Caro Rossano, grazie per aver analizzato a
fondo il provvedimento proposto dai Verdi. Consentimi alcune note di ulteriore
spiegazione al senso tecnico e politico dell´iniziativa prendendo spunto dalle
tue considerazioni:
- il
PdL è stato approntato dall´ufficio legislativo della Camera e parte dell´individuazione
delle leggi che hanno consentito che la maggiore parte dei soldi della
tariffa A3 finisse in incenerimento e combustione delle code di
raffinazione (circa 18 miliardi di EUR dal 1992 ad oggi). In questo
contesto, quindi, anche l´introduzione non poteva che riferirsi alla
produzione di energia e non sulla gestione dei rifiuti. Per questa, al
contrario, abbiamo preparato il documento che verrà finalmente pubblicato
entro il mese di agosto per i Verdi, ed a settembre sarà in libreria con l´edizioni
alegre. In questo documento, che la
Federazione ha fatto proprio, diamo suggerimenti per ripensare alla politica di gestione dei rifiuti e stiamo facendo di tutto perché questa diventi l´azione prioritaria di tutti i Verdi in tutte le amministrazioni d´Italia. Pecoraro Scanio dopo la prima presa di posizione di febbraio ha ribadito il 30 luglio che i Verdi saranno chiamati ad imprimere un nuovo modo di affrontare il problema, a costo di dover gestire il conflitto con i governi locali di cui facciamo parte; - proprio su questo aspetto, le tue giuste osservazioni sugli
interessi anche di carattere economico che in molte città portano DS e
Margherita a sponsorizzare gli inceneritori dovrebbero portare ad un
maggior sostegno a chi, come noi sta cercando di cambiare le carte in
tavola. Chi mi conosce sa che ho passato la gran parte delle mia vita professionale
con Greenpeace e che non sono certo indulgente con chi fa finta di niente
o cerca di galleggiare. Conosco le resistenze ideologiche e culturali a
fare affidamento sui Verdi, ma sono altrettanto convinto che nell´azione
di "lotta" si debbano scegliere obiettivi e strategie chiari e stabilire
ordini di priorità, altrimenti la sconfitta non è solo molto probabile, ma
certa. Se si continua ad indirizzare sui Verdi tutte le più o meno giuste
critiche per stimolarli a fare meglio ma poi ai seggi si preferisce votare
qualcun altro, allora è veramente molto difficile che noi si possa
realmente portare avanti nelle sedi istituzionali quei cambiamenti che ci
vengono richiesti. Se localmente i Verdi appoggiano pubblicamente gli inceneritori
è legittimo che chi vi si oppone li individui come corresponsabili, ma a
livello nazionale vi pregherei di unire a noi le vostre risorse per
affrontare con maggio forza anche gli altri partiti. Benvengano le
critiche ed i suggerimenti per posizioni ancor più decise, ma forse nel
frattempo potreste chiedere alle altre forze politiche di opposizione di
sostenere la PdL presentata dai Verdi. A tale riguardo ricordo che oltre
ad essere il co-coordinatore del tavolo ambiente delle opposizioni, sono
stato nominato coordinatore del gruppo che per l´Unione dovrà indicare il
programma su Ambiente, Infrastrutture e Territorio. Al gruppo
parteciperanno, tra gli altri, Ronchi e Realacci con i quali già so le
posizioni sui rifiuti non coincideranno appieno. Eppure mi riprometto di
cercare di spostare la discussione sulle priorità prima di individuare le forme
di smaltimento finale. Sui principi di riduzione a monte c´è addirittura
un´apertura da parte di Prodi. Io continuerò a fare quello che ho iniziato
affinché si trovi una soluzione, ma certamente fintanto che non si inizieranno
a fare alleanze strategiche sarà tutto molto più difficile;
- seguendo questo ragionamento, volevo solo intervenire in
merito allo slogan "Zero rifiuti" che francamente non mi appassiona in
maniera particolare e che trovo, allo stato attuale, un pericoloso strumento
in mano a chi vuole gli inceneritori. Ritengo, infatti, che, anche se lo
slogan fa riferimento ad una linea tendenziale assolutamente
condivisibile, l´attuale composizione merceologica degli RSU ( o meglio
delle merci) non consente nemmeno di sperare di poter raggiungere l´obiettivo
di non dover smaltire niente. A questo riguardo, faccio riferimento all´email
di Federico Valerio sulla crisi della plastica da riciclare. È importante,
credo, assumere il dato di fatto che la plastica non potrà mai essere
riciclata come materia fintanto che esisteranno sul mercato almeno 5
diversi polimeri con composizione chimica tanto variabile da rendere impossibile
il recupero ottimale del materiale. I limiti, come tutti sanno, sono dati
dalla scarsa qualità della plastica multimateriale riciclata e dalla
concorrenza economica delle fibre vergini. In generale, si stima che la
percentuale di plastica di cui può essere riciclata la materia supera di
poco il 10% di quella immessa sul mercato. Al contrario, come scrive
Federico, la plastica è molto conveniente come combustibile visto l´elevato
potere calorifico e l´alto costo economico del (tentativo) del riciclaggio.
Mi sembra che all´interno di questa community siamo tutti d´accordo nel
sostenere che l´esperienza del Consorzio Priula sia da imitare. Eppure,
anche quell´esperienza dimostra che la plastica raccolta in maniera molto
selettiva grazie al porta a porta, finisce a fare CDR di qualità, e quindi
ad alimentare inceneritori. Questo senza contare il sottovaglio non
riconducibile ad alcuna frazione merceologica e che, almeno assieme alle
plastiche, dovrà esser smaltita in qualche modo. Questo è il motivo per
cui preferisco concentrare l´attenzione a ridurre fin dove possibile la
produzione di rifiuti ma dando anche indicazioni per il minor utilizzo
della plastica per poi analizzare cosa è meglio fare del rimanente. A tal
riguardo, sto pensando ad una PdL per uniformare il materiale plastico da
usare negli imballaggi usa e getta in modo da favorirne il riciclaggio materiale
piuttosto che il supposto recupero energetico. Quanto alle mie preferenze tra
i metodi di smaltimento, considerando l´obiettivo reale di togliere dalla
filiera dei rifiuti il 70% in peso e dando per scontato che in questo sia
contenuta tutta la frazione organica da usare per il compostaggio o per la
produzione di biogas, ritengo che le discariche offrano l´innegabile
vantaggio di essere impianti "reversibili" e non in antitesi ad ulteriori
misure di riduzione della frazione da smaltire anche dopo la loro
costruzione, cosa esattamente opposta a quanto avviene con l´incenerimento;
- la posizione dei Verdi in merito alle centrale a
biomasse è molto chiara ed abbiamo da sempre stigmatizzato la necessità di
motivare la costruzione di questi impianti energetici solo dopo la
definizione dei bacini di raccolta di masse legnose e/o colture dedicate
di oleaginose e il conseguente dimensionamento dell´impianto. Ad ulteriore
garanzia, ho sempre dato indicazioni affinché nei progetti e nelle
autorizzazione fosse chiarito il divieto di bruciare altro che il
combustibile individuato escludendo qualsiasi ipotesi di sostituzione con
CDR o altro prodotto da rifiuti.
- per quanto concerne
altre forme di combustione (cementifici, centrali termoelettriche) la
possibilità che si possano appoggiare è assolutamente fuori discussione oltre
che per gli stessi motivi strategici già considerati nel caso degli
inceneritori, anche per la mancanza di garanzie sulla qualità delle
emissioni;
Per chi fosse interessato a prendere visione delle politiche di
gestione che stiamo proponendo come Verdi segnalo che il documento che sarà
presto pubblicato è già disponibile in versione praticamente definitiva sul
sito www.verdi.it sotto campagne e poi
rifiuti. Titolo. Rsu da cronica emergenza a gestione
Ciao
Fabrizio Fabbri
--------------------------------
Fabrizio Fabbri
Responsabile Politiche Ambientali e Organizzazione
Via Salandra, 6
00187 Roma
e-mail: f.fabbri@...
Tel: +39-06-42030706
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comunque lo leggesse senza esserne legittimato è avvertito che trattenerlo,
copiarlo, divulgarlo, distribuirlo a persone diverse dal destinatario è
severamente proibito, ed è pregato di rinviarlo immediatamente al mittente
distruggendo l'originale"
"Confidentiality Notice: This
message, together with its annexes, contains information to be deemed strictly
confidential and is destined only to the addressee (s) identified above who
only may use, copy and, under his/their responsibility , further disseminate
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is forewarned that keeping, copying, disseminating or distributing this
message to persons other than the addressee (s) is strictly forbidden and is
asked to transmit it immediately to the sender and to erase the original
message received."
Da:
noinc@yahoogroups.com [mailto:noinc@yahoogroups.com] Per conto di Coordinamento
Inviato: martedì 2 agosto 2005
16.00
A: noinc@yahoogroups.com
Oggetto: [NoInc] Commento alla
proposta di legge di PECORARO SCANIO
Vi inoltro il commento alla proposta di legge di
PECORARO SCANIO "Modifiche alle norme in
materia di di
produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili"
presentata il 16 giugno 2005, redatto da Rossano
Ercolini.
Per completezza, al fondo riportiamo la proposta
di
legge.
Gianfranco Drogo
Rete Nazionale Comitati Rifiuti Zero
Coordinamento Provincia di Torino
Fermo restando l'attenzione positiva che dobbiamo
rivolgere ad iniziative come queste non dobbiamo
però
limitarci a coglierne gli aspetti genericamente
"politici" ma al contrario dobbiamo
ENTRARE NEL merito
delle questioni.
Due considerazioni preliminari.
1- dal punto di vista tecnico questa proposta di
legge
si "esaurisce" nel chiedere
l'abrogazione
(giustissima) della normativa esistente in alcuni
punti macroscopici che riguardano il
l'assimilazione
dell'energia prodotta dalla componente non
biodegradabile dei rifiuti ad energia rinnovabile
(leggi 9-10 del'91;dl 79 del'99;dlgs 387 del
2003).
Essa ha il merito di "sollevare" un
problema di vitale
importanza ma non indica vie alternative per
favorire
PRODUZIONI PULITE, l'incentivazione del
compostaggio
(aerobico ed anaerobico) da privilegiare
assolutamente
rispetto alla combustione delle biomasse, il
recupero
di MATERIA attraverso il riciclaggio. Giustamente
si
fa riferimento al solare e all'eolico ma occorre
ricordare che la prima e più virtuosa fonte di
energia
pulita E' L'ENERGIA RISPARMIATA nei processi
produttivi.
2- l'ottimo Fabrizio Fabbri (che sicuramente ha
dei
meriti nell'aver spinto i Verdi su nuove
posizioni)
afferma che il suo partito chiederà la dismissione
degli inceneritori entro i prossimi 10 anni. Anche
qui
bisogna però andare oltre
fortemente che il CENTROSINISTRA e PRODI (DS in
primis) condividano questa posizione quando è
proprio
dalle regioni di questo segno (non c'è solo
MATTEOLI e
CUFFARO) che viene forse l'appoggio maggiore al
"partito trasversale degli
inceneritori". Le realtà di
Trento, di Torino, di Genova, della Toscana
dell'"illuminato" Martini, dell'Emilia
Romagna e
dulcis in fundo della Campania di Bassolino (dove
i
verdi sono nelle giunte) sono "PASDARAN"
a favore
della "follia" inceneritorista. Ma a
parte questo dato
politico occorre chiarire se la richiesta di
dismissione degli inceneritori si ferma agli
inceneritori "dedicati" oppure anche a
quella miriade
di falsi "impianti industriali" come i
cementifici o
le centrali a biomasse che bruciano rifiuti.
Occorre
dire con chiarezza (altrimenti l'assunzione della
strategia "rifiuti zero" non è
CREDIBILE) che l'intera
"filiera dell'incenerimento "non è
compatibile con la
tutela della salute e dell'ambiente e soprattutto
con
le strategie alternative di modelli produttivi e
di
consumo.
NEL MERITO.
Il problema vero ormai non sono le leggi 9 e 10.
Il
problema è il "famigerato" dlgs 387 che
recepisce
(male) la normativa europea 77\2000.Con questo
provvedimento posto sotto infrazione dall'unione
europea e ancora (per fortuna) inattuato si vuole
dare
il via libera ALL'ASSIMILAZIONE dell'energia
prodotta
da rifiuti ad energia "pulita". I
rifiuti in gioco non
sono solo quelli urbani nella forma di CDR. Sono
soprattutto una gran quantità di rifiuti
industriali
legati alla produzione del mobile, della industria
cartaria, della vasta filiera agrozootecnica ed
alimentare inseriti nella incontrollabile
"famiglia"
delle biomasse. E' questo un gran regalo che si
vuol
fare all'industria "sporca" italiana che
cosi (anziché
"pulire" i propri cicli) potrebbe da un
lato smaltire
i propri rifiuti con procedure ancor più
accelerate
(facendo passare gli inceneritori come "opere
pubbliche indifferibili e urgenti "approvate
" a
maggioranza" da "rapide" conferenze
dei servizi);
dall'altro acquisire i "ghiotti"
finanziamenti legati
alle certificazioni ambientali e pagati da noi
cittadini. Insomma i classici due piccioni con una
fava.
Voglio inoltre ricordare che in modo indecente il
CDR
quando bruciato in impianti di CO-COMBUSTIONE
(cementifici e false centrali di produzione di
energia
elettrica ) E'STATO SOTTRATTO ALLA NORMATIVA SUI
RIFIUTI E ASSIMILATO AI COMBUSTIBILI
"PULITI" che con
il 387 si vogliono finanziare come energia
alternativa. QUINDI il 387 non è emendabile come
prevede la proposta dei verdi che giustamente
chiede
l'abrogazione dell'articolo 17 ma che lascia in
piedi
tutti i riferimenti agli impianti di
"co-combustione"
che bruciano "biomasse" da rifiuti
industriali
(fanghi, deiezioni animali, scarti del legno
"trattato", ecc) e cdr. IL 387
DEV'ESSERE CANCELLATO.
Occorre fare come in Germania che superando
l'ambiguità della normativa europea contenuta
nella
2000\77 che incentiva il recupero energetico dalla
"parte biogenica" dei rifiuti (nelle
bozze iniziali di
questa normativa tutti i rifiuti erano tolti dal
novero dei finanziamenti) HA approvato una
normativa
che non riconosce a nessuna tipologia di rifiuto
(anche se biodegradabile) il carattere di
combustibile
"assimilabile" alla produzione di
energia rinnovabile.
Infine occorre un chiarimento sulle cosiddette
biomasse e sul loro utilizzo a fini energetici. Appare
evidente oltre ogni considerazione ambientale che
oggi
la partita almeno in Italia è quella di inserire
in
questo ambiguo novero soprattutto i rifiuti
industriali. Non a caso l'Enel e molti gruppi
industriali soprattutto del settore cartario ed
agroalimentare stanno investendo per la
realizzazione
di grandi "centrali a biomasse" (vedi in
lucchesia, a
Scarlino, in Friuli, nel Veneto, in Basilicata con
la
centrale del Mercure nel parco del Pollino).
L'affare
non sta solo nel potervi smaltire i propri rifiuti
e
acquisire "i certificati verdi" ma anche
nel bruciare
sotto lauto pagamento i rifiuti di terzi.
Non si tratta di "demonizzare" la
combustione delle
biomasse anche se in epoca di desertificazione e
di
degrado dei suoli credo che sia più saggio compostare
(magari attraverso la digestione anaerobica che
consente la produzione di metano finalizzabile a
scopi
energetici) le materie biodegradabili. Si tratta
però
di non cadere nella trappola dei grandi impianti
che
preludono alla combustione dei rifiuti. Ciò che
appare
sostenibile sulla base di documentati bilanci
energetici è realizzare piccoli impianti per
biomasse
derivanti da cicli naturali (pulizia dei boschi )
oppure da coltivazioni a fini non alimentari che
non
ricorrano ad uso di pesticidi. Stiamo parlando di
biomasse "vergini"e comunque visto anche
i recenti
episodi legati alla importazione di legnami
contaminati occorre una rigida regolamentazione.
Comunque solo su questo "il dibattito è
aperto".
In conclusione occorre a mio avviso valorizzare
iniziative come quelle proposte dai verdi a patto
che
si aprano maggiormente ad un confronto che vada
alla
radice della questione energetica e dei rifiuti.
Rossano Ercolini
2 agosto 2005
XIV LEGISLATURA
PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato PECORARO SCANIO
Modifiche alle norme in materia di di produzione
di
energia elettrica da fonti rinnovabili.
Presentata il 16 giugno 2005
Onorevoli Colleghi! - Il nostro sistema energetico
ha
bisogno di adeguarsi rapidamente a quanto sta
avvenendo nella maggior parte degli altri paesi
industrializzati, dove le fonti energetiche
rinnovabili stanno vivendo una stagione di grande
sviluppo, con un peso sempre più rilevante nella
bilancia energetica. Gli investimenti nella
ricerca e
nell'innovazione tecnologica, la diffusione e la
sperimentazione in diversi Paesi ha permesso di
realizzare una crescita di potenza e efficienza
degli
impianti che fino a poco tempo fa era
difficilmente
immaginabile. L'eolico è oggi la fonte energetica
con
il maggior tasso di crescita a livello mondiale,
con
una crescita annua pari al 40%, mentre la
superficie
di pannelli solari è più che decuplicata in dieci
anni.
L'Europa sta svolgendo un ruolo da capofila in
questo
processo, con obiettivi chiari e ambiziosi da parte
dell'UE, ma anche risultati straordinari nei Paesi
che
con più forza hanno creduto e investito nelle
nuove
fonti energetiche pulite, che hanno visto
negliultimi
anni la creazione di decine di migliaia di nuovi
posti
di lavoro all'interno di un sistema industriale
all'avanguardia.
Nelle proiezioni dell'International Energy Agency
le
fonti rinnovabili possono arrivare a soddisfare il
20%
della domanda di elettricità mondiale al 2020, e
il
50% di energia primaria nel 2050. Il binomio
ricerca e
sviluppo, la forte spinta industriale e la
diffusione
hanno consentito di realizzare progressi
straordinari
rendendo le tecnologie sempre più competitive e di
aprire una vera e propria nuova fase nella
produzione
energetica mondiale che porti a sostituire le
fonti
fossili.
Il nostro paese, purtroppo, è piuttosto indietro e
ha
bisogno di avviare una significativa azione di
recupero - soprattutto sul piano degli
investimenti -
rispetto alle fonti energetiche pulite.
Considerando
la produzione energetica complessiva, le rinnovabili
in Italia tra il 1990 e il 2002 sono passate dal
7,7%
all'8,7%. Ma in realtà la quota di rinnovabili
vere e
proprie è ferma al 4,6% (escludendo idroelettrico
e
rifiuti). Mentre l'energia "rinnovabile"
che sta
godendo di maggiore attenzione (anche come
agevolazioni) è quella cosiddetta
"assimilata", ossia
quella che deriva dal recupero energetico
dell'incenerimento dei rifiuti non biodegradabili
- in
gran parte prodotti petroliferi - e per
definizione
"non rinnovabili". E su questo
Europea ha già censurato in modo molto chiaro
l'Italia.
E' evidente quindi che per rilanciare in modo
serio le
"vere" fonti rinnovabili bisogna fare
chiarezza su
quali esse siano realmente e rivedere il quadro
normativo di riferimento in modo che le
agevolazioni
previste per dare impulso alle fonti energetiche
alternative vengano destinate esclusivamente alle
fonti rinnovabili riconosciute anche a livello
europeo: eolica, solare, geotermica, biomasse,
ecc.).
Indubbiamente gli interventi normativi che si
suggeriscono con questa proposta di legge sono
semplicemente un piccolo passo, che dovrà essere
seguito da un radicale cambiamento della politica
energetica, che dovrà essere orientata soprattutto
a
migliorare l'efficienza e a promuovere il
risparmio e,
in seconda battuta, dovrà puntare sulla crescita
della
percentuale di energia prodotta con le fonti
rinnovabili, che dovranno essere le uniche a
beneficiare di incentivi e agevolazioni.
La proposta apporta alcune modifiche alle leggi 9
e 10
del 1991 e ai decreti legislativi 16 marzo 1999,
n.
79, e 29 dicembre 2003, n. 387, per escludere i
rifiuti o gli scarti della raffinazione dalle
fonti
energetiche ammesse a beneficiare del regime
agevolato
riservato alla fonti rinnovabili.
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Modifica alla legge 9 gennaio 1991, n. 9).
1. Al comma 5 dell'articolo 22 della legge 9
gennaio
1991, n. 9, sono sopprese le parole "Nel caso
di
impianti che utilizzano fonti energetiche
assimilate a
quelle rinnovabili, il CIP definisce altresì le
condizioni tecniche generali per l'assimilabilità.
Art. 2.
(Modifiche alla legge 9 gennaio 1991, n. 10).
1. Al comma 3 dell'articolo 1 della legge 9
gennaio
1991, n. 10, le parole "ed inorganici"
sono sostituite
dalle parole ", attraverso la produzione di
biogas da
processi di fermentazione anaerobica, ".
Art. 3
(Modifiche al decreto legislativo 16 marzo 1999,
n.
79).
1. Al comma 15 dell'articolo 2 del decreto
legislativo
16 marzo 1999, n. 79 le parole "e
inorganici" sono
sostituite dalle parole ", attraverso la
produzione di
biogas da processi di fermentazione anaerobica,
".
Art. 4
(Modifiche al decreto legislativo 29 dicembre
2003, n.
387).
1. L'articolo 17 è abrogato.
2. All'articolo 18, comma 1, le parole "e da
rifiuti"
sono soppresse.
3. All'articolo 20, comma 6, le parole "e da
rifiuti"
sono soppresse.
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