Da: Anna Stramigioli [mailto:stramigioli@...]
Inviato: lunedì 18 luglio 2005 1.02
A: Il Secolo XIX; Il Secolo XIX 1; Il SecoloXIX Caviglia; Il SecoloXIX Onofrio
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Oggetto: INCENERITORE NO MEDIAZIONI O PATTI
INVIO AL DOTT. ONOFRIO CON LA PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE INTEGRALE
Lettera aperta a "Il Secolo XIX"
A pagina 19 dell'edizione domenicale genovese (17 luglio 2005) il nostro quotidiano cittadino lancia un messaggio agli ambientalisti.
Si propone una mediazione a firma C.Caviglia.
Per evitare l'inceneritore a Scarpino si propone l'inceneritore a Cornigliano in area Riva, quale fonte di energia che possa alimentare le acciaierie, oltre ad eventuale teleriscaldamento ed immissione di energia in rete.
Non si sa chi abbia autorizzato C.Caviglia a proporre patti, non è chiaro se l'idea sia sua o anche di altri.
Eppure sappiamo che è anche di altri, sicuramente ATO Rifiuti "minaccia" di riunirsi in tempi brevi.
Da tempo si temeva una trappola simile mirata a rompere il fronte dei Comitati che si sono dichiarati contro la combustione dei rifiuti ovunque e con qualsiasi tecnologia.
Non so se qualcuno accetterà l'uno per non averne due, so che è proposta razionalmente pazzesca.
Un inceneritore comporta rischi di inquinamento ambientale, ovunque lo si collochi.
La centrale elettrica, che dovrebbe servire l'area Riva, potrebbe avere delle controindicazioni, potrebbe essere oggetto di discussione (soprattutto in merito all'aumento di Nox, ozono, anidride carbonica e polveri sottili), ma non può essere patteggiata, non possiamo scambiarla con un inceneritore.
Semplicemente: Burlando aveva promesso una soluzione per l'area Riva che prevedeva impatto ambientale ZERO, non è così.
La soluzione Burlando per l'area Riva prevede un impatto ambientale, da discutere col territorio.
Altra questione, tutt'altra questione, è il ciclo dei rifiuti.
Il Piano Provinciale prevede un termovalorizzatore, ma non è facile trovargli un sito idoneo.
Non più di dieci giorni fa, nel corso di un convegno alla facoltà di Chimica, moderatore lo stesso C.Caviglia, che ben dovrebbe ricordare, si è chiarito che l'inceneritore non trova casa.
Anche gli esperti ammetono che in porto il camino sarebbe troppo basso, noi aggiungiamo che molte Convenzioni internazionali proibiscono la produzione di diossine in prossimità delle acque nazionali; aggiungono che servirebbero studi più approfonditi per sapere se gli inquinanti, da Scarpino, possano inquinare i laghi del Gorzente e di conseguenza l'acqua che arriva nelle nostre case, noi aggiungiamo che sotto ci sono le nostre teste.
Sarebbe piuttosto il caso di ridiscutere il Piano Provinciale, aggiornare lo stesso Piano Regionale dei Rifiuti, studiare opportune pianificazioni per realizzare alte percentuali di raccolta differenziata pulita.
Sarebbe ora di smetterla di ricattare una città evitando confronti democratici e calando scelte dall'alto con la presunzione di ritenerle atte al bene della comunità.
Sarebbe ora che le forze politiche che si proclamano contrarie all'incenerimento nella nostra città avessero spazio e luogo per esprimere le loro ragioni e meglio informare la città.
Al Consiglio Comunale di Genova chiediamo: cosa aspettate ad intervenire, magari chiedendo conto della Convenzione ATO Rifiuti, magari pretendendo di votare uno straccio di proposta per Genova?
Alle Associazioni Ambientaliste chiediamo: cosa rispondete a Caviglia, qualcuno ha intenzione di prendere in considerazione la proposta?
A C.Caviglia mi piacerebbe chiedere: .............ma ambasciatore non porta pena.
Perciò a C:Caviglia si deve rispondere NO. Nessun patto da parte del Coordinamento dei Comitati e della REte Rifiuto Zero.
Può darsi che a Sestri qualcuno abbia idee diverse, può darsi che dalle parti di Murta o Ceranesi qualcuno si stia chiedendo se il patto possa essere vantaggioso. Noi siamo certi di no.
Si assuma Burlando(e l'Amministrazione Regionale) la responsabilità dell'accordo con Riva e faccia ciò che crede, senza il nostro consenso.
Si assuma il Sindaco Pericu ( e l'Amministrazione Comunale) la responsabilità di accettare o caldeggiare un inceneritore a Genova, senza il nostro consenso.
Loro sono gli eletti, se vogliono sbagliare lo facciano da soli......................e d'estate.
Evitiamo il gioco delle tre carte
Anna Stramigioli (per il Coordinamento Comitati anti incenerimento- Rete nazionale Rifiuto Zero)
tel: 010 740 2459