Il noto giornalista e presentatore televisivo Bruno Vespa dovrà pagare una multa
per diffamazione perché la Corte di Cassazione ha confermato una condanna nei
suoi confronti per "non avere impedito" nel corso di una puntata di "porta a
porta" dedicata all'omicidio di Alberica Filo della Torre, che andasse in onda
un servizio in cui "la morte della nobildonna era stata gratuitamente accostata
ad una serie di ipotesi oggettivamente diffamatorie, in un contesto oscuro e
inquietante di servizi segreti con conseguenziale pregiudizio per l'onore e la
reputazione dei familiari". La decisione è della V Sezione penale (sentenza
45051/2009), che ha confermato una condanna a 1000 euro di multa oltre il
risarimento del danno per i familiari. Nella parte motiva della sentenza la
Corte critica quel "singolare fenomeno mediatico che tende a offrire una realta'
immaginifica o virtuale, capace, non di meno, per forza di persuasione, di
sovrapporsi, ove acriticamente
recepita dagli utenti, a quella sostanziale o, quanto meno, a collocarsi in un
ambito in cui i confini tra immaginario e reale diventano sempre piu' labili e
non facilmente distinguibili". La Corte annota che "secondo un fatto di costume
oggi invalso e comunemente accettato" è "consentito pure rivisitare nei talk
show televisivi gravi fatti delittuosi oggetto di indagini e persino di
processo, nella ricerca di una verita' mediatica in parallelo a quella
sostanziale o a quella processuale". Queste iniziative "riscuotono a quanto pare
apprezzabili indici di gradimento nell'utenza" ma si inseriscono "in un
singolare fenomeno mediatico che tende a offrire una realta' virtuale". Secondo
gli Ermellini "non e' consentito neppure in chiave retrospettiva riferire di
ipotesi investigative o di meri sospetti degli inquirenti (veri o presunti che
siano) senza precisare, al tempo stesso, che quelle ipotesi o sospetti sono
rimasti privi di riscontro". La Corte
sottolinea che "le ipotesi degli investigatori che non abbiano trovato conforto
nelle indagini sono il nulla assoluto".
Hytok ha scritto:
> Fra bi e deca... fuor di celia, io credo che l'obiettivo primario di Rizzo
> e chiunque fondi un partito di sinistra-sinistra, debba essere quello di
> riagglomerare i pezzettini.
>
Cosa che non può fare ne Rizzo ne nessun altro con un passato da
dirigente trombato in qualcuno dei partiti.
Secondo me sarebbe l'ora di finirla con questi personaggi che pensano di
essere uomini per tutte le stagioni, ogni tanto bisogna saper prendere
atto della propria sconfitta e sparire.
Altro discorso la mancanza di un PCI, inteso come nuovo soggetto
unitario di sinistra ispirato a quello che era il vecchio monolite. E'
vero manca, ma o parte da qualcuno estraneo a tutto e quindi senza
secondi fini e sopratutto senza posizioni da perdente. Oppure se deve
essere un nome nuovo per vecchi volti deve nascere dalla volontà di
tutte le sigle esistenti che si riconoscono in quel progetto.
Io dico che sarebbe bella la prima ipotesi, ma realisticamente ha più
probabilità la seconda specie adesso che un po' di prime donne sono
sparite dalla circolazione.
"italoarc" <italoar@...> sotto stretta sorveglianza ha scritto:
>
>Di certo non Rizzo. Ma che la nascita del suo partito sia strumentale lo
>considero secondario, non si basavano su questo le mie considerazioni.
>Mi dispiace se ho dato l'idea di essere un attivista del suo partito.
Assolutamente no, ci mancherebbe, siamo qui per dibattere.
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
--
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La penso allo stesso modo e in parte l'ho premesso, ma ciò non
è sufficiente a spiegare il proliferare di questi partiti.
Ripeto che non ha alcuna simpatia politica per Marco Rizzo,
ma ne ho per il Pci e l'articolo metteva in cattiva luce anche
la scissione di Livorno.
Perché il Pd anziché osservare in superficie e applicare etichette
non si interroga a fondo su questi strati di società che non è in
grado di rappresentare, considerandoli quasi con fastidio?
Io non credo che per avere qualche ragione sia necessario stare
sempre dalla parte della maggioranza o dei colti, in questo caso
dell'opposizione di maggioranza.
Che il Pd non sia un partito di popolo, inteso
come partito della povera gente, credo sia un dato fatto.
Ma a queste persone chi lo offre un canale politico con le istituzioni?
Di certo non Rizzo. Ma che la nascita del suo partito sia strumentale lo
considero secondario, non si basavano su questo le mie considerazioni.
Mi dispiace se ho dato l'idea di essere un attivista del suo partito.
Ciao
Italo
--- In noberluska@yahoogroups.com, "Hytok" <elfi@...> ha scritto:
>
> "italoarc" <italoar@...> sotto stretta sorveglianza ha scritto:
> >
> >Non ho mai provato particolare simpatia per Marco Rizzo,
> >ma - per quanto possa essere a fini personalisti - la
> >sua idea di fondare un partito che, almeno a parole, cerchi di
> >recuperare la vocazione popolare del Pci trova fondamento
> >da una domanda reale, presente all'interno della società.
> >Non ho intenzione di iscrivermi, né di perorarne la causa,
> >ma rientro tra quelli che al momento non si sentono rappresentati
> >dalle proposte politiche dei due principali partiti.
> >Perché tutti dovremmo volere il bipartitismo?
>
> Fra bi e deca... fuor di celia, io credo che l'obiettivo primario di Rizzo
> e chiunque fondi un partito di sinistra-sinistra, debba essere quello di
> riagglomerare i pezzettini.
> --
> Jolan Tru
> Filippo "Hytok" Simone
> http://perestroika.iobloggo.com/
>
"italoarc" <italoar@...> sotto stretta sorveglianza ha scritto:
>
>Non ho mai provato particolare simpatia per Marco Rizzo,
>ma - per quanto possa essere a fini personalisti - la
>sua idea di fondare un partito che, almeno a parole, cerchi di
>recuperare la vocazione popolare del Pci trova fondamento
>da una domanda reale, presente all'interno della società.
>Non ho intenzione di iscrivermi, né di perorarne la causa,
>ma rientro tra quelli che al momento non si sentono rappresentati
>dalle proposte politiche dei due principali partiti.
>Perché tutti dovremmo volere il bipartitismo?
Fra bi e deca... fuor di celia, io credo che l'obiettivo primario di Rizzo
e chiunque fondi un partito di sinistra-sinistra, debba essere quello di
riagglomerare i pezzettini.
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
Non ho mai provato particolare simpatia per Marco Rizzo,
ma - per quanto possa essere a fini personalisti - la
sua idea di fondare un partito che, almeno a parole, cerchi di
recuperare la vocazione popolare del Pci trova fondamento
da una domanda reale, presente all'interno della società.
Non ho intenzione di iscrivermi, né di perorarne la causa,
ma rientro tra quelli che al momento non si sentono rappresentati
dalle proposte politiche dei due principali partiti.
Perché tutti dovremmo volere il bipartitismo?
--- In noberluska@yahoogroups.com, "Hytok" <elfi@...> ha scritto:
>
> http://moscalnaso.blogspot.com/2009/10/marco-rizzo.html
>
> Marco Rizzo
> Io ricordo quando da bambini si giocava a pallone. Il pallone era sempre di
> uno di noi, ovviamente. E succedeva che quando il padrone del pallone non
> era d'accordo con gli altri, si prendeva il pallone e se ne andava a casa.
> Troppo bello sarebbe stato trovare un padrone del pallone che dicesse: "Non
> sono d'accordo con voi ma giochiamo lo stesso, tutti quanti insieme, con il
> mio pallone". Non succedeva mai.
> E non succede mai neppure adesso. Tra gli italiani vince la forza
> centrifuga. La forsa centripeta non sanno nemmeno che cosa sia. Soprattutto
> quelli di sinistra. Una volta c'era un solo partito. Poi a Livorno
> diventarono due. Poi uno di quei due si scisse ancora. Poi una scissione
> via l'altra. Oggi, a sinistra del Pd ci sono cinque partiti comunisti. Anzi
> sei, visto che la scorsa settimana è partito anche il partito di Marco
> Rizzo, Comunisti – Sinistra popolare. Nessuno riesce a capire quale sia la
> differenza ideologica fra un micro partito comunista e l'altro. Anzi
> nessuno se lo chiede visto che sono destinati alla marginalizzazione. Ma
> tutti si chiedono perché. Malattia degli estremisti? Non si direbbe. Lo
> stesso giorno in cui Pierluigi Bersani ha vinto le primarie del Pd
> superando di molto la candidatura di Franceschini, è partita la scissione
> centrista. Per Francesco Rutelli è insopportabile l'idea di stare in un
> partito guidato da un dalemiano. E se ne va in cerca di Casini. Ma non
> volevamo il bipartitismo?
>
> -Sabelli Fioretti-
> --
> Jolan Tru
> Filippo "Hytok" Simone
> http://perestroika.iobloggo.com/
>
http://moscalnaso.blogspot.com/2009/10/marco-rizzo.html
Marco Rizzo
Io ricordo quando da bambini si giocava a pallone. Il pallone era sempre di
uno di noi, ovviamente. E succedeva che quando il padrone del pallone non
era d’accordo con gli altri, si prendeva il pallone e se ne andava a casa.
Troppo bello sarebbe stato trovare un padrone del pallone che dicesse: “Non
sono d’accordo con voi ma giochiamo lo stesso, tutti quanti insieme, con il
mio pallone”. Non succedeva mai.
E non succede mai neppure adesso. Tra gli italiani vince la forza
centrifuga. La forsa centripeta non sanno nemmeno che cosa sia. Soprattutto
quelli di sinistra. Una volta c’era un solo partito. Poi a Livorno
diventarono due. Poi uno di quei due si scisse ancora. Poi una scissione
via l’altra. Oggi, a sinistra del Pd ci sono cinque partiti comunisti. Anzi
sei, visto che la scorsa settimana è partito anche il partito di Marco
Rizzo, Comunisti – Sinistra popolare. Nessuno riesce a capire quale sia la
differenza ideologica fra un micro partito comunista e l’altro. Anzi
nessuno se lo chiede visto che sono destinati alla marginalizzazione. Ma
tutti si chiedono perché. Malattia degli estremisti? Non si direbbe. Lo
stesso giorno in cui Pierluigi Bersani ha vinto le primarie del Pd
superando di molto la candidatura di Franceschini, è partita la scissione
centrista. Per Francesco Rutelli è insopportabile l’idea di stare in un
partito guidato da un dalemiano. E se ne va in cerca di Casini. Ma non
volevamo il bipartitismo?
-Sabelli Fioretti-
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
Come M'arrazzo a farsi fare i
pompini nel condominio delle Brigate Rosse? Ma
per favore...
Feed: Unità Posted on: Saturday, November 14,
2009 5:12 PM Author: l'Unità Subject: Via Poma, nel condominio
di Simonetta muore suicida un avvocato
Un
colpo d'arma da fuoco alla tempia, in un appartamento in via Poma, proprio
nello stesso condominio in cui diciannove anni fa fu ritrovato il corpo senza
vita di Simonetta Cesaroni. Si sarebbe tolto la vita in questo modo Massimo
Buffoni, avvocato, noto penalista. A ritrovare il suo corpo, i suoceri che
hanno chiamato i Vigili del fofo. Sul luogo è presente anche la polizia
scientifica per effettuare tutti i rilievi del caso.
From: crj-mailinglist@yahoogroups.com
[mailto:crj-mailinglist@yahoogroups.com] On
Behalf Of Coord. Naz. per la Jugoslavia Sent: Saturday, November 14, 2009
5:15 PM To: jugoinfo@yahoogroups.com;
crj-mailinglist@yahoogroups.com Cc: aa-info@yahoogroups.com Subject: [JUGOINFO] Il Muro di
Berlino spostato sui confini della Russia
Il Muro di Berlino spostato sui confini della Russia
1) 1989-2009: Il Muro di Berlino si sposta sui confini della
Russia
di Rick Rozoff
2) NIJEMACIMA BILO BOLJE U DDR-U I KOMUNIZMU / Nostalgia o senso
della realtà? Un sondaggio tedesco rivela che la maggioranza dei tedeschi
dell´Est rimpiange le conquiste socialiste...
3) Nell'Europa dell'est cresce la nostalgia del comunismo
Vedianche / see also:
Berlin Wall: From Europe Whole And Free To New World Order
Rick Rozoff - Stop NATO - November 9, 2009
(Una analisi della situazione venti anni dopo lo... spostamento del
Muro di Berlino verso il confine russo; articolo segnalato dal Coordinamento
Nazionale per la Jugoslavia - onlus)
Traduzione di Curzio
Bettio di Soccorso Popolare di Padova
Stop NATO - 7 novembre 2009
Il 9 novembre segnerà il ventesimo anniversario della decisione da parte del
governo della Repubblica Democratica di Germania di aprire valichi di passaggio
nel muro che separava i settori orientali ed occidentali di Berlino.
Dal 1961 al 1989 il muro aveva costituito una linea di divisione nella -, un
simbolo di -, e un metonimo per -, Guerra Fredda.
Una generazione successiva a questi eventi si incontrerà a Berlino per
commemorare la "caduta del Muro di Berlino", l´ultima vittoria che l´Occidente
può rivendicare negli ultimi due decenni.
Impantanati nella guerra in
Afghanistan, nell´occupazione dell´Iraq e nella peggior crisi finanziaria dal
tempo della Grande Depressione degli anni Trenta del secolo scorso, gli Stati
Uniti, la Germania e l´Occidente nel suo complesso sono ansiosi di gettare un
tenero sguardo all´indietro verso quello che è apparso come il loro più grande
trionfo, il collasso del blocco socialista nell´Est Europeo seguito a ruota
stretta dalla dissoluzione dell´Unione Sovietica.
Tutti gli attori di questo dramma - Ronald Reagan, Mikhail Gorbachev,
George H. W. Bush (N.d.tr.: Bush padre!),
Vaclav Havel, Lech Walesa - e gli eventi che hanno condotto a questo, saranno
con riverenza elogiati e considerati degni di celebrità.
Gorbachev assisterà (forse con qualche imbarazzo?) alla festa di anniversario
alla Porta di Brandenburgo e le pagine di editoriali di tutto il mondo,
dense di deferenza, ripeteranno la litania di banalità, di cose pietose, di
elogi auto-gratificanti e di grandiose rivendicazioni, come ci si deve
aspettare per l´occasione.
Quelli che non verranno riportati sono i commenti come quello pronunciato il 6
novembre da Mikhail Margelov, Presidente della Commissione per gli Affari
Esteri della Camera Alta del Parlamento Russo, il Consiglio della Federazione.
Vale a dire, che "il Muro di Berlino è stato sostituito da un cordone sanitario
di nazioni ex-Sovietiche, dal Mar Baltico al Mar nero." [1]
Con l´unificazione, prima di
Berlino e poi dell´intera Germania, l´Unione Sovietica e il suo Presidente
Mikhail Gorbachev avevano ricevuto assicurazioni che l´Organizzazione del
Trattato Nord-Atlantico (NATO) non si sarebbe allargata verso est, verso i
confini dell´URSS.
Gorbachev ribadisce che nel
1990 l´allora Segretario di Stato James Baker gli aveva dichiarato: "Guarda, se
tu ritiri le tue truppe e consenti l´ingresso della Germania nella NATO,
la NATO non si espanderà di un pollice verso est." [2]
Non solo l´ex Germania Est veniva assorbita dalla NATO, ma negli ultimi dieci
anni anche altri alleati del Patto di Varsavia entravano come membri di diritto
del blocco NATO - Bulgaria, la Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e
Slovacchia.
La Russia è stata attaccata dall´Occidente per due volte, dai più imponenti
eserciti di invasione mai assemblati nel continente Europeo e a un tempo nel
mondo (nonostante le valutazioni iperboliche di Erodoto relative all´armata di
Serse), quello di Napoleone Bonaparte nel 1812 e di Adolf Hitler nel
1941. Il primo esercito consisteva di 700.000 uomini e il secondo di 5 milioni.
Le preoccupazioni di Mosca per l´accerchiamento invasivo militare a cui è sottoposta
e il suo desiderio di assicurarsi almeno delle zone neutre tampone attorno ai
suoi confini occidentali sono invariabilmente dipinte negli Stati Uniti e nelle
capitali Occidentali alleate degli USA come una qualche combinazione di
paranoia Russa e di trama per far rivivere l´"Impero Sovietico".
Quello che i luminari
auto-incensanti di geopolitiche Occidentali pensano sul concetto di neutralità
verrà considerato più avanti.
Con l´espansione del blocco militare, dominato dagli USA, nell´Europa Orientale
nel 1999 e nel 2004, in quest´ultimo caso non solo i restanti stati
non-Sovietici dell´ex Patto di Varsavia ma tre delle repubbliche ex-Sovietiche
sono divenute membri effettivi della NATO, attualmente esistono cinque nazioni
NATO che confinano con la Russia. Tre direttamente adiacenti alla sua
terraferma - Estonia, Lettonia e Norvegia - e due più contigue all´exclave di
Kaliningrad, la Lituania e la Polonia.
La Finlandia, la Georgia,
l´Ucraina e l´Azerbaijan si stanno preparando a seguirne l´esempio e così si
completerà l´accerchiamento dal Golfo di Barents al Baltico, dal Mar Nero al
Mar Caspio.
La lunghezza del Muro di Berlino che separava la Berlino Ovest dalla Repubblica
Democratica Tedesca era di 96 miglia. Il cordone militare NATO dalla Norvegia
nord-orientale all´Azerbaijan settentrionale andrebbe ad estendersi oltre le
3.000 miglia (più di 4.800 chilometri).
Di recente, un notiziario Russo commentava così la spesa di 110 milioni di
dollari da parte degli USA per migliorare due delle sette nuove basi militari
che il Pentagono ha acquisito sul Mar Nero di fronte alla Russia : "Le
installazioni in Romania e in Bulgaria sono in linea con il programma di
rilocazione delle truppe Americane in Europa annunciato nel 2004 dall´allora
Presidente George Bush. Il principale obiettivo è la dislocazione il più vicino
possibile ai confini della Russia." [3]
Il muro che sta per essere eretto e allacciato attorno a tutta la Russia
Europea non è una ridotta difensiva, una barriera di protezione. Si tratta di una
falange di basi e di strutture militari in avanzamento senza tregua.
Il mese scorso, il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen era in
Lituania per ispezionare la Base Aerea Siauliai, dalla quale gli aerei da
guerra della NATO hanno condotto ininterrottamente pattugliamenti sopra il Mar
Baltico per più di cinque anni, navigando sopra le coste della Russia, a tre
minuti di volo da St. Pietroburgo.
In questa occasione, la nuova Presidente della Lituania Dalia Grybauskaite ha
dichiarato: "Noi abbiamo ricevuto assicurazioni che la NATO è tuttora
interessata ad impegnarsi nella difesa della regione Baltica... Sono
contenta di vedere qui, in Lituania, il Segretario Generale della NATO,
nell´unica, ma molto importante base aerea della NATO presente negli stati
Baltici. Questo è uno dei punti cruciali di difesa NATO nella regione Baltica."
[4]
Nella contigua Polonia, un servizio giornalistico dello scorso aprile ha
fornito dettagli sul grado dello sviluppo sempre crescente dell´Alleanza
Atlantica nella nazione:
"Gli investimenti della NATO
in infrastrutture di difesa in Polonia nei prossimi cinque anni potranno
aumentare a più di un miliardo di euro (1 euro = 4,15 zloty)...
"La Polonia è forse l´area del più largo volume di investimenti della NATO nel
mondo.
"Al presente, sono vicini al completamento lavori di costruzione o di
ammodernamento su sette aeroporti militari, due porti marittimi, cinque
depositi di carburante, come su sei basi strategiche radar a lungo raggio.
Progetti di posto comando di difesa aerea a Poznan, Varsavia, e Bydgoszcz hanno
già ricevuto il benestare inizio lavori, come pure un progetto di comunicazioni
radio a Wladyslawowo.
"Fra le altre cose, i nuovi investimenti includeranno l´equipaggiamento di
aeroporti militari a Powidz, Lask e Minsk Mazowiecki con nuove installazioni di
logistica e difesa." [5]
La Polonia, presto, ospiterà qualcosa come 196 missili Americani intercettori
Patriot e 100 militari incaricati del loro funzionamento, ed esiste un sito
analogo per il dispiegamento di batterie di missili Americani anti-balistici
SM-3.
Come abbiamo fatto menzione in
precedenza, Washington e la NATO si sono assicurati l´uso a tempo indefinito di
sette basi militari in Bulgaria e Romania, prossime al Mar Nero della Russia,
incluse le basi aeree di Bezmer e Graf Ignatievo in Bulgaria e la base aerea di
Mihail Kogalniceanu in Romania. [6]
Il 28 ottobre si trovava in Romania il Gen. Roger Brady, comandante delle Forze
Aeree USA in Europa, per sovrintendere alle manovre di addestramento militare
congiunte, durante le quali "la Forza Aerea USA effettuava 100 missioni, metà
delle quali avvenivano in collaborazione con la Forza Aerea della
Romania." [7]
Il Pentagono conduce esercitazioni annuali NATO "Brezza di Mare" in Ucraina,
nella Crimea, dove è di base la Flotta Russa del Mar Nero.
Inoltre dirige regolarmente
manovre militari di "Risposta Immediata" in Georgia, la più ampia di queste
esercitazioni da far risalire ai giorni che hanno preceduto l´attacco della
Georgia contro l´Ossezia del Sud e il conflitto risultante con la Russia
nell´agosto 2008, e attualmente una manovra è in fase di completamento.
Nel mese di maggio gli USA
hanno condotto in Georgia le annuali esercitazioni tattiche "Cooperative
Longbow 09/Cooperative Lancer NATO Partnership for Peace", con l´impiego di
1.300 uomini di truppa di 19 nazioni.[8]
Pochi giorni fa, si trovava in Georgia il Generale Comandante dell´Esercito USA
in Europa, Generale Carter F. Ham, per "informarsi sull´addestramento di
"Immediate Response 2009" in corso fra l´esercito USA e quello della Georgia" e
per "visitare la Base Militare di Vaziani e sovrintendere alle esercitazioni."
[9]
Un ufficiale Russo, Dmitry Rogozin, parlava di queste esercitazioni militari
congiunte e metteva in guardia che "Noi tutti abbiamo presente che simili
attività avvenute lo scorso anno hanno avuto un seguito con gli avvenimenti di
questo agosto." [10]
In un giornale Georgiano, un editoriale sulle manovre militari confermava le
apprensioni Russe reiterando questo collegamento: "La Georgia sta combattendo
in Afghanistan per la pace e la stabilità, in modo da assicurare alla fine pace
e stabilità in Georgia, perché chi semina bene raccoglie senza dubbio meglio,
nella pienezza dei tempi." [11]. Che è come dire, dato che la Georgia assiste
militarmente gli USA in Afghanistan, allora gli USA forniranno appoggio alla
Georgia in qualche futuro conflitto con i suoi vicini nel Caucaso.
La stampa mondiale ha di
recente riferito su una visita di tre giorni del Ministro degli Esteri Polacco
Radoslaw Sikorski negli Stati Uniti per, fra le altre cose, "incontrare il
Segretario di Stato USA Hillary Clinton... per discutere della situazione
in Afghanistan e di una nuova proposta Statunitense per uno scudo missilistico"
[12] e per tenere una conferenza alla Brookings Institution, dove ha trattato
del programma di Partnership Orientale di Polonia, Svezia ed Unione Europea per
inglobare Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia ed Ucraina
nell´orbita "Euro-Atlantica" e delle preoccupazioni di Mosca che l´Occidente
stia muovendosi per assumere il controllo dell´area ex Sovietica: "L´Unione
Europea non necessita del consenso della Russia." [13]
Quantunque, ciò che ha suscitato maggiori controversie è stato il suo discorso
ad una conferenza sponsorizzata dal Centro Internazionale di Studi Strategici
(CSIS), dal titolo "Gli Stati Uniti e l´Europa Centrale: interessi strategici
convergenti o divergenti?"
Naturalmente, il principale motivo della conferenza era il ventesimo
anniversario della fine della Guerra Fredda simbolizzata dallo smantellamento
del Muro di Berlino.
L´ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Zbigniew
Brzezinski presentava una relazione densa di riferimenti alle supposte
"aspirazioni imperiali" della Russia, alle minacce Russe contro la Georgia e
l´Ucraina e alle intenzioni della Russia di diventare una "potenza mondiale
imperiale." [14]
Sikorski, non un estraneo a Washington, qui essendo stato membro residente
presso l´American Enterprise Institute e direttore esecutivo del New Atlantic
Initiative dal 2002-2005, prima di ritornare in patria per diventare Ministro
della Difesa della Polonia, suggeriva che le recenti manovre militari congiunte
Bielorusso-Russe necessitavano di impegni più decisi della NATO nel Nord-Est
dell´Europa.
Ribadiva che l´impegno di
assistenza militare secondo l´Articolo 5 dello Statuto dell´Alleanza - fra
parentesi, ecco il perché a presto andranno in Afghanistan almeno 3.000 soldati
Polacchi - era troppo "vago" e proponeva come alternativa più concreta qualcosa
come i 300.000 uomini di truppa USA di stanza nella Germania Ovest durante la
Guerra Fredda.[15]
Successivamente, il governo Polacco ha negato che il suo Ministro degli Esteri
esplicitamente avesse invocato un dispiegamento di truppe Americane, e di fatto
non l´aveva chiesto, ma i suoi commenti erano in linea con diversi altri
avvenimenti e dichiarazioni recenti.
Per esempio, lo scorso ottobre la Polonia dichiarava pubblicamente che era
stato pianificato un imponente miglioramento delle sue forze armate per 60
miliardi di dollari.
"Il Ministro della Difesa
Bogdan Klich rendeva di pubblico dominio un piano... per modernizzare
l´esercito mediante 14 programmi: sistemi di difesa aerea, elicotteri da
combattimento e da trasporto, modernizzazione della flotta, aerei per attività
spionistica e telecomandati, simulatori da addestramento ed equipaggiamento per
le truppe... Klich annunciava piani per la costruzione di un nuovo
velivolo per addestramento al combattimento LIFT, di rampe di lancio per
missili Langust, di obici auto-propulsi Krab, di rampe per razzi Homar, e
di un numero maggiore di mezzi blindati Rosomak e dichiarava una spesa di 30
miliardi di zloty per la sola modernizzazione dell´esercito." [16]
L´arrivo, in quello stesso
periodo, del cacciatorpediniere USS Ramage della flotta da guerra Statunitense
con i suoi 250 marines, freschi di manovre NATO sulle coste della Scozia, "per
partecipare ad una esercitazione militare con ufficiali della flotta
Polacca," prova che i desideri di Sikorski non erano stati ignorati.
[17]
Prima della sua partenza, la
rete televisiva locale TVN24 riportava che la USS Ramage "mentre partecipava
alle manovre congiunte USA-Polacche... sparava sulla costa della Polonia".
[18]
[N.d.tr.: Il 28 ottobre, sono partiti tre colpi da
una mitragliatrice M240 della USS Ramage, che stazionava in prossimità del
porto della cittadina Gdynia. I colpi sono piovuti sulla cittadina polacca,
senza provocare vittime. La notizia si è diffusa dopo che diversi abitanti
della cittadina si erano rivolti alle locali autorità di polizia per denunciare
di aver udito forti spari di origine sconosciuta. La polizia polacca ha quindi
abbordato la nave americana per avviare un´inchiesta sull´accaduto. Le autorità
militari statunitensi hanno spiegato che un membro dell'equipaggio avrebbe
accidentalmente fatto partire tre colpi, mentre puliva la M240.
Questa è almeno la versione ufficiale che tuttavia lascia aperto più di
un interrogativo, visto che le caratteristiche dell´arma rendono piuttosto
improbabile che un colpo possa partire durante la sua manutenzione. La USS
Ramage stava ritornando al porto dopo l´esercitazione NATO sul Mar Baltico.]
Il Comandante Tom Williamson
comunicava all´ambasciata USA a Varsavia: "L´equipaggio della USS Ramage è
stato sottoposto ad inchiesta in relazione all´accaduto." [19]
Successivamente, un´altra nave da guerra Americana, il cacciatorpediniere lanciamissili
USS Cole dotato di missili teleguidati di tipo Aegis, che aveva partecipato
alle manovre navali congiunte in Scozia "Joint Warrior 09-2", attraccava in
Estonia.
Agli inizi di questo mese, la fregata lanciamissili USS John L. Hall che vedeva
imbarcati "uomini di marina del Nono Distaccamento dello Squadrone 48 di
Elicotteri Anti-Sottomarino" [20] arrivava in Lituania.
Sulla visita, un ufficiale
della marina USA dichiarava: "Noi siamo qui come esempio della presenza
continua della Marina Militare degli Stati Uniti nel Mar
Baltico... Inoltre siamo qui per collaborare con la Marina da Guerra
Lituana, nostro partner prezioso e la nostra visita fa parte delle relazioni in
corso fra i nostri due paesi e le nostre due flotte." [21]
A dimostrazione di come navi da guerra Americane reiterassero la loro "presenza
continua nel Mar Baltico", il Ministro della Difesa dell´Estonia affermava che
"la NATO possiede piani di difesa per i Paesi Baltici, e questi piani sono in
pieno sviluppo" [22], e il suo collega Lituano ribadiva: "Per la Lituania è
importante che il nuovo Concetto di Alleanza Strategica vada ad includere punti
che prevedono l´unità collettiva per l´applicazione della sicurezza strategica
nella regione del Mar Baltico e la comune responsabilità per il futuro delle
operazioni militari dell´Alleanza." [23]
Il Ministro della Difesa Estone Jaak Aaviksoo dichiarava all´Associated Press
"che il suo paese vedeva all´orizzonte nuove minacce, dal momento che la Russia
aveva invaso la Georgia l´anno passato e dal fatto che nel 2007 un attacco
cibernetico aveva preso di mira l´Estonia."
"Aaviksoo progetta di incontrare il Ministro della Difesa degli USA Robert
Gates" il 10 novembre. [24]
Il Presidente dell´Estonia Toomas Hendrik Ilves, un espatriato Americano ed ex
attivista della Radio Libera Europa, proponeva che manovre NATO si tenessero
negli stati Baltici.
Recentemente, il Ministro della Difesa Imants Liegis confermava che "nella
prossima estate la Lituania avrebbe condotto esercitazioni militari su larga
scala, in risposta alle manovre strategiche Russo-Bielorusse." [25] Senza
dubbio, non da sola!
Il catalogo soprastante delle attività militari e delle dichiarazioni bellicose
fa supporre un alt alle ottimistiche aspettative risultanti dalla fine della Guerra
Fredda, che di fatto non è mai terminata ma ha spostato le sue operazioni, in
buona sostanza, verso Oriente.
Comunque, coloro i cui i nomi saranno evocati ed invocati il 9 novembre in
occasione dell´anniversario dell´abbattimento del Muro di Berlino non hanno
avuto successo nell´immediato periodo successivo.
Tre anni dopo la caduta del Muro, George H. W. Bush senior, perfino un anno
dopo l´Operazione "Tempesta sul Deserto", è diventato solo il terzo Presidente
Americano, a partire dall´Ottocento, a perdere il tentativo di una
rielezione.
Quattro anni dopo la caduta, Mikhail Gorbachev concorreva alla Presidenza della
Russia e riceveva solo lo 0.5% dei voti.
Nella sua ultima corsa alla Presidenza della Polonia nel 2000, Lech Walesa,
visto che il suo elettorato nazionale aveva finalmente capito qualcosa sul suo
conto, ha ricevuto l´1% dei consensi.
Ma lui e i suoi camerati Occidentali eroi della Guerra Fredda marciano ancora e
sempre per affrontare la Russia durante l´attuale fase di un nuovo conflitto.
In luglio, in quella che è stata intestata come "Una lettera aperta
all´Amministrazione Obama dall´Europa Centrale e Orientale", campioni della
vecchia/nuova Guerra Fredda, come Lech Walesa, Vaclav Havel, Valdas Adamkus,
Alexander Kwasniewski e Vaira Vike-Freiberga - Adamkus ha vissuto per diversi
decenni negli USA e Vike-Freiberga in Canada - hanno inchiodato la loro
retorica anti-Russa a toni che non si erano mai più uditi dall´epoca
dell´Amministrazione Reagan.
Questi, alcuni dei loro
commenti:
"Noi abbiamo operato per costruire rapporti d´amicizia e relazioni bilaterali.
Noi rappresentiamo voci dell´Atlantismo all´interno della NATO e dell´Unione
Europea. Le nostre nazioni si sono sempre impegnate a fianco degli Stati Uniti
nei Balcani, in Iraq, e attualmente in Afghanistan... Nubi tempestose
hanno cominciato ad ammassarsi all´orizzonte della politica estera"
"Le nostre speranze per un miglioramento delle relazioni con Mosca e che
finalmente Mosca si capacitasse del tutto della nostra completa sovranità ed
indipendenza, dopo il nostro ingresso nella NATO e nell´Unione Europea, non si
sono pienamente realizzate. Al contrario, la Russia è ritornata ad essere una
potenza revisionista inseguendo un programma Ottocentesco, però con tattiche e
metodi del XXI secolo."
"Il pericolo è che la strisciante intimidazione di Mosca e i tentavi di
allargare la sua influenza nella regione possano portare fuori tempo ad una
neutralizzazione de facto della regione."
"La nostra regione ha patito quando gli Stati Uniti hanno dovuto sottostare al
`realismo´ di Yalta.
E ha goduto benefici quando
gli Stati Uniti hanno usato la loro potenza in una lotta di principio. Questo è
stato cruciale durante la Guerra Fredda e quando si sono aperte le porte alla
NATO. Avesse prevalso un analogo `realistico´ punto di vista agli inizi degli
anni Novanta del secolo scorso, ora noi non saremmo nella NATO... "
"Noi sentiamo il bisogno di un
rafforzamento della NATO come il più importante punto di collegamento fra Stati
Uniti ed Europa per la sicurezza. Per noi la NATO rappresenta la sola credibile
potenza che ci garantisce in modo deciso la sicurezza. La NATO deve
riconfermare la sua funzione centrale di difesa collettiva, anche adesso che
siamo nel XXI secolo soggetti a nuove minacce. Un fattore chiave a
partecipare con tutte le nostre potenzialità alle missioni di spedizione
oltremare della NATO è il pensiero che noi siamo sicuri a casa nostra." [26]
Quindi, la missiva collettiva
clamorosamente appoggiava i progetti USA per l´intercettazione di missili
nell´Europa Orientale e appoggiava la Georgia di Mikheil Saakashvili (un altro
ex-residente negli Stati Uniti) come motivo di riferimento per un nuovo
confronto con la Russia.
Il 22 settembre, il Britannico
The Guardian pubblicava una simile "Lettera Aperta" di gruppo, questa volta
sottoscritta da Vaclav Havel, Valdas Adamkus, Mart Laar, Vytautas Landsbergis,
Otto de Habsbourg, Daniel Cohn Bendit, Timothy Garton Ash, André Glucksmann,
Mark Leonard, Bernard-Henri Lévy, Adam Michnik e Josep Ramoneda, che faceva
appello all´Europa per un appoggio alla Georgia, e metteva in evidenza storiche
allusioni ad avvenimenti attuali, prima del settantesimo anniversario
dell´inizio della Seconda Guerra Mondiale e del ventesimo della caduta del Muro
di Berlino:
"Nel momento in cui l´Europa ricorda la vergogna del patto Ribbentrop-Molotov
del 1939 e gli accordi di Monaco del 1938, e quando si prepara a celebrare la
caduta del Muro di Berlino e lo smantellamento della Cortina di Ferro del 1989,
una questione ci sorge nella mente: "Abbiamo veramente imparato le lezioni
della storia?"
"Vent´anni dopo l´emancipazione di mezzo continente, un nuovo muro sta per
essere innalzato in Europa - questa volta attraverso il territorio sovrano
della Georgia.
"Noi facciamo appello urgente ai 27 leaders democratici dell´Unione Europea di
definire una attiva strategia opportuna ad aiutare la Georgia a riguadagnare
pacificamente la sua integrità territoriale e ad ottenere il ritiro delle forze
Russe illegalmente stazionanti sul suolo Georgiano... Diventa essenziale
che l´Unione Europea e i suoi stati membri inviino un chiaro ed inequivocabile
messaggio all´attuale dirigenza Russa." [27]
La Georgia è divenuta una
duplice Cecoslovacchia, quella del 1938 e quella del 1968, una nuova Berlino,
una nuova Polonia e così via.
Personaggi dell´Europa
Orientale ed Occidentale, come i firmatari dell´appello precedente,
contrariamente a quello che asseriscono, sono nostalgici della Guerra Fredda e
ansiosi di lanciare una nuova crociata contro una Russia stroncata ed
indebolita.
Nel pieno stile degli "interventi umanitari" degli anni Novanta del secolo
scorso, queste campagne sono la loro merce in vendita.
Ma la richiesta di una maggior "potenza decisa" che gli Stati Uniti dovrebbero
fornire in Europa, così come nel Caucaso e di una espansione della NATO verso i
confini della Russia, può provocare una catastrofe, che il continente e il
mondo erano stati abbastanza fortunati da avere scampato la prima volta.
Note:
1) Agenzia Russa di Informazioni Novosti, 6 novembre 2009
2) Riportato da Bill Bradley, Foreign Policy (Politica Estera), 7 novembre,
2009
3) Voce della Russia, 22 ottobre 2009
4) Presidente della Repubblica di Lituania, 9 ottobre 2009
5) Warsaw Business Journal, 20 aprile 2009
6) Bulgaria, Romania: basi USA e NATO per la guerra ad Oriente. Stop
NATO, 24 ottobre 2009 http://rickrozoff.wordpress.com/2009/10/25/bulgaria-romania-u-s-nato-bases-for-war-in-the-east
7) U.S. Air Forces in Europa, 29 ottobre 2009
8) Esercitazioni tattiche NATO in Georgia: minacce di una nuova guerra nel
Caucaso.
21) Ibid
22) Baltic Business News, 27 ottobre 2009
23) Defense Professionals, 26 ottobre 2009
24) Associated Press, 2 novembre 2009
25) Russian Information Agency Novosti, 2 novembre 2009
26) Gazeta Wyborcza, 15 luglio 2009
27) The Guardian, 22 settembre 2009
Da quarant´anni Rick Rozoff si è sempre impegnato in
attività contro la guerra e contro ogni interventismo in varie organizzazioni.
Vive a Chicago,
nell´Illinois. È l´amministratore della lista
Rick Rozoff è assiduo collaboratore di Global Research.
=== 2 ===
Nostalgia o senso
della realtà?
Secondounsondaggio del tedesco
Institut Emnid, pubblicato nella Berliner Zeitung, la maggioranza dei tedeschi
dell´Est rimpiange le conquiste socialiste e considera che l´ex DDR aveva "più
lati positivi che negativi". Il 49% risponde che "c´era qualche problema, ma
nell´insieme vivevamo bene". Un altro 8% ritiene che " nella DDR c´erano
soprattutto aspetti positivi e vivevamo contenti e meglio che nella Germania
riunificata di oggi".
In Ungheria, secondo l´istituto tedesco GFK-Hungaria, il 62% dei cittadini
considera che l´epoca di Kadar (1957-1989) è stata "la migliore di tutta la
storia ungherese" (era il 53% nell´analogo sondaggio del 2001); mentre il 60%
considera i due ultimi decenni, dopo il 1989, "il periodo più infelice di tutto
il XX secolo" (erano il 48% nel 2001).
Nell'Europa dell'est cresce la
nostalgia del comunismo
di
su Reuters del 09/11/2009
Solo il 30% degli ucraini si
dice a favore del passaggio alla democrazia, quando nel 1991 era il 72%. In
Bulgaria e Lituania, il crollo del numero dei favorevoli al cambio di regime si
è fermato poco sopra la metà della popolazione, quando nel 1991 i tre quarti
degli abitanti erano favorevoli alla transizione. In Ungheria, uno dei paesi
più colpiti dal peggioramento economico, il 70% di quelli che nel 1989 erano
già adulti confessa di esser rimasto deluso dai risultati del cambio di regime.
Vent'anni dopo la caduta
del comunismo, Belene (Bulgaria) è un posto ormai dimenticato e soltanto una
piccola targa di marmo ne ricorda la storia. Mentre la nostalgia del passato
cresce nel piccolo paese balcanico e nell'ex blocco sovietico. Il fallimento
del capitalismo nel migliorare le condizioni di vita (della popolazione),
nell'imporre lo stato di diritto e nell'arginare la corruzione dilagante e il
nepotismo ha aperto la strada a ricordi del tempo in cui il tasso di
disoccupazione era a zero, il cibo era economico e la sicurezza sociale era
alta.
"Le cose negative sono state dimenticate", dice Rumen Petkov, 42
anni, un tempo guardia e oggi impiegato nell'unica prigione che ancora funziona
sull'isola di Persin. "La nostalgia è palpabile, soprattutto tra i più
anziani" dice. Alcuni ragazzi della povera cittadina di Belene, unita
all'isoletta da un pontile, rievocano il passato: "Un tempo vivevamo
meglio", dice Anelia Beeva, 31 anni. "Andavamo in vacanza al mare e
in montagna, c'erano abiti, scarpe e cibo in abbondanza. Mentre adesso
spendiamo quasi tutto il nostro stipendio in generi alimentari. Quelli che
hanno una laurea sono disoccupati e se ne vanno all'estero", aggiunge.
In Russia, negli ultimi anni hanno aperto molti ristoranti che si ispirano al
periodo comunista, soprattutto a Mosca: molti organizzano "serate della
nostalgia", in cui i giovani si vestono da pionieri, la versione sovietica
dei boy scout e delle guide, e ballano i classici del periodo comunista.
Champagne sovietico e i cioccolatini "Ottobre rosso" rimangono i più
richiesti per festeggiare i compleanni. In estate, in tutto il paese
s'incontrano magliette e cappellini da baseball con la scritta
"Urss".
DISINCANTO
Nei paesi ex comunisti dell'Europa orientale, c'è un diffuso disincanto nei
confronti della democrazia e i sondaggisti dicono che la sfiducia nei confronti
delle elite che li hanno resi cittadini dell'Unione Europea è impressionante.
Un sondaggio regionale svolto a settembre dal centro di ricerca americano Pew
ha evidenziato che in Ucraina, Bulgaria, Lituania e Ungheria c'è stata una
drastica caduta della fiducia nella democrazia e nel capitalismo. Il sondaggio
ha fatto emergere che soltanto il 30% degli ucraini si dice a favore del
passaggio alla democrazia, quando nel 1991 era il 72%. In Bulgaria e Lituania,
il crollo (del numero di coloro favorevoli al cambio di regime) si è fermato
poco sopra la metà della popolazione, quando nel 1991 i tre quarti degli
abitanti erano favorevoli (alla transizione).
Le analisi elaborate dall'organizzazione americana per i diritti umani Freedom
House confermano l'arretramento o la stagnazione per quanto riguarda (la lotta
alla) corruzione, la capacità di governo, l'indipendenza dei media e la società
civile nei nuovi membri Ue.
La crisi economica globale che ha colpito la regione e ha messo fine a
sei-sette anni di crescita, sta mettendo in crisi i rimedi del capitalismo
neoliberalista prescritto dall'occidente. Le speranze di raggiungere il tenore
di vita dei ricchi vicini occidentali sono state rimpiazzate da un senso di
ingiustizia, provocato dall'allargarsi della forbice tra ricchi e poveri.
Secondo un sondaggio svolto a ottobre da Szonda Ipsos, in Ungheria, uno dei
paesi più colpiti dal peggioramento economico, il 70% di quelli che nel 1989
erano già adulti confessa di esser rimasto deluso dai risultati del cambio di
regime.
Gli abitanti dei paesi dell'ex Jugoslavia, segnati dalle guerre etniche degli
anni Novanta e non ancora ammessi nell'Unione Europea, coltivano nostalgie del
periodo socialista di Josip Tito, durante il quale -- diversamente da quanto
accade oggi -- per loro era possibile viaggiare in Europa senza bisogno di
visti. "All'epoca tutto era meglio di oggi. Non c'era la criminalità di
strada, i posti di lavoro erano sicuri e i salari erano sufficienti per
garantire una condizione di vita decente" dice Koviljka Markovic, 70 anni,
pensionato belgradese. "Io oggi con la mia pensione di 250 euro al mese
riesco a malapena a sopravvivere".
http://www.afnews.info/public/afnews/2009/11/audio-intervista-ministra-sotto-tir\
o-ne.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Afnews-info+(\
afnews-info)
“Un coro di indignazione da parte di tutto il Parlamento ha segnato
l'uscita del nuovo libro di Alessio Spataro, "La Ministronza" (GRRRzetìc
Editrice), dedicato alla biografia del ministro della gioventù Giorgia
Meloni. Partita dal quotidiano Il Secolo, la notizia che un libro a fumetti
osi coinvolgere un ministro della repubblica per di più donna al centro di
una feroce satira ha fatto il giro di tutte le testate giornalistiche
creando grande clamore in cui la vocazione censoria di tutto l'arco
parlamentare mostra ancora una volta quanto sia viziato il mondo della
comunicazione nel nostro paese. "Parlano del mio libro per non parlare dei
progetti di legge di sostegno alle comunità giovanili da parte del ministro
che nascondono finanziamenti governativi a realtà come Casa Pound ed altri
covi fascisti" spiega l'autore ai nostri microfoni…” Articolo completo e
audio dell’intervista: click qui.
http://www.globalproject.info/it/produzioni/Intervista-a-Alessio-Spataro-autore-\
de-La-Ministronza/2789
Un coro di indignazione da parte di tutto il Parlamento ha segnato l'uscita
del nuovo libro di Alessio Spataro, "La Ministronza" (GRRRzetìc Editrice),
dedicato alla biografia del ministro della gioventù Giorgia Meloni. Partita
dal quotidiano Il Secolo, la notizia che un libro a fumetti osi coinvolgere
un ministro della repubblica per di più donna al centro di una feroce
satira ha fatto il giro di tutte le testate giornalistiche creando grande
clamore in cui la vocazione censoria di tutto l'arco parlamentare mostra
ancora una volta quanto sia viziato il mondo della comunicazione nel nostro
paese.
"Parlano del mio libro per non parlare dei progetti di legge di sostegno
alle comunità giovanili da parte del ministro che nascondono finanziamenti
governativi a realtà come Casa Pound ed altri covi fascisti" spiega
l'autore ai nostri microfoni: la politica usa il clamore causato
dall'uscita del libro per nascondere e non parlare delle cose che fa, per
ancora una volta deviare l'attenzione dei cittadini dai problemi reali del
paese.
Links Utili:
* La Ministronza - Il blog
* Il sito di Alessio Spataro
* Il sito di GRRRzetìc Editrice
* Fortezza Europa - Storie di mura e di migranti
Buffo come ancora una volta quella che dovrebbe essere l'opposizione sia
cascata nel gioco voluto da Il Secolo, accodandosi alla polemica e
accettando paragoni assurdi, come quello secondo il quale Spataro sarebbe
autore "misogino" paragonandolo alle celebri battute del Presidente del
Consiglio rivolte ad una parlamentare di spicco della parte "avversa" (mai
virgolette furono più ponderate). Ma il gioco delle parti finisce qui:
Alessio Spataro non è presidente del Consiglio ma bravissimo autore di
satira e di fumetti, come il suo curriculum fa ben vedere. E La Ministronza
è un ottimo libro di satira politica, genere sempre più scomodo in questo
paese.
E pensare che è proprio qui che negli anni '80 abbiamo visto nascere Il
Male e Cannibale.... Come segno di stile, che i politici nostrani
dovrebbero imparare ad avere almeno un pò, oltre che il primo episodio de
La Ministronza vi offriamo come allegato a questo articolo anche la storia
del 2006 Blutto!, contributo di Alessio Spataro al volume dello Sherwood
Comix Festival Fortezza Europa (Coniglio Editore, 2006), in cui nel mirino
della satira finì un esponente di parte totalmente avversa al ministro
Meloni.
Perchè la satira che ci piace è solo quella senza censure, sempre.
Claudio Calia
autore, curatore Sherwood Comix
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
Chiaramente
cambiando l’oggetto (io ho scritto “Indignazione di un Cittadino
Italiano”) e la “firma” in calce (nome cognome e città).
Se
vuoi falla girare.
Mikè.
Da: Paolo Farinella
[mailto:paolo_farinella@...] Inviato: venerdì 13 novembre 2009
0.41 A: Undiscosed Recipient (Paolo
Farinella) Oggetto: Paolo Farinella, prete
-INVITO A SCRIVERE AL QUIRINALE - Spedizione n. 2
Ho appena inviato la seguente e-mail al Presidente della
Repubblica
Se ritenete, fate lo stesso: inondiamo il Quirinale di e-mail,
uno tsunami di e-mail, lettere, cartoline, telegrammi, piccioni viaggiatori,
mosche cocchiere, tutto ciò che occorre perché si veda e si senta lo sdegno di
tutti noi.
Con
orrore prendiamo atto che il parlamento, chiuso da settimane per
irresponsabilità del governo, riprende freneticamente l’attività per
porre rimedio alla sentenza della Consulta che, bocciando il «lodo Alfano» (che
pure Lei aveva firmato), ha dichiarato l’uguaglianza assoluta tra tutti i
cittadini, compreso il presidente del consiglio dei ministri.
Il
governo, la maggioranza, il parlamento e il Paese sono bloccati sulle vicende
giudiziarie del presidente del consiglio che continua a pretendere leggi su
misura per salvarsi dai processi dove è inquisito di reati gravissimi per i
quali alcuni suoi complici sono stati condannati definitivamente (Previti) o in
primo grado (Mills). La pretesa di leggi su misura viene fatta in pubblico,
alla luce del sole, nella certezza dell’impunità assoluta, anche a costo
di annullare migliaia e migliaia di processi gravissimi (Parlat, Cirio, Antonveneta, Eternit,
rifiuti a Napoli, ecc.), lasciando centinaia di migliaia di cittadini vittime
di ingiustizia senza risposte, senza risarcimenti, senza una sentenza con
attribuzione di responsabilità.
Sig. Presidente, il Paese è stufo
di questo andazzo e in molti siamo pronti alla rivoluzione perché non possiamo
tollerare più che le nefandezze di un uomo che si è servito sempre dello Stato
distruggano lo Stato stesso per salvare lui e mettere al sicuro il suo
patrimonio, frutto di evasione fiscale, riciclaggio, falso in bilancio e
corruzione. Non tolleriamo più che un sistema mafioso condizioni lo stato di
diritto e calpesti la dignità e la laboriosa onestà della maggior parte delle
cittadine e cittadini che hanno sempre avuto il sommo rispetto per la Legalità, anche contro i
propri interessi pratici.
Sig. Presidente, lei è
l’ultimo baluardo del Diritto, il garante supremo della Carta
Costituzionale, il rappresentante della unità nazionale. A nome di migliaia di
persone oneste, la supplico di non fermarsi alla pura forma dei suoi compiti,
ma di fare tutto il necessario perché il governo e il parlamento tornino ad
essere esempio specchiato di trasparenza di vita, di legalità e di esempio
morale. Non diventi, anche indirettamente, complice di norme e leggi
improvvisate sulle necessità e sui tempi del presidente del consiglio, anche se
mascherate con qualche pennellata di «esigenza generale» perché lei sa che così
non è. Noi vogliamo che il sig. Berlusconi Silvio si sottoponga la giudizio dei
tribunali della Repubblica, come un qualsiasi cittadino.
Sig. Presidente stia dalla parte
dei cittadini onesti, del Diritto e della Dignità dell’Italia che in
questo momento è mortificata proprio da quel governo che dovrebbe condurla
fuori dalla crisi economica e sociale e invece la sta infognando e annegando
nella melma dell’indecenza. Se necessario, sciolga le Camere per
ingovernabilità mafiosa.
Con flebile speranza,
Paolo Farinella, prete
Parrocchia
S. Torpete
Via
delle Grazie, 27/3
16128
Genova
Nessun
virus nel messaggio in arrivo.
Controllato da AVG - www.avg.com
Versione: 8.5.425 / Database dei virus: 270.14.60/2496 - Data di rilascio:
11/12/09 07:38:00
Claudio, è proprio qui la fregatura! Non esiste alcun diritto per la
trasmissione “anche” all’estero! O compri i diritti di trasmissione, o non li
compri! E, se li compri, non c’è alcuna limitazione geografica. Questo non lo
dico io, questo è quanto dice la Corte Europea, e questo è quanto fanno le
maggiori televisioni del mondo, UE od extra-UE che
siano. Vedasi il mio Socialismo
digitale.
> -----Original
Message-----
> From: noberluska@yahoogroups.com
> [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On Behalf
Of Claudio CK72it
> Sent: Wednesday, November 11, 2009 6:07 PM
> To: noberluska@yahoogroups.com
> Subject: Re: [noberluska] Decoder e razzismo di
Stato
>
> Per questo che ho diviso i due problemi.
Da una parte il diritto di chi
> è tenuto a pagare il canone RAI a vedere
la TV (senza dover acquistare
> un nuovo decoder), dall'altra la giusta
richiesta che le emittenti
> quando comprano i diritti li comprino
anche per gli italiani all'estero.
> E lo strumento perché questo avvenga lo
ha in mano il ministero delle
> telecomunicazioni e si chiama licenza,
basta subordinarla a questo
> adempimento.
>
>
> Mark Bernardini ha scritto:
> > “quando le emittenti comprano i
diritti se li comprano per un territorio o
> > per un popolo”: il fatto, come ho
detto più volte, che tutte le altre TV UE
> > ed extra UE non lo facciano, e che
vi sia stato un preciso pronunciamento in
> > merito della Corte Europea la dice
lunga. Un po’ come con la storia del
> > crocifisso in aula, no?
> > “Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1”:
questo è l’altro problema. Tutti pensano
> > ancora che gli italiani siano
quelli con le valigie di cartone che hanno in
> > testa pallone e figa. Ci basterebbe
poter vedere tutto tranne lo sport.
> > Perché criptare “L’ultima carrozzella”
con Aldo Fabrizi e non invece “Walker
> > Texas Ranger”?
> > Da ultimo, fateci caso: parlano di
gratuito, ma poi bisogna pagare non solo
> > per comprare il decoder (e per
recarsi in Italia per acquistarlo), ma anche
> > per attivare la fantomatica tesserina.
E specificano esplicitamente che il
> > trattamento è riservato “in nome e
per conto di persone domiciliate in
> > Italia”. Sì, io ho una SIM card di
Wind che utilizzo quando vengo in Italia.
> > Per averla, sapete cosa mi hanno
scritto come indirizzo? Via Frattina, a
> > Roma. Io non vivo più a Roma dal
1986, e ci metterei la firma ad avere una
> > casa in via Frattina (come dire via
Montenapoleone a Milano)!
> > Mark Bernardini
> > mark@...
> > www.bernardini.com
> >
> > From: noberluska@yahoogroups.com
> [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On
> > Behalf Of Claudio CK72it
> > Sent: Wednesday, November 11, 2009
5:30 PM
> > To: noberluska@yahoogroups.com
> > Subject: Re: [noberluska] Decoder e
razzismo di Stato
> > Mark Bernardini ha scritto:
> >
> >> In merito alla sua richiesta le
comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
> >> vendita esclusivamente in
Italia; La tessera va attivata al numero unico
> >>
199.309.409 o via web all'indirizzo www.tivu.tv in nome e per conto di
> >> persone domiciliate in Italia.
> >
> > Questa è la parte che fa schifo.
Lascio perdere un attimo gli italiani
> > all'estero, che in base a questa
risposta sono legalmente
> > impossibilitati a ricevere la TV
italiana in modo integrale.
> > Sinceramente non so se quando le
emittenti comprano i diritti se li
> > comprano per un territorio o per un
popolo, perché in sostanza questo è
> > solo un problema di soldi pagati
nei diritti di trasmissione dei vari
> > programmi.
> >
> > Invece analizzo per il momento il
caso di un italiano che abita in un
> > posto non raggiunto dai canali
terrestri, per legge se ha almeno un
> > televisore (o dispositivo adatto o
adattabile alla ricezione) è tenuto a
> > pagare un canone RAI
indipendentemente dalla copertura o meno del
> > segnale. Dato che il DTT coprirà
molto meno del vecchio analogico ci
> > saranno un sacco di italiani che
avranno il TV ma non riceveranno più
> > una cippa. La risposta a questo
potrebbe essere il satellite, ok. Si ma
> > allora o mi dai tutto il decoder
gratis o ti decidi ad applicare la
> > vecchia legge sul decoder unico
(caduta completamente nel dimenticatoio)
> > e mi fornisci gratis la tesserina
di attivazione, visto che comunque ti
> > devo pagare un canone.
> > Sul caso italiani all'estero, la
situazione si dovrebbe spostare verso
> > RAI-FINIVEST etc. che quando fanno
contratti con
> > Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc.
prevedano espressamente la possibilità
> > per tutti i cittadini italiani di
usufruire della visione
> > indipendentemente dalla loro
dislocazione, dopo di che si rientra nel
> > caso sopra descritto. In questo il
governo dovrebbe trovare modo di
> > subordinare la concessione delle
licenze alla parità di trattamento di
Per questo che ho diviso i due problemi. Da una parte il diritto di chi
è tenuto a pagare il canone RAI a vedere la TV (senza dover acquistare
un nuovo decoder), dall'altra la giusta richiesta che le emittenti
quando comprano i diritti li comprino anche per gli italiani all'estero.
E lo strumento perché questo avvenga lo ha in mano il ministero delle
telecomunicazioni e si chiama licenza, basta subordinarla a questo
adempimento.
Mark Bernardini ha scritto:
> “quando le emittenti comprano i diritti se li comprano per un territorio o
> per un popolo”: il fatto, come ho detto più volte, che tutte le altre TV UE
> ed extra UE non lo facciano, e che vi sia stato un preciso pronunciamento in
> merito della Corte Europea la dice lunga. Un po’ come con la storia del
> crocifisso in aula, no?
> “Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1”: questo è l’altro problema. Tutti pensano
> ancora che gli italiani siano quelli con le valigie di cartone che hanno in
> testa pallone e figa. Ci basterebbe poter vedere tutto tranne lo sport.
> Perché criptare “L’ultima carrozzella” con Aldo Fabrizi e non invece “Walker
> Texas Ranger”?
> Da ultimo, fateci caso: parlano di gratuito, ma poi bisogna pagare non solo
> per comprare il decoder (e per recarsi in Italia per acquistarlo), ma anche
> per attivare la fantomatica tesserina. E specificano esplicitamente che il
> trattamento è riservato “in nome e per conto di persone domiciliate in
> Italia”. Sì, io ho una SIM card di Wind che utilizzo quando vengo in Italia.
> Per averla, sapete cosa mi hanno scritto come indirizzo? Via Frattina, a
> Roma. Io non vivo più a Roma dal 1986, e ci metterei la firma ad avere una
> casa in via Frattina (come dire via Montenapoleone a Milano)!
> Mark Bernardini
> mark@...
> www.bernardini.com
>
> From: noberluska@yahoogroups.com [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On
> Behalf Of Claudio CK72it
> Sent: Wednesday, November 11, 2009 5:30 PM
> To: noberluska@yahoogroups.com
> Subject: Re: [noberluska] Decoder e razzismo di Stato
> Mark Bernardini ha scritto:
>
>> In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
>> vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
>> 199.309.409 o via web all'indirizzo < <http://www.tivu.tv>
>>
> http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
>
>> nome e per conto di persone domiciliate in Italia.
>>
>
> Questa è la parte che fa schifo. Lascio perdere un attimo gli italiani
> all'estero, che in base a questa risposta sono legalmente
> impossibilitati a ricevere la TV italiana in modo integrale.
> Sinceramente non so se quando le emittenti comprano i diritti se li
> comprano per un territorio o per un popolo, perché in sostanza questo è
> solo un problema di soldi pagati nei diritti di trasmissione dei vari
> programmi.
>
> Invece analizzo per il momento il caso di un italiano che abita in un
> posto non raggiunto dai canali terrestri, per legge se ha almeno un
> televisore (o dispositivo adatto o adattabile alla ricezione) è tenuto a
> pagare un canone RAI indipendentemente dalla copertura o meno del
> segnale. Dato che il DTT coprirà molto meno del vecchio analogico ci
> saranno un sacco di italiani che avranno il TV ma non riceveranno più
> una cippa. La risposta a questo potrebbe essere il satellite, ok. Si ma
> allora o mi dai tutto il decoder gratis o ti decidi ad applicare la
> vecchia legge sul decoder unico (caduta completamente nel dimenticatoio)
> e mi fornisci gratis la tesserina di attivazione, visto che comunque ti
> devo pagare un canone.
> Sul caso italiani all'estero, la situazione si dovrebbe spostare verso
> RAI-FINIVEST etc. che quando fanno contratti con
> Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc. prevedano espressamente la possibilità
> per tutti i cittadini italiani di usufruire della visione
> indipendentemente dalla loro dislocazione, dopo di che si rientra nel
> caso sopra descritto. In questo il governo dovrebbe trovare modo di
> subordinare la concessione delle licenze alla parità di trattamento di
> tutti i cittadini italiani.
>
>
“quando le emittenti comprano i diritti se li comprano per un territorio o
per un popolo”: il fatto, come ho detto più volte, che tutte le altre TV UE
ed extra UE non lo facciano, e che vi sia stato un preciso pronunciamento in
merito della Corte Europea la dice lunga. Un po’ come con la storia del
crocifisso in aula, no?
“Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1”: questo è l’altro problema. Tutti pensano
ancora che gli italiani siano quelli con le valigie di cartone che hanno in
testa pallone e figa. Ci basterebbe poter vedere tutto tranne lo sport.
Perché criptare “L’ultima carrozzella” con Aldo Fabrizi e non invece “Walker
Texas Ranger”?
Da ultimo, fateci caso: parlano di gratuito, ma poi bisogna pagare non solo
per comprare il decoder (e per recarsi in Italia per acquistarlo), ma anche
per attivare la fantomatica tesserina. E specificano esplicitamente che il
trattamento è riservato “in nome e per conto di persone domiciliate in
Italia”. Sì, io ho una SIM card di Wind che utilizzo quando vengo in Italia.
Per averla, sapete cosa mi hanno scritto come indirizzo? Via Frattina, a
Roma. Io non vivo più a Roma dal 1986, e ci metterei la firma ad avere una
casa in via Frattina (come dire via Montenapoleone a Milano)!
Mark Bernardini
mark@...
www.bernardini.com
From: noberluska@yahoogroups.com [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On
Behalf Of Claudio CK72it
Sent: Wednesday, November 11, 2009 5:30 PM
To: noberluska@yahoogroups.com
Subject: Re: [noberluska] Decoder e razzismo di Stato
Mark Bernardini ha scritto:
> In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
> vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
> 199.309.409 o via web all'indirizzo < <http://www.tivu.tv>
http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
> nome e per conto di persone domiciliate in Italia.
Questa è la parte che fa schifo. Lascio perdere un attimo gli italiani
all'estero, che in base a questa risposta sono legalmente
impossibilitati a ricevere la TV italiana in modo integrale.
Sinceramente non so se quando le emittenti comprano i diritti se li
comprano per un territorio o per un popolo, perché in sostanza questo è
solo un problema di soldi pagati nei diritti di trasmissione dei vari
programmi.
Invece analizzo per il momento il caso di un italiano che abita in un
posto non raggiunto dai canali terrestri, per legge se ha almeno un
televisore (o dispositivo adatto o adattabile alla ricezione) è tenuto a
pagare un canone RAI indipendentemente dalla copertura o meno del
segnale. Dato che il DTT coprirà molto meno del vecchio analogico ci
saranno un sacco di italiani che avranno il TV ma non riceveranno più
una cippa. La risposta a questo potrebbe essere il satellite, ok. Si ma
allora o mi dai tutto il decoder gratis o ti decidi ad applicare la
vecchia legge sul decoder unico (caduta completamente nel dimenticatoio)
e mi fornisci gratis la tesserina di attivazione, visto che comunque ti
devo pagare un canone.
Sul caso italiani all'estero, la situazione si dovrebbe spostare verso
RAI-FINIVEST etc. che quando fanno contratti con
Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc. prevedano espressamente la possibilità
per tutti i cittadini italiani di usufruire della visione
indipendentemente dalla loro dislocazione, dopo di che si rientra nel
caso sopra descritto. In questo il governo dovrebbe trovare modo di
subordinare la concessione delle licenze alla parità di trattamento di
tutti i cittadini italiani.
Mark Bernardini ha scritto:
> In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
> vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
> 199.309.409 o via web all'indirizzo <http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
> nome e per conto di persone domiciliate in Italia.
Questa è la parte che fa schifo. Lascio perdere un attimo gli italiani
all'estero, che in base a questa risposta sono legalmente
impossibilitati a ricevere la TV italiana in modo integrale.
Sinceramente non so se quando le emittenti comprano i diritti se li
comprano per un territorio o per un popolo, perché in sostanza questo è
solo un problema di soldi pagati nei diritti di trasmissione dei vari
programmi.
Invece analizzo per il momento il caso di un italiano che abita in un
posto non raggiunto dai canali terrestri, per legge se ha almeno un
televisore (o dispositivo adatto o adattabile alla ricezione) è tenuto a
pagare un canone RAI indipendentemente dalla copertura o meno del
segnale. Dato che il DTT coprirà molto meno del vecchio analogico ci
saranno un sacco di italiani che avranno il TV ma non riceveranno più
una cippa. La risposta a questo potrebbe essere il satellite, ok. Si ma
allora o mi dai tutto il decoder gratis o ti decidi ad applicare la
vecchia legge sul decoder unico (caduta completamente nel dimenticatoio)
e mi fornisci gratis la tesserina di attivazione, visto che comunque ti
devo pagare un canone.
Sul caso italiani all'estero, la situazione si dovrebbe spostare verso
RAI-FINIVEST etc. che quando fanno contratti con
Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc. prevedano espressamente la possibilità
per tutti i cittadini italiani di usufruire della visione
indipendentemente dalla loro dislocazione, dopo di che si rientra nel
caso sopra descritto. In questo il governo dovrebbe trovare modo di
subordinare la concessione delle licenze alla parità di trattamento di
tutti i cittadini italiani.
Ecco cosa si vede sullo schermo durante i programmi criptati per l'estero di
Canale 5:
<http://1.bp.blogspot.com/_xM4_XnsImJA/SvqWpjbyQII/AAAAAAAAKhM/GWd_dgWDP_A/s
1600-h/20091109.jpg>
http://1.bp.blogspot.com/_xM4_XnsImJA/SvqWpjbyQII/AAAAAAAAKhM/GWd_dgWDP_A/s3
20/20091109.jpg
Questo programma viene criptato in emissione satellitare per evitare che
giunga anche al di là dei confini nazionali.
Per vederlo hai due possibilità:
1)E´ regolarmente visibile sia in analogico sia sul digitale terrestre
2)Se invece puoi vedere la TV solo via satellite, c´è un nuovo modo per
ricevere tutti i programmi gratuiti di Mediaset, RAI e La 7 senza alcuna
limitazione: basta dotarsi del decoder Tivusat.
Il decoder Tivusat si collega alla tua parabola e ti consente di vedere non
solo la TV tradizionale ma anche i tanti nuovi canali gratuiti presenti sul
digitale terrestre.
Per informazioni: www.tivu.tv
Grazie per l´attenzione e buona visione
Ho chiesto lumi scrivendo a quelli di <mailto:info@...> Tivusat,
dicendo loro:
Noi italiani all´estero, possessori di parabola, cosa dovremmo fare per
continuare a vedere i canali televisivi gratuiti italiani, tornare in Patria
a nostre spese per acquistare il Vostro decoder?! Iscritti all´AIRE, siamo
tre milioni e mezzo nel mondo...
Ed ecco cosa mi hanno risposto:
In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
199.309.409 o via web all'indirizzo <http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
nome e per conto di persone domiciliate in Italia.
In pratica, noi emigranti dovremmo tornare a nostre spese in Italia e
comprare un decoder per poter vedere i canali TV gratuiti italiani, sia RAI
che Mediaset e La 7. Ecco perché vi invito a firmare la petizione contro il
criptaggio sul sito <http://firmiamo.it/nocriptaggiorai> Firmiamo.it ed
anche in <http://apps.facebook.com/causes/128883> Facebook.
Dateci una mano, in nome di quella parola obsoleta che è la "solidarietà"...
Sul medesimo argomento, vedasi
<http://italianidirussia.blogspot.com/2009/08/socialismo-digitale.html>
Socialismo digitale.
http://brezhnardini.blogspot.com/2009/11/decoder-e-razzismo-di-stato.html
Mark Bernardini
mark@...
www.bernardini.com
Dè buho di 'ulo, tu ha anche a portà merda ora ..tanto siam messi bene :-)
comunque la Natalja Goncarova, a vedella in bronzo ad Arbat, l'erà 'na
bella fiaa.
Cazzate a parte, grazie degli auguri.
Mark Bernardini ha scritto:
>
> Oggi un moderatore compie gli anni, compiuti i quali il poeta indicato
> in oggetto non ha trovato di meglio da fare che farsi sparare per una
> donna...
>
"Mark Bernardini" <mark.bernardini@...> sotto stretta
sorveglianza ha scritto:
>
>Oggi un moderatore compie gli anni, compiuti i quali il poeta indicato in
>oggetto non ha trovato di meglio da fare che farsi sparare per una donna…
Poteva autoflagellarsi con un treppiede! (Auguri ;-)
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
--
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