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The Church Vs Scaruffi   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #290 di 784 |
Ma l'avete mai letta la scheda dell'insigne critico musicale (detto
senza ironia) Piero Scaruffi ? Nel dubbio ve la riporto di seguito,
magari ci scappa lo spunto per una discussione.
Io personalmente dissento su pił di un punto, ma credo che gli vada
dato merito nel complesso di attribuire al gruppo una certa
importanza storica, anche se in qualche punto si lascia andare a
critiche un po' troppo superfiali.

Ciao a tutti



Of Skin And Heart , 6.5/10
Blurred Crusade , 6/10
Seance , 5/10
Remote Luxury , 5/10
Heyday , 7/10
Starfish , 5/10
Kilbey: Unearthed , 5/10
Kilbey: Earthed , 6/10
Kilbey: Slow Crack , 5/10
Kilbey: Remindlessness , 6/10
Willson-Piper: In Reflection , 6/10
Willson-Piper: Art Attack , 6/10
Willson-Piper: Rhyme , 5/10
Willson-Piper: Spirit Level , 6/10
Koppes: Manchild & Myth , 5/10
Koppes: From The Well , 5/10
Well: Water Rites , 5/10
Koppes: Love Era / Irony , 5/10
Hex: Hex , 5/10
Hex: Vast Halos , 5/10
Kilbey: Jack Frost , 5/10
Church: Gold Afternoon Fix , 6/10
Church: A Quick Smoke At Spot's , 5/10
Church: Priest = Aura , 6/10
Church: Sometime Anywhere , 6.5/10
Church: Magician Among The Spirits , 7.5/10
Church: Hologram Of Baal , 6/10
Church: A Box Of Birds , 5/10
Church: After Everything Now This , 6/10 Links:
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Con il passare del tempo i Church hanno conquistato la palma di
massimi bardi pop d'Australia. I chitarristi Peter Koppes e Marty
Willson-Piper (inglese di Liverpool), con i loro briosi
scampanellii "jingle-jangle", le loro soavi linee melodiche, le loro
incalzanti progressioni, i loro accordi atmosferici, i loro
contrappunti cristallini trasformano ogni canzone in un rapito e
sognante momento di estasi. Il cantante Steve Kilbey (anche
principale compositore, e anche al basso), adottando le inflessioni
piu` colloquiali del tono fatal-decadente di David Bowie, aggiunge
quel tocco di malinconia esistenziale che serve a pitturare di
pathos e angoscia anche i ritornelli piu` corrivi.
Il primo singolo del 1980, She Never Said (Parlophone), e le gemme
melodiche del primo album, Of Skin And Heart (Parlophone, 1981),
dell'anno successivo, definirono una volta per tutte il loro
universo poetico. Dal Merseybeat soffice ed etereo di Unguarded
Moment (uno dei loro massimi singoli) al radioso folkrock di Too
Fast For You il loro e` un melodismo "classico", senza sbavature e
senza distrazioni, con il minimo necessario di arrangiamenti e il
massimo possibile di intensita`. Le superbe filigrane strumentali di
Tear It All Away stanno a documentare la bravura scenografica del
quartetto.
Kilbey canta fremendo come una foglia al vento nell'onirico
paesaggio sonoro di Sisters. Ma la cantilena patetica alla John
Lennon Don't Open The Door To Strangers, l'hardrock di Memories In
Future Tense, e, peggio ancora, la lunga suite psichedelica di Is
This Where You Live rivelano anche il tallone d'achille del
complesso: una propensione per le improvvise cadute di tono, spesso
dovute a un vizio di dispersivita`. Insomma i Church sono
imbattibili nel loro orticello, ma sono goffi e impacciati quando
escono nei grandi spazi aperti.

Se Blurred Crusade (Carrere, 1982), contenente i singoli Almost With
You e When You Were Mine (peraltro uno dei loro capolavori),
indulgendo eccessivamente in pose melodrammatiche e in sonorita`
tardo-psichedeliche, fini` per annullare molto del fascino e della
magia di quei delicati madrigali, cosi` come il successivo EP Sing
Songs, con A Different Man, le canzoni di Seance (Carrere, 1983), in
particolare i singoli It's No Reason e Electric Lash, e degli EP
Remote Luxury (Parlophone, 1983), in particolare A Month Of Sundays,
e Persia (Parlophone, 1984), in particolare Constant In Opal e
Shadow Cabinet, raccolti sull'album Remote Luxury (WB, 1984), erano
scialbe e ripetitive; nel 1985 il singolo Already Yesterday
annuncio` invece l'inizio della fase maggiore.

Heyday (WB, 1985) del gennaio successivo mette infatti a frutto la
lezione psichedelica in composizioni liriche le cui melodie sembrano
planare con grazia e maestosita` su parti strumentali quasi
evanescenti. Myrrh fa slittare il suo tema ipnotico su una cadenza
frenetica, oliandolo con il fuzz della chitarra. Tantalized cambia
marcia, briosa e incalzante, con un battito da discoteca e fiati
rhythm and blues, rubando qualcosa ai Byrds di Younger Than
Yesterday e ai Moody Blues, I Church pescano a piene mani nel
serbatoio di motivi ariosi e naif del Merseybeat (Tristesse) e di
intricati jingle jangle del folkrock (il singolo Columbus). Suggella
questa ricerca minuziosa il pop eroico, con tanto di coro, di
Already Yesterday. Magistrale lo strumentale Happy Hunting Ground,
un incrocio fra un'ouverture sinfonica e una danza di guerra
pellerossa. Anche Disenchanted esce su singolo.

In tal senso Starfish (Arista, 1988) segna poco meno che un
tradimento. Storpiando completamente quel modello, equivocandone gli
aspetti onirici e fraintendendo la loro stessa lezione storica nel
campo della melodia d'atmosfera, i Church si riducono a scimmiottare
i gruppi di classifica. La ballad tenera e affettuosa di
Destination, con il suo andamento altalenante e il suo ritornello
sottotono, stabilisce il nuovo standard, che, con un battito da
discoteca e una melodia piu` pronunciata, e` quello di Under The
Milky Way (uno dei loro classici). Il suadente ritornello di Reptile
e` la logica conseguenza di questo programma, ormai a un passo dal
synthpop d'atmosfera. Le loro radici folk vengono fuori soltanto in
Antenna, un valzer marziale cantato con il pathos di Dylan. La
parabola dei Church dava la sensazione di essere giunta a un punto
morto.

Nel frattempo Kilbey, dopo il singolo This Asphalt Eden (Parlophone,
1985), aveva lanciato la sua carriera solista con due album che sono
l'uno il complementare dell'altro: Unearthed (Enigma, 1987), una
raccolta di ballate folkrock, e Earthed (Rykodisc, 1988), una
raccolta di brani strumentali. Il miglior brano di Kilbey si trova
comunque sul successivo Slow Crack (Red Eye, 1988) e si intitola
Transaction (quasi altrettanto valide Fireman e Starling Street).
Nel 1990 esce il suo tour de force, Remindlessness (Red Eye), nelle
cui No Such Thing Kilbey dimostra di essere diventato un abilissimo
arrangiatore. Gli faranno seguito Narcosis (1997) e Gilt Trip
(1997).

Willson-Piper (trasferitosi a Stoccolma) risponde con In Reflection
(Chase, 1987), che e` tanto folk quanto quelli di Kilbey sono rock,
e tanto eccentrico quanto spartano. Il successivo Art Attack
(Rykodisc, 1988), sulla stessa falsariga, contiene esperimenti ancor
piu` suggestivi di canzone minimale (come Word, in cui il musicista
pronuncia parole a casaccio per otto minuti su una melodia
ipnotica). She's King e On The Tip Of My Tongue i singoli.

Attraverso gli album Rhyme (Rykodisc, 1989), con Questions Without
Answers e Melancholy Girl, e Spirit Level (Rykodisc, 1992), con
Luscious Ghost e I Can't Cry, il chitarrista tentera` di vendere a
un pubblico piu` ampio il suo concetto di folk/kitsch.

Koppes, infine, aveva cominciato con il singolo When Reason Forbids
(Session, 1987), e nei suoi dischi Manchild & Myth (Rykodisc, 1988)
e From The Well (TV Toons, 1989) riesce a far peggio dei due
compagni arruolandosi nelle legioni del synth-pop. A nome di Well
uscira` Water Rites (Worldwater, 1995), seguito da Love Era / Irony
(1997), il primo arrangiato con tastiere, mandolino, didgeridoo,
flauto, percussioni.

Kilbey vara anche il progetto degli Hex, con Donnette Thayer dei
Game Theory. Hex (First Warning, 1989) e Vast Halos (First Warning,
1990) li presentano alla ricerca di sonorita` preziose alla Hugo
largo, ma con risultati piu` simili ai complessi di serie B del
revival psichedelico (Fire Island e Silvermine le pose piu`
suggestive del primo album).

Nel 1991 Kilbey lancera` anche i Jack Frost (Arista, 1991), con
Grant McLennan dei Go-Betweens, forti di Every Hour God Sends e
Thought That I Was Over You. L'esperimento sara` seguito da Snow Job
(Karmic Hit, 1995), disco piu` di McLennan che di Kilbey (Aviatrix).
Nel 1994 Kilbey sara` anche dietro la sigla Fake. Complessivamente
nella sua multiforme produzione discografica Kilbey si e` rivelato
tanto prolifico quanto mediocre, confermando i limiti ma non i pregi
dei dischi dei Church.

I Church intanto registrano Gold Afternoon Fix (Arista, 1990),
contenente una manciata di singoli: Metropolis, Russian Autumn
Heart, Terra Nova Cain e You're Still Beautiful. Dal punto di vista
strettamente sonoro il loro impasto di chitarre e tastiere ha
raggiuto l'apice formale, e' diventato tanto caratteristico quanto
il sound di Roger Waters (e altrettanto poco creativo).

A Quick Smoke At Spot's (Mushroom, 1991) segna il nadir di questa
fase.

Nel 1992 e` la volta di Priest = Aura (Arista, 1992), con Ripple,
Feel e altre fluttuanti ninnananne "ambientali"; ma la sigla dei
Church viene ormai tenuta in vita artificialmente per scopi
puramente commerciali (e cosi` il loro sound): i quattro vivono e
lavorano in citta` diverse, a progetti diversi, con idee diverse di
cosa sia la musica. Hanno in comune soltanto i diritti d'autore che
frutta loro l'azienda Church.

Dopo il definitivo abbandono di Koppes, ovvero ridotti di fatto al
duo di Willson-Piper (residente a Stoccolma) e Kilbey (residente a
Sydney), esce Sometime Anywhere (Arista, 1994), il disco piu`
complesso della loro carriera. Invece che semplificare lo stile per
renderlo piu` accessibile, come fanno generalmente i gruppi
britannici, i Church lo spingono verso traguardi sempre piu`
ambiziosi. I lunghi ponti strumentali di natura onirica fanno quasi
pensare ai Grateful Dead. L'apparente uniformita` del loro pop
nasconde in realta` una molteplicita` di sorgenti d'ispirazione, dal
flamenco di Loveblind alla world-music dello strumentale Eastern,
dalla disco-music del ballabile Angelica. Qualcosa di magico rimane
pero` sepolto sotto gli arrangiamenti autoindulgenti di Day Of The
Dead, e l'eccessi di produzione rovina decisamente Lost My Touch
(ispirata da Bullet The Blue Sky degli U2) e la lunga My Little
Problem. Il vecchio stile fa capolino soltanto in Business Woman e
Two Places At Once, non a caso i brani piu` commoventi del disco.

Magician Among The Spirits (Deep Karma, 1996), che verra` riedito
con le canzoni di un EP come Magician Among The Spirits And Some
(Thirsty Ear, 1998), corona la rinascita del gruppo. Si tratta di un
disco disperatamente romantico, avvolto in una cappa sonora da sogno
metafisico.
Ad aprire l'album e` un'overture in stile fatalista e gotico,
Welcome, leggera e atmoferica, ritmata e orecchiabile, che da` il
tono al resto del disco con il suo misto di malinconico Chris Isaak,
di profetico Nick Cave e di modernista Inxs. Nick Cave ispira anche
il tono solenne del recitato e gli arrangiamenti da suspense di Why
Don't You Love Me. Piu` che canzoni sono studi psicanalitici.
Comedown e` invece la canzone piu` accessibile da tempo immemore, un
languido ritornello Merseybeat accoppiato a un epico jingle-jangle
chitarristico degno dei Byrds (e che riecheggia Almost With You).
Le chitarre e i sottofondi elettronici compongono un sound quasi
sinfonico, sempre piu` sfumato e sempre piu` onirico, quasi nel
segno dei Pink Floyd, come dimostra Man sull'EP di Comedown.
Questo stile esplode nello strumentale Grandiose, annegato in volute
di mellotron alla King Crimson e in assordanti assoli chitarristici
da gruppo di heavy-metal, sovrastato da un gorgheggio onirico alla A
Saucerful Of Secrets dei Pink Floyd, e ogni tanto sfregiato dalla
romanza tzigana di un violino.
Il clima si fa infernale con It Could Be Anyone, sospesa sullo
strimpellio minimalista di una sezione d'archi alla Michael Nyman,
cantata in maniera malvagia su una cadenza da cerimoniale occulto,
sventrata da un crescendo apocalittico. Piu` che canzoni sono incubi
allucinogeni.
Verso la fine il disco cambia completamente fisionomia. I Church si
lasciano andare a sensazioni quiete e suadenti, con un sound al
confine con la musica new age e il soft jazz. Romany Caravan e` un
pezzo strumentale dall'andamento esotico, sul quale brillano timbri
colorati degli strumenti e contrappunti quasi classicheggianti degli
strumenti a corda e del clavicembalo. After Image e` una delicata
sonata per pianoforte e gorgheggio libero.
Su tutto troneggia la ballata acustica di Magician Among The
Spirits, che si protrae per ben quattordici minuti. Il canto rasenta
il Jim Morrison di Riders On The Storm e gli accordi spaziali di
Chris Isaak. Piu` che una canzone e` un affresco astratto, e il suo
flusso di coscienza e` accompagnato da rumori e accordi sgretolati.
Forse nessuno ha mai trasformato il pop chitarristico in un'arte
sperimentale come hanno fatto loro. Con il passare degli anni sono
diventati dei veri virtuosi dell'orchestrazione, della dinamica,
della narrazione, del canto.

Preceduto dal singolo White Star Line, esce poi Hologram Of Baal
(Thirsty Ear, 1998), che vede il rientro di Koppes e l'inserimento
del batterista Tim Powles. Il ritorno al formato del complesso rock
non giova pero` a Kilbey e Wilson-Piper, che regrediscono al sound
classico dei Church. Il singolo Louisiana e The Great Machine
sembrano uscire dagli album di dieci anni prima
Anaesthesia
Ricochet
No Certainty Attached
Tranquility
Buffalo
This is It
Another Earth
Glow Worm L'album comprende un bonus disc di 79 minuti, Bastard
Universe, all'insegna di un rock piu` amatoriale che ambientale
(come sarebbe nelle intenzioni).

A Box Of Birds (Thirsty Ear, 1999) raccoglie cover registrate in una
casa di campagna in Svezia.

Il canzoniere dei Church e` gia` uno dei piu` ricchi della musica
pop di tutti i tempi. La loro parabola assomiglia a quella dei primi
e massimi teorici della musica melodica per complesso rock, i Beach
Boys: partiti con una formula di ritornelli immediati, hanno via via
spostato il baricentro verso la costruzione armonica, pervenendo a
un formato sperimentale che e` un'arte a parte.






Lun 7 Lu 2003 1:57 pm

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