentirmi buono e gay, né morale e gay, né gay e figlio di Dio. Per me il processo di coming out fu piuttosto lungo.

Avevo ormai oltre vent’anni. Per prima cosa sono partito dal realizzare il problema con me stesso, cercando di sentirmi bene nella mia stessa pelle. Poi mi sono rivolto all’esterno, a quelli che mi circondavano, e ho cominciato a selezionare le amicizie e le persone con cui stavo. Ma la cosa forse più pubblica è cominciata quando insegnavo al college nel Kentucky. Organizzai un gruppo di sostegno per gli studenti gay in difficoltà, soprattutto per sensibilizzare il college stesso al problema. Anche se la mia responsabile mi aveva già avvertito che il luogo era troppo conservatore per dare spazio a discussioni del genere. Era il 1991 e fui subito licenziato a causa del mio attivismo. Fu in quell’occasione che mi dichiarai con mio padre per esempio.

 

Non era un modo un po’ rude per farlo? Intendo, dire che eri stato licenziato e che eri gay nello stesso momento?

 

E’ vero. E’ stato difficile per lui. Io volevo solo che mi dicesse che mi voleva bene, che ero suo figlio e che tutto si sarebbe sistemato. E ci riuscì bene mio padre dopotutto. Anche se mi rimproverò che potevo evitare di organizzare quel gruppo di sostegno. Ma io gli risposi che era stato proprio lui ad insegnarmi ad essere onesto con gli altri e ad essere sempre sincero. All’inizio tra me e lui ci fu un po’ di conflitto ma poi capì ogni cosa. Realizzò anche lui che ero stato licenziato non perché ero gay o un attivista, ma perché viviamo in una cultura ed in una società anti-gay.

 

Cosa ti ha aiutato in quel periodo?

 

Il gruppo di cui ho fatto parte. Il PFLAG, una sorta di laboratorio dove riuscivo ad ascoltare i genitori di figli omosessuali con i loro problemi. La cosa che spesso si domandavano questi genitori era se mai essi avessero sbagliato in qualche modo nell’educazione dei loro figli. Usai questo spunto per confortare mio padre, in modo tale che mai si sentisse in colpa per la mia omosessualità. Dissi che lui ne era responsabile quanto lo era per i miei capelli biondi e per gli occhi azzurri, anche se ero stato adottato. Anche quando non riusciva a capirmi, non ha mai smesso di farmi capire che mi amava. Fu così che realizzai che, mentre io facevo coming out con me stesso, anche lui seguiva un suo personale processo, non meno lottato, per accettare la mia omosessualità. Da parte mia continuavo ad inviargli materiale sull’argomento, devo dire che sono stato anch’io molto paziente a seguirlo nel suo processo di accettazione. E proprio il PFLAG mi ha aiutato a comprendere mio padre. Ma anche la chiesa mi aiutò molto, tutto il direttivo e i pastori mi sono sempre stati vicini.

 

E come sei riuscito a trovare questa chiesa?

 

Fu proprio mentre ero in carica come leader del gruppo LGBT che la responsabile del gruppo cattolico mi disse che esisteva una chiesa presbiteriana al di là del fiume a Cincinnati, che mi avrebbe sicuramente accolto bene. La cosa mi sembrava ironica poiché solitamente invitiamo le persone alle nostre riunioni, alle nostre chiese o alla nostra comunità. Capii che lei fece un gesto di profondo affetto nei miei confronti, perché sapeva che non sarei stato accolto bene nella sua chiesa. Alla fine quindi andai nel posto consigliato.

 

Allora fu una chiesa ospitale. Le persone della comunità ti hanno pian piano accettato. Ma non ce n’erano altri nel tuo stesso stato?

 

Si certo, ma nessuno fino ad allora uscì allo scoperto come me. Mi ricordo che feci coming out pubblicamente durante una riunione, a colazione. Invitai il presidente di PFLAG attorno al tavolo e discutemmo di come le famiglie debbano amare i loro figli gay. Fu così che mi dichiarai. Passammo quindi dalla teoria alla pratica con un esempio vivente tale quale io ero. E gli altri membri della chiesa mi guardavano per la prima volta come io ero veramente, cioè una persona di fede, una persona sincera. Tanto che mi nominarono per diventare Anziano. Loro sapevano benissimo che, agendo così, stavano sfidando il pregiudizio che insiste nella chiesa. Ma la cosa più bella era che la mia nuova carica mi permise di costruire un ponte diretto con mio padre, dato che lui era un Anziano da 40 anni. Ci consentì di avere in comune un luogo tutto nostro di conversazione, e lui ne fu molto orgoglioso.

 

E come reagì la Chiesa Presbiteriana americana ad un Anziano apertamente gay?

 

Molti erano decisamente scontenti, circolavano voci sulla mia promiscuità ma era perché ero diventato ormai un personaggio pubblico. Ci fu anche un processo all’interno della chiesa nei miei confronti in cui si metteva in dubbio il mio ruolo di anziano. Ma la mia chiesa fu irremovibile, anche perché ci sentivamo al sicuro essendo noi parte del network di More Light Presbyterians, un circuito molto popolare e numeroso negli U.S.A. Tuttavia ancora oggi la Chiesa Presbiteriana ha una legge apertamente anti-gay e io sono qui e lavoro per cambiarla.

 

Parliamo di questo. Ora sei l’organizzatore nazionale di More Light Presbyterians, quali sono i tuoi compiti da organizzatore?

 

Sono soprattutto un educatore. Incoraggio la mia partecipazione nei gruppi religiosi e sociali per portare testimonianza ed educare la gente alla questione omosessuale. Inoltre fornisco metodi di training individuale perché le persone riescano ad aiutarsi da sole. Ovviamente li aiuto anche con la Bibbia, sul significato di essere gay e un cristiano progressista, sull’etica sessuale. E il mio impiego mi piace molto perché unisce il mio attivismo alla mia fede.

 

Perché per te è così importante mescolare la tua fede all’attivismo, piuttosto che occuparsi di solo una delle due cose?

 

L’omofobia e l’eterosessismo sono gli ultimi pregiudizi che la società ancora accetta. Essi inoltre sono giustificati proprio dalla religione. Proprio per questo vado nelle chiese – dove comunemente non sono gradito – per cercare di cambiare questo pregiudizio. L’unica cosa essenziale per me è la volontà di amare Dio, te stesso e il prossimo. E la mia fede, che mi hanno insegnato, consiste nell’individuare questo prossimo e dare il benvenuto a questo straniero. Per fare un esempio, io stesso avrei voluto che mio padre non si sentisse a disagio a parlare di me ai suoi colleghi o amici membri della chiesa. Vorrei che queste questioni venissero apertamente discusse, soprattutto per non sentirsi mai soli. Quando mi dichiarai per la prima volta nella mia comunità ebbi reazioni differenti. Ricevetti una lettera che mi supplicava di capire il terremoto che avevo causato all’interno della mia chiesa, ma ne ricevetti un’altra che mi aprì il cuore poiché diceva: “Non riesco ad immaginare quanto difficile sia stato per te crescere in questa città”. Questo è l’atteggiamento cristiano che voglio insegnare.

In generale posso dire che nella mia vita e nel mio processo di coming out sono stato molto fortunato, perché purtroppo sono ancora tantissimi quelli che non possono essere dichiarati.

 

 

 


#22 Da: newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Data: Sab 8 Mar 2008 6:42 pm
Oggetto: New file uploaded to newsletter_ecumenici
newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Ciao,

desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
newsletter_ecumenici, troverai un nuovo file appena caricato.

   File :        /Santa Sede e Terzo Reich - Concordato ed Enciclica.pdf
   Caricato da : mauriziobenazzi <ecumenici@...>
   Descrizione : Una tesi di Laurea da http://www.villaaurora.it/ita/index.php : 
Santa Sede e Terzo Reich

Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/files/Santa%20Sede%20e%20T\
erzo%20Reich%20-%20Concordato%20ed%20Enciclica.pdf

Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://eur.help.yahoo.com/help/it/groups/files


Cordiali saluti,

mauriziobenazzi <ecumenici@...>

#21 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 8 Mar 2008 9:21 am
Oggetto: Galline mucche e oche in libertà
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Questa newsletter ha ricevuto qualche feroce critica (3 o 4 prese di posizioni, niente di stimolante intellettualmente a dir il vero) circa l’articolo pubblicato e condiviso da Ecumenici sul non votare il 13/14 aprile; articolo scritto da Doriana Goracci. Una ragione in più per dedicare a Lei il nostro otto marzo. E’ anche un modo per indicare che le persone pensanti e libere non stanno nei greggi dei Partiti. Quelle intelligenti proprio mai.

Auguri Doriana e auguri a tutte le lettrici di Ecumenici ! Auguri anche alle donne anarchiche che non votano mai e alle donne di tutte le minoranze religiose.

 

Maurizio Benazzi

 

 


 

Molte donne molti uomini non sanno che in Italia sono diventati fuorilegge la gran parte degli impianti di uova di gallina dal febbraio del 2006, come denuncia  la LAV. Questo perchè sono violati, in barba alla Commissione Europea,  gli standard di arricchimento delle gabbie delle galline (nido, lettiera, dispositivi per accorciare le unghie) e la densita' d'allevamento, con gravi conseguenze per il benessere di questi animali. Spesso vengono segati via il becco e gli artigli degli animali, di modo che le galline non si feriscano tra loro. Vengono alimentate con mangimi non biologici, di sintesi chimica. Ed i pulcini che eventualmente nascono vengono buttati in un tritacarne. Argomento che dovrebbe essere affrontato seriamente da Ferrara e dalla Binetti, ad esempio. C'è anche un'azienda che butta nel tritacarne 50.000 pulcini al mese, racconta la rivista Focus.
Tra oggi 8 marzo e domani 9 marzo saranno centinaia i tavoli informativi in merito, sulle piazze italiane per la messa al bando delle gabbie di batteria per le galline che producono uova.
 Le mucche, invece, se sono lasciate libere, non devono essere munte, perchè producono il latte solo quando nasce un vitellino, proprio come le donne, credo che pochi bambini lo sanno e pensano che le poverine, devono avere sempre sgonfiate le mammelle.

Ma torniamo alla gallina e al suo cervello: già per molte specie, come taccole o pappagalli, si è dimostrato che l'intelligenza aviaria non è inferiore a quella degli scimpanzè. In una specie poi di appello-manifesto pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience Review, un gruppo di 29 esperti neuroscienziati di specie aviarie propone di creare termini comuni per descrivere il cervello dei mammiferi e degli uccelli. Inoltre in merito alle proporzioni "ha un cervello piccolo come una gallina..."beh, va sfatato questo  mito sulle proporzioni e le capacità, tanto che è stato affermato scientificamente anche che Einstein, secondo uno studio di due anni fa, aveva un cervello più piccolo della media.
 E volando in basso, si ritorna sempre alla gallina,che però guarda caso in certe occasoni diventa la tenera chioccia, quella che si prende cura dei piccoli, che cova l'uovo...
E che dire dell'allegria che sembra tornare con l'oca giuliva, un altro modo di immaginare questo animale, non si sa perchè. Perchè di solito si dice che l'oca è stupida, che cammina come certe donne ed è buffa, che un certo gruppo aveva salvato il Campidoglio da un improvviso attacco dei Galli, starnazzando. 

Io vorrei oggi ricordare le galline e le oche e le mucche, rendergli onore ed affetto, pensando a come sono semplici e concrete, al loro vivere in basso, a sapersi nutrire con poco.

Spero che le mucche le oche le galline siano "liberate" e vadano nelle mani delle donne, come reclamarono a loro tempo quelle nigeriane, che le volevano vive, per gestire loro il commercio delle uova e dei polli.
Penso a certe donne di Trento che oggi, stamattina otto marzo su un  grande telone colorato sul selciato faranno il gioco dell'Oca nella piazza e  permetteranno di "riflettere sugli ostacoli, gli imprevisti e i relativi passi indietro che l’autodeterminazione delle donne incontra ogni giorno", anche se come tante galline vengono confinate al ruolo di chiocce o di mucche fattrici.

Si dà il caso che oggi, fanno a gara tutti a considerarci intelligenti, quasi eroiche, forti e belle, di fuori e di dentro.
 Preferiamo volare basse ma consapevoli e libere di vivere e  dare nutrimento  che noi determineremo nei tempi e nei modi, perchè tra il rito  del potere maschile,
la festa del consumo e il silenzio della violenza, le donne scelgono la lotta.
Lo dicevano anche trenta anni fà.

Doriana Goracci

 

 


#20 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Ven 7 Mar 2008 7:09 pm
Oggetto: Invitiamo ad aderire alla petizione, scrivendo a elenalea@...
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Noi abbiamo sottoscritto ieri l’appello anche a nome delle sensibilità ecumeniche delle nostre lettrici e lettori cattolici… confidiamo di leggere ora anche le denominazioni delle Vostre ASSOCIAZIONI

 

Rompi il silenzio

 

 

A proposito della “preghiera per gli ebrei”

 

Con il motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, Papa Benedetto XVI reintroduce la possibilità di utilizzare la formula liturgica pre-conciliare, in lingua latina, per la celebrazione eucaristica. A seguito di tale provvedimento, lo scorso 6 febbraio – nella ricorrenza del mercoledì delle ceneri – il Pontefice modifica la preghiera per gli ebrei del Venerdì Santo contenuta nel Missale Romanum anteriore al Concilio Vaticano II, sostituendo il riferimento al «popolo accecato [che deve essere] strappato dalle tenebre» con l’espressione «Preghiamo per gli Ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini». La disposizione del Papa è contenuta in una nota della Segreteria di Stato della Santa Sede.

Tale modifica giustifica di fatto una preghiera liturgica alternativa e contrapposta a quella vigente, e che a nostro parere è in contrasto con i testi conciliari Dignitatis humanae, sulla libertà religiosa, e Nostra aetate, sul rapporto fra la Chiesa cattolica e le altre religioni, in cui si afferma che «gli ebrei, in grazia dei padri, rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento. […] gli ebrei non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla sacra Scrittura» (Nostra aetate, 4).

Il provvedimento inoltre sembra contraddire palesemente il magistero precedente, poiché si contrappone a quanto affermato negli Orientamenti e suggerimenti per l’applicazione della dichiarazione conciliare Nostra aetate, 4 (1975), che al punto I afferma: «condizione del dialogo è il rispetto dell’altro, così come esso è, e soprattutto il rispetto della sua fede e delle sue convinzioni religiose. […] La Chiesa, per la sua stessa natura, deve annunciare Gesù Cristo al mondo. Per evitare che questa testimonianza resa a Gesù Cristo appaia agli ebrei come una violenza, i cattolici dovranno aver cura di vivere e di annunciare la loro fede nel più rigoroso rispetto della libertà religiosa».

La preghiera del Venerdì Santo, nella versione post-conciliare, esprime suppliche indirizzate alla salvezza di tutti gli uomini: nel caso specifico degli ebrei, questo significa pregare perché essi restino fedeli all’Alleanza mai revocata. Per nessun uomo si chiede la «conversione», ma si prega perché tutti seguano lo Spirito nella via che è loro data e che, per Israele, non può che essere la fedeltà all’Alleanza. Poiché, inoltre, il Venerdì Santo è il giorno in relazione al quale è stata rivolta al popolo ebraico l’accusa di deicidio – accusa infondata, ma foriera di abissi di orrore – ritoccare il cambiamento introdotto dal Concilio Vaticano II appare un regresso, pericolosamente prossimo alla teologia della sostituzione di Israele e capace di evocare gli antichi tentativi di conversione. Posizione, questa, che ci pare da respingere in base alla stretta ortodossia cristiana e ad una corretta prospettiva escatologica.

Non possiamo che manifestare il nostro rammarico per una scelta che mette a serio rischio più di quaranta anni di dialogo, in quanto qualunque cosa possa far pensare a un tentativo di conversione è inconciliabile con il riconoscimento ed il rispetto della verità nella fede dell’altro.

 

Bartolini Elena Lea – Docente di Giudaismo – Centro Studi del Vicino Oriente di Milano

Bartolomei Maria Cristina – Docente di Filosofia Morale e Teologa – Università di Milano

De Benedetti Paolo – Docente di Giudaismo – Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale

Milani Claudia – Dottoranda di Ricerca – Università di Chieti

Perani Mauro – Docente di Ebraico – Università di Bologna, Presidente della European Association for Jewish Studies.

 

Hanno sottoscritto il seguente documento:

Airoldi Maria Silvia

Baini Pierpaolo – Membro Commissione Ecumenismo e Dialogo Diocesi di Lodi

Ballabio Fabio – Segretario Commissione Ecumenismo e Dialogo Diocesi di Milano

Barbati Biondo Gianfranca

Bartolini Fabia Veronica

Bartolomei Adelina – Psicologa – A.E.C. Roma

Basso Ricci Luisella

Bellavite Vittorio – Coordinatore di “Noi siamo Chiesa”

Bertani Maurizio – Bancario

Boidi Filippo – Rinnovamento nello Spirito – Torino

Bonaccorsi Aurora

Bonetti Zanda Ornella

Borghi Ernesto – Docente di Esegesi Biblica – Centro per le Scienze Religiose di Trento

Bovi Grazia

Calzetti Sara – Associazione Terra di Danza

Cappellazzi Claudia

Castagnaro Mauro – Redattore – Missione Oggi

Cattaneo Myriam

Cento Francesca

Ceresa Matteo

Chiassi Mariangela

Chiesa Rosangela

Chiocchetti Marisa – Redazione SeFeR – Studi, Fatti, Ricerche

Ciocca Beppe

Ciurcina Nella – Socia di Biblia – Associazione Laica di Cultura Biblica

Coglitore Bongiovanni Rosanna

Colombo Ivan

Conforti Marisa

Conti Irma

Corrao Vincenzo

D’Angelo Teresa

Dal Corso Marco – Redazione CEM Mondialità

Daminelli Luisa

De Martin Roder Giusi

De Mattè Riccarda

Derungs G.G. Ursicin – Teologo e Scrittore

Donarini Adele

Donghi Vilma

Faini Gatteschi Ebe – Presidente Associaz. Amici della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale

Ferrandi Maria Gabriella

Ferrari Licia – Avvocato

Ferri Egle

Fiacchi Doria

Frenkel Viviana – Redazione SeFeR – Studi, Fatti, Ricerche

Forni Alessandra

Galimberti Giulia

Galimberti Vera

Giudici Giovanni

Giuliani Massimo – Docente di Studi Ebraici ed Ermeneutica Filosofica – Università di Trento

Grassi Giulia Francesca – Assegnista di Ricerca – Università di Udine

Gualandi Franca

Guasti Davide – Medico

Gusmini Giuseppina

Hofer Evelyne

Lenghi Marcello

Limonta Elena

Lonati Antonella

Lupi Elisa

Masina Ettore – Scrittore – Roma

Melchiorre Virgilio – Professore emerito di Filosofia Morale – Università Cattolica – Milano

Messina Lucia

Minervini Rosita

Mistura Paolo – Redazione SeFeR – Studi, Fatti, Ricerche

Montiglio Elena

Monzio Compagnoni Belliride

Montresor Marianita – Insegnante e responsabile SAE - Verona

Morelli Paola

Padovani Carla – Associazione Terra di Danza

Pandozi Nazareno – Redazione SeFeR – Studi, Fatti, Ricerche

Pasianotto Daniela

Pedalino Grazia Maria Pia

Perani Mauro, Università di Bologna, Presidente della European Association for Jewish Studies

Perrera Rosa Maria

Pescara Renato – Docente di Diritto Privato – Università di Padova

Pietripaoli Luigi

Pirondi Ennio

Pirovano Carla

Pistone Gioachino – Comitato esecutivo SAE

Princigalli Domenico

Ramon Tragan Pius – Professore e Rettore emerito – Pontificio Ateneo S. Anselmo – Roma

Ranghetti Elisabetta

Recanati Daniela

Recanati Enrica

Recanati Pietro

Recanati Roberto

Riboni Luca – Consigliere Comunale – Melegnano

Rigazzi Luigi – Redazione Qol

Rinaldi Paola

Rivaroli Pasquale

Robiati Bendaud Vittorio

Roncelli Angelita

Rubini Giuseppina

Saibene Elsa – Redazione SeFeR – Studi, Fatti, Ricerche

Sala Danna Adriana

Saldan Marisa

Salvatorelli Germano – Ordinario di Istologia – Università di Ferrara

Sanna Sandro

Scapino Sergio

Storti Mauro

Stradi Geminiano

Superchi Franca - Logoterapista

Tagliabue Lidia

Tamborrino Annamaria – Insegnante

Tassi Sofia

Valensisi Fausto

Vigentini Giuseppina

Vitali Gianbattista

Zadra Felice – Dirigente Medico Ospedaliero

Zanda Federico

Zanoncelli Emma

Zini Raffaello – Redazione Qol

 

 

Chi desiderasse aderire, può comunicarlo al seguente indirizzo e-mail:

elenalea@...

 


#19 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 6 Mar 2008 7:25 pm
Oggetto: Poesia mistica e religiosa: il bando del premio nazionale sufi
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

 

Confraternita dei sufi Jerrahi-Halveti in Italia

Casa Madre: viale Piceno 23/a, 20129 Milano

Telefoni e fax:  02719439 – 02733882 – Codice fiscale 97217770151

E-mails: posta@...gabriele.mandel@...

www.sufijerrahi.it; www.rivistasufismo.it; www.gabrielemandel.net

 

*

Premio nazionale biennale 2008 di

POESIA MISTICA E RELIGIOSA

 

 

 

Regolamento:

1 – Il premio è aperto a tutti i poeti che scrivono in lingua italiana, di qualsiasi nazionalità, ideologia o fede religiosa essi siano. La partecipazione al premio è gratuita.

2 – Primo premio: Pubblicazione in un volume di 124 pagine delle poesie del poeta premiato, con presentazione e illustrazioni a cura della Confraternita.

Secondo premio: Pubblicazione in un volume di 94 pagine delle poesie del poeta premiato, con presentazione e illustrazioni a cura della Confraternita

Terzo premio: Pubblicazione di una Antologia con le poesie di tutti i poeti selezionati (due pagine per poeta).

I poeti premiati e selezionati dalla Giuria riceveranno inoltre  un Attestato dio merito;  tutti i poeti partecipanti riceveranno un Attestato di partecipazione.

3 – Non vi è limite nel numero delle poesie inviate, siano esse edite o inedite. I manoscritti vanno inviati o consegnati (entro il 10 luglio 2008) alla Confraternita dei Sufi Jerrahi Halveti, viale Piceno 18, 20129 Milano; e dovranno recare su ogni pagina il nome dell’autore, la dichiarazione firmata che la poesia è opera sua, l’indirizzo dell’autore. I manoscritti e gli attestati verranno consegnati esclusivamente o il giorno della premiazione a Milano, o per posta previo invio dei relativi francobolli per la spedizione da allegare alle poesie oppure ritirati nella sede della Confraternita. I manoscritti non ritirati o non spediti verranno distrutti.

4 – I volumi pubblicati e gli attestati verranno consegnati in forma ufficiale in una giornata apposita organizzata nel mese di ottobre o all’Università della Terza Età del Lions Club (Milano, Palazzo Dugnani), o al Circolo della Stampa di Milano. Le poesie premiate ed alcune poesie prescelte verranno lette dal noto attore Andrea Riva De’ Onestis.

5 – Bando di concorso e poesie premiate verranno pubblicate sulla rivista trimestrale di cultura e spiritualità “Sufismo”, che darà opportuno risalto alla manifestazione di ottobre. (www.rivistasufismo.it),

6 – La giuria è composta da: presidente il professore universitario Gabriele Mandel (poeta): vicepresidente il professore universitario Aldo Strisciullo (poeta); alcuni membri i componenti della redazione della rivista “Sufismo” (Rossano Vitali, Nazzareno Venturi, Massimo Failoni, Andrea Zunino, Michele Gotuzzo, Stefano d’Aloia, Bianca Mele, Enzo Coffani, Andrea Sacchi).

 

Milano, 14 marzo 2008

 

 

 


 

Martedì 11 marzo, ore 14-16:

 

        Milano, Accademia di Brera, via Brera. Aula numero 43.

 

Doppio corso sulla storia dell’Arte asiatica, in otto lezioni tenute dal professor Gabriele Mandel per il Dipartimento di Arte e Antropologia del Sacro diretto dal professor Del Guercio: I° corso: Arte islamica; II° corso: Arti dell’India, della Cina e del Giappone.

Ottava lezione: Arte etnica, espressione genuina del misticismo religioso primordiale

(Arti dell’Africa nera, dell’Oceania, degli Amerindi). Con 100 proiezioni.

 

 


#18 Da: newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Data: Mer 5 Mar 2008 10:23 pm
Oggetto: New file uploaded to newsletter_ecumenici
newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Ciao,

desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
newsletter_ecumenici, troverai un nuovo file appena caricato.

   File :        /04_i_complessi.doc
   Caricato da : mauriziobenazzi <ecumenici@...>
   Descrizione : I complessi: un aiuto spirituale del Pastore avventista
Francesco Zenzale - f.zenzale@...

Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/files/04_i_complessi.doc

Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://eur.help.yahoo.com/help/it/groups/files


Cordiali saluti,

mauriziobenazzi <ecumenici@...>

#17 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mar 4 Mar 2008 9:40 pm
Oggetto: Una voce libera ora anche su internet grazie a 70 collaboratori
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Controinformazione

 

Si ringrazia l’amica Daniela Grill, direttrice di redazione di RBE, per la grande attenzione che ci ha offerto e gli approfondimento redatti in esclusiva per la nostra newsletter

 

 

 

 

Radio Beckwith

 

 

http://www.rbe.it/

 

 

 

 

Radio Beckwith nasce nel 1984, come radio a carattere comunitario legata alla chiesa protestante valdese, sviluppa nel tempo il suo bacino d’utenza, amplia le ore di trasmissione e rivolge sempre più attenzione a ciò che succede nel proprio territorio. Nel novembre 2004 Rbe compie 20 anni festeggiando con eventi importanti, di diversa natura e argomento, che riscuotono un notevole successo di pubblico. Tra le iniziative ricordiamo presentazioni di libri, culti valdesi in diretta, pranzi comunitari, concerti e serate dedicate al pubblico  giovane.

In questi ultimi anni Rbe si è impegnata per integrarsi sempre più nel territorio, caratterizzarsi meglio migliorando la qualità ed i contenuti delle sue trasmissioni e potenziare la qualità e la diffusione del segnale radiofonico, che attualmente ha due frequenze: 87.8 – 96.550 ed è dotato anche del live on streaming che si trova sul sito della radio www.rbe.it .

Attualmente Rbe trasmette 24 ore su 24, 7 giorni a settimana, grazie all’impegno di un’equipe redazionale che cura l’organizzazione del palinsesto mattutino, pomeridiano e serale; altro punto di forza di questa radio libera sono i circa 70 collaboratori che settimanalmente si occupano di aspetti tecnici, programmi musicali e non.

Tra i programmi che nel corso degli anni sono stati proposti si segnala la rilevanza riservata all’informazione di carattere sociale, culturale, economico e politico relativa alla Regione Piemonte, alle Province di Torino e di Cuneo ed alle P.A. Pinerolesi, Saluzzesi e Cuneesi con una particolare attenzione alle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Citiamo il ciclo di trasmissioni realizzate in collaborazione con l’amministrazione di Pinerolo, Luserna San Giovanni e Torre Pellice; Le trasmissioni ad informazione sanitarie con l’Asl 10 di Pinerolo o gli sopedali valdesi del territorio; le interviste ad associazioni locali; le informazioni relative ai movimenti sindacali locali; le trasmissioni deidcate alla cultura locale; le trasmissioni e le rassegne stampa in lingua francese.

Peculiarità di Rbe è l’attenzione riservatab alle minoranze linguistiche francofone ed occitane: si sono avvicendate nel tempo trasmissioni in dialetto piemontese, “patois” (dialetto locale) ed in lingua francese nonché programmi che trattano tali argomenti sensibilizzando l’opinione pubblica. Citiamo ad esempio la realizzazione di trasmissioni in dialetto “Lou Frommage”, “Favole in francese”, “Rassegna stampa in francese”, “La Beidana”, “Actualité de l’Evangile”.

La Radio propone quotidianamente informazione giornalistica attraverso la quotidiana  rassegna stampa nazionale e l’approfondimento dell’informazione regionale, provinciale e locale con la lettura dei i quotidiani e dei periodici locali.

L’informazione locale è arricchita da anni rapporti con le amministrazioni comunali della zona, con le comunità montane, con i medici degli ospedali e dell’Asl10, con i servizi sociali presenti sul territorio che sfociano in programmi specifici e numerose interviste rilasciate da Assessori, Sindaci, inserite in programmi redazionali come Caravan.

Da non dimenticare l’attenzione agli eventi catastrofici e il servizio che Radio Beckwith ha reso alla cittadinanza in occasione dell’alluvione del 2000, quando ogni tipo di collegamento di comunicazione telefonico o elettronico era impossibile.

I notiziari quotidiani riservano particolare attenzione agli appuntamenti ed agli eventi della Provincia di Torino e di Cuneo segnalando: eventi, mostre, convegni e concerti anche grazie all’informazione che giunge direttamente alla redazione di Rbe oltre che attraverso quotidiani, siti, newsletters anche sotto forma di comunicato stampa.

Si segnalano inoltre le iniziative condotte con l’editoria locale e con le associazioni di diversa natura prestando attenzione anche ad eventi di particolare rilievo che accadono nella città di Torino. Citiamo ad esempio la partecipazione ai saloni del libro, con realizzazione di interviste, la presenza alla manifestazione Occitanica e alle conferenze stampa di presentazione di grandi eventi o mostre. La nostra caratteristica di radio comunitaria ci permette di poter offrire ampio spazio all’interno del nostro palinsesto a tutte quelle realtà che spesso vengono “dimenticate” dai mass media: associazioni “no-profit” di volontariato (Emergency, Amnesty International, Anfass, Diapsi,…) associazioni politiche, sportive locale alle lingue minoritarie…

Soprattutto nella fascia pomeridiana e serale Radio Beckwith, essendo una radio libera e  comunitaria, offre la possibilità a numerosi non professionisti di avvicinarsi al mondo radiofonico, i quali gestiscono spazi musicali autonomi all’interno del palinsesto di Rbe.

Sono più di 70 i collaboratori che, ogni settimana, attraversano gli studi della nostra radio, la tipologia varia  dai ragazzi di 14 anni (presenti soprattutto il pomeriggio e la sera del sabato) agli anziani di 70 anni e questo fa sì che la radio si rivolga ad un pubblico quanto più possibile ampio ed assortito.

 

Bacino d’utenza e frequenze di trasmissione

-          96.550 e 87.800: Pinerolese e dintorni, Val Chisone e Germanasca, Val Pellice, Torinese e Cuneese.

 

 

 

Trasmissioni Radio Beckwith - palinsesto 2007 – 2008


Trasmissioni redazionali

- Rassegna Stampa
ogni giorno in diretta alle 9 del mattino, rassegna delle principali notizie locali sui quotidiani nazionali e locali. La rassegna stampa è suddivisa in due momenti: una prima parte dedicata alle notizie di Cuneo e provincia e una seconda parte per Torino e provincia.
- Notiziari locali Brevi aggiornamenti dei principali fatti di cronaca e attualità dalla regione Piemonte, provincia di Cuneo e Torino, Pinerolese e valli. Dalle 7,30 in diversi orari della giornata, solitamente dopo le edizioni nazionali.
- Caravan Intrattenimento, attualità, notizie dal mondo, interviste e curiosità. Ogni giorno in doppia versione in diretta: dalle 11,15 alle 12 del mattino e dalle 16,30 alle 17,15 il pomeriggio.
- Spazio Eventi segnalazioni degli eventi, appuntamenti e manifestazioni della giornata o dei giorni seguenti. 3 volte al giorno: 10,30 - 13,30 - 18,40
- Radio-Ciak Visioni Sonore Dedicata al cinema, ogni giovedì (mattina alle 11,15 e in replica il pomeriggio alle 16,30).
- Replay Ogni martedì mattina alle 12, con replica alle 15, trasmissione dedicata allo sport.
- Glinediti Ogni mercoledì alle 12 (con replica il giovedì alle 15), un approfondimento dedicato ai libri
- Lettura in lingua originale - Appuntamento del venerdì mattina, alle 12, lettura di un libro in lingua originale (francese, inglese, tedesco, spagnolo, ...)

-  Rabadan: lënga, cultura e nove ënt la valadde: Trasmissione in lingua occitana. La trasmissione è realizzata in collaborazione con lo sportello linguistico della comunità montana valpellice.
- A' La une
Rassegna stampa in lingua francese. La trasmissione è realizzata in collaborazione con lo sportello linguistico della comunità montana valpellice.

 

- Notiziario radiofonico multilingue. Ogni martedì dalle 19 alle 19:30 sulle frequenze di Radio Beckwith va in onda Mondolingue, notiziario multilingue rivolto alle persone migranti. Progettato in collaborazione con il Cuamm - Medici per l'Africa e il Tavolo Migranti della Città di Pinerolo, il notiziario viene costruito da una redazione molticulturale di 15 giovani tra i 16 e i 20 anni, e condotto in 6 lingue: albanese, arabo, rumeno, cinese, spagnolo e italiano. Mezz'ora di approfondimento sui temi di interesse per le persone migranti: dalle pratiche di rinnovo dei documenti, alle informazioni rispetto a diritti e doveri, ai contatti utili per informarsi.

 

Trasmissioni di intrattenimento, informazione varie

 

- Alta Fedeltà, una passione chiamata Toro ogni giovedì dalle 19.30 alle 20,15, dedicata al mitico colore Granata. Conducono in studio Paolo Malanot e Antonio Ballari.
- Diapsi ed Anfass, ogni terzo lunedì del mese alle 19 di sera e in replica il mercoledì mattina alle ore 10. Curata dalle volontarie delle sezioni locali.
- Amnesty International, ogni quarto lunedì del mese alle 19 di sera e con replica il mercoledì mattina alle ore 10. Curato dal gruppo 90 sezione val Pellice
- Parliamo di tecnologia: Ogni 1° settimana del mese: il lunedì in diretta alle 17,30, in replica il venerdì mattina alle 10.  Trasmissione curata dallo SLIP, Pinerolo Software libero, dedicato al mondo tecnologico

Trasmissioni redazionali "evangeliche"


- Letture bibliche:
Ogni giorno, alle 8,10 del mattino. Seguendo le meditazioni del volume "Un giorno una parola", brevi riflessioni e preghiere con lettura di versetti biblici.
- Voce delle Chiese
Notizie evangeliche, novità Claudiana, trsamissioni radio e tv, appuntamenti chiese locali. Ogni sabato mattina dalle 11,15 alle 12
- Culto valdese Curato e registrato dai pastori dei 3 circuiti, ogni domenica alle 10 e in replica il mercoledì alle ore 19
- Actualité de l’Evangile Domenica alle ore 11.15 culto in lingua francese via satellite dall’emittente Radio Suisse Romande di Ginevra.
- Anteprima Riforma – Eco delle Valli Valdesi Lettura del settimanale, ogni giovedì mattina, in diretta dalle 12 alle 12,30.
- E poi parliamo di donne: Ogni 3° lunedì del mese, alle 17,30, con replica venerdì mattina alle 10. Condotto da Valeria Fusetti e Sara Tourn e dall'Unione femminile di Torre Pellice.
- Dirette in varie occasioni: Sinodo, conferenze stampa Sinodo, culto Natale, 17 febbraio, Pasqua.

 

TRASMISSIONI MUSICALI


- Good Times, Bad Times: Martedì pomeriggio alle 17,30 e in replica il mercoledì sera, viaggi all’interno del mondo della musica
- Stargate: tutti i venerdì sera dalle 22 alle 24. Varie tipologie di musica dal new age all'ambient.
- Renegade: Ogni sabato sera, dalle 19 alle 20, un programma di musica metal
- Difetty speciali: Ogni domenica pomeriggio, in diretta, dalle 14 alle 16. Trasmissione di musica & intrattenimento.
- Revolution Dance: Ogni venerdì sera, dalle 20 alle 21, musica commerciale ed elettronica del momento.
- Sensoria: Ogni notte, dall’1 alle 3 e tutta la notte del sabato, musica dance, techno e commerciale
- Elektro Dub:  tutti i sabati dalle 17 alle 18.30, stili musicali techno, house ed elettronici.
- Rapsody - Week Hitz: Trasmissione dedicata al mondo della musica Hip Hop, ogni giovedì pomeriggio, dalle 17,30 alle 18,30.
- Hip Hop Most wanted:
Ogni venerdì sera, dalle 21 alle 22, dedicato alla cultura Hip - Hop.
- Tie-Break Ogni martedì dalle ore 21 alle 22,30: cantautori italiani e internazionali che, album dopo album, canzone dopo canzone, si affrontano sul campo centrale di Radio Beckwith, senza esclusione di colpi, arbitrati da Gabriele e Franceso. Sarete voi ascoltatori ad assegnare il premio finale e decretare il vincitore...
- 60 Seconds: Ogni venerdì pomeriggio, dalle 17,30, presentazione e la promozione dei gruppi e degli artisti emergenti.
- Sala prove: La musica emergente ogni mercoledì pomeriggio alle 17,30. I brani presentati in Sala Prove verranno poi inseriti nel palinsesto ufficiale di Radio Beckwith, in rotazione
- Beckground
Un programma di informazione musicale per promuovere l'artista locale, il lunedì sera dalle 21,30 alle 23. Obiettivo del programma è far conoscere al pubblico i gruppi e gli artisti locali piemontesi e soprattutto nelle province di Torino e Cuneo, dove esistono ottime realtà Underground, ma purtroppo poco conosciute.
- Wiki - il Programma decentrato. Una trasmissione in onda il lunedì sera alle 19:30, che tenta di raccontare il web nelle sue molteplici forme. L’utilizzo di licenze libere per la musica, la pop art, i tormentoni e le sperimentazioni del web 2.0, prenderanno ogni settimana la forma di pillola concentrata di onde radiofoniche. Un esperimento in collaborazione con Jamendo.com, che tenta di parlare di internet in radio, utilizzando un linguaggio meticcio ed intrecciato.
- Powerplay ogni Sabato dalle 14 alle 15. Conduce in diretta radiofonica Caffy. Trasmissione musicale, in cui gli ascoltatori possono creare la propria playlist personale, i brani che più vorrebbero sentire nel programma. Suggerite quindi la vostra playlist ideale, inviando una e-mail alla casellina di posta elettronica: caffy@... e potreste essere uno dei fortunati ad ascoltare e ad assistere al programma dagli studi di RBE
- 90gradi sabato pomeriggio dalle 15 alle 16, con Emanuele Perotto e dj Chris. Una trasmissione dedicata a chi ha amato gli anno 90 e ancora li ama. Forti emozioni su 90gradi: vintage on radio

 

 


#16 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mar 4 Mar 2008 5:26 am
Oggetto: I martiri del grande nud
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

 

Tutto già visto e sentito, la scena si sposta a Molfetta. Sono morti in cinque, in un' autocisterna che trasportava zolfo in polvere presso l'azienda Truck Center, un centro specializzato nel lavaggio di autocisterne nella zona industriale. Ho letto che c'è stata un'immediata reazione da parte del mondo politico che chiede l'approvazione del decreto attuativo del testo per la sicurezza sul lavoro e tanti messaggi di solidarietà: le troupe televisive saranno in fibrillazione, gli inviati locali faranno tardi stasera a casa. Chissà se ci sarà un porta a porta, una trasmissione televisiva che giustificherà l'abbonamento alla Raitv.

 Io sono stata a Molfetta per due anni, quasi ogni mese. Era iniziata in rete la conoscenza di quello spaccato italiano con una lista di discussione che si chiamava "Grande Nud", il Grande Nulla in molfettese. Ho amato questo paese, 60.000 abitanti sul mare, le casette bianche della città vecchia come quella che abitavo, la gentilezza e l'ospitalità di tutti, l'intelligenza vivace dei giovani e degli anziani, la loro filosofia . Molfetta è in provincia di Bari ma non sta in quella parte di Puglia che va di moda come il Salento, dove è stato rilanciato il turismo per via della musica del mare della cucina delle tradizioni:tutte cose che appartengono anche a Molfetta. Si perchè si guadagnavano la vita prima con l'agricoltura e il mare ma oggi non è più così. Non va bene neanche il settore marittimo o quello edile o industriale.

 E si continua ad emigrare al nord e in Europa e negli Stati Uniti anche più lontano e in tanti tornano l'8 settembre per la Madonna dei Martiri, che viene portata a mare. Vicino Molfetta c'è la zona industriale, dove penso di aver capito sia successa la disgrazia e dove se non ricordo male c'è anche il Csoa "Le Macerie",dove si va a sentire e fare musica, anche quello con un nome che la dice lunga sulla rapina politica e culturale che è stata approntata dalle nuove scorribande moderne dei partiti.

“Sono morti anche perché noi non siamo stati abbastanza vivi” mi viene in mente questa frase di Giancarlo Caselli, la disse un anno fà, parlando dei morti di mafia, da queste parti diventa sacra corona unita. Ripenso a quella compostezza e a quel rancore che serpeggia tra tanti a Molfetta per avere visto disperso un movimento di lotta e di cultura, eppure l'ostinazione di un gruppo nell'andare avanti, nello scontro e nell'incontro li ha portati alla fine, ragionando sul lavoro e la precarietà, ad aprire un'Associazione culturale che hanno chiamato Linea 5 a memoria delle vittime della Thyssenkrupp.
 Si sono organizzati, hanno discusso intensamente sopratutto nel merito del lavoro che manca, del lavoro nero e precario, che uccide. Venerdì apriranno la nuova sede con un dibattito e un incontro da un titolo tragicamente premonitore "Sicuri da morire". Avevo pensato di segnalarlo, poi mi sono già sentita i commenti di chi avrebbe detto "ma è troppo locale, troppo lontano"...Eh già io vivo tra Roma e Viterbo e non c'è più da pochi mesi quel treno Ok che costava solo 9 euro per fare Roma Bari con fermata a Molfetta, che bisognava prenderlo alle cinque della mattina. Era pieno di giovani e non giovani, pendolari e migranti dello studio del lavoro del cuore. Niente ok, niente partenze improvvisate,tagli di Trenitalia e tagli della vita privata. Mi immagino ora le strade di Molfetta a Corso Umberto, piene di gente di tutte l'età e con qualunque clima, perchè non costa niente camminare e sorridere ma penso che oggi sorrisi non se ne fanno, si passeranno di bocca in bocca, amaramente e dolorosamente, i nomi, i legami di quelli che non ci sono più, che finiranno nel Grande Nud...

 Provo dolore nel non esserci, credetemi vicinissima a voi tutti, si con la mia rabbia ed amarezza, vi abbraccio forte, voi che sapete essere sempre così grandi, forti e dignitosi.

 

 


 Doriana Goracci

 


__________________________________________________________________

THYSSENKRUPP – ILVA SICURI DA MORIRE che avrà luogo venerdì 7 marzo presso la Sala Turtur con la partecipazione di CIRO ARGENTINO (RSU – FIOM – THYSSENKRUPP TORINO) ERNESTO PALATRASIO (SLAI COBAS – ILVA - TARANTO) FRANCA CALIOLO (ASS.NE 12 GIUGNO – FAMILIARI VITTIME SUL LAVORO – ILVA DI TARANTO) Il PresidenteOnofrio Pappagallo e-mail : associazione.lineacinque@... Infotel: 3475601039 -- Lineacinque Associazione Culturale via M. D'Azeglio 200 - 70056 Molfetta (BA)


#15 Da: newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Data: Lun 3 Mar 2008 6:56 am
Oggetto: Giornata mondiale di preghiera - http://www.worlddayofprayer.net/ - , 7.3.2008, 8:00
newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Promemoria da:   newsletter_ecumenici Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   Giornata mondiale di preghiera - http://www.worlddayofprayer.net/ -
 
Data:   venerdì, 7 marzo 2008
Ora:   8:00 - 20:00
Luogo:   Nei templi, gruppi, case private, ospedali, ospizi...
Via:   Per info scrivere in inglese a WDPIC@... o visita il sito http://www.worlddayofprayer.net/
Note:   a cura delle donne della Guyana. Evento spirituale promosso da "A Global Ecumenical Movement" dedicato al tema: La Sapienza di Dio ci dà una nuova comprensione.
 
Copyright © 2008  Yahoo! Italia S.r.l. Tutti i diritti riservati | Condizioni Generali per l'Utilizzo del Servizio | Yahoo! e la tua privacy

#14 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Dom 2 Mar 2008 6:39 pm
Oggetto: Il rabbino Lerner contro la guerra: fu definito dalla polizia USA "un criminale pericoloso" e non ha mai commesso un atto di violenza !
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Dopo i recenti fatti di Gaza…

 

I Renewal è la risposta ebraica alla guerra e al mito della violenza risolutiva dei conflitti

 

Tikkun è una comunità internazionale di persone di molte fedi chiamata per la giustizia sociale e la libertà politica

nel contesto di nuove strutture di lavoro, di cura delle comunità e di democrazia sociale ed economica.

Si cerca di influenzare i discorsi pubblici, al fine di ispirare la compassione, la generosità, la non-violenza

e il riconoscimento della dimensione spirituale della vita.

 

Qualche anno fa grazie al rapporto fra l’Associazione “amici di Neve  Shalom – Wahat al-Salam” Italia  e a una persona colta e aperta come  Bruno Segre, è stato invitato a Firenze e a Milano il rabbino Lerner  una figura  di studioso e di persona impegnata da decenni in un lavoro dal basso, con influenze anche a livello istituzionale, per  una società  a larga partecipazione, fondata su principi di sostenibilità ecologica  e di giustizia sociale, con un’attenzione agli squilibri mondiali e alle alleanze con gruppi e associazioni che operano nel sud del mondo.

Il Rabbino rappresenta una parte importante dell’ebraismo americano e nei decenni si è collocato su posizioni radical e liberal, protagonista delle lotte per i diritti civili negli anni ’60, della controinformazione sulla guerra del Vietnam, delle campagne ecologiche. 

Michael Lerner ha acquisito esperienza e titoli che lo rendono un esperto della trasformazione dei conflitti  in senso nonviolento. E’ anche un profondo conoscitore della realtà mediorientale, rispetto alla quale è in grado di fornire informazioni e proporre prospettive da persona che, nel corso degli ultimi decenni,  ne ha vissuto i momenti più importanti. Ogni tre settimane fa il punto della situazione attraverso il suo sito.

La sua formazione è interdisciplinare, con significative competenze sui versanti psicologico e socio-politico. Risponde sempre con semplicità e personalmente all’indirizzo e-mail del sito www.tikkun.org

Abbiamo chiesto di tradurre delle sue pagine di pace per il Medioriente ad addetti ai lavori romani: non abbiamo ricevuto nessuna risposta.  

Le persone con spirito critico sono chiamati a interpretare anche i silenzi. Di questi tempi a Roma preferiscono verosimilmente allinearsi ai tamburi di guerra. E presentano personaggi alle elezioni politiche per la Destra guerrafondaia, forcaiola e postfascista. Una ragione in più per non partecipare al voto e per denunciare il legame fra potere e cultura della violenza. Anche quella di Stato, che non è meno pericolosa di quella dei fanatici estremisti. Che hanno avuto supporti e aiuti anche dall’Europa. E dai più disparati ambienti politici italiani: dall’estrema destra ai cattolici in salsa populista, alla c.d. sinistra antimperialista.

Chi ci da per favore una mano per le traduzioni di Tikkun? Ci aspettiamo risposte e non silenzi. Siamo stufi dei silenzi !

 

 

Profilo di Michael Lerner: un costruttore di ponti con cristiani, islamici e buddisti.

Fu definito dalla Gazzetta ebraica di San Diego come “l’ebreo più controverso d’America”

 

Rabbi Michael Lerner

“Semplicemente, non riesco a capire come si possa essere spirituali senza impegnarsi concretamente nella trasformazione del mondo”, dice rabbi Michael Lerner.

Politico rivoluzionario, filantropo, guida spirituale, psicologo e direttore della rivista “Tikkun”,

 

Nato 63 anni fa nel New Jersey, Rabbi Michael Lerner è cresciuto in un ambiente familiare immerso nella politica. I suoi genitori erano leader del movimento sionista negli Stati Uniti nel periodo precedente la seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, suo padre divenne giudice e sua madre consigliere politico e capo della campagna elettorale per un senatore. Icone del partito democratico come Adlai Stevenson e Harry Truman passarono per casa negli anni in cui Lerner cresceva, e quando si presentò all’ammissione al college, John F. Kennedy gli scrisse una lettera di raccomandazione. A dodici anni leggeva i resoconti del Congresso e notava la differenza tra quello che i politici dicevano e come votavano in realtà. Vedeva altrettanta ipocrisia anche nel mondo ebraico. Dice Lerner ”Da un lato, le sinagoghe negli anni ’50 erano piene di persone che sviluppavano ideali alti; dall’altro, era evidente che il risultato finale erano il materialismo e il consumismo.”

In seguito, Lerner scoprì il libro di Abraham Joshua Heschel Dio alla ricerca dell’uomo. Per anni lesse un capitolo a settimana e, finito il libro, lo ricominciava. Adolescente, incontrò Heschel che lo invitò a studiare al Jewish Theological Seminar a New York. Qui Lerner scoprì che alcuni ebrei rifiutavano l’Ebraismo americanizzato che lui conosceva, e sostenevano che aveva poco a che fare con il messaggio centrale della religione. Fu il suo primo incontro con una critica ebraica dell’Ebraismo e gettò le basi della sua successiva campagna per un rinnovamento della fede.

Nel 1966 Lerner visse per diversi mesi in un kibbutz in Israele. Benchè l’ambiente socialista del kibbutz gli dimostrasse che le persone potevano essere motivate da riconoscimenti non materiali, gli rivelò anche quello che egli percepì come difetto centrale del socialismo: l’assenza di un elemento spirituale.

Alla fine degli anni ’60, Lerner era diventato un leader del movimento statunitense contro la guerra. Era uno dei membri dei Sette di Seattle, un gruppo di attivisti denunciati dal governo federale per utilizzare le proprietà dello stato (il telefono) con l’intento di incitare alla rivolta (una protesta contro la guerra nel Vietnam). Il capo dell’FBI J.Edgar Hoover chiamò Lerner “uno dei criminali più pericolosi degli Stati Uniti”. Lerner fu incarcerato al penitenziario federale di Terminal Island per disprezzo della corte. Le accuse di cospirazione furono in seguito ritirate e le leggi in base alle quali erano state portate furono dichiarate incostituzionali.

Quando il movimento contro la guerra perse vigore, Lerner attribuì parte della responsabilità a ciò che chiamò un “surplus di impotenza” negli attivisti stessi. Essi non potevano riconoscere i loro successi perché “ridefinivano continuamente i criteri in base ai quali definire il successo in un modo che li faceva sentire dei falliti”. Il desiderio di comprendere questa “patologia” autodistruttiva portò Lerner a studiare psicoterapia. Voleva anche analizzare la sua vita emotiva. Dice Lerner, “Scoprii che ero troppo severo nei miei giudizi, specialmente nei confronti dei miei genitori.” Finì il suo secondo PhD (il primo era in filosofia) al Wright Institute nel 1977 e incominciò a lavorare come psicologo clinico.

Tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80 Lerner viveva con disagio crescente lo spostamento politico della comunità ebraica dal polo liberal a quello conservatore. Ciò lo condusse alla fine a fondare la rivista Tikkun nel 1986. Il suo obiettivo era rivitalizzare le voci liberal e progressive degli ebrei americani. Ma l’attivismo di Lerner non si limita al Medio Oriente ed ai circoli ebraici statunitensi. Oggi Tikkun (che significa in ebraico riparazione, guarigione o trasformazione) aiuta i liberal di tutte le culture e confessioni a integrare nelle loro vite la dimensione politica e quella spirituale. E’ una rivista  molto considerata anche nel dibattito culturale a livello accademico su questioni sociali cruciali.

Lerner è ’ stato tra l’altro consigliere di Bill Clinton nel primo mandato e ha formato la Tikkun Community, un gruppo interconfessionale aperto ai laici, impegnato per la pace in Medio Oriente, la non violenza, la consapevolezza globale, la salute ecologica.

Rabbi Lerner conduce servizi in diversi luoghi a San Francisco. La sua congregazione, Beit Tikkun, è un frutto del movimento Jewish Renewal, che unisce alla spiritualità un richiamo all’azione sociale per il cambiamento (http://www.tikkun.org/rabbi_lerner/renewal/ ). Il libro di Lerner Jewish Renewal: a Path To Healing And Transformation delinea il suo progetto per rivendicare lo spirito rivoluzionario dell’ebraismo. Il discorso si allarga a tutte le altre religioni in Spirit Matters.

Nel dibattito statunitense sul conflitto tra Israele e Palestina la voce di Lerner è emersa come una delle più equilibrate. Il suo ultimo libro Healing Israel/Palestine incoraggia entrambe le parti a riconoscere il proprio e altrui dolore e ad affermare la dignità innegabile dell’altro.

Il ruolo della Tikkun Community a questo riguardo è educare il pubblico, i media, il mondo accademico, le istituzioni politiche ed i rappresentanti eletti ad un percorso di pace e sicurezza comune per Israele ed il popolo palestinese.

 

Libri pubblicati:

 Jewish Renewal: A Path to Healing and Transformation(hardcover: Putnam; paperback: HarperCollins)

 con Cornel West: A Dialogue on Race, Religon and Culture in America (hardback: Putnam, paperback Penguin

 The Politics of Meaning: Restoring Hope and Possibility in an Age of Cynicism (Addison Wesley Longman/Perseus Books

 Spirit Matters (Walsch Books/Hampton Roads)

 Healing Israel/Palestine (Tikkun Books)

Un ampia raccolta di opere pubblicate è disponibile in inglese su internet

 

 

 


#13 Da: newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Data: Dom 2 Mar 2008 1:13 pm
Oggetto: New file uploaded to newsletter_ecumenici
newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Ciao,

desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
newsletter_ecumenici, troverai un nuovo file appena caricato.

   File :        /Cronologia Gaismair e dintorni.rtf
   Caricato da : mauriziobenazzi <ecumenici@...>
   Descrizione : La Riforma popolare: cronologia Gaismar e dintorni. Una proposta
di lettura per l'approfondimento storico.

Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/files/Cronologia%20Gaismai\
r%20e%20dintorni.rtf

Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://eur.help.yahoo.com/help/it/groups/files


Cordiali saluti,

mauriziobenazzi <ecumenici@...>

#12 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 1 Mar 2008 6:56 pm
Oggetto: Buon fine settimana
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Informazione

Per invitare ad iscriversi alla lista di Ecumenici in distribuzione da Yahoo suggerisci di mandare un e-mail a newsletter_ecumenici-subscribe@yahoogroups.com  oppure di visitare il link http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/ . La proprietà del sito può chiedere comunque procedure di confermazione dell´e-mail attraverso loro programmi. La riservatezza degli indirizzi è garantita anche internamente fra gli iscritti stessi della lista.

La fase di trasferimento generale è in corso ci scusiamo per il disagio.

 

 

Ecumenici

Newsletter interdenominazionale, laica, indipendente e autonoma

 

"Passarono milioni di anni prima che io fossi. Passeranno probabilmente milioni di anni dopo di me. Da qualche parte, in mezzo a essi vi sono un paio di stagioni con una giornata particolare, tutta per me su questa terra. Per questo frangente io ti ringrazio."

Joerg Zink

 

 

 

Con questa prima parte dei lavori di traduzione di Roberto Pavan concludiamo il giro d´orizzonte negli States nell´ambiente LGBT: anche queste interviste sono distribuite in CD da More Light Presbyterians, a cui aderiamo, attraverso questo link www.mlp.org  Ringraziamo le persone che ci hanno inviato lettere o telefonato per la storia di Giorgio, poliziotto. Anche lui ha qualche problema ADSL ma ha ricevuto tutte le notizie e ringrazia sentitamente l´Italia civile e i valdesi di Brescia. Non la Polizia di Stato, che "continua ad avere un atteggiamento di chiusura e non vuol prendere atto delle nuove richieste di democrazia della società".

 

 

 

 

 

Sydney Anderson - Transessuale da donna a uomo.

 

Mi è sempre piaciuto parlare con le persone transgender perché hanno un punto di vista che le persone che hanno sempre vissuto nella stessa "scatola" non hanno. Raccontami di te.

 

Prima però vorrei correggerti. Hai parlato di transgender. C´è una differenza tra transgender e transessuale. Quest´ultima è una persona che ha effettivamente transitato da un sesso ad un altro. Il transgender non l´ha fatto in maniera fisica.

 

Oh scusami allora...

 

E´ un errore che fanno in tanti. Ma non intendevo essere pignolo.

 

No affatto, siamo qui per capire, grazie invece. Ora puoi raccontarmi di te?

 

Penso che qualsiasi persona transessuale fin da piccola si sia accorta di essere nata nel corpo sbagliato. Io a 7 anni già dicevo ai miei genitori che sarei dovuto essere un ragazzo.

 

E la loro reazione?

 

Non ci fecero tanto caso, erano molto pratici. Sapevano solo che non dovevano comprarmi bambole ma volevo le macchinine per il mio compleanno. Ma non la pubertà le cose cambiarono. C´era molta pressione per conformarsi. Dal liceo in poi soprattutto. Mi rifiutavo di indossare i vestiti per il ballo e per la cerimonia del diploma. In ogni caso andai a fare la carriera militare a 22 anni e per 12 anni rimasi nell´unità aeronautica americana. E penso che la ragione per cui lo feci era perché era una cosa da maschi. A 32 anni uscì dall´aeronautica e mi dissi che avrei dovuto trovare un compagno. Ho tentato di essere eterosessuale ma non mi funzionava nulla. Ho provato allora ad essere lesbica e bisex ma proprio non faceva per me. Poi andai in internet e scoprii il gruppo FTM (Female to Male) che mi ha fatto realizzare che da sempre sono stato un ragazzo in tutti i sensi. E´ stata una rivelazione per me e ho deciso per il cambiamento a 35 anni.E non è stato per niente facile. Mi sono dovunto informare un po´ ovunque.

 

Che cosa fu veramente difficile per la decisione?

 

Non è che fu in sé difficile. La prima parte del processo di transizione stabilisce fin quanto vuoi arrivare e molte volte al momento non lo sai, perché pensi alle relazioni che hai instaurato con gli altri fino ad allora. E´ una cosa che devi decidere drasticamente, perché significa buttare via di punto in bianco tutti i tuoi vestiti e comprartene altri, cambiare il nome e sesso nella patente, cercarti un medico e fare tutto ciò che occorre fare. Non volevo fare un salto nel buio. Volevo prima capire se fosse giusto per me.

 

Allora ti sei iscritto a questi gruppi on-line, e poi?

 

Loro mi facevano da supporto. Comunicai che consideravo la transizione e la mia richiesta fu quella di trovarmi un dottore che mi prescrivesse il testosterone. Ne ho discusso con loro per due anni, cercando tutte le informazioni possibili. Ad un certo punto decisi di salutare il mio io femminile, feci molta meditazione. Poi cominciai a comprarmi vestiti maschili e liberarmi da quelli femminili. E quando venne il giorno definitivo, incluso il momento di cambiare nome, avvisai il mio responsabile al lavoro sulla mia intenzione. La cosa era che non avevo ancora trovato il medico per l´operazione e non sapevo come potessero sentirsi i miei colleghi sull´uso del bagno, ma ne parlammo e 7 anni fa feci infine l´operazione.

 

Evviva! Hai parlato di lavoro, ai tuoi colleghi andava bene?

 

Ho avuto molto sostegno dalle mie supervisori donne, anche se la compagnia adottava di già una politica anti-discriminazione. Comunque organizzarono un meeting con i dirigenti per affermare la loro volontà di non farmi subire ingiustizie. Ormai da 7 anni sono legalmente uomo e da 6 anni post-t (post-testosterone).

 

Hai dovuto aspettare un anno per avere il testosterone?

 

No, mi ci è voluto un po´ per trovare un dottore.

 

Perché è stato così difficile?

 

Beh, sono un po´ arrabbiato col mio medico di base perché lei sapeva chi ero e non mi ha mai detto nulla. Quando le dissi che stavo per diventare uomo, lei avrebbe potuto prescrivermi il testosterone un anno prima. Invece mi sono rivolto ad un altro medico, perché poi mi era venuta un´infezione, il quale rimase confusa per la mia identità e mi disse che avrei dovuto iniziare con il trattamento, ovviamente io risposi che non ne sapevo niente perché il mio medico non mi aveva detto nulla. Così ci rimasi male.

 

Allora come ci si muove per trovare tutte le strutture di cui si ha bisogno?

 

Internet è una grande fonte. Un altro modo è parlarne col proprio medico di base.

 

Noi diciamo che viviamo in un´area liberale. E´ più facile qui che, diciamo, in Minnesota?

 

Si. Ho lavorato in West Virginia e se fossi rimasto lì penso che non avrei potuto farlo. Non sarei riuscito ad arrivare ad un dottore. E penso che sia questo il problema. La maggior parte dei dottori non è istruita a trattare le persone transessuali, per le corrette dosi di ormoni, le complicazioni da affrontare. Ma qui è più facile trovarne. Forse perché qui c´è anche più accettazione. Tuttavia ci sono stati dei momenti in cui non mi sono sentito al sicuro. Ero stato trasferito a lavorare in magazzino e lì fui molestato da 2 dipendenti. Ma da quel momento ho imparato a guardarmi bene dalle persone che mi circondano.

 

Prima hai detto che i dottori non sanno prescrivere i dosaggi e trattare le complicazioni mediche. Che genere di complicazioni possono sorgere?

 

Nel mio caso ho sperimentato un dosaggio sbagliato di testosterone per esempio. Essendo io iperteso, mi hanno somministrato la dose intera quando il testosterone alza la pressione del sangue. Quelli invece che prendono estrogeni possono avere problemi al fegato, quindi i dottori dovrebbero sapere monitorare queste cose.

 

Interessante... allora i dottori solitamente prescrivono dosi parziali.

 

Di solito si. Penso che sia importante trovare un medico che lavori con te, che sia consapevole di quello che è meglio e di quello che è più sicuro per te. Ma anche tu ti devi muovere per trovare maggiori informazioni possibili in modo tale che anche tu stesso puoi lavorare insieme al tuo medico.

 

Fuori dall´ambiente lavorativo, quali reazioni hai avuto dai tuoi amici, dalla tua famiglia?

 

La mia famiglia decise di scomunicarmi. Non parlo con loro da 5 anni, e questo mi fa molto male.

 

Mi dispiace veramente...

 

Sono molto dispiaciuto per mia madre. Non mi sono mai sentito vicino a mio padre ma a mia madre si. Quando le parlai per telefono, e allora la mia voce era cambiata, e le dissi che avevo cambiato sesso, all´inizio sembrava accettarlo, ma poi venne fuori che non poteva.

 

E le altre persone? Quelle di tutti i giorni?

 

Non sospettano che io sia stato una donna.

 

No, ma intendevo i tuoi amici di prima. Sono ancora tuoi amici?

 

Si

 

E´ bello sentirlo! E hai amici nella comunità trans? Il gruppo a cui sei legato ora.

 

Dopo aver terminato le mie relazioni precedenti, mi sono preso un anno di riassestamento per cercare un nuovo lavoro etc... Certo mi mancava il sesso. Avevo veramente bisogno di una partner. Così pensai che trovarmi un transessuale male-to-female sarebbe stata la cosa migliore per me, dato che avremmo avuto sicuramente molte cose in comune. Così andai da Carla´s.

 

Cos´è Carla´s?

 

Carla´s è un luogo sicuro per le persone transessuali e transgender di tutti i tipi, soprattutto male-to-female, che vogliono consigli per l´abbigliamento, il trucco, incontrarsi e tante altre cose. E Carla è la madrina della boutique. Una persona molto dolce. Così andai in internet e lasciai i miei dati, ricevetti risposta e incontrai la mia futura moglie da Carla´s, dove anche ci siamo sposati.

 

Congratulazioni!

 

Grazie!

 

Da quanto siete sposati?

 

Da 9 mesi. Quindi lì da Carla´s ci siamo formati un gruppo di amici a cui siamo molto legati. Carla organizza una cena ogni giovedì sera, poi organizza una sfilata al mese con una ventina di ragazze. Ha un magazzino pieno di vestiti dove invita le ragazze a vestirsi, truccarsi e cammuffarsi come vogliono. E´ un vero spasso ma credo di essere l´unico ragazzo lì!

 

E´ un problema per te?

 

Assolutamente no. Adoro essere l´unico uomo!

 

E le ragazze, si preoccupano della tua presenza?

 

Oh no, mi adorano. Ma se vuoi cercami tu degli amici maschi!

 

Magari, io conosco solo quelli che bevono birra e guardano il football. Non credo che Carla´s sia il posto adatto.

 

E´ vero.

 

Beh, sto scherzando sugli stereotipi ovviamente.

 

Ma è vero. Carla´s non è un posto per gli amanti di birra e football. E´ più un posto da vino e cracker al formaggio.

 

Allora c´è una grande comunità trans a South Bay?

 

Si, non so dirti il numero ma per esempio alla festa di Pasqua di Carla c´erano 50 ragazze che venivano da ogniddove. Ho solo sentito statistiche che dicono che un decimo della popolazione è trans, e tra questi solo un decimo è un transessuale da donna a uomo.

 

Io avrei pensato l´inverso. Forse perché le donne sono un gradino sotto nella nostra società quindi non risulterebbe tanto conveniente diventare donna.

 

Non credo che sia un fatto preso in considerazione quando si fa la transizione.

 

Hai detto che un decimo della popolazione è trans. Io ho letto che uno su 200 bambini nasce con 2 sessi. Ne sai qualcosa o è un campo separato?

 

E´ decisamente un´altra cosa.

 

Ok, solo per sapere. Una cosa che ho sempre voluto chiedere alle persone transessuali, cosa ti ha sorpreso di più?

 

Il sostegno che la nostra comunità ha l´uno con l´altro anche se magari non ci conosciamo. Per esempio ci fu un consenso totale per il matrimonio tra me e Fay e questo mi sorprese molto. Non potevamo spendere tanto e molte persone si sono rese disponibilo per qualsiasi cosa. Per esempio Carla si è occupata dell´abito nuziale noleggiando per noi un abito da sposa di una signora sua amica che custodiva nel suo magazzino. E non la conoscevamo nemmeno questa signora! Poi non riuscivo a pensare ad un posto migliore per il matrimonio che da Carla´s, dove io e Fay ci siamo conosciuti. Così lei ci offrì il suo locale. Ma tutti collaborarono con il cibo, gli addobbi. E non dimenticherò mai quando la mia sposa camminava in mezzo al corridoio e le persone si alzavano tutte, il mio cuore toccava il soffitto, tutto quel sostegno era una sorpresa per me! Potevo sentire tutto il loro affetto.

 

E che mi dici dei cambiamenti fisici: qualcosa ti ha sorpreso?

 

Si, subito dopo la mia prima iniezione, mi riuscì facile aprire un vaso e pensai che fosse bello questo! E, anche se te lo aspetti, è anche una sorpresa vedere il pelo e la barba che crescono. Ma anche le calvizie in testa! Ma ne è valsa la pena. Il sesso è diventato più bello!

 

Interessante...

 

Se posso dirlo... gli orgasmi sono migliori

 

 

 

Ken Yeager - consigliere municipale democratico di San José

 

 

 

Sei conosciuto per essere il primo membro apertamente gay del consiglio comunale di San José. Che parte di San José rappresenti?

 

Rappresento il quartiere più vecchio di San José. Purtroppo sono l´unico apertamente gay di tutta la contea, aspetto solo di essere uno dei due, o meglio più di due.

 

Cosa fai come membro del consiglio? Descrivi la tua giornata.

 

Fortunatamente a San José siamo tutti consiglieri full-time. E´ una cosa rara per una città. Rappresento circa 95.000 persone, il mio distretto è il decimo. Quindi è una grande responsabilità. Forse è più semplice descrivere come finisce la mia giornata. Ogni giorno c´è qualche meeting da fare quindi torno a casa per le 21,30, controllo la mail, leggo i giornali. Vado a letto a mezzanotte per alzarmi alle 7. Inizio in ufficio alle 9 e ricevo le persone fino all´ora di pranzo. Il pomeriggio è dedicato alle riunioni, agli incontri con altre persone o alla partecipazione a qualche funzione pubblica.

 

Allora è vero che i politici stanno sempre a correre...

 

Si sempre. Ci sono sempre troppe cose da sbrigare ma è un gran bel lavoro.

 

Allora cosa pensi che valga la pena fare per questa città?

 

Beh per esempio, visto che sono un appassionato di corsa, mi è capitato più volte di trovare nei miei percorsi dedicati un cancello o un muro. Quindi la cosa che ho fatto è stata quella di completare i percorsi pedonali e di ampliarne in futuro l´espansione. Rappresento l´area vicino all´aeroporto, quindi mi sono occupato dell´organizzazione del quartiere, il traffico e le strutture. Le solite questioni sulle biblioteche, i parcheggi e il traffico. Cose di base che una città deve offrire come servizio.

 

Parlami della questione LGBT a San José.

 

Siamo dieci consiglieri con opinioni molto diverse tra loro, ma tutti sono sempre stati vicini alla questione lgbt. Non si sono mai opposti alle mie proposte in quest´ambito. Per esempio in occasione del mese dell´orgoglio lgbt, abbiamo innalzato le bandiere del Pride davanti al municipio per i primi due giorni del mese. Era una cosa che volevo fare da sempre. Anche se all´inizio il consiglio temeva che innalzare una bandiera non americana in municipio potesse essere un gesto frainteso dalla comunità. Io dissi che dovevano trovare un modo per farlo perché le persone lgbt fanno parrte della comunità. Così lo fecero senza troppi problemi. Ma è bello anche perché quest´anno ci sarà la banda e il sindaco che porteranno le bandiere. Ovviamente è una cosa simbolica ma è un simbolo che tutti dovrebbero attuare. Ma sto anche lavorando a favore dell´ordinanza sugli equi benefici.

 

Cosa intendi?

 

San Francisco è stata pioniera anche in questo. Se tu hai un contratto o lavori per la città, allora hai diritto a dei benefici estensibili anche al tuo partner domestico. Proprio perché ormai molte città in California già ce l´hanno, non credo che a San José manchi perché mancano soldi, quindi è giusto che si faccia. Abbiamo anche un´associazione di impiegati lgbt, siamo riusciti anche ad eliminare la tassa sulla proprietà eguagliando le coppie sposate alle coppie gay conviventi.

 

Parlami del Billy deFrank center, come contribuisce la città?

 

La cosa bella è che la nuova sede del centro è nel mio distretto. La città è stata molto generosa, l´idea del centro non è solo per la comunità LGBT ma per tutto il pubblico. Recentemente, poiché l´agenzia per lo sviluppo ha bloccato i suoi fondi, il Billy deFrank sembrava a rischio come conclusione del progetto. Ho parlato con il direttore dell´agenzia e ci ha garantito il termine del progetto. Quindi sicuramente ci riusciremo.

 

In che modo il Billy deFrank è una risorsa per la città?

 

Spero che fornisca un servizio per tutti. Dato che la municipalità ha pagato per le strutture, deve er forza esserci un ritorno per tutta la comunità, non solo per quella LGBT. La cosa da fare è aggiungere programmi come in tutti gli altri centri sociali, non solo dedicati alle persone lgbt. Non riesco a pensare ad una cosa migliore quanto questa interazione, tra le persone lgbt e non, giovani e vecchi. È questo che vogliamo, che tutti si sentano i benvenuti.

 

In che modo riconosci che stai lavorando per la comunità LGBT e in che modo invece pesni di fare il tuo lavoro di consigliere comunale?

 

È difficile trovare le parole. Quando ero candidato era difficile trovare la linea giusta in effetti. L´ho trovata quando ho realizzato che dovevo fare il lavoro migliore possibile e , dato che tutti sapevano che ero gay, non c´erano segreti, durante la campagna questa fu una parte importante. Io non mi vedo come un consigliere casualmente gay, io mi definisco proprio come un consigliere gay. In tal modo le persone mi vedono per il lavoro che faccio e per il servizio che riesco a dare alla comunità. Credo di assolvere ugualmente alle mie due funzioni, cioè essere gay ed essere un ufficiale eletto. La cosa che continuo a fare è di bilanciare queste necessità in modo che tutti possano essere soddisfatti.

 

Sei anche l´autore di un libro, in cui parli di candidati eletti apertamente gay. Parlamene.

 

Come dicevi tu prima, si collega al modo in cui un politico debba essere gay e come si deve comportare. La mia curiosità mi ha portato ad indagare perché ci sono veramente pochi personaggi di riferimento. Ci sono circa 200 politici eletti apertamente gay in tutto lo Stato. Così nel mio libro ho incontrato alcune di queste persone, per intervistarle e raccontare le loro storie. Il libro si chiama "Trailblazers". Credo che sia una cosa importante eleggere candidati LGBT, non solo per la comunità LGBT ma per tutta la società. La mia speranza è che le persone lgbt si riconoscano in questo libro e si avvicinino con più facilità alla vita politica a volto scoperto.

 

C´è qualche storia rimarcabile che vuoi raccontarci dal libro?

 

La cosa che ricordo di più è la tremenda pressione che hanno avuto per essere eletti. L´abuso, l´omofobia, il fatto di essere additati per il loro orientamento sessuale e quindi di essere ritenuti incapaci di trattare di altre questioni se non il problema LGBT.

 

E tutto questo l´hanno affrontato perché hanno dichiarato apertamente di essere LGBT. Un candidato eterosessuale non avrebbe subito pressioni simili.

 

Penso proprio di no. Solo ragionando per stereotipi, la persona sceglierebbe un candidato eterosessuale per rappresentare la sua società. Penso che questo non accada per tutte le altre minoranze, cioè il pregiudizio che un candidato lgbt rappresenti solo ed esclusivamente la comunità lgbt. Il problema è che le persone lgbt sono viste come una questione a parte e sembra che non c´entrino niente con la società. È per questo che sono contento di essere stato eletto, perché così la gente può vedermi come una persona completa, può vedere il 100% di quello che faccio e non solo le azioni focalizzate sulle questioni LGBT. Bisogna sapere rompere questa barriera.

 

E per rompere questa barriera sei il co-fondatore di un´organizzazione che si chiama BAYMEC. Puoi spiegarci cosa significa?

 

Tornavo da Washinghton D.C. nel 1984, eccitato dal fervore politico che animava i diritti LGBT all´epoca. A San José però non c´era nessuna organizzazione politica che promuoveva questa linea. Così fondai BAYMEC insieme ad un mio caro amico. Erano tempi diversi da questi. Era stato un giorno memorabile quando erano apparse la parola "gay" nel Mercury News, poiché fino ad allora per definire una persona lgbt si parlava di "presunto omosessuale", ma mai di "persona gay". Così la parte del problema per decidere il nome dell´associazione fu il fatto di non volere terrorizzare le persone lgbt così optammo per BAYMEC (Bay Area Municipal Elections Community). La necessità di farlo era anche perché in California stavano nascendo organizzazioni simili dedicate al comitato elettorale, a San Francisco, a Los Angeles e a San Diego. Il filo rosso che ci univa era proprio lo scopo.

 

E di cosa si occupa BAYMEC?

 

È una comunità per l´azione politica. Rappresenta tutto il mio background. Chiede di riconoscere a chiare lettere se un candidato od un movimento sia pro o contro la causa LGBT, in modo tale da informare l´elettorato su chi votare. E aiutiamo anche i nostri candidati per il monitoraggio degli elettori. E ovviamente ci occupiamo di attività di lobby per la classe politica.

 

Riesci a dare l´idea di quanto sia efficace BAYMEC?

 

Operiamo di notte e giorno. Mi ricordo che nell´estate del 1984 (per le elezioni di novembre dello stesso anno) somministravamo dei questionari agli elettori. Ma, dato che erano terrorizzati ad essere riconosciuti come persone lgbt, molti non tornavano indietro. Non sapevamo proprio come fare, dovevamo parlarci uno ad uno. Nel 1985 abbiamo organizzato la nostra prima cena pubblica in una caffetteria ed ancora non siamo riusciti ad avere nessun candidato con noi. E pian piano arriviamo fino all´anno scorso, in occasione della riunione dell´organizzazione che contava 600 persone, con una lunga lista di candidati politici presenti.

 

Nell´arena politica di South Bay, dove è situata BAYMEC?

 

Vorrei poter dire che stiamo tra le 5 maggioritarie ma non so per certo dove stiano le altre per cui... la maggior parte dei gruppi minoritari hanno comunque un buon livello di comitati politici organizzati, quindi credo che noi ci situiamo tra questi.

 

E ciò mi porta a questa domanda filosofica: perché la comunità LGBT a Silicon Valley sta così bene? Silicon Valley ha la reputazione di avere tante e ben organizzate associazioni lgbt. È perché è così di per sé o cambierà?

 

Penso proprio che sia nella sua natura delle cose! Forse perché si trova a sole 40 miglia da San Francisco, non saprei .In effetti la mia sfida era di trovare più persone possibili, e dove trovarle. Tengo lo stesso database di nominativi da circa 20 anni e me li sono dovuti procurare uno ad uno, porta a porta. E anche oggi vedo che i locali e i luoghi dedicati chiudono invece di aprire.

 

Allora cosa pensi che debbano fare le persone LGBT a South Bay? Stare lì dove sono a sorseggiare caffè o organizzarsi?

 

Beh io ho 20 organizzazioni di quartiere attive in Consiglio, e tre di queste hanno presidenti dichiaratamente gay, o ce ne sono nel direttivo. Quindi tutto ciò dimostra che siamo molto assimilati. E´ chiaro dunque che queste organizzazioni in qualche modo debbano toccare la questione gay, magari lavorando assieme al centro Billy deFrank.

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualora non intendessi ricevere ulteriori e-mail, ti preghiamo di inviarne una a ecumenici@...   avente come oggetto il messaggio: "Cancella". Una non risposta varrà come consenso alla spedizione delle ulteriori informazioni.  La posta in arrivo alla newsletter è liramente pubblicabile e senza bisogno di alcuna autorizzazione.

 

La newsletter Ecumenici non gode di alcun finanziamento pubblico o privato: qualora tu disponga di un reddito mensile superiore a EUR 1.000,00, partecipa con un contributo volontario alle nostre necessità compilando un bollettino di conto corrente postale a favore di Maurizio Benazzi, Via A. Vespucci, 72 - 20025 Legnano MI, con causale Ecumenici, il c.c.p. da indicare è il  nr. 30592190. Per i bonifici bancari: ABI 07601 CAB 01600 CIN K - IBAN IT 16K0760101600000030592190 - per l´estero il BIC è BPPIITRRXX C/C: 000030592190

 

In alternativa è possibile fare un bonifico utilizzando il conto nr. 000000003084 presso la Banca Popolare di Milano, Ag. 0106 di Legnano (MI), intestato a Benazzi Maurizio: codice Abi 05584, codice Cab 20200, codice Cin Y; IBAN IT62 Y 05584 20200 000000003084; Dall´estero occorre indicare anche il  BIC: BPMIITM1106.

 

Da oggi c´è un nuovo modo per sostenerci con la tua carta di credito: utilizza PayPal (http://www.paypal.it ) con Visa, Visa Electron, MasterCard o altra carta prepagata ricaricabile (come Postepay, Kalibra ed altre ancora) accreditando il conto maurizio.benazzi@...

 


#11 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 1 Mar 2008 11:17 am
Oggetto: Abbiamo le idee chiare: non andremo a votare. E saremo davvero in tanti...
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Il nostro invito sarà esteso a tutti gli amici, simpatizzanti e lettori di Ecumenici: se lo condividete diffondetelo anche nei Vostri circuiti di contatti. L’impegno civile, laico-religioso e politico per l’Italia lo manteniamo su questa newsletter.

 

 

 

Ho le idee chiare, almeno una volta e su qualcosa. Non andrò a votare, non mi porterò all'urna, nè per annullare la scheda, nè per renderla bianca, ricordo infatti che le schede bianche e nulle,vengono ripartite nel cosiddetto premio di maggioranza.
Non mi presto a nessun gioco e a nessun premio. Sulla storia del non voto e dell'astensionismo si raccontano molte cose, alcune da fare paura, come se quelli che non votano siano figuri un po' loschi e strani, anarco-insurrezionalisti anche se silenziosi e inattivi.


Ma ho letto proprio ora mentre redigevo questo testo e navigavo in rete, una suggestiva opzione: scegliere di far parte di una percentuale astensiva non delegante, recandosi al seggio, facendosi vidimare il certificato elettorale, avvalersi del diritto di rifiutare la scheda e assicurarsi di far mettere a verbale questa opzione.
E' previsto pure allegare in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui, se vuole, l'elettore ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto (ad esempio: nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta).

Questo comportamento rallenta e rende difficoltose le operazioni di voto e scrutinio (è obbligatorio compilare infatti per ogni scheda rifiutata un apposito verbale) rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l'attribuzione delle schede contenute nell'urna al momento dell'apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile se non impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di seggi, infatti in linea teorica(non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l'attribuzione di un seggio,tale seggio non potrebbe essere attribuito.


Quindi ci penso, eccome al modo più efficace e a me opportuno, per rendere il mio astensionismo, attivo. Sono certa che questo comportamento attirerà i soliti commenti del tipo:"Andare a votare ci dà almeno il diritto di protestare, dopo. Perché chi non vota, chi rimane a casa, non ha poi alcun diritto di lagnarsi se le cose vanno male"...
Peccato che sono le stesse persone che rimangono sempre a casa nell'intervallo delle elezioni, tra una votata e l'altra.


Ha gustosamente scritto Peppe Dantini nel suo Electionary, alla voce :" Democrazia – Forma di governo mediante la quale i cittadini scelgono liberamente da quale dittatore vogliono essere comandati" e alla voce "Campagna elettorale - Pic nic, gita fuori porta, scampagnata; molti italiani ne hanno pianificata una per il 13 aprile. Speriamo che non piova".
Io posso solo aggiungere di fare attenzione e non rimanere ingorgati nel traffico del rientro democratico, il 14 aprile...

Doriana Goracci

n.b. questa lettera è stata inviata anche a Megachip che ha aperto un dibattito tra i lettori, dal titolo: "La legge elettorale è incostituzionale"

 


#10 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Ven 29 Feb 2008 9:27 pm
Oggetto: Come si organizzano negli States i credenti LGBT?
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Intervista di Kara Speltz

 

 

di Soulforce  - http://www.soulforce.org/

 

 

La traduzione è a cura di Roberto Pavan di Ecumenici. Il video è distribuito da www.mlp.org – credenti riformati in rete

 

 

 

Cos’è Soulforce?

 

Soulforce è un’organizzazione di persone comuni che si è riunita per la prima volta nel 1999 in risposta alla propaganda all’odio che proveniva apertamente da alcune figure religiose. La prima uscita pubblica fu nel 1999, eravamo in 200, durante la protesta contro Jerry Falwell.

 

Come sei entrata a far parte di Soulforce? Qual è il tuo background?

 

Mia mamma è cattolica di nascita e anch’io sono stata educata così, ma ho abbandonato la chiesa per 25 anni, delusa per molte ragioni, sicuramente il fatto di essere lesbica ha contribuito molto. Tuttavia 15 anni fa mi sono riavvicinata alla chiesa cattolica, un po’ più coinvolta di prima. Anche dopo aver riflettuto sul libro “Stranger at the gate”di Mel White, un libro che mi ha colpito molto. Racconta la storia personale del processo di coming out dell’autore.

 

E come riuscì a scoprire di essere gay e di dover far fronte a questo… dopo averlo letto, cosa successe?

 

Lo lessi proprio quando mi dichiarai per la prima volta. Cominciai a comunicare con Mel White. A Marzo ci incontrammo a Sacramento e cominciai a lavorare per Soulforce per organizzarci per Lynchburg.

 

Lynchburg è stato un momento interessante per l’incontro tra due opinioni diverse…

 

Pensavamo che lo fosse. La cosa più triste fu dopo. Jerry ci promise di attenuare i toni aspri della sua battaglia anti-gay ma fece circolare un nastro del nostro incontro nella sua chiesa in cui fece fotomontaggi con le nostre facce (per esempio fece apparire il sacerdote con la faccia di Michael Jackson). In più affermò che al termine della funzione noi gli avremmo chiesto di “unirsi” a noi…

 

E’ orribile! Dopo questo fatto, come sei andata avanti?

 

Quando tornai in California da Lynchburg venni a sapere che il Vescovo aveva dispensato 240 mila dollari per la proposta 22, cioè la difesa dell’atto matrimoniale. Capii allora che il problema non era solo Jerry Falwell ma tutte le chiese si stavano ben organizzando per le loro campagne. E questo mi spinse a lottare in maniera non violenta per portare il cambiamento.

 

In che senso, in maniera non violenta?

 

Nel senso che quello che ho imparato da Soulforce è che dobbiamo riconoscere che anche i nostri avversari sono figli di Dio e che anche loro hanno un po’ di verità che noi siamo tenuti ad ascoltare. Forse è proprio questa la cosa più difficile. Allora per prima cosa il cambiamento deve avvenire interiormente, questa è una cosa che molti che si dicono “contro la guerra” non riescono a capire.

 

Mi fai un esempio?

 

Si, ce n’è uno proprio recente. Quando un prete fu arrestato per molestie, nel San Francisco Chronicle apparve una lettera di un altro sacerdote che accusava il cappellano, il quale aveva denunciato la molestia, di essere un disgraziato, di aver tradito il Vangelo, di farlo solo per i soldi. Questo è un atteggiamento molto violento.

 

Emozionalmente, spiritualmente. Ed è importante essere non solo fisicamente non-violenti, ma anche spiritualmente.

 

E’ così che accadono i cambiamenti.

 

E che genere di proteste non-violente propone Soulforce?

 

Il più recente è la nostra partecipazione alla convention dei Southern Baptist a Saint-Louis. Partecipano messaggeri da ogni parte del paese, anche se la loro funzione è stare ad ascoltare i vari incaricati e non ribattere mai. Noi siamo venuti in contatto con ognuno di loro, gli abbiamo spedito lettere con le nostre storie ma nessuno ha mai risposto. Ovviamente non ci riconoscono come figli di Dio. Così ogni anno siamo lì!

 

Allora lì che fate? Vi sedete in ultima fila ad aspettare?

 

No, ci sediamo a coppie sparse nella platea prima che la convention inizi. Poi quando i vari incaricati cominciano a parlare, ci alziamo per attirare l’attenzione e ribattere sulle falsità che predicano. L’ultima volta fummo tutti arrestati.

 

Parlami dell’arresto.

 

Fui trattenuta in cella per 10 ore e di rimasi molto male. La cosa più terribile che fummo tutti acusati per crimini di odio, quando volevamo solo parlare di amore con i nostri fratelli e sorelle alla convention. Ci ammonirono che, se avessimo fatto di nuovo un’azione del genere, ci sarebbe costata la galera per due anni. Ma questo non ci ha fermato.

 

Neanche 2 anni di prigione?

 

No, perché la nostra gente muore! Come quel gay attivista di 20 anni che era diventato cristiano e poi si è ucciso lasciando un biglietto con scritto “Mio Dio, non so come risolverla la mia situazione!”. Non possiamo permettere che la violenza spirituale continui. Se anche passassi due anni in prigione ne varrebbe la pena per salvare i giovani ma non solo, tutte le persone che affrontano il loro processo di coming out.

 

Infatti i tassi di suicidio tra i giovani glbt sono 3 volte superiori a quelli dei loro coetanei eterosessuali. Conosci qualche dato per le persone adulte?

 

No, non ti saprei dire dati precisi sul tasso di suicidio tra le persone più mature. Ma ti posso dire che qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio da una donna di 50 anni che mi diceva che tre giorni prima stava in macchina ai bordi di un dirupo perché non sapeva proprio come andare avanti. Quindi, se posso salvare una vita, vale la pena farsi la galera.

 

Cosa ti aspetti da Soulforce in futuro?

 

Abbiamo già programmato di tornare a Lynchburg perché Jerry non ha mai smesso i discorsi di odio anti-gay. Non ha ancora capito che non siamo responsabili dell’11 settembre.

 

Guarda, la mia reazione quando proclamò che la colpa fu dei gay che fecero arrabbiare Dio contro gli U.S.A. fu quella di chiedermi: ma perché non arrabbiarsi con l’Olanda allora, visto che lì i matrimoni gay sono legalizzati?!

 

A parte gli scherzi, quando pensate di approdare sullo scenario internazionale?

 

L’abbiamo già fatto. In occasione della conferenza internazionale dei vescovi cattolici, siamo stati quattro giorni a Roma, per il cardinale Ratzinger e per Papa Giovanni Paolo II. Gli ultimi giorni stazionammo per 46 ore a Piazza S. Pietro col nostro sit in. Ma non ci arrestarono questa volta.

 

Perché?

 

Non saprei. Sapevamo per certo che il Papa ci vedeva dato che eravamo proprio sotto la sua finestra. E sapevamo anche che la polizia di Roma era in costante contatto con il Vaticano. Molta gente di Roma si unì a noi, ci furono tre o quattro persone che fungevano da interpreti per raccontare le nostre storie. E distribuimmo a tutti queste croci, fatte a mano dalle mamme del PFLAG, ne sono state fatte 5000 in tutto. Una di loro era una delle arrestate a Saint-Louis ed era il giorno del suo anniversario di matrimonio con il marito che era lì anche lui. E’ una tipa molto dura e determinata. Infatti noi diciamo sempre che per fare azioni di protesta bisogna avere almeno un’esperienza di arresto alle spalle.

 

Perché?

 

Perché dobbiamo conoscere il sistema a fondo, e capirlo per intraprendere azioni di protesta. E’ molto facile infatti che le persone entrino in giudizio e spesso gli interrogatori vengono condotti separatamente.

 

Allora che tipo di training ci vuole per un’azione delle vostre?

 

Di solito trascorriamo un giorno intero di training prima, parlando dei principi della non-violenza, che la persona con cui parliamo non è un nemico, preghiamo anche se non siamo tutti cristiani, ma siamo tutte persone di fede. Facciamo giochi di ruolo per simulare le parti, alcuni della polizia collaborano con noi per aiutarci. Insomma un giorno intero di preparazione perché la non-violenza non è facile. C’è bisogno di disciplina e auto-consapevolezza. Chiediamo a chi è con noi di leggere i 4 passi della non-violenza.

 

Quali sono?

 

Accettare che sei un figlio di Dio e che Dio ti ama come sei; che la persona che è contro di te è anch’essa figlia di Dio, quindi Dio ama anche lei e ha una verità da insegnarci (e questo è molto difficile perché Jerry Falwell è una persona così negativa che ho dovuto pregare per lui prima di affrontarlo). La cosa più bella di Soulforce è la guarigione e la trasformazione della propria anima. Come una canzone dei Beatles che diceva più o meno la stessa cosa. Era una canzone profetica. E quando accettiamo questo, noi siamo veramente figli di Dio e possiamo poi portare il cambiamento all’esterno.

 

E gli altri due passi alla non-violenza?

 

Oh, scusami ma ho 65 anni! Proprio non mi vengono!

 

In ogni caso le cose più importanti ce le hai trasmesse…

 

Abbiamo stampato questi passi su dei cartelli che teniamo durante le proteste. Una storia divertente fu a New Orleans alla convention dei Southern Baptist. C’era un uomo nuovo nel gruppo. Costui, dopo essere stato attaccato dall’interlocutore, si sedeva e si rileggeva questi precetti di Soulforce. Fu lui ad insegnarmi la non-violenza più di tutti.

 

Da dove vengono questi principi? Li ha inventati Mel White?

 

Non proprio. Mel fece un pellegrinaggio con il nipote di Gandhi nei luoghi toccati dalla predicazione di Gandhi stesso. Quando tornò integrò questi insegnamenti con quelli di Martin Luther King, in modo che le persone LGBT potessero usarli per portare quei cambiamenti che cercano.

 

 

Allora la discendenza di Gandhi vi ha aiutato. Ma con quella di King come è andata?

 

Per esempio Yolanda King venne con noi ad una nostra azione di protesta e Arun Gandhi fu arrestato per la prima volta nella sua vita, proprio con noi! Una cosa straordinaria se ci pensi. In ogni caso Yolanda ci ha sempre detto che suo nonno ci avrebbe sicuramente capito.

 

Kara, hai qualche rimorso?

 

Nessuno. Spero solo che sempre più persone si uniscano a noi perché abbiamo una strada ancora tanto tanto lunga da percorrere.

 

 


#9 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 28 Feb 2008 6:22 pm
Oggetto: Un grande e forte abbraccio solidale e amicale da tutti noi al poliziotto Giorgio
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

La mia storia

 

Non è facile parlare ancora una volta della mia vicenda, specialmente in questo periodo in cui prevale in me un estremo sentimento di sconsolazione.

Poco meno di due anni fa sono stato espulso dalla Polizia di Stato, presso cui prestavo servizio con la qualifica di Vice-Sovrintendente, perché sono stato notato da alcuni colleghi vestito con abiti femminili, nel mio tempo libero, al di fuori dell'attività di servizio. Tali colleghi hanno riferito il fatto ai superiori, i quali hanno avviato un procedimento disciplinare nei miei confronti, conclusosi con la mia destituzione dai ruoli della Polizia, per aver dimostrato scarso senso dell'onore e della morale.

Almeno questa è la versione ufficiale, la verità dei fatti è alquanto diversa e va ricondotta a un pesante clima di ritorsioni sfociato nell'organizzazione di un vero e proprio complotto, con tanto di appostamenti organizzati ed inizialmente spacciati per avvistamenti casuali (questo risulta dagli atti del procedimento, non sono paranoie bensì elementi concreti). In poche parole si è verificata una vera e propria invasione della mia sfera personale e privata da parte dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza.

Vista la peculiarità dell'attività di polizia, non nego la legittimità da parte dell'Amministrazione della P.S. di poter operare i dovuti accertamenti sulla moralità dei dipendenti, intendendo per moralità il rispetto delle leggi e dei regolamenti dei quali il consesso civile si dota per il suo regolare funzionamento.

E mi spingerei anche ad affermare che tale amministrazione possa essere legittimata a punire e a richiamare a comportamenti più consoni il personale che, pur non commettendo alcuna infrazione di legge, ponesse in atto un comportamento in contrasto con il corretto vivere civile.

Ma per licenziare un dipendente, sempre corretto ed affidabile nell'esecuzione dei compiti d'Istituto, irreprensibile nella propria attività di servizio nella Pubblica Amministrazione, in base a fatti attinenti alla sua dimensione privata, dovrebbe essere necessario provare in modo inequivocabile (e non in base a considerazioni apodittiche) che il suo comportamento risulti assolutamente incompatibile con l'attività lavorativa che è chiamato a svolgere, oppure che il danno prodotto all'amministrazione di appartenenza fosse gravissimo ed irreparabile.

Ma dagli atti istruttori del procedimento disciplinare da me subito ciò non risulta: alcuni colleghi mi hanno visto, mentre non stavo facendo alcunché di male, ed hanno fatto la spia (come si suol dire): questo è tutto. Che danno irreparabile aveva subito la Polizia?

Insomma, i criteri per l'applicazione di una sanzione tanto grave vanno posti in relazione ad una definizione di moralità laicamente intesa, che non discenda da valori afferenti al sentimento religioso o all'appartenenza ideologica.

L'identità collettiva si fonda su un insieme di valori condivisi, e pertanto i concetti di morale e di onore, in una nazione in cui la laicità dello Stato è costituzionalmente garantita, devono riferirsi necessariamente a tale identità: in caso contrario si parla di stato etico.

Ecco perché ero convinto che un tribunale terzo (nella fattispecie il T.A.R.) non potesse che dichiarare illegittimo il provvedimento della Polizia di Stato.

Ma evidentemente mi sbagliavo.

Se è innegabile che la stragrande maggioranza dei dipendenti della Polizia di Stato, e in particolare i funzionari, fino al massimo grado di responsabilità, reputino tuttora l'omosessualità e la diversa condizione di identità di genere (concetto quest'ultimo che credo sfugga loro completamente), alla stregua di comportamenti viziosi, degenerati e perversi, proprio a causa di una loro specifica impostazione culturale, pensavo che ciò non fosse ipotizzabile in riferimento a organi giudicanti del livello dei Tribunali Amministrativi e del Consiglio di Stato (se però si guarda bene agli ambiti professionali di provenienza di tali giudici, il loro atteggiamento appare più chiaramente identificabile).

Verso la fine di ottobre dell'anno scorso il Consiglio di Stato si è pronunciato con parere definitivo e inappellabile (se non alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia della Comunità Europea), emettendo una sentenza che non rende certo onore ad un così alto organo di giustizia della Repubblica.

Infatti il collegio giudicante del Consiglio di Stato nella motivazione della sentenza si esprime in questi termini: "Si aggiunga, inoltre, che l'appellato ha assunto tale comportamento per motivi del tutto egoistici e, sostanzialmente futili ("per assecondare la propria natura estrosa ed anticonformista"), in tal modo confermando la propria trascuratezza nel salvaguardare un bene prezioso per la propria attività di poliziotto quale la credibilità presso popolazione e colleghi".

Le sentenze vanno rispettate, anche se non condivisibili, ma nessun giudice può arrogarsi il diritto di lasciarsi andare a grevi considerazioni personali, non corrispondenti alla verità dei fatti, nell'atto di motivare una sentenza.

Mi sento profondamente offeso nel momento in cui vengo definito egoista da parte di un collegio giudicante composto da persone che nulla sanno del mio carattere e della mia sensibilità verso i problemi del mondo, che nulla sanno del mio vissuto, del mio impegno a favore della tutela dell'infanzia, della conservazione ambientale, della ricerca scientifica e dell'assistenza agli invalidi (solidarietà che si concretizzava nella destinazione a tali scopi di una quota non irrilevante del reddito che percepivo), dei sacrifici e delle rinunce fatti nel corso di molti anni al fine di prestare assistenza a mio padre, gravemente ammalato, invalido al 100% ed incapace di compiere gli atti quotidiani della vita.

Valutazione della mia personalità tanto più ingiusta, in quanto espressa da persone di cui non sono a conoscenza del livello di impegno civile e di dedizione agli altri che possa legittimarle ad esprimere apprezzamenti sul mio agire nel contesto sociale.

Parimenti non posso accettare la valutazione di futilità del comportamento operata dagli stessi giudici nella loro sentenza. Vivere una diversa condizione di identità di genere non può essere definito futile, se non da persone dotate di poca sensibilità nei confronti dell'altro, o affette da conoscenza scarsa o nulla delle diverse espressioni della sessualità umana. Coloro che sono chiamati a decidere le sorti della vita delle persone attraverso le sentenze che emettono, dovrebbero essere scevri da tale ignorantia.

La condizione della persona omosessuale, transessuale o transgender non può essere sbrigativamente definita futile: chi, non per propria scelta ma per propria natura, è costretto a subirla, spesso può viverla come una terribile sofferenza. Non mi sembra davvero il caso di accentuare il disagio sociale della persona che riconosce una propria differente identità sessuale o di genere, con un'ulteriore privazione di diritti, con l'impedimento ad esercitare un'attività lavorativa onesta, dignitosa e proporzionata alle sue capacità. Ancora più grave è tale discriminazione se il diritto al lavoro viene negato dalla Pubblica Amministrazione, cioè dallo Stato, che per primo dovrebbe garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini.

Per questo motivo, al fine di non perdere la mia dignità di individuo, mi sono trovato costretto a querelare per diffamazione tali eminenti giudici, pur nella consapevolezza che mai nessuna Procura avrà il coraggio e la sensibilità civile di chiedere il loro rinvio a giudizio.

Trovare una nuova occupazione a 47 anni è praticamente impossibile, tutte le porte sono chiuse. La vita di una persona licenziata a quell’età è irrimediabilmente distrutta, la prospettiva di ritrovarsi a dover condurre il resto dell'esistenza tra gli stenti può condurre alla follia.

Anche questo doveva essere valutato, dapprima da parte dell'Amministrazione della P.S. e in seguito dalla Magistratura Amministrativa, ancorquando una differente identità di genere potesse essere confusa con comportamenti che rivelino scarso senso dell'onore o della morale.

Del resto lo stesso regolamento di disciplina della P.S. prevede che le sanzioni debbano tener conto dell'età e del carattere del dipendente, ma a quanto pare quando si tratta di sanzionare omosessuali e transgender la severità deve essere la massima possibile, e il regolamento interpretato sempre in senso restrittivo. E' triste davvero dover constatare che tale severità non viene esercitata nei confronti di molti dipendenti che si sono macchiati di gravi reati, anche nel corso dell'esecuzione dei compiti d'Istituto.

Quando riuscirà questo dilaniato Paese a liberarsi dalla sua arretratezza culturale e dai suoi pregiudizi?

 

Giorgio

 


#8 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mer 27 Feb 2008 8:12 pm
Oggetto: 17 marzo - santa o strega: quando i pregiudizi ritornano
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Invito

 

Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

Union Mondiale des Libres Penseurs -  International Humanist and Ethical Union

sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma

tel: 3297481111 - e.mail: liberopensiero.giordanobruno@...

www.periodicoliberopensiero.it

 

INVITA

SANTA o STREGA: QUANDO I PREGIUDIZI RITORNANO…

 

Pubblico dibattito introdotto dalle relazioni di

prof. Maria Mantello, saggista, vicepresidente Ass. Naz. del Libero Pensiero“Giordano Bruno”

avv. Elena Coccia, penalista, membro dell’esecutivo nazionale Giuristi Democratici

 

ROMA - LIBRERIA RINASCITA, Via delle Botteghe Oscure 1-3

Lunedì 17 marzo 2008, ore 18.00

 

 

Gli attacchi sempre più frequenti delle forze reazionarie del nostro Paese alle conquiste civili e all’autodeterminazione degli individui, soprattutto se donne, chiamano tutti ad uno sforzo di sensibilizzazione culturale e politica, affinché i processi di emancipazione, faticosamente conquistati non vengano cancellati, ma anzi, altri se ne aggiungano sulla strada della libertà e della giustizia.

E’ in questa prospettiva, che vi invitiamo a partecipare e a diffondere l’ iniziativa del pubblico dibattito:

SANTA o STREGA: QUANDO I PREGIUDIZI RITORNANO…

promosso dalla sezione romana dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, che si terrà lunedì 17 marzo 2008 alle ore 18.00, a Roma presso la Libreria Rinascita di Via delle Botteghe Oscure, 1-3.

Interverranno: la prof. Maria Mantello, autrice del libro Sessuofobia chiesa cattolica caccia alle streghe, il modello per il controllo e la repressione della donna (Generoso Procaccini editore) e la penalista Elena Coccia, pluridecennale avvocato “di frontiera”, impegnata nei tribunali a tutelare i diritti di donne violentate e discriminate…, ma anche fattiva promotrice di una legislazione dalla parte delle donne.

 


#7 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mar 26 Feb 2008 7:51 pm
Oggetto: In ricordo di un amico comune quacchero: Davide Melodia, un appassionato lettore di Ecumenici
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

 

                                         IL MIO RICORDO DI DAVIDE MELODIA

 

 

   Due anni fa, l’8 marzo 2006, in quel di Verbania, sul Lago Maggiore, ci lasciava, all’età di 86 anni, Davide Melodia.

Un vecchio amico, conosciuto nel 1979 a Livorno in occasione di un incontro  della Lega per il Disarmo dell’Italia (LDI) fondata dallo scrittore Carlo Cassola due anni prima e divenuta nel 1980, con la confluenza della Lega Socialista per il Disarmo (LSD) di ispirazione radicale, Lega per il Disarmo Unilaterale (LDU).

   Nei 25 anni successivi ho avuto la possibilità di conoscere Davide, con una frequentazione più assidua negli anni ’80 e più diradata negli anni seguenti, dopo il suo trasferimento da Livorno a Verbania.

   Di lui ammiravo soprattutto la coerenza morale, l’estrosità, l’eclettismo e la profonda cultura in vari campi, acquisita soprattutto come autodidatta. In gran parte da lui ho appreso i primi rudimenti della nonviolenza gandhiana e capitiniana. Davide mi è stato anche maestro nell’azione nonviolenta, con lui iniziata a praticare a Comiso e dintorni. Come pure da lui non poco ho appreso sulle religioni, in particolare su quella quacchera (o “degli Amici” come preferiva chiamarla, fortemente caratterizzata dall’impegno pacifista dei suoi membri) alla quale egli, ex-pastore (e figlio di pastore) evangelico battista, si era convertito nel 1989.

   Quando, negli ultimi anni della sua vita, venne a sapere che stavo collaborando, con l’Associazione “Percorsi di Pace” e il Comune di Casalecchio di Reno (Bologna), alla realizzazione di un Centro di Documentazione per la Pace mi disse che sarebbe stato felice di vederci ospitato il suo archivio e i suoi libri. Purtroppo la morte lo ha colto pochi giorni prima dell’inaugurazione  della Casa per la PaceLa Filanda’, avvenuta il 18 m

arzo 2006. Al suo interno è collocato il Centro di Documentazione e l’Archivio di manifesti gestito dal Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale (CDMPI) con il quale Davide collaborò nel 1999-2000 per la realizzazione del catalogo “50 anni di pace in Europa: eventi e immagini” che accompagna la mostra itinerante di manifesti “50 anni di pace sui muri d’Europa”.

    Dal giugno 2006 il Centro di Documentazione per la Pace ospita il Fondo ‘Davide Melodia’, con un cospicuo numero di libri e documenti raccolti nel corso della sua non breve vita. Il Fondo è attualmente in fase di sistemazione e, spero a breve, sarà disponibile per la consultazione..

    Per ricordare Davide in questo secondo anniversario della sua scomparsa, trascrivo di seguito due  brevi autobiografie, stese, probabilmente, nei primi anni ’90. Una seria e molto sintetica (“Cenno biografico di Davide Melodia”, una pagina) e una …semiseria, redatta con uno stile letterario che molto bene si confaceva con il suo carattere allegro e capace di autoironia. Di quest’ultima autobiografia(“Ritratto in controluce”, 24 pp. dattiloscritte) riporto i tre paragrafi introduttivi.

Sempre negli anni ’90 Davide scrisse una più ampia autobiografia (“Un soldato mediocre”), di 74 pagine dattiloscritte, in gran parte inedite, relativa al periodo 1939-1946.

 

                                                                                                                Vittorio Pallotti

 

 

                                     CENNO BIOGRAFICO DI DAVIDE MELODIA

 

Nato il 10 agosto 1920 a Messina, Davide Melodia è figlio del Pastore Evangelico Battista, Vincenzo.

Soldato in Cavalleria nel 1939, inviato in Libia nel 1940 prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, cadeva prigioniero dell’Esercito Britannico alla fine del ’40.

Dopo sei anni di prigionia in Egitto e Sud Africa, nel 1947 divenne maestro elementare, e nel 1949 è stato nominato Pastore Evangelico, come il padre, per operare a Sarzana, La Spezia e Prato.

Dopo sei anni, lasciato il pulpito, ha fatto esperienze di insegnante di inglese in scuole private e nell’Ente Nazionale Educazione Marinara a Livorno, quindi ha svolto attività di guida turistica e interprete di inglese e francese, e infine è stato per cinque anni maestro carcerario.

A Milano, per sette anni è stato traduttore di redazione da quattro lingue presso il giornale Il Giorno. Si interessava nel frattempo di problemi carcerari con la Lega Nonviolenta dei Detenuti e, alla luce dell’esperienza, pubblicava un libro-documento “Carceri =Riforma fantasma”, nel 1976.

Tornato a Livorno è stato nuovamente guida turistica, poi insegnante delle Guide, e per quella città ha pubblicato una breve Guida ed una monografia sullo storico Cimitero Inglese.

Impegnato politicamente con i Verdi, è stato consigliere comunale a Livorno poi, raggiunto il Lago Maggiore, è stato consigliere provinciale del Verbanio-Cusio-Ossola, sempre per i Verdi.

 

Pacifista nonviolento dal 1947, membro del Movimento Nonviolento dal 1972, ne è stato il segretario per alcuni anni, così come lo è stato della Lega per il Disarmo Unilaterale fondata dallo scrittore Carlo Cassola.

Dal 1979 è tornato alla predicazione evangelica, e dal 1983 ha approfondito i valori della nonviolenza, della pace e dell’amore con i Quaccheri, su cui ha scritto alcuni saggi inediti.

Dal 1976 ha aggiunto ai valori della Pace e del  Cristianesimo quelli della Salvaguardia della Natura.

Da anni tiene, nelle scuole medie e superiori, lezioni sulla storia del pensiero e dell’azione nonviolenta.

 

 

                                                   R I T R A T T O

                                                   I N

                                                  C O N T R O L U C E

 

Breve analisi autobiografica di Davide MELODIA

 

 Perché in controluce                                                       

 

Perché una delle cose che gli uomini ignorano, di sé e degli altri, sono le più profonde motivazioni delle loro idee, delle parole e delle azioni, ivi comprese le finalità.

I fatti e le parole hanno un valore facciale, relativamente visibile, come in controluce, e quanto più lo sfondo è luminoso, e la figura di una persona pare stagliarsi nettamente, tanto più i lineamenti e l’espressione del volto sono di difficile decifrazione.

Di chiunque vediamo soprattutto i contorni ed alcuni tratti intimi che costui vuol farci conoscere, ma una luce diretta e spietata che ne metta in mostra la realtà globale, complessa e segreta, ci manca.

Una autobiografia dovrebbe, per principio, portare almeno un po’ di luce sulla vera personalità dell’autore, ma spesso non riesce a farlo.

Poiché il sottoscritto intende portare un contributo alla lotta attualmente impari per la Giustizia, la Pace e l’integrità del Creato mediante la scoperta dei movimenti e dei passaggi che gli hanno permesso di compiere un VIAGGIO DALLA VIOLENZA ALLA NONVIOLENZA imperfetta, gli è giocoforza affrontare l’esplorazione di se stesso con tutti i rischi che comporta.

L’esplorazione, sintetica, andrà per argomenti e non per dati e date cronologiche tipo diario, perché quasi ogni diario omette fatti negativi ed esalta “il meglio di sé”.

Non indugerà neppure negli aspetti negativi, perché a questo penseranno sicuramente i detrattori.

 

 

 

 

Ritratto fisico e psichico semiserio

 

Più basso che alto,

più magro che grasso,

più scattante che resistente,

più delicato che coriaceo,

più castano che biondo (da giovane),

più piccoli che grandi (gli occhi),

più svelto che lento (il passo),

più dritto che ricurvo (il portamento),

più spigoloso che amabile (il carattere, da giovane),

più ironico che triste (da adulto),

più autocritico che critico (da vecchio).

 

A volte dinamico, a volte meditativo (sempre).

 

Dalla parola fluida,

dalla parola data infrangibile,

dalla battuta pungente (da giovane),

dalla battuta indulgente (nell’età tardiva del giudizio),

dalla risposta irata trattenuta (idem).

 

Dall’intuizione intermittente,

dai molti interessi,

dai molti impegni,

dall’intelligenza normale, ma esercitata nei molti impegni

ed ancora largamente da sfruttare (50%),

dalla poca memoria ovviata mediante appunti, preparazione

e vari accorgimenti,

dalla improvvisazione facile ma non abusata,

dalla disponibilità sfruttata dai furbi,

dal rispetto verso gli altri, spesso preso per debolezza.

 

Insomma, più uomo che personaggio. O no?

 

 

Il Signor Ex

 

Io non sono il Signor X. Il mistero non abita con me.

Sono, ahimè, il Signor Ex.

 

Ex giovane di belle speranze,

ex lanciere di Novara, ex guerriero da operetta,

ex prigioniero di guerra – nella qual condizione operai da

     interprete, maestro elementare, cantante, attore, regista, drammaturgo!

 

E poi? Ancora ex:

 

pastore evangelico battista

insegnante privato di inglese

interprete

traduttore

guida turistica

esperto di storia di Livorno

predicatore

 

Ed ancora: ex

segretario del Movimento Nonviolento

animatore della Lega Nonviolenta dei Detenuti

segretario della Lega per il Disarmo Unilaterale

 

E allora?

 

Sono un cantante, attore, drammaturgo, regista, ministro di culto mancato? E poi, c’è qualcuno che ne sente la mancanza?

Ciascuna delle attività cui ho rinunciato – meritevoli di per sé – sono state preparatorie di qualcosa di più e meglio?

Entro certo limiti, per la somma di esperienze che rappresentano, mi hanno dato la possibilità di essere, a modo mio:

 

poeta, scrittore, storico, ricercatore, linguista, artista,

pacifista, nonviolento, quacchero, melodista, strillatore (cantante?!)

 

ma forse, non avendo voluto, per intuizione e per scelta, diventare in una o più attività “professionista”, è normale e giusto che non abbia in alcuna raccolto il successo e che solo pochi intimi ne sappiano qualcosa.

 

Se infine io mi senta realizzato o incompiuto, questo non ve lo dico.

E’ l’unica “x” che vi lascio risolvere da soli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


#6 Da: "Newsletter Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 25 Feb 2008 9:17 pm
Oggetto: Centro Culturale Protestante MI - CCP WEBNEWS N. 226
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 

In via promozionale inoltriamo un bollettino del Centro Culturale Protestante di Milano così come è avvenuto anche per altre testate. Se siete interessati a riceverlo scrivete una e-mail a Marco Rossi mared@.... Sostenete - se ritenete valido il suggerimento - di integrare al testo una preghiera... Non è esattamente un optional la cosa anche per chi desidera fare cultura... e non sminuisce di certo  la laicità nei contenuti.

Grazie

 

Mb

 

 

 


Centro Culturale Protestante

via Francesco Sforza 12/a - Milano

 

CCP WEBNEWS N. 226 - 25 febbraio 2008
*********************************




Domani nel tardo pomeriggio ultimo appuntamento per il ciclo invernale di incontri ecumenici sul Vangelo al Centro San Fedele, e presentazione di un libro dello scrittore croato Krieza in Claudiana, presenti noti intellettuali attenti al mondo dell'ex-Jugoslavia.
Notizie sul Centro Culturale Protestante possono essere reperite al sito http://www.protestantiamilano.it
Segnalate a Marco Rossi
mared@... eventuali persone interessate a ricevere queste comunicazioni.

*****************************

PROSSIMO APPUNTAMENTO: MARTEDI' 26 FEBBRAIO 2008
Ultimo incontro nell'ambito del ciclo invernale di incontri ecumenici sul Vangelo realizzati in collaborazione con il Centro Culturale San Fedele, sul tema generale "IO SONO....L'IDENTITA' DI GESU' NEL VANGELO DI GIOVANNI'.  
Riflessione sul tema " Io sono la luce del mondo (Giovanni 8,12) con padre Stefano Bittasi e la pastora valdese Dorothee Mack.
L'appuntamento è per martedì 26 febbraio 2008, alle ore 18.30,  presso la Galleria San Fedele in via Hoepli 3/A a Milano (M1/M3 Duomo).

***************************

PROSSIMO APPUNTAMENTO: MARTEDI' 26 FEBBRAIO 2008
Presentazione del libro di Miroslav  Krleza "LE BALLATE DI PETRICA KEREMPU" (ed. Einaudi).  Il volume verrà introdotto dal notissimo scrittore croato Predrag Matvejevic, autore conosciuto soprattutto per il libro 'Breviario Mediterraneo'. All'incontro prenderanno parte anche: Silvio Ferrari, Marina Lipovac Gatti, Nicole Janigro, Snjezana Hefti.
L'appuntamento è per martedì 26 febbraio 2008, alle ore 18.30, presso la sala attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.

***************************

ALTRI  INCONTRI  NELL'INVERNO  E PRIMAVERA 2008

 

***  SABATO 1°, 8 e 15 MARZO 2008
Riprendendo un progetto che lo scorso anno incontrò molto favore, quello di dedicare una serie di incontri a figure di rilievo della storia protestante, sono previste tre conferenze sul tema generale "UNA TEOLOGIA "ALTRA": PENSATORI PROTESTANTI DEL 900". Questo il programma:
sabato 1°marzo: Giuseppe Gangale con Sergio Ribet, pastore valdese
sabato 8 marzo: Giovanni Miegge con  Giorgio Tourn, storico
sabato 15 marzo: Vinay e Subilia: maestri di due generazioni con Giorgio Bouchard, pastore valdese
Tutti gli incontri verranno introdotti dal pastore valdese Bruno Rostagno.
Gli appuntamenti sono per sabato 1°, 8 e 15 marzo 2008, alle ore 17, presso la sala attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.

***************************

***  DA VENERDI' 4 A DOMENICA 6 APRILE 2008
Una mostra presso la chiesa battista di via Pinamonte da Vimercate, un concerto presso l'atrio rinnovato della Stazione Garibaldi F.S., una conferenza presso la chiesa battista di via Jacopino da Tradate e altre iniziative per ricordare MARTIN LUTHER KING a quarant'anni dalla morte avvenuta il 4. aprile 1968. Il programma dettagliato è in via di definizione.

***************************

***  DA MARTEDI' 6 A MARTEDI' 27 MAGGIO 2008
Come nella primavera 2007, il secondo ciclo di incontri ecumenici sul Vangelo realizzati in collaborazione con il Centro Culturale San Fedele, sul tema generale "IO SONO....L'IDENTITA' DI GESU' NEL VANGELO DI GIOVANNI'. sarà ospitato nei nostri locali.
Questo il programma completo del ciclo primaverile:
martedì 6 maggio 2008: Io sono il Buon Pastore (Giovanni 10,7-18) con lo scrittore Giampiero Comolli e don Roberto Vignolo
martedì 13 maggio 2008:
Io sono la risurrezione e la vita (Giovanni 11,17-27) con il pastore battista Martin Ibarra e il professor Silvano Petrosino
martedì 20 maggio 2008:
Io sono la via, la verità, la vita (Giovanni 14,5-11) con il pastore riformato Marcel Cavallo e don Giulio Franco Brambilla
martedì 27 maggio 2008:
Io sono la vera vite (Giovanni 15,1-11) ocn il professor Romano Madera e don Gianfranco Bottoni
Gli appuntamenti sono per martedì 6, 13, 20 e 27 maggio 2008, alle ore 20.30, presso la sala attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.

***************************

*****  IL NUOVO SITO WEB DELLA LIBRERIA CLAUDIANA
A seguire pubblichiamo una comunicazione in cui si annuncia l'apertura del sito internet www.librerieclaudiana.it.  Si tratta di una inziativa mediante la quale vogliamo offrire un servizio in più sia a coloro che già ci conoscono e ci frequentano, sia a quanti non possono agevolemente raggiungere le librerie già esistenti.
In particolare siete invitati ad iscriversi al sito, in modo da poter ricevere la newsletter quindicinale. Non volendo aumentare il numero di spam in circolazione e, dato che siamo davvero convinti che si tratti di una opportunità in più di informazione e di conoscenza che offriamo, la newsletter verrà inviata solo a coloro che esplicitamente ne faranno richiesta.
Questa iniziativa, ovviamente, si aggiunge, e non sostituisce, il sito già esistente da tempo della editrice Claudiana, ma si affianca ad esso offrendo, oltre la segnalazione dei libri Claudiana, anche quelli di altre case editrici.

Da dicembre è aperta la sesta libreria Claudiana.
Dove? Dappertutto, basta collegarsi.
Dopo Roma, Firenze, Milano, Torino e Torre Pellice, ora c¹è una nuova libreria Claudiana anche in Internet, al sito www.librerieclaudiana.it.

Sul sito potete già trovare un archivio di circa 14.000 titoli di tutti gli editori, con particolare attenzione agli argomenti su cui siamo specializzati: Bibbia, esegesi, teologia, storia del cristianesimo, ebraismo, altre religioni, ma senza trascurare la filosofia, la storia e, perché no, anche la narrativa.
Vogliamo in questo modo mettere a disposizione di un pubblico più vasto di quello che ci frequenta abitualmente un patrimonio  scelto di titoli librari che abbiamo costruito in anni di lavoro e di presenza nelle nostre città, ma anche la possibilità, per chi già ci conosce, di consultare da casa il nostro catalogo storico.
D¹ora in poi le novità che saranno inserite sul sito conterranno anche la foto della copertina e una breve presentazione dei contenuti del libro.
Prevediamo, inoltre, altri miglioramenti sia nella grafica che nei contenuti.
Il sito è già funzionante, con carrello per gli acquisti, condizioni di vendita e di pagamento (anche a mezzo carta di credito con sistema di sicurezza).
Inoltre invieremo con periodicità quindicinale una newsletter contente le segnalazioni dei 5 o 6 titoli più importanti del periodo a tutti coloro che si iscriveranno al nostro sito. E contiamo di accompagnare queste segnalazioni anche con una  recensione più ampia  di uno dei titoli scritta da persona specialista dell¹argomento.
Abbiamo inoltre già attivato un blog per i lettori su cui pubblicheremo le opinioni e le ossevazioni che ci perverranno sui libri segnalati.
Per questo chiediamo la vostra collaborazione: fatevi dei giri panoramici sul sito, iscrivetevi alla newsletter, fate conoscere la nuova libreria Claudiana ai vostri amici e alle vostre amiche, invitate anche loro ad iscriversi alla newsletter.
E¹ una occasione in più per  essere aggiornati, per ricevere informazioni utili, per stimolare la curiosità, per saperne di più sugli argomenti che vi interessano.

Arrivederci a presto, dunque, su www.librerieclaudiana.it
I librai  e le libraie Claudiana (reali, non virtuali)


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

E inoltre...........

SEGNALAZIONI DI APPUNTAMENTI PROMOSSI DA ALTRE ISTITUZIONI CULTURALI


*****GIOVEDI' 28 FEBBRAIO 2008  - La Grotta di Elia a San Gottardo al Palazzo
Continuano anche nel mese di febbraio gli incontri nell'ambito del progetto "La Grotta di Elia" ,venticinque minuti di oasi spirituale durante la pausa meridiana, promosso dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano con la partecipazione di rappresentanti di alcune confessioni cristiane sul tema "Lettura del Vangelo di Marco". Questo il programma del prossimo incontro:
giovedì 28 febbraio 2008: Chiesa Evangelica Metodista
Gli appuntamenti sono alle ore 13, presso la Rettoria di San Gottardo a Palazzo in via Pecorari (Palazzo Reale) a Milano (M1/M3 Duomo).

 

*****************************

****SABATO 1° MARZO 2008 - Note di Pace 2008 presso la Chiesa Cristiana Protestante
Come ogni anno, tappa milanese del progetto "NOTE DI PACE" , il programma culturale promosso dalla rivista 'Confronti', per consentire a giovani israeliani e palestinesi di vivere assieme un periodo di visita in Italia attraverso l'esperienza della musica. I giovani si esibiranno in un concerto eseguendo brani delle tradizioni cristiana, ebraica e islamica.
L'appuntamento è per sabato 1° marzo 2008, alle ore 20.30, presso la Chiesa Cristiana Protestante in via Marco De'Marchi 9 a Milano (M3 Turati).

 

*****************************

***** VENERDI' 7 e 14 MARZO 2008 - Percorso biblico su Giobbe a Corsico
La chiesa dei SS.Pietro e Paolo di Corsico ha programmato un percorso quaresimale sulla figura di "GIOBBE: ovvero Dio non è mai quello che crediamo", con riflessioni a cura del pastore valdese Gianni Genre. Questo il programma dei prossimi incontri:
venerdì 7 marzo 2008:³Il mio Redentore viveS²: affermare la fede,
contro le spiegazioni e le consolazioni a buon mercato (Giobbe 8 - 19)
venerdì 14 marzo 2008:³Dov'eri tu quando io fondavo la terra...
Io riconosco che tu puoi tutto...² Quale onnipotenza di Dio? (Giobbe 38 - 42)
Gli appuntamenti sono per le date suddette, alle ore 21, presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo in via Cavour 71 a Corsico.

*****************************

*****LUNEDI' 10 MARZO 2008 - Incontro SAE alle Orsoline
Gli incontri promossi dal Gruppo di Milano del Segretariato Attività Ecumeniche SAE, un cammino di riflessione sulla 'Libertà" prevedono un secondo momento di approfondimento, guidato dal professor Carlo Sala, sul tema Il cammino dell'uomo chiamato a libertà.
L'appuntamento è per lunedì 10 marzo 2008, alle ore 18, presso l'Istituto Orsoline in via Lanzone 53 a Milano (M2 S. Ambrogio).

 

Un cordiale saluto.
Marco  Rossi

 

 

#5 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Dom 24 Feb 2008 5:10 pm
Oggetto: Gli ebrei riformati si interrogano e invitano all'incontro sull'omosessualità
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
MARTEDI' 4 MARZO - ORE 20.45
PIAZZA NAPOLI , 35   - MILANO
(angolo via Giambellino - entrata da ingresso carraio - citofono
A.E.P.)

presso la sede di LEV HADASH - Associazione per l'Ebraismo Progressivo

il rabbino della Sinagoga Lev Hadash, dr. HAIM CIPRIANI, parlerà sul
tema:

EBRAISMO E OMOSESSUALITA'
Perchè l'ebraismo non è incompatibile con l'omosessualità'


L'incontro è aperto a tutti - Qui di seguito e in allegato una breve
presentazione dell'iniziativa.

UN INCONTRO SU EBRAISMO E OMOSESSUALITA'
  La nostra congregazione ha un'idea molto precisa di come vuol
praticare il suo ebraismo: in continuità con la tradizione millenaria
del popolo ebraico, ma con la massima apertura per le esigenze etiche
universali del mondo contemporaneo, in particolar modo quando il
pericolo è quello di discriminare interi gruppi all'interno del
popolo ebraico, come le donne o coloro che hanno propensioni
affettive diverse.  L'anno scorso con alcune conferenze del nostro
rabbino abbiamo mostrato come la normativa ebraica tradizionale, non
applicata nelle sinagoghe che si definiscono ortodosse, imponga alle
donne gli stessi doveri in fatto di culto e vita religiosa. E' quel
che noi pratichiamo, chiamando a Sefer le donne ,secondo la legge
talmudica e contandole nel minjan  con la tranquilla coscienza di non
compiere una trasgressione alla legge ebraica, ma di applicarla
invece correttamente. Per quanto riguarda l'omoaffettività e
l'omosessualità, l'idea che la scelta di vita delle persone
omosessuali non sia un "peccato" ma un modo legittimo come gli altri
di realizzare la propria vita affettiva è oggi patrimonio civile del
mondo occidentale. Resta da vedere se ciò è compatibile con i valori
della Torà e se possa essere accettabile dal punto di vista religioso
ebraico. L'ebraismo tradizionale ha di solito condannato questa
scelta sulla base di un famoso versetto della Torah (Lev. 18,22), che
dice « Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è
to'eva. ». Ma questa è una proibizione dell'omosessualità, come
ritiene l'ebraismo ortodosso? Cosa è una "Toevà"? Che cosa si intende
per "peccato" nell'Ebraismo?. Il 4 marzo alle ore 20.45 presso la
nostra sede il rabbino di Lev Chadash, Haim Ciprian, terrà una
conferenza per approfondire questi temi e per tentare di comprendere
se la scelta di un'affettività omosessuale sia o meno compatibile con
un Ebraismo religioso e osservante pienamente vissuto, con tutto ciò
che ne deriva, come per esempio il problema dell'omogenitorialità

#4 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Dom 24 Feb 2008 4:41 am
Oggetto: USA: a proposito del candidato americano democratico in corsa per la vittoria
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
LA CHIESA DI OBAMA
di Paolo Naso

Le ultime primarie del Partito democratico stanno rafforzando Barak
Obama che, partito in svantaggio rispetto a Hillary Clinton, oggi
appare il vero front runner di questa competizione.
Come sempre negli Stati Uniti, anche in queste elezioni si parla
molto di religione, di valori morali e della fede dei vari candidati.
Le appartenenze sono note: George McCain, il candidato repubblicano,
è membro di una chiesa battista che aderisce alla Sourthern Baptist
Convention, la denominazione evangelica più numerosa degli Stati
Uniti ma anche tra le più conservatrici, sia sul piano politico che
teologico. In realtà in altre alcune occasioni egli si era detto
episcopaliano (comunione anglicana) e qualcuno, non senza malizia, ha
ironizzato sul fatto che alla vigilia della campagna elettorale
McCain si fosse convertito a una chiesa più numerosa e più influente,
almeno nel campo conservatore.
Hillary Rodham Clinton proviene invece dalla Chiesa metodista unita,
una denominazione storicamente molto attiva sul piano sociale e oggi
fortemente critica della politica interna ed estera
dell'Amministrazione Bush.
Quanto a Barak Obama, è membro della United Church of Christ, una
delle chiese protestanti forse meno note ma certamente delle più
interessanti degli Usa. La UCC, infatti, ha spesso fatto discutere di
sé compiendo scelte coraggiose ma anche controverse: è stata la prima
chiesa massicciamente bianca a consacrare un pastore afroamericano,
già nel 1785; la prima ad aprire al pastorato femminile e quindi a
consacrare una donna al ministerio, nel 1853; la prima a consacrare
un pastore apertamente gay, nel 1972, e la prima a sostenere una
legge sui matrimoni tra persone dello stesso stesso, nel 2005.
La UCC si costituì formalmente nel 1957 in seguito all'unione di
alcune chiese di origin europea e di teologia calvinista, ma la sua
radice è assai più remota: undici dei firmatari della Dichiarazione
d'Indipendenza (1776) appartenevano a chiese che sarebbero poi
confluite nella UCC; inoltre il 10% delle comunità locali che oggi
aderiscono alla denominazione si sono costituite prima del 1776.
Membri autorevoli della UCC sono stati il grande teologo Rehinold
Niebuhr, e due grandi protagonisti della scenza pubblica americana
degli anni '60 e '70: il pastore William Sloane Coffin, famoso per il
suo impegno sociale e pacifista, e il past. Andrew Young, grande
dirigente del movimento per i diritti civili prima e ambasciatore
degli Usa alle Nazioni Unite dopo.
L' UCC è insomma una chiesa di frontiera, assolutamente distante dal
conservatorismo etico e politico della destra religiosa
prepotentemente in auge negli anni di Bush. Tuttavia non è affatto
schierata su un unico versante politico: attualmente, ad esempio,
siedono nel congresso dieci parlamentari che sono anche membri della
UCC: cinque di loro sono democratici, cinque sono repubblicani.
Rispetto ad altre chiese storiche, la UCC appare una chiesa
più "moderna", capace di lanciare vere e proprie campagne di
evangelizzazione trasmettendo spot televisivi (è possibile scaricarli
dal sito www.ucc.org) e usando tecniche proprie del marketing
pubblicitario: "Non mettere mai un punto dove Dio ha messo una
virgola", recitava uno slogan lanciato negli scorsi anno. E una
picola virgola rossa era diventata il "logo" di una campagna tesa a
dire che la fede non è un punto che chiude perentoriamente un
discorso ma una virgola che che fa proseguire il ragionamento e il
confronto.
Il senatore Barak è membro attivo della Trinity Church di Chicago,
una delle 5700 comunità locali che aderiscono alla UCC che, nel
complesso, conta un milione e duecentomila membri. "Anche se non è
appropriato che una denominazione sostenga un candidato alle elezioni
politiche - ha affermato il past. John Thomas, presidente della UCC -
sono orgoglioso che il senatore Barak sia un membro attivo delle
nostre chiese e possa parlare a tante persone dei valori cari alla
nostra chiesa".
Clamoroso boomerang per gli avversari di Obama che lo hanno accusato
di aver frequentato una madrassa islamica e di essere musulmano.
Nulla di male, per carità, ma è bastato poco a dimostrare che in
realtà il senatore dell'Illinois è in realtà un pio calvinista.

#3 Da: newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Data: Dom 24 Feb 2008 4:01 am
Oggetto: New file uploaded to newsletter_ecumenici
newsletter_ecumenici@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Ciao,

desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
newsletter_ecumenici, troverai un nuovo file appena caricato.

   File :        /OmosessualitàEbraismo,%20versione%2027-02-2007.pdf
   Caricato da : mauriziobenazzi <ecumenici@...>
   Descrizione : Una tesi di laurea su "Omosessaulità ed ebraismo: due lunghe
storie parallele di discriminazione"

Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/files/Omosessualit%80%A0%A\
6%E0Ebraismo%2C%2520versione%252027-02-2007.pdf

Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://eur.help.yahoo.com/help/it/groups/files


Cordiali saluti,

mauriziobenazzi <ecumenici@...>

#2 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Sab 23 Feb 2008 3:14 pm
Oggetto: Ripresa dell'ultimo numero di Ecumenici
mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Per disservizi di Tiscali l'ultimo numero della newsletter non è
stato consegnato alla maggior parte degli iscritti. Viene postato
nuovamente per coloro che non lo hanno mai visionato.
Vogliate scusare l'occorso del messaggio precedente non moderato ma
già cancellato. Non mancano come vedete dei personaggi
intraprendenti: manca purtroppo in Italia la serietà professionale di
operatori privati telefonici che non riescono a garantire un servizio
minimo di assistenza. Un consiglio per gli acquisti? Non
sottoscrivete prodotti Tiscali...
Saluti a tutti e a tutte
Maurizio Benazzi





Una preghiera ebraica

La preghiera di Manasse per illuminare in tempo di quaresima le
oscurità dialettiche e le profonde miserie spirituali vaticane
applaudite dal codazzo dei loro giornalisti di regime e politici al
seguito. Dalla RAI alla "rosa bianca" (idea di opposizione
antinazista nata da mente evangelica e seguita da universitari
cattolici nella Germania fra le due guerre)… Particolarmente indicata
come dono da spedire a cattolici integralisti per il prossimo venerdì
prima di Pasqua e in special modo agli aderenti di Comunione e
liberazione e alla setta di Cristianità-Alleanza Cattolica.
Questa preghiera veniva predicata dai colportori valdesi fin dal
Medio-evo. I colportori erano i venditori ambulanti di Bibbie ed
opuscoli biblici. Sono parecchi i racconti che ci sono pervenuti su
questi umili predicatori, tra cui quello – più recente nel tempo -
del colportore entrato il 20 settembre 1870 a Porta Pia, dietro ai
bersaglieri, conducendo un cane che trainava il suo carrettino biblico
Esiste tra l'altro un "commento" significativo dall'Osservatore
Romano del maggio 1890, così come citato da "L'Italia Evangelica" nel
numero del 24 maggio 1890:
Ora abbiamo anche la Carrozza Biblica, un ritrovato di cui ha il
brevetto d'invenzione la società protestante [...]; lo spacciatore è
un tipo fra il ministro evangelico e il cavadenti, il quale dall'alto
della vettura cerca di accreditare la merce con discorsi
ciarlataneschi nei quali fa entrare un poco di tutto... e le risa di
scherno e le apostrofi burlesche che gli vengono dirette devono
avergli fatto già inghiottire vari bocconi amari.

Tu, pertanto, o Signore, Dio dei giusti
Non stabilisti di far grazia ai giusti,
come Abramo, Isacco e Giacobbe,
coloro che non peccarono contro di te;
ma stabilisti di far grazia a me, che sono un peccatore.
…
E ora guarda, sto piegando le ginocchia del mio cuore dinanzi a te;
e sto implorando la tua benevolenza.
Ho peccato , o Signore, ho peccato;
e conosco bene i miei peccati.
Ti imploro;
perdonami, o Signore, perdonami!
Non distruggermi con le mie trasgressioni;
non essere adirato con me per sempre;
non ricordare i miei peccati,
e non condannarmi e non mi esiliare negli abissi della terra!
Perché tu sei il Dio di quanti si pentono

(Preghiera di Manasse, vv.8 e 11-13)


Ecumenici


http://www.oikoumene.org/
60 ANNI DI IMPEGNI
Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), il più grande organismo
ecumenico del mondo, compie 60 anni dalla sua fondazione, avvenuta ad
Amsterdam (Paesi Bassi) il 22 agosto del 1948; è formato oggi da 347
chiese membro in oltre 110 paesi del mondo e rappresenta circa 560
milioni di cristiani. Il CEC comprende la maggior parte delle chiese
ortodosse, numerose chiese protestanti storiche (anglicane, battiste,
luterane, metodiste, riformate) e diverse chiese indipendenti:
una "comunione di chiese" riunite per promuovere il dialogo e la
riconciliazione fra le diverse tradizioni cristiane. Ha avuto un
ruolo importante nello scenario mondiale, particolarmente nella lotta
contro l'apartheid in Sudafrica e nel tentativo di riconciliare
l'Europa divisa dalla guerra fredda
"Come sottolinea il tema della celebrazione – ha affermato Sara
Speicher, ex coordinatrice delle informazioni del CEC –, `Fare la
differenza insieme' non è l'anniversario di un'istituzione, ma una
comunione, un movimento e una visione. Sei decenni fa ad Amsterdam i
partecipanti hanno confessato: `Siamo divisi gli uni dagli altri non
solo sulle questioni di fede, costituzione e tradizione, ma anche
dall'orgoglio di nazione, classe e razza'. Questa realtà persiste, ma
persiste anche la visione ecumenica". E ha aggiunto: "Il CEC non sta
solo festeggiando un compleanno, ma l'impegno visibile e fattibile
delle chiese".
Nel 1910, in occasione di una Conferenza missionaria a Edimburgo,
diverse chiese (soprattutto protestanti) sottolinearono la necessità
di intraprendere un cammino comune per l'unità, per eliminare "lo
scandalo delle divisioni" fra i credenti. Alla fine degli anni `30 i
due movimenti ecumenici Vita e azione e Fede e Costituzione, nati
negli anni `20, confluirono in un unico organismo. Nel 1938 un
comitato provvisorio riunito a Utrecht pose le basi del futuro
Consiglio ecumenico delle chiese, ma la fondazione effettiva del CEC
fu ritardata dalla guerra



Anno VIII, nr. 29 – Ti ricordiamo che non votare per non essere
complici è un'opzione di scelta democratica legittima e non violenta.
In Lombardia è urgente – a nostro avviso - mandare a casa i soci
della signora Moratti & Formigoni.








Iniziamo con questo numero a dare spazio ad una serie di interviste,
riprese su DVD distribuito da More Light Presbiterians negli States.
Ci sembra il modo migliore per uscire dal silenzio come omosessuali e
lesbiche credenti. Anche per il 2008 è stata rinnovata la nostra
adesione a MLP su www.mpl.org . Si ringrazia l'infaticabile e
insuperabile amico ebreo riformato Roberto Pavan, attualmente in
Francia, per l'aiuto generoso dato a suo tempo a Ecumenici coi
servizi di traduzione di alto livello dall'americano. Mai prima d'ora
avevamo constatato un clima di collaborazione e di amicizia così
seria, impegnata socialmente e spiritualmente fra persone di
confessioni riformate diverse: quella cristiana e quella giudaica .
Non possiamo non essere enormemente soddisfatti e ringraziare
l'Eterno di questi segni visibili e concreti del suo operare fra di
noi. Il Dio vivente ci precede dinnanzi. Noi ci limitiamo a fare
quello che dobbiamo fare…



Belinda Ryan & Wendy Daw – Lesbian & Gay immigration rights task
force.



Come avete realizzato di essere lesbiche?

Wendy: Non riesco proprio a parlare di un momento preciso perché l'ho
sempre saputo, da sempre direi.

Belinda: Anche per me è difficile parlare di un processo o di un
momento in cui mi sono detta di essere lesbica. Anche perché nei
media gli esempi di donne lesbiche non ce n'erano, non sapevo neanche
cosa volesse dire essere lesbica. L'unica cosa certa è che sono
cattolica, e quando cominciai ad essere attratta dalle donne per me
fu terribile.

Wendy: Anch'io sono stata educata cattolicamente ma ho reagito molto
diversamente. Non ho mai avuto sensi di colpa o pentimenti di alcun
genere.

Belinda, qual è stato il tuo processo di coming out?

Belinda: E' una domanda difficile, perché quando una volta ero
attratta da una donna, lo ero totalmente e non capivo cosa mi stava
accadendo .Non riuscivo a pensare se fosse giusto o sbagliato, le
cose stavano così e basta. Proprio non saprei come rispondere a
questa domanda.

Wendy: I miei migliori amici sono stati sempre maschi, quindi non mi
sono mai posta il problema. Sicuramente è capitato invece un momento
e un luogo in cui ho realizzato che le altre persone avevano un
problema su quello che per me era naturale, per esempio al liceo o
all'inizio del college.

Atteggiamenti molto diversi i vostri… come siete finite a stare
insieme?

Wendy: Durante l'università ho trascorso un anno in Scozia e mi sono
fatta una sacco di amici. Gli stessi che tempo dopo mi hanno invitato
in Galles. Conobbi Belinda proprio a casa sua ed era una casa in cui
vivevano delle amiche lesbiche. Parlammo di tutto per tre giorni di
seguito e per me fu stupefacente sapere che nessuna di loro era
dichiarata in famiglia o con gli amici. Neanche 2 mesi dopo invitai
Belinda in California da me e ci innamorammo.

Belinda: Per me fu straordinario essere se stessi in una città come
San Francisco. Non sapevo niente di cultura gay, niente del
linguaggio, niente dei simboli nei locali per esempio, tipo il
triangolo rosa. Ero completamente ignorante. Ero anche talmente
paranoica che avevo paura di documentarmi in biblioteca perché temevo
che qualcuno scoprisse cosa stavo leggendo. Guardando indietro, è
duro vedere quanto tempo ho sprecato nell'ignoranza e nel timore.
Infatti da quando ho incontrato Wendy la mia vita è totalmente
cambiata.

E come siete riuscite a sistemarvi?

Wendy: Ci volle molta fatica per stare insieme. All'inizio facevamo
avanti e indietro tra Galles e California. Poi lei imparò a condurre
gli elicotteri in Gran Bretagna e ciò stranamente ci permise di stare
insieme.

Belinda: Perché ho ottenuto un visto studentesco per venire negli
U.S.A. e diventare istruttrice di volo. Poi quando finì questo
impiego, ottenni un lavoro con un aero-fotografo con cui lavoro
tutt'oggi. Ora riesco anche a condurre aerei. Sono qui negli U.S.A.
con il visto di lavoro.

Hai avuto la Green Card allora?

Wendy: Purtroppo no, Belinda ha la H1B, vale a dire che lei può
lavorare qui come dipendente se ha uno sponsor, si dice così,
qualcuno che garantisca. Purtroppo queste carte scadono, hanno la
durata di 6 anni. A meno che tu non sia una superstar o non abbia
molto denaro è molto difficile rimanere negli U.S.A. Così quando
scadrà il suo visto dovremo abbandonare il paese. E questo mi fa
arrabbiare , perché io cittadina americana devo lasciare il mio paese
per stare con la persona che amo.

E soprattutto perché la persona che ami è una "lei"!

Wendy: Sì, perché l'unico modo di aver una Green Card – la residenza
permanente – è sposarsi. Anche se già abbiamo comprato casa, lei paga
le tasse e la sicurezza sociale senza trarne alcun beneficio.

E vi siete registrate come coppia al registro anagrafico dello Stato
della California?

Wendy: Sì, ma non ci ha aiutato. Perché l'immigrazione è una
questione federale, mentre il registro a cui siamo iscritte è solo
della California.

E per quanto riguarda i casi giudiziari in cui molte coppie hanno
chiesto il riconoscimento della cittadinanza per il proprio partner?

Wendy: E' vero, ma tutto poi va a finire al Congresso, il quale ha
due poteri assoluti: la sicurezza e l'immigrazione. Se il Congresso
non si decide a riconoscere le coppie dello stesso sesso e cambiare
la legge sull'immigrazione, non ci possiamo fare nulla.

Belinda: Potremmo andare anche in Canada a sposarci, ma non saremmo
poi riconociute negli U.S.A., quindi non cambierebbe nulla. Ma c'è
speranza comunque, noi lavoriamo proprio per questo, per provare che
le coppie che si rivolgono a noi sono vincolate da legami affettivi.

Wendy: Infatti ci sono molte coppie che vengono da noi per cercare di
non separarsi, ma inutilmente. E' inutile, non si può programmare la
persona di cui ti innamori. Poi molte coppie che assistiamo
realizzano tardi che si devono separare. Noi siamo fortunate perché
l'Inghilterra, se prova che noi due abbiamo una relazione che dura da
almeno 2 anni, mi accetterà.

Belinda: Il problema è che la maggior parte dei paesi nel mondo non
adotta questa politica, noi almeno abbiamo un posto dove andare ma
tantissimi rischiano anche la vita.

Wendy: In ogni caso per me non è comunque facile lasciare il paese.
Non posso dire che la mia è stata una scelta, ma fuggire in Galles
per me è una strada obbligata per stare con Belinda. Io qui ho la mia
casa, i miei animali, la mia famiglia. Non è così semplice per me
sapere di dover programmare di vivere in un altro paese. Anche nei
momenti in cui non ci penso, ogni piccola decisione che prendiamo è
sempre influenzata dal pensiero che non sappiamo ciò che saremo tra
un paio d'anni.




Jim De La Hunt – Direttore amministrativo Marriage Equality
California (MECA)



A che punto siamo con la questione del matrimonio tra persone dello
stesso sesso?

E' un tema molto dibattuto per gli eventi che poi vi racconterò. Ma
io non parlerei con la terminologia di "matrimoni gay", perché non mi
piace. Quando mi riferisco ai matrimoni tra persone dello stesso
sesso, parlo del matrimonio in generale, cioè di un'istituzione che
fino ad ora hanno avuto il privilegio di avere solo le coppie di
sesso opposto.
Per matrimonio si intendono 4 accezioni nella nostra società: è per
prima cosa un impegno tra 2 persone; in seconda cosa è una
dichiarazione pubblica di quest'impegno alle famiglie e alla comunità
di appartenenza, alla società insomma; una terza accezione si ha con
il matrimonio religioso; ma quello di cui parlo è il matrimonio
civile, fondato sulle leggi dello Stato, ed è in quest'accezione  che
si deve discutere di uguaglianza per le coppie dello stesso sesso.
Per quanto riguarda il matrimonio religioso, è più che giusto che le
chiese abbiano libertà di scegliere la via più consona alla loro
tradizione, scegliere se accogliere le persone e le coppie LGBT come
figli di Dio e trattarle alla stregua di tutti gli altri, se
effetture i matrimoni tra persone dello stesso sesso o no. Ma non è
delle chiese che voglio parlare, ma della società civile che per
legge deve trattare tutti equamente.

Più nel dettaglio allora a che punto siamo arrivati?

Sul piano internazionale 2 anni fa in Olanda (nel 2001 N.d.T.) ci fu
il primo matrimonio al mondo tra persone dello stesso sesso
legalmente riconosciuto, e il Belgio poco tempo dopo ha fatto
altrettanto. E anche in occasione di un processo in Ontario, il
governo federale canadese ha scelto di riconoscere i matrimoni tra
persone dello stesso sesso. Ci aspettiamo che entro il 2004 il
governo del Canada passi una legge specifica per permettere i
matrimoni tra persone dello stesso sesso in tutti gli stati.
Negli U.S.A. anche sta succedendo qualcosa. Di contro a Washington
circola la proposta di un emendamento costituzionale che palesemente
esclude totalmente il matrimonio civile tra persone dello stesso
sesso. Per fortuna si tratta di un emendamento alla costituzione, la
quale non è così facilmente suscettibile a modifiche.

Perché le coppie omosessuali vogliono il matrimonio?

E' una domanda molto importante questa. Prima di tutto ci sono delle
ragioni molto pratiche. Esistono migliaia di leggi che trattano
diversamente chi è sposato da chi non lo è. Tante cose come l'accesso
alla sicurezza sociale, le tasse sull'eredità e l'immigrazione ad
esempio. Parlando di quest'ultima se in una coppia sposata uno dei
due non è cittadino americano può richiedere la cittadinanza dato che
il coniuge funziona come sponsor. Ma si può citare anche il diritto
di accedere alle adozioni, o alle cure ospedaliere durante la degenza
del compagno.
Ma c'è anche una ragione di fondo e fondamentale: il rispetto,
l'uguaglianza che sono l'ideale americano di libertà e giustizia per
tutti. E' per questo che bisogna sostenere i matrimoni tra persone
dello stesso sesso, perché senza questa possibilità non c'è equità e
non c'è giustizia.

Tornando all'emendamento di prima, perché sei così sicuro che non
passerà?

Perché la Costituzione è difficile da emendare, dato l'alto numero di
firme che si devono sottoscrivere, in più indagini sulla popolazione
dimostrano che gli americani sono sempre più favorevoli alla parità
giuridica delle coppie dello stesso sesso che si vogliono sposare.

Allora questi oppositori, di cosa hanno paura?

Molte persone purtroppo sono alimentate dal pregiudizio, perché
magari nella loro vita non è mai capitata una persona gay o lesbica
che si sia presentata come tale e che sia rimasta amica. Solo
parlando e discutendo con le persone reali si possono capire quanto
in realtà i bisogni siano gli stessi, la famiglia e i figli per
esempio. Vogliamo tutti vivere la nostra vita liberamente,
costruendoci il nostro futuro. Tuttavia queste persone si sentono
minacciate dal cambiamento in atto nella società poiché la cultura in
cui siamo cresciuti ha sempre caratterizzato le persone LGBT come
perverse, pericolose e moralmente sbagliate. Ma la stessa società sta
cambiando opinione, e questo cambiamento per molti risulta snervante
e destabilizzante.

Ci sono esempi di atti politici o azioni legali che inaspriscono gli
animi di queste persone?

Si, ogni volta che la Corte Suprema sentenzia a favore delle coppie
dello stesso sesso. Quelli che si oppongono solitamente ne escono
sempre più agguerriti.
In California per esempio c'è una legge che si sta discutendo,
chiamata AB205, che migliora la legge sulla convivenza domestica.
Questa convivenza esiste anche per le coppie dello stesso sesso e si
tratta di un pacchetto di 25 diritti confrontato ai 300 per le coppie
legalmente sposate. La miglioria di cui si sta discutendo vuole
portare la convivenza quasi allo stesso livello del matrimonio, ma
non arriva a toccare il riconoscimento federale. Certo è aumentare i
diritti di qualche numero, ma non è affatto la stessa cosa. Al
contrario, per quelli che non conoscono le vite delle persone LGBT,
questo fatto può costituire un'ulteriore minaccia, ma non significa
granché nella realtà delle cose.

Invece pensi che il matrimonio tra persone dello stesso sesso sarà
presto legalizzato in U.S.A.?

Sicuramente. Non posso certo dire se tra 5 o 15 o 30 anni. In ogni
caso occorre avere una visione storica della situazione. Bisogna
ricordare che solo 37 anni fa, nel 1967, la Corte Suprema ha abolito
la legge contro i matrimoni di razza mista. Non è molto tempo fa. E
se ci pensiamo ora riteniamo che fosse una follia proibire a due
persone con colore diverso della pelle di sposarsi. Sono convinto che
riusciremo a ridere anche di questi tempi in futuro.

Sono in corso casi giudiziari interessanti al momento?

Si, molti casi in molti stati a proposito di matrimoni. Per esempio
ce n'è uno in corso in Massachusettes e uno in New Jersey. In
Massachusettes ormai la sentenza è alla fine mentre in New Jersey ci
vorranno ancora mesi. Ma in entrambi i casi è facile che la Corte
Suprema, in accordo con la Costituzione dello Stato, affermi che è
contrario alla Costituzione negare alle persone dello stesso sesso
l'equa protezione legale del matrimonio. E quanto più stati
aderiranno a questo tipo di sentenza, più ci sarà confusione legale
tra uno stato e l'altro, cioè tra uno che ammette la parità di
diritti e tra uno invece che li nega. Possono nascere problemi con
l'immigrazione ad esempio. Anche nel caso in cui si stipulasse un
contratto di lavoro, bisogna registrarsi come coniugati o come single
se ci si è sposati in un altro stato che consentiva i matrimoni tra
persone dello stesso sesso? Si entra quindi in una situazione molto
confusa in questo senso.

Quindi se prendi la macchina e guidi in mezzo agli Stati Uniti, a
seconda di dove capiti risulti sposato, poi non sposato, poi ancora
sposato….

Esatto. Ma c'è anche un effetto secondario. Quello del divorzio. Un
cittadino americano può andare tranquillamente in giornata a sposarsi
in Canada, ma per divorziare deve essere residente in Canada per
almeno un anno. Mentre in California intanto non risulti nemmeno
sposato.

Allora se qualcuno vuole veramente sostenere il matrimonio tra
persone dello stesso sesso cosa deve fare?

Prima cosa deve coinvolgere le famiglie e gli amici per sostenere la
causa, inoltre rivolgersi alle organizzazioni che promuovono la
libertà di sposarsi come Marriage Equality California, la mia
organizzazione no-profit, che educa all'importanza della libertà del
matrimonio. Un'altra cosa che si può fare è scrivere ai giornali e
raccontare la propria storia, è uno strumento molto potente. O si può
scrivere al proprio membro del Congresso o rappresentante politico di
riferimento.

Cosa fa Marriage Equality?

Ogni febbraio abbiamo la settimana della libertà di sposarsi, con
molta copertura mediatica, laboratori e discussioni pubbliche. In
ogni caso tutto l'anno cerchiamo di coinvolgere il più possibile con
tutti i mezzi a nostra disposizione per il dibattito e l'educazione
delle persone.

Parlando di te Jim, so che sei eterosessuale. Perché sei così
coinvolto?

E' vero, sono eterosessuale e sposato in California. Il mio
coinvolgimento nasce dal fatto che io e mia moglie abbiamo una coppia
di amici gay ai quali noi vediamo come modello di riferimento. Loro
per noi sono una dimostrazione chiara di come due persone possono
vivere insieme con rispetto, uguaglianza e lealtà, e mi sembra
ingiusto che non si possano sposare. Un'altra cosa che mi ispira
invece è la giustizia e l'ideale di una America che tratti tutte le
persone legalmente allo stesso modo. E per me è importante lavorare
per realizzare questo sogno.




Marina Gatto – figlia di due mamme lesbiche e attivista per i diritti
LGBT




Marina, hai solo 15 anni, non sei lesbica, perché sei così coinvolta
nei diritti LGBT?

Perché ho due mamme. E' da quando avevo 9 anni che mi considero
un'attivista. Le mie mamme mi hanno sempre coinvolta nella loro lotta
per l'uguaglianza dei diritti per le persone e le famiglie LGBT, mi
hanno sempre portata ai gay pride e sono molto orgogliose di me.
All'ultimo gay pride di Grand Marshall poi ho conosciuto un sacco di
persone interessanti e molto note nel mondo politico, questo perché
sono soprattutto una educatrice. Educo alla diversità, insegno la
tolleranza, perché anch'io ho subito molte discriminazioni dalla mia
infanzia fino ad ora.

Che genere di discriminazioni?

Beh, a cominciare da casa mia, dove abbiamo delle bandiere
dell'orgoglio gay appese all'esterno. Molti hanno tentato di
bruciarle, spesso sono riusciti a strapparle, molte volte ci è stata
rigata la macchina, ci hanno tirato del pattume in giardino. Mia
madre non poteva neanche sedersi sulla panchina che dava sulla strada
perché veniva insultata dalle macchine che passavano con ogni genere
di offesa. Questo è quello che affrontiamo nella vita di tutti i
giorni. E questo mi ha anche reso molto più forte e agguerrita e mia
ha spinto a lottare per l'uguaglianza dei diritti. Inoltre ho anche
subito discriminazioni dai leader politici della mia comunità. Per
esempio il responsabile del mio distretto venne sapere che mia madre
era lesbica, aprì un fascicolo su di me strettamente confidenziale e
lo diede a mio padre biologico, spingendolo a prendermi in custodia.
Padre che io non ricordo neanche di avere avuto e con cui non ho mai
avuto contatti. E tutto questo solo per le sue convinzioni religiose.
Io ora vivo ancora con le mie mamme per fortuna, e l'unica cosa che è
uscita da questa lotta è stata solo il nostro esaurimento nervoso. E
ancora oggi non ho mai contatti con mio padre, sono sempre stata
cresciuta dalle mie mamme che si sono sempre prese cura di me, ho un
fidanzato da due anni, vado bene a scuola e pratico molto sport.
Penso di essere l'esempio lampante che è l'amore a fare una famiglia
non i ruoli fissi dei genitori.

Mi è capitato spesso di leggere sulla stampa di studi che
proverebbero che un bambino sta meglio con la figura di un padre in
casa…

E' solo uno stereotipo. Uno studio dell'Associazione Pediatrica
Americana per esempio dimostra che non ci sono differenze di crescita
tra i figli delle famiglie eterosessuali e quelli delle famiglie
LGBT. Ogni giorno mi sento dire che l'esistenza di questi studi
proverebbe che questo tipo di genitori possono rendere il figlio
omosessuale. Niente di più assurdo, per esempio io non sono lesbica.
Una ricerca afferma addirittura che anche il coming out in famiglia
per un figlio è ugualmente difficile sia per le famiglie LGBT che per
quelle eterosessuali. E questa è una cosa interessante.

E sai da dove scaturiscono questi studi o queste cripto-ricerche sui
bambini?

Non so proprio da dove provengano le ragioni per le quali si dimostri
una certa teoria. Ma so che la ragione per cui io faccio tutto questo
attivismo è perché so che le persone hanno spesso molta paura di
capire. Allora insegno, educo, offro esempi di discriminazione nella
mia famiglia. Non so proprio a cosa mirino questi studi ma, ripeto,
sono l'esempio lampante di come può essere cresciuta bene una figlia
in una famiglia LGBT. Sono stata coinvolta in prima linea nell'ultimo
gay pride, ho conosciuto un sacco di persone carine, come Amistead
Maupin (noto scrittore gay americano, Rizzoli ha pubblicato in Italia
i suoi "Racconti di S. Francisco" N.d.T.). Sono spesso a Sacramento
per promuovere costantemente un miglioramento della legge sulla
convivenza domestica e altri diritti per le coppie LGBT.

Parlami pure di questo fatto.

Si, perché è una questione molto importante per me perché una delle
mie mamme non è di questo Stato e per stare qui deve andare a scuola
e pagare da immigrata 30 volte di più di quanto pagano i cittadini
americani per frequentare l'istituzione scolastica. E' molto
difficile per noi.

Quindi la AB205 le permetterebbe di restare?

No, per la nostra famiglia non cambierebbe molto in questo senso. Ma
questa legge aiuta molte altre famiglie in diversi aspetti. Per
esempio in caso di morte di una delle due, l'altra persona avrebbe il
diritto di reclamarne il corpo.
Per me le mie due mamme sono già sposate, anche se legalmente non lo
sono. Quindi la AB205 ci offre qualche diritto di base in più. Tipo,
se la mia mamma non biologica fosse ricoverata in ospedale, con
questa legge potrei farle visita. Ora non posso.

E non può adottarti?

No, perché non è una cittadina americana. Infatti se mia madre
biologica morisse, io sarei allontanata con forza dall'altra mamma
che mi ha cresciuto, e forse non potrei neanche rivederla. E questo
solo perché i miei genitori non si possono sposare.

Quindi la AB205 non aiuta con l'immigrazione. C'è invece qualcosa in
atto per risolvere questo problema?

Si, so che in Canada, a Toronto, e in Ontario hanno legalizzato i
matrimoni tra persone dello stesso sesso. E confido nell'esito
positivo in Massachusettes. E' vero, ci vuole tanto tempo, solo nel
1967 è stato legalizzato il matrimonio tra persone di razze diverse.
Ma questi sono problemi che vanno presto risolti perché sono
prioritari per molte persone. Ora sono i matrimoni tra persone dello
stesso sesso ad essere considerati innaturali, come lo erano un tempo
quelli interraziali, che ora sono considerati abitudinari. Anche i
matrimoni tra persone dello stesso sesso devono considerarsi normali.

E pensi che succederà?

Certo. Da parte mia faccio tutto il possibile, anche parlando con una
sola persona e facendole cambiare opinione, questa persona può
influenzarne molte altre. Penso che insegnare l'amore sia importante
e fondamentale. Noi tutti conosciamo l'odio e gli effetti dell'odio,
tutti hanno in mente l'11 settembre. Quindi insegnare ad amare, ad
accettare il diverso e l'uguaglianza per tutti è per me priorità
assoluta.

E per quanto riguarda la scuola, sei mai stata molestata?

Mi ricordo un fatto avvenuto quando ero alla scuola media privata. Al
tempo temevo che i miei compagni costituissero il problema. Ma lo
furono gli insegnanti. In occasione della presentazione del mio
albero genealogico in classe, fui impossibilitata a presentarlo
perché la mia insegnante mi negava la possibilità di avere due madri.
Così per eseguire un semplice compito in classe, dovevo sempre
inventarmi un padre immaginario. E questo solo per soddisfare le
convinzioni personali dei miei insegnanti. Forse ora, grazie a quello
che faccio, riuscirò a rendere più facile la vita a qualche figlio di
coppie LGBT. Un altro avvenimento emblematico è stato il giorno del
mio diploma. Ero così fiera di essere accompagnata in chiesa dalle
mie due mamme (perché da noi è tradizione così), anche se i preti
scuotevano la testa e gli altri genitori mormoravano. Ma per me fu
una giornata storica.

A quanto pare quindi, finora non mi hai raccontato di avere avuto
problemi con i tuoi coetanei…

Si, perché non ho mai cercato di nascondere la verità, e non ho mai
dato loro ragioni per prendermi in giro. Alle volte mi dicevano pure
che anche loro avrebbero voluto due mamme. Questo da bambina mi ha
aiutato ad essere orgogliosa della mia famiglia.

Quando sei nata, le tue mamme stavano già insieme?

No, io sono nata da un regolare matrimonio eterosessuale e quando ero
molto piccola i miei si sono separati. Mia mamma si è sempre presa
cura di me. Poi, da quando avevo 6 anni, è arrivata l'altra mamma e
da qual momento mi sono sentita in una vera famiglia. Proprio perché
le mie mamme provengono da contesti culturali diversi, una è turca,
l'altra proviene da El Salvador, mi hanno aiutato ad essere proprio
quella che sono. Non solo per il mio attivismo, ma per la mia
apertura mentale. Sono aperta a tutte le culture, tutte le religioni,
le razze e mi sento molto fortunata ad esserlo.

Ti sei mai sentita costretta a forzare il tuo comportamento verso gli
altri e renderti più "femminile" a causa delle tue mamme lesbiche?

Assolutamente no. Mia madre mi ha sempre insegnato ad essere me
stessa e ad essere orgogliosa di esserlo. Per esempio, recentemente
al mio liceo mi si è ripresentato il lavoro sull'albero genealogico
ed io ero molto nervosa per paura della reazione della professoressa.
Stavolta presentai il lavoro alla classe e la mia insegnante accettò
con molta disinvoltura il fatto che io avessi due mamme. Questo è
l'atteggiamento degli insegnanti che preferisco. Perché loro sono
molto importanti per il tono globale che assume un istituto o un
corso di studi.

Sembra quindi che ogni cosa che hai intrapreso sia una prova che la
tua famiglia sia veramente buona!

Si, e continuerò su questa strada. Sono fiduciosa che presto le mie
mamme si possano sposare legalmente e che io diventi la loro figlia
legittima.

E ci sono altri bambini nella tua situazione? Hai idea di quanti
siano? Li hai mai incontrati?

Si stima che in tutto i genitori LGBT e i loro figli che vivono con
loro siano intorno ai 9-13 milioni di persone negli Stati Uniti.
Quindi sono molti di più di quanto si possa credere. Dico sempre che,
se tutte le persone LGBT del mondo si alzassero e dichiarassero
apertamente la loro identità ci troveremmo più amici, conoscenti e
colleghi di lavoro magari, più di quanti ce ne immaginiamo. E allora
ci accorgeremmo che la nostra opinione su di loro non cambierebbe
perché resterebbero comunque le stesse persone che abbiamo
frequentato fino a quel momento.
Ti porto un esempio dall'ultimo gay pride. Dopo essere intervistata
dai media, mi annunciarono che sarebbe arrivata una persona
importante dopo. Vidi che era Bill Simons e decisi di parlarci. Mi
presentai dapprima come un'attivista (ma non specificai di cosa), che
frequentavo un college femminile e lui da subito fu molto interessato
e simpatico con me. Gli presentai anche mia madre, ma quando gli feci
conoscere la seconda ci restò di sasso, ma rimase cordiale. Lo
invitai anche alla sfilata ma lui disse che doveva incontrare Bush.
Io scherzai dicendo che poteva portarci anche lui. Finimmo col
parlare molto, in maniera amichevole, Bill Simons, Amistead Maupin,
le mie mamme ed io, e fu una conversazione molto bella ed
interessante, perché tutti riuscivamo a tenere la mente aperta
malgrado le divergenze di opinioni.

E nella storia del tuo attivismo, riscontri qualche cambiamento
positivo?

Si, la legge AB205 ne è un esempio. Lavorare insieme alle altre
numerose associazioni per l'uguaglianza dei diritti è grandioso.

E ci sono stati dei cambiamenti sul modo in cui vieni trattata tu e
la tua famiglia?

Si soprattutto quando insegno. Molti vogliono i miei dati per tenersi
in contatto e mi dimostrano simpatia. Con loro parlo molto dello
slang che viene usato per definire una persona LGBT. Mi accorgo che
spesso non conoscono neanche il significato di queste offese, sanno
solo che definiscono qualcosa di sbagliato. E spiego come queste
parole possono urtare violentemente le vite di molte persone, e sia
gli studenti che gli insegnanti spesso realizzano di non averci mai
riflettuto tanto. Quindi piano piano è possibile aprire una mente
alla volta, con pazienza.

Hai invece conosciuto ragazzi i cui genitori non vivono apertamente
la loro omosessualità? Come interagiscono con il mondo?

Faccio parte di un gruppo che si chiama "Figli di Genitori Gay e
Lesbiche", qui noi figli condividiamo le nostre esperienze. E' vero,
molti mi chiedono che motivo abbiamo di essere così apertamente
dichiarati se ci bruciano le bandiere e di fanno del male. Io
rispondo sempre che qualcuno deve fare qualcosa per cambiare e noi
figli dobbiamo riuscire insieme a cambiare il mondo, per noi e per le
nostre famiglie.






INVITO



Teatro in chiesa: "FINA E L'INQUISITORE"
Una vicenda medioevale, eppure moderna, sulla libertà di coscienza
e la sua acerrima nemica, l'intolleranza - vista attraverso le donne
sabato 23 sera, ore 21, tempio valdese di Milano (Via Sforza 12/a)
ingresso libero - tutte e tutti sono cordialmente invitati
Lo spettacolo teatrale viene offerto alla cittadinanza milanese
dal "Gruppo Teatro Angrogna" e dalla chiesa valdese in concomitanza
con la cosiddetta "Settimana della Libertà" e la ricorrenza del XVII
febbraio (data cara ai valdesi, perchè ricorda la concessione dei
diritti civili, nel 1848, ad opera di re Carlo Alberto ai cittadini
non cattolici - all'epoca, valdesi ed ebrei -).
Lo spettacolo si ispira alla vicenda di Fina, una donna del popolo
condannata per eresia, in un processo tenutosi nel 1373 a Lanzo, non
lontano da Torino.  Prendendo le mosse dai verbali degli
interrogatori, che restituiscono al pubblico una storia altrimenti
dimenticata, l'azione scenica rievoca anche le storie delle
altre "sorelle" di Fina, donne vittime dell'intolleranza religiosa ma
portatrici di un forte messaggio di fede, che attraverso i secoli ci
giunge fino ad oggi.


Testo regia e conduzione a cura di GIORGIO TOURN, storico e pastore
valdese; con, in ordine di apparizione:
Carlo Arnoulet, notaio
Jean Louis Sappé, l'inquisitore
Sara Tourn, Fina
Rinaldo Tourn, boia, magistre, uomo della Rivoluzione
Maura Bertin, Els Feuer, Marie Durand, Margherita
Milena Martinat, pastora valdese

Messaggi 1 - 31 di 472   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?