Dedicato alla causa dei poveri diseredati che hanno deciso di opporsi al lavaggio del cervello di Silvio Berlusconi. 451° Fahrenheit docent. Meditate, gente, meditate.
Siamo nati il 18/10/2000. Non siamo un Partito, non siamo un Movimento e nemmeno un gruppo d'ascolto. Ma negli anni siamo anche stati protagonisti di memorabili battaglie, dai tentativi di unire capre e cavoli a sinistra, nel nome resistente della Resistenza al Merda, fino allo sciopero telematico contro il Ministero di Grazia e Giustizia del novembre 2002, nel decennale di Tangentopoli.
Non tapperanno la bocca alle nostre iniziative, e non è retorica: siamo tanti, non possono eliminarci tutti. Non ancora, almeno. Quando fu creata questa comunità, dicemmo che ciascun Paese ha il governo che si merita, e che l'Italia merita Berlusconi. Adesso la parola d'ordine è: resistere un minuto più del padrone. Resistere, resistere, resistere. La Resistenza è appena iniziata.
Bisogna prestare attenzione alla sostanza, d'accordo. La sostanza, per esempio, è che Zapatero ha detto che se viene eletto, vanno fuori dai coglioni dall'Iraq. Nessuno ha pensato di guadagnarci, ad accusarlo di non essere affidabile in quanto non ha rispettato gli accordi del governo Aznar. Il governo Prodi, invece, ha deciso di rispettare gli accordi di Berlusconi circa l'ampliamento della presenza militare yankee a Vicenza. Non ha condannato il bombardamento di Jugoslavia, Iraq, Afghanistan. Sarebbe stata ragione sufficiente affinché PRC, PdCI e Verdi (e magari parte dei DS) uscissero dal governo e perciò facessero tornare al potere Berlusconi: tanto è uguale. Hai voglia poi a dire che è colpa della cosiddetta "sinistra radicale": non siamo nel 1998. Il PD giustamente ci tiene ad essere di "centro", se questi son della "sinistra radicale", chi è di sinistra? Il centrosinistra, che temeva la sinistra, è caduto sulle mogli di Dini e Mastella. Ossia: non è caduto su Kabul, ma su Ceppaloni.
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