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I: INCENERITORE NO MEDIAZIONI O PATTI   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #61 di 12407 |
Con la presente si rappresentano le istanze dei comitati e delle Associazioni che si battono per il rifiuto Zero e contro la proliferazione degli inceneritori nel nostro Paese, anche in seguito alla scorretta equiparazione tra rifiuti e fonti rinnovabili.
 
Saluti Anna Stramigioli
 
 
 
-----Messaggio originale-----
Da: Anna Stramigioli [mailto:stramigioli@...]
Inviato: lunedì 18 luglio 2005 1.02
A: Il Secolo XIX; Il Secolo XIX 1; Il SecoloXIX Caviglia; Il SecoloXIX Onofrio
Cc: TG 3 Tacchella; TG 3 LIGURIA; Telenord1; Telenord Capitani; Telenord; Telegenova2; Telegenova Chiara Attolini; Telegenova; Telecity; telecittà S.Gallotti; Telecittà buongiornoliguria; Telecittà; Redazione Radiogenovasound; RAI Redazione GR; RadioPopolare; 'Radio103'; Radio Nostalgia; primo canale lig dir; Primo Canale; LA STAMPA; La Repubblica Monteverde; La Repubblica -Il Lavoro; LA NAZIONE; Il Giornale Massimiliano Lussana; Il Giornale; Corriere Mercantile; ANSA; AGI
Oggetto: INCENERITORE NO MEDIAZIONI O PATTI

INVIO AL DOTT. ONOFRIO CON LA PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE INTEGRALE

 

Lettera aperta a "Il Secolo XIX"

A pagina 19 dell'edizione domenicale genovese (17 luglio 2005) il nostro quotidiano cittadino lancia un messaggio agli ambientalisti.
Si propone una mediazione a firma C.Caviglia.
Per evitare l'inceneritore a Scarpino si propone l'inceneritore a Cornigliano in area Riva, quale fonte di energia che possa alimentare le acciaierie, oltre ad eventuale teleriscaldamento ed immissione di energia in rete.

Non si sa chi abbia autorizzato C.Caviglia  a proporre patti, non è chiaro se l'idea sia sua o anche di altri.
Eppure sappiamo che è anche di altri, sicuramente ATO Rifiuti "minaccia" di riunirsi in tempi brevi.

Da tempo si temeva una trappola simile mirata a rompere il fronte dei Comitati che si sono dichiarati contro la combustione dei rifiuti ovunque e con qualsiasi tecnologia.
Non so se qualcuno accetterà l'uno per non averne due, so che è proposta razionalmente pazzesca.
Un inceneritore comporta rischi di inquinamento ambientale, ovunque lo si collochi.

La centrale elettrica, che dovrebbe servire l'area Riva, potrebbe avere delle controindicazioni, potrebbe essere oggetto di discussione (soprattutto in merito all'aumento di Nox, ozono, anidride carbonica e polveri sottili), ma non può essere patteggiata, non possiamo scambiarla con un inceneritore.
Semplicemente: Burlando aveva promesso una soluzione per l'area Riva che prevedeva impatto ambientale ZERO, non è così.
La soluzione Burlando per l'area Riva prevede un impatto ambientale, da discutere col territorio.

Altra questione, tutt'altra questione, è il ciclo dei rifiuti.

Il Piano Provinciale prevede un termovalorizzatore, ma non è facile trovargli un sito idoneo.
Non più di dieci giorni fa, nel corso di un convegno alla facoltà di Chimica, moderatore lo stesso C.Caviglia, che ben dovrebbe ricordare, si è chiarito che l'inceneritore non trova casa.
Anche gli esperti ammetono che in porto il camino sarebbe troppo basso, noi aggiungiamo che molte Convenzioni internazionali proibiscono la produzione di diossine in prossimità delle acque nazionali; aggiungono che servirebbero studi più approfonditi per sapere se gli inquinanti, da Scarpino, possano inquinare i laghi del Gorzente e di conseguenza l'acqua che arriva nelle nostre case, noi aggiungiamo che sotto ci sono le nostre teste.

Sarebbe piuttosto il caso di ridiscutere il Piano Provinciale, aggiornare lo stesso Piano Regionale dei Rifiuti, studiare opportune pianificazioni per realizzare alte percentuali di raccolta differenziata pulita.

Sarebbe ora di smetterla di ricattare una città evitando confronti democratici e calando scelte dall'alto con la presunzione di ritenerle atte al bene della comunità.

Sarebbe ora che le forze politiche che si proclamano contrarie all'incenerimento nella nostra città avessero spazio e luogo per esprimere le loro ragioni e meglio informare la città.

Al Consiglio Comunale di Genova chiediamo: cosa aspettate ad intervenire, magari chiedendo conto della Convenzione ATO Rifiuti, magari pretendendo di votare uno straccio di proposta per Genova?

Alle Associazioni Ambientaliste chiediamo: cosa rispondete a Caviglia, qualcuno ha intenzione di prendere in considerazione la proposta?

A C.Caviglia mi piacerebbe chiedere: .............ma ambasciatore non porta pena.

Perciò a C:Caviglia si deve rispondere NO. Nessun patto da parte del Coordinamento dei Comitati e della REte Rifiuto Zero.

Può darsi che a Sestri qualcuno abbia idee diverse, può darsi che dalle parti di Murta o Ceranesi qualcuno si stia chiedendo se il patto possa essere vantaggioso. Noi siamo certi di no.

Si assuma Burlando(e l'Amministrazione Regionale) la responsabilità dell'accordo con Riva e faccia ciò che crede, senza il nostro consenso.
Si assuma il Sindaco Pericu ( e l'Amministrazione Comunale) la responsabilità di accettare o caldeggiare un inceneritore a Genova, senza il nostro consenso.

Loro sono gli eletti, se vogliono sbagliare lo facciano da soli......................e d'estate.

Evitiamo il gioco delle tre carte

Anna Stramigioli (per il Coordinamento Comitati anti incenerimento- Rete nazionale Rifiuto Zero)
tel: 010 740 2459


 COPIO (IDENTICO) ARTICOLO DA  IL SECOLO XIX  DEL 17 LUGLIO 2005 PAG. 19
 
 
caso RIFIUTI
 
Scarpino o aree portuali per il termovalorizzatore
 
Il conto alla rovescia questa volta sembra davvero partito. A giorni l'Ato, l'Ambito territoriale ottimale, vale a dire l'organismo formato da tutti i sindaci della provincia, dovrebbe indicare dove realizzare il termovalorizzatore che brucerà i rifiuti dei cittadini genovesi. Sul tavolo, come noto, sono rimaste due ipotesi: Scarpino oppure un'area da individuare nell'ambito portuale. Nonostante la notizia che Riva intende realizzare una centrale termoelettrica a metano, sulle aree di Cornigliano, necessaria per alimentare lo stabilimento siderurgico, l'ipotesi più probabile è che il termovalorizzatore venga costruito a Scarpino. Sono molti i motivi per crederlo. Il primo è che Amiu(società pubblica, controllata al 10 per cento dal Comune) ha acquisto da tempo fa un'area confinante alla discarica di Scarpino, dove potrebbe essere costruito l'inceneritore. Sarebbe davvero curioso che una controllata del Comune non concordasse le strategie con l'azionista (unico). Il secondo è che il sindaco Giuseppe Pericu è già rimasto bruciato una volta dal progetto di costruire l'inceneritore in porto: resta difficile credere che voglia rischiare, anche se alla fine degli anni Novanta si parlava di realizzare l'impianto vicino alla centrale dell'Enel.
L'unico motivo che potrebbe convincere i politici a cambiare idea, e quindi ad abbandonare l'ipotesi di Scarpino a favore del porto, potrebbe essere quello di proporre quest'ultima soluzione come mediazione con gli ambientalisti. Anziché due centrali, una alimentata a metano, l'altra a rifiuti, potrebbe diventare politicamente conveniente proporne una sola. Ma oramai il tempo stringe e non sembra ci sia spazio (e tempo) per ripensamenti. Prima delle ferie, infatti, l'Ato dovrebbe prendere la decisione definitiva. Mentre il Comune non sembra intenzionato a cambiare idea sul gestore dell'impianto: Amiu, appunto, magari insieme ad Amga per la parte che riguarda la gestione dell'energia elettrica.     C. Cav.
 
 




Dom 17 Lu 2005 11:46 pm

stramigioli@...
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Inoltra Messaggio #61 di 12407 |
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Con la presente si rappresentano le istanze dei comitati e delle Associazioni che si battono per il rifiuto Zero e contro la proliferazione degli inceneritori...
Anna Stramigioli
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18 Lu 2005
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