"The slow crack" è uno dei miei dischi preferiti di Steve Kilbey,che mi
piace molto di più del suo decantato capolavoro "Remindlessness", troppo
elettronico e noioso per i miei gusti.
Tim Powles ha iniziato a "sporcare" il suono dei Church a partire da Hologram
of Baal e ha frenato un pò solo in AENT che non a caso è il loro miglior
album da molto tempo a questa parte.
A volte l'effetto è piacevole, a volte stucchevole.
Chiedo ancora una volta se qualcuno di voi ha JAMMED e BESIDE YOURSELF
che non si trovano più,per scambiare.
Fatevi vivi,grazie.
Fabio.
Da: corrado.di.tillio@...
Data: Dec 2, 2004 3:44:53 PM
A: nightfriends@yahoogroups.com
Ogg: [nightfriends] alcuni commenti su ultimi acquisti karmic hit
Amiche e amici,
alcuni commenti sui miei ultimi acquisti Karmic Hit:
- ieri ho ascoltato per ben due volte The slow crack...ed ho avuto
modo di riascoltare una piccola gemma come 'Starling St.'...della
cui esistenza mi ero dimenticato...grande disco. Bello anche il
booklet con i commenti di SK, pezzo per pezzo. Tra parentesi, il
disco contiene anche i pezzi del singolo The Asphalt Eden
- ho ascoltato anche il progetto Isidore...mi e' piaciuto il suono,
molto acustico...a volte mi chiedo quale sarebbe il suono dei Church
senza Tim Powles.
- non mi ha invece colpito l'LP Introversion dei Bhagavad Guitars,
dei quali avevo apprezzato il pezzo in Preview & Rarities
Ciao
Corrado
<moderatore>
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