--- In noallapornodipendenza@yahoogroups.com, "valestarplace
<Vale@s...>" <vale@s...> ha scritto:
> Salve.
> Marco mi ha invitato a leggere questo forum, e a intervenire , se
> voglio.
> Accolgo l'invito ed eccomi qui.
>
> Devo dire che fino ad oggi avevo creduto poco a chi parla di
internet
> addiction.
> Sono io stessa una "patita" di internet, ma sono allo stesso modo
> patita di libri e giornali.
> Insomma :ci sono un mucchio di cose che mi mancherebbero fino alle
> lacrime se naufragassi su un'isola deserta!!
>
> Non mi e' pero' mai capitato di esagerare, fino al punto di perdere
> contatto con la Real Life.
>
> Quello che mi sembra di aver capito , dalle vostre mail, e' che il
> disagio si manifesta da questo: uno stacco netto , tra la voglia di
> stare in internet , e le esigenze della real life.
>
> Ma non e' che il motivo base e' che la Real life non vi da emozioni?
>
>
> Vale
Grazie, Vale per le tue parole sincere. Tu sei l'unica non dipendente
che potrai contimuare a scrivere.
Vale è il moderatore di un gruppo che si chiama "Discussioni sulla
sessualità" nato nel 2001, con 97 iscritti
http://groups.yahoo.com/group/discussionisessualita/
dove io ho promosso il nostro gruppo, inoltre ha creato un sito
importante ed articolato: "Discussioni sulla sessualità - le FAQ
raccolte da Vale in questi anni di discussioni sulla sessualità",
eppure con molta sincerità ci dice che non sapeva quasi nulla della
dipendenza da pornografia.
Parlare in Italia della nostra dipendenza è come parlare della peste
al tempo dei Promessi sposi o parlare della sars in Cina 3 mesi fa:
non si sa che cosa è, come intervenire, la gente si spaventerebbe, e
quindi si fa come se non esista. E la gente continua a morire.
Questo gruppo mi appassiona, mi affascina e dal primo giorno (credo 8
o 9 giorni fa) io continuo ad essere sobrio, sto nella "nuvola rosa",
come dice nel suo libro Deirdre Boyd.
Ora, una cosa che credo sia molto importante da capire è che cosa
succede nella nostra mente per cui un attimo prima eravamo sobri ed
un attimo dopo preda della dipendenza. Cioè, quali sono le dinamiche,
le sfumature psicologiche per cui non vogliamo farlo, sappiamo che ci
farà del male, che saremo prostrati, che non ci porterà a nulla, che
immediatamente dopo esserci masturbati la nostra nemica ci apparirà
ridicola, che è una stronzata farlo (delle volte la parola volgare è
molto efficace e sintetica) EPPURE LO FACCIAMO. Cioè, che cosa
succede nella mia mente per cui un attimo prima sono alla luce ed un
attimo dopo sono al buio. Cioè, io mi dico che sono felice di essere
sobrio, mi congratulo con me, forse sto cominciando ad essere libero,
non lo devo mai più fare, nemmeno per un momento....e mentre me lo
dico lo faccio. Lo faccio, ma di nascosto da me stesso, con molta
nonchalance. Come quando da piccoli rubavamo le piccole cose al
supermercato: prendevamo la cosa, la esaminavamo, la guardavamo con
un certo distacco e poi -con molta naturalezza- ce la mettevamo in
tasca, e non scappavamo subito, ma continuavamo a girare per i banchi
con molta naturalezza.
E poi c'è il problema basilare che ha posto Guido
"Però, nel momento in cui sono sobrio, non so nulla della mia
dipendenza esattamente come quando sono ubriaco.
Non devo aprire quel sito. No, nemmeno 10 secondi per vedere
l'effetto che fa e provare il controllo che ho su me stesso. Perché
seguirebbero ore di navigazione compulsiva. Non devo entrare in
quella chat, nemmeno per vedere se ci sono i vecchi nick «sani» con
cui non ho mai fatto cysex. Perché poi non sarei capace di uscirne
prima di...
Tutta una serie di «no», che mi mantengono sobrio e mi permettono
di camminare sulla strada che la mia razionalità mi ha permesso di
individuare. Ma quando verrà un «sì»? Quando potrò capire il, o i,
perché?"
QUANDO POTRO' CAPIRE IL, O I, PERCHE'?
Credo che questo sia quello che dobbiamo cercare insieme.
Marco