Ciao amici di Nightfriends.
Come accennato da Agostino,nel numero di luglio su Mucchio Selvaggio c'era una recnsione su "El Momento Descuidado" fatta da Gianluca Testani.
Ve la riporto integralmente:
"A venticinque anni esatti dalla loro prima apparizione in pubblico, i Church si voltano alle spalle.
C'è un tempo per il presente e un tempo per la memoria, si dice, e per il quartetto di Sydney questo è proprio il momento di rivolgersi al passato.
El Momento Descuidado è un album di nuove registrazioni effettuate in un solo week-end, ma per due terzi è composto da vecchi brani risuonati (cinque i nuovi, tutti pregevoli). Non si tratta, tuttavia, di uno sterile best of, giacchè il lavoro è organico e ha una sua precisa identità ravvisabile nelle mezze tinte di atmosfere raccolte e rigorosamente unplugged, dominate da chitarre, pianoforte e spazzole, e dalla imperscrutabile voce di Steve Kilbey. Accanto al leader di sempre, si raccoglie la formazione ormai assestatasi negli ultimi anni con gli originali Peter Koppes e Marty Willson-Piper, oltre al batterista Tim Powles (il terzo o il quarto ad aver militato nelle fila del gruppo).Sarà pure roba per nostalgici - in realtà non lo è, e siamo convinti che tanta classe e tanta eleganza restino un miraggio per buona pate dei gruppi pop dell'ultima generazione - ma è un piacere assoluto, non esclusivamente legato ai ricordi, sentir scorrere le melodie oceaniche di The Unguardent Moment, Almost With You e Metropolis, tra i picchi creativi raggiunti da Kilbey nella sua lunga carriera (arricchita, come saprete, da una decina di dischi solistici e con i Jack Frost, progetto diviso nei ' 90 con Grant McLennan dei Go-Betweens).
Le canzoni sono porte con una grazia eccelsa e una maturità espressiva che lascia incantati: dissanguate e private dunque di certi enfatici orpelli che ne avevano in qualche caso appesantito le versioni originali, così ci sembrano ancora più pure, e più belle.
Sappiamo bene che, a questo punto, tutti si staranno chiedendo se c' è e com' è Under The Milky Way: c'è ed è un intarsio fatato di chitarra acustica, mandolino,percussioni, armonica e pianoforte. Resta una delle più struggenti canzoni degli anni ' 80 anche in questa nuova veste, a beneficio di chi non l'aveva mai conosciuta per limiti di età."
Sono d'accordo su tutto, sono le stesse sensazioni che ho avuto io fin dal primo ascolto.
E' un disco stupendo e assieme ad After Everything Now This rappresenta il meglio dell'ultima produzione della band.
Fatemi sapere come la pensate.
Fabio il lucano.