Pongo alla vostra attenzione i risultati di uno studio che dimostra, ancora
una volta, come la presenza di un inceneritore non è indifferente
all'aumento delle patologie: come in questo caso anche molto gravi (linfoma
non Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli).
Resta da considerare il fatto che le sostanze in emissione sono più di 200,
e il loro impatto ancora in parte sconosciuto.
Come fanno i nostri amministratori a darci garanzie?
L'unica risposta è che probabilmente, per molti di loro, ha poca importanza
che si muoia per cause ambientali, o che la qualità della vita peggiori
sensibilmente; la considerano una necessità, una ineluttabile conseguenza
del progresso, perciò, con pretesa di scientificità, assumono un
comportamento fatalista e gretto.
Diffondiamo questo testo. Saluti Anna
-----Messaggio originale-----
Da: ambiente_liguria@yahoogroups.com
[mailto:ambiente_liguria@yahoogroups.com]Per conto di
valerio.gennaro@...
Inviato: venerdì 29 luglio 2005 20.02
A: ambiente_liguria@yahoogroups.com; ambiente_liguria@yahoogroups.com
Oggetto: [ambiente_liguria] salute o inceneritori
ricevo e ritrasmetto importante studio
salute
vg
Mortalità per linfoma non Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli nel
territorio circostante un
impianto di incenerimento di rifiuti solidi urbani. Campi Bisenzio
(Toscana, Italia) 1981-2001.
Mortality for Non-Hodgkin Lymphoma and Soft-tissue Sarcoma and residence
where an Urban
Waste Incinerator was located. Campi Bisenzio (Toscana, Italia) 1981-2001.
Annibale Biggeri, Dolores Catelan
UO Biostatistica, CSPO, Istituto Scientifico Regione Toscana e
Dipartimento di Statistica G. Parenti, Università di Firenze
Viale GB Morgagni 59, 50134 Firenze abiggeri@...
In stampa su Epidemiologia e Prevenzione, n. 3 2005
Riassunto
Scopi: Scopo dello studio è investigare la mortalità per tumori del sistema
linfoematopoietico e per sarcoma dei tessuti
molli nei residenti di un territorio circostante a un impianto di
incenerimento di rifiuti solidi urbani.
Materiali e metodi: Sono stati analizzati i certificati ISTAT di causa di
morte relativi al periodo 1981-2001 dei
residenti nei 277 Comuni facenti parte di un cerchio di raggio 80 km
centrato sul comune di Campi Bisenzio.
Lanalisi è stata condotta per tre periodi di calendario distinti (1981-85;
1986-92; 1993-2001) e per specifiche cause di
morte. In particolare abbiamo considerato la mortalità per tumori del
sistema linfoematopoietico e per sarcoma dei
tessuti molli. I Rapporti Standardizzati di Mortalità (SMR) sono stati
calcolati per ciascun periodo usando la
popolazione del cerchio come popolazione di riferimento.
Risultati: Lanalisi evidenzia che i maschi residenti nel comune di Campi
Bisenzio manifestano un eccesso nel rischio
di morte per Linfoma non Hodgkin nel periodo 1986-1992, con 14 casi
osservati contro i 7.6 attesi (SMR: 184.2 CI
90% 111-273). Leccesso di rischio è presente anche per i Linfomi con 18
casi osservati verso i 9.07 attesi. Nello stesso
periodo, in Campi Bisenzio, si osservano 2 morti per Sarcoma dei tessuti
molli.
Conclusioni e discussione: Lo studio mostra la presenza di un cluster
localizzato di morti per Linfoma non Hodgkin
nei maschi nel periodo 1986-1992. Nello stesso comune un inceneritore di
rifiuti solidi urbani era operante dal 1973 al
1986, anno in cui fu chiuso dopo una serie di indagini relative
allinquinamento del suolo con diossine.
Summary
Aim: Aim of the study is to investigate mortality for lymphoematopoietic
tumours and soft tissue sarcoma of people
resident near an urban waste incinerator.
Materials and methods: We have considered death certificates recorded by
National Statistical Institute (ISTAT) for
the period 1981-2001 of the residents in 277 municipalities included in a
circle of 80 km of radius centered at Campi
Bisenzio municipality. Mortality data have been analyzed by calendar period
(1981-1985, 1986-1992, 1993-2001) and
by specific causes of death. In particular we have considered mortality for
soft tissue Sarcoma and Lymphoematopoietic
tumours. Standardized mortality ratios (SMR) have been evaluated for each
calendar period using the population of the
circle as standard population.
Results. Our findings point out that males resident in Campi Bisenzio
municipality had a higher risk of Non Hodgkin
Lymphoma in the period 1986-1992, with 14 observed cases versus 7.6
expected (SMR: 184.2 CI 90% 111-273). The
excess risk is present also for all Lymphomas with 18 cases versus 9.07
expected. In the same period, in Campi
Bisenzio, we observed 2 deaths for soft tissue Sarcoma.
Conclusion and discussions: The study shows the presence of a localized
cluster of deaths for Non Hodgkin
Lymphoma, males, in the calendar period 1986-1992. In the same municipality
an urban waste incinerator was
operating from 1973 to 1986, year in which it was closed following evidence
of dioxin soil contamination.
Cosa sappiamo già?
" LAgenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha valutato la
2,3,7,8-tetraclorodibenzodiossina (TCDD)
come cancerogeno umano certo. " Vi sono evidenze in letteratura di un
aumento di rischio per LNH e sarcomi dei tessuti molli in popolazioni
esposte a TCDD.
Cosa aggiunge di nuovo?
" Vi è evidenza di un cluster di linfoma non hodgkin nel periodo 1986-1992
sulla base della certificazione di
cause di morte ISTAT in un territorio comunale interessato dalle emissioni
di diossine da parte di un
inceneritore di rifiuti solidi urbani attivo nel periodo 1973-1986.
Parole chiave: Inceneritore rifiuti solidi urbani, Linfoma non Hodgkin,
Cluster.
Key words: Urban waste incinerator, Non Hodgkin Lymphoma, Cluster.
Introduzione.
Nella letteratura epidemiologica vi sono evidenze in favore di una
associazione tra emissioni
nocive, prevalentemente diossine, da inceneritori di rifiuti solidi urbani
(vedi ad esempio1). In Italia,
sono degni di nota i risultati relativi allinceneritore industriale della
Montedison di Mantova,2 per
quanto riguarda in particolare i sarcomi dei tessuti molli.
LAgenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, dal 1997, ha valutato la
2,3,7,8-
tetraclorodibenzodiossina (TCDD) come cancerogeno umano certo.3
Lassociazione tra esposizione
a diossine e linfomi non Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli retrostante
tale valutazione è discussa
nella citata monografia.
In località San Donnino, facente parte del Comune di Firenze, ma
praticamente unenclave
nel territorio del Comune di Campi Bisenzio in Toscana (Italia) è stato
attivo dal 1973 al 1986 un
inceneritore di rifiuti solidi urbani. Limpianto fu chiuso
dallamministrazione provinciale dopo una
serie di segnalazioni ed indagini sul campo relativamente allinquinamento
del suolo con diossine.4
Il presente studio si basa sulla mortalità comunale ISTAT per linfomi non
Hodgkin e
sarcomi dei tessuti molli nel periodo 1981-2001 relativamente a 277 comuni
contenuti in un cerchio
di 80 km centrato sul comune di Campi Bisenzio. Scopo dellanalisi è
valutare eventuali eccessi di
mortalità per linfomi non Hodgkin (ICD-9 200, 202) e sarcomi dei tessuti
molli (ICD-9 171)
nellarea del Comune di Campi Bisenzio, pensando ad un impatto locale delle
emissioni
potenzialmente nocive dellimpianto di incenerimento, al netto di tendenze
di lungo periodo legate
ai miglioramenti della definizione nosografica e delle tecniche di indagine
diagnostica.
Materiali e metodi.
Sono stati analizzati i certificati ISTAT di causa di morte per il sesso
maschile e femminile
relativamente ai residenti nei 277 Comuni facenti parte del cerchio. I dati
disponibili partono dal
1981 ed arrivano al 2001. La popolazione residente è stata ottenuta dai
censimenti della
popolazione ISTAT e, per gli anni intercensuari, da interpolazione lineare.
Per i dettagli si rimanda
a5.
Lanalisi è stata condotta su tre periodi distinti: 1981-85; 1986-92;
1993-2001. Il primo
periodo, quello più lontano per il quale si può risalire nellarchivio
ISTAT, è relativo ancora
allepoca in cui limpianto era funzionante; il secondo periodo,
immediatamente successivo alla
chiusura, è coerente con i tempi di latenza di esposizioni maturate nel
corso dei primi anni di
funzionamento dellimpianto, verosimilmente quelli con maggior impatto
ambientale (da noi
identificato dal 1973 al 1979, anno della prima campagna di misurazione);
il terzo periodo valuta la
situazione più recente, caratterizzata anche da profondi cambiamenti
demografici nellarea tra i
quali la diminuzione di abitanti del Comune di Firenze con corrispettivo
aumento dei Comuni
dellarea ovest in cui si trova anche Campi Bisenzio.
Sono stati calcolati i rapporti standardizzati di mortalità (SMR) per
ciascun periodo
separatamente prendendo come popolazione di riferimento la popolazione di
tutti i Comuni del
cerchio nello stesso periodo. La scelta del cerchio di riferimento anziché
della provincia e Regione è
giustificata dallesigenza di prescindere dai confini amministrativi che
possono indurre delle
distorsioni. Nello specifico la Provincia è troppo piccola per numero di
casi di queste patologie così
rare, la Regione potrebbe distorcere il confronto includendo aree lontane
come il grossetano ed
escludendo aree appenniniche delle Province con caratteristiche simili di
Bologna e di Modena.
Per inquadrare il fenomeno abbiamo anche calcolato i tassi standardizzati
diretti sulla
popolazione teorica europea6 per la popolazione residente nella provincia
di Firenze nei tre periodi
considerati.
Risultati.
Nel periodo esaminato (1981-2001) si osserva generalmente un forte aumento
della
mortalità per entrambe le cause di morte esaminate nella popolazione
residente nella Provincia di
Firenze nel suo complesso: per i Linfomi non Hodgkin i tassi standardizzati
europei passano da 0.51
(nel 1981-85) e 0.50 (nel 1986-92) a 0.72 per 1000 nel 1993-2001 nel sesso
maschile e da 0.25 e
0.36 a 0.49 per 1000 nel sesso femminile . Per i sarcomi dei tessuti molli
laumento è a partire dal
1986: per i maschi si va da 0.02 per 1000 nel 1981-85 , 0.08 nel
quinquennio 1986-1992 a 0.12 per
1000 nel periodo 1993-2001 e per le donne da 0.04 , 0.05 a 0.09 per 1000.
In tabella 1 sono riportati i casi osservati di decesso per linfoma non
Hodgkin e gli SMR con
i relativi intervalli di confidenza al 90% (IC 90%; approssimazione di
Byar)7 per i tre periodi in
esame e per i dieci Comuni nellintorno del territorio di Campi Bisenzio.
In tabella 2 sono riportati i risultati relativamente ai sarcomi dei
tessuti molli e alle voci del
raggruppamento tumori del sistema linfoematopoietico per il solo comune di
Campi Bisenzio. I
residenti nel Comune di Campi Bisenzio mostrano un rischio aumentato nel
sesso maschile per
linfoma non Hodgkin nel periodo 1986-1992, con ben 14 casi contro 7.6
attesi (SMR: 184.2; IC
90% 111.8 272.7). Leccesso di rischio si manifesta anche per i linfomi
totali con 18 casi contro
9.07 attesi (SMR: 198.4; IC 90% 128.7 281.7). Nello stesso periodo a Campo
Bisenzio sono
morte due persone per sarcomi dei tessuti molli, corrispondente a un SMR di
226.2 (IC 90% 41.3
543.8).
Non vi sono eccessi significativi per le altre cause esaminate per il
Comune di Campi
Bisenzio né per il linfoma non Hodgkin nei dieci Comuni considerati.
Discussione e Conclusioni.
Un aumento della mortalità per Linfomi non Hodgkin, sesso maschile, nel
territorio del
Comune di Campi Bisenzio nel periodo 1986-94 rispetto1971-79 era stato
documentato nellAtlante
Toscano di Mortalità 1971-1994,8 insieme al rilievo della generale tendenza
regionale allaumento
della certificazione per questa patologia. I risultati qui riportati
aggiornano (al 2001) e precisano le
linee di tendenza relativamente alleccesso locale circoscritto al
territorio comunale interessato dalle
potenziali emissioni nocive dellimpianto di San Donnino. Sia per i linfomi
non Hodgkin, sia per i
sarcomi dei tessuti molli gli eccessi documentati sono coerenti con i tempi
di latenza relativamente
alle emissioni del primo periodo di funzionamento dellimpianto, aperto
nellanno 1973.
Per i linfomi non Hodgkin i nostri dati sono coerenti con la letteratura
esistente nella quale
sono particolarmente convincenti gli studi che si basano su dati di
incidenza.1
Per i sarcomi i risultati sono più incerti a causa della maggior rarità
della patologia, per la
cattiva qualità della certificazione di morte e la potenziale
misclassificazione di sede.9
Non vi è coerenza tra i sessi, e questo dato di difficile interpretazione
può richiamare la
presenza di esposizioni professionali o di un problema di qualità nella
definizione della patologia
nel sesso femminile. Infine i casi hanno una distribuzione per età che
privilegia la popolazione
anziana; sopra i 64 anni si sono osservati 9 dei 14 casi di linfoma non
Hodgkin del periodo 1986-92.
Riteniamo i risultati di questo studio di particolare importanza anche alla
luce della
coerenza con lo studio di mortalità sulla popolazione di Seveso10 e tali da
motivare indagini di
maggior respiro analitico volte a delucidare eventuali danni subiti dalla
popolazione a seguito
dellinquinamento da diossina, come documentato per il periodo 1979-82
dallindagine dellIstituto
Superiore di Sanità.4
Riferimenti bibliografici
1 Floret N, Mauny F, Challier B, Arveux P, Cahn JY, Viel JF. Dioxin
emissions from a solid waste
incinerator and risk of non-Hodgkin lymphoma. Epidemiology. 2003;
14(4):392-8.
2 Comba P, Ascoli V, Belli S, Benedetti M, Gatti L, Ricci P, Tieghi A. Risk
of soft tissue sarcomas
and residence in the neighbourhood of an incinerator of industrial wastes.
Occup. Environ. Med.
2003; 60;680-683
3 International Agency for Research on Cancer (IARC) Summaries &
Evaluations: Polychlorinated
Dibenzo-Para-Dioxins. IARC Sci Pub, 1997, vol. 69, 33. CAS No: 1746-01-6
4 A. di Domenico. Impatto ambientale dovuto alle emissioni di CDD e di CDF
dallinceneritore di
San Donnino (campagne di rilevazione 1979-1982). Laboratorio di
Tossicologia Istituto Superiore
di Sanità, 1988. Allegato al Parere della Commissione Consultiva
Tossicologica Nazionale sui
PCDD e PCDF, seduta del 12.02.1988.
5 Cislaghi C. GIS 8 - Atlante italiano di mortalità 1981-2001. Versione 8.0
beta-test. ATI ESA
2005.
6 Parkin DM, Whelan SL, Ferlay J, Teppo L, Thomas DB. Cancer Incidence in
Five Continents.
Vol 8. IARC Sci Pub. 2002; 155:87-89.
7 Breslow NE, Day NE. Statistical methods in cancer research: Volume 2 -
The design
and analysis of cohort studies. IARC Sci Pub. 1987; 82:69-71.
8 Vigotti M.A., Biggeri A., Dreassi E. Atlante della Mortalita' in Toscana
1971-1994. Edizioni
Plus, Universita' di Pisa, 2001; pag. 273.
9 Comba P, Fazzo L, Berrino F. Soft tissue sarcomas in Mantua:
epidemiological evidence and
perspectives for environmental remediation. Epidemiol Prev. 2004;
28(4-5):266-71.
10 Bertazzi PA, Consonni D, Bachetti S, Rubagotti M, Maccarelli A,
Zocchetti C, Pesatori AC.
Health effects of dioxin exposure: a 20- year mortalità study. Am. J.
Epidemiol. 2001; 153 (11):
1031-1044.
Ringraziamenti
La presente ricerca è stata condotta nellambito del progetto di ricerca
universitario PRIN
2002134337 e 2004137478 .
At 11.44 29/07/2005 +0200, f.martone@... wrote:
>Senato della Repubblica
>Invio sperando di fare cosa gradita un comunicato stampa sul caso
>dell'inceneritore a Scarpino.
>Colgo l'occasione per inviare a tutti cari saluti
>Francesco Martone
>---------------------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------------
---------
>COMUNICATO STAMPA
>
>GENOVA. INCENERITORE A SCARPINO.
>MARTONE (PRC).:" UNA SCELTA DECISIONISTA E MANAGERIALE CONTRO IL BENE
>PUBBLICO ".
>(Roma 28 luglio 05)
>"Ci risiamo, con una periodicità matematica ritornano i piromani dei
>rifiuti, si procede testardamente con la consueta sfrontata consapevolezza
>che il progetto verrà, da loro, comunque autorizzato". Così interviene il
>senatore indipendente di Rifondazione Francesco Martone sul caso
>dell'inceneritore a Scarpino.
>E? dei giorni scorsi la notizia che l?assemblea dell'Ato provinciale di
>Genova sul ciclo dei rifiuti ha deciso di collocare il futuro impianto di
>incenerimento in località Scarpino, sulle alture di Sestri, già sede della
>discarica cittadina ormai prossima all'esaurimento.
>"Un'aggressione al nostro territorio, continua Martone, ma soprattutto ad
>associazioni e comitati cittadini, che con la loro attenzione, hanno
>espresso la propria contrarietà e formulato ipotesi alternative rispetto
>a scelte e modalità decisioniste e manageriali finora dimostrate dai
>pubblici amministratori locali rispetto a un problema tanto importante ed
>emblematico da poter influenzare la qualità stessa della vita e la
>sostenibilità ambientale".
>"Forse soltanto grazie al continuo impegno e sensibilizzazione dei
>cittadini, che oggi manifesteranno il loro dissenso davanti Palazzo
>Fieschi, potrà esserci qualche speranza rispetto a una positiva soluzione
>di questa vicenda, evitando la costruzione "predestinata" di un
>inceneritore a Scarpino. Sono convinto che ogni amministratore pubblico
>dovrebbe avere anche l'obbligo etico-morale di verificare e approfondire
>ogni istanza proposta dai cittadini".
>"E' necessario, a questo punto, una pausa di riflessione, di analisi, di
>studio per una reale alternativa ad un sistema di raccolta e smaltimento
>dei rifiuti che sta mostrando tutti i suoi limiti. Alle intenzioni
>annunciate dal Sindaco Pericu, circa un processo di consultazione, seguano
>i fatti e sopratutto forti garanzie per dare credibilità a tale processo.
>Incaricare l'A.M.I.U. di coordinare il tutto è come mettere la volpe in un
>pollaio, visto i scarsissimi risultati conseguiti dalla raccolta
>differenziata e l'interesse specifico all'incenerimento. Se l'A.M.I.U. non
>verrà sostituita da un soggetto imparziale, se la decisione di costruire
>l'inceneritore è irrevocabile, se la partecipazione si limiterà ad
>acquisire una tantum le preoccupazioni dei comitati e delle associazioni
>ambientaliste, se prima di tutto non si lavorà ad un impegno per il
>riciclaggio e la riduzione dei rifiuti, allora si dimosterà di voler
>perseguire nell'errore compiuto in passato. Con tutte le conseguenze
>politiche che da ciò ne deriveranno". Conclude Martone.
>
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