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Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#53712 Da: Rossano Bibalo <bibar62@...>
Data: Gio 26 Nov 2009 1:21 pm
Oggetto: Avvoltoi... al plastico!
bibar62
Online Online
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Il noto giornalista e presentatore televisivo Bruno Vespa dovrà pagare una multa
per diffamazione perché la Corte di Cassazione ha confermato una condanna nei
suoi confronti per "non avere impedito" nel corso di una puntata di "porta a
porta" dedicata all'omicidio di Alberica Filo della Torre, che andasse in onda
un servizio in cui "la morte della nobildonna era stata gratuitamente accostata
ad una serie di ipotesi oggettivamente diffamatorie, in un contesto oscuro e
inquietante di servizi segreti con conseguenziale pregiudizio  per l'onore e la
reputazione dei familiari". La decisione è della V Sezione penale (sentenza
45051/2009), che ha confermato una condanna a 1000 euro di multa oltre il
risarimento del danno per i familiari. Nella parte motiva della sentenza la
Corte critica quel "singolare fenomeno mediatico che tende a offrire una realta'
immaginifica o virtuale, capace, non di meno, per forza di persuasione, di
sovrapporsi, ove acriticamente
  recepita dagli utenti, a quella sostanziale o, quanto meno, a collocarsi in un
ambito in cui i confini tra immaginario e reale diventano sempre piu' labili e
non facilmente distinguibili". La Corte annota che "secondo un fatto di costume
oggi invalso e comunemente accettato" è "consentito pure rivisitare nei talk
show televisivi gravi fatti delittuosi oggetto di indagini e persino di
processo, nella ricerca di una verita' mediatica in parallelo  a quella
sostanziale o a quella processuale". Queste iniziative "riscuotono a quanto pare
apprezzabili indici di gradimento nell'utenza" ma si inseriscono "in un
singolare fenomeno mediatico che tende a offrire una realta' virtuale". Secondo
gli Ermellini "non e' consentito neppure in chiave retrospettiva riferire di
ipotesi investigative o di meri sospetti degli inquirenti (veri o presunti che
siano) senza precisare, al tempo stesso, che quelle ipotesi o sospetti sono
rimasti privi di riscontro". La Corte
  sottolinea che "le ipotesi degli investigatori che non abbiano trovato conforto
nelle indagini sono il nulla assoluto".

#53711 Da: "auguscog" <auguscog@...>
Data: Ven 20 Nov 2009 9:27 pm
Oggetto: PUBBLICITA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
auguscog
Offline Offline
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Qualcuno sa come funziona ?

Non è che questo è un modo per finanziare le reti Mediaset?????

#53710 Da: Claudio CK72it <ck72it_emergenza@...>
Data: Gio 19 Nov 2009 4:33 pm
Oggetto: Re: Sinistra popolare
ck72it
Offline Offline
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Hytok ha scritto:
> Fra bi e deca... fuor di celia, io credo che l'obiettivo primario di Rizzo
> e chiunque fondi un partito di sinistra-sinistra, debba essere quello di
> riagglomerare i pezzettini.
>

Cosa che non può fare ne Rizzo ne nessun altro con un passato da
dirigente trombato in qualcuno dei partiti.
Secondo me sarebbe l'ora di finirla con questi personaggi che pensano di
essere uomini per tutte le stagioni, ogni tanto bisogna saper prendere
atto della propria sconfitta e sparire.

Altro discorso la mancanza di un PCI, inteso come nuovo soggetto
unitario di sinistra ispirato a quello che era il vecchio monolite. E'
vero manca, ma o parte da qualcuno estraneo a tutto e quindi senza
secondi fini e sopratutto senza posizioni da perdente. Oppure se deve
essere un nome nuovo per vecchi volti deve nascere dalla volontà di
tutte le sigle esistenti che si riconoscono in quel progetto.
Io dico che sarebbe bella la prima ipotesi, ma realisticamente ha più
probabilità la seconda specie adesso che un po' di prime donne sono
sparite dalla circolazione.

#53709 Da: "Hytok" <elfi@...>
Data: Lun 16 Nov 2009 11:27 pm
Oggetto: Re: Sinistra popolare
palmirohyter
Offline Offline
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"italoarc" <italoar@...> sotto stretta sorveglianza ha scritto:
>
>Di certo non Rizzo. Ma che la nascita del suo partito sia strumentale lo
>considero secondario, non si basavano su questo le mie considerazioni.
>Mi dispiace se ho dato l'idea di essere un attivista del suo partito.

Assolutamente no, ci mancherebbe, siamo qui per dibattere.
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/


  --
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#53708 Da: "italoarc" <italoar@...>
Data: Lun 16 Nov 2009 10:31 pm
Oggetto: Ogg: Sinistra popolare
italoarc
Offline Offline
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La penso allo stesso modo e in parte l'ho premesso, ma ciò non
è sufficiente a spiegare il proliferare di questi partiti.
Ripeto che non ha alcuna simpatia politica per Marco Rizzo,
ma ne ho per il Pci e l'articolo metteva in cattiva luce anche
la scissione di Livorno.
Perché il Pd anziché osservare in superficie e applicare etichette
non si interroga a fondo su questi strati di società che non è in
grado di rappresentare, considerandoli quasi con fastidio?
Io non credo che per avere qualche ragione sia necessario stare
sempre dalla parte della maggioranza o dei colti, in questo caso
dell'opposizione di maggioranza.
Che il Pd non sia un partito di popolo, inteso
come partito della povera gente, credo sia un dato fatto.
Ma a queste persone chi lo offre un canale politico con le istituzioni?
Di certo non Rizzo. Ma che la nascita del suo partito sia strumentale lo
considero secondario, non si basavano su questo le mie considerazioni.
Mi dispiace se ho dato l'idea di essere un attivista del suo partito.
Ciao
Italo

--- In noberluska@yahoogroups.com, "Hytok" <elfi@...> ha scritto:
>
> "italoarc" <italoar@...> sotto stretta sorveglianza ha scritto:
> >
> >Non ho mai provato particolare simpatia per Marco Rizzo,
> >ma - per quanto possa essere a fini personalisti - la
> >sua idea di fondare un partito che, almeno a parole, cerchi di
> >recuperare la vocazione popolare del Pci trova fondamento
> >da una domanda reale, presente all'interno della società.
> >Non ho intenzione di iscrivermi, né di perorarne la causa,
> >ma rientro tra quelli che al momento non si sentono rappresentati
> >dalle proposte politiche dei due principali partiti.
> >Perché tutti dovremmo volere il bipartitismo?
>
> Fra bi e deca... fuor di celia, io credo che l'obiettivo primario di Rizzo
> e chiunque fondi un partito di sinistra-sinistra, debba essere quello di
> riagglomerare i pezzettini.
> --
> Jolan Tru
> Filippo "Hytok" Simone
> http://perestroika.iobloggo.com/
>

#53707 Da: "Hytok" <elfi@...>
Data: Lun 16 Nov 2009 9:50 pm
Oggetto: Re: Sinistra popolare
palmirohyter
Offline Offline
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"italoarc" <italoar@...> sotto stretta sorveglianza ha scritto:
>
>Non ho mai provato particolare simpatia per Marco Rizzo,
>ma - per quanto possa essere a fini personalisti - la
>sua idea di fondare un partito che, almeno a parole, cerchi di
>recuperare la vocazione popolare del Pci trova fondamento
>da una domanda reale, presente all'interno della società.
>Non ho intenzione di iscrivermi, né di perorarne la causa,
>ma rientro tra quelli che al momento non si sentono rappresentati
>dalle proposte politiche dei due principali partiti.
>Perché tutti dovremmo volere il bipartitismo?

Fra bi e deca... fuor di celia, io credo che l'obiettivo primario di Rizzo
e chiunque fondi un partito di sinistra-sinistra, debba essere quello di
riagglomerare i pezzettini.
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/

#53706 Da: "italoarc" <italoar@...>
Data: Lun 16 Nov 2009 9:47 pm
Oggetto: Ogg: Sinistra popolare
italoarc
Offline Offline
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Non ho mai provato particolare simpatia per Marco Rizzo,
ma - per quanto possa essere a fini personalisti - la
sua idea di fondare un partito che, almeno a parole, cerchi di
recuperare la vocazione popolare del Pci trova fondamento
da una domanda reale, presente all'interno della società.
Non ho intenzione di iscrivermi, né di perorarne la causa,
ma rientro tra quelli che al momento non si sentono rappresentati
dalle proposte politiche dei due principali partiti.
Perché tutti dovremmo volere il bipartitismo?

--- In noberluska@yahoogroups.com, "Hytok" <elfi@...> ha scritto:
>
> http://moscalnaso.blogspot.com/2009/10/marco-rizzo.html
>
> Marco Rizzo
> Io ricordo quando da bambini si giocava a pallone. Il pallone era sempre di
> uno di noi, ovviamente. E succedeva che quando il padrone del pallone non
> era d'accordo con gli altri, si prendeva il pallone e se ne andava a casa.
> Troppo bello sarebbe stato trovare un padrone del pallone che dicesse: "Non
> sono d'accordo con voi ma giochiamo lo stesso, tutti quanti insieme, con il
> mio pallone". Non succedeva mai.
> E non succede mai neppure adesso. Tra gli italiani vince la forza
> centrifuga. La forsa centripeta non sanno nemmeno che cosa sia. Soprattutto
> quelli di sinistra. Una volta c'era un solo partito. Poi a Livorno
> diventarono due. Poi uno di quei due si scisse ancora. Poi una scissione
> via l'altra. Oggi, a sinistra del Pd ci sono cinque partiti comunisti. Anzi
> sei, visto che la scorsa settimana è partito anche il partito di Marco
> Rizzo, Comunisti – Sinistra popolare. Nessuno riesce a capire quale sia la
> differenza ideologica fra un micro partito comunista e l'altro. Anzi
> nessuno se lo chiede visto che sono destinati alla marginalizzazione. Ma
> tutti si chiedono perché. Malattia degli estremisti? Non si direbbe. Lo
> stesso giorno in cui Pierluigi Bersani ha vinto le primarie del Pd
> superando di molto la candidatura di Franceschini, è partita la scissione
> centrista. Per Francesco Rutelli è insopportabile l'idea di stare in un
> partito guidato da un dalemiano. E se ne va in cerca di Casini. Ma non
> volevamo il bipartitismo?
>
> -Sabelli Fioretti-
> --
> Jolan Tru
> Filippo "Hytok" Simone
> http://perestroika.iobloggo.com/
>

#53705 Da: "Hytok" <elfi@...>
Data: Lun 16 Nov 2009 8:00 pm
Oggetto: Sinistra popolare
palmirohyter
Offline Offline
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http://moscalnaso.blogspot.com/2009/10/marco-rizzo.html

Marco Rizzo
Io ricordo quando da bambini si giocava a pallone. Il pallone era sempre di
uno di noi, ovviamente. E succedeva che quando il padrone del pallone non
era d’accordo con gli altri, si prendeva il pallone e se ne andava a casa.
Troppo bello sarebbe stato trovare un padrone del pallone che dicesse: “Non
sono d’accordo con voi ma giochiamo lo stesso, tutti quanti insieme, con il
mio pallone”. Non succedeva mai.
E non succede mai neppure adesso. Tra gli italiani vince la forza
centrifuga. La forsa centripeta non sanno nemmeno che cosa sia. Soprattutto
quelli di sinistra. Una volta c’era un solo partito. Poi a Livorno
diventarono due. Poi uno di quei due si scisse ancora. Poi una scissione
via l’altra. Oggi, a sinistra del Pd ci sono cinque partiti comunisti. Anzi
sei, visto che la scorsa settimana è partito anche il partito di Marco
Rizzo, Comunisti – Sinistra popolare. Nessuno riesce a capire quale sia la
differenza ideologica fra un micro partito comunista e l’altro. Anzi
nessuno se lo chiede visto che sono destinati alla marginalizzazione. Ma
tutti si chiedono perché. Malattia degli estremisti? Non si direbbe. Lo
stesso giorno in cui Pierluigi Bersani ha vinto le primarie del Pd
superando di molto la candidatura di Franceschini, è partita la scissione
centrista. Per Francesco Rutelli è insopportabile l’idea di stare in un
partito guidato da un dalemiano. E se ne va in cerca di Casini. Ma non
volevamo il bipartitismo?

-Sabelli Fioretti-
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/

#53704 Da: "Mark Bernardini" <mark.bernardini@...>
Data: Sab 14 Nov 2009 3:54 pm
Oggetto: FW: Stalingrado e San Pietroburgo
bernardinimark
Offline Offline
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From: Mark Bernardini [mailto:mark@...]
Sent: Saturday, November 14, 2009 6:51 PM
To: 'agostoni@...'
Subject: RE: Stalingrado e San Pietroburgo

Hai poco da prendere per i fondelli: io avrei detto “ho detto una cazzata” e
punto. Non è necessario essere tuttologi: per dire, io non mi occupo di
India, perché non ci capisco una sega, non so quante ne siano le province, i
distretti, o chissà quali altre unità amministrative. Se ci sono tirato per
i capelli, magari prima consulto qualche enciclopedia, persino Wikipedia
(pur se poco affidabile). Se non ho tempo, almeno evito di inerpicarmi con
enunciazioni calate dall’alto che potrebbero farmi incespicare.
Nel caso in questione, tuttavia, stiamo parlando dell’assedio di Leningrado
(lo chiama così persino il pseudo ereditiere al trono, non “di San
Pietroburgo”), durato quasi tre anni, e soprattutto della battaglia di
Stalingrado. Cristo, io e te siamo cresciuti entrambi cantando Stalingrado
<http://www.youtube.com/watch?v=6w1EgYqP7Sc>  degli Stormy Six, dovrebbe far
parte del nostro patrimonio storico, o sbaglio? E’ come se io dicessi che
Ernesto Guevara sia stato ammazzato a Cuba. Però, se lo dicessi io, l’avrei
detto in una cerchia ristretta di amici, o, al limite, nel mio blog. Tu
invece sei un giornalista, ti ascoltano decine di migliaia di persone
(persino a Mosca, come vedi). E’ una responsabilità che hai liberamente
scelto, assumitela.
Ricordo una domenica, durante il vostro programma mattutino di musica
classica, quando un pezzo russo venne spacciato per jugoslavo (o qualcosa
del genere, è passato troppo tempo). Lo feci notare, e alla puntata
successiva fu fatta una rettifica, dal medesimo conduttore, senza che ciò
dovesse rappresentare un dramma o una “lesa maestà”.
Da ultimo, mi chiedi, implicitamente, di commentare l’insieme della
trasmissione. Qui scendiamo nel campo delle opinioni, che, per definizione,
sono opinabili, perdonami la tautologia. Non mi è piaciuto quel che avete
detto sull’Unione Sovietica, non mi è piaciuto quel che avete detto sulla
cosiddetta (in Occidente) “cortina di ferro”, e soprattutto non mi è
piaciuto quel che avete detto su Tito. Ma qui, appunto, le opinioni sono
come le corna: ciascuno ha le sue. Esprimere una linea editoriale (che non
condivido) è una cosa, fornire false informazioni (che, ribadisco, finora
sono state fornite solo dal TG 2 berlusconiano) è ben altra, ti pare? E bada
che sono stato per quindici anni (fino allo scioglimento) nel PCI, e persino
al suo interno – per non parlare dei gruppi extraparlamentari – venivo
chiamato “socialdemocratico” (ricorderai certamente quanto fosse offensivo,
all’epoca). Peccato che ora tutta quella gentaglia sia passata al PD (e, per
fortuna pochi, tra i “gruppettari”, addirittura al PDL) ed ora mi dia
dell’estremista: io sono rimasto sempre uguale (che palle, eh?), loro
intanto hanno fatto “sguish”.
E’ vero: con Radio Popolare non vado più d’accordo, dopo averci collaborato
per dieci anni gratuitamente “per la causa”, trovi tutto qui
<http://www.bernardini.com/radiopop.htm> , o altrimenti basterebbe che tu
chiedessi a quanti cito nella pagina che ti ho così linkato, ma cadiamo
nuovamente nella personalizzazione. Basterebbe, come dicevo all’inizio, fare
una rettifica: non ci sarebbe nulla di male, e ti farebbe onore.
Mark Bernardini
mark@...
www.bernardini.com

> -----Original Message-----
> From: agostoni@... [mailto:agostoni@...]
> Sent: Saturday, November 14, 2009 6:19 PM
> To: mark@...
> Subject: Re: Stalingrado e San Pietroburgo
>
> >
> Grazie, maestro.
> Ieri notte mentre registravo mi è scappata sta cazzata.
> Spero non abbia inficiato il lavoro di una notte, visto che l'unica cosa
> che commenti è questo errore...
> Prima di venir denunciato dal sindaco di san pietroburgo farò rettifica a
> mezzo stampa...
> Claudio
>
> Complimenti, finora un errore del genere lo hanno fatto solo quelli del TG
> > 2: San Pietroburgo non è mai stata Stalingrado! Anche perché, tra le
due
> > città ci sono 1.692 km (come da Milano a Trapani). San Pietroburgo nel
> > 1914
> > fu rinominata Pietrogrado per fare uno sgarbo ai Prussiani (Prima Guerra
> > Mondiale), Leningrado nel 1924 (alla morte di Lenin) e di nuovo San
> > Pietroburgo da El’cin nel 1991; Volgograd si è chiamata Caricyn (per
la
> > pronuncia: Zarizin) fino al 1925 e Stalingrado fino al 1961.

#53703 Da: "Mark Bernardini" <mark.bernardini@...>
Data: Sab 14 Nov 2009 2:35 pm
Oggetto: Via Poma, nel condominio di Simonetta muore suicida un avvocato
bernardinimark
Offline Offline
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Come M'arrazzo a farsi fare i pompini nel condominio delle Brigate Rosse? Ma per favore...

 

Feed: Unità
Posted on: Saturday, November 14, 2009 5:12 PM
Author: l'Unità
Subject: Via Poma, nel condominio di Simonetta muore suicida un avvocato

 

Un colpo d'arma da fuoco alla tempia, in un appartamento in via Poma, proprio nello stesso condominio in cui diciannove anni fa fu ritrovato il corpo senza vita di Simonetta Cesaroni. Si sarebbe tolto la vita in questo modo Massimo Buffoni, avvocato, noto penalista. A ritrovare il suo corpo, i suoceri che hanno chiamato i Vigili del fofo. Sul luogo è presente anche la polizia scientifica per effettuare tutti i rilievi del caso.


ПроÑмотреть Ñтатью...


#53702 Da: "Mark Bernardini" <mark.bernardini@...>
Data: Sab 14 Nov 2009 2:22 pm
Oggetto: Il Muro di Berlino spostato sui confini della Russia
bernardinimark
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From: crj-mailinglist@yahoogroups.com [mailto:crj-mailinglist@yahoogroups.com] On Behalf Of Coord. Naz. per la Jugoslavia
Sent: Saturday, November 14, 2009 5:15 PM
To: jugoinfo@yahoogroups.com; crj-mailinglist@yahoogroups.com
Cc: aa-info@yahoogroups.com
Subject: [JUGOINFO] Il Muro di Berlino spostato sui confini della Russia

 

Il Muro di Berlino spostato sui confini della Russia

 

1) 1989-2009: Il Muro di Berlino si sposta sui confini della Russia 

di Rick Rozoff

 

2) NIJEMACIMA BILO BOLJE U DDR-U I KOMUNIZMU / Nostalgia o senso della realtà? Un sondaggio tedesco rivela che la maggioranza dei tedeschi dell´Est rimpiange le conquiste socialiste...

 

3) Nell'Europa dell'est cresce la nostalgia del comunismo

Vedi anche / see also:


Berlin Wall: From Europe Whole And Free To New World Order
Rick Rozoff - Stop NATO - November 9, 2009

 

A venti anni dalla caduta del Muro di Berlino

Dossier - dibattito sul sito di Contropiano

 

L'addio al comunismo? È costato un milione di morti. Nell'Est la mortalità è aumentata del 13% per le privatizzazioni

di Mara Gergolet - su Corriere della Sera del 09/11/2009

 

Altri articoli sul milione di morti causati dal capitalismo:

 

=== 1 ===

 

(the original  english text also at: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6563 )

 

1989-2009: Il Muro di Berlino si sposta sui confini della Russia 

 

di Rick Rozoff

 

 

(Una analisi della situazione venti anni dopo lo... spostamento del Muro di Berlino verso il confine russo; articolo segnalato dal Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus)

 

 Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova


Stop NATO - 7 novembre 2009

Il 9 novembre segnerà il ventesimo anniversario della decisione da parte del governo della Repubblica Democratica di Germania di aprire valichi di passaggio nel muro che separava i settori orientali ed occidentali di Berlino.
Dal 1961 al 1989 il muro aveva costituito una linea di divisione nella -, un simbolo di -, e un metonimo per -, Guerra Fredda. 
Una generazione successiva a questi eventi si incontrerà a Berlino per commemorare la "caduta del Muro di Berlino", l´ultima vittoria che l´Occidente può rivendicare negli ultimi due decenni. 

Impantanati nella guerra in Afghanistan, nell´occupazione dell´Iraq e nella peggior crisi finanziaria dal tempo della Grande Depressione degli anni Trenta del secolo scorso, gli Stati Uniti, la Germania e l´Occidente nel suo complesso sono ansiosi di gettare un tenero sguardo all´indietro verso quello che è apparso come il loro più grande trionfo, il collasso del blocco socialista nell´Est Europeo seguito a ruota stretta dalla dissoluzione dell´Unione Sovietica. 
Tutti gli attori di questo dramma -  Ronald Reagan, Mikhail Gorbachev, George H. W. Bush (N.d.tr.: Bush padre!), Vaclav Havel, Lech Walesa - e gli eventi che hanno condotto a questo, saranno con riverenza elogiati e considerati degni di celebrità. 
Gorbachev assisterà (forse con qualche imbarazzo?) alla festa di anniversario alla Porta di  Brandenburgo e le pagine di editoriali di tutto il mondo, dense di deferenza, ripeteranno la litania di banalità, di cose pietose, di elogi auto-gratificanti e di grandiose rivendicazioni, come ci si deve aspettare per l´occasione. 
Quelli che non verranno riportati sono i commenti come quello pronunciato il 6 novembre da Mikhail Margelov, Presidente della Commissione per gli Affari Esteri della Camera Alta del Parlamento Russo, il Consiglio della Federazione. Vale a dire, che "il Muro di Berlino è stato sostituito da un cordone sanitario di nazioni ex-Sovietiche, dal Mar Baltico al Mar nero." [1]

Con l´unificazione, prima di Berlino e poi dell´intera Germania, l´Unione Sovietica e il suo Presidente Mikhail Gorbachev avevano ricevuto assicurazioni che l´Organizzazione del Trattato Nord-Atlantico (NATO) non si sarebbe allargata verso est, verso i confini dell´URSS.  

Gorbachev ribadisce che nel 1990 l´allora Segretario di Stato James Baker gli aveva dichiarato: "Guarda, se tu ritiri le tue truppe e consenti l´ingresso della Germania  nella NATO, la NATO non si espanderà di un pollice verso est." [2]
Non solo l´ex Germania Est veniva assorbita dalla NATO, ma negli ultimi dieci anni anche altri alleati del Patto di Varsavia entravano come membri di diritto del blocco NATO - Bulgaria, la Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.
La Russia è stata attaccata dall´Occidente per due volte, dai più imponenti eserciti di invasione mai assemblati nel continente Europeo e a un tempo nel mondo (nonostante le valutazioni iperboliche di Erodoto relative all´armata di Serse), quello di  Napoleone Bonaparte nel 1812 e di Adolf Hitler nel 1941. Il primo esercito consisteva di 700.000 uomini e il secondo di 5 milioni.
Le preoccupazioni di Mosca per l´accerchiamento invasivo militare a cui è sottoposta e il suo desiderio di assicurarsi almeno delle zone neutre tampone attorno ai suoi confini occidentali sono invariabilmente dipinte negli Stati Uniti e nelle capitali Occidentali alleate degli USA come una qualche combinazione di paranoia Russa e di trama per far rivivere l´"Impero Sovietico". 

Quello che i luminari auto-incensanti di geopolitiche Occidentali pensano sul concetto di neutralità verrà considerato più avanti.

Con l´espansione del blocco militare, dominato dagli USA, nell´Europa Orientale nel 1999 e nel 2004, in quest´ultimo caso non solo i restanti stati non-Sovietici dell´ex Patto di Varsavia ma tre delle repubbliche ex-Sovietiche sono divenute membri effettivi della NATO, attualmente esistono cinque nazioni NATO che confinano con la Russia. Tre direttamente adiacenti alla sua terraferma - Estonia, Lettonia e Norvegia - e due più contigue all´exclave di Kaliningrad,  la Lituania e la Polonia. 

La Finlandia, la Georgia, l´Ucraina e l´Azerbaijan si stanno preparando a seguirne l´esempio e così si completerà l´accerchiamento dal Golfo di Barents al Baltico, dal Mar Nero al Mar Caspio. 
La lunghezza del Muro di Berlino che separava la Berlino Ovest dalla Repubblica Democratica Tedesca era di 96 miglia. Il cordone militare NATO dalla Norvegia nord-orientale all´Azerbaijan settentrionale andrebbe ad estendersi oltre le 3.000 miglia (più di 4.800 chilometri).
Di recente, un notiziario Russo commentava così la spesa di 110 milioni di dollari da parte degli USA per migliorare due delle sette nuove basi militari che il Pentagono ha acquisito sul Mar Nero di fronte alla Russia : "Le installazioni in Romania e in Bulgaria sono in linea con il programma di rilocazione delle truppe Americane in Europa annunciato nel 2004 dall´allora Presidente George Bush. Il principale obiettivo è la dislocazione il più vicino possibile ai confini della Russia." [3]

Il muro che sta per essere eretto e allacciato attorno a tutta la Russia Europea non è una ridotta difensiva, una barriera di protezione. Si tratta di una falange di basi e di strutture militari in avanzamento senza tregua.
Il mese scorso, il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen era in Lituania per ispezionare la Base Aerea Siauliai, dalla quale gli aerei da guerra della NATO hanno condotto ininterrottamente pattugliamenti sopra il Mar Baltico per più di cinque anni, navigando sopra le coste della Russia, a tre minuti di volo da St. Pietroburgo.
In questa occasione, la nuova Presidente della Lituania Dalia Grybauskaite ha dichiarato: "Noi abbiamo ricevuto assicurazioni che la NATO è tuttora interessata ad impegnarsi nella difesa della regione Baltica...  Sono contenta di vedere qui, in Lituania, il Segretario Generale della NATO, nell´unica, ma molto importante base aerea della NATO presente negli stati Baltici. Questo è uno dei punti cruciali di difesa NATO nella regione Baltica." [4]
Nella contigua Polonia, un servizio giornalistico dello scorso aprile ha fornito dettagli sul grado dello sviluppo sempre crescente dell´Alleanza Atlantica nella nazione:

"Gli investimenti della NATO in infrastrutture di difesa in Polonia nei prossimi cinque anni potranno aumentare a più di un miliardo di euro (1 euro = 4,15 zloty)...  
"La Polonia è forse l´area del più largo volume di investimenti della NATO nel mondo. 
"Al presente, sono vicini al completamento lavori di costruzione o di ammodernamento su sette aeroporti militari, due porti marittimi, cinque depositi di carburante, come su sei basi strategiche radar a lungo raggio. Progetti di posto comando di difesa aerea a Poznan, Varsavia, e Bydgoszcz hanno già ricevuto il benestare inizio lavori, come pure un progetto di comunicazioni radio a Wladyslawowo.
"Fra le altre cose, i nuovi investimenti includeranno l´equipaggiamento di aeroporti militari a Powidz, Lask e Minsk Mazowiecki con nuove installazioni di logistica e difesa." [5]
La Polonia, presto, ospiterà qualcosa come 196 missili Americani intercettori Patriot e 100 militari incaricati del loro funzionamento, ed esiste un sito analogo per il dispiegamento di batterie di missili Americani anti-balistici SM-3. 

Come abbiamo fatto menzione in precedenza, Washington e la NATO si sono assicurati l´uso a tempo indefinito di sette basi militari in Bulgaria e Romania, prossime al Mar Nero della Russia, incluse le basi aeree di Bezmer e Graf Ignatievo in Bulgaria e la base aerea di Mihail Kogalniceanu in Romania. [6]
Il 28 ottobre si trovava in Romania il Gen. Roger Brady, comandante delle Forze Aeree USA in Europa, per sovrintendere alle manovre di addestramento militare congiunte, durante le quali "la Forza Aerea USA effettuava 100 missioni, metà delle quali avvenivano in collaborazione con la Forza Aerea della Romania."  [7]
Il Pentagono conduce esercitazioni annuali NATO "Brezza di Mare" in Ucraina, nella Crimea, dove è di base la Flotta Russa del Mar Nero. 

Inoltre dirige regolarmente manovre militari di "Risposta Immediata" in Georgia, la più ampia di queste esercitazioni da far risalire ai giorni che hanno preceduto l´attacco della Georgia contro l´Ossezia del Sud e il conflitto risultante con la Russia nell´agosto 2008, e attualmente una manovra è in fase di completamento. 

Nel mese di maggio gli USA hanno condotto in Georgia le annuali esercitazioni tattiche   "Cooperative Longbow 09/Cooperative Lancer NATO Partnership for Peace", con l´impiego di 1.300 uomini di truppa di 19 nazioni.[8] 
Pochi giorni fa, si trovava in Georgia il Generale Comandante dell´Esercito USA in Europa, Generale Carter F. Ham, per "informarsi sull´addestramento di "Immediate Response 2009" in corso fra l´esercito USA e quello della Georgia" e per "visitare la Base Militare di Vaziani e sovrintendere alle esercitazioni." [9] 
Un ufficiale Russo, Dmitry Rogozin, parlava di queste esercitazioni militari congiunte e metteva in guardia che "Noi tutti abbiamo presente che simili attività avvenute lo scorso anno hanno avuto un seguito con gli avvenimenti di questo agosto." [10]
In un giornale Georgiano, un editoriale sulle manovre militari confermava le apprensioni Russe reiterando questo collegamento: "La Georgia sta combattendo in Afghanistan per la pace e la stabilità, in modo da assicurare alla fine pace e stabilità in Georgia, perché chi semina bene raccoglie senza dubbio meglio, nella pienezza dei tempi." [11]. Che è come dire, dato che la Georgia assiste militarmente gli USA in Afghanistan, allora gli USA forniranno appoggio alla Georgia in qualche futuro conflitto con i suoi vicini nel Caucaso. 

La stampa mondiale ha di recente riferito su una visita di tre giorni del Ministro degli Esteri Polacco Radoslaw Sikorski negli Stati Uniti per, fra le altre cose, "incontrare il Segretario di Stato USA Hillary Clinton... per discutere della situazione in Afghanistan e di una nuova proposta Statunitense per uno scudo missilistico" [12] e per tenere una conferenza alla Brookings Institution, dove ha trattato del programma di Partnership Orientale di Polonia, Svezia ed Unione Europea per inglobare   Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia ed Ucraina nell´orbita "Euro-Atlantica" e delle preoccupazioni di Mosca che l´Occidente stia muovendosi per assumere il controllo dell´area ex Sovietica: "L´Unione Europea non necessita del consenso della Russia." [13]
Quantunque, ciò che ha suscitato maggiori controversie è stato il suo discorso ad una conferenza sponsorizzata dal Centro Internazionale di Studi Strategici (CSIS), dal titolo "Gli Stati Uniti e l´Europa Centrale: interessi strategici convergenti o divergenti?" 
Naturalmente, il principale motivo della conferenza era il ventesimo anniversario della fine della Guerra Fredda simbolizzata dallo smantellamento del Muro di Berlino.
L´ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Zbigniew Brzezinski presentava una relazione densa di riferimenti alle supposte "aspirazioni imperiali" della Russia, alle minacce Russe contro la Georgia e l´Ucraina e alle intenzioni della Russia di diventare una "potenza mondiale imperiale." [14]
Sikorski, non un estraneo a Washington, qui essendo stato membro residente presso l´American Enterprise Institute e direttore esecutivo del New Atlantic Initiative dal 2002-2005, prima di ritornare in patria per diventare Ministro della Difesa della Polonia, suggeriva che le recenti manovre militari congiunte Bielorusso-Russe necessitavano di impegni più decisi della NATO nel Nord-Est dell´Europa. 

Ribadiva che l´impegno di assistenza militare secondo l´Articolo 5 dello Statuto dell´Alleanza - fra parentesi, ecco il perché a presto andranno in Afghanistan almeno 3.000 soldati Polacchi - era troppo "vago" e proponeva come alternativa più concreta qualcosa come i 300.000 uomini di truppa USA di stanza nella Germania Ovest durante la Guerra Fredda.[15]
Successivamente, il governo Polacco ha negato che il suo Ministro degli Esteri esplicitamente avesse invocato un dispiegamento di truppe Americane, e di fatto non l´aveva chiesto, ma i suoi commenti erano in linea con diversi altri avvenimenti e dichiarazioni recenti.
Per esempio, lo scorso ottobre la Polonia dichiarava pubblicamente che era stato pianificato un imponente miglioramento delle sue forze armate per 60 miliardi di dollari.  

"Il Ministro della Difesa Bogdan Klich rendeva di pubblico dominio un piano... per modernizzare l´esercito mediante 14 programmi: sistemi di difesa aerea, elicotteri da combattimento e da trasporto, modernizzazione della flotta, aerei per attività spionistica e telecomandati, simulatori da addestramento ed equipaggiamento per le truppe... Klich annunciava piani per la costruzione di un nuovo velivolo per addestramento al combattimento LIFT, di rampe di lancio per missili Langust,  di obici auto-propulsi Krab, di rampe per razzi Homar, e di un numero maggiore di mezzi blindati Rosomak e dichiarava una spesa di 30 miliardi di zloty per la sola modernizzazione dell´esercito." [16]

L´arrivo, in quello stesso periodo, del cacciatorpediniere USS Ramage della flotta da guerra Statunitense con i suoi 250 marines, freschi di manovre NATO sulle coste della Scozia, "per partecipare ad una esercitazione militare con ufficiali della flotta Polacca,"  prova che i desideri di Sikorski non erano stati ignorati. [17] 

Prima della sua partenza, la rete televisiva locale TVN24 riportava che la USS Ramage "mentre partecipava alle manovre congiunte USA-Polacche... sparava sulla costa della Polonia". [18]  

 [N.d.tr.: Il 28 ottobre, sono partiti tre colpi da una mitragliatrice M240 della USS Ramage, che stazionava in prossimità del porto della cittadina Gdynia. I colpi sono piovuti sulla cittadina polacca, senza provocare vittime. La notizia si è diffusa dopo che diversi abitanti della cittadina si erano rivolti alle locali autorità di polizia per denunciare di aver udito forti spari di origine sconosciuta. La polizia polacca ha quindi abbordato la nave americana per avviare un´inchiesta sull´accaduto. Le autorità militari statunitensi hanno spiegato che un membro dell'equipaggio avrebbe accidentalmente fatto partire tre colpi, mentre puliva la M240.

Questa è almeno la versione ufficiale che tuttavia lascia aperto più di un interrogativo, visto che le caratteristiche dell´arma rendono piuttosto improbabile che un colpo possa partire durante la sua manutenzione. La USS Ramage stava ritornando al porto dopo l´esercitazione NATO sul Mar Baltico.]

Il Comandante Tom Williamson comunicava all´ambasciata USA a Varsavia: "L´equipaggio della USS Ramage è stato sottoposto ad inchiesta in relazione all´accaduto." [19]

Successivamente, un´altra nave da guerra Americana, il cacciatorpediniere lanciamissili USS Cole dotato di missili teleguidati di tipo Aegis, che aveva partecipato alle manovre navali congiunte in Scozia "Joint Warrior 09-2", attraccava in Estonia. 
Agli inizi di questo mese, la fregata lanciamissili USS John L. Hall che vedeva imbarcati "uomini di marina del Nono Distaccamento dello Squadrone 48 di Elicotteri Anti-Sottomarino" [20] arrivava in Lituania. 

Sulla visita, un ufficiale della marina USA dichiarava: "Noi siamo qui come esempio della presenza continua della Marina Militare degli Stati Uniti nel Mar Baltico... Inoltre siamo qui per collaborare con la Marina da Guerra Lituana, nostro partner prezioso e la nostra visita fa parte delle relazioni in corso fra i nostri due paesi e le nostre due flotte." [21]
A dimostrazione di come navi da guerra Americane reiterassero la loro "presenza continua nel Mar Baltico", il Ministro della Difesa dell´Estonia affermava che "la NATO possiede piani di difesa per i Paesi Baltici, e questi piani sono in pieno sviluppo" [22], e il suo collega Lituano ribadiva: "Per la Lituania è importante che il nuovo Concetto di Alleanza Strategica vada ad includere punti che prevedono l´unità collettiva per l´applicazione della sicurezza strategica nella regione del Mar Baltico e la comune responsabilità per il futuro delle operazioni militari dell´Alleanza." [23]
Il Ministro della Difesa Estone Jaak Aaviksoo dichiarava all´Associated Press "che il suo paese vedeva all´orizzonte nuove minacce, dal momento che la Russia aveva invaso la Georgia l´anno passato e dal fatto che nel 2007 un attacco cibernetico aveva preso di mira l´Estonia." 
"Aaviksoo progetta di incontrare il Ministro della Difesa degli USA Robert Gates" il 10 novembre. [24]
Il Presidente dell´Estonia Toomas Hendrik Ilves, un espatriato Americano ed ex attivista della Radio Libera Europa, proponeva che manovre NATO si tenessero negli stati Baltici. 
Recentemente, il Ministro della Difesa Imants Liegis confermava che "nella prossima estate la Lituania avrebbe condotto esercitazioni militari su larga scala, in risposta alle manovre strategiche Russo-Bielorusse." [25] Senza dubbio, non da sola! 


Il catalogo soprastante delle attività militari e delle dichiarazioni bellicose fa supporre un alt alle ottimistiche aspettative risultanti dalla fine della Guerra Fredda, che di fatto non è mai terminata ma ha spostato le sue operazioni, in buona sostanza, verso Oriente.
Comunque, coloro i cui i nomi saranno evocati ed invocati il 9 novembre in occasione dell´anniversario dell´abbattimento del Muro di Berlino non hanno avuto successo nell´immediato periodo successivo.
Tre anni dopo la caduta del Muro, George H. W. Bush senior, perfino un anno dopo l´Operazione "Tempesta sul Deserto", è diventato solo il terzo Presidente Americano, a partire dall´Ottocento, a perdere il tentativo di una rielezione. 
Quattro anni dopo la caduta, Mikhail Gorbachev concorreva alla Presidenza della Russia e riceveva solo lo 0.5% dei voti.
Nella sua ultima corsa alla Presidenza della Polonia nel 2000, Lech Walesa, visto che il suo elettorato nazionale aveva finalmente capito qualcosa sul suo conto, ha ricevuto l´1% dei consensi.
Ma lui e i suoi camerati Occidentali eroi della Guerra Fredda marciano ancora e sempre per affrontare la Russia durante l´attuale fase di un nuovo conflitto.
In luglio, in quella che è stata intestata come "Una lettera aperta all´Amministrazione Obama dall´Europa Centrale e Orientale", campioni della vecchia/nuova Guerra Fredda, come Lech Walesa, Vaclav Havel, Valdas Adamkus, Alexander Kwasniewski e Vaira Vike-Freiberga - Adamkus ha vissuto per diversi decenni negli USA e Vike-Freiberga in Canada - hanno inchiodato la loro retorica anti-Russa a toni che non si erano mai più uditi dall´epoca dell´Amministrazione Reagan.

Questi, alcuni dei loro commenti:
"Noi abbiamo operato per costruire rapporti d´amicizia e relazioni bilaterali. Noi rappresentiamo voci dell´Atlantismo all´interno della NATO e dell´Unione Europea. Le nostre nazioni si sono sempre impegnate a fianco degli Stati Uniti nei Balcani, in Iraq, e attualmente in Afghanistan... Nubi tempestose hanno cominciato ad ammassarsi all´orizzonte della politica estera"
"Le nostre speranze per un miglioramento delle relazioni con Mosca e che finalmente Mosca si capacitasse del tutto della nostra completa sovranità ed indipendenza, dopo il nostro ingresso nella NATO e nell´Unione Europea, non si sono pienamente realizzate. Al contrario, la Russia è ritornata ad essere una potenza revisionista inseguendo un programma Ottocentesco, però con tattiche e metodi del XXI secolo."
"Il pericolo è che la strisciante intimidazione di Mosca e i tentavi di allargare la sua influenza nella regione possano portare fuori tempo ad una neutralizzazione de facto della regione." 
"La nostra regione ha patito quando gli Stati Uniti hanno dovuto sottostare al `realismo´ di Yalta. 

E ha goduto benefici quando gli Stati Uniti hanno usato la loro potenza in una lotta di principio. Questo è stato cruciale durante la Guerra Fredda e quando si sono aperte le porte alla NATO. Avesse prevalso un analogo `realistico´ punto di vista agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, ora noi non saremmo nella NATO... " 

"Noi sentiamo il bisogno di un rafforzamento della NATO come il più importante punto di collegamento fra Stati Uniti ed Europa per la sicurezza. Per noi la NATO rappresenta la sola credibile potenza che ci garantisce in modo deciso la sicurezza.  La NATO deve riconfermare la sua funzione centrale di difesa collettiva, anche adesso che siamo nel XXI secolo soggetti a nuove minacce.  Un fattore chiave a partecipare con tutte le nostre potenzialità alle missioni di spedizione oltremare della NATO è il pensiero che noi siamo sicuri a casa nostra." [26]

Quindi, la missiva collettiva clamorosamente appoggiava i progetti USA per l´intercettazione di missili nell´Europa Orientale e appoggiava la Georgia di Mikheil Saakashvili (un altro ex-residente negli Stati Uniti) come motivo di riferimento per un nuovo confronto con la Russia. 

Il 22 settembre, il Britannico The Guardian pubblicava una simile "Lettera Aperta" di gruppo, questa volta sottoscritta da Vaclav Havel, Valdas Adamkus, Mart Laar, Vytautas Landsbergis, Otto de Habsbourg, Daniel Cohn Bendit, Timothy Garton Ash, André Glucksmann, Mark Leonard, Bernard-Henri Lévy, Adam Michnik e Josep Ramoneda, che faceva appello all´Europa per un appoggio alla Georgia, e metteva in evidenza storiche allusioni ad avvenimenti attuali, prima del settantesimo anniversario dell´inizio della Seconda Guerra Mondiale e del ventesimo della caduta del Muro di Berlino:  
"Nel momento in cui l´Europa ricorda la vergogna del patto Ribbentrop-Molotov del 1939 e gli accordi di Monaco del 1938, e quando si prepara a celebrare la caduta del Muro di Berlino e lo smantellamento della Cortina di Ferro del 1989, una questione ci sorge nella mente: "Abbiamo veramente imparato le lezioni della storia?" 
"Vent´anni dopo l´emancipazione di mezzo continente, un nuovo muro sta per essere innalzato in Europa - questa volta attraverso il territorio sovrano della Georgia.
"Noi facciamo appello urgente ai 27 leaders democratici dell´Unione Europea di definire una attiva strategia opportuna ad aiutare la Georgia a riguadagnare pacificamente la sua integrità territoriale e ad ottenere il ritiro delle forze Russe illegalmente stazionanti sul suolo Georgiano... Diventa essenziale che l´Unione Europea e i suoi stati membri inviino un chiaro ed inequivocabile messaggio all´attuale dirigenza Russa." [27]

La Georgia è divenuta una duplice Cecoslovacchia, quella del 1938 e quella del 1968, una nuova Berlino, una nuova Polonia e così via. 

Personaggi dell´Europa Orientale ed Occidentale, come i firmatari dell´appello precedente, contrariamente a quello che asseriscono, sono nostalgici della Guerra Fredda e ansiosi di lanciare una nuova crociata contro una Russia stroncata ed indebolita.  
Nel pieno stile degli "interventi umanitari" degli anni Novanta del secolo scorso, queste campagne sono la loro merce in vendita.
Ma la richiesta di una maggior "potenza decisa" che gli Stati Uniti dovrebbero fornire in Europa, così come nel Caucaso e di una espansione della NATO verso i confini della Russia, può provocare una catastrofe, che il continente e il mondo erano stati abbastanza fortunati da avere scampato la prima volta.

 

Note
1) Agenzia Russa di Informazioni Novosti, 6 novembre 2009
2) Riportato da Bill Bradley, Foreign Policy (Politica Estera), 7 novembre, 2009
3) Voce della Russia, 22 ottobre 2009
4) Presidente della Repubblica di Lituania, 9 ottobre 2009
5) Warsaw Business Journal, 20 aprile 2009
6) Bulgaria, Romania: basi USA e NATO per la guerra ad Oriente.  Stop NATO, 24 ottobre 2009
  http://rickrozoff.wordpress.com/2009/10/25/bulgaria-romania-u-s-nato-bases-for-war-in-the-east
7) U.S. Air Forces in Europa, 29 ottobre 2009
8) Esercitazioni tattiche NATO in Georgia: minacce di una nuova guerra nel Caucaso. 

    Stop NATO, 8 maggio 2009 a: 

21) Ibid
22) Baltic Business News, 27 ottobre 2009
23) Defense Professionals, 26 ottobre 2009
24) Associated Press, 2 novembre 2009
25) Russian Information Agency Novosti, 2 novembre 2009
26) Gazeta Wyborcza, 15 luglio 2009
27) The Guardian, 22 settembre 2009

 

 

Da quarant´anni Rick Rozoff si è sempre impegnato in attività contro la guerra e contro ogni interventismo in varie organizzazioni. Vive a Chicago, nell´Illinois. È l´amministratore della lista

 e-mail internazionale Stop NATO a: http://groups.yahoo.com/group/stopnato/ 

Rick Rozoff è assiduo collaboratore di Global Research.  

 

 

=== 2 ===

 

Nostalgia o senso della realtà?

Secondo un sondaggio del tedesco Institut Emnid, pubblicato nella Berliner Zeitung, la maggioranza dei tedeschi dell´Est rimpiange le conquiste socialiste e considera che l´ex DDR aveva "più lati positivi che negativi". Il 49% risponde che "c´era qualche problema, ma nell´insieme vivevamo bene". Un altro 8% ritiene che " nella DDR c´erano soprattutto aspetti positivi e vivevamo contenti e meglio che nella Germania riunificata di oggi".

In Ungheria, secondo l´istituto tedesco GFK-Hungaria, il 62% dei cittadini considera che l´epoca di Kadar (1957-1989) è stata "la migliore di tutta la storia ungherese" (era il 53% nell´analogo sondaggio del 2001); mentre il 60% considera i due ultimi decenni, dopo il 1989, "il periodo più infelice di tutto il XX secolo" (erano il 48% nel 2001).

(fonte: http://www.lernesto.it/ )

=== 3 ===

http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=18560

Nell'Europa dell'est cresce la nostalgia del comunismo

di

su Reuters del 09/11/2009

Solo il 30% degli ucraini si dice a favore del passaggio alla democrazia, quando nel 1991 era il 72%. In Bulgaria e Lituania, il crollo del numero dei favorevoli al cambio di regime si è fermato poco sopra la metà della popolazione, quando nel 1991 i tre quarti degli abitanti erano favorevoli alla transizione. In Ungheria, uno dei paesi più colpiti dal peggioramento economico, il 70% di quelli che nel 1989 erano già adulti confessa di esser rimasto deluso dai risultati del cambio di regime.

Vent'anni dopo la caduta del comunismo, Belene (Bulgaria) è un posto ormai dimenticato e soltanto una piccola targa di marmo ne ricorda la storia. Mentre la nostalgia del passato cresce nel piccolo paese balcanico e nell'ex blocco sovietico. Il fallimento del capitalismo nel migliorare le condizioni di vita (della popolazione), nell'imporre lo stato di diritto e nell'arginare la corruzione dilagante e il nepotismo ha aperto la strada a ricordi del tempo in cui il tasso di disoccupazione era a zero, il cibo era economico e la sicurezza sociale era alta.

"Le cose negative sono state dimenticate", dice Rumen Petkov, 42 anni, un tempo guardia e oggi impiegato nell'unica prigione che ancora funziona sull'isola di Persin. "La nostalgia è palpabile, soprattutto tra i più anziani" dice. Alcuni ragazzi della povera cittadina di Belene, unita all'isoletta da un pontile, rievocano il passato: "Un tempo vivevamo meglio", dice Anelia Beeva, 31 anni. "Andavamo in vacanza al mare e in montagna, c'erano abiti, scarpe e cibo in abbondanza. Mentre adesso spendiamo quasi tutto il nostro stipendio in generi alimentari. Quelli che hanno una laurea sono disoccupati e se ne vanno all'estero", aggiunge.

In Russia, negli ultimi anni hanno aperto molti ristoranti che si ispirano al periodo comunista, soprattutto a Mosca: molti organizzano "serate della nostalgia", in cui i giovani si vestono da pionieri, la versione sovietica dei boy scout e delle guide, e ballano i classici del periodo comunista. Champagne sovietico e i cioccolatini "Ottobre rosso" rimangono i più richiesti per festeggiare i compleanni. In estate, in tutto il paese s'incontrano magliette e cappellini da baseball con la scritta "Urss".

DISINCANTO 

Nei paesi ex comunisti dell'Europa orientale, c'è un diffuso disincanto nei confronti della democrazia e i sondaggisti dicono che la sfiducia nei confronti delle elite che li hanno resi cittadini dell'Unione Europea è impressionante. Un sondaggio regionale svolto a settembre dal centro di ricerca americano Pew ha evidenziato che in Ucraina, Bulgaria, Lituania e Ungheria c'è stata una drastica caduta della fiducia nella democrazia e nel capitalismo. Il sondaggio ha fatto emergere che soltanto il 30% degli ucraini si dice a favore del passaggio alla democrazia, quando nel 1991 era il 72%. In Bulgaria e Lituania, il crollo (del numero di coloro favorevoli al cambio di regime) si è fermato poco sopra la metà della popolazione, quando nel 1991 i tre quarti degli abitanti erano favorevoli (alla transizione).

Le analisi elaborate dall'organizzazione americana per i diritti umani Freedom House confermano l'arretramento o la stagnazione per quanto riguarda (la lotta alla) corruzione, la capacità di governo, l'indipendenza dei media e la società civile nei nuovi membri Ue.

La crisi economica globale che ha colpito la regione e ha messo fine a sei-sette anni di crescita, sta mettendo in crisi i rimedi del capitalismo neoliberalista prescritto dall'occidente. Le speranze di raggiungere il tenore di vita dei ricchi vicini occidentali sono state rimpiazzate da un senso di ingiustizia, provocato dall'allargarsi della forbice tra ricchi e poveri.

Secondo un sondaggio svolto a ottobre da Szonda Ipsos, in Ungheria, uno dei paesi più colpiti dal peggioramento economico, il 70% di quelli che nel 1989 erano già adulti confessa di esser rimasto deluso dai risultati del cambio di regime.

Gli abitanti dei paesi dell'ex Jugoslavia, segnati dalle guerre etniche degli anni Novanta e non ancora ammessi nell'Unione Europea, coltivano nostalgie del periodo socialista di Josip Tito, durante il quale -- diversamente da quanto accade oggi -- per loro era possibile viaggiare in Europa senza bisogno di visti. "All'epoca tutto era meglio di oggi. Non c'era la criminalità di strada, i posti di lavoro erano sicuri e i salari erano sufficienti per garantire una condizione di vita decente" dice Koviljka Markovic, 70 anni, pensionato belgradese. "Io oggi con la mia pensione di 250 euro al mese riesco a malapena a sopravvivere".


#53701 Da: "Hytok" <elfi@...>
Data: Sab 14 Nov 2009 10:43 am
Oggetto: La ministronza
palmirohyter
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http://www.afnews.info/public/afnews/2009/11/audio-intervista-ministra-sotto-tir\
o-ne.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Afnews-info+(\
afnews-info)

“Un coro di indignazione da parte di tutto il Parlamento ha segnato
l'uscita del nuovo libro di Alessio Spataro, "La Ministronza" (GRRRzetìc
Editrice), dedicato alla biografia del ministro della gioventù Giorgia
Meloni. Partita dal quotidiano Il Secolo, la notizia che un libro a fumetti
osi coinvolgere un ministro della repubblica per di più donna al centro di
una feroce satira ha fatto il giro di tutte le testate giornalistiche
creando grande clamore in cui la vocazione censoria di tutto l'arco
parlamentare mostra ancora una volta quanto sia viziato il mondo della
comunicazione nel nostro paese. "Parlano del mio libro per non parlare dei
progetti di legge di sostegno alle comunità giovanili da parte del ministro
che nascondono finanziamenti governativi a realtà come Casa Pound ed altri
covi fascisti" spiega l'autore ai nostri microfoni…” Articolo completo e
audio dell’intervista: click qui.

http://www.globalproject.info/it/produzioni/Intervista-a-Alessio-Spataro-autore-\
de-La-Ministronza/2789

Un coro di indignazione da parte di tutto il Parlamento ha segnato l'uscita
del nuovo libro di Alessio Spataro, "La Ministronza" (GRRRzetìc Editrice),
dedicato alla biografia del ministro della gioventù Giorgia Meloni. Partita
dal quotidiano Il Secolo, la notizia che un libro a fumetti osi coinvolgere
un ministro della repubblica per di più donna al centro di una feroce
satira ha fatto il giro di tutte le testate giornalistiche creando grande
clamore in cui la vocazione censoria di tutto l'arco parlamentare mostra
ancora una volta quanto sia viziato il mondo della comunicazione nel nostro
paese.

"Parlano del mio libro per non parlare dei progetti di legge di sostegno
alle comunità giovanili da parte del ministro che nascondono finanziamenti
governativi a realtà come Casa Pound ed altri covi fascisti" spiega
l'autore ai nostri microfoni: la politica usa il clamore causato
dall'uscita del libro per nascondere e non parlare delle cose che fa, per
ancora una volta deviare l'attenzione dei cittadini dai problemi reali del
paese.
Links Utili:

  * La Ministronza - Il blog
  * Il sito di Alessio Spataro
  * Il sito di GRRRzetìc Editrice
  * Fortezza Europa - Storie di mura e di migranti

Buffo come ancora una volta quella che dovrebbe essere l'opposizione sia
cascata nel gioco voluto da Il Secolo, accodandosi alla polemica e
accettando paragoni assurdi, come quello secondo il quale Spataro sarebbe
autore "misogino" paragonandolo alle celebri battute del Presidente del
Consiglio rivolte ad una parlamentare di spicco della parte "avversa" (mai
virgolette furono più ponderate). Ma il gioco delle parti finisce qui:
Alessio Spataro non è presidente del Consiglio ma bravissimo autore di
satira e di fumetti, come il suo curriculum fa ben vedere. E La Ministronza
è un ottimo libro di satira politica, genere sempre più scomodo in questo
paese.

E pensare che è proprio qui che negli anni '80 abbiamo visto nascere Il
Male e Cannibale.... Come segno di stile, che i politici nostrani
dovrebbero imparare ad avere almeno un pò, oltre che il primo episodio de
La Ministronza vi offriamo come allegato a questo articolo anche la storia
del 2006 Blutto!, contributo di Alessio Spataro al volume dello Sherwood
Comix Festival Fortezza Europa (Coniglio Editore, 2006), in cui nel mirino
della satira finì un esponente di parte totalmente avversa al ministro
Meloni.

Perchè la satira che ci piace è solo quella senza censure, sempre.

Claudio Calia
autore, curatore Sherwood Comix

--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/

#53700 Da: "MiGra" <migra66@...>
Data: Ven 13 Nov 2009 10:49 am
Oggetto: I: Paolo Farinella, prete -INVITO A SCRIVERE AL QUIRINALE - Spedizione n. 2
migra66
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Chiaramente cambiando l’oggetto (io ho scritto “Indignazione di un Cittadino Italiano”) e la “firma” in calce (nome cognome e città).

Se vuoi falla girare.

Mikè.

 

 


Da: Paolo Farinella [mailto:paolo_farinella@...]
Inviato: venerdì 13 novembre 2009 0.41
A: Undiscosed Recipient (Paolo Farinella)
Oggetto: Paolo Farinella, prete -INVITO A SCRIVERE AL QUIRINALE - Spedizione n. 2

 

Ho appena inviato la seguente e-mail al Presidente della Repubblica

Se ritenete, fate lo stesso: inondiamo il Quirinale di e-mail, uno tsunami di e-mail, lettere, cartoline, telegrammi, piccioni viaggiatori, mosche cocchiere, tutto ciò che occorre perché si veda e si senta lo sdegno di tutti noi.

Paolo Farinella, prete

 

 

Al Sig. Presidente della Repubblica

On. Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale

00100 Roma

 

Via e-mail: presidenza.repubblica@...

 

Sig. Presidente,

Con orrore prendiamo atto che il parlamento, chiuso da settimane per irresponsabilità del governo, riprende freneticamente l’attività per porre rimedio alla sentenza della Consulta che, bocciando il «lodo Alfano» (che pure Lei aveva firmato), ha dichiarato l’uguaglianza assoluta tra tutti i cittadini, compreso il presidente del consiglio dei ministri.

Il governo, la maggioranza, il parlamento e il Paese sono bloccati sulle vicende giudiziarie del presidente del consiglio che continua a pretendere leggi su misura per salvarsi dai processi dove è inquisito di reati gravissimi per i quali alcuni suoi complici sono stati condannati definitivamente (Previti) o in primo grado (Mills). La pretesa di leggi su misura viene fatta in pubblico, alla luce del sole, nella certezza dell’impunità assoluta, anche a costo di annullare migliaia e migliaia di processi gravissimi (Parlat, Cirio, Antonveneta, Eternit, rifiuti a Napoli, ecc.), lasciando centinaia di migliaia di cittadini vittime di ingiustizia senza risposte, senza risarcimenti, senza una sentenza con attribuzione di responsabilità.

Sig. Presidente, il Paese è stufo di questo andazzo e in molti siamo pronti alla rivoluzione perché non possiamo tollerare più che le nefandezze di un uomo che si è servito sempre dello Stato distruggano lo Stato stesso per salvare lui e mettere al sicuro il suo patrimonio, frutto di evasione fiscale, riciclaggio, falso in bilancio e corruzione. Non tolleriamo più che un sistema mafioso condizioni lo stato di diritto e calpesti la dignità e la laboriosa onestà della maggior parte delle cittadine e cittadini che hanno sempre avuto il sommo rispetto per la Legalità, anche contro i propri interessi pratici.

Sig. Presidente, lei è l’ultimo baluardo del Diritto, il garante supremo della Carta Costituzionale, il rappresentante della unità nazionale. A nome di migliaia di persone oneste, la supplico di non fermarsi alla pura forma dei suoi compiti, ma di fare tutto il necessario perché il governo e il parlamento tornino ad essere esempio specchiato di trasparenza di vita, di legalità e di esempio morale. Non diventi, anche indirettamente, complice di norme e leggi improvvisate sulle necessità e sui tempi del presidente del consiglio, anche se mascherate con qualche pennellata di «esigenza generale» perché lei sa che così non è. Noi vogliamo che il sig. Berlusconi Silvio si sottoponga la giudizio dei tribunali della Repubblica, come un qualsiasi cittadino.

Sig. Presidente stia dalla parte dei cittadini onesti, del Diritto e della Dignità dell’Italia che in questo momento è mortificata proprio da quel governo che dovrebbe condurla fuori dalla crisi economica e sociale e invece la sta infognando e annegando nella melma dell’indecenza. Se necessario, sciolga le Camere per ingovernabilità mafiosa.

Con flebile speranza,

 

Paolo Farinella, prete

Parrocchia S. Torpete

Via delle Grazie, 27/3

16128 Genova

 

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Versione: 8.5.425 / Database dei virus: 270.14.60/2496 - Data di rilascio: 11/12/09 07:38:00


#53699 Da: "Mark Bernardini" <mark.bernardini@...>
Data: Mer 11 Nov 2009 6:08 pm
Oggetto: RE: Decoder e razzismo di Stato
bernardinimark
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Claudio, è proprio qui la fregatura! Non esiste alcun diritto per la trasmissione “anche” all’estero! O compri i diritti di trasmissione, o non li compri! E, se li compri, non c’è alcuna limitazione geografica. Questo non lo dico io, questo è quanto dice la Corte Europea, e questo è quanto fanno le maggiori televisioni del mondo, UE od extra-UE che siano. Vedasi il mio Socialismo digitale.

 

> -----Original Message-----

> From: noberluska@yahoogroups.com

> [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On Behalf Of Claudio CK72it

> Sent: Wednesday, November 11, 2009 6:07 PM

> To: noberluska@yahoogroups.com

> Subject: Re: [noberluska] Decoder e razzismo di Stato

>

> Per questo che ho diviso i due problemi. Da una parte il diritto di chi

> è tenuto a pagare il canone RAI a vedere la TV (senza dover acquistare

> un nuovo decoder), dall'altra la giusta richiesta che le emittenti

> quando comprano i diritti li comprino anche per gli italiani all'estero.

> E lo strumento perché questo avvenga lo ha in mano il ministero delle

> telecomunicazioni e si chiama licenza, basta subordinarla a questo

> adempimento.

>

>

> Mark Bernardini ha scritto:

> > “quando le emittenti comprano i diritti se li comprano per un territorio o

> > per un popolo”: il fatto, come ho detto più volte, che tutte le altre TV UE

> > ed extra UE non lo facciano, e che vi sia stato un preciso pronunciamento in

> > merito della Corte Europea la dice lunga. Un po’ come con la storia del

> > crocifisso in aula, no?

> > “Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1”: questo è l’altro problema. Tutti pensano

> > ancora che gli italiani siano quelli con le valigie di cartone che hanno in

> > testa pallone e figa. Ci basterebbe poter vedere tutto tranne lo sport.

> > Perché criptare “L’ultima carrozzella” con Aldo Fabrizi e non invece “Walker

> > Texas Ranger”?

> > Da ultimo, fateci caso: parlano di gratuito, ma poi bisogna pagare non solo

> > per comprare il decoder (e per recarsi in Italia per acquistarlo), ma anche

> > per attivare la fantomatica tesserina. E specificano esplicitamente che il

> > trattamento è riservato “in nome e per conto di persone domiciliate in

> > Italia”. Sì, io ho una SIM card di Wind che utilizzo quando vengo in Italia.

> > Per averla, sapete cosa mi hanno scritto come indirizzo? Via Frattina, a

> > Roma. Io non vivo più a Roma dal 1986, e ci metterei la firma ad avere una

> > casa in via Frattina (come dire via Montenapoleone a Milano)!

> > Mark Bernardini

> > mark@...

> > www.bernardini.com

> >

> > From: noberluska@yahoogroups.com

> [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On

> > Behalf Of Claudio CK72it

> > Sent: Wednesday, November 11, 2009 5:30 PM

> > To: noberluska@yahoogroups.com

> > Subject: Re: [noberluska] Decoder e razzismo di Stato

> > Mark Bernardini ha scritto:

> >

> >> In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in

> >> vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico

> >> 199.309.409 o via web all'indirizzo www.tivu.tv in nome e per conto di

> >> persone domiciliate in Italia.

> >

> > Questa è la parte che fa schifo. Lascio perdere un attimo gli italiani

> > all'estero, che in base a questa risposta sono legalmente

> > impossibilitati a ricevere la TV italiana in modo integrale.

> > Sinceramente non so se quando le emittenti comprano i diritti se li

> > comprano per un territorio o per un popolo, perché in sostanza questo è

> > solo un problema di soldi pagati nei diritti di trasmissione dei vari

> > programmi.

> >

> > Invece analizzo per il momento il caso di un italiano che abita in un

> > posto non raggiunto dai canali terrestri, per legge se ha almeno un

> > televisore (o dispositivo adatto o adattabile alla ricezione) è tenuto a

> > pagare un canone RAI indipendentemente dalla copertura o meno del

> > segnale. Dato che il DTT coprirà molto meno del vecchio analogico ci

> > saranno un sacco di italiani che avranno il TV ma non riceveranno più

> > una cippa. La risposta a questo potrebbe essere il satellite, ok. Si ma

> > allora o mi dai tutto il decoder gratis o ti decidi ad applicare la

> > vecchia legge sul decoder unico (caduta completamente nel dimenticatoio)

> > e mi fornisci gratis la tesserina di attivazione, visto che comunque ti

> > devo pagare un canone.

> > Sul caso italiani all'estero, la situazione si dovrebbe spostare verso

> > RAI-FINIVEST etc. che quando fanno contratti con

> > Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc. prevedano espressamente la possibilità

> > per tutti i cittadini italiani di usufruire della visione

> > indipendentemente dalla loro dislocazione, dopo di che si rientra nel

> > caso sopra descritto. In questo il governo dovrebbe trovare modo di

> > subordinare la concessione delle licenze alla parità di trattamento di

> > tutti i cittadini italiani.


#53698 Da: Claudio CK72it <ck72it_emergenza@...>
Data: Mer 11 Nov 2009 3:06 pm
Oggetto: Re: Decoder e razzismo di Stato
ck72it
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Per questo che ho diviso i due problemi. Da una parte il diritto di chi
è tenuto a pagare il canone RAI a vedere la TV (senza dover acquistare
un nuovo decoder), dall'altra la giusta richiesta che le emittenti
quando comprano i diritti li comprino anche per gli italiani all'estero.
E lo strumento perché questo avvenga lo ha in mano il ministero delle
telecomunicazioni e si chiama licenza, basta subordinarla a questo
adempimento.


Mark Bernardini ha scritto:
> “quando le emittenti comprano i diritti se li comprano per un territorio o
> per un popolo”: il fatto, come ho detto più volte, che tutte le altre TV UE
> ed extra UE non lo facciano, e che vi sia stato un preciso pronunciamento in
> merito della Corte Europea la dice lunga. Un po’ come con la storia del
> crocifisso in aula, no?
> “Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1”: questo è l’altro problema. Tutti pensano
> ancora che gli italiani siano quelli con le valigie di cartone che hanno in
> testa pallone e figa. Ci basterebbe poter vedere tutto tranne lo sport.
> Perché criptare “L’ultima carrozzella” con Aldo Fabrizi e non invece “Walker
> Texas Ranger”?
> Da ultimo, fateci caso: parlano di gratuito, ma poi bisogna pagare non solo
> per comprare il decoder (e per recarsi in Italia per acquistarlo), ma anche
> per attivare la fantomatica tesserina. E specificano esplicitamente che il
> trattamento è riservato “in nome e per conto di persone domiciliate in
> Italia”. Sì, io ho una SIM card di Wind che utilizzo quando vengo in Italia.
> Per averla, sapete cosa mi hanno scritto come indirizzo? Via Frattina, a
> Roma. Io non vivo più a Roma dal 1986, e ci metterei la firma ad avere una
> casa in via Frattina (come dire via Montenapoleone a Milano)!
> Mark Bernardini
> mark@...
> www.bernardini.com
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> From: noberluska@yahoogroups.com [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On
> Behalf Of Claudio CK72it
> Sent: Wednesday, November 11, 2009 5:30 PM
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> Subject: Re: [noberluska] Decoder e razzismo di Stato
> Mark Bernardini ha scritto:
>
>> In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
>> vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
>> 199.309.409 o via web all'indirizzo < <http://www.tivu.tv>
>>
> http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
>
>> nome e per conto di persone domiciliate in Italia.
>>
>
> Questa è la parte che fa schifo. Lascio perdere un attimo gli italiani
> all'estero, che in base a questa risposta sono legalmente
> impossibilitati a ricevere la TV italiana in modo integrale.
> Sinceramente non so se quando le emittenti comprano i diritti se li
> comprano per un territorio o per un popolo, perché in sostanza questo è
> solo un problema di soldi pagati nei diritti di trasmissione dei vari
> programmi.
>
> Invece analizzo per il momento il caso di un italiano che abita in un
> posto non raggiunto dai canali terrestri, per legge se ha almeno un
> televisore (o dispositivo adatto o adattabile alla ricezione) è tenuto a
> pagare un canone RAI indipendentemente dalla copertura o meno del
> segnale. Dato che il DTT coprirà molto meno del vecchio analogico ci
> saranno un sacco di italiani che avranno il TV ma non riceveranno più
> una cippa. La risposta a questo potrebbe essere il satellite, ok. Si ma
> allora o mi dai tutto il decoder gratis o ti decidi ad applicare la
> vecchia legge sul decoder unico (caduta completamente nel dimenticatoio)
> e mi fornisci gratis la tesserina di attivazione, visto che comunque ti
> devo pagare un canone.
> Sul caso italiani all'estero, la situazione si dovrebbe spostare verso
> RAI-FINIVEST etc. che quando fanno contratti con
> Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc. prevedano espressamente la possibilità
> per tutti i cittadini italiani di usufruire della visione
> indipendentemente dalla loro dislocazione, dopo di che si rientra nel
> caso sopra descritto. In questo il governo dovrebbe trovare modo di
> subordinare la concessione delle licenze alla parità di trattamento di
> tutti i cittadini italiani.
>
>

#53697 Da: "Mark Bernardini" <mark.bernardini@...>
Data: Mer 11 Nov 2009 2:56 pm
Oggetto: RE: Decoder e razzismo di Stato
bernardinimark
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“quando le emittenti comprano i diritti se li comprano per un territorio o
per un popolo”: il fatto, come ho detto più volte, che tutte le altre TV UE
ed extra UE non lo facciano, e che vi sia stato un preciso pronunciamento in
merito della Corte Europea la dice lunga. Un po’ come con la storia del
crocifisso in aula, no?
“Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1”: questo è l’altro problema. Tutti pensano
ancora che gli italiani siano quelli con le valigie di cartone che hanno in
testa pallone e figa. Ci basterebbe poter vedere tutto tranne lo sport.
Perché criptare “L’ultima carrozzella” con Aldo Fabrizi e non invece “Walker
Texas Ranger”?
Da ultimo, fateci caso: parlano di gratuito, ma poi bisogna pagare non solo
per comprare il decoder (e per recarsi in Italia per acquistarlo), ma anche
per attivare la fantomatica tesserina. E specificano esplicitamente che il
trattamento è riservato “in nome e per conto di persone domiciliate in
Italia”. Sì, io ho una SIM card di Wind che utilizzo quando vengo in Italia.
Per averla, sapete cosa mi hanno scritto come indirizzo? Via Frattina, a
Roma. Io non vivo più a Roma dal 1986, e ci metterei la firma ad avere una
casa in via Frattina (come dire via Montenapoleone a Milano)!
Mark Bernardini
mark@...
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From: noberluska@yahoogroups.com [mailto:noberluska@yahoogroups.com] On
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Sent: Wednesday, November 11, 2009 5:30 PM
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Subject: Re: [noberluska] Decoder e razzismo di Stato
Mark Bernardini ha scritto:
> In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
> vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
> 199.309.409 o via web all'indirizzo < <http://www.tivu.tv>
http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
> nome e per conto di persone domiciliate in Italia.

Questa è la parte che fa schifo. Lascio perdere un attimo gli italiani
all'estero, che in base a questa risposta sono legalmente
impossibilitati a ricevere la TV italiana in modo integrale.
Sinceramente non so se quando le emittenti comprano i diritti se li
comprano per un territorio o per un popolo, perché in sostanza questo è
solo un problema di soldi pagati nei diritti di trasmissione dei vari
programmi.

Invece analizzo per il momento il caso di un italiano che abita in un
posto non raggiunto dai canali terrestri, per legge se ha almeno un
televisore (o dispositivo adatto o adattabile alla ricezione) è tenuto a
pagare un canone RAI indipendentemente dalla copertura o meno del
segnale. Dato che il DTT coprirà molto meno del vecchio analogico ci
saranno un sacco di italiani che avranno il TV ma non riceveranno più
una cippa. La risposta a questo potrebbe essere il satellite, ok. Si ma
allora o mi dai tutto il decoder gratis o ti decidi ad applicare la
vecchia legge sul decoder unico (caduta completamente nel dimenticatoio)
e mi fornisci gratis la tesserina di attivazione, visto che comunque ti
devo pagare un canone.
Sul caso italiani all'estero, la situazione si dovrebbe spostare verso
RAI-FINIVEST etc. che quando fanno contratti con
Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc. prevedano espressamente la possibilità
per tutti i cittadini italiani di usufruire della visione
indipendentemente dalla loro dislocazione, dopo di che si rientra nel
caso sopra descritto. In questo il governo dovrebbe trovare modo di
subordinare la concessione delle licenze alla parità di trattamento di
tutti i cittadini italiani.

#53696 Da: Claudio CK72it <ck72it_emergenza@...>
Data: Mer 11 Nov 2009 2:29 pm
Oggetto: Re: Decoder e razzismo di Stato
ck72it
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Mark Bernardini ha scritto:
> In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
> vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
> 199.309.409 o via web all'indirizzo  <http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
> nome e per conto di persone domiciliate in Italia.

Questa è la parte che fa schifo. Lascio perdere un attimo gli italiani
all'estero, che in base a questa risposta sono legalmente
impossibilitati a ricevere la TV italiana in modo integrale.
Sinceramente non so se quando le emittenti comprano i diritti se  li
comprano per un territorio o per un popolo, perché in sostanza questo è
solo un problema di soldi pagati nei diritti di trasmissione dei vari
programmi.

Invece analizzo per il momento il caso di un italiano che abita in un
posto non raggiunto dai canali terrestri, per legge se ha almeno un
televisore (o dispositivo adatto o adattabile alla ricezione) è tenuto a
pagare un canone RAI indipendentemente dalla copertura o meno del
segnale. Dato che il DTT coprirà molto meno del vecchio analogico ci
saranno un sacco di italiani che avranno il TV ma non riceveranno più
una cippa. La risposta a questo potrebbe essere il satellite, ok. Si ma
allora o mi dai tutto il decoder gratis o ti decidi ad applicare la
vecchia legge sul decoder unico (caduta completamente nel dimenticatoio)
e mi fornisci gratis la tesserina di attivazione, visto che comunque ti
devo pagare un canone.
Sul caso italiani all'estero, la situazione si dovrebbe spostare verso
RAI-FINIVEST etc. che quando fanno contratti con
Endelmon-BBC-LegaCalcio-F1 etc. prevedano espressamente la possibilità
per tutti i cittadini italiani di usufruire della visione
indipendentemente dalla loro dislocazione, dopo di che si rientra nel
caso sopra descritto. In questo il governo dovrebbe trovare modo  di
subordinare la concessione delle licenze alla parità di trattamento di
tutti i cittadini italiani.

#53695 Da: "Mark Bernardini" <mark.bernardini@...>
Data: Mer 11 Nov 2009 1:51 pm
Oggetto: Decoder e razzismo di Stato
bernardinimark
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Ecco cosa si vede sullo schermo durante i programmi criptati per l'estero di
Canale 5:

<http://1.bp.blogspot.com/_xM4_XnsImJA/SvqWpjbyQII/AAAAAAAAKhM/GWd_dgWDP_A/s
1600-h/20091109.jpg>
http://1.bp.blogspot.com/_xM4_XnsImJA/SvqWpjbyQII/AAAAAAAAKhM/GWd_dgWDP_A/s3
20/20091109.jpg
Questo programma viene criptato in emissione satellitare per evitare che
giunga anche al di là dei confini nazionali.
Per vederlo hai due possibilità:
1)E´ regolarmente visibile sia in analogico sia sul digitale terrestre
2)Se invece puoi vedere la TV solo via satellite, c´è un nuovo modo per
ricevere tutti i programmi gratuiti di Mediaset, RAI e La 7 senza alcuna
limitazione: basta dotarsi del decoder Tivusat.
Il decoder Tivusat si collega alla tua parabola e ti consente di vedere non
solo la TV tradizionale ma anche i tanti nuovi canali gratuiti presenti sul
digitale terrestre.
Per informazioni: www.tivu.tv
Grazie per l´attenzione e buona visione
Ho chiesto lumi scrivendo a quelli di  <mailto:info@...> Tivusat,
dicendo loro:
Noi italiani all´estero, possessori di parabola, cosa dovremmo fare per
continuare a vedere i canali televisivi gratuiti italiani, tornare in Patria
a nostre spese per acquistare il Vostro decoder?! Iscritti all´AIRE, siamo
tre milioni e mezzo nel mondo...
Ed ecco cosa mi hanno risposto:
In merito alla sua richiesta le comunichiamo che i decoder Tivusat sono in
vendita esclusivamente in Italia; La tessera va attivata al numero unico
199.309.409 o via web all'indirizzo  <http://www.tivu.tv> www.tivu.tv in
nome e per conto di persone domiciliate in Italia.
In pratica, noi emigranti dovremmo tornare a nostre spese in Italia e
comprare un decoder per poter vedere i canali TV gratuiti italiani, sia RAI
che Mediaset e La 7. Ecco perché vi invito a firmare la petizione contro il
criptaggio sul sito  <http://firmiamo.it/nocriptaggiorai> Firmiamo.it ed
anche in  <http://apps.facebook.com/causes/128883> Facebook.
Dateci una mano, in nome di quella parola obsoleta che è la "solidarietà"...
Sul medesimo argomento, vedasi
<http://italianidirussia.blogspot.com/2009/08/socialismo-digitale.html>
Socialismo digitale.
http://brezhnardini.blogspot.com/2009/11/decoder-e-razzismo-di-stato.html
Mark Bernardini
mark@...
www.bernardini.com

#53694 Da: Claudio CK72it <ck72it_emergenza@...>
Data: Mar 10 Nov 2009 4:27 pm
Oggetto: Re: Duelli
ck72it
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Dè buho di 'ulo, tu ha anche a portà merda ora ..tanto siam messi bene :-)

comunque la Natalja Goncarova, a vedella in bronzo ad Arbat, l'erà 'na
bella fiaa.

Cazzate a parte, grazie degli auguri.

Mark Bernardini ha scritto:
>
> Oggi un moderatore compie gli anni, compiuti i quali il poeta indicato
> in oggetto non ha trovato di meglio da fare che farsi sparare per una
> donna...
>

#53693 Da: "Hytok" <elfi@...>
Data: Mar 10 Nov 2009 11:12 am
Oggetto: Re: Duelli
palmirohyter
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"Mark Bernardini" <mark.bernardini@...> sotto stretta
sorveglianza ha scritto:
>
>Oggi un moderatore compie gli anni, compiuti i quali il poeta indicato in
>oggetto non ha trovato di meglio da fare che farsi sparare per una donna…

Poteva autoflagellarsi con un treppiede! (Auguri ;-)
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/


  --
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