Ciao Fabio,
mi pare che sostanzialmente la pensiamo in modo molto simile su
questo disco.
Credo che ci sia anche da dire che su questo disco, come mai in
precedenza, c'è un contributo quasi strutturale della batteria (+
non meglio identificate percussioni) davvero notevole, basta pensare
agli interminabili raccordi ritmici che conducono ai ritornelli di
Sads, o al meraviglioso tappeto dall'aria un po' etnica di Romany
Caravan...
secondo me in parte l'atmosfera così unica ed irripetibile di
quell'album è riconducibile anche allo straordinario lavoro di Tim
Powles.
Ma come ho scritto, forse è anche la sua particolare collocazione
temporale che rende questo disco così affascinante.. dopo un periodo
di successo e dopo un innegabile calo dell'attenzione dei media.. un
capolavoro intimo e misterioso, unico, anche se le influenze sulla
produzione sucessiva sono evidenti.
E' uno di quei dischi che non si ascoltano mai abbastanza.
Ciao !
Andrea
--- In nightfriends@yahoogroups.com, "Fabio" <fabiofogerty@...> ha
scritto:
>
> Uhhhhh, che bello tornare a parlare dei lavori dei Church!
> In particolare non potevo lasciarmi scappare l'occasione di
commentare assieme a te e a chi ne avrà voglia e tempo, un disco
come Magician Among the Spirits...E vedrai quanto siamo spaccati
anche noi di questa mailing list su questo argomento!!
> Difficile che questo lavoro possa mettere tutti d'accordo: per
alcuni è un capolavoro assoluto, per altri un completo salto nel
buio.
> Io parto dal presupposto che un gruppo più onesto di questo, nel
bene e nel male, non esiste.
> Hanno sempre cercato di andare oltre, di rischiare.
> Dopo "Gold afternoon fix" (che Kilbey ricorda con terrore perchè
stressato dalla Arista che volesse facesse pezzi sulla scia
di "Under the milky way") pur rimettendosi in gioco e perdendo
tutto, hanno dato prova di carattere facendo quello che davvero
sentivano.
> E in questo senso, pur con due-tre pezzi non all'altezza, Sometime
Anywhere è stato un disco volutamente di rottura ed arrivato, non
scordiamolo, nel periodo di più grande crisi dopo l'addio di Koppes
e subito dopo il quale la stessa Arista stessa li mollò.
> Promuovevano l'album Steve e Marty in acustico, girando per l'
Europa come sconosciuti qualunque.
> A quel punto chiunque avrebbe mollato oppure avrebbe fatto
qualcosa di "laccato" per ritrovare il mercato.
> Loro invece tirano fuori l'etereo e psichedelico "Magician",
assolutamente un gioiello di classe cristallina.
> "It could be anyone" è il delirio, "Magician"
l'allucinazione, "Romany caravan" un gioiello autentico, "Welcome" è
la genialità.
> Qualche pezzo così-così c'è, come "Ladyboy" o la
rumorosa "Grandiose", ma nulla tolgono alla levatura del disco.
> Uno dei miei preferiti in senso assoluto.
> Bello quello che dici in seguito: quando sono riusciti a cucire in
rock l'ambient di Magician con la freschezza pop di Starfish son
venute fuori cose esaltanti come "After everything"
e "Uninvited"...Meno felice è stato ad esempio il
pasticciato "Forget yourself".
> I Church sono anche per questo motivo che io definisco
di "integerrima etica musicale" uno dei gruppi migliori che siano
mai esistiti.
> In barba alle mode, ai discografici e anche ai soldi.....
>
>
> ----- Original Message -----
> From: ilprimolibero2001
> To: nightfriends@yahoogroups.com
> Sent: Tuesday, February 13, 2007 8:24 PM
> Subject: [nightfriends] Ma parliamo un po' di Magician
>
>
> Che ne dite ?
>
> A distanza di anni rimane secondo me il disco più enigmatico e
> misterioso dei nostri.
> Sometime anywhere, a risentirlo dopo anni di distanza, sembra
quasi
> una prova generale del suo successore, una sorta di test sulla
via
> dello stranimento..
> Poi forse, da Hologram in poi, le due anime della band (per
capirci
> quella ariosa dell'era Heyday - Priest=Aura + o - e quella
> più 'sperimentale di SA e MATS) hanno iniziato a convivere, ed
in
> ogni disco si sono guardate con rispetto, raggiungendo in alcuni
> momenti una fusione di straordinaria perfezione e bellezza;
penso
> sopratutto a After everything o diverse cose dall'ultimo
Uninvited...
>
> Ma tornando a Magician, mi vengono in mente alcune
considerazioni,
> forse ovvie ...
>
> a 15 anni dall'esordio, quando è lecito immaginare un gruppo
nella
> sua fase calante, viene fuori questo album che non solo è un
> capolavoro (perchè per me lo è !) ma è un album che denota una
forza
> di carattere ed una personalità veramente incredibili, proprio
> perchè rimette in discussione un assetto compositivo
abbondantemene
> collaudato e funzionante. Eppure suona incredibilmente coerente,
non
> lascia spazio a dubbi.
>
> In virtù di questo, stranamente, i Church possono essere
considerati
> un gruppo atipico, almeno nel campo del rock.. un gruppo dalla
> parabola inversa, come ricordo di aver letto da qualche parte.
>
> Stranamente, o forse no, è il disco che più di ogni altro spacca
> letteralmente in due tutta la 'tifoseria'.. ricordo di aver
avuto
> quest'impressione anche leggendo qualche commento sul tema su
> Hotelwomb.. certo, a pensarci bene, può essere abbastanza
> comprensibile che chi ama.. non so.. almost with you, trovi
orrenda
> It could be anyone.. ma c'è da considerare che non tutti hanno
il
> coraggio di assumersi il rischio di perdere dei fans.. non
tutti !
> Anzi forse solo i più grandi.
>
> E con rinnovata ed abituale eleganza, ecco una serie di melodie
> perfette..malinconiche, solitarie e coloratissime, uscite dal
> cilindro.. una magia, uno scatto bruciante di classe
cristallina..
>
> Solo per chi se l'è meritato !
> Che ne pensate di questo disco ? Come lo collocate ?
>